Lei era bella

P. Picasso 1932 - Donna davanti allo specchio

Chi sono mia Regina?
Sono lo specchio rotto delle tue brame
che riflette la tua vera immagine
Altera Regina leggera
tu non cerchi che specchi compiacenti…
E rompi tutti gli altri…
Passi tra chi ama
con regale autorità
come tra due ali di folla
tutti conosci messuno ami
e in questo incedere
sola ti scopri…
Infinitamente…
E t’angustia
non tanto la solitudine
quanto il ricordo del sentimento
che non arde più nel cuore adusto…
Com’eri bella allora
che la poesia sgorgava
da te come un ruscello
e affluenti non cercava
per diventar fiume irruente
che sfocia nel vasto mare dell’amore…

Quello che ti Affascina in alcune donne e quello che Odi sono la stessa cosa.

Risveglio

Dio, che giorni
sono trascorsi
indefinibili
di questa maledetta
stagione della mia vita

Che pur soffrendo
mi esaltò la tua presenza
non dovrò dire…
Sai bene che vinse
l’amore per te su ogni cosa

E pure mi strinse
il tuo silenzio insieme al ricordo
in una morsa letale
mentre cercavo della tua voce
un’impossibile memoria

Ma è bastata una notte,
spazzata da un vento caldo e impetuoso,
per strappare via per sempre
insieme all’ultimo velo quei giorni
su questa storia di fuoco

Come un uomo sto ora
quando il sogno finisce
e, al risveglio,
la sua mano giace
sul lato vuoto del letto

Un uomo che osserva
la forza possente
che travolge il suo amore
mentre la luna lassù
sembra un foro nel cielo

Non ci sei,
non ci sei mai stata
ma l’idea di te, qual segno di fuoco,
impressa nel mio cuore
ancor mi trafigge l’anima

Ti avevo mostrato il mio cuore…

Ti avevo mostrato il mio cuore
non perché lo trafiggessi
spietata e crudele
ti avevo dichiarato il mio amore
non perché ne facessi
strumento d’ispirazione
ti avevo offerto un verso
non perché lo cancellassi
con un frego solo
Potrai cancellare tutto di me
Anche quei versi tuoi
che ti tradiscono
Ma la vergogna no,
quella vergogna che Infinitamente
ti accompagnerà sempre, N0.
Tu che Odi solo il richiamo dell’oro.

Nell’infinita carezza della sera…

Nell’infinita carezza della sera
incontrandoti lungo il mare
fa’ che non mi consumi, l’attesa…
Porgi subito la mano che tieni in serbo per me
Io prenderò nel fuoco del giorno tutte le pene
ma tu non privarmi di freschi baci nella notte.
Parlami senza lesinare sinuose parole
così che un tuo breve silenzio
non mi precipiti nei gironi del male
indurendo questo cuore stentato.
Volgi a me anche quel tuo sguardo sognante
in cui perdendomi come nave nella tempesta
ritrovo l’unico possibile filo d’arianna
per scampare a questo labirinto dell’anima.
Respira anche per me quando son solo
perché strappato al tuo abbraccio
duna sono del più disperato deserto…
E il vento disperde i miei grani lontano
in un immenso cielo grigio e chiuso.

Tu sarai così per me? Sì…
Allora sentiremo scorrere nelle vene il sangue
in fondo alla notte, all’angolo di una strada
in mezzo al traffico impazzito del mondo
nel posto in cui torneremo sempre
come pellegrini al loro santuario
lì dove il nostro amore oltrepassò la soglia della notte
e i nostri cuori unì in un raggio di luna.
Ci sentiremo vivi come non lo siamo mai stati.
Vivi per sempre.