Quando la notte

Quando la notte,
affrancata dall’incubo solito,
mi è amica
questa stanza
un tempo vuota e cupa prigione
è tempio maestoso
a te consacrato
ed io l’officiante
io il solo devoto
del rito eterno che si rinnova

Vago con la mente
ti cerco tra le stelle,
vera Luna della mia vita notturna
e nel buio del mio stambugio
io sono una bianca tela
che muove lenta leggera
come candida vela
avida d’amore d’amore foriera
a rapire per sempre
i tuoi tenui colori

© 2005, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

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Commenti

  1. Ars scrive:

    .. pensi davvero d’averli rapiti? Per sempre?

    Replica

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