Solo Dio sa quanto avesse aspettato quella sera. Immaginato ogni particolare, ogni suo gesto tentando di prevedere l’imprevedibile ed evitare l’inevitabile. Ma la nostra immaginazione è un limite che la realtà infinitamente supera. Lei era gia lì, nel solito posto dove sempre era stata attesa, bellissima. Incantatrice come sempre. Però aveva negli occhi una strana malia. Uno sguardo nuovo e inquietante. Era una sera d’estate caldissima, umida e afosa, che esaltava il calore dei loro corpi… Dopo tanto tempo, riprese la mano di lei nella sua e guidò lentamente come per rallentare il tempo e, in un oscuro presagio, allontanare un cattivo epilogo. La sentì sua come non l’aveva mai avvertita e cominciò a non riconoscerla. Ricordò un verso antico: “Quando sarà tua non sarà più lei”.
Nella vita dovremmo espandere all’infinito i momenti angelici e ridurre al minimo quelli diabolici. Ma questi ultimi si possono controllare e contenere, mai eliminare del tutto. Questa semplice regola dovremmo seguire dimenticando, con un lungo sonno, tutto quello che ci riconduce al male. C’è sempre un risveglio e il giorno ma, per fortuna, segue sempre il sonno e la notte. Così non ricordò altro di quella sera, altro non sognò che quella mano caldissima nella sua e uno sguardo, mentre guidava lentamente, nella notte, accanto a lei…
© 2005, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.









perchè non scrivipiù, sei in vacanza……….
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…o forse no…
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è molto bello il tuo blog e soprattutto mi piace come scrivi.
Passerò spesso… nel frattempo ti auguro un…
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che bella descrizione di un incontro in cui pensavi fosse tua…ma era già nell’infinito..non era lei..
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> Nella vita dovremmo espandere all’infinito i momenti angelici e ridurre al minimo quelli diabolici.
… grazie.
spero che tu stia bene… tanto che non ti sento!
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molto dolce.
e grazie del tuo commento da me.
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Io narro una favola stanotte, forse una storia d’amore, spero di si…e’ la favola della Fata Strana…
Felice notte…
Argante
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Una rosa blu, sulla pelle tua mi ricordi Londra snob e bionda con un filo di follia dicono di te… pare che ci stai che ti scaldi presto che poi tutto il resto e non ti leghi mai ma se fossi mia io ti legherei con un laccio al cuore che ti faccia male quando te ne vai. Io sulla pelle io te lo scriverei che mi piaci perché sei come sei col tatuaggio con quella rosa blu che è il tuo coraggio e la tua risorsa in più. E ti racconto di me di lei ma chi se ne frega ma si doveva andare andare così e non mi accorgo nemmeno che vuol dire ti amo che si è aperta di più la rosa sul tuo seno. Una rosa blu che non va più via dolce e un po’ perversa come un po’ diversa è la tua fantasia una rosa blu come non ce n’è ma una cosa rara sono io stasera che la chiedo a te. Io sulla pelle io me lo scriverei l’amore in macchina no non c’è magia un tatuaggio perché va dove vai al mare o dove si può purché scappare via. E mi racconto di te di lei ma chi se ne frega ma si doveva andare andare così e non mi accorgo nemmeno che ti ho detto ti amo quando si apre sul seno la tua rosa blu. Se fossi mia ti legherei… ma un laccio al cuore non ci sei al mare o dove c’eri tu mi punge la tua rosa blu dolce e un po’ perversa è la tua fantasia. Ma una rosa blu sulla pelle mia me ne accorgo adesso, passo dopo passo che non va più via.
da “Una Rosa Blu” di M.Z.
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Proprio perchè l’ amai, gli impedii che fosse del tutto mia: doveva restare , nella mia fantasia, così come me la ero creata.
Appartengo a quella categoria che afferma:
Non amo che le rose / che non colsi. Non amo che le cose / che potevano essere e non sono / state…
(G. Gozzano, Cocotte)
N.B.: il pronome personale “GLI” non rappresnta un errore grammaticale, ma ha un suo senso, ha un suo significato.
Un bacio
Carmen
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ciao… mi rimanderesti la mail per tenermi aggiornata.. scusami per non averti risposto ma è stato un periodo burrascoso. un abbraccio
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