Le disse: “Non andare, non lasciarmi, ho bisogno di te”. Lei rispose che non lo avrebbe lasciato mai, dicendo nel senso più profondo la verità. Lui interpretò allora ogni sua fuga come un ritorno. Visse aspettandola in tutti i luoghi del mondo in cui lei lo lasciò o era vissuta. Così raggiunse l’antica città carovaniera, nel “pays de la pierre”, in pieno deserto, l’ultimo luogo in cui lei era passata. Subì le terribili condizioni climatiche di quella vasta e silenziosa regione, dove il sole brucia tutto tranne il desiderio di un uomo di andare incontro al proprio destino. La gente del posto colse subito in lui la smisurata sete di lei e lo accolse con affetto. Era uno di loro. Nessuno allora si meravigliò, quando una notte adornata di stelle partì con dei nomadi e, seguendo il letto asciutto di un antico torrente, scomparve oltre le dune. Quelle stesse linee curve che gli parvero tante volte, immaginando il corpo dell’amata disteso, in un tormentato sogno d’amore, così simili ai fianchi impietosi di lei.
Non si seppe più nulla di lui, si perse per sempre nel miraggio della donna che amava.
“Dio ha creato paesi ricchi di acqua perché gli uomini ci vivano, i deserti perché vi trovino la propria anima” (antico detto tuareg).












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