Dune

 

Le disse: “Non andare, non lasciarmi, ho bisogno di te”. Lei rispose che non lo avrebbe lasciato mai, dicendo nel senso più profondo la verità. Lui interpretò allora ogni sua fuga come un ritorno. Visse aspettandola in tutti i luoghi del mondo in cui lei lo lasciò o era vissuta. Così raggiunse l’antica città carovaniera, nel “pays de la pierre”, in pieno deserto, l’ultimo luogo in cui lei era passata. Subì le terribili condizioni climatiche di quella vasta e silenziosa regione, dove il sole brucia tutto tranne il desiderio di un uomo di andare incontro al proprio destino. La gente del posto colse subito in lui la smisurata sete di lei e lo accolse con affetto. Era uno di loro. Nessuno allora si meravigliò, quando una notte adornata di stelle partì con dei nomadi e, seguendo il letto asciutto di un antico torrente, scomparve oltre le dune. Quelle stesse linee curve che gli parvero tante volte, immaginando il corpo dell’amata disteso, in un tormentato sogno d’amore, così simili ai fianchi impietosi di lei.
Non si seppe più nulla di lui, si perse per sempre nel miraggio della donna che amava.

“Dio ha creato paesi ricchi di acqua perché gli uomini ci vivano, i deserti perché vi trovino la propria anima” (antico detto tuareg).

Caldo vento

Così caldo è stato il vento
in questa breve estate
che le fronde stanche
ormai non stormiscono più
e la luna che fa capolino tra loro
sembra una nave incagliata in bassi fondali
così ho tratto tutti i petali bianchi di rosa
e li ho offerti al cielo…
Che si levino dalla coppa delle mani di un bimbo
fino a te Luna della mia vita per liberarti.
I sogni di un uomo, i sogni miei
sono i sogni di tutti gli uomini
fioriscono in ogni stagione
e il loro profumo si perde nella notte
dove cade una stella colma di desideri…
Scelta per me per sempre sei tu
che mi segui proprio come luna
ovunque il mio sguardo si protenda
ti stagli su un nero orizzonte
o sotto nubi che sembrano
onde di un mare in tempesta
rosse onde di eterno amore…

Gli uomini che amano

Coral Castle

Gli uomini che amano conoscono la forza segreta dell’amore. Si tratta di una forza fisica, perché tutto ciò che è spirituale è anche fisico. Lo spirito muove la volontà degli uomini e li induce all’azione, a fare quello che diversamente non farebbero mai, a realizzare imprese mai tentate. Per questo gli uomini che amano sono uomini di azione, sono cavalieri invincibili. Costruiscono castelli da soli con le dure pietre dei ricordi, solidi e imperituri monumenti al loro amore e alla vergogna di chi non li amò con sincerità. Per questo gli uomini che amano combattono fino all’ultima goccia di sangue e dubitano dell’amore degli altri quando scoprono in loro poca voglia di agire o nessuna spinta verso l’azione.
Chi non riesce a provare questo sentimento dell’amore nel modo più pieno e profondo non vive veramente, sperimenta continuamente un vuoto incolmabile e rincorre invano il piacere e la bellezza. Perché il piacere più profondo è amare ed essere riamati e la bellezza sta nelle azioni attraverso cui esprimiamo il nostro amore.
Per questo gli uomini innamorati compatiscono gli altri che non lo sono non sè stessi, anche se a volte costruiscono castelli d’amore per persone che non lo meritano.

Tu non conosci l’amore, mai lo hai visto scendere onda in piena nel tuo cuore

Il segreto di Sahira


Anne Smith, Arabian Nights – Sherazade

Sahira era una donna molto esile, sinuosa e delicata, conosciuta per caso, nell’hotel frequentato tante volte nelle sue vacanze. Scoprirono di aver avuto, negli ultimi tempi, molte letture in comune e lei lo invitò a condividere quel suo segreto che non avrebbe mai mostrato a persone del suo stesso paese. Lo condusse così in quel luogo inconcepibile. Una stanza ben nascosta nella sua casa. Scambiando poche impressioni con lei osservò con attenzione l’arredamento di quel piccolo angolo di occidente nel cuore del mondo arabo. Sulle pareti c’erano foto e poster di artisti, musicisti, cantanti, uomini e donne famosi che avrebbero potuto campeggiare sui muri di ogni occidentale. La musica, le immagini, le pile di libri e il computer su un piccolo tavolino erano assolutamente insegne occidentali eppure quel modo di essere di lei, il sedersi sul tappeto, l’offrire il tè, le sue stesse movenze, seguendo un cerimoniale del tutto tradizionale, il Corano messo in bella mostra nella stanza e, sopra di tutto, quella voce serena in cui risuonavano insieme consapevolezza e sfida avevano un fascino tipicamente orientale.
Sfidarono così i loro mondi, Oriente e insieme Occidente e, nel loro amore, disvelarono la porta segreta tra due universi, la simmetria profonda esistente tra sistemi diversi e ordini che sono sempre l’uno specchio dell’altro, la sintesi tanto ricercata quanto necessaria fra due civiltà. Era questo il vero segreto di Sahira che nessuno avrebbe potuto cancellare. Meno che mai quello sciagurato branco di fondamentalisti che a lungo si accanì contro di lei…