Sa ancora di fuoco

Les amantes - René Magritte 

Sa ancora di fuoco
questo sapore di te
sangue acre e denso
si apre come una ferita
che duole e non rimargina
che strano sentirmi così
prato dei miei pensieri
ora che non sei più con me
c’è tutto il tempo che passa
tante notti per dormire
tante notti per morire
tanti giorni per dimenticare
tutto il tempo per rinascere
ma tu hai paura come me
e chiedi scuse che ho finito
io conosco il tuo segreto cara
e più t’immagino più scopro in te
la mia più arcana natura
quella malia che ancor mi avvince
quel ricordo che mi accarezza
nel suono della tua voce
sempre con la stessa dolcezza
se fossi l’uomo della marea
che ti manca ed aspetti
nei tuoi sogni più veri
anche contro tutto
il tempo e gli uomini
e la vita stessa
allora sì rinascerei
salirei come un’onda
sulla tua pelle levigata
e questa mano riarsa infilerei
dentro un nero diluvio…

Rosa nera

Rosa nera
della sera
scivolando
perlacea rugiada
sui petali del tuo cuore
e insinuandomi come ape
nel tuo bocciolo
vorrei schiudermi con te
alla luce del nuovo giorno
e spargere su prati immensi
prima che si richiuda il fiore
il dolce ricordo di te
profumo di primavera
rosso polline d’amore
prima che si richiuda il cuore
vivere un istante ancora
immerso in quell’eternità
che è accanto a te…

La donna che non esiste

Foehn

Lester consegnò il suo rapporto sulla scomparsa di quella donna.
Di lei non si sapeva nulla, supposto che si possa sapere qualcosa sul mistero che alligna in ognuno di noi. Solo che doveva partire, per dove non si sa, quando nemmeno. Questo si sapeva attraverso i suoi numerosi amori. Uomini che aveva sedotto e lasciato nel volgere di pochi giorni. Qualcuno sosteneva che avesse voluto abbandonarli perché erano troppo vecchi per lei, altri che era il suo modo di essere, come una mantide che aspetta il maschio e mangiandogli la testa lo induce alla copula. Altri ancora si chiudevano in un ferreo silenzio, quasi a dar prova loro stessi della schiera degli uomini senza testa, abbandonati e feriti.
Tutti, però, se non ne parlavano, la sognavano, la ricordavano, l’adoravano. Lei era scesa a valle lungo il versante sottovento della montagna come il foehn, vento caldo e secco che scioglie uomini e neve… Ancora oggi passando in quelle desolate lande, quando spira quel vento del diavolo, sembra di udire la sua voce che dice: “Pur di non amarvi preferisco non essere mai esistita!”. Nessuno infatti è stato visto che l’abbia effettivamente conosciuta. Forse lei non è mai esistita.

Nessuna donna è così presente nel nostro cuore come colei che è assente o non è mai esistita.