Avevo atteso che l’aula si svuotasse del tutto, facendo finta di sistemare gli appunti. Sperando che anche tu non avessi fretta e non uscissi da lì tanto in fretta. In realtà, mi sembrava impossibile poter rimanere da solo con te, mia Francy, ma quel giorno avvenne il
miracolo. L’aula andò svuotandosi, io ogni tanto guardavo verso la cattedra e avevo paura che tu potessi da un momento all’altro andartene. Ma forse anche tu avevi visto che io temporeggiavo, forse anche tu stavi facendo finta di correggere non so bene cosa. Ogni tanto ci guardavamo, ma non come uno studente con la sua docente. Sì, furono interminabili quei minuti. L’aula era completamente vuota, ma io non sapevo come attaccare bottone. Un conto era fare le domande durante le lezioni, e ora? Io in fondo sono timido, poi, non era
come parlare a una mia amica o a una mia compagna di università. Avevo il cuore che mi batteva fortissimo. A un certo punto, però, mi decisi. In fondo, anche se più piccolo, ero pur sempre io l’uomo. E forse ti sembrai banale, quando, avvicinandomi a te, chiesi: “Scusi, volevo chiederle alcune cose sull’esame…”. Che approccio… Singolare. Ma, d’altronde, cosa potevo dire? Eppure, iniziammo a parlare, osservando quanto la matematica potesse essere interessante, per nulla arida. Ti stavo vicino e sentivo il tuo profumo. Avevo lo stomaco in subbuglio, ma non riuscivo a staccare i miei occhi da te. A un certo punto, con naturalezza (ma per me fu un gesto molto sensuale), ti sciogliesti i capelli. Li avevo visti sempre legati. E lì la mia timidezza svanì. Fu spontaneo dirti: “Sta davvero bene con i capelli giù”… Forse non attesi neanche la risposta. Me ne andai con quella immagine negli occhi.
Non so se il ghiaccio era rotto. So che il mio cuore era pazzo di te.
Finita la lezione, rimanemmo soli nell’aula…Tu ti attardavi ad uscire, io scribacchiavo qualcosa per aspettare non so bene cosa… ad un tratto con passi flessuosi, leggeri e felpati come quelli di un micio timidone, ti avvicinasti alla cattedra e con un filo di voce mi chiedesti
ragguagli sull’imminente esame.
Fu facile rispondere senza sentirmi in imbarazzo, d’altronde parlavo di matematica, e Tu, mio dolce Paolo, mi guardavi come imbambolato, sempre con questi occhi meravigliosamente espressivi e dolci… Credo che Tu non sentissi nemmeno una parola, di ciò che dicevo, mi guardavi le labbra, come un bambino davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli con il naso schiacciato sul vetro, con l’illusione di avvicinarsi sempre più vicino all’oggetto desiderato. Dopo la caduta dei libri mi si erano sciolti i capelli, e li tirai su alla meglio per non essere in disordine davanti agli studenti… E, non so per quale ragione, mentre Tu mi guardavi e mi parlavi, mi venne istintivo scioglierli del tutto.
Vidi i tuoi occhi brillare, e mentre scuotevo la testa da una parte all’altra per sistemarli in tutta la loro lunghezza… A mezza bocca con una rapidità supersonica mi dicesti che stavo bene con i capelli in giù… Stavo per rispondere… Ma già eri sparito…
Rimasi per altri dieci minuti ad aspettare il tuo ritorno, poiché avevi dimenticato una specie di sacca con libri, quaderni, cd… E anche il tuo tesserino universitario… Non avevo saputo resistere e prima di portare tutto in segreteria guardai dentro e finalmente seppi il tuo
nome… Paolo… Ma vidi anche la tua data di nascita…
Paolo e Francesca
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© 2005, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.









Ma è bellissimo…legere le sensazioni ed i pensieri di un incontro d’amore di entrambe le anime..mi sembrava di essere un bolla d’aria sospesa tra i vostri discorsi, nel vostro osservarvi. Troppo bello questo racconto, davvero emozionante e coinvolgente.
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Molto carino, soprattutto per il confronto dei due punti di vista.
Ce lo regalate, il finale, Paolo e Francesca? ;)
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Che dolce storia d’amore allo stato embrionale… non ricordavo più simili giochi, tensioni, sentori: grazie per avermeli ricordati…
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molto profondo, il finale sembra assente
e lascia a noi continuare a sognare
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che bello che bello che bello!!!!!!!!!!!!! sono mega presa.. e… avrei voluto vederlo anch’io quel tesserino… baci
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è strano come a volte pensiamo che l’altro non ci noti o non ci pensi o crediamo sia tutto impossibile, ma…
bel racconto!
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Una storia, due punti di vista…
Lui, accecato da una passione nascente vorrebbe continuare
Lei, con la responsabilità degli anni è più cauta nell’accendere una passione, vorrebbe, ma dalla data di nascita capisce che è meglio lasciar tutto spento.
Finale triste? Spero proprio di sbagliarmi…
Ciao
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Singolare perchè raccontato a due mani.. il secondo lui e il secondo lei :)
..anch’io avrei voluto continuasse..
Ma credo continui, nevvero?
Ars
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bello davvero, avrei voluto continuasse..
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L’ho letto due volte con lo stesso piacere.
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Davvero singolare questo racconto… narrato diversamente a seconda dei punti di vista! Spesso vi sono ostacoli nella riuscita di un amore.. spesso questo ostacolo può essere la differenza di età, ma è pur sempre affascinante il modo in cui possano nascere sentimenti così belli… anche se poi non è possibile coltivarli…
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singolare questo racconto… mi è piaciuto davvero…
e non so come mai.. avrei voluto continuasse..
peccato! davvero bello!
femme.
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