Pensavi non potesse accadere

Pensavi non potesse accadere.
Tra le mani la speranza,
quella che ti raccontava tua madre,
quella che capitò a molte.
La speranza di essere anche tu parte di un progetto.
Di vederti capace di mostrare le tue debolezze.
Hai pensato che mai sarebbe accaduto.
Tu che sognavi di essere una giovane donna dentro braccia forti.
Ora puoi. Ora lo sei.
Può accadere.
Sfogliando i giorni
tu giri il tempo,
e marchi il battito del tuo cuore
con la musica dell’amore.
Sei diventata coetanea del mondo.
Donna innamorata di un amore reale.
Meno timida,
ma più fragile.
Hai capito la brevità dell’esistenza.
Potrai, finalmente.
L’ampia forza dell’anima
crescerà in te
e senza interruzioni
guadagnerai grandi traguardi.
Avrai il piacere eterno
e tenderai sempre lo sguardo verso il tuo sole.
Senza mai sentire il passaggio delle stagioni.
Riuscirai a godere delle piccole cose,
quelle che porti da sempre nella tasca di un jeans.
Ma forse è già accaduto.

Rita

Unghia di luna… Lume d’amore

L’unghia di luna
In notturno di gelo
Regina in tribuna
Nel concavo velo

Le stelle raduna
Nell’ansa del cielo
Nella lattea cruna
Infila il camelo*

Asola_ndo fortuna
Da cogliere al volo
Per chi è in pena
Rimanendo da solo

Virgola di luna!
Che volgi a ponente
Sciogli la bruma!
C’è il giorno a levante!

Che di colori s’affina
Ombreggiando il candore
Che di notte si brama

Ed è sempre fulgore
Per chi sempre ama
In quelle piccole ore

Edo e le Storie Appese

*Camelo: Grossa corda x ancoraggio navi.

Lei gli raccontava le Favole. E Lui le insegnò a Volare.

Il Vento turbina, col suo odore di sale e conchiglie, afrore salmastro, afrore di Mare, gli scompone i capelli, spettinate e ribelli onde d’ebano
-Dea, è così bello-
le schiaffeggia la gonna bianca di lino, le caviglie minute, le guance
-Dio, è così bella-
O, forse, sta soltanto, abbracciandoli.
Il Sole scotta su quelle spalle scoperte, le spalle più piccole e forti che Lui abbia mai stretto, e i polsi sottili, le mani affusolate e nervose, i lineamenti lievi
-armonia sensuale e malinconica-
il canto che Lui fin dalla prima volta ha sentito.
E scotta su quella pelle abbronzata, la pelle più liscia che Lei abbia mai accarezzato, e prende poi il suo profumo
-il suo odore, suo solo suo-
e, malizioso, a Lei lo regala.
E poi brucia, brucia sui capelli di Lei, capelli come intarsi d’ambra scura e di miele dipinti dall’oro delle spighe di giugno.
E poi brilla, brilla dentro gli occhi di Lui, occhi neri e caldi come una notte d’estate in cui smarrire ogni via, in cui annegare per sempre, lasciandosi andare.
Scotta brucia e brilla sulle lacrime avvinghiate alle ciglia e le asciuga, scotta brucia e brilla sui timori e sui fantasmi nascosti e li scioglie, scotta brucia e brilla sulle difese arroccate e le sfalda.
Immobili per minuti interminabili.
"Scusami, ti prego scusami. So che non puoi dimenticare, ma almeno perdonami. Tu. Io non so se lo farò.
Ho cercato di correre, di scappare più veloce di me, lontano da te, lontano da quello che provo per te.
Avevo paura. Paura di perdermi.
Per accorgermi poi che l’avevo già fatto.
Perdermi, in te, per ritrovarmi. In te, solo in te."
Agili, le dita di Lei si allungano sulla sua bocca, non parlare più, non più, l’incantesimo potrebbe spezzarsi, sono io che ho paura.
Taci, non dire più nulla, chiudi a chiave ogni parola, perchè Noi, lo sai, non ne abbiamo bisogno, le cose più belle ce le siamo sempre dette con il silenzio.
Movenze di corpi sinuosi come calamite non allineate, in bilico estremo fra ribelle fuga e dirompente unione.
Un bacio lunghissimo, umido e caldo, sapore di vino speziato e ricordi, che cola lento su quelle labbra, avvinghiandole, che gocciola languido, su quei profili, attraversandoli.
Silenzio.
E Lui, Lui cade dentro agli occhi scuri di Lei, senza sosta precipita in quelle schegge di onice frammiste a bocconi di stelle, precipita, ed è così che sa che cosa vuole.
Potersi conoscere ogni volta più di quanto si siano già conosciuti, dimenticare tutto quello che hanno già visto, tutte le persone che hanno già amato, assaporare l’uno dell’altra e perdersi perdersi perdersi..
E’ questo ciò che chiamano desiderio? Ciò che chiamano passione?
O Amore?
Forse lo è.
E se lo è, è abbastanza da poterci salvare?
E Lei, Lei si fa creta sotto il tocco di Lui, quelle mani che scorrono sulla sua schiena, creta morbida e docile come spuma di mare, e come spuma s’increspa, si modella, s’infrange e si ricompone.
Ti amo, pensa Lei, soltanto un pensiero, una frase, ma la sua mente trabocca tanto che ha paura che esso trapeli  dalla sua bocca, dai suoi gesti, dal suo respiro, come vernice purpurea e indelebile, e inondi ogni cosa.
Vorrebbe dire mi sei mancato, quanto mi sei mancato, ma le manca il fiato, la voce, neppure un sussurro, e vorrebbe gridare non farlo, non farlo se non mi ami, ma sa che non è arrivata per lottare, se non contro la ragione.
Sussulti in ogni fibra, le dita strette -così strette- e le unghie a ferire la pelle, imperlata di sudore la fronte.
Vale tutto questo? Vale una vita? Una, dieci, cento, mille vite?
Dimmi che è così, dimmi che non mi sono sbagliata.
Una danza a perdifiato, in cui i contrari si fondono e i confini si scindono, e i battiti corrono sincroni.
In cui l’orizzonte è profumo d’incenso e di nostalgia.
Una danza a perdifiato, in cui restare sospesi, leggeri ed ebbri, a un passo dalla follia.
O è forse questa la follia?

Ogni mattina svegliarsi con rivoli del tuo sapore intarsiati tra le labbra, nonostante tutti questi anni.
Ogni sera addormentarsi con le orme dei tuoi passi qui tra le mie vene, attendendo ancora un Sogno.
E allora sarà questa notte silenziosa e accaldata, che ancora mi parlerà di Te.
Del tuo volo, degli spazi immensi che fendono adesso le tue ali, dei nuovi cieli che attraversano i tuoi occhi, e che io vedrò – nei miei – come se fossi lì a goderne al fianco tuo.
Cullata da una nenia antica, io ti ascolterò.
Aspettandoti.
Come se mai ti avessi conosciuto.
Come se sapessi che da sempre ti conosco.

StregaDelMare

Sempre

Sempre…
senza fine il nostro amore
si sazierà dei nostri sogni

Vestirò di te
dei tuoi sorrisi
dei tuoi occhi
della tua anima
del tuo cuore
della tua mente

Sempre…
senza fine porrò il mio amore nelle tue mani
toccherò la terra per continuare a camminare e poi ancora volare

Sempre…
senza fine in un solo corpo
inzuppati
tra l ieri dei ricordi
immersi
tra l oggi nostro immenso
e
sognanti
tra il domani di promesse e speranze.

Talcorosa 

(*) Talcorosa non usa gli apostrofi.