Storia da blog – La luce – 4^ puntata

 È l’una di notte. Il monitor del computer è la sola fonte di luce nella stanza a parte la luna, che filtra dalle persiane. Già la luna. Da quanto tempo non la vede? Da quanto tempo non leva più lo sguardo al cielo per osservarla? Questo si chiede Robert ricordando di colpo le lunghe sere d’estate trascorse con Francesca in riva al mare a parlare, a guardare il cielo, le stelle, la luna. Basta poco per riaccendere la dolce memoria, un elemento naturale, un debole filo di luce lunare e la porta del tempo si riapre e ricordi l’amore.

Se sei innamorato guardi sempre le stelle e la luna, cerchi continuamente il cielo.  Di giorno e di notte, sei in contatto con l’universo e lo sguardo si perde all’orizzonte, s’invola nell’immensità della vita, varca le porte del paradiso. I tuoi pensieri colgono il senso profondo delle cose, dei fatti, del tempo.

Il tempo. Robert guarda il suo orologio da polso, abbandonato sulla scrivania in un angolo, tra instabili pile di libri. Da molti mesi, ormai, non lo indossa più. La puntualità non ha più senso per lui. Nella sua vita non ci sono più appuntamenti da rispettare a parte quelli di lavoro, regolarmente rinviati, ignorati, rimossi nello stesso atto di assumerli. E’ come se il tempo si fosse fermato.

“Ci vuole una luce più forte”, pensa accendendo la lampada verde sul suo tavolo. Così, una luce più intensa inonda la stanza e copre quella lunare, dissolvendo i ricordi, ma illumina tutti gli altri oggetti reali, le cose del presente, compreso quel fascicolo pieno di correzioni ed appunti sulla scrivania, accanto alla tastiera.
Dio mio! Sono già due settimane che l’editore aspetta la nuova puntata del romanzo… Robert non ricorda più non solo gli appuntamenti, le date, gli impegni presi ma anche gli stessi personaggi della sua storia, ogni volta che riprende a scrivere rilegge a ritroso le puntate precedenti sconvolgendo la trama nella sua mente. Dove andrà a finire il racconto? Veramente non si sa. Povero editore che ha avuto l’idea di proporre alle lettrici di un mensile rosa un romanzo che può cambiare, puntata dopo puntata, in seguito ai loro commenti. L’accordo prevede però che la trama generale della storia sia ben definita e che il testo sia pronto da tempo. Intanto è iniziata la pubblicazione e lettrici attente seguono il racconto manifestando le loro aspettative e proponendo già i primi sviluppi. Robert ne deve tenere conto e questa è anche la sola scusa che ha per rinviare la consegna della puntata che sta scrivendo.
“Una luce più forte”… Ehi! Questo è il titolo della prossima puntata. Bene, almeno il titolo c’è.

Dalla finestra, intanto, penetra il fumo di scarico dell’auto della vicina di casa. La biondina del palazzo di fronte che, non si sa per quale ragione, parcheggia la macchina dall’altro lato della strada, proprio sotto l’unica finestra dell’appartamento di Robert.
Stasera è rientrata presto. Chiude lo sportello con la solita pedata, tenendo tra le braccia sempre un mare di cose, borse, pacchetti, riviste. Robert sbatte le persiane con il solito gesto stizzito, richiudendo la finestra, e la segue con lo sguardo attraverso gli scuri. Una rivista è caduta dalle braccia della biondina e rimane sul marciapiede mentre lei scompare dietro il portone del palazzo.

Una luce più forte, sì, ci vuole una luce più forte.

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Un piccolo mondo di rose

Un bel giorno sbocceranno le rose
Nei miei sguardi, ad ogni tuo sorriso
Mi chiamerai l’uomo delle rose
Iride di verità saranno i miei occhi
E lunghi remi le mie mani
Tra le onde di riccioli scuri.
Un bel giorno, che non c’è stato
Ti porterò in riva al mare
Indomita Principessa dei sogni
Seguendo una passerella di riflessi di luna
Ti mostrerò un regno segreto
Dove un abbraccio vale mille parole
E un dolce bacio infinite poesie
Dove l’attesa fremente
E’ una scala verso l’eternità
Donandoti in versi muti
Quel piccolo mondo di rose
Del sentimento che non si nomina
Ma nel nostro cuore si stringe forte
Parole non dette come mai dette

***

Immagine: Pierre de Lune di David Graux

Trilogia di versi rubati

 

Tu non sai

Tu non sai.
Non dire.
Non pensare.
Non fare nulla.
Metti solo la mano sul petto.
Ascolta a lungo il tuo respiro.
Vedrai, è come se ascoltassi il mio.
Ormai vivo tra un battito e l’altro del tuo cuore
e scendo in una lacrima lungo il tuo bel viso

Il respiro del tempo

Sei nella stanza dell’amore
nel letto delle rose
tra i petali rossi
Nel sogno infinito
del cuore dell’uomo che ama
Oltre la soglia su cui sostavi
del giardino che adoravi
nel sentiero di gioventù
Amica dell’amore fino all’ultimo
chiudi gli occhi e dammi la mano
Ascolta in questo fragoroso silenzio
Il respiro del tempo

Come se fossi il cuore suo

Sognando l’impalpabile carezza
delle sue mani di luna
alfine ti riascolto cuore
nella pulsante stagione dei fiori
io sento solo il suo profumo
Batti forte nel suo petto
come se fossi il cuore suo
insinua il mio amore
dentro ogni goccia del suo sangue
Sulla cresta dell’attesa onda
spingila fino alla mia riva
Qui, nel mio rosso tramonto,
tra fronde di mirto e allori
per sempre l’amerò

Dol’s, il sito delle donne on line

Dol’s, il Sito delle donne on line è il nuovo Partner di Manuale di Mari per il Concorso di Emozioni, edizione 2007.

Si tratta del Portale che mi ha intervistato proprio in questi giorni.

Vi invito a visitarlo e, se volete, a partecipare come autori e corrispondenti proponendo vostri articoli.

Segnalo, inoltre, la discussione che Caterina Della Torre, direttore di Dol’s e presidente di accentirosa, ha lanciato nel blog di Dol’s: Sesso e amore.

Partecipiamo esprimendo la nostra opinione!