Nel ghiaccio e nel fuoco

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Febbrile… Audace
coito d’amore
in un adagio mosso
da un ritmo incalzante,
tra pieno e vuoto,
nel ghiaccio e nel fuoco,
moto perpetuo
di godimento e di attesa,
resta e trascina,
usurpa e consuma,
dentro m’invade
fuori m’annega…

Butterfly

 

Podcast: Lettura di Robert

Tre rose

Ti ho messo una rosa accanto al cuscino. Tu dormi e non puoi saperlo, al risveglio ti giungerà la sua fragranza, fresca e passionale come tu sei. Fragili petali rossi, colore che avvolge i nostri attimi più intensi, che ami e rispecchia il tuo essere donna, che risplende nei tuoi capelli mossi e leggeri. Lungo il gambo imperfetto, così simile a te, semplicità nascosta che rifugge la bellezza vuota e sterile. Lo stesso fiore che ti regalai dopo la nostra prima notte insieme. Poco più in là, dove giunge la tua lunga chioma, baciando il posto che riempivo osservando il respiro gonfiarti il petto morbido, ho lasciato una rosa blu… I petali riflettono la sfumatura dei tuoi occhi turchesi, di un cielo terso dall’ombra di nuvole fuggenti, per ricordarti ciò che ci unisce. L’impalpabile mistero di un soffio di vento che guida i miei pensieri, tante piccole foglie leggere che carezzano l’unica e sola donna della mia vita, signora del tempo presente e futuro.
La terza rosa sarà di colore bianco. Ma non te la donerò ora, non riposerà vicino al tuo volto sereno, cullato tra le braccia di un sonno dolce e delicato. Te la offrirò al tuo risveglio. Nel momento in cui il tuo sguardo mi cercherà ansioso, poi curioso, attraverso il tepore del letto, quando sarai certa di trovarmi. Ed io sarò lì, sussurrandoti all’orecchio quanto mi sei mancata, durante i passi in cui il mio corpo vagava nel mondo senza meta, per rammentarti quanto lo splendore di questi fiori sia nulla in confronto alla meraviglia che mi dona la tua essenza ogni minuto di ogni mio singolo giorno.

Keypaxx

Lentamente

La guardò muoversi lentamente nei suoi ricordi, quando la semplice consapevolezza della sua esistenza gli riempiva le ore. Ritrovò ad occhi chiusi un’emozione che lo ricondusse su un campo di lunghi fili d’erba danzanti, sul quale l’aveva amata sotto dolci raggi di sole.
Come una goccia si era sentito di fronte all’immensità del suo amore. Dentro il suo corpo morbido e mutevole, sereno e burrascoso, come il mare, si era perso infinite volte, sfiorando la pelle che cedeva, morbida, alla pressione delle sue dita con un senso pungente di brividi. Labbra schiuse, umide, a tratti tremanti, l’avevano baciato, accolto, riempito di soffio di vita. Capelli neri che al tatto cambiavano sfumatura, occhi che rubavano il mondo.
Sapore di vento misto a profumo di fiori e sapori sconosciuti. Mani minute che cercavano soglie nuove da esplorare con la timidezza di amante inesperta. Era stata il primo amore, il primo battito mancante, la prima gioia di vita.
Con lentezza l’aveva amata, assaporando ogni istante quel sogno realizzato, conoscendo le vibrazioni di un corpo che gli si donava con l’anima, piccolo, generoso e affamato.
Si era posata bambina sul prato in un pomeriggio di primavera alzandosi, poi, donna.

Adriana Di Mauro

L’amore che non so

Siediti qui
raccontami di te e del nostro amore
spiegami cos’è
questo mondo strano appeso tra te e me
dimmi che tempo farà
nel tuo cuore domani
dimmi quali nuvole
dovrò soffiare via
per raggiungerti sempre.

I tuoi occhi parlano e chiedono
ma una risposta sola non c’è
se vuoi capire cos’è
metti  la mano nel mio cuore
prendi colori e suoni
e fanne il tuo mondo
la tua musica
fammi diventare
parte di te.

Lasciati prendere
da questo uragano
che cancella il pianto
e ti attraversa
dalla testa al cuore
queste emozioni
che cambiano i tuoi confini
rubami i pensieri
fanne nuvole e disegnaci sopra i tuoi sogni
prenditi questa lacrima
che nasce da un sorriso
e insegnami tutto l’amore che non so

francoluis