L’amore taciuto

L'amore taciuto - Foto di Arsomnia

Nella solitudine dei miei attimi
rincorro le nuvole
cavalcandole per un po’: viaggi.
Le mie parole svaniscono
prima ancora che affiorino chiare.
Sei andato,
portandoti via l’amore ed ora
non ho più parole.
Così, nel silenzio
che mi è sceso nell’anima
scrivo parole trasparenti:
saprà qualcuno leggerne il senso?
Nelle tue paure,
non hai potuto immaginare
che l’amore dev’esser
in qualche modo detto,
urlato, confessato, ribadito,
mai scontato.
Ed ora sono muta,
col cuore annientato,
per aver anch’io taciuto.

Arsomnia

Immagine: L’amore taciuto – Foto di Arsomnia

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Esistenza

Pesce - Bronzo, 2003 di Alfredo Lucifero

Arrivano giorni che non sai
come fare
né chi sei

E il tempo scorre
come un torrente lento
come acqua impastata di fango
e di anguille

Arrivano giorni di strana allegria
e la vita è un pesce
dalle scaglie d’oro,
non sa dove nuota
nell’acqua bizzarra
che risale il corso del fiume
come una trota crudele

Arrivano giorni che hanno il volto
del cielo specchiato
sul tuo viso nascosto:
non lo senti respirare

perché ha il fiato muto del tempo


Alfredo Lucifero


Immagine: Pesce – Bronzo, 2003 di Alfredo Lucifero

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Non dirmi

Pink Dream di Vladimir Volegov (particolare)

Non dirmi che la tela si scolora
mentre nel vento corrono le foglie.
Se c’è un riflesso bianco tra i capelli
sarà il sole che gioca a nascondino
tra le chiome del cielo,
se le mani mostran solchi assetati
come campi d’agosto e vene scure
sarà il rinnovarsi della nuova stagione
che chiede nuova linfa.

E non voglio sentire stasera
parole d’abbandono
mentre ti accarezzo dolcemente il viso
e ti guardo negli occhi.
Se una nube scura li attraversa
saranno stormi di liberi pensieri
in libero volo verso l’imbrunire,
se una lacrima compare sulla soglia
del tuo volto ancora di bambina
sarà una perla caduta questa sera
dal forziere dorato delle stelle
a rischiararci la strada del domani.

Lenio Vallati


Immagine: Pink Dream di Vladimir Volegov (particolare)

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Un amore impossibile

Love At First Sight di Marcus Stone

Parigi, giugno 1770

Caro Jean,

è con profondo sgomento che ti scrivo queste righe. Io che dicevo che non mi sarei mai innamorato, che avrei dedicato tutta la mia vita all’insegnamento della musica, mi sono cacciato in un bel guaio e, poiché non ho nessuno a cui confidare le mie pene, racconterò a te ciò che mi affligge. Sono stato preso a servizio da una nobile famiglia, i Leydet de Fos-Briançon-Jarjayes, affinché dia lezioni di musica alla loro figliola, Christine. Credimi, se ti dico che ella è la più soave fanciulla che abbia mai visto in tutta la mia vita! Fin dal primo momento che ho posato gli occhi su di lei, il mio cuore ne è stato irrimediabilmente rapito. Ha le labbra come boccioli di rosa e il suo incarnato è talmente candido da sembrare di porcellana. E che dire dei suoi capelli? Pare che il sole si sia posato fra i suoi riccioli d’oro, donando loro tutta la sua luminosità. Mai ho potuto ammirare cotanta bellezza in una donna, eppure non potrò manifestarle ciò che provo. Non sono che un umile servo e certamente non posso aspirare alla mano di una fanciulla di alto lignaggio come lei. Non mi resta che lasciare il mio impiego e partire al più presto. Qui è pericoloso rimanere; rischierei di tradire i miei sentimenti, come è già accaduto. L’altro giorno la mia mano ha per caso sfiorato la sua e l’emozione è stata così forte che mi sono messo a tremare. Per fortuna ella non si è accorta di nulla, ma non posso continuare così. Pertanto ho deciso di imbarcarmi con la prima nave diretta nel Nuovo Mondo e che la fortuna mi assista.
Il tuo amico André Jacob Elie

Laura Gay


Immagine: Love At First Sight di Marcus Stone

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