Concorso di Emozioni, poesie e racconti d’amore!

bistrot

Nel Bistrot dell’Amore

Quante promesse e quanti sorrisi
quanti sguardi e mani sfiorate
su quel tavolino d’angolo
nel piccolo Bistrot dei Sogni

Servito per due è la vita
e un calice di vino rosso
nella notte generosa e semplice
nel Bistrot dell’Amore

Salutiamo la primavera e cantiamo l’amore nel Blog Manuale di Mari con il Concorso di Emozioni!
Dal 23 marzo, per un mese intero, puoi pubblicare e commentare in questo blog poesie e racconti d’amore.
La partecipazione è libera ed aperta a tutti. Condividi belle emozioni d’amore commentando le opere pubblicate. Agli autori dei commenti più belli doneremo un fiore o un libro.
Le opere devono essere inedite sia su carta sia nel web. Non postare più di cinque opere e, soprattutto, non inserirle tutte insieme ma una per volta, tornando a postare di nuovo dopo che sono intervenuti altri autori. Lunghezza dei testi: suggeriamo di non superare le 10.000 battute spazi inclusi. Per commentare le opere già pubblicate clicca su “Replica”.

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© 2009 – 2012, Manuale di Mari Blog. Tutti i diritti sono riservati.

Commenti

  1. Francesco Paolo Percoco scrive:

    Il ricamo di Bayeux

    Sul granito rossastro ed ammuschiato
    si risveglia il lichene
    credendosi una rosa
    quando,
    sotto la pioggia setacciata dalle nuvole,
    i fiorellini ammazzetati,
    arsi dal soffio infaticabile
    donano il loro colore infante.

    Foglioline di trifoglio
    si arrampicano
    ingrandite come da lenti minute
    di scivolose gocce
    che si accavallano
    e si strusciano per i loro sentieri
    sciogliendosi
    lungo il muro ruvido e fessurato.

    La cattedrale
    lancia in alto i suoi lunghi
    arcuati ramponi resi incandescenti
    dalle fiamme di pietra antica,
    per legarsi al cielo
    e non piegarsi alla spinta
    dei banchi rincorrenti delle nuvole
    sempre mutevoli
    informi e deformi come i mostri romanici
    che incombono spaventosi
    nei generosi slarghi del cielo
    variabili e veloci,
    scolpiti dal vento di Normandia
    che, d’intrigo, s’intreccia e s’infila
    come un ricamo senza epoca.

    Francesco Paolo Percoco

  2. marisan scrive:

    Felice domenica a tutti,
    Ringrazio tutti per la meravigliosa iniziativa e per l’accoglienza squisita di tutti.
    Buona festa della mamma.

  3. roberto canini scrive:

    Sono passato per lasciare un saluto e per ringraziare tutti voi per la bellissima esperienza che mi avete fatto vivere non solo leggendo odi di spessore ma permettendomi anche di esprimere le mie semplici parole. Grazie e spero di ritornare per il prossimo incontro/scambio.
    Un caro saluto
    Roberto

  4. Franca scrive:

    Sì, Vincent mettere da parte l’ego! E ti spiego il perchè, spero di non annoiarti perchè non ti conosco.
    Anche se è una mia propensione naturale l’amore per il prossimo, per tutto il creato, io… ho lavorato molto su me stessa. Perchè, credo che prima di tutto sia necessario diventare “il migliore maestro di se stessi” per esserlo poi bene anche per chi posa la sua mano su di te. Noi tutti, nel nostro libero arbitrio, possiamo volgere la Vita sia al bene,che al male. Basta saperne sopportare poi le conseguenze o, meglio “la Risonanza” delle azioni.
    Volendo conoscere altre realtà, mi sono avvicinata da tempo, alle dottrine “olistiche”, come per esempio il Reiki, e la Meditazione le quali a mio modesto avviso aiutano a:”Riconoscerci” prima e meglio nel nostro “Centro”.A prendere consapevolezza della fragilità dell’esistenza umana, con tutte le sue forze e id suoi limiti. E che Tutto è Uno e Uno è Tutto!
    Racchiuso nei quattro elementi, o per chi voglia cinque, i quali compongono il Cosmo.

    Basta volerlo quindi! E usare semplicemente le tre potenze dell’anima: VOLONTA’, INTELLETTO, MEMORIA… che molto possono fare ancora.
    In fondo, cos’è la VITA se non un mistero da svelare, un vuoto da colmare, un’incognita da conoscere, un sentiero da percorrere con impegno e responsabilità verso se stessi e altri? Con l’impegno di volere: crescere, imparare, amare, sbagliare, aiutare, ecc… sia pure dentro ostacoli, insidie, prove, battaglie, che la vita stessa naturalmente nelle sue forme ci presenta…a giro di Ruota… in un tempo indefinito, per molti senza tregua. Come fare, allora a non capire che, se facciamo del male VOLUTAMENTE ad altri… lo facciamo pure a noi stessi… per effetto delle esistenti e ben nascoste leggi naturali e cosmiche? La storia forse, abbastanza, non insegna o meglio non la ricordiamo.

    Ti ringrazio molto per tua attenzione, e per l’acuta sensibilità, con la quale hai letto le mie parole, versi, ESTRAENDO e apprezzando l’intima ESSENZA… complimenti non è da tutti. Ciao un abbraccio poetico Franca (TUTTO QUESTO SCAMBIO… E’ UTILE!) Grazie a Manuale di Mari!

  5. scrive:

    Cari amici anche quest’anno il profumo d’Amore ci ha riunito e unito abbracciando nuovi autori meravigliosi, ognuno ci ha regalato la sua sfaccettatura. Ogni anno mi stupisce come un argomento così ben sviscerato e decantato, nasconda sempre una sfumatura nuova e il leggere tutti voi ne è una prova! Grazie…
    Un saluto affettuoso al caro Robert a Nicla, Ars, Strega del mare… a voi tutti un arrivederci…
    Sonia

    • scrive:

      @Ladyviolet,
      sì Sonia, hai proprio ragione. L’Amore è come un caleidoscopio. E questo incontro così caro a noi tutti, ci permette ogni volta di intravederne nuovi e sottili riflessi, sempre capace di meravigliarci.
      E la meraviglia è uno dei tesori più preziosi dell’animo umano.
      Grazie.
      Un abbraccio affettuoso.

  6. scrive:

    Grazie per avermi regalato tutto questo anche quest’anno.
    Grazie a Tutti Voi. Un grazie grande come tutte le emozioni che mi avete regalato.

    L’Orizzonte e La Sua Bussola

    [C'era una notte d'alabastro, e un afflato di presagio inciso a mezz'aria a turbinare.
    C'erano fantasie di panni stesi alle finestre, ed emozioni giù a scrosciare in rapida sequenza.]

    E tu, mio Signore, ricordi quando tutto è cominciato?
    Venticinque Agosto. Era Giovedì. Era sera.
    Forse era quasi Mezzanotte.

    Mia Signora, io ho davanti il tempo.
    Eccolo lì. Immobile nella sua regale forma.
    Irremovibile. Da quell’attimo in cui, senza di te, ragione di esistere non l’aveva più.

    [E Alice correva e correva e correva dietro al Bianconiglio.
    E Dorothy era fiera delle sue scarpette rosse e tre volte ne sbatteva i tacchi.
    E Cenerentola ballava e supplicava le lancette di cessare il loro stillicidio.]

    E io, mio Signore,
    un po’ Alice, un po’ Dorothy, disincantata Cenerentola.
    Restavo senza fiato. Mi imprimevo nei tuoi occhi. E mi perdevo in te.

    Mia Signora, turbine di porpora dentro i miei pensieri, perla d’ambrosia fra le mie ciglia.
    Tendevo le dita con l’intento di sfiorarti, e tutta la vita ti avrei atteso,
    solo a poter sapere che ti avrei incontrata.

    [C’erano bancarelle, giostre festose, e comitive di canzoni a rincorrersi coi brindisi.
    C’era la maglietta che indossava lui. Bianca come fulmine su quell’abbronzatura.
    C’erano schermaglie, risate a fiotti, e sguardi bramosi di scardinare baluardi e lontananze.
    C’era Lei, che arrivava a casa a notte fonda e si metteva a scrivere.]

    Le mie parole, mio Signore, sei stato l’unico, lo sai, a cui le ho regalate.
    Eri appena arrivato e già volevo posarle tutte sopra alla tua pelle, farle scivolare giù, fino al tuo cuore.
    Volevo imprigionare il tempo. Volevo poter fermare te. Capisci?
    Subito, senza perdere un millimetro, neppure un attimo, come se l’inchiostro potesse plasmarsi in un sentiero e ricondurti ancora a me, come se i fogli potessero trasformarsi in faro e tu non mi dimenticassi mai.
    Ti avevo appena incontrato e già ti volevo mio, soltanto mio.
    Non ti conoscevo ancora e non sopportavo di non poterti incatenare a me.

    Mia Signora, inchiostro nelle mie mani come io nelle tue, a dipingere tele indelebili.
    Avrei camminato in punta di piedi, pur di non disturbare in alcun modo l’equilibrio della tua bellezza, la nobiltà della tua spontaneità.
    Perché tu lo sai quello che significa il cuore quando ti schizza fuori dal petto?
    Io sì, l’ho scoperto quella sera, insieme a te.
    E’ come sentirsi morire, e poi rinasci, e non nasci da solo, no, nasci insieme a lei. Te la ritrovi accanto.
    E lei forse ancora non lo sa, ma siete nati insieme. Come noi. Che siamo nati insieme, quella sera là.

    Ritagliami, mio Signore, ritagliami e infilami tra le pagine del libro della tua vita.
    Voglio essere lì, tra le righe che leggi ogni giorno.

    Stringimi, mia Signora, ancora e sempre portami con te, come un incendio nelle mie abitudini.
    Voglio diventare accordo tra le note di questi momenti, così che mai si possano esaurire.

    [C'era una notte d'alabastro, e ora sono passati anni.
    Mentre, come emozioni giù a scrosciare in rapida sequenza, ancora rivivono gli istanti.]

    Non esiste stella senza il suo orizzonte, mio Signore. E il mio orizzonte non puoi essere che tu.

    Ma l’orizzonte è tra le stelle che cerca la sua bussola, Signora mia. E la mia vita non era che un sentiero per arrivare a te.

  7. Franca scrive:

    DESTINO D’AMORE

    Reduce da tempestose onde di vita,
    fu forse dolcemente crudele incontrarti,
    e si accese la lotta furiosa,
    ma leale che intrecciò:passione e ragione.

    Mentre l’onda dei ricordi
    e delle mai sopite ferite…mi coprì,
    avanzando di spuma lieve…come l’alba viva,
    come vivo è, e sarà questo tormento di vivere
    che mi dà attimi d’intenso amore,
    veri e lucenti come occhi di pantera selvaggia,
    in lotta perenne…
    per sottrarsi alla buia indifferenza
    di una notte carica di grandi misteri e,
    percorsa da un brivido sottile, che si fa immateriale sequenza di…SPICCHI DI VITA!

    Lontano io vedo un porto d’approdo,
    e vi arriverò… esponendomi
    a quest’incedere
    di sensazioni,
    speranze,
    e disillusioni,
    ma…mai ferirò altri
    se non me stessa;
    perchè lassù
    si libra Altissimo
    come maestosa stella cometa,
    un sofferrto, ma generoso

    “CORAGGIO DI VIVERE”.

    • marisan scrive:

      @Franca,
      Dalla sofferenza sappiamo sempre trovare la fora di rialzarci,approdare in porto sicuro.Il tempo la nostra medicina-IL CORAGGIO DI VIVERE-.
      Forte e delicata, dolore e speranza.Ottimo connubio per dei bei versi.Un saluto
      marisan

      • Franca scrive:

        @marisan,
        sono felice che tu mi abbia lasciato un positivo commento per esserti piaciuta ancora nel mio intimo, personale verseggiare.

        Come dicevo in altre risposte… è BELLO e UTILE tovare chi ti legge nella tua stessa linea d’orizzonte, là…dove nascono le rosseggianti AURORE! Protese all’infinito… nell’eterno connubio tra Cielo e Terra sembrano unirsi di giorno e nascondersi nel buio della notte. Ma quando tutto sembra oscuro ad un tratto nasce il nuovo giorno portando l’alba dentro un raggio di speranza.

        Golgo l’occasione per salutare e ringraziare tutti… compresi i “CAPITANI” di nave che con le loro belle iniziative allarghiamo sempre più il nostro porto d’approdo.
        Cordialità. FF

        • scrive:

          @Franca,
          Lontano io vedo un porto d’approdo,
          (…)
          ma… mai ferirò altri

          sono frasi che indicano un alto senso di responsabilità e mettono da parte l’ego per non danneggiare altri.
          vincent

  8. scrive:

    Scritto in un dicembre
    con le dita bagnate di pianto
    ***

    Disegnava
    cerchi al lago quella lacrima
    rubando
    al cielo il volto sereno
    riflesso
    della sua immagine

    ti ricordo
    del vento ancora d’autunno, eri
    il fiore mai colto
    la mano, sposa attesa
    di quella primavera scritta
    e mai pubblicata

    eri
    l’immagine sbiadita
    che ogni sole disegnava ai miei occhi
    cercandone
    nell’odore del ricordo il colore

    ci sono cose
    che non ti ho detto mai
    e che puoi leggerti dentro

    se solo
    tu avessi aperto al paradiso
    quell’angolo D’aria
    dei tuoi orizzonti.

    ~ © Nunzio Buono ~

  9. beatrice bausi busi scrive:

    Cari Robert e Nicla, Redazione e amici tutti…

    Tra poco si chiude il concorso di EMOZIONI e volevo inviare un saluto notturno ed affettuoso a tutti i partecipanti, a coloro che mi hanno letto ed hanno commentato, a quelli i cui scritti ho letto ripromettendomi di commentare… e poi non l’ho fatto perché il momento è sfuggito o chissà perché, ma certo non perché non mi piacessero le loro bellissime poesie o i racconti coinvolgenti e sentiti. Le emozioni si sentono, si provano, si vivono, certo, è scontato direte voi o – molto educatamente – si limiterà a pensarlo qualcuno. Ma non è sempre così, appunto perché gli esseri umani sono così variati e dissimili anche nel provarle e manifestarle. C’è stata anche, durante il tragitto di questo concorso, la spaventosa emozione del terremoto nel nostro bell’Abruzzo e questo ha suscitato davvero ondate (simili al succedersi di sciami sismici) d’affetto, partecipazione, calore, comprensione e compassione. A volte da grandi tragedie nascono grandi amicizie o addirittura amori, si rafforzano legami, ci si rende più conto d’essere parte di questa famiglia allargata e multipla che ha nome UMANITA’….e ci si rende maggiormente aperti e disponibili a non vergognarsi di dimostrare UMANITA’! Che bello questo doppio significato della parola… Cari, coloro che frequentano questo sito sanno che molte cose ci accomunano, e tra di esse appunto l’uso della parola. Il mio augurio per tutti nel salutare questa bella iniziativa ed i suoi promotori e frequentatori c’è che, dopo questo “EMOZIONI” tanto significativo anche per motivi che neppure gl’ideatori avrebbero supposto fino allo scorso 5 aprile, la parola d’amore sia ancora più usata senza “temerla”, e così quella d’affetto, di stima, d’amicizia, apprezzamento, la semplice e a volte preziosa parola GENTILE che in certi luoghi e situazioni sembrerebbe divenuta merce rara. Che si possano sempre più manifestare le emozioni positive e rafforzative dei rapporti tra essere viventi; di questo, nel percorso tra le brutture, i fastidi, talora gli orrori del quotidiano, c’è sempre maggior necessità. Vi rivelo in ultimo una curiosità che può sembrare assurdità: ci siamo tutti sentiti travolti alle prima notizie di quell’alba famosa, e sapete che sono una testarda e coriacea Ariete: infatti il mio compleanno cade il 6 aprile….. Vi abbraccio, abbiate voglia di proseguire sulla difficle, impervia ed esaltante strada del lirismo e delle EMOZIONI! Beatrice

    • scrive:

      @beatrice bausi busi,
      Cara Beatrice grazie per aver viaggiato sulla stessa lunghezza d’onda che tra emozioni e condivisioni ha fortificato il mio essere semplice. Ci incontreremo ancora, amiche virtuali più che mai. Con tanto affetto

      Marinella(nonnamery)

  10. scrive:

    Notte di Ferragosto

    Quanto ti sento vicina,
    mentre stelle lacrime nel cielo
    d’un lampo scintillano e si spengono,
    e tu desiderio espresso
    resti addormentata
    accocolata sul mio cuore.

    Che sogni, amore?

    Una barca che scivola sul mare
    dondolandosi al chiarore lunare
    mentre sulla riva
    cori e grida risuonano lontano
    nella notte di mezz’agosto.

    Che sogni amore?

    Mentre ti bacio la pelle,
    velluto abbronzato,
    del viso tanto amato,
    e la risacca sciacqua
    la riva scura.

    Svegliati amore,
    ti sussurro dolcemente,
    la realtà si fonde col sogno,
    nell’immenso mistero
    del nostro amore vero,
    fuoco vivo e ardente desiderio.

    Vincent

    • scrive:

      @vincent,
      duetto tra sogno e realtà. Lieto fine che riscalda il cuore.
      Ho amato la musicalità di queste frasi, la domanda “Che sogni amore?” di chi quasi ha paura che il sogno non sia vero.
      Complimenti vivissimi Vincent!

    • marisan scrive:

      @vincent,
      La dolcezza di domandare -cosa sogni amore?-
      La realtà che si fonde con i sogni.
      Complimenti
      marisan

      • scrive:

        @marisan, marinella e strega del mare
        Vi ringrazio dal profondo dell’animo per i vostri commenti che mi fanno sentire in affettuosa compagnia e mi fanno capire che è meraviglioso comunicare i propri sentimenti e le proprie emozioni a persone che hanno la stessa sensibilità.
        Per questa ragione sono felice che “Manuale di Mari” esista come porto sicuro dove approdare.
        Vincent

    • Franca scrive:

      @vincent,
      quando si parla col cuore, le parole dette o scritte, dilagano cerchi di risonanza benefica…sono musica lieve per l’anima.
      Come quando la mano di un bambino getta un sassolino nell’azzurro del lago per vedere gli effeti geometrici che giocano fra le molecole spezzate e, aspettando la loro risposta rincorrono il sogno per specchiarlo nella realtà.
      Complimenti, sarà felice la tua lei di averti incontrato sulla sua strada.
      E’ un peccato che i giovani di oggi abbiano perso questa espressione romantica.

  11. scrive:

    Sogno

    Sarà stupendo ascoltare i battiti del tuo Cuore impazzito, sentire il tuo respiro come un vulcano prima dell’eruzione, le farfalle allo stomaco e quel qualcosa che ti annebbia la mente non dando più ascolto alla signora Ragione; non provare a domare, non soffocare l’urlo del brivido di pazzia, irrefrenabile velocità del fluido, inaspettata emozione dell’indimenticabile. So che, soltanto sfiorare la tua pelle lascerà una scia indelebile nella traiettoria della meteora di questa mia insussistenza. Qualcosa di imprevedibile come l’onda di un’alta marea ti spaventa perché non sai dove ti porterà e poi cadrà battendo contro la roccia del tuo autocontrollo che si diffende dalla paura del tramonto, insopportabile sofferenza mai cicatrizzata, sconvolta, scombussolata, ubriacata dalla voglia di gridare allontanando la logica, affanando il respiro che ti assale, ti trascina, ti sconvolge. Ti rendi conto in un attimo che vivi, cambi, ti trasformi… fino a che punto però? Non cercare di scoprirlo, non mettere limiti, spingi l’emozione in alto, verso l’infinito, lascia i tuoi sensi ballare ondeggiando nell’aria spumeggiante, scatena il desiderio e sarà divino, credimi, poterlo chiamare per nome… il sogno… il mio, atteso amore…

    • scrive:

      @Manuela pana,
      una descrizione… da brivido, vera autentica e sublime…
      auguro a te e a tutti coloro che leggono di poter vivere emozioni simili che hanno qualcosa di divino nel momento in cui due anime si fondono.
      ti auguro tanta emotività!!!
      mariolina

    • marisan scrive:

      @Manuela pana,
      Il sogno, l’emozione del primo battito dell’amore.
      Cosa dire di più quello che hai scritto,se non farci sentire nel cuore la speranza di un vero sentimento.
      Un saluto
      marisan

  12. scrive:

    UNA SEMPLICE POESIA

    S’alza la luna in ciel, scende la sera
    s’accendono le insegne della borgata
    con la magnolia arriva la primavera
    e l’orchidea, che da molti è amata

    le strade si riempiono d’allegria
    entrano in scena tutti gli innamorati
    il poeta declama la sua poesia
    che decanta i fiori colorati

    facendo quattro passi di cammino
    un menestrello è sotto il lampione
    accompagnato dal suo mandolino
    canta alla sua bella, che al balcone

    spiando dalla socchiusa porta
    una fanciulla ammira un pittore
    che su una bianca tela trasporta
    con allegri colori il viale in fiore.

    Le stelle s’illuminano ad una ad una
    per ultimo chiude pure la galleria
    un giovanotto che non ha nessuna
    descrive il panorama in una poesia

    S’alza la luna, cantano gli amanti
    le strade sono piene d’armonia
    la primavera porta fiori e canti,
    questo signori è semplice poesia.

    di: Vito Bologna

    • marisan scrive:

      @Vito Bologna,
      I freschi omaggi che il poeta sente dentro al cuore, le cose semplici della vita,senza velleità, pura e serena.
      Versi che trasmettono tranquillità.
      Un saluto
      marisan

      • scrive:

        @marisan,
        Essere in vostra compagnia è un grande onore
        avere un vostro commento è un vero piacere
        A tutti voi un grazie, dal profondo del cuore
        ringraziare MANUALE DI MARI poi è un dovere

  13. Edda ghilardi Vincenti scrive:

    SUL LIMITAR DELLA SERA

    Come vorrei
    che tu fossi qui con me
    sul limitar della sera,
    quando le ombre
    mi avvolgono di timore
    e oscurano le ultime luci
    del giorno che muore…

    Come vorrei
    che tu fossi qui con me
    ora che il cuore duole
    senza la tua presenza,
    e la mente mi porta lontano
    sui lidi della mia prima coscienza
    dei dolci sentimenti per te….

    Come vorrei
    che tu fossi qui con me
    sul limitar della sera

    • marisan scrive:

      @Edda ghilardi Vincenti,
      La sera è quel momento magico che la nostra anima riflette e sogna.Ma la notte porta sempre il giorno,dopo la tempesta il sereno. I ricordi rimangono chiusi sempre dentro di noi.
      Ciao
      marisan

  14. Gianna Campanella scrive:

    Cari amici lettori,scrivo in prima persona, ma sono solo l’autrice e non la protagonista di questa poesia prosastica(quasi un racconto) che mi è stata ispirata da un accadimento doloroso che purtroppo intercorre talvolta anche tra persone che si amano, e cioè il tradimento.

    Questa è la dedica:

    SHARIA

    Eternamente risorgerà
    dalla sabbia infuocata
    del deserto la vergogna
    di lapidato capo

    Questa è la poesia:

    LE CATENE DELL’ONORE

    Abbiamo condiviso tutto: la casa
    il cibo il letto gli amici e i parenti

    [mille fotografie
    lo testimoniano]

    Abbiamo cresciuto figli
    e noi insieme a loro

    Ora risorgi come nuovo
    dalla soffitta dei miei pensieri
    intriso di tutte le tue virtù
    che mi spaventano,
    ancora così intatto e fanciullo
    amato figlio
    avvolto quasi in alone di luce
    e al tuo fianco, soffusa di chiarore
    tua madre morta

    Ecco, le madri: la tua così perfetta
    e buona. La mia -madre courage-
    con una nota alta in più rispetto agli altri
    di dolore e di amore
    Lo stesso fardello
    che ti ho visto -pure tu-
    portare da sempre

    E chi altri -se non tu-
    avrebbe potuto raccogliere
    dalla sua croce il fratello
    per deporlo
    ancora agonizzante e caldo
    nel grembo materno?

    Mi hai sostenuto
    nei deliri di ogni giorno
    per tenermi salda
    e ancorata alla vita

    *

    E ora in questa landa desolata
    e cupa, stremata da voli
    bassi di uccelli- bene
    lo sappiamo io e te-
    che in questo luogo abbandonato
    e straniero, sferzato dal vento
    e da tristi presagi – qui,
    in questo luogo- ti
    ho costruito un patibolo

    Piangi le calde lacrime
    della mucca e del vitello,
    ora scalpiti, sbuffi e recalcitri
    come un torello, porti
    già sopra di te i segni,
    zoppicando trascini
    le tue tristi stampelle

    Non ti posso salvare:
    ho già riscosso il riscatto
    e spezzato le catene
    dell’onore

    • marisan scrive:

      @Gianna Campanella,
      I tradimenti trafiggono l’anima e il mondo sembra non girare più,è fermo, opaco e tutto diventa misere ceneri.
      Il riscatto dell’onore si,ma a quale prezzo?
      Molto lucida e sofferta,una nènia da dimenticare.
      Complimenti
      Un saluto
      marisan

      • Gianna Campanella scrive:

        @marisan,
        Ti sono grata, marisan, di esserti soffermata sulla mia poesia e di averne colto la dolorosa essenza.
        Un sentito grazie e un caro saluto
        Gianna

  15. scrive:

    Polveri Imperfette

    Taci. Adesso di parole non ce n’è bisogno.
    Taci. Oggi il mondo resterà là fuori.
    Taci. Ho già deciso, deciso anche per te, non mi potrai fermare.

    Stasera ti porterò via.

    Non chiederti perché.
    Non voltare il tuo sguardo dietro alle tue spalle.
    Non avere timore di ciò che non conosci.

    Ti porterò via.

    Mi farò miele caldo tra le pieghe delle tue vene.
    Vino speziato e perdizione negli incavi della tua pelle.
    Vento d’Estate e devozione sulle curve della tua fronte.

    Ti porterò via.

    Ti narrerò l’afrore delle viole che incrina il gelo dell’Inverno.
    Ti indicherò la scia di mille bolle di sapone, dalle labbra fino al mare.
    Ti proteggerò da altisonanti veli a mascherare vuoti a perdere.
    Ti insegnerò quanti colori, invece, possono nascondere le ombre.
    Ti indosserò come preziosa piuma tra gli steli incantati delle mie ali.

    E ti svelerò infine che.
    Che.
    E’ da polveri imperfette che nascono le stelle.

      • scrive:

        @Elisa Barone,
        Cara Elisa, in questa poesia, leggo un desiderio di speranza, di dolcezza e quasi certezza “Ti porterò Via”. Bella!

        Marinella(nonnamery)

    • marisan scrive:

      @stregadelmare,
      Sì! sapere con la forza dell’amore di proteggere quel che di più caro si ha.
      Bella davvero.
      Un caro saluto
      marisan

    • scrive:

      @stregadelmare, che dire!non voglio risultare banale ma tradurre in parole emozioni che sento sulla pelle è difficoltoso poichè il lessico talvolta risulta limitante, mi lascio guidare dalla tua scia di versi e mi complimento, mi lascio guidare e sono su un trampolino per sognare!!

    • scrive:

      @Elisa, Marinella, Marisan, Ladyviolet.. che cosa posso dirvi per esprimermi la mia gratitudine.. siete così dolci!
      Posso lasciarvi un lungo e ampissimo abbraccio dal mio cuore dritto dritto ai vostri?
      Grazie, davvero!

  16. scrive:

    IL DESIDERIO

    Il desiderio impetuoso
    come un vento mi travolge
    mi sconquassa, mi spinge,
    mi urta, mi avvolge.
    E’ magma che ribolle,
    sprigionando energia,
    e coinvolge tutta la vita mia.
    Ti desidero così forte
    che sei già dentro di me,
    mentre respiro il tuo abbraccio
    in cui mi immergo completamente.
    E’ come un guscio, una conchiglia
    che non allenta la stretta fin quando
    anche l’ultimo angolo di cuore,
    finalmente,
    si scioglie in commozione e tenerezza,
    e si abbandona a te.

  17. scrive:

    UNA VITA IN PIU’

    Nel grido, la gioia.
    Nel dolore, la dolcezza del miele.
    Nel presente, il futuro.
    In un solo sguardo, l’amore di due cuori.
    Nella storia dell’umanità, una vita in più!

    Marina Maria Iosè Riotto

  18. incoronata Silvestri scrive:

    PIOVE

    Il tempo oggi è in sintonia con il mio umore…o forse il contrario. La pioggia batte sui vetri e tamburella nei miei pensieri bussando alla porta del ricordi, quelli fatti di odori e di immagini fugaci.
    Il fragore del mosto e la terra bagnata si fondono nel mio paese per rallegrare le giornate buie e piovose. Al sol pensarci mi sento già a casa.
    E sono già alle corse dei 15 anni,alle otto di sera, per rientrare in tempo; alle sei di mattina per ripassare storia, geografia e la famigerata poesia. Già in compagnia dei volti di amici ormai lontani, amici scomparsi prematuramente ed altri più vicini, a tratti presenti.
    Era più o meno Aprile, anzi no, Maggio. Si era Maggio.Il caldo stava incalzando ed avevamo alle spalle una primavera piovosa ed imprevedibile.
    22 anni, quasi 23. Troppo giovane per scoprire un sentimento incondizionato?
    Arrivò silenziosamente. Inaspettato e travolgente come ogni grande sentimento.Il suo cuore cominciò a battere all’unisono col mio solo dopo poche settimane, ma io non me ne accorsi. C
    Cresceva, cresceva dentro di me e con me. Io ignara, non lo ascoltai.
    Quatto quatto fece il suo nido.
    Quando lo scoprii ero sola, e lui era un puntino piccolissimo nella mia pancia. Piccolo, ma tenace, con un cuore forte e vigoroso che batteva per dirmi che era lì. Così arrivò il nostro amore incondizionato.
    Quello che ti fa piangere di gioia, anche se non te lo aspettavi, anche se non è il momento giusto, se sei giovane e con tanti progetti. Un amore che non chiede amore, che vuole solo offrirne.
    Che non può fare a meno di amare.
    Un piccolo puntino con gli occhi dell’uomo che ho sempre aspettato e le mie labbra. Con i suoi zigomi e le mie sopracciglia. La nostra sintesi perfetta.
    Alzo gli occhi ed abbandono i ricordi.
    A distanza di due anni lui è lì, un biscotto ed il pigiamino.Gioca con la pioggia. Sorrido e mi sorride.

    • scrive:

      @incoronata Silvestri,
      mi ha fatto tremare, sai. Mentre correvo tra queste righe e i tuoi ricordi, mentre sentivo i tuoi stessi odori, mentre quasi mi sembrava di averti davanti e sentirti raccontare questa storia meravigliosa.
      Splendore.

    • scrive:

      @incoronata Silvestri,
      dolcissimo e bellissimo questo racconto.. e anche lui,questo Amore con biscotto e pigiamino. :)
      il tempo passa così in fretta.. il mio ha già 18 anni.. fai il pieno di momenti con lui!
      Un abbraccio grande
      Ars

    • scrive:

      @incoronata Silvestri,
      Dolcissimo racconto di vita…che emozione Incoronata! Mentre leggevo ho sentito un nodo alla gola. Ho ritrovato i pensieri di mamma, mi sono smarrita nella dolcezza di nonna. Auguri.
      Con Affetto

      Marinella(nonnamery)

      • incoronata Silvestri scrive:

        Grazie a tutte voi per aver condiviso questo momento…La bellezza non è in chi scrive , canta o danza, ma in chi legge, ascolta e guarda. Ed infondo leggere è un pò come danzare seguendo la stessa melodia. I sentimenti sono una melodia universale.
        Vi ringrazio ancora
        Con affetto
        Incoronata

  19. scrive:

    Sogno
    Una Spiaggia Dorata,
    Onde Spumeggianti
    che si infrangono dolcemente tra gli scogli,
    Palme baciate
    da un Sole caldo e splendente,
    un Cielo azzurro
    che si riflette nel Mare cristallino.
    Due volti,
    Occhi sognanti,
    Mani che si stringono teneramente,
    Labbra che si incontrano frementi…
    Un Bacio armonioso,
    colmo di passione
    e
    due Cuori che palpitano all’unisono.
    Un Sogno divenuto Realtà.

    • scrive:

      @Marianna,
      Cara Marianna quanta dolcezza in un sogno che diventa realtà.
      …E il quadro che fa contorno a due cuori che palpitano all’unisono?
      Con affetto

      Marinella(nonnamery)

      • scrive:

        @Marinella, ti ringrazio moltissimo per la tua replica,mi fa piacere ricevere dei commenti in merito :)
        Il quadro che fa da contorno a due cuori che palpitano all’unisono, usando la propria fantasia, ogni persona può crearlo come meglio crede.
        La poesia deve suscitare emozioni nel leggerla ma per viverla intensamente è anche necessario Sognarci e crearci qualche cosa di personale.
        Baci, Mary :)

  20. vittorio giannini scrive:

    Grazie per avermi letto!
    Vi vorrei proporre questo brano che lui, (io 68 anni) ha letto a Lei, (la mia anima gemella, 50 anni) durante la festa del suo compleanno davanti a 120 invitati. Dopo averla incontrata il mio corpo dice di avere 48 anni e la mia mente dice di averne 18.

    A Marita

    E’ il quarto giorno che non ti vedo,
    che non sento il tuo profumo,
    che non bacio il tuo collo.
    Comincio ad avere problemi,
    avrei tanta voglia di sentirti mia,
    di toccare la tua pelle.
    Vorrei sentire il tuo corpo
    che mi vuole e darti il mio,
    che é tutto per te.
    Vorrei dirti che ti amo,
    in qualche modo che nessuno,
    nessuno ha mai saputo dire.
    Vorrei dirti che ti amo,
    con parole da grande poeta.
    Vorrei cantare una romanza,
    bella, solo per te, amore.
    Sei entrata nella mia vita,
    sei entrata nei miei pensieri,
    non uscirai mai piú.
    Mi vengono lagrime agli occhi,
    scrivo e vorrei averti vicino.
    Vorrei sentire la tua voce.
    Vorrei gioire della tua risata.
    vorrei guardare le tue mani.
    Vorrei baciare la tua bocca.
    Vorrei… Marita

    • scrive:

      @vittorio giannini,
      Ho letto ora la tua firma ai commenti del tuo precedente pezzo, ovvero : “Vittorio diciottenne innamorato”.
      Che tenerezza immensa!
      E guardati, qui, come un tumultuoso vulcano, che non conosce tempo, nè stagioni, ma solo vita assaporata a morsi.
      Non cambiare Vittorio, non cambiare mai questo tuo grande dono: la gioventù eterna del cuore.
      Io di anni ne ho 30, ma ho sempre dichiarato che bisogna saper rimanere sempre un po’ bambini.
      E adesso che ti leggo, spero di saperlo fare come te!

    • scrive:

      @vittorio giannini,
      Caro Vittorio quando ho letto la tua età , sono arrossita come un’adolescente, perchè ho creduto che avessi davvero diciott’anni.
      Ora ti leggo e riscopro le stagioni del cuore, quelle che non muoiono mai, anche se talvolta le avversità pesano. Ma tu…resisti il tempo e sarai sempre quel ragazzo che desideri essere. Te lo dice una nonna bambina.
      Con affetto

      Marinella(nonnamery)

      • vittorio giannini scrive:

        @roberta, Ars, stregadelmare, marinella

        grazie per i vostri incoraggianti commenti !
        Vi prometto che rimango il ragazzo che sono,
        vi prometto che non avrò paura del foglio bianco,
        e, di questo non c´è bisogno di promesse, di amare
        Lei ogni giorno di più.
        Con affetto
        Vittorio

    • scrive:

      @vittorio giannini,

      vedi bene come può essere miracoloso l’Amore! non conosce età, estrazione sociale, non sa di calcoli e razionalità, non gli importa di nulla se non dei cuori che ha in mente di unire, delle anime a cui vuole donare armonia. Sono felice per te che sei in tale stato di grazia!
      Tieniti stretta la tua Marita :)
      Un abbraccio e complimenti per la poesia così sentita
      Ars

  21. scrive:

    onda e vento

    d’improvviso rivieni,
    e il tuo passo turbina azzurro
    sulla sponda lenta del giorno

    levami nell’intreccio mutevole
    del viverti per aria e acque,
    descrivimi ancora vie sinuose
    tra fianchi di terra e piane di stelle

    distratta così, candida
    trasale ogni materia, dissolta
    per te che d’immenso agiti
    e mi muovi, onda e vento

    • Robert scrive:

      @Roberta,

      questa è davvero una grande poesia d’amore, Roberta. Hai racchiuso in questi splendidi versi il moto del mare, del vento, del cuore.
      Complimenti.

    • scrive:

      Grazie di cuore dei commenti. Ero in debito con Robert di un piccolo contributo alle opere di tanti e bravi Autori che danno voce all’Amore. Del resto, non è che stupita espressione di meraviglia, splendore ed emozione la nostra limitata parola, se sappiamo ascoltarne l’infinita poesia. Un abbraccio a tutti.

    • Andrea scrive:

      @Roberta,
      colori e musica effettivamente evadono e superano il significato razionale di questa bella poesia, nei pochi versi persone e forze della natura si legano fino a confondersi, emerge una sensualità intensa e immateriale
      Andrea Masotti

    • Franca scrive:

      @Roberta,
      mi piacciono i tuoi versi che sembrano semplici, ma in realtà esprimono con danza e musica un sentire le forme della vita con occhio attento, osservatore e viscerale, brava!… alla prossima ciao Franca

  22. scrive:

    Ti amo, perché…

    Ti amo perché sei diverso da me.
    Uniche le tue mani robuste, sicure
    che sanno estrarre emozioni
    con il fievole contatto e tocco leggero.
    Il tuo respiro entra nella mia pelle
    e accende il desiderio,
    filtra attraverso i pori,
    giù fino al midollo,
    e dal fondo risale
    una fiamma che diventa un incendio,
    mentre l’energia impetuosa
    provoca un terremoto d’amore.
    Cerco la tua anima e non la trovo,
    annaspo nel tuo sentire,
    mi immergo nella tua passione,
    mi rannicchio nel tuo vibrare,
    ma il tuo cuore mi sfugge
    sei una torcia, un vulcano che divampa
    mentre il magma d’amore avvolge i nostri corpi.
    Siamo una cosa unica perché brucio con te
    ma la tua anima non c’è…

    • scrive:

      @Maria Lampa,
      Dolce la mia Maria! Ben tornata! Con una nuova metafora? L’amore che esterni è così sentito che non posso credere al virtuale. Tu più di tutte meriti l’anima gemella! Spero che la passione, il fuoco che brucia, scaldi per davvero l’anima “che non c’è.” Complimenti, ti voglio bene!

      Marinella(nonnamery)

    • alba venditti scrive:

      @Maria Lampa, dire a qualcuno ti amo è credere all’anima gemella che ti dà un’energia solare.

  23. scrive:

    DOVE HO IMPARATO AD AMARE

    Da giorni con la stessa tuta, quella usata in casa, con la scritta “smile”. Ma come si fa a sorridere, proprio qui, sotto questa piccola tenda, senza niente. Solo una sensazione di morte imminente in un campo di battaglia, tra autoambulanze, soccorritori, sfollati, maltempo. Invece Maria vuole vivere. Lottando con la terra che trema ancora, crudele, come se volesse dire a tutti di non permettersi nemmeno di pensarlo, di continuare a vivere. Comunque non si può rinunciare a sperare proprio oggi. Perché oggi ricomincia a suonare la campana di Onna, il paese simbolo della devastazione del terremoto, la drammatica premessa alle lacrime e ai morti allineati sul bordo della strada.
    La campana suona a distesa, nella vallata, sui prati dove sono già i mandorli in fiore, tra i sopravvissuti, con tutti i suoni più familiari perduti tra le macerie, con il dolore atroce per la scomparsa dei bambini e dei giovani del piccolo paese, perché a morire sono stati soprattutto loro. Suona su squarci di case che mostrano l’intimità di un letto intatto, un armadio aperto, immagini di santi, fotografie di famiglie che condividono ora i lutti tra remote storie di parentele, su antiche pietre crollate di case, cantine, ovili.
    - Sono viva – dice Maria – sono più forte del terremoto che ha distrutto la mia terra. Non ho ancora pianto, non è il tempo. Ora è il tempo di ricominciare, soprattutto per chi non c’è più. Rivoglio il mio posto com’era. Non posso immaginare di volgere lo sguardo e non vedere l’incanto delle mie chiese, delle mie case, delle mie strade. Non c’è altra immagine nella mia mente che quella del luogo dove sono nata, dove ho imparato ad amare – Giovanni la incoraggia – Andremo avanti – le dice – vuoi sposarmi? -

    Daniela Quieti

    • scrive:

      @Daniela Quieti,
      già avevo avuto modo di apprezzarti, l’anno scorso, e adesso di nuovo mi lasci sospesa, tra queste tue righe di dolore, di forza e d’amore. Incantevole il finale. Così graffiante di speranza. Come un arcobaleno dopo una tempesta.

    • stephy moretti scrive:

      @Daniela Quieti,
      Vivo lontana dal mio Abruzzo e mai ho avuto così tanta malinconia come in questi giorni, quando leggo e vedo le notizie e le immagini di questa immensa tragedia. Posso solo pregare, e sperare che tutti gli scampati trovino la forza per ricominciare.
      Con affetto

      Stephy Moretti

    • scrive:

      @Daniela Quieti,
      Cara Daniela,
      ben tornata con la tua storia … testimonianza di vita vissuta in queste settimane, che hanno commosso il mondo sino allo sgomento? Spero che Maria possa coronare il suo sogno e piangere di commozione, non solo perchè il suo sogno si realizzerà, ma soprattutto perchè porterà testimonianza che la vita deve continuare. Ti sono vicina con tutto il cuore, ti abbraccio.
      Con affetto

      Marinella(nonnamery)

    • Andrea scrive:

      @Daniela Quieti, nei momenti più drammatici si comprende la necessità di costruire su fondamenta stabili. Il tuo racconto apre, a sorpresa ma sorretto della presenza a fianco delle vittime del terremoto,quindi da esperienze reali, l’accenno al matrimonio come pegno di amore fruttifero e duraturo, che vuole ricreare la vita dove tutto ora sembra perduto.
      Andrea Masotti

      • scrive:

        @Andrea,
        Grazie infinite per le belle parole. E’ vero, nei momenti più drammatici si comprende la necessità di costruire su fondamenta stabili.
        E la voglia di vita è più forte dello strazio di trovarsi sotto una tenda sapendo che la propria casa e i propri affetti sono polvere. Si cerca di recuperare frammenti di apparente normalità, allora si celebra un matrimonio, si organizza una classe scolastica, una biblioteca itinerante in un camper, si va dal barbiere improvvisato, dal parente in ospedale, cercando di guardare dritto solo verso il futuro per non vedere intorno la desolazione di uno scenario di guerra. Per non arrendersi.

        Daniela Quieti

    • Antonia Chini scrive:

      @Daniela Quieti,
      Un affettuoso messaggio di solidarietà a tutta la popolazione colpita dalla catastrofe e che possa presto tornare a volare alto, veloce e fiera proprio come un’aquila.
      Antonia Chini

    • alba venditti scrive:

      @Daniela Quieti, ho il piacere di commentare il tuo brano molto espressivo, attuale e vivo. La campana di Onna è molto significativa perchè malgrado il paese sia stato tutto distrutto dalle forti scosse, come segno del destino, è rimasta lei con il suo forte suono a scuotere la gente sconvolta per farla reagire alla tragedia del terremoto. Ognuno rivuole esattamente il suo posto in quel paese raso al suolo perciò, non resta a tutti che ricominciare con tanta volontà e dignità. Forza abruzzesi e dotatevi di tanto coraggio.

    • scrive:

      @Daniela Quieti,

      Cara Daniela,
      è questa una tua testimonianza di forza e speranza, oltre che di dolore. La vita necessita di pensare al futuro, nonostante tutto e Maria e Giovanni sono il simbolo del futuro (come altri che caparbiamente vogliono andare avanti).
      Un abbraccio affettuoso a te da estendere alla tua gente…
      Ars

    • Marta minnelli scrive:

      @Daniela Quieti,
      Il suono ritrovato della campana di Onna è veramente un simbolo forte per un paese che fu già vittima di morte e distruzione nel corso della seconda guerra mondiale. Il coraggio, la speranza e la solidarietà daranno la forza per la ricostruzione alla popolazione abruzzese.
      Marta Minnelli

    • scrive:

      @Daniela Quieti,
      porgo i più sentiti ringraziamenti a Paolo, Antonia, Alba, Arsomnia e Marta per le bellissime espressioni di affetto e solidarietà rivolte alla mia gente e alla mia terra.
      Con sincero affetto

      Daniela Quieti

    • scrive:

      @Daniela Quieti,
      Carissima Daniela,
      cammina, assieme alla tua gente, cammina verso la speranza.
      Se inciampi e cadi, alzati e cammina con forza, con coraggio, con pazienza e, soprattutto, con amore, essendo l’amore capace di allontanare le tenebre e fare sentire i rintocchi della serenità.
      Con l’auspicio che tutti voi, Abruzzesi, possiate tornare a sognare.
      Con tanto affetto.
      Giuseppina

      • scrive:

        @Giuseppina Mira,
        Sono commossa e ti ringrazio, di cuore, carissima Giuseppina, per le tue bellissime parole che infondono coraggio e speranza. E amore.
        Con grande affetto

        Daniela

  24. scrive:

    Non dirmi che sono pazza.

    Saturandoti con le righe tutte per te,
    strabiche e colme di incognita, piene
    di barbariche distruzioni, tramo. Il gioco,
    diresti tu, non vale…le candele,
    non vale la pena. La pena persiste,
    però. Con il poco
    si riempiono due laghi azzurri, sono
    sempre più torbidi. Calamitati,
    non appaiono in nessun atlante.

    Non dirmi che sono pazza, leggendomi.
    So amare solo così.
    Ma, sono,
    assolutamente, come le tutte altre.

    18.04.2009

  25. Franca scrive:

    UNA MAGICA ESPRESSIONE

    Il tuo sguardo profondo
    mi riempie di sentimento,
    m’accoglie un desiderio
    …d’Amore…
    per essere amata.

    I miei occhi dentro i tuoi…
    infondono desiderio,
    “Espressione magica che,
    nasce dall’anima”

    Brillano
    di fiamma…
    di stelle…
    i tuoi occhi
    rispondendo al mio
    interrogativo,
    imbarazzate le tue gesta.

    La confusione
    della timidezza,
    fa da scudo: alla nostra mano protesa!

    • scrive:

      @Franca,
      guardarsi dentro gli occhi è leggersi dentro l’anima. Gli innomorati non colgono le esteriorità (forse neanche le scorgono) ma gli intimi pensieri e i più profondi sentimenti.
      Hai colto perfettamente il senso di uno sguardo.
      Vincent

      • Franca scrive:

        @vincent,
        azzeccato commento, è sempre un piacere riceverne, perchè, “anche se fra noi non ci conosciamo personalmente” diventa pur sempre: un momento di reciproca condivisione, di ascolto piacere per un graziosissimo e utile interesse in comune… che rassicura come fosse una vecchia e amichevole “botta” sulla spalla.
        Quindi, un grazie di cuore a te, e alla simpaticissima Nonnamery.

        E per tutti coloro che non si limitano a “sfogliare le pagine di un libro”, ma riescono ad assaporare l’intima essenza di ogni parola o sillaba con cui l’autore evoca delle emozioni, più o meno forti… viste e selezionate come fotogrammi del regista stesso.
        Codialità. FF

    • scrive:

      @Franca,
      Nel profondo dell’anima è nasosto il nostro “IO”, dove desideri e gesta si confondono nell’incanto dell’amore.
      Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

  26. scrive:

    ANCORA
    …Accadde…è stato…
    Fu in un giorno…
    Fu una data che segnò il tempo al tempo
    la luce in altre luci
    un giorno in cui il mio e il tuo corpo uniti
    ascesero verso il paradiso
    fu amarti il rischio mio più alto
    il desiderio d’arrivare a te
    attraversandoti…

    Fu in un luogo che io rivedo ancora
    dove m’avventuravo
    in labirinti impervi della mente
    e tutto ciò che mi dicevi
    era così vivo e vero
    da sembrare menzogna…

    Devo viverlo ancora quel momento
    sognarlo ancora per un attimo
    prima di togliere il colore
    di far svanire la luce
    e quel respiro di fuoco che bruciò il mio cuore…

    Mutare dovrò tutto in “forse” o in “mero caso”
    così quando vorrai smentire ciò che dicesti allora
    non mi morderà il dolore per la felicità perduta
    tenuta come corpo fra le braccia
    crederò d’aver sognato
    e che ognuna di quelle cose reali
    furono solo evanescenza
    senza nè nome nè sostanza
    crederò d’aver perduto solamente un’ombra
    …un sogno…un sogno ancora…

    Emma Mazzuca

    • scrive:

      @emma mazzuca,

      Cara Emma, anzitutto complimenti per la lirica.. un piacere leggerti..
      Si mettono in atto ogni sorta di espedienti per non soffrire… Qui, si nega fin ciò che si è sentito, provato.. cercando di far finta che vosse un sogno, uno dei tanti svaniti al risveglio..
      So bene che tutto è lecito, so bene di che parli, ma questo artifizio non svilisce ciò che abbiamo provato, donato?
      Ti abbraccio
      Ars

      • scrive:

        @Arsomia, cara Ars, niente può cancellare ciò che hai provato e rinchiuso dentro il cuore, un grande forziere che riesce a custodire tutti i nostri tesori, ma la vita ti chiede, e come è giusto che sia, anzi pretende che la tua vita vada avanti, allora cerchi di farti forza con la mente, con quel briciolo di ragione che ti è rimasta, e solo in momenti particolari vai ad attingere e carpire emozioni dal profumo di quel fiore che ti è rimasto dentro. Ti abbraccio. Emma

      • scrive:

        @Marinella, hai ragione cara Marinella, i nostri ricordi sono perle bianchissime che porti sempre addosso e che nessuno può portarti via perchè custodite dall’anima. Grazie. Affettuosamente. Emma

    • scrive:

      @emma mazzuca, L’ombra del vissuto “morde” l’anima ferita che tenta di difendersi con la negazione di ciò che è stato. Purtroppo,rimane il tormento, quel gusto amaro che affiora ogni qual volta il ricordo emerge e per affrontarlo ci si aggrappa alla ragione con il rischio di vivisezionare emozioni.Bella!

      • scrive:

        @Ladyviolet, carissima la ragione serve per andare avanti giornalmente, io le emozioni vissute, i ricordi li conservo intatti senza mai pentirmi anche se squassata dalla sofferenza, anzi è proprio a quella sofferenza che vado ad attingere forza senza mai, per nessuna ragione cambiare il mio modo di amare a costo di soffrire nuovamente. Un abbraccio. Emma

  27. scrive:

    L’ULTIMA VOLTA

    Se un giorno tutti e due saremo bianchi,
    se di noi due sarò io la più stanca,
    prendi l’ultima volta la mia mano
    accompagnami tu vicino al mare,
    accarezzami il cuore come allora,
    fammi credere che potrò volare ancora.
    Rimani accanto a me sopra la riva,
    finchè il suono delle onde potrò sentire.
    Chiudi i tuoi occhi per tornare indietro
    e rivedere le mie trecce nere,
    scioglile piano per non farmi male
    e canta quella canzone che tu sai;
    poi stringi il corpo mio l’ultima volta
    come non fosse l’istante della morte.

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      non ci sarebbe potuto essere modo più bello, più dolce e più possente. Per esprimere l’abbandono totale tra le braccia di un amore.
      Dolcissima Elisa, mi hai fatto commuovere, lo sai?

      • scrive:

        @stregadelmare,
        Io credo che chi scrive voglia anche condividere la commozione e talvolta ci riesce. Le tue parole mi regalano una strega per amica, ma strega di una cosa meravigliosa: il mare.

        IO VOGLIO IL MARE.
        Io voglio il mare ,
        io voglio ancora il mare,
        voglio abbracciare l’acqua con il sale,
        voglio i colori del mattino e della sera,
        l’azzurro, il verde scuro, il verde chiaro
        e ogni altra tinta che colora il mare.
        Voglio le onde, voglio la scogliera,
        voglio il suono dell’acqua e dei gabbiani
        e voglio correre come se fosse allora,
        sopra la spiaggia, senza stancarmi ancora.

        Elisa.

    • scrive:

      @Elisa Barone,

      Intensa e commovente la tua poesia, già da “e in due saremo bianchi”, perchè passa attraverso quell’amore fatto di estrema tenerezza.
      “accompagnami tu vicino al mare”.. quel mare che ami così tanto e che anche grazie a lui rende la morte “plausibile” o, quanto meno, un momento accettabile…
      Grazie
      Ars

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      cara Elisa, come commentare questo tuo dire? l’amore che decanti è poesia per il cuore colmo di dolcezza.
      Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

      • scrive:

        @Ladyviolet,
        Marinella e Armonia
        Vi ringrazio per le parole e per essere con me a guardare una scena in riva al mare in cui l’amore vuol sublimare la morte.
        Un caro saluto.
        Elisa.

  28. scrive:

    Solo tre parole

    Nei momenti più difficili
    più tristi e scoraggianti
    mi guardo allo specchio
    vedo perdere la mia gioventù
    poi mi specchio nei tuoi occhi
    mi sussurri in un orecchio

    torna sul mio viso il sereno
    illuminando la mia vita.

    • alba venditti scrive:

      @Mteresa steri, la vera gioventù non è il vestito nuovo del nostro corpo senza anima ma il vecchio vestito della saggezza della nostra anima perchè ci fa provare l’ebbrezza di una vita significativa e quindi vita vera.

      • scrive:

        @alba venditti, Hai perfettamente ragione, condivido in pieno che l’interiorità della saggezza è fulcro di vita, avere qualcuno che ti ama davvero per quello che sei, è una carica in più.

    • scrive:

      @Mteresa steri,
      Cara Mteresa,è vero, talvolta gurdandoti allo specchio vedi un viso più maturo e stenti a riconoscerne la gioventù. Ma quel che conta è l’età del cuore che non invecchia mai. Basta guardar negli occhi l’amore e sul viso ritorna…il sereno.
      Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

  29. Beatrice Bausi Busi scrive:

    Cari amici poeti, scrittori, lettori. Da giorni inserivo le mie cose sul Manuale ma, pur avendola osservata ed apprezzata inizialmente, l’immagine d’inizio del concorso EMOZIONI veniva per lo più “sorvolata” nel mio proseguire verso le parole scritte, i versi.
    Stamani invece mi sono svegliata con in testa quella fotografia e una piccola storia ad essa collegata, una storia che vi propongo sentendomi affettuosamente COMPLICE di questo personaggio immaginario…..

    ATTENDEVO LA SERA

    Attendevo la sera
    per quell’appuntamento breve.

    Mi preparavo con cura

    allacciando l’ultimo bottone al colletto
    pettinando i radi capelli,
    la stinta cravatta
    sistemavo per bene.

    M’avviavo, a passo normale.
    Stavo accosto al tepore del muro

    (perché dentro la sala è ben calda,

    e io “voglio sentire”
    quel calore trasmettersi a me
    osservando la mano pacata
    apparecchiare).

    Con gesto abituale spiana
    la tovaglia stirata di fresco

    e l’avorio smorzato del lino

    pare attendere – contrapposte -
    la mano femminea e la mascolina
    che si posino riposando
    da un gestire scherzoso.

    Pone il quieto brillar delle posate,
    il lucente tondeggiare

    del piatto dal bordo prezioso

    il panciuto scintillar dei bicchieri.
    Ma il momento più amato
    è l’apporre i due miti sigilli
    a conferma d’un convegno amoroso;

    ecco, porta il fragile stelo vivente ed
    aggiunge la fiamma a quello di cera:

    stan per giungere, è chiaro

    ….sarà bionda oppur mora la donna
    o una ciocca ramata
    all’abbassar della testa
    schermerà il suo sorriso?

    Attendevo la sera
    per quell’appuntamento breve.

    Con la testa piena d’ipotesi(e anche,

    l’ammetto, del sogno d’esser io
    a scostare la sedia alla bella
    a sfiorarle innocente le dita
    suggerendole il vino,

    a gustarne i begli occhi, il profumo)
    piano piano mi staccavo dai vetri,

    me ne andavo sul retro dove

    la ruvida donna
    mi porgeva
    con gesto gentile
    dignitosa la cena quotidiana.

    Quanto tempo è passato….?
    Questo cerco a volte ricordare

    ma la mente nel biancor d’ospedale confonde

    ….Rammento
    che m’alzavo dal cantuccio di strada
    e mi preparavo con cura,
    che amavo una tavola

    brillante di cristalli e d’argento
    e forse, ma non son sicuro,

    fu il mio turno di far sedere

    la stanca cuoca a farsi servire,
    bella come un tempo
    e per una volta felice,
    sorrido nel consigliarle il vino

    e l’offro una rosa
    ma forse è un’idea, sapete,

    ….. che sono un po’ stanco e

    stasera niente scintilla
    nell’opaco
    biancor d’ospedale,
    che confonde….

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Cara Beatrice, ha ritrovato il tempo colui che immaginava il suo appuntamento con la bionda o la rossa e nell’immaginario effimero è lui che omaggia e offre la rosa… un sogno, una favola, una verità dietro quel misterioso tavolo al Bistrot? Complimenti!

      Con Affetto

      Marinella(nonnamery)

      • beatrice bausi busi scrive:

        @Marinella,
        Cara Marinella, concordo col tuo commento del quale ti ringrazio: in fondo cos’è la verità, che ha mille facce e sfumature in base alla persona, al luogo, al vissuto di ognuno… Parafrasando ciò che diceva il saggio “Sono io l’uomo che ha sognato d’essere una farfalla o la farfalla che sogna d’essere uomo?” Quello che so è che mi trovo molto in questo momento a riflettere, “sentire” e – di conseguenza – scrivere sul tema (e sottolineo sul “tema” e non solo sul “problema” come altri lo vedono) dei cosiddetti BARBONI. Mi interrogo su come ci si trova a perdere l’attività, amori ed affetti, proprietà e facoltà che credevamo assodate e consolidate, insomma a divenirlo “un barbone”. Mi sento vicina alla scelta o all’imposizione di un ruolo che ti ritrovi addosso nel giro di poco o molto ma sopratutto mi sento empatica con le sensazioni, gli stati d’animo, i ricordi dolci o dolorosi e gli ancor vivi sogni e memorie. Ho voluto porre l’accento sul rapporto uomo-donna, sia nella tenerezza di un iniziale incontro che una cenetta intima può far sviluppare ma anche sul rispetto e il riconoscimento delle necessità dell’altro. Timidezza e affetto, desiderio di apportare consolazione ai bisogni fisici ed emozionali di chi è in difficoltà e del resto “NON VIVE DI SOLO PANE”. Si può fare tanto apparentemente con poco, seminando, sempre seminando….La mia lirica è lunga, forse, in sè un piccolo racconto . Ma estrinseca la scoperta l’uno dell’altro in momenti di quotidiano bisogno, che non riguarda solo il cibarsi; bisogno amoroso di gentilezza, cortesia, del riconoscimento della propria esistenza e dignità. E il buon seme non può che generare gratitudine, desiderio a propria volta di donare del proprio sè….Questo lo credo fermamente, forse da ingenua utopista come sono…

  30. Gianna Campanella scrive:

    A SERA

    E siamo ancora insieme
    stesi sull’arena, vicini

    Non ci tocchiamo

    le nostre auree
    si mescolano
    in nutrimento
    di cordoni ombelicali

    Un po’ ci plachiamo

    e con questo tozzo di pane
    riprendiamo, a sera,
    ognuno la propria strada

    • alba venditti scrive:

      @Gianna Campanella, insieme l’uno è per l’altro linfa vitale tracciando una strada a senso unico. Quanto è bello vedere persone che stanno insieme con una sintonia d’amore!

      • Gianna Campanella scrive:

        @alba venditti,
        linfa vitale, sintonia d’amore e aggiungo io pane per l’anima… sentimenti ed emozioni provate dopo un lungo periodo di separazione dalla persona amata e che tu, cara Alba, hai saputo poeticamente cogliere con grande empatia e sensibilità.
        Un sentito grazie e un forte abbraccio
        Gianna

      • Gianna Campanella scrive:

        @Marinella, sei adorabile nonnamery, posso permettermi di chiamarti così?:)
        Grazie!Con affetto
        Gianna

        • scrive:

          @Gianna Campanella,
          Cara Gianna concesso. Da oggi ho una nipotina in più. (7°?). Continua nel tuo viaggio d’amore e sii felice.
          Con affetto

          Marinella(nonnamery)

        • Gianna Campanella scrive:

          @Marinella (nonnamery),
          Cara nonnamery, anche se mi piacerebbe non posso esserti nipotina.. sono grande, ma il cuore sempre bambino.
          Buona giornata!
          Gianna

  31. scrive:

    Nel tuo vestire

    ***
    Avrei voluto
    vestirmi
    del tuo esile silenzio
    con una parola

    donna
    dalle mille certezze

    eppure
    mi ritrovo nudo
    davanti
    al tuo nudo vestito

    calzando l’ombra
    della tua assenza

    in questo mio vivere
    il silenzio.

    ~ © Nunzio Buono ~

    • scrive:

      @Nunzio Buono, ho sentito i tuoi versi come l’archetto toccare l’ultima corda del cuore, la più fine…la più fragile…quel suono che fa vibrare il vivere nel silenzio, calzando l’assenza del amore… Una solitudine dentro ad un nudo vestito, abito stretto, così stretto da far svenire anche l’ultimo brivido del ricordo più bello…Grazie per l’emozione del silenzio che in silenzio ho condiviso. Manuela

    • scrive:

      @Nunzio Buono,
      Vestirsi anche di una sola parola, per uscire dalla solitudine, evidenzia il bisogno di comunicazione insito in ciascuno di noi.
      Complimenti per la sensibilità d’animo e per i versi incisivi!
      Giuseppina Mira

    • scrive:

      @Nunzio Buono,
      Ciao Nunzio, come non confessarti che mi hai emozionato?
      Ti leggo da quasi un anno e attraverso il tuo dire mi sembra di conoscerti…

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Nunzio Buono, Non posso leggere i tuoi versi e non rimanerne affascinata “calzando l’ombra della tua assenza” evoca una sola immagine che sazia e strega il mio animo. I miei complimenti!

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