Concorso di Emozioni, poesie e racconti d’amore!

bistrot

Nel Bistrot dell’Amore

Quante promesse e quanti sorrisi
quanti sguardi e mani sfiorate
su quel tavolino d’angolo
nel piccolo Bistrot dei Sogni

Servito per due è la vita
e un calice di vino rosso
nella notte generosa e semplice
nel Bistrot dell’Amore

Salutiamo la primavera e cantiamo l’amore nel Blog Manuale di Mari con il Concorso di Emozioni!
Dal 23 marzo, per un mese intero, puoi pubblicare e commentare in questo blog poesie e racconti d’amore.
La partecipazione è libera ed aperta a tutti. Condividi belle emozioni d’amore commentando le opere pubblicate. Agli autori dei commenti più belli doneremo un fiore o un libro.
Le opere devono essere inedite sia su carta sia nel web. Non postare più di cinque opere e, soprattutto, non inserirle tutte insieme ma una per volta, tornando a postare di nuovo dopo che sono intervenuti altri autori. Lunghezza dei testi: suggeriamo di non superare le 10.000 battute spazi inclusi. Per commentare le opere già pubblicate clicca su “Replica”.

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Commenti

  1. scrive:

    Vorrei

    Vorrei poter sempre avere sul mio viso
    la luce dorata d’un tardo pomeriggio d’estate
    vorrei poterti sorridere
    senza fretta
    né rimpianti, né paure
    vorrei farti ricordare anche nel più cupo inverno
    il calore del sole che cerchi
    vorrei guarirti dai mali
    del corpo
    e della mente
    vorrei …vorrei..davvero vorrei
    perché
    tu
    mi hai chiamata
    ‘amore’

    • scrive:

      @annalisa fracasso,

      I vorrei delle anime belle,
      rendono utile alle cose
      ogni nostro sorriso
      ogni nostro perchè

      mentre risponde
      a domande
      d’assoluto.

      Sabatina

    • scrive:

      @annalisa fracasso, leggendoti mi e’ tornata in mente la bellissima canzone di Battiato “La cura”. L’amore che si dona facendosi dono…Complimenti,Manuela

        • scrive:

          @annalisa fracasso, Condivido in pieno il tuo pensiero! Mi viene quasi da reinterpretare la celebre frase dicendo:”datemi un amore (vero) ed io solleverò il suo mondo”. Il dono dell’amore come un miracolo di vita…

    • alba venditti scrive:

      @annalisa fracasso,
      il titolo della poesia “Vorrei” è emblematico perché chi vuole qualcuno al suo fianco prima o poi lo ottiene. Comunque, è un volere dolce e non prepotente che non lascia né rimpianti e né paure a chi si trova coinvolto in questa storia d’amore. Infatti, l’amore con la sua magia dei sensi è la migliore medicina di ogni anima in pena.

      • scrive:

        @alba venditti, “vorrei” é, per l’appunto, un “condizionale”, in effetti sono convinta che ci voglia un superiore disegno che ti porti a vivere certe situazioni… solo a questo punto ci é dato sperare e apprezzare o negare quello che ci succede. Non ha senso imporre la propria volontà su eventi che sono totalmente al di là della nostra portata… poi chissà… sperare é lecito e desiderare il bene altrui fa bene anche a se stessi!

    • scrive:

      @annalisa fracasso,
      Dolce Annalisa,
      “vorrei”… ma tu puoi, perchè l’amore è un meraviglioso dono
      che può far guarire ogni malattia.
      Con affetto.

      Marinella(nonnamery)

      • scrive:

        @Marinella, eh già, che l’amore guarisca ogni malattia é vero, ma desiderarlo non vuol dire sempre trovarlo..nella mia poesia volevo comunque proporre una sorta di dono verso chi regala e dimostra affetto per qualcun altro..e qui, credimi, ci vuole un bel coraggio!

  2. mariarosa lancini cost scrive:

    Non trovo parole per esprimere il grazie agli innumerevoli complimenti, grazie veramente a tutti, ma che bravi tutti questi amici con cui divido gli spazi a cui non potrei mai rinunciare. La pioggia sta flagellando il mio lago, ma il pensiero è altrove all’altro flagello e ai perchè, troppi perchè, che forse non avranno mai risposte. Spero di non “sforare” il numero del regolamento del Concorso, vorrei rifugiarmi nell’amore, in quello ritrovato e accantonato e che ti fa dire : non è mai finita.

    VIBRAZIONI

    Per questa accesa passione
    metterò i tuoi limiti
    negli scaffali della pazienza,
    inattesa virtù che non s’addice
    al fiume scarlatto che corre inarrestabile
    nelle mie vene e nei sensi incantati.

    Aspetterò le tue mani
    che, avide e carezzevoli, turberanno
    colline e insenature mai esplorate;
    nasconderò i limiti di questo corpo
    stravolto nelle visibili ruvidezze.

    Tu sarai buono e amorevole,
    a me somigliante.

    Ci ritroveremo nelle ore, o negli attimi
    ghermiti al quotidiano dovere,
    indifferenti ai severi sguardi
    degli angeli alla parete.

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,

      Bellissima.
      L’immagine dell’amore femminile: calmo, pacato, sereno, materno, rispettoso, stabile. L’immagine di un porto sicuro e fermo, l’affidabilità e la tenacia di chi sa “mettere limiti” insegnato da Amore a pratiche divine che per nostra sola natura non potremmo mai azzardare. E ancora i limiti della donna che ama “nasconderò i limiti di questo corpo/ stravolto nelle visibili ruvidezze”. Un elogio alla natura umana che straripa e rompe gli angeli grazie al suo sguardo volto “agli angeli della parete”

      Grazie, rimane dentro…

      Sabatina

      • mariarosa lancini cost scrive:

        @Sabatina, esiste una piccola parola che troppo spesso usiamo con noncuranza o con superficialità, questa sera che mi vede particolarmente rattristata, la voglio dire a te: GRAZIE con la mano sul cuore.

    • alba venditti scrive:

      @mariarosa lancini cost, le vibrazioni d’amore sono presenti negli attimi quotidiani che fuggono e sono calamitate nell’anima come molecole di un atomo.

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,
      Cara Mariarosa,
      ho sentito nei tuoi versi la pazienza dell’amore che rende più forte l’unione di due esseri che si amano con rispetto. Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

  3. scrive:

    UN RICORDO

    Un prato con fiori di campo
    sognavo mentre sul banco
    sedevo e intanto i pensieri
    volavano dall’oggi all’ieri.
    Nel prato io ero con lui
    e c’erano tanti colori
    di petali di tulipani,
    di anemoni,viole e narcisi
    e lui con lo sguardo celeste
    posato sulla mia veste,
    posato sul mio pudore
    mi regalava l’amore.
    Voce del professore
    parlava di miti e Platone,
    mentre il ricordo di allora
    accarezzava il mio cuore,
    io con le dita intrecciate
    coprivo il mio viso bagnato.

    Elisa.

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Elisa Barone, il ricordo di quello sguardo celeste su di te su quel prato con fiori di campo si percepisce vivo come allora. Evidentemente tra te e quel lui c’era un bell’intreccio d’amore diventato un mito.

    • scrive:

      @Elisa Barone,

      “io con le dita intrecciate/ coprivo il mio viso bagnato” intenso e suggestivo quadretto dipinto con mestria e meraviglia: colori che arrivano sbiaditi e pallidi, canditi e struggenti. Impressionistico e elegiaco, tenero, garbato, astuto.

      Grazie, Sabatina

      • scrive:

        Per Alba e Sabatina

        Le vostre parole garbate e suggestive mi fanno capire che circostanze vere o immaginifiche possono far percepire ,in chi legge, ricordi di sentimenti e di emozioni perchè questi,a differenza di fatti narrati, non si possono inventare.
        Grazie.
        Elisa.

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      carissima, le tue delicate rime mi hanno fatto pensare a una canzone del grande De Andrè, che – tra l’altro – è una delle mie preferite in assoluto: “La Canzone Di Marinella”.
      E in quel prato, tra quei fiori e quel pudore dipinto così bene dalle tue parole, sai far rivivere ricordi lontani di ognuno di noi.

      • scrive:

        A strega del mare

        grazie per aver compreso che i versi son volti a rivivere e far rivivere lontani ricordi animando il passato che laddove non evocato diventa inutile, perduto.

        Elisa.

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      Cara elisa,
      i tuoi versi freschi come il pudore del primo amore, mi ha portata lontana nel tempo…

      Un complimento azzardato
      un soffuso sorriso
      il mio viso si tinge
      di rosso scarlatto.
      Il sipario è calato
      sul primo atto
      della mia timidezza.

      Marinella(nonnamery)

  4. scrive:

    E’ vita

    La vita è come una primavera
    dove mi corri sempre incontro
    allargando le tue braccia per abbracciarmi
    e il tuo profumo si mescola
    a quello delle margherite.
    La vita è come un’estate
    dove camminiamo coi fianchi aderenti
    e le braccia allacciate al corpo
    quando il sole si confonde con la luna
    e il cielo si tinge d’arancio.
    La vita è come un autunno
    dove percorriamo i sentieri nei boschi
    e infuocati baci tra il giallo e il vermiglio
    infiammano l’utima aria tiepida
    tra ottobre e novembre.
    La vita è come un inverno
    dove ci teniamo davanti al camino
    mentre fuori la neve ricopre la campagna
    e la guardiamo scendere come fossimo ancora bambini.

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Arsomnia, è vero la vita è un po’ come le stagioni dell’anno. In inverno ha bisogno di piu’ calore umano; in primavera ha voglia di risvegliare le proprie potenzialità; in estate rinfresca le sue numerose idee per mettere in pratica al più presto; in autunno non vuole far disperdere i nostri sogni altrove come foglie al vento scolorite ed essicate sui prati. Le quattro stagioni camminano di pari passo insomma, verso un profumo inebriante di vita vera-

    • scrive:

      @Arsomnia, Quando l’amore rientra nel detto:”non ci sono piu’ le stagioni”,quando vive di mezze misure oppure non c’e’ affatto,lo desideriamo sognando le 4 stagioni come parte integrante della ciclicita’ della vita stessa.
      L’amore, la vita si vestira’ ancora di umanita’ fino a quando riusciremo a sentire il battito di quel bambino nascosto dentro ogniuno di noi.

    • scrive:

      @Arsomnia,
      E trovare, in ogni stagione, la perla che la rende preziosa.
      Così è nella vita, così è nell’amore. Che sa essere così forte e vero in ogni angolo del tempo.
      Sei così bella, Ars. E le tue parole, una volta ancora, parlano di te.

    • scrive:

      @Arsomnia,
      In effetti la vita è come le stagioni e se riuscissimo a viverle in pienezza, sarebbe un arcobaleno di sentimenti. Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

    • Maria Luisa Seghi scrive:

      @Arsomnia,

      hai scritto questa bellissima poesia pensando intensamente alle stagioni della vita.
      La primavera come l’infanzia che serve per scoprire le meraviglie che ci circondano.
      L’estate come la giovinezza piena di sogni…
      L’autunno come quella parte della vita, dove hai già fatto le tue scelte.
      L’inverno come la conclusione del tuoi anni vissuti.
      Con nostalgia la tua mente rivive le stagioni che non torneranno più..ormai fanno parte dei ricordi della tua esistenza.

      Maria Luisa Seghi

    • scrive:

      @Arsomnia,
      complimenti per i tuoi bellissimi versi, e anche per il titolo, più che mai emblematico e segno di speranza, in questi giorni di lutto. Ti ringrazio per il tuo affetto e ti saluto caramente

      Daniela

    • scrive:

      @Arsomnia,

      Mie care, vi ringrazio di cuore per le parole che mi avete lasciato.
      E’ vita.. una vita accanto all’uomo che amo e che, di stagione in stagione, di anno in anno si rinnova..
      Un abbraccio collettivo
      Ars

  5. scrive:

    Come Un’Infinita Danza

    E’ una sera strana, questa.
    Una sera impalpabile e muta del tuo primo Dicembre fiorentino, in cui i confini del tempo e dello spazio si perdono tra mille fili, e la memoria sfuma nel reale.
    Ed è così che, dopo tanta attesa, le tue mani afferrano la penna e, quasi dotate di vita propria, gli scrivono.
    Gli scrivono una lettera che non leggerà mai.

    “Ti ho sognato stanotte, sai?
    Eravamo al Mare, seduti sul bagnasciuga, l’uno accanto all’altra.
    Un silenzioso pomeriggio d’Inverno, la spiaggia umida e deserta, solo il volo basso dei gabbiani a farci compagnia.”

    E parlavate, pacati e lenti – come a voler essere parte di tutta quella quiete – vi raccontavate guardandovi di tanto in tanto negli occhi, vi annusavate, vi sfioravate appena.
    E mentre le onde si rincorrevano festose proprio davanti ai vostri piedi, sorridevate.
    Sì, sorridevate – questo lo ricordi bene – come due naviganti stanchi e fieri, con addosso l’odore delle acque e delle rotte attraversate. Ma sereni. Sereni per essersi ritrovati lì, dopo tanti viaggi, porti, mappe, cieli e maree.
    Dopo chissà quanti diversi sguardi, dita, corpi, voci, parole. Dopo chissà quanta strada percorsa lontani e mai condivisa. Dopo chissà quanti fogli scritti senza che l’altro potesse più farne parte.
    Sorridevate come due bambini un po’ cresciuti, con in bocca il sapore delle favole ascoltate e poi dissolte.
    Ma felici. Felici di esserlo voi, forse, una Favola.
    Voi che eravate di nuovo e ancora insieme, per terminare le frasi lasciate a metà, pitturare le tele incompiute, sciogliere i nodi e ricomporre i ricami. Voi che avevate di nuovo e ancora il tempo, il fiato e la voglia per essere voi e basta, come una volta, come forse sarà sempre.
    Quando ti sei svegliata non saprei dire esattamente che cosa hai provato.
    Malinconia? Nostalgia? O smarrimento?

    “Non lo so, Piccolo Principe – per quanto tempo ti ho chiamato così – non lo so, come non so adesso dove sei, con chi sei, come stai. Se, da qualche parte, ancora, ci sei.”

    Sono passati all’incirca due anni dall’ultima volta in cui avete avuto un contatto, poi è scivolato via ovattato come neve, e, di lui, tu non hai saputo più nulla. Il cellulare costantemente spento, la lettera che non ha avuto mai risposta.
    A volte hai avuto paura. Una paura matta che gli fosse capitato qualcosa, pensieri terribili che hai cercato di scacciare non appena ti assalivano.

    “E mai, proprio mai, ti ho dimenticato. Non potrei farlo, mi piacerebbe che tu lo sapessi.
    O magari, in qualche modo, lo sai?”

    Facile e scontato dirlo adesso, ma era tutto più limpido quando c’era lui.
    Era più semplice prendere le matite e i pastelli a cera e costruirci il mondo.
    Era più semplice meravigliarsi rimanendo a bocca aperta e spegnere la luce senza sentire la paura.
    Era più semplice non fare caso ai battiti del tempo e aspettare ogni domani disegnandone i contorni.
    Era più semplice affrontare tutto con la leggerezza di un’infinita danza.

    “Dimmi, ti ricordi ancora? Ti ricordi ancora, di noi?”

    E’ buffo. Tu delle prime parole che vi siete scambiati quel lontano Agosto di sedici anni fa non ne hai mai avuto memoria. Non che avesse poi molta importanza, era un po’ come credere che non ci fosse stato inizio e che ogni cosa fosse, da sempre, così. Simpatia immediata, pulita e insieme timida e impulsiva, e voi sempre avvinti, sempre appiccicati, senza che nessuno riuscisse a staccarvi né a insinuarsi in mezzo a quello che eravate.

    “Ma che cosa eravamo? Te lo sei mai chiesto?
    Soltanto due bambini, Piccolo Principe, soltanto due bambini, che si incontravano d’Estate, pochi giorni l’anno, se l’orco delle ferie degli adulti ci accordava il suo consenso.”

    Ma vi volevate bene con la purezza e la spontaneità di cui solo un bambino può essere capace.
    Tu che sceglievi ogni sera il vestitino più carino da indossare, lui che voleva solo te sulle sue spalle per farti fare i tuffi.
    Tu che conoscevi mille giochi con le carte e le leggevi a tutti, lui che chiamava sempre te come compagna nelle sue partite.
    Tu che non resistevi più di due minuti stesa al sole, lui che metteva puntualmente il suo asciugamano accanto al tuo.
    Tu che per lui risvegliavi l’invidia di tutte le bambine, lui che ti diceva serio: Fregatene, loro non sono come te.
    Tu che eri l’emblema del maschiaccio e ne inventavi sempre una e correvi chiacchieravi ridevi senza fermarti un attimo, lui che non si stancava di inseguirti e di ripeterti che era quello ciò che gli piaceva e cercava in altre senza trovarlo mai.
    Tu che lo sentivi tuo e amavi immaginarvi grandi.
    Lui che sua ti considerava, e grande ti sapeva far sentire anche a dieci anni.
    E’ incredibile pensare che riusciste a far entrare ogni cosa in quel lasso di tempo così ristretto, così freneticamente limitato. Poi, una chiassosa comitiva di lettere, cartoline, pacchetti e qualche telefonata si snodava lungo gli altri mesi e la vita dell’uno prendeva forma e fiato davanti agli occhi dell’altra senza lasciare posto al vuoto, senza interruzione alcuna.

    “Conservo ancora tutto, sai. E in te, c’è ancora il loro posto?”

    E pian piano siete cresciuti, mentre l’adolescenza plasmava il vostro quadro in un gioco più sottile di ambiguità e malizie, e vi siete feriti, allontanati, riavvicinati e ritrovati, ma non vi siete persi mai.
    E’ stato solo dopo che, senza chiedersi come né perché, il cammino ha cambiato direzione, e non vi siete accorti,
    o non avete ammesso, che i chilometri si erano trasformati in irraggiungibili distanze, i prati in lande troppo vaste, i piedi in grandi paia d’ali.
    E forse sei stata più tu, di lui, a ritirare l’ancora e ad andare via, a relegarlo decisa in una stiva troppo stretta, tu che per lui eri sempre la sua stessa Principessa.
    Finché, quella sera di quattro anni fa, l’equilibrio precario crollò. In un attimo.
    E crollarono i vasi con tutto ciò che eravate stati, un tonfo sordo a terra, e miriadi di cocci e schegge a tagliare la pelle e insudiciare il tappeto. Un litigio terribile. Parole come lame.
    Il timore di averlo perso sul serio, per aver scelto L’Altro, rifiutando lui.
    Lui che era venuto da te apposta, con quel preciso intento, condurti fuori dal giardino evanescente in cui eravate stati fino allora, cercare la passione fra i gesti, sull’amaranto delle tue labbra e conoscere quel tuo essere donna come mai aveva visto prima, far camminare i tuoi piedi accanto ai suoi fuori dal sogno e, come creta morbida, rendere tangibile la Favola lontano dall’infanzia e verso il mondo degli adulti.
    Ma era troppo tardi. Troppo tardi.
    Il Re era arrivato, e ti aveva portata con sé.
    Eppure riusciste a resistere e superare anche quello, perché dodici anni non si buttano nel cesso, non si poteva rovinare tutto, distruggere tutto, perdere tutto. E non lo faceste, anche se da quella sera non vi siete visti più.

    “Soltanto adesso mi rendo conto di quanto deve esserti costato, sentirsi dire quello che ti dissi, ingoiare quel boccone avvelenato, e poi prendere a morsi anche l’orgoglio, così che lui non avvelenasse noi.”

    Ancora due anni di messaggi, chiamate, promesse di rivedersi presto e ti voglio bene.. Finché è andato via. Volatilizzato, sparito in un soffio – impercettibile alito di vento – come quando era arrivato.
    Certe notti ti è capitato di sognarlo ed era comunque un modo per sentirlo più vicino.

    “Ma quanto mi sei mancato, quanto mi manchi adesso.
    Chissà come sei. Che taglio di capelli hai, che profumo porti, come sei cambiato. Chissà com’è ora la tua voce o come sono le tue mani le tue braccia i tuoi sorrisi. Chissà se da grande sei l’uomo che immaginavo io.”

    Ti accorgi che fai fatica a focalizzarlo, a recuperare il suo viso nel passato, e soltanto i suoi occhi di muschio restano fermi come un faro sulle pieghe sconnesse del tempo. Per tutte quelle volte in cui li hai afferrati e solcati affondati graffiati accarezzati. Per tutte quelle volte in cui li hai attraversati.

    “E tu, mi ricordi ancora? Pensi mai a me? E tornerai mai, Piccolo Principe? Tornerai mai da me?”

    E’ una sera strana, questa.
    Una sera impalpabile e muta del tuo primo Dicembre fiorentino, in cui i confini del tempo e dello spazio si perdono tra mille fili, e la memoria sfuma nel reale.

    “Dimmi che lo sarai di nuovo anche tu. Reale. Come tanto tempo fa.”

    • scrive:

      @stregadelmare,

      …mi ha preso così tanto questo tuo racconto e sentirlo raccontare da te mi ha così talmente commosso..
      Non si può mai dire, mi piace pensare che tornerà :)
      Un abbraccio
      Ars

    • scrive:

      @stregadelmare,
      sbarca i confini della terra e del mare, del tempo e dello spazio, libera la tua mente ed il tuo cuore del Piccolo Principe e lascia che il soffio di una nuova ventata fresca si ricongiunga con la scia che ti porterà verso un nuovo ormai diventato Re, il tuo Re, che ti aiuterà col suo amore a spazzare via quel primo Dicembre fiorentino che ha lasciato galleggiare a metà strada a mezz’aria la tua anima.

    • scrive:

      @stregadelmare,
      Sarebbe bellissimo se il sapore della favola non si dissolvesse, come accade leggendo il tuo racconto scritto benissimo e con profondità di sentimenti.
      Sei straordinaria!
      Complimenti!
      Giuseppina Mira

    • scrive:

      @stregadelmare,
      Cara Stregadelmare, mi sono tuffata nel tuo racconto e ho nuotato tra langhe principi e re. Se non è troppo tardi, ricongiungiti al principe… ormai re. In amore, le follie sono concesse. Auguri.
      Con affetto.

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Arsomnia, Manuela pana, Giuseppina Mira, Marinella
      Carissime, grazie di cuore per avermi letta e per le parole che mi avete lasciato!
      Questo racconto risale al 2004, e la parte di me che avevo messo in lui, come quella sottile malinconia, ormai non mi appartiene più. Ma è stata una parte importante, da non dimenticare.
      Ci tengo a dirvi che il lieto fine c’è. Felice è il Piccolo Principe, ora, con la sua Vera Principessa. Felice è la donna, ora, che a lui dedicò quelle parole, mentre divide la sua vita con il suo Vero Re. E non si sono persi, i due. Mi piace immaginare che non si perderanno mai. Perchè le Favole esistono, anche quando le strade cambiano.
      Grazie ancora di cuore!

      • scrive:

        @stregadelmare, Dolcissima Streghina e Principessa,ho appena letto casualmente la tua replica,e,sappi che sono veramente contenta per la tua risposta!Che bello !! ogni tanto qualche Piccolo Principe ritrova la strada verso la sua rosa e l’amore!!Viva l’amore elisir di paradiso riflesso in noi!!

    • Robert scrive:

      @stregadelmare,

      anche quest’anno, Stregadelmare segna il Concorso di Emozioni con un racconto bellissimo che conquista l’attenzione del lettore dalla prima riga fino all’ultima… E non è cosa di poco conto considerando che leggiamo su un monitor.

      Complimenti.

      R.

    • Maria Luisa Seghi scrive:

      @stregadelmare,

      Cara Stregadelmare,

      prima di tutto ho letto il tuo raccomto che mi è piaciuto moltissimo, ci sono tanti sentimenti fra queste parole, c’è l’amore, la separazione, il rimpianto, la curiosità, l’orgoglio….spero che poi in fondo, dato che l’amore guida il mondo, ci sia un lieto fine, perchè sono i lieti fini che fanno apprezzare la vita anche se passano le nuvole…

      Volevo ringraziarti per il commento che mi hai lasciato. Ho cliccato su Stregadelmare e con mia meraviglia mi sono venute incontro in mezzo al mare due sirene blù nel mare di Atlantide.
      Ti prometto che leggerò le parole e i pensieri che ci sono con grande gioia.

      Perchè Stregadelmare… e non Fatadimare…?
      Ti senti più strega che fata?

      Un caro saluto
      Maria Luisa Seghi

      • scrive:

        @Maria Luisa Seghi,
        carissima Maria Luisa, un grazie colmo d’affetto per queste tue parole.
        Voglio rispondere alla tua domanda.
        Nella mia tradizione, le Fate sono esseri eterei appartenenti al regno del fantastico, come gli elfi, le ninfe, le sirene.
        La Strega, invece, è tutta una realtà diversa. E’ un discorso molto lungo, ma cercherò di esprimerlo nel più breve modo possibile. La Strega non ha niente a che spartire con il concetto negativo di essa tramandato dalla storia superficiale. La sua concezione della vita è un ritorno alle origini, al seno della Madre Terra che da sempre ha regolato la nostra vita. Ella ci insegna a scoprire l’essenza del mondo e della vita nei boschi, sui prati, sulle montagne, nell’acqua dei mari e dei fiumi, nelle caverne, nel sibilo del vento, nella luce della Luna, nel canto degli uccelli. Liberandosi dai ceppi della razionalità limitata, la Strega ci insegna a ritrovare l’armonia con la Natura,ad amarla e rispettarla, a conoscerla, a ballare con lei, godendo della sua musica, ascoltandone la voce, a nutrirci e curarci con i suoi prodotti. La Strega discende dalle Sacerdotesse della Grande Madre, coloro che con la Natura tenevano i contatti, di cui conoscevano i segreti e sapevano renderli utili nella vita di tutti i giorni. Erano Streghe le guaritrici delle Ere buie del Medioevo.
        La Strega è una donna libera dai pregiudizi e dai ceppi della morale perbenista e ipocrita. Si affida all’intuizione e al proprio istinto, spesso le chiavi indispensabili e uniche per interpretare i segreti della realtà. La sua mente tende alla luce, alla saggezza, alla comprensione. Lo schema rigido e limitato della razionalità le sta stretto. Suo è quello ben più ampio dell’irrazionale. E’ in stretto contatto con l’arcano, il mistero è il suo elemento, intuisce le forze sovrannaturali e naturali che dominano il mondo, ed entra in contatto e convibra con esse.
        E’ ribelle e naturale, disprezza la superficialità, e, forse per questo, la storia ha spesso cercato di condannarla e di farla tacere. Usa la sua sensibilità per comprendere meglio i drammi e le sofferenze degli altri, usa la sua intelligenza per rendersi comprensiva anche verso chi devia dalla norma e trasgredisce, perché nessuno può essere certo di non sbagliare mai.
        E, da ultimo. Non è che “la Fata è buona e la Strega è cattiva”. Il Bene e il Male giacciono nel cuore di ogni uomo, e ognuno è libero di fare la sua scelta.
        Questa è la mia Strega. Questo è il significato del mio nome.
        Mi scuso per essere stata così prolissa, spero di non aver offeso la sensibilità di nessuno, e di non avervi annoiato troppo!

        Un grande abbraccio.

        • Maria Luisa Seghi scrive:

          @stregadelmare,
          Ciao Stregadimare,
          Innanzi tutto volevo chiarire che la mia domanda:
          ” Ti senti più strega che fata?” era un modo bonario e scherzoso riferendosi al concetto strega e fata, perchè vedi io sono una donna in età avanzata e non sono molto colta, e
          le favole che ho letto o mi hanno raccontato parlavano delle fate “buone” e le streghe un pochino “cattive” e sono cresciuta con questo concetto sapendo, che era pura fantasia, sia le fate che le streghe, poi con il tempo ho capito che era solo per spiegare la differenza fra il bene e il male, e so benissimo che nel cuore di ogni uomo alberga sia l’uno che l’altro sentimento e giustamente ognuno deve fare le sue scelte.
          Ho apprezzato la tua spiegazione per farmi riflettere e capire la differenza, ora so molte cose che prima non sapevo..e lo devo a te.

          Se questa è la tua Strega..sei una bellissima strega e scrivi anche molto bene, io invece sono una fata bruttina che scrive alla meno peggio, però è nella scrittura che ho trovato la serenità.

          Ciao Stregadimare, non mi hai annoiato né offeso
          hai notato come questo spazio nel Manualedimari, ci fa aprire il cuore e parlare con l’anima?

          Virtualmente ti invio un filo d’argento che ti circonderà in un grande abbraccio

          Maria Luisa Seghi

      • scrive:

        @Maria Luisa Seghi,
        splendida Maria Luisa, ri-replico qui per rispondere alla tua seconda replica. Solo per dirti che la cultura non sono gli studi che la fanno (se ti riferivi a questo), e sono certa che tu sei molto più colta di tante persone che credono presuntuosamente di esserlo. La cultura la fa la sensibilità, il saper guardare dietro le cose. E a te questo non manca di sicuro. Perchè non sei nè bruttina, nè una che scrive alla meno peggio. Sei una Fata Meravigliosa. Che non ha niente da invidiare a nessuno.
        Ti stringo forte forte, col nostro filo d’Argento.

        • Maria Luisa Seghi scrive:

          @stregadelmare,

          ciao Stregadelmare,

          Questa piccola poesia è la mia risposta alle parole bellissime che mi hai dedicato:

          LA STREGA E LA FATA

          A te stregadelmare
          Che le onde sai ascoltare
          Il mare ti parla d’amore

          Nemica dell’ipocrisia
          E amante della fantasia
          Sai riconoscere la differenza
          Fra la dolcezza e l’amarezza

          il filo d’argento che ti ho inviato
          come una carezza ti ha circondato
          tu, hai pensato
          che sono una fata meravigliosa,
          io, ho pensato
          che sei una strega favolosa.

          Strega del mare
          I tuoi racconti
          Ci fanno sognare.

          Maria Luisa Seghi

    • Angelucci Sandro scrive:

      @stregadelmare, Grazie per il bel commento alla mia “Notturna” e complimenti per la tua “Danza infinita”. Mi trovo in piena sintonia con Daniela Quieti che ne ha visto l’epilogo nella splendida spiegazione del perché ti senti una “Sacerdotessa della Grande Madre”. E lascia che ti dica che non solo non hai offeso la sensibilità di nessuno ma tutti dovrebbero esserti grati di quello che hai detto. Difendi sempre la Strega del tuo limpido mare.
      Un caro saluto.

      Sandro Angelucci

      • scrive:

        @Angelucci Sandro,
        io non credo di averle, sai, le parole per ringraziarti.
        Per avermi letto, Per aver capito. E per avermi regalato un commento così speciale.
        Grazie Sandro, grazie di cuore.

    • scrive:

      @stregadelmare, Questa volta ho sugellato il tuo racconto con una perla salata..forse perchè credo alle Favole mi piace crederci e la tua letta tutta d’un fiato mi ha rapito. Mi affascina il tuo regalare sogni, mancano sogni oggi! abbiamo bisogno di sogni! e basta leggerti per scovare di riflesso principi impolverati..Con profondo affetto..

      • scrive:

        @Ladyviolet,
        Sonia carissima, sentire un complimento così da te, che hai l’Arte intessuta tra le dita, è un regalo immenso.
        Grazie,grazie dal profondo del cuore.
        Ti mando un abbraccio strettissimo!

  6. Nellanimamia scrive:

    AGGRAPPANDOMI ALLE NUVOLE

    Tra amari dubbi e dolci attese
    l’AnimaMia danza in stella.
    Divento filamento
    di firmamento.
    Fermo il mondo
    nella magia di uno sguardo.
    I muri si sgretolano
    con carezze sottili di pelle.
    Lacrime prendon vita
    scivolando su sorrisi versati.
    Rimescolo pianti e sogni
    aggrappandomi alle nuvole.

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Nellanimamia, aggrappandosi alle nuvole tutti vogliamo distrarci dai problemi quotidiani che troppo ci inquietano. Poi, ci scappano furtive delle lacrime che si rimescolano a quelle nuvole tutte ammassate e là si trasformano stavolta in sogni all’orizzonte della nostra vita.

    • scrive:

      @Nellanimamia,
      Cara, nella vita ci sono amarezze e… dolcezze. Nei tuoi versi tanta amarezza piena di speranza. Sii più positiva, sei cosi dolce! Con Affetto.

      Marinella(nonnamery)

  7. vittorio giannini scrive:

    Ero sveglio

    Non abbiamo tende alla finestra, é come si dormisse in una serra. Dentro caldo e fuori il tremometro segnava lo zero.
    Dormivi accanto a me, sentivo il tuo respiro riposato.
    Vedevo il cielo notturno pieno di stelle, vedevo il bosco nero, pensavo a quello che forse ci stará accadendo, il piú grande mangia il piú piccolo e la vita prosegue. Ti sei girata verso di me e hai messo la testa sulla mia spalla, abbracciandomi. Anche io ti tenevo, ho accarezzato il tuo braccio, ti ho baciato in fronte, non ho detto niente, non ci sono parole in quegli attimi, c´é la vicinanza, lo stare stretti l´uno con l´altro.
    E ci siamo addormentati.

  8. scrive:

    Carissimi amici,
    leggo con attenzione e gioia le opere pubblicate e tutti i vostri commenti. Grazie per le emozioni che aleggiano nell’aria come petali di rosa portati dal vento dell’anima. Affascinante atmosfera che rende questo Bistrot dell’Amore un vero giardino dei fiori più belli del cuore. Attorno a noi e dentro di noi musica e parole a coronare un sogno di realtà e poesia. Ed è magia.

    Un saluto a tutti!

    Nicla Morletti

    • Paola Pica scrive:

      @nicla morletti, ha ragione. Tutto questo esprimerci e confrontarci è la magia nella magia: la forza di un contagio positivo e coinvolgente. Anche a Lei tanti complimenti per questa possibilità di metterci in gioco, che il Manuale ci offre.
      Cari saluti. PAOLA PICA

      • scrive:

        @Paola Pica,
        grazie per la sua gentilezza. La poesia d’amore è la più alta espressione dell’io profondo. E’ la magia della vita.

        Cordiali saluti

        Nicla Morletti

    • scrive:

      @nicla morletti,
      Carissima Nicla,
      è veramente magia la poesia d’amore e la possibilità che ci offri, assieme a Robert e alla Redazione, di viaggiare nell’amicizia, nelle scambio di idee e di sentimenti, facendoci stringere tra le mani emozioni meravigliose, in una società che spesso, purtroppo, ha nelle mani del cuore solo ragnatele.
      Sempre “AD MAIORA”.
      Con affetto, stima e simpatia.
      Giuseppina Mira

    • scrive:

      @nicla morletti,
      ..e grazie a te, Nicla, a Robert, alla Redazione e a tutto il grande lavoro che fate per permetterci di alimentare questo sogno. E grazie a tutti gli amici che scrivono, riempiendo d’amore questo angolo e le pieghe dei nostri animi!

      • scrive:

        @Stregadelmare,
        grazie a te e a voi tutti per questo mare di emozioni e di parole che fanno vibrare il cuore. Per questo universo di poesia in espansione. Per questo immenso e meraviglioso vascello che si muove leggero nelle acque dell’amore.

        Nicla Morletti

    • scrive:

      @nicla morletti,
      Cara Nicla è bello sentire la sua costante presenza tra noi, nel Bistrot dell’amore. Siamo tutte corolle, sospese tra sogni e realtà.
      Con affetto.

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @nicla morletti,
      Grazie per la gentilezza e la possibilità offerta per esprimere sentimenti ed emozioni in un’atmosfera di condivisione e affetto.
      Cari saluti

      Daniela Quieti

      • scrive:

        @Daniela Quieti,
        questo Bistrot dell’amore, questo spazio di emozioni e parole è meraviglioso. Esprimere sentimenti e condividere versi di intensa poesia con Voi tutti è un miracolo dell’anima che si espande all’infinito, là dove i sogni e la speranza non muoiono mai.

        Un carissimo saluto, Daniela. Un carissimo saluto a tutti!

        Nicla morletti

  9. Maria Luisa Seghi scrive:

    Grazie Robert,

    Per aver segnalato a Paola Pica il sistema più veloce per trovare la poesia che cercava.

    Lei ha molte qualità: ha una bella voce, scrive delle bellissime parole, ed è attento ad ogni nostra richiesta.
    Qualsiasi informazione le viene richiesta, lei e tutta la Redazione rispondete con velocità e chiarezza.
    Questa è vera efficenza.

    Questo spazio è “Magico” i suoi abitanti creano la Magia della poesia e della letteratura spaziando con la mente nell’immensità dell’infinito…

    Maria Luisa Seghi

    • scrive:

      @Maria Luisa Seghi,

      Confermo, cara Maria Luisa.. questo è davvero un posto “Magico”…
      e vedrai.. quando tutto questo sarà finito, dopo mesi, ancora avrai voglia di questa atmosfera e non potrai fare a meno di percorrere nuovamente i sentieri di questo “luogo”

      Ars

      • Maria Luisa Seghi scrive:

        @Arsomnia,

        Ciao Arsomnia,

        Lo so che questo luogo è “Magico” infatti quando percorro questi sentieri, i folletti mi prendono per mano, le fate del bosco mi conducono a vedere la cascata, l’acqua cascando forma delle stelline colorate ed è dentro i bellissimi colori dell’arcobaleno e della natura che io trovo la vita e la serenità.

        Maria Luisa Seghi

        • scrive:

          @Maria Luisa Seghi,
          posso quotare Maria Luisa e Ars??
          Quante volte ho chiesto una mano a Robert e redazione, anche per cose stupide e ho avuto immediatamente risposte pazienti ed efficienti!!
          Grazie, dal profondo del cuore!

    • scrive:

      @Maria Luisa Seghi,
      Ciao Maria Luisa, in questo luogo magico, come lo definisci tu, sto acquistando quella fiducia che non ho mai avuto. Solo in questo magnifico giardino so chi sono, e tutto ciò grazie a Nicla e Robert che con il loro interventi e iniziative ci ivitano a scrivere ed esprimere i nostri pensieri. Grazie a tutti gli amici che ho avuto modo di conoscere seppur virtualmente, perchè sono nate amicizie, che io percepisco vere. Grazie a Lenio Vallati che leggendo un mio commento mi ha invitata ad andare avanti, oggi riesco a superare momeni difficili come la depressione. Scrivere mi aiuta ad apprezzare e ad amare di più la vita.
      Ti abbraccio, con affetto.

      Marinella(nonnamery)

      • Maria Luisa Seghi scrive:

        @Marinella,

        Cara Marinella,
        Mi riconosco molto nelle tue parole, ho avuto anche io questa sensazione di gioia nel cuore a scrivere, e anche io lo devo a Nicla e Robert e alle loro iniziative che hanno fatto aprire quello spazio che era dentro di me chiuso come un pacco legato con lo spago e con i doppi nodi, loro, piano, piano hanno sciolto questi nodi, io mi sono trovata libera e ho avuto la possibilità di scrivere parole e pensieri come non avrei mai immaginato.
        Virtualmente ho conosciuto te e tante altre persone, anche se i volti mi sono sconosciuti, ho conosciuto i loro cuori e i loro pensieri, provando grandi emozioni.
        Lenio Vallati, se a te ha dato quella spinta per andare avanti, a me ha insegnato l’arte della poesia, cosa che non avrei mai creduto di poter fare, scrivo poesie semplici ma sono sempre poesia..e lo devo a lui.
        Tu sei forte e non lasciare che la depressione ti sfiori l’anima, lasciala scivolare via nei labirinti della tristezza, anche io so che cosa vuol dire, e ne sono uscita grazie anche alla scrittura che per me è magia, come la magia di questo spazio dove ogni parola è pura poesia..
        Grazie Marinella
        con affetto

        Maria Luisa Seghi

  10. scrive:

    LUNGO I VIALI DELL’ALBA

    Tra rigagnoli di speranza
    e refoli di vento
    distillerò le memorie
    dei miei silenzi
    nell’avido respiro
    del tempo che ci disfa
    e, lungo i viali dell’alba
    ove le melodie del mattino
    bagnano di rugiada
    i timidi sogni
    raccoglierò gocce
    del tuo tempo
    per farne corolla
    del mio cuore.

    • marisan scrive:

      @aifarfalla,
      Dolcissima, l’amore da donare con semplicità, gocce di rugiada per farne corolla.
      Idillio all’amore puro e sincero, anche se silenzioso.
      Brava, complimenti.
      marisan

      • scrive:

        @marisan,
        Ciao marisan,
        scusa se solo ora riesco a ringraziarti per il commento.
        Il solo fatto di essere riuscita a catturare la tua attenzione, in un così variegato palcoscenico di emozioni, è per me motivo d’immensa gioia…se poi aggiungi anche dei complimenti, mi sembra “di volare un pò più su”.
        Affettuosamente Ali

      • scrive:

        @Giuseppina Mira,
        Grazie Giuseppina per aver lasciato questo commento ai miei versi.
        Grazie per attribuire loro la capacità di dissetarne l’anima, e’ proprio a questo che essi mirano.
        A volte ci si perde in deserti di solitudine, ove le notti ghiacciano le emozioni insieme alla capacità e alla voglia di sognare….
        La poesia crea una magia tra il reale e l’onirico, rendendo possibile quello che altrimenti non lo sarebbe, e nel farlo ci aiuta a vivere…”dissetando” la nostra anima.
        Affettuosamente Ali

      • scrive:

        @Stregadelmare,
        Carissima Stregadelmare:-),
        non potevi farmi complimento più bello!
        Amo moltissimo questo simbolo, per quel racchiudere in sè, quasi uno sfondo metafisico, che presuppone affinità tra il mondo visibile ed invisibile…quasi ad essere un punto d’incontro tra il tempo e l’eternità.
        La farfalla è un’emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno. E’ un simbolo dell’anima.
        Grazie sopratutto per quel “capaci di sfiorare con dolce armonia le corde del cuore”….
        Con affetto Ali

  11. mariarosa lancini cost scrive:

    Ho pensato che anche questa testimonianza che mi tocca da vicino sia tutto l’amore non detto ma provato, scritto, dedicato, sono tante le facce dell’amore, per questo e con questo partecipo al Concorso. Ringrazio R. sei e sarai sempre una rivelazione.

    PASSO A DUE

    Troppo scontato dire: lo sapevamo, non si è mai pronti né preparati agli accadimenti molesti. Per sei anni, e sembra ieri, tutti noi abbiamo esorcizzato il temuto oggi, ligi alle raccomandazioni, illudendoci, nel vederti, che il momento temuto non arrivasse mai. Non è stato così, la vita grande giocatrice, come un ragno che tesse invisibili filamenti, ti ha lasciato libero nell’apparente normalità, poi, con prepotente ardire ha detto: basta! Spesso, in questi giorni, mi sovvengono i nostri viaggi: Umbria, Sicilia, Trentino, settimane o solo due giorni, la mente va alle stanze d’albergo, al piacere delle inusuali tavolate, agli incontri e alle bellezze create dai grandi artisti. Alle tue premure sempre sollecite e forse equivocate da quella parte di me che, ribelle non per scelta, ha prevalso sul desiderio d’abbandono e alle tue timide tenerezze. Bada bene non è un chiederti scusa, è solamente riflettere sul nostro vissuto insieme di questi ultimi anni, due stampelle, io e te che hanno sostenuto una speranza, sapendo che sognare aiuta a vivere meglio, non fosse altro nel non avere poi rimpianti. Ti ho accompagnato il primo giorno nella casa grigia con i lucidi corridoi e le stanze grondanti dolente umanità. Tu tranquillo come sempre, io pavida, ho guardato con angoscia gli aghi sondare le vene azzurrine, il tuo sangue andare e venire, un circolo colorato simile a quei giochi al luna park. Ho pensato che per due giorni saresti stato nuovo, poi avresti ricominciato, e così via, la precarietà dell’esistenza si consuma in gesti ormai usuali per chi sa che senza questi marchingegni, ci sarebbe solamente l’oblio, per te e per molti. Tutto è così nuovo che mi spaventa questa manomissione del tuo corpo, in fondo io e te non siamo una cosa sola? Affiatamento, simbiosi, coesione, belle parole, mi chiedo se bastano a significare la solitudine che poi ti prende, quando si è soli ad affrontare l’ineluttabile, il sottile, naturale brivido di paura che ti percorre, quando è una macchina che decide il tuo destino. Tu, che della forza hai fatto il credo di una vita combattuta e a volte persa, sogguardi con grande amabilità i miei sconcerti. Blandisci le mie rivolte, i rigurgiti impetuosi del mio carattere, che, come lava di un vulcano s’insinuano, addolorandoti, nella tua parvenza di tranquilla accettazione. Eppure il tuo essere totalmente uomo, onesto, coraggioso capitano di ventura che affronta i marosi della vita, inguaribile, seducente narratore di storie antiche, insegni con pudore che la vita va vissuta nella totalità delle gioie e dei dolori. Un filosofo o soltanto il custode di inamovile certezze, temprate dalla conoscenza dei tuoi simili? Io che divido, a volte con fatica, il tuo andare, ti terrò nei miei pensieri e tra le mie braccia, sino a quando, il tuo e il mio respiro daranno fuoco e calore affinchè la mongolfiera della vita, s’innalzi lentamente verso altri luoghi da vivere e conoscere insieme.
    Ottobre 2007

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,

      In passo a due Lei ha raccontato vita,amore,dolore,contrapponendo gioia e tristezza ,speranza e disperazione,con struggimento ancora vivo e pacata malinconia;la lettura del brano fa riflettere sull’impotenza di chi ama sulla malattia,ma anche sulla potenza di chi ama nel trasmettere fino alla fine un messaggio d’amore che travalica il confine che divide la vita dalla morte.
      Un caro saluto.

      Elisa.

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,

      Una storia d’amore vissuto a…passo a due. La voglia di vivere
      sconcerta e lacera il cuore di chi impotente può solo amare.
      Un caro saluto.

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,

      .. un racconto di vita da cui traspaiono tutti i sentimenti e oltre al dolore, anche la forza, la determinazione di chi ha quelle “inamovibili certezze”… E tutto l’amore che anche in una situazione difficile si dona…
      Grazie
      C.

  12. Beatrice Bausi Busi scrive:

    GRAZIE. Grazie è una parola corta, l’iniziale dura, la quarta lettera quasi tagliente. Ma, cari amici, in poche lettere condensa sentimenti possenti e aggrovigliate sensazioni, discioglie quasi con una spossatezza d’arresa ciò che parole molto più pompose e roboanti non esprimono anzi confondono, come spessi nembi fumosi. Voglio perciò amici, nel giorno che segue al “Lunedì dell’Angelo”, ringraziarvi di cuore dell’essere così pronti a condividere le mie emozioni, partecipi davvero – come anime volanti – ai miei sentimenti. Elenco con uguale affetto i vostri nomi: Robert, Nicla, Lucia Sallustio, Manuela Pana, Roberto, Mario Prontera, Emma Mazzucca, Lenio, Marisan, Marinella (nonnamery), Francesco Ballero, Maria Luisa Seghi, Ladyviolet4, Sergio Doretti, Daniele mezzalira, Daniela Quieti… non vi sembri un’elencazione fatta dalle dita sulla tastiera… ognuno di voi, con la vostra personalità e sensibilità differente apporta continuo ossigeno al mio cuore e alla mente coinvolti e stravolti dagl’infiniti dolori o problemi della vita.

    • Robert scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,

      quando parla di questo nostro incontrarsi con la scrittura nei blog e nelle Iniziative della Stagione letteraria di Manuale di Mari Nicla Morletti dice che nella dimensione del web più facilmente s’incontrano le anime, “anime volanti”, libere di volare e manifestarsi, in modo meno formale e distaccato di quanto succede nella vita reale. Senza gli orpelli, le maschere e le corazze di ogni giorno, nel web, nel regno delle parole, siamo persone e si ripete quel prodigio tipico della letteratura, si forma ed alimenta quel groviglio di sentimenti, sensazioni, emozioni di cui siamo fatti. Non si tratta, come si potrebbe osservare, di un semplice incanto, perché la vita c’è e preme in ogni momento con la sua bellezza ma anche con la sua durezza. Come succede in questi giorni per le vicende che tutti conosciamo. Ma non c’è solo il male. In quel groviglio c’è tanto bene, tanta umanità, speranza, fiducia, fede, amore. Ci sono tutti gli elementi per una continua inevitabile rinascita o, come dici tu, “ossigeno per il cuore”. Dopo la Passione, la Pasqua.
      Grazie a te, Beatrice, per avercelo ricordato.

      R.

    • Maria Luisa Seghi scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,

      Grazie Beatrice per avermi inserito nell’elenco fatto dalle tue dita sulla tastiera.
      Io leggo sempre quello che scrivi anche se non ti ho fatto molti commenti, perchè l’importante è ritrovarsi sempre, la cosa bellissima di questo spazio di Manuale di mari fatto di parole e di sentimenti umani, è che siamo uniti da un filo d’argento che ci fa tenere tutti per mano, e proprio tenendosi per mano cerchiamo di affrontare con il cuore e la mente i dolori e i problemi della vita.
      Con sincera amicizia

      Maria Luisa Seghi

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Cara Beatrice!..mi hai commosso ancora una volta.La tua dolcezza
      risuona come musica e le parole? Sono perle preziose, con le quali costruiamo collane di rara bellezza… AMICIZIE! Grazie per avermi fatto apprezzare sempre di più la vita. Con affetto.
      Un abbraccio

      Marinella( nonnamery)

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Bea..dopo la tua parola vorrei aggiungere una semplice sigla che appartiene allo stesso abecedario di una lingua comune e conosciuta alle belle anime…tvb!!…sara’ un marchio di un qualche concentrato succoso tipo lo sciroppo di lamponi ? ::))

  13. gennaro maria guaccio scrive:

    C’è una dimensione, credo, al di là degli astri, giusto per dare un senso di lontananza, ma in effetti dentro di noi, tutta interiore, nell’orrido dei travagli interiori dell’essere, c’è una dimensione che ogni tanto emerge. Essa é come un vulcano che arde nel suo profondo e che, quando le tensioni superano un certo valore, quando la crosta e tutto il peso della roccia e dei detriti già deposti non riescono a sostenere più quella tensione, allora il vulcano esplode, scuote la terra, che si muove e si scrolla di dosso i suoi abitanti, e sparpaglia nel cielo tutti i malori che il vulcano teneva dentro di sé. L’amore è un sintomo esplosivo di quello che sta dentro di noi. L’amore è nostalgia per la dimensione altro che sta dentro di noi. L’amore è espressione di quel travaglio interiore che cerca se stesso e che ha senso di essere la nostra vita e perciò non può non essere ciò che è. E si cerca… non si trova, e sembra di poterlo ritrovare in un altro, in un’altra persona, e pure non si cattura… Sì che l’amore ha tante forme. Allora l’amore è anche, e forse più di tanta altra forma d’amore, anche e soprattutto la carità che si manifesta quando rivolgiamo l’affetto a un diversamente abile, a una povera vecchia, a un malato di alzheimer… a un malato e basta e non solo a una bella donna, a un bell’uomo, a un bel bambino che sono facili da amare. L’amore è anche, e forse soprattutto, amore per Dio… In tal senso ho scritto il racconto La spina sulla collina, che non v’è piaciuto.

    • gennaro maria guaccio scrive:

      @gennaro maria guaccio,

      amiamoci, mia Lesbia, dice il poeta, che meglio di questo in fondo non sappiamo fare.

    • Robert scrive:

      @gennaro maria guaccio,

      gentilissimo Gennaro il suo racconto non è stato approvato perché è troppo lungo. La Redazione le ha anche scritto in merito. Se legge nel post dell’Iniziativa abbiamo fissato un limite. 10000 battute sono già tante per un blog… Poi se ognuno vuol far di testa sua e cambiare anche il tema dell’Iniziativa che è l’amore romantico tra due persone, che vuole che le dica? Si vede che non siamo riusciti a farci capire.

      Quanto alla lezione sul tipo di amore, mi scusi ma credo proprio che sia fuori luogo qui, in questo Blog, quanto in tutte le Iniziative di Manuale di Mari.

      Dispiaciuto.

      R.

      • gennaro maria guaccio scrive:

        @Robert,

        caro robert, vorrei scusarmi,

        voglio senz’altro scusarmi per la superficialità con la quale ho considerato la mia ultima partecipazione al concorso di Manuale di Mari. In effetti, avendo scritto di getto quel pezzo, La spina …, troppo lungo, ispirato dai fatti occorsi in Abruzzo, ho ritenuto di sfondare una porta aperta sul tema dell’amore. Non ho invece fatto i conti con le legittime regole del Concorso, che, però, non ho mai inteso volutamente violare.
        Mi scuso ancora, che altro dirti. A presto, Gennaro M.Guaccio

        • Robert scrive:

          @gennaro maria guaccio,

          gentilissimo Gennaro non si deve scusare affatto. Ho letto il suo racconto ed è molto bello. Lo pubblicheremo nel nuovo Blog degli Autori, appena sarà on line, dove non ci sono limiti troppo stretti per la lunghezza dei testi. Quanto alle regole sono fatte per dare spazio a tutti ed evitare che la pagina diventi troppo lunga e difficile da leggere su un monitor.

  14. Franca scrive:

    Con i miei migliori auguri a tutti, Vi porgo la mia poesia sul tema AMORE.

    SUBLIMAZIONE EMOZIONALE

    Nobile arcano,che ho incontrato
    nel centro del rovente cerchio,
    sul sentiero quasi del naufragio

    tendo la mano per afferrare
    ancora momenti di felicità
    frammentata in libertà.

    All’orizzonte… nasce un miraggio
    il suo incanto s’impone, illude
    dentro il sogno respinto.

    Intanto, il giorno s’innalza ignaro e prepotente
    si specchia nel sole che ride e riflette: nuove parole,carezze,
    dolci emozioni,…ILLUSIONI,

    parole che seducono l’animo e
    si fissano nel pensiero tra sogno e realtà…
    per gustare la vita, la complessa beltà.

    Nell’intelletto, s’incastrano le emozioni come un brillante
    ad ogni attimo che avanza cambiano alla differente luce
    del giorno:COLORE,SAPORE,FREQUENZA.

    ODO che:…non ha miraggi
    di riscatto
    questo tempo
    che mi si avventa
    al CUORE…
    Solo un SEGRETO
    che fa lama di luce e sogno
    su cui poso
    i miei pensieri…

    Nella complessità delle emozioni
    il dettaglio non presenta via d’uscita,
    ma solo un’ignota scia…

    così forte, che rischiara il sentiero e
    ci fa intrecciare la mano per saltare con coraggio
    gli ostacoli alti come le selve d’intorno,

    e con affinità elettiva di spirito
    cercare la stessa sublimazione dell’essenza
    assaporando piano:IL MISTERO DELL’ESISTENZA.

    Franca Fasolato

      • Franca scrive:

        @poetanelcuore,
        grazie per il tuo bello, esplicito commento… molto gradito da parte mia.
        Vedi Luca, ricevere un commento, una risposta… fa sempre piacere a tutti io credo.E’ una forma di sottile intesa e di rispetto.
        Anche questo è un modo per tendere la mano… per non sentirsi soli in un mare aperto, dove si può osservare l’orizzonte sul quale cielo e terra sembrano unirsi,e noi con la nostra anima poetica sempre protesi per raggiugere l’infinito.FF

    • Robert scrive:

      @Franca,

      “Nella complessità delle emozioni
      il dettaglio non presenta via d’uscita,
      ma solo un’ignota scia…

      così forte, che rischiara il sentiero…”

      Bellissime immagini in questa tua lirica in cui si delinea quel “groviglio” esistenziale di cui ho parlato poco prima in altro commento…

      R.

      • Franca scrive:

        @Robert,
        grazie anche a te Robert…per aver colto nell’imago mio personale, moderno verseggiare:il giusto SENSO figurativo!
        Il quale è stato semplicemente da me vissuto, raccolto e donato, in un foglio bianco, nel momento in cui si è presentato a me come una meteorite… fotografata prima, con il gigantesco occhio del cuore, e poi, filtrata dall’intelletto creativo.
        Forse per questo è piaciuta molto anche qui nel Veneto.
        Ciao alla prossima…F

    • marisan scrive:

      @Franca,
      Il mistero dell’esistenza,andare al di là dei nostri sogni,speranze e non solo illusioni.Vivere e volerlo anche a costo di afferrarlo con tutto l’amore, il cuore scoppia di luce che rischiara l’alba per un nuovo giorno.Complimenti veramente.
      Marisan

      • Franca scrive:

        @marisan,
        ricevere tutti questi complimenti, mi rende felice e mi onora! Spero di aver fatto vibrare dentro Voi delle nobili emozioni delle quali oggi più che mai c’è di bisogno per regalarci… un domani migliore sotto ogni punto di vista.
        Potrebbe sembrare una utopia, ma se saremo uniti nella volontà e nell’intento molto potrà cambiare e la Natura ci sarà di nuovo amica perchè per risonanza saremo più positivi.
        Grazie, spero di leggere e commentare qualche cosa di tuo Marisan.

        • marisan scrive:

          @Franca,
          Cara Franca, è stato bello leggere i tuoi versi e sentire nuova vita. Ho già scritto i miei cinque componimenti e puoi trovarli nel mese di Marzo.
          Buona vita a te e spero ancora di leggerti.
          Marisan

      • Franca scrive:

        @Giuseppina Mira,
        mi è scappato per la troppa fretta qualche errore, ti prego di perdonarmi e non considerarlo. Grazie per i graditi commenti.

    • scrive:

      @Franca, Ho dovuto leggere diverse volte il tuo verseggiare, per capire alfin la profondità dei versi e la bellezza dell’anima.
      Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

      • Franca scrive:

        @Marinella, Grazie per il tuo bel commento.

        Sì,sì… è vero ognuno di noi ha il suo stile! Ed è proprio per questo che abbiamo sempre qualche cosa da dirci,da donarci,anche solo con le emozioni di semplici o complesse parole creative.

        Ma… solo chi si trova nella stessa frequenza d’onda e nella stessa bellezza dell’animo:può coglierne a PIENO IL PROFONDO SIGNIFICATO dentro il personale verseggiare. Infatti, io parlo di AFFINITA’ ELETTIVA DI SIPIRITO proprio per questo…

        Allora, ben venuta amica nella mia stessa onda… ciao,ciao, al prossimo salto se vuoi… “potremo unire le nostri ali per non bagnarci i piedi”. FF

        • scrive:

          @Franca,
          Grazie , cara Franca “potremo unire le nostre ali per non bagnarci i piedi…e come gabbiani aspettare l’onda, sposa del mare.
          Un caro abbraccio

          Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Franca,
      Vedi, cara Franca, io personalmente sono il meno adatto a lasciare commenti, sia per la mia lentezza di elaborazione, sia perché spesso ho timore di cadere nel banale.
      Non posso però certo esimermi dal esprimerti tutto il mio apprezzamento per la straordinaria sensibilità che mostri, per la delicatezza di un pensiero arricchito da immagini straordinarie e da un linguaggio colto, ricco e variegato. Se il mistero dell’esistenza è l’oggetto o, meglio, il soggetto della tua poetica, ebbene molto ritengo che ci accomuni. Ma i tuoi versi splendono di una originalità tutta tua, ben difficile da eguagliare…
      Grazie
      Francesco

  15. Beatrice Bausi Busi scrive:

    SALE LA SCALA DELLA NOSTRA VITA

    Sale la scala della nostra vita
    con passo pesante e accorto il tempo
    nel momento del vivere dolente,

    mentre i gradini pare sorvolare
    con frullo d’uccellino
    quando tutto è felicità, armonia.

    Possiamo incidere con la volontà
    su questi differenti modi

    oppure è solo un ottuso subire
    quel che ci è consentito?

    Riusciremo

    (immergendoci a fondo
    nel dolore senz’annegarvi)

    a trascorrerlo più in fretta,

    a prolungare invece
    attimi di serenità o d’estasi pura

    trasformandoli

    in ore, mesi, anni di piacere,
    sorseggiandoli

    senza quasi poggiarvi le labbra,

    paghi solo del loro sentore
    anziché tracannarli,

    pregni
    d’avida eccitazione,

    com’insensibili ubriachi?

    • marisan scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Il percorso della vita,ammirabile nel suo cammino, avvolte ubriaca di felicità,ahime! anche dolore.Ma la scala sale e le verità vengono a confortarci senza fretta.Coinvolgente e misteriosa la nostra esistenza.
      Un caro saluto
      Marisan

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      La vita è fatta di gradini e pianerottoli. Facciamo buon uso, e quando stanche di salita soffermiamoci a sorseggiare.
      Con tanto affetto

      Marinella (nonnamery)

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,

      e chissà mai se riusciremo, cara Beatrice…ma ci tenteremo, nevvero?
      Una lirica che prende con una musicalità che incalza. Saranno tutte quelle scale?
      Grazie per la riflessione sollecitata..
      Ars

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Con l’auspicio di “prolungare attimi di serenità” che fanno arrivare in alto, dove ci attende l’abbraccio del sole che dipana il buio.
      Complimenti!
      Giuseppina Mira

  16. Mario De Rosa scrive:

    Et ardo

    Bollente al cospetto del tuo sguardo
    si fa il mio sangue, l’anima bruciando,
    mentre il cuore, trafitto dal dardo
    dell’amore, tonfa e si dimena.

    Et ardo, ardo tacitamente sognando
    con la mano tua tenera di sirena
    che giace nella mia, assaggiando
    i dolci profumi della sera.

    Dolcemente i tuoi occhi d’avena
    carezzano i miei, timidi alla mera
    luce della rotonda luna piena.
    L’universo intero odo con noi. Et ardo.

    Mario De Rosa

      • scrive:

        @Robert,
        sono d’accordo con te. “Ed ardo” è una deliziosa poesia d’amore. Vera, profonda, delicata e forte allo stesso tempo. Perché così è l’amore: tenero come un bambino, mentre “assaggia i dolci profumi della sera” e intenso, mentre arde nel cuore.

        Bello questo verso: “L’universo intero odo con noi. Et ardo”.
        Complimenti a Mario De Rosa, giovanissimo talento, che nella sua profonda verità del cuore, canta l’amore che non ha limiti o barriere. E qui Robert, riprendo il tuo concetto dell’amore quando hai scritto in un commento che l’amore spazia oltre i confini del mondo. Attraversa le finestre chiuse e si espande nel cosmo.
        La sua voce è un canto libero che scivola piano sulla terra intera, l’accarezza, la culla. E la rende feconda.

        Nicla Morletti

    • beatrice bausi busi scrive:

      @Mario De Rosa, Sono una passionale, un Ariete testarda e sanguigna, ma capace di SQUAGLIARSI come neve al sole per certe espressioni delicate. In fondo amo molto questa contraddizione in termini, è proprio una mia connotazione. E le tue frasi: “la mano tua tenera di sirena” – “i tuoi occhi d’avena” – “….alla mera/ luce della rotonda luna piena” ti assicuro che per un momento hanno messo in atto lo sciogliersi, di questo mio ardere perenne, in una quieta dolcezza MOLTO RISANANTE! Grazie perciò Mario De Rosa, davvero. Beatrice

  17. scrive:

    Prima di scrivere il mio pezzo, voglio esprimere tutta la mia ammirazione per IL BISTROT DELL’AMORE e relativa foto. Non potevate scegliere parole e immagine migliori, per infondermi il desiderio di osare. Auguri tardivi, ma sempre validi perchè sinceri, di ogni bene e di serenità.

    Dal racconto inedito “L’ADDIO”, dal libro “L’Incontro”, di PAOLA PICA

    Lei sospettava già da un po’ che lui non volesse legarsi più di tanto, anche a causa del fatto che si sarebbero dovuti dire addio tra non molto; in quanto Peter aveva già firmato un contratto di lavoro, simile a quello in corso, con la stessa compagnia ma in Svezia.
    Aveva capito che lo disturbava non poco l’idea della sua bella girl-friend lontano da lui, con chissà quante occasioni a portata di mano. Tutto ciò traspariva continuamente dalle battute leggere di lui, dai suoi giochi di parole, che Ilaria a volte fingeva di non recepire.
    In quei momenti lei avrebbe voluto scoprirsi, dirgli tutto l’amore che le stava nascendo, che le era già nato dentro, e che la spaventava…proprio come spaventava lui.
    Continuava a ripetersi che neppure lei voleva lasciarsi coinvolgere troppo in quella che poteva essere una delle tante storie estive; ma poi si trovava a riflettere sul fatto che, per pensare questo, doveva già essere coinvolta abbastanza.
    Ne avevano anche parlato,in modo leggero, come se la cosa non li riguardasse troppo da vicino; ed erano arrivati alla conclusione che la loro non poteva considerarsi una storia estiva nel vero senso della parola, perchè si erano incontrati in una situazione di lavoro. Ed anche perchè, aveva aggiunto Peter e lei non aveva potuto dargli torto,quelle che si definivano “storie estive” erano cose da spiagge assolate sul Mediterraneo, come gli era capitato il mese prima in Spagna e come sicuramente sarebbe capitato a lei, al suo ritorno in Italia alla fine di agosto…
    Ilaria non condivideva questo punto, ma lui aveva proseguito il discorso favoleggiando che lì l’estate non finiva mai, che si andava al mare ancora per chissà quanto; mentre lui si sarebbe trovato tra breve fra le nebbie e forse, le nevi svedesi.

    Anche lì da loro, ad Oxford, il tempo si stava facendo autunnale, in quella seconda metà di agosto: certe mattine, quando uscivano per recarsi al college, dovevano armarsi di ombrello e giacche impermeabili.
    Ormai parlavano sempre più spesso del momento in cui si sarebbero dovuti dire addio e non potevano fare a meno di ricordare come quei due mesi estivi, all’inizio, si fossero profilati talmente pieni di promesse da sembrare interminabilmente belli. E in effetti lo erano stati, belli, anzi bellissimi, perchè si erano incontrati…
    “Ma guarda che tristezza ora…” aveva detto Peter, sembrando, per una volta, meno filosofo e meno fatalista del solito.
    Stavano tornando dalla casa di Chris e Jo, procedendo abbracciati sull’asfalto bagnato, sotto una di quelle piogge che sembrano non finire più in Inghilterra, dopo la metà di agosto.
    Camminavano stretti, nel primo freddo della sera quasi autunnale, dopo aver passato il pomeriggio della domenica nella cucina calda degli unici due che sarebbero rimasti insieme dopo l’estate, perchè già convivevano.
    Seduti intorno al tavolo,con davanti un boccale di birra o una tazza di tè, avevano passato qualche ora insieme, ripetendosi ogni tanto quanto fossero infelici all’idea che stava per finire tutto…
    La ragazza di Michael era già partita per l’Italia e presto anche Ilaria e Peter si sarebbero dovuti separare.

    Usciti da quell’atmosfera calda, anche se triste, loro due si erano ritrovati stretti stretti, ma non solo perchè l’ombrello era troppo piccolo…Tutti e due avevano sentito il bisogno improvviso di scoprire le proprie carte con l’altro: il momento triste si stava avvicinando e non aveva più senso non essere sinceri fino in fondo…non esserlo, poi, per evitare che cosa?
    Peter le aveva finalmente detto, una volta tanto senza tono di scherzo nella voce: “Non sopporto di non sapere fino a che punto sei felice con me”, e lei gli aveva risposto: “In questo momento vorrei scappare via, per vedere se e quanto ti dispiace…” E si erano stretti ancora di più, non solo perchè l’aria si stava facendo più fredda.
    Erano arrivati a casa e si erano ritrovati abbracciati, dietro la porta, quasi prima di chiudersela alle spalle, chiamandosi “Amore mio”, con lo stesso trasporto e allo stesso momento.
    Le maschere erano cadute; non era servito a niente prolungarsi a vicenda l’agonia della sete, per paura che poi l’acqua finisse.
    Quella sera la loro sorgente inesauribile era stata ancora più pura e dissetante per loro; la sete aveva vinto e avevano trovato quella cascata di acqua chiara, più chiara del solito, perchè si erano finalmente chiamati con i loro nomi e si erano riconosciuti.
    Quell’acqua cristallina aveva lavato i loro corpi, che adesso potevano ignorare il freddo autunnale fuori, nella strada. Due corpi caldi, stretti in quello che doveva essere uno dei loro ultimi incontri, finalmente senza più alcuna remora neppure nelle parole, non solo durante, ma anche prima e dopo…
    Erano rimasti abbracciati a dirsi che era valsa la pena di correre il rischio, anzi, era ormai impossibile non correre quello seguente, impossibile evitare di chiedersi reciprocamente di rimanere insieme, anche se lontani.
    E la loro musica, quella che era stata parte di quasi tutte le serate organizzate al college, aveva preso a suonare nelle loro teste, con i motivi delle canzoni e delle ballate di tempi lontani, che Peter aveva sempre intonato tenendole gli occhi puntati nei suoi, come a dirle che era lei la sua musa ispiratrice, lei che non avrebbe mai dimenticato.

    Lo aveva fatto quasi per due mesi, con la sua chitarra, quando di sera il gruppo, compresi gli studenti, si ritrovava dopo cena nella sala comune del college…

    • Robert scrive:

      @Paola Pica,

      grazie Paola per la piccola oasi d’amore che ci regali con questo racconto in giorni così segnati da altre spiacevoli e pur forti emozioni. Letto con piacere.

      Amarsi, chiamarsi per nome e riconoscersi. E’ poco? Io ho scoperto ogni tipo di amore amando una donna. L’amore per la vita e tutte le cose, l’amore per gli altri e per Dio.

      R.

      • Paola Pica scrive:

        @Robert, Grazie a te, per aver commentato così tempestivamente.
        Hai ragione: le emozioni di questi giorni sono forti e, aggiungo io, causate da eventi che nessuno di noi può gestire. E’ per questa ragione che non ho voluto neppure accennarvi, rischiando, forse, di sembrare distaccata e cinica. Non è così. Spero che Colui che tu hai imparato ad amare attraverso l’amore per una donna (la tua Ilaria, immagino)voglia ascoltare tutte le preghiere e i palpiti dei nostri cuori, anche troppo evidenti in questi giorni.PAOLA

    • Maria Luisa Seghi scrive:

      @Paola Pica,

      Cara Paola,

      E’ bello ritrovarsi a parlare ad un tavolo del Bistrot dell’amore, sai quì siamo tutti amici e ci stimiamo a vicenda.
      hai letto la poesia che ho scritto parlando di questo luogo?
      Il tuo racconto è molto bello, perchè parla di un amore vero e impossibile perchè la lontananza li separerà, ma sanno di avere vissuto una cosa unica e irripetibile.

      Ti saluto caramente

      Maria Luisa Seghi

      • Paola Pica scrive:

        @Maria Luisa Seghi, ci ritroviamo dopo così breve tempo. Mi fa piacere. Grazie per la tua replica così pronta. No, non credo di avere letto la tua poesia sul Bistrot; dove la posso trovare, qui nel Concorso? L’ho cercata, ma senza successo. Se non è qui e vuoi mandarmela al mio indirizzo, sarò felice di leggerla e di riscriverti. Ciao. PAOLA PICA

  18. mariarosa lancini cost scrive:

    Quanto amore! Quante verità! Un plauso a tutti con la mano sul cuore, a Lenio, Francesco, a Daniela,a Sergio, veramente a tutto il mondo di manualedimari. A Robert, nessun complimento riuscirà a dire quello che mi ha trasmesso, così come a Nicla, lascio questa mia ultimissima per il concorso, è il mio grido, il mio risveglio, il mio “altrove”, ma anche il futuro in cui credo e spero.

    L’ALTROVE

    Ti lascio matite spuntate
    e fogli intrisi di parole:
    Tu sai quanto ho viaggiato nelle notti
    quando la tua mano cercava la mia.

    Mi sono persa nell’ansia dei perchè,
    nei vicoli bui di sofferte attese,
    ho accarezzato la penombra di giorni avari,
    e ho riavvolto fili di lana
    per farne tasselli di memoria.

    Ora, che il mio tempo si scolora
    ritrovo, tra le mani offese,
    l’altrove di me mai vissuto,
    era qui : taciuto per pudore,
    confuso nelle pagine ingiallite
    dove, la polvere fine ne offuscava l’evidenza.

    Ti lascio le fatiche, le insicurezze, il pianto,
    il puerile nascondermi dietro graffi di tigre,
    libera, ghermirò ritagli di vita nuova
    per farne l’abito che mi appartiene.

    • Robert scrive:

      @mariarosa lancini cost,

      “Tu sai quanto ho viaggiato nelle notti
      quando la tua mano cercava la mia.”

      Che bella questa poesia… Emozioni vere, purissime.

      L’amore è sempre quell’altrove, talvolta mai vissuto, avvertito, colto nel momento in cui si manifesta. L’amore mai avuto. Ma l’amore non è né un oggetto né una cosa astratta, ha più a che fare con l’essere che con l’avere e quindi può essere colto, avvertito e sognato persino quando non l’hai mai vissuto o incontrato.

      Anche se la grazia di averlo incontrato dona alle nostre parole, quando lo raccontiamo, una magia particolare. Come quella di questi versi.

      R.

    • beatrice bausi busi scrive:

      @mariarosa lancini cost, Ah quante matite nella mia vita…più che spuntate consumate fino all’estremità del mozzicone, e fogli INZUPPATI di parole, abbozzi, schizzi, sensi tesi allo spasimo…
      E anche momenti di vittimismi spinti quasi all’autolesionistico: i versi “Mi sono persa nell’ansia dei perchè,/ nei vicoli bui di sofferte attese,/ ho accarezzato la penombra di giorni avari” me li fanno rammentare. Complimenti per la volontà COMUNQUE di farti “l’abito che t’appartiene” anche se costruito con faticosi e dolorosissimi “ritagli” ….però già tratti da una “vita nuova”. Che la Vita ti apporti tanto, cara, penso proprio tu te lo meriti. Beatrice

    • marisan scrive:

      @mariarosa lancini cost,
      Spesso il dolore, la sofferenza non lascia respiro e tutto sembra un’ abisso infinito. Ma le vesti nuove di vita sono lì che aspettano un segno,una luce da seguire.
      Sofferto e delicato questo componimento. Bello
      Marisan

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,

      già apprezzo questa poesia dall’incipit, per quell’uso delicato delle parole. Ma ancor più per le emozioni che trasmette come “ho accarezzato la penombra di giorni avari” e se ne sente tutta la gravità o anche “era qui: taciuto per pudore/confuso nelle pagine ingiallite/dove, la polvere fine ne offuscava l’evidenza”, dove la polvere fine pare di tenerla fra le dita e si muove nell’aria quasi soffocandomi. E infine quei “graffi di tigre”, quella forza invincibile che si fatica ad immaginare che venga proprio da colei che “lascia matite spuntate e fogli intrisi di parole” .. mi sorprendo a guardare quegli occhi di tigre, che ama e vuole la sua libertà…
      L’Amore, comunque sia, comunque vada, compie miracoli dentro di noi, anche quando siamo arrabbiati, delusi, intristiti, anche quando abbiamo dei rimpianti perchè non lo si è vissuto appieno..

      Un abbraccio
      Ars

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,
      Indossare l’abito della vita, dopo averlo ricucito con pazienza, testimonia un forte attaccamento alla vita.
      Complimenti per i versi vibranti di intensa poeticità!
      Giuseppina Mira

    • scrive:

      @mariarosa lancini cost,
      mammamia Mariarosa, che poesia stupenda!
      La leggo e la rileggo, e un po’, sai, la sento mia.
      Hai dipinto quadri di intenso ardore, hai dato voce a profondità nascoste.
      Davvero una magia.

    • Franca scrive:

      Molto bella questa poesia d’Amore mai consumato realmente.

      Proprio per questo si colgono le emozioni più alte, più pure…le note vibrazionali di un Amore incondizionato.
      Le quali avendo viaggiato solo dentro le energie dell’anima… rimangono scolpite dentro di te con la stessa intensità…senza essere attraversate da impossibili “delusioni e ferite”, in quanto hanno viaggiato sul piano astrale.
      Complimenti per la purezza del sentimento in versi.

  19. scrive:

    VERSO TE

    Esco nella notte…
    cammino e respiro nebbia…
    i lampioni sfavillano
    asfissiati da una luce ignota
    quando sullo schermo delle illusioni
    come corpi ignudi
    le foglie improvvisano una danza

    cammino
    lungo i sentieri del suo corpo acceso
    e respiro vita…
    rosso il sangue
    nel ritrovare il senso del passato
    colora il fondo bianco dell’anima scalfita
    vertiginosamente inonda le mie vene
    avvolge le coste vellutate dei miei sensi
    sciogliendo le parole mai dette
    in divorante carme

    cammino
    perduta nell’assolutezza
    e respiro… silenzio insonne
    e mentre alzo il sipario delle stelle
    tra brividi di luce, attonita
    – mi chiedo –
    chi sei tu che più d’ogn’altra ardi
    per così luminosa cifra di graffito?
    qual’è la passione che ti scuote
    come torcia inquieta?

    Vieni restami accanto
    indicami la rotta da seguire
    per non naufragare nei miei sogni di corallo
    e ferma la ruota che macina le mie afflizioni folli
    … solamente così
    il mio destino
    saprò cercarlo ovunque…

    Emma Mazzuca

  20. Francesco Paolo Percoco scrive:

    Una tazza di cioccolato.

    Seduta sognante ad un tavolo tondo
    accanto alla finestra quasi opaca di un bar
    guardi la fuga di una foglia infreddolita.

    Le tua labbra si colorano
    appoggiate ad una tazza di cioccolato
    mentre gli occhi si arricciano
    scavando profonde fossette sulle guance
    nel profumo rotondo
    perduto e, nel contempo,
    ritrovato.

    Il denso cioccolato oscilla grumoso
    con lembi ondeggianti della sua veste a lungo contemplata.
    Il senso detta tremori come di un’adultera sorpresa
    e il sorso caldo sbroglia le corde dell’intimo baule
    dove riposano certe bottiglie
    di vino dolce,
    invecchiato con una punta di assenzio,
    nell’ombra dell’antica cantina.

    Un sorso breve,
    poi lungo puro e filato
    come un aereo bacio offerto al cuore.
    Il fumo gentile
    del magma di velluto
    penetra in tutti gli atomi della pelle.

    La rotonda tazza riposa svuotata sul piattino,
    rivoletti densi scorrono sul fondo
    mentre tu guardi fuori accarezzandoti
    le labbra soddisfatte.
    La foglia infreddolita ha abbandonato il selciato.

    Francesco Paolo Percoco

      • Francesco Paolo Percoco scrive:

        @Arsomnia,
        Se sei goloso è un’ode alla cioccolata. Se, invece, ami le donne, è un momento malinconico di fronte alla tua amata.
        Grazie per avermi letto.

      • scrive:

        @Arsomnia,
        Davvero originale…”se sei goloso”… ” se ami le donne”…risposte incompiute a un’ode dedicata.
        Complimenti !

        Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,
      Poesia molto originale che descrive la cioccolata con sensualità, come se fosse una donna capace di suscitare una grande passione.
      Bravissimo!
      Giuseppina Mira

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,
      davvero originale. “se sei goloso…
      “se ami le donne…
      risposte inconpiute ad un’ode dedicata.
      Piacere di averti letto.

      Marinella (nonnamery)

  21. Robert scrive:

    Ringraziamo tutti per gli auguri di Buona Pasqua che ricambiamo di cuore!
    Vi prego di postare gli auguri direttamente in replica a questo mio intervento, così possono essere letti da tutti e non confondersi con tutte le opere e gli interventi del Concorso di Emozioni.

    Di nuovo tanti auguri a tutti e un pensiero speciale per i fratelli abruzzesi.

    R.

    • scrive:

      @Robert,
      Pasqua, un giorno speciale, trionfo dell’amore supremo… insegnamento di una vera vita! L’amore essenza di ogni cosa, che sconfigge la morte dell’anima, vincendo ogni cosa, che guida e spiana la strada verso ogni bene, tendendo la mano disinteressatamente.
      Auguri santi e sinceri a tutti, una preghiera e una benedizione particolare ai piu’ provati, bisognosi, soli, malati, emarginati. Che ogni giorno, anche il piu’ insignificante, possa diventare una Pasqua, miracolo dell’amore risorto.
      Un caldo abbraccio ad ognuno di voi.

    • sergio doretti scrive:

      @Robert

      Ringrazio e contraccambio di cuore gli Auguri di Buona Pasqua ricevuti dalla Vostra Redazionre.

      Colgo l’occasione per ringraziare le Vostre importanti iniziative a favore della Cultura e della Solidarietà verso i più deboli e verso i colpiti dalle recenti calamità naturali.
      Con affetto,
      sergio

    • Andrea scrive:

      @Robert,

      contraccambio di cuore gli auguri di Buona Pasqua a tutti voi. Come succede in queste feste dimentichiamo per un attimo tante amarezze che poi puntualmente, e mai come in questi giorni, si ripresentano. Ma ci sentiamo vicini nel desiderare e per quel poco che possiamo adoperarci per un mondo migliore.

      Andrea M.

    • scrive:

      @Robert,

      Augurissimi di Buona pasqua a te, Robert, a Nicla e a tutti i carissimi amici del Manuale. Che questa festa sia resurrezione per i nostri cuori duramente colpiti dal sisma, un abbracco, Lenio.

      • Andrea scrive:

        @lenio vallati,
        agli auguri Lenio unisco le congratulazioni per il meritatissimo Premio Penna d’Autore per la Poesia che ti vedrà protagonista alla Fiera del Libro di Torino

        un abbraccio, Andrea

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Robert,
      questa Pasqua, rispetto alle altre, è veramente di resurrezione per la gente abruzzese che vorrebbe risorgere con un futuro migliore, ma troppi e grandi ostacoli si trova a sormontare a causa della calamità del terremoto. Invece, noi altri vorremmo risorgere come angeli della speranza per offrire loro quanto ci è più possibile, perchè non c’è niente di più bello che vedere ritornare sul volto dei terremotati un semplice sorriso allora, sì che riusciamo a dire di aver trascorso una serena Pasqua.

    • scrive:

      @Robert, In questi giorni Santi e pieni di tristezza e vicina a tutto il popolo abbruzzese, con una luce nel cuore di speranza, mi auguro che questa tragedia non venga dimenticata, ci faccia riflettere e comprendere “che non siamo nulla”. Emma Mazzuca

    • scrive:

      @Robert,
      Desidero ringraziare, da abruzzese, tutta la Redazione e gli autori di Manualedimari per l’affetto e il coinvolgimento espressi verso l’immane tragedia che si è abbattuta sulla mia terra. Le immagini drammatiche e angoscianti delle bare allineate, delle devastazioni, degli anziani avvolti dalle coperte, dei vigili del fuoco e degli altri soccorritori che scavano tra le macerie e poi, permanentemente, quella sensazione di instabilità su un pavimento incerto, si attenuano solo davanti ai comportamenti pieni di dignità dei cittadini aquilani e degli altri comuni colpiti dal terremoto.
      E’ gente che sa soffrire, con una forza straordinaria anche di fronte a un grande dolore, alla perdita di familiari, della casa, di punti di riferimento. Anche di fronte a un futuro che si preannuncia comunque difficile. Per gli scampati, tutto questo disastro è stimolo per una solidarietà fattiva e operosa per alleviare le sofferenze dei meno fortunati. Ora, siamo tutti aquilani
      Con affetto

      Daniela Quieti

      • scrive:

        @Daniela Quieti,
        Carissima Daniela, hai ragione:” Ora, siamo tutti aquilani”.
        La solidarietà è un arcobaleno che mette in fuga il buio della vita.
        La solidarietà è un vortice di amore che imprigiona la paura e libera la speranza.
        La solidarietà è energia positiva.
        Esprimo a te e a tutti gli Abruzzesi il mio più profondo cordoglio per le vittime del terremoto e la mia più grande stima per il “terremoto d’amore”.
        Un forte abbraccio
        Giuseppina Mira

  22. LUCIANA scrive:

    Buona Pasqua,
    alla Redazione e agli autori numerosi e grandiosi di questo blog. Quando a mezzogiorno brinderò alla festa e alla Resurrezione, il mio pensiero sarà rivolto a tutti voi con i quali trascorro, anche se virtualmente, momenti felici e di condivisione lirica e profonda.
    A la santé de mes amis les poètes de Manuale di Mari
    Lucia Sallustio

  23. Maria Luisa Seghi scrive:

    Gentile Nicla, Robert, e tutta la Redazione

    In occasione della Santa Pasqua invio tanti tanti auguri per una lieta e felice giornata.

    I moltissimi commenti fanno capire quante persone si sono fermate nel Bistrot dell’amore.
    Questo è meraviglioso per la mente e per il cuore.

    Buona Pasqua a tutti

    Maria Luisa Seghi

    • scrive:

      @Maria Luisa Seghi,
      Mi unisco agli auguri rivolti a Robert, Nicla e Redazione tutta. Sinceramente non avrei avuto il “coraggio”visto l’aria di sgomento che respiriamo. Buona Pasqua!!!

      Marinella (nonnamery)

  24. scrive:

    Questo ho io in te che è per te, amore mio

    Se ho dormito
    dentro un letto di paglia e sogni
    se ho gridato al vento con fragili disegni
    se ho alzato le spalle alla cattiveria
    e ho aggiunto coraggio alla fede
    se ho attraversato il Sele e son trascorso
    dai pascoli di morte alla tua nuova vita
    se sono uscito da montagne di sale
    che coprivano i miei occhi
    e ho visto ancora il cielo
    tu sai, amore mio, che l’ho fatto per te
    che oggi sei la mia vita e il perdono del cuore
    l’anima delle cose e la gioia dell’essere senza limiti
    la passione e l’estasi, la comprensione e la complicità
    sei la coperta che riscalda l’inverno
    e la primavera che fa fiorire l’estate
    mentre ascolta d’autunno il calice mesto del passato
    attendendo trascorrere il freddo e arrivare ad una nuova estate
    questo ho io in te che è per te, amore mio.

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Ugo ARIOTI,
      per ogni amore che ti scuote nel corpo, nell’anima e nella mente con forti emozioni si scalano montagne normalmente insormontabili, si conquisterebbe pure la luna. Come se non bastasse si crea anche quel rapporto di complicità che fa diventare la fortunata coppia difficile da scoppiare perchè si sa capire, si sa perdonare, si sa risollevare. Poi ognuno con fierezza ed allegria grida al mondo intero: “Questo è l’amore mio.”

    • scrive:

      @Ugo ARIOTI,
      E’ un grazie sincero alla tua donna per averti fatto credere ancora nella vita. Seppur travagliata è sempre amata vita.
      Auguri, Buona Pasqua

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Ugo ARIOTI,
      una poesia che è un dono… è bellissima Ugo e io credo che ogni donna vorrebbe sentirsi recitare questi versi, con occhi pieni d’amore..
      Un caro saluto
      Ars

  25. Gianna Campanella scrive:

    Gentilissimi Nicla e Robert, colgo l’occasione per inviarvi i miei più cordiali Auguri di una lieta e serena Pasqua,con il pensiero rivolto a chi è stato duramente colpito in Abruzzo.
    Mi onoro di partecipare al Vostro concorso davvero emozionante con una mia semplice ma sincera poesia:

    AI FIORI DEL RICORDO

    Il mio cuore stolto
    segue le cose che fatalmente
    gli accadono intorno
    e poco afferra

    Il mio cuore stolto
    non oppone resistenza
    ai cambiamenti
    ed alle delusioni,
    ma ne è travolto

    Il mio cuore stolto
    vorrebbe, ma non capisce
    Bussa alla porta della mente
    pregando
    piangendo
    mentendo
    per nutrirsi di fiori appassiti

    Il mio cuore consapevole
    sa che non avrò in dono
    un solo pensiero
    dalle sconfinate praterie
    della tua mente,
    non un solo seme
    del tuo giardino fertile,
    nè il sorriso sincero
    sarà mai disgiunto
    da quello menzognero

    Se le tue braccia
    mi stringeranno
    sarà con disprezzo
    sotteso.
    Questo il mio cuore
    stolto conosce
    e indegnamente soffre

    *

    Aprirò porte e cancelli
    e mi guarderò intorno,
    troverò fiori del ricordo
    vivi e fragranti, mi sazierò
    di petali

    Le palme rivolte in offerta
    la mente ferma in meditazione
    a invocare una qualche assoluzione
    non per ciò che ho commesso,
    ma per ciò che senza colpa
    tanto mi grava il cuore

    Gianna

    • scrive:

      @Gianna Campanella,
      Bellissima, è il sentimento descritto con delicatezza, che si prova quando le risposte restano mute, a fronte di immenso dolore.
      Auguri…

      Marinella (nonnamery)

      • Gianna Campanella scrive:

        @Marinella,
        Ti ringrazio per la tua gentilezza nonnamery e ricambio di cuore gli Auguri.
        Un caro saluto
        Gianna

      • Gianna Campanella scrive:

        @francesco ballero,
        Apprezzo molto il tuo spontaneo e sentito commento.. Grazie Francesco :) Un caro saluto
        Gianna

    • sergio doretti scrive:

      @Gianna Campanella

      complimenti Gianna per la tua bellissima poesia che mi ha commosso.
      Vorrei dirti:
      Il tuo cuore piange, ma forse una lacrima di pianto, come una goccia di rugiada, cadrà sopra un petalo di rosa.
      Ed io ti auguro che questa pioggia fatta solo di pianto, possa far ritornare l’arcobaleno e quindi un amore sincero..
      con affetto
      Sergio

      • Gianna Campanella scrive:

        @sergio doretti,
        Le tue parole, caro Sergio, sono carezze per la mia anima assetata di speranza e conforto.
        Grazie.. un caro saluto e un sorriso
        Gianna

        • sergio doretti scrive:

          @Gianna Campanella,

          Cara Gianna, grazie per le tue parole di ringraziamento.
          Ho pensato che:

          Conoscersi attraverso la scrittura su questo blog aiuta a vivere e continuare ad amare sia l’amore perduto che rimane sempre nel cuore sia l’amicizia virtuale che aiuta a lottare con la scrittura e qualche volta a confessare “non so parlar d’amore”.

          Con affetto
          sergio

      • Gianna Campanella scrive:

        @Lorenza Caravelli,
        E’un vero piacere ritrovarti qui, Lorenza.. Sono commossa e lusingata per il tuo apprezzamento:)

        Spero di prendere confidenza e riuscire pure io a liberare le emozioni che mi affollano senza trovare sbocco alcuno se non tramite la poesia in un luogo come questo tanto ricco di valori e di elevata arte.

        Mi sento però a mio agio, certa di avere sfiorato un approdo per tutta la vita inseguito..

        Grazie.. un caro abbraccio

        Gianna

    • scrive:

      @Gianna Campanella,

      può essere un cuore stolto o consapevole, ma è il nostro .. amiamolo Gianna e perdoniamolo ma, soprattutto, impariamo a donarlo a prescindere.. Amerò sempre e comunque e se non avrò nulla in cambio non me ne rammaricherò, perchè ho gratuitamente donato e ciò mi ha arricchito…
      l’amore non è un conto di partita doppia con il dare e l’avere…
      Ti auguro buoni momenti
      Con affetto
      Ars

      • Gianna Campanella scrive:

        @Arsomnia,
        la tua cara Ars è una disamina molto azzeccata ed esaustiva di un sentimento che va donato senza nulla chiedere in cambio, altrimenti che amore sarebbe?
        Molto brava.. Grazie! Un caro saluto con stima e gratitudine.
        Gianna

  26. scrive:

    Carissimi amici del Manuale, leggo versi bellissimi che la tragedia in Abruzzo ha suscitato nei vostri cuori. Vorrei aggungermi a voi, ma purtroppo non riesco a scrivere nessuna poesia valida sull’argomento. Ecco quindi poche righe per esprimere insieme a voi la mia sincera solidarietà e il mio dolore.

    E’ accaduto di nuovo. La terra ha tremato ancora, causando tante vittime innocenti. A loro, e a tutte le persone colpite dal sisma nei loro affetti più cari, va il nostro pensiero in questa Pasqua di profondo dolore. Ma Pasqua è resurrezione, è voglia di rinascita, è speranza di superare questo difficile momento, è augurio profondo e sincero che non accada più una tragedia di questa portata.

    A tutti voi, cari amici del Manuale, e alle vostre famiglie auguro una Buonissima Pasqua, Lenio.

    • scrive:

      @lenio vallati,

      sono rimasta assente per diversi giorni, per ciò e non per altro l’assenza della mia voce su questi argomenti.
      Caro Lenio, nemmeno io riesco a scrivere di quanto accaduto ai nostri fratelli in terra d’Abruzzo. Non viene mezzo verso. Forse è per lo sgomento, forse perchè penso al dolore dei tanti e ogni parola mi sembra inadeguata, inutile, inopportuna. Anche se in ritardo, contraccambio con affetto.
      Ars

  27. Robert scrive:

    Riporto qui una replica di Francesco Ballero che merita di essere letta da tutti, in questi giorni che il nostro pensiero va ai nostri fratelli d’abruzzo.

    ***

    RESURREXIT

    Resa al dolore la sera corrode
    l’anima vuota in gelidi abbandoni.
    Il celeste tramonta
    dentro un seno di sabbia.
    Gli occhi trasmigrano in lande smarrite.
    Afflitto sabato tardo a capire.

    Taci ed ascolta,
    un sole irrompe dentro un sonno gravido.
    Un gorgo di luce.
    Retrocesse distanze.
    Gioiosa fermenta vedute sorgive
    resa all’amore una prospera aurora

    © francesco ballero – Pasqua 2009
    —————————————————-
    Col cuore carico di sgomento per l’immane tragedia che ha colpito i nostri fratelli abruzzesi, ci uniamo tutti al loro grido di dolore, reclamando una risposta alla nostra domanda di “senso”.

    Uniti a Cristo nel mistero della Sua crocifissione e morte, imploriamo che non abbia il sopravvento lo sgomento del sabato. Penetrati e attraversati anche noi dal mistero del dolore e della croce, rivolgiamo il nostro sguardo alla Domenica, alla gloria della Resurrezione.
    Buona Pasqua

    FIORILE SOMMERSO
    In bizze e zelo di cieli
    la bellezza fiorisce al sole fresca,
    alle rosacee di luce si svela,
    raccese in nuvoli un volo di voci.

    Non solo in tramestio di ombre procedo,
    ora che insorgono al gelo sorgenti
    e giostre di gemme dai sonni emergono
    a rischiarare inabissate voci.

    Ma ecco che sillabo un ballo tra i fiori
    mentre mi stringo già muto al dolore.

    © francesco ballero – 7 aprile 2009

    ai fratelli dell’abruzzo

    • Andrea scrive:

      @Robert e Francesco, Non so se, in questi giorni di lutto e nella proposta di speranza e di preghiera, posso aggiungere una riflessione. La redazione deciderà se è inerente o ingiustificata.

      Non è quantificabile l’amore, non ha una sostanza materica. Non dipende dal numero di corpi, da minuti o centimetri, né dai pianti e dagli abbracci pubblicizzati.
      Ma davvero c’è da chiedersi come sta diventando il nostro paese, pur ancora ricco di solidarietà, quando dopo quello che è successo si è sentito parlare in TV entusiasticamente di Share ai record, di milioni di ascoltatori in più. E chiedere allegramente, dalla solita giornalista-valletta, – scusi, perché dorme in auto ? – o – è contenta di essersi salvata ? dica…- .
      Uno spettacolo di grottesca e stupida comicità. Che differenza c’è con la pornografia? E che differenza c’è tra questa e il Grande Fratello o Amici ? Il mezzo televisivo, acceso a tutte le ore, in tutti i luoghi ormai, in pizzeria, nei bar, è diventato veicolo di contagiosa ignoranza.
      Ho visto e ascoltato molti giovani in questi giorni, alcuni disposti subito ad andare ad aiutare, perché quella è la loro natura, li ho visti ribellarsi alla TV, pubblica e privata, che invece proprio a loro si rivolge presentando un mondo vuoto di valori e ricco di apparenze, per privilegiare il mercato. Forse per questo i giovani preferiscono ormai la conoscenza sul web, e così noi autori. Forse dico cose ovvie ma scrivere è rispettare, conoscere in profondità, riflettere. Caro Francesco, anche il Gesù che amiamo rovesciò i tavoli dei mercanti del tempio. Se la vita umana è un tempio, e forse sei d’accordo, dovremmo anche noi, soprattutto noi che sappiamo comunicare, ognuno nel proprio ambito, fermare i nuovi mercanti. Dobbiamo farlo almeno per i nostri figli.

      Andrea Masotti

      • scrive:

        @Andrea,
        caro Andrea, mi hai tolto le parole di bocca. Sono, se si può dire, piuttosto schifata da questa speculazione sulla tragedia, e non potevi esprimere meglio quello che è anche il mio disappunto. Sono un medico, ho sognato fin da bambina di diventarlo, e sono una persona semplice. Ho 30 anni e da più di 5 vedo ogni giorno il dolore di chi soffre. L’ho scelto io, io che spero di riuscire a fare sempre il mio lavoro nel migliore dei modi possibili. E quando vedo comportamenti così bassi e mediocri, tanto più nei confronti di tragedie così grandi, sento una parte di me che vorrebbe urlare solo una parola, con rabbia: rispetto. Perchè è questo, a essere stato violato, con tale e tanta superficialità.
        Grazie per il tuo intervento. Di cuore.

      • scrive:

        @Andrea,

        Carissimo Andrea, sono molto fiero di essere tuo amico. Questa purtroppo é la nostra televisione, che sa guardare solo agli ascolti e ci propina trasmissioni come il grande fratello, ma i giovani sono migliori, per fortuna, del mondo in cui viviamo. Amare, caro Andrea,significa anche rovesciare i tavoli se questo é opportuno, se serve a farci capire fino in fondo il valore della solidarietà, i valori veri da seguire. Sono contento che il Manuale non contenga solo belle parole d’amore, ma anche sfoghi di rabbia autentica e genuina come la tua. Complimenti, Lenio.

      • scrive:

        @Andrea, con compostezza e dolore intimo mi unisco a tutta la popolazione dell’Abruzzo che ha dato a tutto il mondo una lezione di dignità per come il dolore, la sofferenza sono stati e sono vissuti, senza spettacolarizzazioni, ma solo con i grandi valori che quella terra gli ha trasmesso rendendoli unici. Grazie Andrea per le tue parole che fanno riflettere.
        Col cuore. Emma

      • scrive:

        @Andrea,
        Grazie Andrea per la tua riflessione che mi sento di condividere in tutto; anzi, ti dirò, non hai ragione a dire che non c’è differenza in tutto ciò che descrivi dalla pornografia; secondo me è proprio quella la vera pornografia, è pornografia; quell’altra, quella a cui attribuiamo quel nome, può persino fare sorridere; non vorrei sottovalutarla, ma fa molto meno male, provoca molti minori danni. Tutto è ridotto a mercato oramai, è tutto ormai un vero mercato; l’uomo stesso è merce e mercato. E non dimentichiamoci che se Gesù ha scacciato i mercanti dal tempio, il vero Tempio, quello che Gesù ha consacrato a Tempio, è l’uomo: e c’è un Tempio più profanato? Annodiamo anche noi una cordicella, caro Andrea, annodiamola e faccaimone una sferza e come Gesù adoperiamoci per cacciare i mercanti!
        Grazie
        Francesco

      • scrive:

        @Andrea,
        Carissimo Andrea,
        sono d’accordo con la tua lettera e mi piace la tua saggezza, virtù, oggi, rara, ma di cui dovremmo adornarci come perle preziose.
        Con affetto e stima
        Giuseppina Mira

    • Robert scrive:

      @Robert,

      Inviata da Pinoster. Sto inserendo qui testi che non sono collegati all’iniziativa ma che, in questi giorni, non possono non essere pubblicati.

      DA SOTTO LE MACERIE

      Una manciata di secondi
      e il rosario dei ricordi
      s’allunga d’altre poste dolorose.
      Abbiamo gridato aiuto
      e neppure un cane ci ha udito.
      Abbiamo gridato
      il nostro dolore al cielo
      e la terra ha continuato a tremare.
      Abbiamo scavato con le unghie
      al grido disperato di chi moriva impazzito.
      Disseppelliremo i morti,
      lasciando sotto le macerie
      amori e speranze.
      Nella storia dei disastri
      sono tanti i fantasmi delle negligenze.
      Qui ed ora
      hanno lo stesso volto
      delle nostre case distrutte.
      Qui ed ora
      possono far compagnia
      ai nostri morti imbrattati di calce.
      Come non darsi pensiero
      per le centinaia di morti
      e per le migliaia che piangono!
      Sotto i riflettori
      il dolore trascina.
      Domani il libro delle tragedie
      ha solo qualche pagina in più.

      Pinoster

      • ALBA VENDITTI scrive:

        @Robert,
        è vero, in questi giorni con la tragedia del terremoto di fronte ai nostri occhi il nostro volto diventa molto cupo e siamo tutti invasi dalla rabbia di non aver potuto evitare la catastrofe. I riflettori delle telecamere sono sempre pronti a registrare con una successione continua di forti immagini la vita e le cose perse in un attimo di terremoto che sembrava un’eternità poichè avvertito come un bombardamento. Non ci resta che unirci a questa moltitudine di persone sfollate e rimediare alle negligenze di ignoti, se eventualmente ci sono, con tanta solidarietà umana. Alla gente dell’Abruzzo la invitiamo soltanto a reagire e non perdere la speranza di vivere perchè chi si ferma è veramente perduto.

    • scrive:

      @Robert,

      A tutti le persone che oggi hanno salutato i loro cari sotto un cielo splendente, a tutti quelli che si stringono idealmente a loro, a questo nostro Abruzzo, a quest’Italia che dimostra ad ogni calamità, ad ogni dolore, quanta buona e brava, onesta gente esiste ancora al mondo, ai capofamiglia che attendono un futuro, ai giovani che hanno diritto a volgersi in avanti con occhi speranzosi, ai dolci nonni e nonne di ogni luogo, a padri e madri, famiglie, amici e conoscenti, agli impareggiabili volontari: siamo con voi, saremo sempre CON VOI, perché “siamo voi”, come voi “siete noi”. Questi eventi servono a riaccorgersi, dolorosamente ma quasi increduli, che esiste solo il NOI. Dalla parte più ferita del mio come dei vostri cuori giunga perciò, in questo Venerdì Santo, il ricordo che PASQUA significa “Passaggio”, e la SICUREZZA che la Domenica che si approssima porterà svolta e ancora amore, infinito amore. “Panta rei”, tutto passa, assurdamente ma è così. I cari che mancano all’appello al desco pasquale sono VIVI in permanenza nelle anime di chi resta e ne manterrà il ricordo. La croce è simbolo luminoso, la Vita che vince su ogni tipo di morte. Coraggio Abruzzo, avanti. Beatrice Bausi Busi

      • scrive:

        @Beatrice Bausi Busi,
        Cara Beatrice, i nostri cuori piangono e si stringono al dolore dei nostri fratelli in Cristo.Siamo mamme, nonne, siamo figli dello stesso” Padre” e come tali sentiamo il dovere di esternare la nostra solidarietà. Questo giorno rimarrà inciso nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà.
        Con tanto affetto

        Marinella (nonnamery)

      • scrive:

        @Beatrice Bausi Busi,
        Se mi sono unito allo sdegno di Andrea, (più sopra), altrettanto voglio unirmi alla tua speranza pasquale e ringraziarti per questa tua riflessione che ci invita ad andare oltre, a “passare” da una sponda all’altra del mare, verso un cammino, seppur doloroso e forse anche pieno di cadute e tradimenti, per “quaranta” anni nel deserto sino alla Terra Promessa.
        Cristo è risorto, buona Pasqua Beatrice.
        Francesco

    • scrive:

      @Robert,
      Sono una fragile voce, ma in momenti come questi, vissuti di sgomento, urlo la mia preghiera a Dio. Perchè accolga le anime innocenti, come fu Lui, in paradiso. E che dia speranza di resurrezione, ai sopravissuti dell’immane tragedia che ha colpito la terra d’Abruzzo.

      Ore 03’35.

      L’alba vestita di folgore
      scolora il volto della notte
      manto che rimarrà inciso
      come l’apocalisse.

      Cavalieri scesi dal cielo
      armati di lance e fiamme
      squarciano il ventre della terra

      senza pietà dilaniano la pelle
      già offesa da relitti di fango travolgente
      trasportato da torrenti in corsa.

      Vomitano furia tempestosa…
      lamine di spade trafiggenti.

      Trascinate da reboante tuono
      fiamme di fuoco
      viaggiano alla stessa velocità
      e tra saette e boati
      illuminano il giorno ancora giovane.

      Al risveglio delle chiuse ciglia
      vedrà tela sbiadita
      uno dei tanti volti dell’ Italia mia.

    • Marisa Provenzano scrive:

      @Robert,

      Carissimi amici,
      Leggo le vostre parole e la commozione è grande.
      Anch’io voglio esternare il mio dolore per ciò che ci colpisce tutti nell’impotenza e nella costernazione … ho riflettuto, ho sperato che un verso potesse nascere in questo momento, ma il mio cuore ammutolito non è riuscito a scrivere nulla, se non queste poche righe che vi offro.
      Mi sovviene una parola che mi ha più volte accompagnata in quei terribili momenti: PIETAS, antica ed obliata, disattesa e trascurata, forse da ognuno. Sollecitati da una società dedita al fare ed all’avere, distratti dall’interesse per sè e lontani dal guardare all’altro … triste realtà dei nostri tempi.
      Un tempo significava amore verso Dio, affetto, amicizia, rispetto, rettitudine, giustizia,comprensione delle “sofferenze” altrui; poi assunse il significato di uno dei sette doni dello Spirito Santo e, senza dilungarmi, attualmente si è distorto o addirittura non si ha più in considerazione tale sentimento, che è alla base di ogni valore umano.
      Mi rattista tutto ciò e mi rammarico ancor più per quell’aspetto evidenziato da molti di voi: la spettacolarizzazione del dolore, le irriverenti, sciocche domande dei giornalisti e tutto quanto già citato.
      Perdonatemi, ma la mia Pasqua rimane al margine di un sogno, ancora raffigurata da una bianca colomba portatrice d’Amore e di Speranza, e l’Augurio per tutti voi, amici poeti, Redazione, Nicla e Robert è che il nostro cuore possa riempirsi di “pietas” che possa esplodere d’amore e che la Resurrezione di Nostro Signore sia la molla per ognuno di ricostruire prima delle case il rapporto con l’uomo, la condivisone di un comune destino e che la Morte, compagna di tutti noi, ci spinga a “credere” nel grande valore della Vita, per dare dignità a questa meravigliosa “creatura” che è l’Uomo.
      Vi abbraccio tutti ed accogliete il mio cuore triste ma fiducioso! Marisa

      • scrive:

        @Marisa Provenzano,
        Certo, Marisa, tristezza, molta tristezza e fors’anche angoscia. Ma, dici bene, anche fiducia. E speranza. Speranza che alla fine è certezza, perchè la Vita ha vinto la morte.
        Francesco

    • scrive:

      @Robert,

      Alla mia Terra:

      Sonnecchia la luna
      all’ombra di sogni tremanti.
      Voci a squarciare il silenzio
      urla sorde a graffiare la quiete notturna.
      Il terrore divampa
      tra chi soccombe
      impotente
      sorpreso nel suo stesso letto.
      Piove cemento da un cielo ormai sbiadito
      la città si smaterializza
      implode inghiottendo
      respiri
      sogni
      speranze
      vite..
      troppi fiori recisi
      troppi feretri allineati.
      Ai posteri… l’ardua sentenza!

      Sonia

      * Ho un dolore inespiato che mi fa sanguinare impotente violentata da immagini di una terra nella quale sono nata e vissuta il terrore dipinto su volti beffati da una natura maligna che non da, come spesso accade a chi è abituato a coltivare, ma toglie senza scrupoli, recide affetti, ricordi vita! Mi commuove la dignità la compostezza e rifletto addolorata in un silenzio assordante!

      • scrive:

        @Ladyviolet4,
        Cara Sonia, oltre a complimentarmi per la bellezza e l’incisività dei tuoi versi, vorrei abbracciarti forte perchè per essere vicino a te, che sei nata e vissuta in quella terra, il tuo cuore straziato.
        Francesco

    • Maria Luisa Seghi scrive:

      @Robert,

      Terremoto in Abruzzo
      Un abbraccio e una preghiera.
      Non c’è un pensiero al mondo che possa consolare il grande dolore delle persone che hanno perso i suoi cari, e tutto quello che avevano.
      Oggi Sabato Santo uniamoci con un grande abbraccio d’amore e una preghiera a tutto il popolo delle zone colpite da questa grande tragedia del terremoto.
      —–

      HO VISTO IL DOLORE

      Ho visto tante macerie,
      tanti corpi inerti
      Ho visto tante bare,
      Ho visto tanta gente
      In quella grande piazza sotto il sole.

      I fiori sentivano il dolore
      Anche se inalterato rimaneva il suo colore
      Con la corolla reclinata guardavano:
      I volti affranti e doloranti, le mani tremanti
      Le lacrime pungenti, di tutte le persone che
      Porgevano l’ultimo saluto ai suoi congiunti.

      Ma non saranno mai dimenticati
      Anche se si sono “allontanati”

      Ora sono nelle braccia del Signore,
      la sua vita terrena è finita,
      “Il dopo”… sarà…
      Una gioia eterna e infinita
      Vedranno la luce della
      “Vita oltre la vita”

    • Elisa barone scrive:

      @Robert,

      UN SORRISO E UNA LACRIMA

      Cosa è stato di te e della tua vita
      sotto quelle macerie seppellita?
      Dov’è l’amore che sa far volare
      ed i sogni insieme a lei fa realizzare?
      Ladra la notte che ti ha rubato il giorno,
      che ha negato la luce del mattino
      ai tuoi 20 anni per portarli via
      senza poter parlare e raccontare
      e senza neanche poter dire addio.
      Forse, fra le macerie rovistate,
      chi è rimasto ritroverà un sorriso
      che tu hai lasciato,prima di andar via,
      sopra la carta di una fotografia,
      bagnata da una lacrima di Dio.

      Elisa Barone

      • Marisa Provenzano scrive:

        @Elisa barone,
        Cara Elisa,
        Ti ritrovo qui con questi splendidi versi … commozione e tristezza per quella notte ladra di ogni cosa!
        Grazie per la tua bella lirica. Marisa

  28. Daniele mezzalira scrive:

    NEL SILENZIO

    Questo silenzio passa piano
    troppo piano, è quasi fermo.
    Mi riempie le orecchie, l’anima
    il cuore.
    Mi soffoca e culla allo stesso tempo.
    Mi accompagna.
    Il mondo mi passa accanto col suo rumore
    di gente, macchine, cani che abbaiano alla luna
    e gatti in amore.
    Ma io non li sento, non li vedo.
    Vuoto.
    Un vuoto purificatore di pensieri
    e padrone di sentimenti confusi, sbiaditi.
    Sto cercando un senso a questa lontananza,
    una via di fuga dall’angoscia,
    un’arma contro la paura.
    La trovo in te, nel ricordo del tuo sguardo,
    in quell’arrivederci fin troppo veloce, eterno,
    nella mia mente.
    Nel profumo del tuo ultimo abbraccio,
    sfuggente, discreto, ansioso.
    Nel sorriso luminoso e terso
    come il cielo di luglio che hai rubato,
    portandolo via con te.
    Nelle tue mani, Amore,
    che stringo a vuoto cercandoti nel sonno
    e dalle quali aspetto ancora carezze.
    Nel tuo cuore che sento battere nel buio
    e lancia forte i suoi richiami verso di me,
    cantando dolcemente le sue canzoni.
    Lo sento, senz’altri rumori di fondo.
    E finalmente adesso apprezzo il silenzio.

  29. scrive:

    Lacrima di luna

    Langue triste la luna stasera,
    svapora alle aeree carezze
    che svagano ceree e leggere
    a trafugare riflessi dorati.

    Fugace da una ruga di cielo
    una lacrima amica al poeta
    scivola sull’esile stelo d’un fiore
    ormai svanito al morire del sole.

    Quale di un violino il canto ed il pianto
    geme l’amore e non trova allegria.
    Quale un suo principe una prostituta,
    insegue il cuore un baleno che brucia.

    francesco ballero 9 aprile 2009

    • scrive:

      @Francesco ballero, come ogni volta lasci parole e musica a scivolare sulle nostre emozioni,dipingendole come fossero fiori sulle tele dei nostri ricordi.
      Complimenti di cuore!

      • scrive:

        @Stregadelmare,
        Grazie, “stregadelmare”, per il tuo apprezzamento (che mi inorgoglisce). Sono passato sul tuo blog, anche per cercare il tuo vero nome; non l’ho trovato, ( sono un distratto visitatore? ); in compenso ho trovato versi stupendi ed una cosa che ci accomuna: la passione per il mare. SEMPRE.
        Un abbraccio
        Francesco

        • scrive:

          @francesco ballero,
          Caro Francesco, sono le tue parole che inorgogliscono me!Ti ringrazio tanto per avermle scritte, e per aver visitato il mio piccolo mondo (attualmente in fase di lento restauro!)..e no, non sei distratto.. là ad Atlantide il mio vero nome non c’è ;)
          Torna a trovarmi quando vuoi, il mare ti aspetta.
          Un grosso abbraccio,
          Simona

    • scrive:

      @Francesco ballero,
      Caro Francesco vorrei commentare come segue.

      Misteriosa la notte, accoglie i misfatti
      e silenziosa veglia.

      Non ode il crepitio delle lingue di fuoco
      lambire il cielo
      non ode i rombi sfrenati del cuore
      ne urla di rabbia e di dolore.

      Notte maliarda, bugiarda
      notte che inganna, ruba, uccide
      conquista, strazia.

      Notte senza volto
      per chi batte il tuo cuore?

      Quante volte il tuo volto sorrise
      e indifesa
      giacesti tra le braccia di ignoti?

      Quante volte implorante
      chiedesti alla luna di splendere alta?

      Ora il velo è caduto
      e tu…non sei più!

      Tu… che coglievi i sogni più ambiti.

      Sei la notte dei dubbi, di ore insonni
      di paure scontate.

      Tu …
      sei la notte che non finisce più!

      • scrive:

        @Marinella,
        Cara Marinella, quale commento migliore potevo trovare per i mei versi dei tuo stupendi versi sulla notte; misteriosa, (altrochè se è misteriosa!), maliarda … bugiarda … senza volto …
        Notte, notte, alle volte dolcissima.
        Notte dei dubbi, delle ore insonni … notte che non finisce più …
        bellissimo!!!
        Grazie
        Francesco

    • scrive:

      @Francesco ballero,

      Caro Francesco, bella la tua poesia e leggendola mi vengono alla mente questi semplici versi

      Tu stella della mia notte.

      Fitte nella notte.
      Le tenebre celavano il mondo,
      Nel ricordo di fragili,
      sprazzi d’amore,
      guardo fra le tenebre,
      e vedo te, che sei dentro di me,
      o mia stella della notte,
      di questa notte d’amore.
      Nel cielo buio,
      ti vedo.

      con affetto
      sergio doretti

      • scrive:

        @sergio doretti,
        Grazie Sergio, sembra che i “miei” semplici versi abbiano risvegliato in molti la memoria di loro versi. Evidentemente il tema, un po’ da me maldestramente toccato, è molto sentito.
        Ma i tuoi versi sono sì “semplici” come tu dici, ma non certo banali. Sono stupendi. Ed a me hanno richiamato alla mente un’altra lettura che di te avevo fatto ed allora sono andato a cercarla.
        Ricordi?
        “Ma una luminosa cometa
        improvvisamente,
        squarciò le tenebre
        e riportò le stelle
        a brillare nel cielo.”
        Bellissimo, anche se estrapolato dal contesto.
        Grazie, grazie infinite.
        Francesco

        • scrive:

          @francesco ballero,
          Caro Francesco, grazie della tua replica e di avere rammentato la mia poesia “Natale”Ti confesso che ho pensato un un po’ a ricordarla.
          “un bambino,
          in quella fredda notte,
          in una grotta nasceva,
          e dalle genti,
          il calore e l’amore cercava.”
          Era lo stesso bambino che ieri è risorto.

          Noto che fra noi tutti vi è ora un’atmosfera di solidarietà che cerca di soddisfare le umili richieste di quel “povero” bambino che in una grotta “nasceva”, ovviamente aiutando altri bambini che cercano amore e calore. I bambini dell’Abruzzo.
          La tua replica quindi è stata anche uno “stimolo” per portare amore e solidarietà a quelle persone che soffrono.
          Grazie Francesco.

  30. Franca scrive:

    In una solidale, umana, profonda riflessione, col cuore triste e ferito preghiamo e speriamo… tenendoci per mano.
    Nel rispetto e nel silenzio, del dolore di tante vittime del terribile sisma.
    Nell’attesa della risurrezione…come esorta e promette Gesù nell’equa distribuzione del suo pane.
    A tutti gli innocenti e, agli uomini e donne di buona VOLONTA':”terza grande potenza dell’anima”, che con spirito cristiano tempestivamente si sono messi al servizio giorno e notte, nonchè a tutti Voi che mi leggete invio un affettuoso abbraccio PASQUALE! FF

    • scrive:

      @Franca,
      RESURREXIT

      Resa al dolore la sera corrode
      l’anima vuota in gelidi abbandoni.
      Il celeste tramonta
      dentro un seno di sabbia.
      Gli occhi trasmigrano in lande smarrite.
      Afflitto sabato tardo a capire.

      Taci ed ascolta,
      un sole irrompe dentro un sonno gravido.
      Un gorgo di luce.
      Retrocesse distanze.
      Gioiosa fermenta vedute sorgive
      resa all’amore una prospera aurora

      © francesco ballero – Pasqua 2009
      —————————————————-
      Col cuore carico di sgomento per l’immane tragedia che ha colpito i nostri fratelli abruzzesi, ci uniamo tutti al loro grido di dolore, reclamando una risposta alla nostra domanda di “senso”.

      Uniti a Cristo nel mistero della Sua crocifissione e morte, imploriamo che non abbia il sopravvento lo sgomento del sabato. Penetrati e attraversati anche noi dal mistero del dolore e della croce, rivolgiamo il nostro sguardo alla Domenica, alla gloria della Resurrezione.
      Buona Pasqua

      FIORILE SOMMERSO
      In bizze e zelo di cieli
      la bellezza fiorisce al sole fresca,
      alle rosacee di luce si svela,
      raccese in nuvoli un volo di voci.

      Non solo in tramestio di ombre procedo,
      ora che insorgono al gelo sorgenti
      e giostre di gemme dai sonni emergono
      a rischiarare inabissate voci.

      Ma ecco che sillabo un ballo tra i fiori
      mentre mi stringo già muto al dolore.

      © francesco ballero – 7 aprile 2009

      ai fratelli dell’abruzzo

      • Franca scrive:

        @francesco ballero,
        grazie della tua apprezzatissima risposta, il tuo stile mi garba molto… perchè c’è sentimento, amore, professionalità, ma non è una poesia troppo aulica. Ora, leggendoti, anche se non ti conosco, capisco il tuo meritato premio 2008. Complimenti!
        Mi fa piacere scambiare commenti, impressioni, poesie con chi è disponilbile aperto/a, e in chi trovo affinità di pensiero e poetica. Certo che la tua è più…
        Del resto, il bello di questo grande Vascello… sospinto dalle diverse farfalle colorate, ha ragione di esistere SI…per la bravura dei nostri Grandi Capitani di bordo, ma anche per questo no? Per confrontarci!
        Sarebbe carino per esempio, scrivere magari, anche a più mani, chissà… potrebbe uscirne un concerto di origine controllata non credi?
        Rinnovo i miei AUGURI! Franca

  31. Andrea scrive:

    Carme

    Rasserenati
    lontano è il giorno
    quando le nostre ombre
    si allungheranno
    al sole di novembre
    voglio sentire ancora
    l’umidore dei baci
    che come la brina
    salutano il mattino
    molti segni lasciati
    nel viottolo, sul fango
    insieme, sulla neve
    lasciano ricrescere
    in breve spazio l’erba
    non riavvolgere il velo
    non si disperda
    fino all’ultima notte.

      • Andrea scrive:

        @roberta,

        sì, è stata concepita così, del resto le poesie nascono come i bambini, il travaglio è più o meno lungo, ma poi nascono creature nuove. E chi non ha qualche timore ? Io non faccio eccezione.
        grazie, Andrea M.

    • scrive:

      @Andrea,
      posso lasciarti, così piccina piccina, dei complimenti vivi dal cuore?
      Che bello questo canto, Andrea.
      La preghiera di un cuore innamorato. Che ha paura, forse. Ma anche la forza di restare avvinghiato alla speranza. Di boccioli a rinascere dopo la neve.

      • Andrea scrive:

        @Stregadelmare,

        il cuore di chi ama è adolescente, a volte bambino, anche se d’uomo. L’infinito e la delicatezza di ciò che è minuto si incontrano, come nella poesia ( intendo la Poesia, non la mia ). E una persona con cui si vive e divide da tanto può essere talmente vicina da confondersi a momenti con se stessi. Per questo il tuo commento è molto apprezzato, e chi si sente piccino in fondo si avvicina di più a queste sensazioni

        Andrea M.

  32. scrive:

    Un giorno mi farai molto male
    (amandomi, naturalmente),
    litigheremo per stabilire
    le precedenze e le frontiere,
    (il confine virtuale senza pietà,
    senza Buona notte, senza mestiere
    di vivere). Intanto, per ora,
    stammi dietro, coccolandomi,
    senza amarmi ancora.

    Natasha Bondarenko 8.04.2009

    • scrive:

      @Natasha Bondarenko,
      che brava che sei, Natasha. Che sia in poesia o in prosa, il tuo scrivere così diretto e vero, sa arrivare direttamente al cuore.
      Continua così, perchè è splendida questa tua semplicità.

    • Andrea scrive:

      @Natasha Bondarenko,
      d’accordo sulle qualità stilistiche, sulla modernità e come detto precedentemente, sull’ironia.
      Sono anche parole disincantate, che sembrano aver escluso qualsiasi possibilità di sognare

      Andrea Masotti

  33. scrive:

    Le cose andate
    ***

    Due valige senza viaggio
    riposte accanto al letto
    e un ritorno di pensiero

    il caffè
    ha acceso l’alba
    dei domani, senza;

    Le cose andate
    sono poesie lente
    nel sorseggio delle ore

    conversate
    d’ombra
    alle pareti del tempo

    quando il tempo
    resta un guardare, dietro
    gli orizzonti.

    ~ © Nunzio Buono ~

    • scrive:

      @Nunzio Buono,
      Una velata malinconia, come “le cose andate sono poesie lente
      nel sorseggio delle ore”. Delicata poesia entra nell’anima, lascia la scia dell’emozione.
      Complimenti!

      Marinella (nonnamery)

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Nunzio Buono,
      le cose andate sono e saranno sempre storia per la nostra memoria e come le valige viaggeranno in ogni tempo.

  34. scrive:

    Aiutiamo l'Abruzzo

    AIUTIAMO L’ABRUZZO!

    Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, in accordo con la Protezione Civile si sono unite per agevolare la raccolta di fondi a favore della popolazione abruzzese colpita dal sisma.

    Fino al 30 aprile per donare 1 euro basta inviare un SMS al numero 48580. Le donazioni verranno raccolte dal Dipartimento della Protezione civile per il soccorso e l’assistenza e verranno utilizzate per i primi soccorsi e per i generi alimentari di prima necessità.

    La donazione sarà andata a buon fine se riceverete un messaggio automatico di risposta con scritto “Con questo messaggio stai aiutando la popolazione dell’Abruzzo colpita dal terremoto”. E’ anche possibile fare la donazione mediante telefono fisso: selezionando il numero 48580 da telefono fisso Telecom Italia si doneranno 2 euro.

    • scrive:

      @Robert,

      GRAZIE Robert per il tuo intervento riguardante le popolazioni dell’Abruzzo e mi trovi concorde che di fronte alla tragedia avvenuta due notti fa in Abruzzo siamo tutti costernati ed impotenti. Il nostro amore è rivolto a quelle sfortunate popolazioni.
      Ovviamente, questa disgrazia ha portato tristezza nei nostri animi, ma rilevo anche che la maggior parte delle persone hanno preso coscienza e in tanti luoghi, come nel nostro Auser, vi sono persone che contribuiscono alla raccolta fondi che sono un atto di amore e di solidarietà per le persone disagiate.
      Con affetto
      Sergio

      • scrive:

        Terremoto

        Trema nel ventre delle nostre case
        e non c’è preghiera che riesca a fermarlo
        Solo l’attesa…lunga dell’impotenza!
        Ciò che resta
        è il niente!

        ***

        Non mollate, ce la farete a risorgere di nuovo
        amici dell’Abruzzo.
        La Primavera tornerà anche per voi!

        Francesco Luca Santo superstite del 13/12/1990 ore: 01:40 epicentro Augusta (Sicilia Orientale) ottavo grado scala Mercalli. 11 morti . Età 11 anni!

        Con rispetto e solidarietà

        Francesco Luca Santo

    • scrive:

      @Robert,
      Caro Robert una iniziativa colma di solidarietà. Io ci sono….Speriamo che alle nostre mani tante altre possano unirsi, nel segno della speranza e della fratellanza.

      Marinella (nonnamery)

    • scrive:

      @Robert,
      Saluto con rispetto l’iniziativa che rende a questo portale un profondo senso di serieta’ e, che al di la’ di belle parole, passa ai fatti.
      Quanto azzeccata la tematica del Concorso d’emozioni!
      Non avrei mai pensato che l’argomento che stiamo trattando avrebbe toccato cosi’ profondamente il sociale!
      Dopo aver visto e sentito le dolorosissime notizie, essendo poi nella settimana della passione di Cristo, ho fatto alcune riflessioni .Parliamo dell’amore e adesso abbiamo a che fare con il nostro prossimo. Gesu’ dice:”se fatte ogni minima cosa ai miei piu’ piccoli, lo fatte a Me!”
      Oggi i suoi piu’ piccoli sono i nostri fratelli abruzzesi che in un secondo hanno visto cambiare drasticamente la proria vita, gettandoli nella piu’ profonda disperazione e dolore. Vite spezzate, famiglie dimezzate, distrutte, sogni infranti, “ferite” aperte, tante mattine perse nella notte.
      Una preghiera viva e sincera al Nostro Signore che possa mandare il Suo Spirito Santo chiamato anche “il consolatore” a colamare quei vuoti, quelle voragini aperte dentro ogni persona colpita da questa disgrazia. Siamo noi il Corpo di Cristo, le nostre mani che si operano per fare del bene, i nostri piedi che porteranno aiuto, i nostri cuori predisposti ad amare i nostri simili. Dobbiamo agire senza pensare che tanto lo faranno in tanti altri. Tramutiamo i nostri buoni propositi in fatti per quanto nel nostro piccolo lo possiamo fare.
      Un abbraccio forte e sincero a tutte le anime belle, nel donare ogni minimo gesto di amore sara’ come scambiarsi un segno di pace.

    • sergio doretti scrive:

      @Robert,

      Caro Robert
      mi sento, anche dopo le festività della Pasqua, confermare i miei più sinceri auguri per le persone ancora disagiate per il recente terremoto.
      Ascoltando le notizie e leggendo i giornali mi viene da riflettere: vorrei che la premessa del mio racconto “”le radici dell’amore””, quando si dice: “l’amore rappresenta anche un desiderio di bellezza e dà origine alle arti in particolare: poesia, musica, letteratura, pittura, scultura, etc. qui vorrei aggiungere: “l’amore e passione anche per esercitare la scienza delle costruzioni”.
      Questo pensando anche alla Scuola San Giuliano 2002, ed ai 18 bambini e ad una maestra che ora purtroppo non ci sono più.
      Con tanti auguri e con tanta speranza.
      sergio

  35. Francesco Paolo Percoco scrive:

    Tra mille brividi.

    Avvicinerai l’amore al mio cuore remoto
    e tra mille brividi
    mi accoglierai nel tuo grembo,
    mi fonderai nei tuoi occhi,
    mi assorderai con il tuo canto silenzioso
    e mi sigillerai la bocca con le tue labbra dolcissime
    che arriveranno sino all’anima;
    null’altro farai
    e per me non ci sarà salvezza
    se non nel volo tra cirri e nembi
    legati insieme da un fulmine ritorto.

    • scrive:

      Tremo Desdemona,
      tremo come infante lume senza scampo!
      Striscio… lento,
      nel sentiero delle tue lenzuola…
      perduto amante ipnotizzato da rosee mammelle!

      Grida il mio nome
      forte …da incendiare il sole…

      Urla la tua passione
      dentro queste mura stanche
      e fammi schiavo,
      servitore dei tuoi peccati…

      Uccidimi col tuo respiro!

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,

      Come dire, forse un po’ semplicisticamente:

      “Tre cose mi piacevano di te:
      Il velluto dei fianchi
      e delle tue cosce
      e il velo trasparente
      dei tuoi occhi!
      Li desidero ancòra…”

      Era il 19 0ttobre 2007

      Ciao e cose piccole e belle Mario Prontera

    • Robert scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,

      potente il fascino di quell’immagine nei versi di chiusura. Un’altra bella lirica. Grazie Francesco.

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,
      i tuoi versi sono molto delicati ma anche intensamente espressivi che sembra quasi di vedere quest’incontro in cui mille brividi attraversano il tuo corpo mentre lei sigilla dolcemente le tue labbra. E’ così che canteranno di gioia le vostre anime in fibrillazione d’amore.

      • Francesco Paolo Percoco scrive:

        @ALBA VENDITTI,
        Carissima, ti rispondo con i versi di un grande poeta cinese (siamo intorno al 800 d.C) che si chiamava Po Chu-i che fu scoperto ed apprezzato da un intellettuale del tempo che lesse la sua poesia sul muro di una locanda.
        Ora te la trascrivo.

        Il mio goffo poema sul muro della locanda
        nessuno finora s’era curato di leggere.
        Muschio e tracce d’uccelli ne aveva cancellato i caratteri.
        Poi giunse un avventore dal cuore così traboccante,
        che, benché fosse Paggio al trono dell’Imperatore
        Si degnò con un lembo del suo ricamato mantello
        di spazzar via la polvere e di leggere.

  36. scrive:

    L’amore o quasi
    —————-

    L’amore o quasi
    è lì
    incredulo
    piuma e conchiglia
    in postura incorporea
    un cristallo d’acqua dolce
    in un velo che ancora indugia

    resta immobile
    fragile
    in un fuoco d’incanto
    sommesso dalle onde di risacca
    ondeggiando docile
    nell’opacità del giorno
    nell’argento velato della sera

    chiude gli occhi
    in una sera di settembre
    toccato in una nudità di cielo
    spezzato in intarsi di sole
    libero in un riquadro d’azzurro

    poi vola
    in tutta quella vita che è adesso.

    • sergio doretti scrive:

      @tizianamonari,

      Grazie Tiziana, ti posso dedicare questa semplice poesia?
      Grazie e affettuosi saluti
      sergio

      All’orizzonte una stella brillava
      ci sono delle onde
      d’amore,
      come una brezza
      divina
      che ti carezzano
      il cuore
      al tramonto
      la luce del mondo
      si spegne
      ma il mio amore per te
      è acceso per sempre
      e allo spuntar
      dell’alba
      quando il merlo
      canta
      sarò il sole per te
      e teneramente
      ti bacerò.
      E le onde dell’amore
      ti faranno ascoltare
      una musica muta
      e una magia di
      sogno
      con l’anima e
      col cuore
      con i pensieri rivolti
      al tuo amore vicino,
      dolcissimo
      ed infinito

    • scrive:

      @tizianamonari,
      Carissima Tiziana,
      mi viene di dirti:

      “…dove finisce questo gioco
      di provare a toccare le stelle!!!”

      Era il 29 marzo 2006

      Cose piccole e belle Mario Prontera

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @tizianamonari, L’amore o quasi si prova abbastanza spesso e come tu stessa hai detto a volte resta immobile poi rivive ondeggiando docilmente e indugia di nuovo. Si apre nel cuore la speranza di proseguire quell’amore, ma appena chiudi gli occhi vola via l’amore che avevi quasi raggiunto. Malgrado questo, non c’è il rammarico di nessuno perchè anche l’amore o quasi fa parte della vita ed era troppo fragile per proseguire, ma ti ha comunque lasciato la visione di un riquadro d’azzurro. Complimenti per questa tua poesia che trasmette serenità.

  37. Robert scrive:

    Esiste l’amore. E l’amore fa parte della vita. E della vita, purtroppo, fanno parte anche il dolore, la sofferenza e la morte. Lasciateci scrivere due parole di solidarietà per quanti, in questo momento, vivono la terribile incommensurabile tragedia del terremoto. Nella bella Terra d’Abruzzo si ha notizia di paesi distrutti, di molti dispersi e di poveri bimbi che non rivedranno più la luce del sole. Preghiamo e restiamo in silenzio. Per oggi i commenti e gli interventi in questo Blog sono sospesi.

    • scrive:

      @Robert,

      Caro Robert,
      grazie per il tuo commento a favore delle popolazioni dell’Abruzzo colpite dal terremoto.
      Mi sento di confermare ora che amore è anche solidarietà in particolare per le persone che soffrono.
      Questo, purtroppo, in particolare ora per i gravi disagi e perdite umane per questa grave calamità.

      Sono disponibile ad aderire ai Vostri eventuali programmi di aiuto.
      Con affetto
      sergio

    • scrive:

      @Robert,

      Un’immagine, caro Robert, rimarrà scolpita nella mia mente questa notte, quella di un pelouche tra le macerie di un paese distrutto. A chi apparteneva? A un bambino che forse adesso non c’é più, e per questo motivo e per le tante vittime tutti noi adesso siamo più poveri, e il nostro amore é ostaggio di un profondo dolore. Grazie per il tuo intervento, e per il silenzio che chiedi, per ora solo la preghiera e il pianto e gli aiuti possono alleviare le pene di un’intera regione. Ci sarà tempo domani per interrogarci, per capire i perché da sempre insoluti, affinchè non si ripeta quello che ancora una volta é successo. Mi unisco al tuo profondo dolore e al dolore di tanti amici del Manuale per questa regione che tante volte mi ha accolto con profonda amicizia, Lenio.

    • scrive:

      @Robert,

      EMOZIONI DI SBIGOTTIMENTO, DOLORE, COMPARTECIPAZIONE.
      Porgo tutta la mia solidarietà, non di scrittrice o poeta ma di persona, di donna, moglie, mamma a coloro che vivono questi momenti terribili, lo choch, l’incertezza di sapere la sorte di coloro che amano, ai genitori dei ragazzi della casa dello studente, ai parenti delle suorine del monastero, a TUTTA la forte e salda gente dell’Aquila e delle zone colpite da questo disastro immane. Fino all’anno scorso non conoscevo per niente questa regione e giusto nel 2008 ne ho avuto un assaggio scoprendo l’incantevole Pereto, denominata appunto “la porta d’Abruzzo”, andandovi con tutta la famiglia in occasione di un Premio Letterario. Vi invio con tutto il cuore amore, partecipazione, la mia sofferenza che sarà poca cosa ma vuole unirsi alle vostre per far sì che allo smarrimento e l’opacità dei momenti presenti possa gradualmente sostituirsi una fievole luce, necessaria, indispensabile: quella della voglia di andare avanti, della SPERANZA. Beatrice Bausi Busi

    • scrive:

      @Robert,

      Quello che poteva essere me,
      col tono solenne
      senza stelle pasquali
      solo il panico e il dolore.
      La secchezza dell’estrema
      desolazione
      in rumori grumosi
      pascoli impolverati
      macerie e lacerazioni
      dell’anima
      tutto intorno odori
      di sconfinati desii
      in frantumi precettuali

      solitudini

      pieni di infausta ragione
      io non posso
      io non posso più volare..

    • Andrea scrive:

      @Robert,
      esprimo il mio cordoglio per la popolazione colpita, in una regione di gente buona, nobile e laboriosa. Una particolare vicinanza agli autori abruzzesi in questo momento doloroso.

      Andrea masotti

    • scrive:

      @Robert,
      06/Aprile/2009
      Il risveglio è stato scioccante!
      La notizia dell’immane tragedia in Abruzzo, risuona come un boomerang da un telegiornale all’altro. Gli occhi velati di lacrime, non sanno dove guardare. Le mani, vorrebbero stringere quelle mani che con gesti disperati, raccontano la paura di una notte da tenere a memoria.

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Robert,
      Carissimo Robert,
      mi sento di dire così:

      “…ed è ancora una mano, quella che vuoi,
      che ti dò, a mettere in fuga la paura:
      Di andare da solo ad annusare nuove vie,
      dove le stelle sono chicchi di neve
      e “lumache dal volto di cenere” se ne stanno a danzare,
      contando veloci il bagliore dell’alba
      e lo sfinimento dei tuoi giorni e dei miei”.

      Era un giorno di settembre del 2008

      Mario Prontera

  38. scrive:

    Semenza fruttuosa e fedele
    seminiamo il ricordo di ciò che fummo

    Zingara usuraia di cuore,
    metti i tuoi occhi sull’anima
    e pivieri d’estate vivremo di noi… sempre!

    • scrive:

      @poetanelcuore,
      Molto bello quell’ossimoro, se così possiamo chiamarlo, dei “pivieri” “d’estate”, a conclusione di un breve splendido componimento che a me richiama alla mente uno sguardo nostalgico, ma allo steso tempo proteso in avanti, lo strazio e la vitalità.
      Bellissima poesia.
      Grazie
      Francesco

  39. scrive:

    Il profumo sparso di un ricordo

    ***
    Fu il giorno dopo
    che il vento occupò il tuo lascio
    nel gelo delle stanze

    lo specchio
    guardava la tua voce
    nelle immagini riflesse
    che ci vide accanto

    e non disse
    nulla che silenzi

    andasti via lasciando
    il tuo profumo sulle scale
    sparso
    di un ricordo

    vuoti
    di una fotografia tagliata al viso
    calpestata al suolo di un passaggio
    cancellato sulla sabbia

    anche il mare
    timido di un’onda
    depose stanco
    il suo respiro.

    • scrive:

      @Nunzio Buono,
      “depose stanco il suo respiro”
      Bellissima poesia, dove si sente forte la rassegnazione, nonostante nelle stanze del cuore, vaghino ancora le ombre di questo amore perso tra i silenzi del tempo e i ritagli della vita.
      Con stima Ali

    • Robert scrive:

      @Nunzio Buono,

      che belli quei versi:

      “andasti via lasciando
      il tuo profumo sulle scale
      sparso
      di un ricordo”

      Complimenti Nunzio.

    • scrive:

      @Nunzio Buono,
      Il tuo stile inconfondibile per dei versi straordinari, di una delicatissima tristezza, come tu solo sai descrivere dipingendola con toni lievi, sfumati, rarefatti. Eppure le immagini si succedono incalzanti …
      Grazie
      Francesco

  40. pinoster scrive:

    LA MIA GUERRA

    Alita pure il fiato
    che sa del vino bevuto,
    l’adolescente che sei
    è nelle parole che dici,
    nelle domande che fai.

    L’ansia di vesti mature
    fa vela tra gli abissi
    di tanti ricordi.

    M’inquieta la tua fragile mano,
    mi fa sognare il tuo seno.

    Ma il sole sorge altrove.

    Dichiaro la mia guerra
    contro il tempo che ci separa.

    Nuvole siamo in cieli diversi.

    Il vento ci porta
    in isole lontane
    dove alti muri m’attendono.

    • scrive:

      @pinoster,
      leggo, è una mia sensazione, anche un po’ di rabbia in questi versi, bellissimi! L’atmosfera si coglie sin dal primo verso anche se pian piano l’emozione che essi hanno suscitato si dirada, pur lasciando la loro impronta.
      Grazie
      Francesco

      • pinoster scrive:

        @francesco ballero,
        Hai ragione, caro Francesco. C’è la rabbia che può derivare da un amore impossibile…

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @pinoster, dichiarare guerra al tempo che ci separa da chi amiamo serve a ben poco, ma almeno regna la speranza che quelle nuvole ora in cieli diversi prima o poi vengano avvicinate dal vento e fatte piovere sulla stessa isola. Purtroppo, ora la tua anima ancora è inquieta perchè lei, il tuo sole, sorge altrove ma chissà, se la tua guerra al tempo che vi separa avrà finalmente la sua vittoria. Complimenti per la tua poesia molto espressiva.

      • pinoster scrive:

        @ALBA VENDITTI,
        E’ una guerra perduta in partenza… le distanze geografiche si possono eliminare, le distanze di tempo per nulla… purtroppo si resta nuvole in cieli diversi e non ci sarà vento che possa avvicinarle. E’ la vita…

    • scrive:

      @pinoster,
      un amore irrealizzabile che cerca quasi di giustificarsi. Per essere così forte, pur appartenendo quasi a un’altra dimensione.
      Versi possenti. Come il sentimenti irrefrenabile.
      Complimenti!

  41. scrive:

    Pipa e sigaro

    Nel cortile del mio vecchio studio che assomiglia più ad una casa contadina (una casa rustica in mezzo ai campi, qualche chilometro fuori dal paese), quasi sdraiati su vecchie poltrone di plastica, siamo solo noi due. Il suo sigaro mi entra nelle narici. Cancella completamente l’aroma del tabacco. Vorrei che un po’ di arietta fresca se lo portasse via, ma la nuvola ci avvolge come in un bagno turco.
    “Ho deciso…” – gratto la mia barba bianca con un gesto di routine. So, che a lei lo posso dire, – “mi trasferisco qua”.
    Le sue gambe lunghe cambiano posizione: la destra che prima era sopra, va sotto. Mi guarda con gli occhi mezzo socchiusi, facendo un lungo tiro dal sigaro e aspetta con pazienza che finisco il discorso. Sento le cicale impazzite stravolgere il silenzio.
    La mia pipa si spegne. Cerco nella tasca l’accendino.
    Lei sa tutto. Lei sa anche troppo. Sa che con mia moglie non ho più nessun rapporto da dieci anni e che vado a casa solo per dormire e cambiarmi. Sa che mi sono innamorato come un cretino di una donna sposata e, adesso, come un struzzo devo nascondermi e proteggermi dagli occhi e dalle orecchie indiscrete. E che più bel sesso che ho fatto, l’ho fatto dopo i miei primi cinquanta anni. Tutte queste cose le potevo dire solo a lei. Magari perché non abbiamo nessun amico in comune e perché, da sempre, non posso confidarmi con nessuno: il paese dove abito ha solo un centinaio di case e ci conosciamo tutti. Non hai tempo di starnutire che tutti dicono che hai preso l’influenza.
    Dal suo viso rilassato vedo che non si sorprende neanche un po’.
    “Ho deciso di lasciare Stefania” – parlo di mia moglie.
    “Ma senza divorziare, spero!” – si preoccupa lei.
    “Certo, che no. Ma mio figlio ormai è grande. Nessuno di loro due ha più bisogno di me. Ho deciso. Questa volta lo faccio davvero” – dico con sicurezza. Anche il by-pass nel mio petto all’improvviso si fa sentire: cerca di mettersi d’accordo con il cuore che cerca di scappare dalla gioia per questa decisione presa da un po’ di giorni.
    “Abbiamo deciso di stare insieme … con la mia donna” – dico.
    Lei non sa come si chiama la mia donna, non la conosce. Non è di qua: una o due volte a settimana viene a trovarmi. Prima la guardavo più come possibile preda. Bella, bionda, alta, vichinga, che mi piaceva, ma anche spaventava con la sua appariscenza: una russa che piaceva a tutti i miei amici e non solo. Non so perché non mi sono mai esposto più di tanto. Ma poi, dopo qualche tempo, dopo le prime confidenze, ho scoperto in lei una mentalità molto liberale e comprensiva: scambiarsi confidenze con una donna che ti accettava senza giudicare e non si preoccupava di quello che avrei pensato di lei, era un’esperienza magica e confortante.
    Ora possiamo stare ore e ore a parlare: dipende da quanto dura il suo sigaro. Quindici centimetri significano un’oretta di sicuro. A volte, per trattenerla di più, le regalo un sigaro cubano, tra i più grandi che si possono trovare in commercio.
    Parliamo di tutto: incominciando dall’arte e finendo con i particolari piccanti, che con l’arte hanno poco a che fare. Ridiamo e ci prendiamo in giro. Senza esagerare, chiaramente.
    “Immagino, che ci farete una festa per l’inizio della convivenza…” – cerca di buttarla sul ridere. Il suo sigaro ormai è a metà. Ma non era grande. Faccio il conto che abbiamo ancora una ventina di minuti. E devo raccontarle ancora tutte le stupidaggini che ho fatto dopo aver preso la mia decisione.
    “Certo!” – le dico, ma all’improvviso un dubbio trafigge la mia sicurezza.
    Sorseggiamo Merlot dai calici larghi e enormi; sono un suo regalo per gustare un vino giusto nei recipienti giusti. Se non fosse per lei, continuerei a bere vino rosso dai bicchieri di plastica. E il vino, si sa, non è acqua.
    “Ma lei sa che ti piace stare di sera con gli amici e bere un bicchiere di rosso?” – mi sfotte con la sua dolcezza tipica russa, ridendomi in faccia. Mi conosce bene.
    “Certo che lo sa…” – dico una bugia per non deluderla. Sento il by-pass litigare con la bugia: un leggero dolore e un grande dubbio.
    “Allora, non cambierà niente…” – la sua ingenua persuasione all’improvviso mi fa sentire l’amaro gusto della pipa.
    “In ogni caso, stasera dormirò qua. Ho portato due valigie con la mia roba” – e gratto la barba per distrarmi dai pensieri.
    Parliamo per altri venti minuti. Parliamo dell’amore per una donna. Per la mia donna che mi ha fatto sentire vivo di nuovo, dopo un intervento cosi delicato al cuore. Parliamo solo dell’amore e come amavo anche prima dell’intervento, amavo sempre le donne degli altri. Parliamo come potrei amare ancora per molti anni perché non ho mai avuto problemi a non essere amato. Lei mi capisce e annuisce. E poi dice che deve scappare perché è tardi. Sono le undici di sera.
    Si preoccupa se la fermano i vigili che si mettono sempre all’uscita del paese: ha bevuto molto, ma da vera russa, sembra che abbia bevuto solo acqua. Mi sorprende sempre la sua resistenza ai gradi.
    Sale in macchina, mette in moto e sento partire la musica a tutto volume.
    E poi va via, lasciando l’eco del subwoofer che prepotentemente batteva un ritmo, contrastante con le pulsazioni del mio cuore.
    Sento ancora il sigaro. Sento la vergogna della prima bugia e voglio capire perché l’ho sparata. Sto fermo come uno spaventapasseri mezz’ora. Credo anche di più. L’ombra creata dalla luna fa paura perfino a me. “Ma tu, cosa vuoi veramente?” – la sua domanda che è scappata nel mezzo dei nostri discorsi, mi è si avvitata nella testa come una vite.
    Entro in casa per aprire le valigie. Dal quadro che è ancora sul cavalletto e che devo ancora finire, mi guarda la mia donna, provocandomi con il suo seno, piccolo, ma molto sodo. I suoi fianchi larghi ed invitanti arricchiscono la stanza e si mescolano con l’odore prepotente del sigaro: l’ho portato fin qua, me lo sento addosso. “Ma tu, cosa vuoi veramente? Perché, sai, come si dice qua?” – E me lo dice una russa?! “Volere – potere!” Guardo i fianchi della mia donna e …sotto le mani mi trovo un cavatappi. In un secondo mi scaglio contro il quadro, puntando la parte puntigliosa in mezzo al suo petto, ma la tela resiste. “Ma tu, cosa vuoi veramente?” – mi viene da vomitare ripensando alla domanda. Prendo il quadro e con le tutte e due le mani lo scaglio contro la mia vecchia scultura di bronzo, facendo uscire in mezzo la testa del cavallo. E all’improvviso mi sento bene. Faccio un giro per lo studio. Altri quadri, non finiti, lasciati a metà, governano tutti gli angoli. Non ho fatto nulla di buono da quando mi sono innamorato. Raccolgo tela per tela e le porto fuori. Vorrei dar fuoco al mucchietto, ma fa troppo caldo. Una per una le scaglio contro il palo in ferro che tiene il recinto di rete. Più mi scaglio contro quel palo, più sto bene. Volere – potere. Sto bene perché devo soffrire, perché devo soffrire per dipingere come sempre ho dipinto, e, per dipingere come sempre ho dipinto – devo stare solo! “Ma tu, cosa vuoi veramente?” – sorrido con rassegnazione e tristezza, grattando la mia barba bianca e disfo la valigia, dicendo addio a tutto il passato compreso la mia donna. Tranne il sigaro e la pipa, naturalmente.
    E anche il mio by-pass finalmente va d’accordo con il cuore.

    • scrive:

      @Natasha Bondarenko,
      Carissima Natasha,
      brava davvero anche in prosa. ( non sarai mica dell’Acquario o dei Pesci? o forse sei dello Scorpione!).
      Mi piace il tuo racconto per il tema affrontato, molto più presente nella mente degli “animali ragionevoli” di quanto essi stessi ammettano.
      Ma mi piace anche il tuo stile semplice, cioè essenziale e perciò stesso “dolce”.
      Complimenti ancora e se non ci sentiremo più, auguri sinceri e affettuosi di Buona Pasqua. Cose piccole e belle Mario Prontera

      • scrive:

        @Mario Prontera, Caro, Mario! Sono dei Gemelli con Mercurio (parola) nel Cancro che , a volte, produce i scrittori. In Acquario ho il Giove che porta fortuna. Ma credo che per scrivere devi avere un passato vissuto più avere qualcosa da raccontare. Mi piace scrivere una storia vera che nel suo nucleo ha un’idea forte e una svolta improvvisa, una sorpesa che rimane nella mente a lungo. Creo, finché posso, piccole scenografie, piccoli cortometraggi sulla carta senza dare nessun giudizio e solo raccontando la storia. E devo anche devo ringraziare il mio Editor che mette tutti miei articoli in italiano a posto.

        • Robert scrive:

          @Natasha Bondarenko,

          condivido molto quell’affermazione:

          “Ma credo che per scrivere devi avere un passato vissuto per avere qualcosa da raccontare”.

          Giusto, anzi giustissimo. Perché gli accenti e gli apostrofi si possono correggere ma il “nulla” di cosa si racconta non ha riparo…

          Complimenti.

  42. scrive:

    Come burrasca è giunto a me il tuo amore,
    con occhi d’uva e chioma di pece…
    Ero bambino alla ricerca del mondo.

    Nell’albore della tua pelle,
    sovrano adesso regno…

    Abile predone del tuo desiderio!

    • scrive:

      @poetanelcuore,

      Pochi versi e sembra di vedere la persona alla quale sono dedicati. Bello quel “Nell’albore della tua pelle”, davvero conciso ed elegante, complimenti Lenio.

    • scrive:

      @poetanelcuore,
      Cara poetanelcuore, questo amore arrivato come burrasca, ora regna sovrano nel tuo cuore. Versi delicati…dedicati all’amore. Complimenti!

      Marinella (nonnamery)

    • Franca scrive:

      @poetanelcuore,

      Io credo che questo nome “poetanelcuore” ti rappresenti in modo perfetto! I tuoi versi sono struggenti e graffianti, intensi nel messaggio che vuoi dare… Il bersaglio non può essere indifferente a tanta profondità e passione. F

    • scrive:

      @poetanelcuore,
      caro Luca, dipingi questa tela con maestria, così che quasi li vedo questi “occhi d’uva” e quasi sento la foga di questo “predone”.
      Bravo, bravo davvero!

  43. Andrea scrive:

    I fiori

    Si avvicinò allo specchio e reclinò il capo leggermente indietro. Vecchio, stanco, quale egli era, nell’ora tanto attesa eppure ormai imprevista. L’ora più assurda. Inghiottì saliva amara. Giulia l’aveva cercato. La ricordava per nome: Giulia, ma forse non l’aveva mai chiamata. Giulia Ferriani, ecco come avrebbe dovuto pensarla, ma non l’aveva mai fatto. No, niente lettere o lunghe telefonate, solo un messaggio, poche parole dirette e precise come pallottole: – Mario è morto ieri. Posso chiamarla. –
    Così, senza punto interrogativo. Con il lei. Come se quel nome, Mario, che lui non conosceva, fosse scontato, un amico o nemico di vecchia data. Giancarlo si riguardò distrattamente, poi andò nella camera silenziosa dell’attico, il pavimento luccicava dei passi mancati. Si riassettò il nodo della cravatta rosa e blu acquistata pochi giorni prima. Un vezzo che lo aiutava, gli acquisti, come il golf o le scommesse sui cavalli. Vestiva da Lord. Portava a spasso un setter. Era un signore solo.
    Giulia, un marito rude che non l’amava, così intuiva, un manovale, due figli allora in tenera età che forse faticavano a mantenere, commessa nel negozio di abiti che lui spesso frequentava. Giulia triste che lo seguiva con lo sguardo dalla vetrata quando usciva. Ammirata dalla sua disinvoltura, forse dal suo stato di benestante, dalle sue frottole, lei che non rideva mai. Lui invece con quel sorriso falso che spuntava solo lì, un’aria importante senza esserlo, chiacchierone vacuo senza uno scopo, la sera qualche banconota cacciata di fretta in mani dalle dita lunghe e le unghie laccate. Mani ogni volta diverse.
    Un brivido lo colse e rilesse il messaggio, aveva voglia di gridare tutta la rabbia di un’esistenza finita nel grottesco – E’ morto e io dovrei festeggiare ? – uscì a passi svelti – forse è meglio non rispondere. Non sa neanche se ho ricevuto il messaggio. E’ meglio cambiare strada, nella sua abitazione, sopra il negozio, ci sono i figli. Forse i nipoti – ma i piedi correvano avanti, non riusciva a fermarli, il portone era a soli duecento metri e lo stavano trascinando in quella direzione – Andrò là di persona, a fare le condoglianze..si usa così – la boutique era chiusa, la porta di casa era cambiata e montata a vetri, il campanello che non aveva mai sfiorato era d’ottone brunito come allora . Spinse l’uscio dopo il tiro. Ripensò l’alta e fredda figura che lo cercava con gli occhi sgranati in attesa di una parola. Da allora la sentiva vicina, impalpabile eppure presente. Lo accompagnava silenziosa nel letto, tutte le sere, come un demone, per poi dileguarsi. L’ascensore si fermò al piano. – Ora che ci rivedremo avrà i capelli tinti, una signora distinta, con la collana che si allunga sopra il petto sgonfio – si strinse il nodo della cravatta – e i due bambini che la tenevano per mano saranno due uomini. Forse mi guarderanno male. Avrebbero ragione – rigirò i bottoni ed entrò. Gli sfuggì un colpo di tosse, aveva ripreso a fumare. Poi vide Giulia: eccola là davanti alta flessuosa la pelle candida e rosea i sopraccigli sottili i capelli neri ravviati indietro e sciolti sulle spalle. Il tempo si era fermato. Giancarlo rimase attonito a guardare, incredulo, la giovane commessa della boutique. Vide i figli ai lati del letto, più maturi di lei, un po’ stempiati, in doppio petto scuro. Dietro c’era un grande tavolo in massello con un vaso di cristallo e un mazzo di fiori di campo secchi dai cento sbiaditi colori. Comprese in un attimo che avevano adorato quell’uomo anziano ora sdraiato inerte sul letto, tra i ceri accesi. E la loro madre così fedele. Lo prese lo sgomento. Fece un passo verso di lei e si accorse che le gambe non lo reggevano.. come poteva salutarla, lui ormai maturo e lei che pareva sua figlia ? E in quella circostanza ? Giulia lo attendeva con un sorriso smagliante, quel sorriso che non aveva mai irradiato il suo volto quando la conosceva. Giancarlo non aveva rinunciato invano, ora sapeva: lei era stata felice. I fiori sul tavolo, i fiori appassiti, si aprirono e spuntarono nuove foglie. – Signor Giancarlo..? – disse Giulia – poi rivolgendosi ai figli – mi pareva fosse entrato un uomo, un tipo distinto.. dov’è andato ? Chi ha suonato il campanello ? Non avete visto entrare uno, uno della vostra età ? –
    I due la guardarono stupiti e lei stanca si sedette pensierosa presso il tavolo ed allungò una mano a toccare i fiori. Nel vaso di cristallo per la prima volta c’era l’acqua.

      • Andrea scrive:

        @lenio vallati,
        grazie caro Lenio, qui muovendomi tra realtà e metafisica ho rischiato un po’ e credo che tu l’abbia capito, per questo apprezzo particolarmente il tuo parere. Del resto il confronto tra autori è l’ambiente ideale per volare con l’immaginazione e raccogliere le impressioni altrui.
        Andrea

  44. scrive:

    Elena

    Rivesto la notte
    come rugiada malsana,
    e adesso l’usignolo è qui,
    non lascia più la mia casa
    dentro il dolore tacito della fine.
    Nave maestra dell’inganno
    fu la stupida voglia di non lasciarti volare …
    Solo l’inferno brucia più del mio cuore adesso!
    Sono creta insensata,
    in un abisso di silenzi
    Portami vento nella casa dall’eremo crudele
    la mia patria non ha più cure per questi occhi …
    Ora la mia vista è insulsa e devastata
    ed il tuo volto Elena,
    non vedrò più… mai più!

    • scrive:

      @poetanelcuore,

      Lascerò, per te. parlare il cuore!
      Dove c’è dolore…c’è amore oltre l’infinito.
      Travolgente vive l’anima come onda
      e ti abbraccia
      come il sale…lo scoglio.

      Con affetto.

      Marinella(nonnamery)

    • marisan scrive:

      @poetanelcuore,
      L’abisso dei silenzi, oltre ogni confine. L’amore, come in guerra non vuol perdere. Non perdere la sua amata Elena.

    • scrive:

      @poetanelcuore,
      Struggente questo canto dell’anima!
      Il cuore, nell’abisso del silenzio urla tutto il suo dolore, consapevole che più nessun inganno riuscirà a far vivere le sue fragili illusioni di vita.
      Con stima Ali

  45. scrive:

    Scrivo in replica a un commento di Sergio Doretti.

    L’amore è l’unico antidoto contro ogni forma di odio e violenza. Ed i poeti, che scrivono d’amore, sono cavalieri che lottano per la giustizia e la pace. Liberi, corrono su cavalli bianchi attraverso le praterie del cuore sventolando bandiere con messaggi d’amore. Le poetesse, sono dame cinte d’alloro e quando passano per le vie, lasciano scie di luce e armonia. Di tanto in tanto scivolano fiori sull’asfalto, che hanno il profumo della primavera della vita.

    Nicla Morletti

  46. scrive:

    Ciao! Così mi disse con un sorriso così morbido e dolce da aver voglia di baciarla subito.
    Ciao risposi io con voce un po’ assorta guardando una fila di formiche che saliva su una scarpa per poi scendere di nuovo a terra e continuare un percorso infinito. Come va? Diceva mentre inclinava leggermente la testa per raggiungere il mio sguardo. Bene, anche se poco convinto come se fosse una risposta presa a caso dal cappello. Ci sono novità? Si, dissi con voce sicura come risvegliato da un profondo torpore, ci sono ma non posso anticiparti niente, sarà una grande sorpresa per quando arriverai a casa. Mi guardava incuriosita come una bimba davanti a un leccalecca incartato di cui non sa ancora il gusto, fece una breve pausa aspirando il fumo e mentre gli usciva denso dalla bocca disse, di che tipo?… un anticipo piccolo piccolo?, quasi pregandomi dalla curiosità.
    Ti dico solo che è una cosa che servirà ad entrambi. Basta non dico altro!, la mia faccia divertita faceva finta di fare quell’espressione irremovibile, quella che ogni tanto hanno gli arbitri sul campo di calcio, mentre lei spegneva la sigaretta con la punta degli anfibi con estrema delicatezza come una ballerina classica accenna la danza di un cigno nero.
    Un Golden Retriver che tiene compagnia a Valiant! dopo una lunga pausa come cercando nell’aria, Morirebbe di gelosia risposi subito mentre mi alzavo mettendomi le mani in tasca. Dai che scherzo!!! sorridendo mettendomi il braccio sotto braccio. Ci incamminammo verso casa il sole di primavera scaldava la pelle ed eravamo felici come sempre. Sembrava che tutto fosse per noi, i semafori diventavano verdi al nostro passaggio, la gente si fermava con un sorriso vedendo i nostri baci appassionati e anche l’uccellino che cantava durante la notte pareva essersi risvegliato. Ho scritto molto in questi giorni sai? irruppi nel silenzio timidamente, lei si fermò e mi guardò negli occhi, amor la foto che ti ho fatto l’altro giorno mi fa venire il batticuore ogni volta che la guardo… non mi ci sono ancora abituata; wow, un po’ imbarazzato dandogli un bacio a fior di pelle, anche la tua è molto bella, intanto pensavo a quel momento impresso nella memoria di un portatile ormai saturo di informazioni. Mi ricordai degli indiani d’America che non volevano essere fotografati e pensai che forse avevano ragione loro, ma ormai è troppo tardi. Starebbe troppo bene in fondo ad un tuo libro, appena prima della biografia e aggiunse con uno sguardo orgoglioso come per sottolineare le ultime parole, …fa fico! svoltammo a destra con il cammino lento di chi non ha fretta in una stradina sommersa nell’ombra e all’improvviso sentii il cambio della temperatura. Un giorno sarà così, te lo prometto dissi quasi mettendomi a ridere, e sulla prima pagina ci sarà scritto: dedicato al mio unico e grande amore.

  47. scrive:

    @emma mazzuca,
    E’incredibile come il conflitto Ragione e Sentimento si impossessino dell’amore e lo tengano incastonato ad allietare i momenti bui di una vita che troppo razionalmente ci schiaccia. Molto toccante il tuo racconto!

    • scrive:

      @Ladyviolet, carissima, non è facile fondere Ragione e Sentimento, ma quando i sentimenti sono molto profondi è proprio quell’Amore che hai nel sangue che riesce a guidarti verso la giusta via affinchè mai, neanche una goccia, possa disperdersi.
      Grazie. Un abbraccio. Emma

  48. beatrice bausi busi scrive:

    “LA ZONA UMIDA”

    La zona umida
    del mio cuore
    è densa di felci d’amicizia

    spesso lussureggianti,
    solo a volte
    bruciate alle punte.

    La zona secca
    del mio cuore
    ha il profumo raro
    d’incenso alla noce moscata.

    Aromatica e forte,
    sa dei momenti in cui lotto
    per sopravvivere alla vita
    che m’improvvisa tranelli,

    odora dei momenti
    di gola prosciugata
    dal coraggio
    fattosi necessità.

    La zona fredda
    del mio cuore
    è lucida e asciutta

    invernale giornata di sole
    che non scalda
    ma basta a veder chiaro.

    La zona calda
    del mio cuore
    batte ritmi passionali d’amore,

    s’emoziona,
    compatta e sanguigna
    ha parola e carezza frequenti

    ma pure
    eloquenti silenzi
    accosto ad altr’anime.

    La zona fradicia
    del mio cuore
    è commista
    al sentire del mondo

    di lui se ne intride
    e imbevuta trasuda
    dolore allegria
    tacere ed urla.

    E’ sempre colma,
    ché l’acqua
    di mille sensazioni
    evapora sì poco.

    La zona arida
    del mio cuore

    per fortuna
    non esiste.

    • scrive:

      @beatrice bausi busi, Non esistera’ mai una zona arida,perche’ nel tuo cuore c’e’ solo amore che doni incondizionatamente a tutti coloro che ti circondano trascinandoli con la tua positivita’.
      Con tantissimo affetto all’anima piu’ pura ed angelica che conosco!!

    • scrive:

      @beatrice bausi busi,
      Davvero originali e suggestive ‘queste previsioni degli umori’ di un cuore femminile, descritti in un linguaggio poetico senza fronzoli, tanto semplice quanto efficacissimo nella trasmissione del messaggio. Complimenti sinceri sig. ra Beatrice.
      Mario Prontera

    • marisan scrive:

      @beatrice bausi busi,
      Un quadro d’autore veramente originale per le zone del cuore, come diamante dalle mille sfaccettature, come ogni stagione ha il suo tempo.Complimenti
      Un caro saluto
      marisan

    • scrive:

      @beatrice bausi busi,

      E’ vero, Beatrice, non esiste zona arida nel tuo cuore anche perché tu impedisci al deserto di formarsi nel tuo animo. In te tutto parla di felci d’amicizia, di sincera disponibilità verso gli altri, forse la zona fredda e la zona fradicia sono dentro di te come per ognuno di noi ma tu sai mascherarle con un ampio sorriso di amore. Sei solo zona calda, caldissima dall’aspetto di un vulcano in continua eruzione di idee e sentimento, e per questo io, più distaccato di te ma ugualmente ricco dentro, ti ammiro. Un abbraccio, Lenio.

  49. emma mazzuca scrive:

    Lo scarabeo turchese

    La nave scivolava silenziosa lungo il Nilo superando delle piccole feluche e costeggiando la lussureggiante vegetazione alle spalle della quale svettavano le aspre alture della Valle dei Re. Come un fulmine la suggestione s’impadronì di me. I miei occhi sembravano non essere sufficienti a contenere il fascino di quelle visioni che pian piano dilagavano lungo il percorso.
    A rendere ancora più magica l’atmosfera c’erano i mille colori del tramonto che come un grande affresco dipingevano l’orizzonte e non riuscivo a rendermi conto se il mio era sogno o delirio intelligente.
    Le emozioni che m’invadevano mi distanziavano sempre più da tutti i cupi pensieri che, prima della partenza, schiacciavano la mia anima perché, in quei momenti riuscivo a ricreare, come la quadratura di un cerchio, la misteriosa congiunzione tra l’umano e il divino.
    Pregna di tutti quegli elementi reali ed irreali che ruotavano attorno a me, non mi accorsi che al mio fianco, un uomo dagli occhi neri e profondi che spiccavano su un volto ambrato, mi fissavano, quasi volessero strappare alla mia interiorità tutte le molteplici sensazioni che mi soverchiavano e che, appieno, lui sembrava intuire.
    La nostra storia iniziò così, con un sincero dialogo pur se spinti da un inavvertito desiderio di approfondirci.
    Mi confidò essere egiziano e appartenente alla marina militare, dislocato nei servizi segreti e pertanto in borghese. L’osservavo attentamente. Ero ammaliata dal suo sorriso e dalla sua bellezza al contempo dolce e forte.
    Ad un tratto mentre parlavamo, l’uno di fronte all’altro, ci scoprimmo confusi ed emozionati e completamente persi dentro i nostri sguardi; da tempo non provavo un’attrazione così forte, intensa, mi sentivo felice e spaventata ma, nello stesso tempo, pensavo che nella vita ci sono momenti in cui non conta più il vero o il falso, è unicamente il nostro istinto a decidere e noi, siamo pronti a fare la cosa giusta solo quando il nostro spirito lo è.
    Ci riproponemmo di trascorrere insieme tutti i giorni della mia permanenza. Mido, compatibilmente con i suoi impegni, gioiva quando riusciva a mostrarmi i tesori e le bellezze della sua terra e del suo mare ed io avvertivo a livello cellulare la sua vicinanza, la sua rassicurante presenza.
    Vivemmo il nostro tempo tra l’incanto della natura, la sensualità e l’amore che giorno dopo giorno, senza tante parole, era esploso dentro di noi come un fuoco che travolge e stravolge e che, riuscivamo ad arginare vivendo all’unisono in quell’aria impregnata dal profumo della vita dove corpo e anima sembravano liquefarsi in una fusione primordiale. Inconsapevolmente, eravamo discesi nell’essenza delle nostre anime. Molte volte pur di non separarci trascorrevamo la notte abbracciati sulla spiaggia, sotto le stelle, grandissime e luminose ed io pregavo affinchè quei giorni non avessero mai fine.
    Purtroppo arrivò il giorno della partenza, Mido mi chiedeva di prolungare la mia vacanza poi, appena possibile, avrebbe fatto in modo di raggiungermi in Italia.
    Amore e ragione sono nemici giurati, ben lo sapevo, come ben sapevo che il mio amore andava oltre la ragione, malgrado ciò fui costretta a raccogliere tutto il mio coraggio per riuscire a staccarmi da lui. Le parole che dissi a Mido fuoruscivano dal profondo del mio cuore, eravamo stati sfiorati da un incantesimo, da quella magia che solo l’amore possiede; avevamo ricevuto un dono celeste, ritrovarci nel giardino dell’anima a gustare la vita e a vivere un sogno che, a tutti i costi, dovevamo proteggere, anche perché, quell’alchimia creatasi tra noi, non poteva essere trasportata altrove, doveva rimanere lì, custodita in quell’infinito angolo di mondo dove era stata vissuta.
    Ci aggrappammo l’uno all’altro senza parlare, Mido mi mise nella mano uno scarabeo di turchese pregandomi di non staccarmene mai; di scatto mi slacciai dal collo un nastrino con l’iniziale del mio nome e glielo donai poi, mi allontanai senza voltarmi mentre le lacrime devastavano il mio volto.
    Molte volte mi sono chiesta, alla luce di tanta sofferenza durata anni per entrambi, se la decisione da me presa fosse stata quella giusta – chissà – ma di una cosa sono certa, quell’amore è rimasto e rimarrà per sempre splendente come una gemma incastonata in una roccia, inattaccabile dall’usura del tempo.
    Lo scarabeo è sempre con me e quando, ancora oggi, devo affrontare qualcosa di importante lo stringo nelle mani ed è come se avessi Mido vicino a me pronto ad infondermi sicurezza.

    Emma Mazzuca

    • scrive:

      @emma mazzuca,
      Carissima Emma…che emozione! Sono entrata senza accorgermi nel personaggio e quasi per istinto quando ho finito di leggere, ho guardato la mia mano, ma era vuota. Lo scarabeo non mi apparteneva. Sono tornata alla realtà con un sapore inconfondibile: amore! Grazie per questo meraviglioso racconto, con affetto.

      Marinella(nonnamery)

      • scrive:

        @Marinella,
        cara Marinella la vita a volte ci fa dei doni stupendi, sta a noi saperli vivere nel modo giusto conservando, anche se con sofferenza, quell’incanto e quella magia con la quale sono stati vissuti e che li rende eterni. Grazie per aver condiviso con me le mie emozioni, con affetto. Emma

    • scrive:

      @emma mazzuca,

      una storia d’amore con la A maiuscola. E lo è nel momento in cui questa non si mescola con i luoghi, con la quotidianità, ma rimane impressa nel cuore attraverso il tempo.
      Emozionante!
      Un caro abbraccio
      Ars

      • scrive:

        @Arsomnia, carissima, sono felice che tu abbia condiviso la mia sofferta decisione, è stato tutto troppo magico, mai e poi mai, come tu dici, in un altro luogo o nella quotidianità avrei potuto ricreare quella che io chiamo “alchimia d’amore”. Ti posso confessare che ho fatto fatica a postare questa storia, per l’emozione che mi suscita fino alle lacrime, ma non sono lacrime di dolore, azzardo nel dire che sono lacrime di piacere, che mi fanno bene. Grazie di cuore. Un forte abbraccio. Emma

    • beatrice bausi busi scrive:

      @emma mazzuca,
      Il mio viaggio in Egitto, anelato per anni prima del suo svolgimento effettivo, lasciò impresse emozioni indelebili. Che ho rivissute anche nel tuo racconto. Bello, coinvolgente, concordo sull’alchimia che a volte sentiamo di colpo prodursi tra noi e un “apparente” estraneo, apparente perchè riconosciuto dal cuore e – forse – dal Tempo che portiamo in noi. Beatrice

      • scrive:

        @beatrice bausi busi, cara Beatrice sono contenta che anche tu abbia fatto quel viaggio, le emozioni da me raccontate sono una minima parte in confronto a quelle vissute durante i 25 giorni trascorsi in Egitto, la cosa più bella e sconcertante è che, con il passar degli anni, mi accorgo che il Tempo rende sempre più viva questa mia esperienza costringendomi, inevitabilmente, a fare dei paragoni che, purtroppo, reggono molto poco. Ma sono felice così perchè per me l’amore deve essere vissuto solo quando ciò che provi ti “travolge e stravolge”,l’amore è “lucida follia” e totale fusione “corpo e anima” con la persona che ami. Con affetto. Emma

    • scrive:

      @emma mazzuca,

      Cara Emma, mi hai fatto rivivere come per incanto la bellissima crociera sul Nilo compiuta ventidue anni fa durante il mio viaggio di nozze. Quella volta non c’era, come nel bellissimo tuo racconto, un’egiziana dagli occhi neri e profondi e un volto ambrato ma mia moglie Adriana. Penso, Emma, che nella vita poche volte passa la felicità, e va saputa cogliere, perché poi quelle occasioni ti mancheranno quando non ne avrai più. E’ difficile mediare il cuore con la ragione, é vero, ma il più delle volte il cuore riesce a giungere così vicino alla ragione più della ragione stessa. Il tuo racconto é meraviglioso, mi ha fatto emozionare, anche se é molto triste. Insieme all’avventura, all’amore, vi é purtroppo presente il volto che non vorremmo mai conoscere nella nostra fugace vita, quello del rimpianto. Complimenti ancora, Lenio.

      • scrive:

        @lenio vallati, caro Lenio ti ringrazio per il bellissimo commento, conosco la tua grande sensibilità e pertanto, forse, dopo queste parole, riuscirai a capire meglio la decisione presa, una decisione d’Amore. Vedi, io e Mido eravamo due persone libere da ogni vincolo, ma io avevo un figlio che usciva dall’adolescenza ed era cieco di gelosia verso sua madre. La fase in cui l’amore di un figlio diviene quasi giustificato egoismo, e tu non puoi fare altro che stargli vicino attendendo lentamente che la sua mente si evolva , cresca, dandogli certezza attraverso la costante presenza.
        Sapevo cumunque che dovevo affrontare il dolore, ma decisi che la sofferenza doveva rimanere circoscritta tra me e Mido perchè eravamo due persone adulte, già toccate dalla vita e di conseguenza più forti e temprate nel nostro io. Il vedere oggi mio figlio adulto, pieno di serenità e di gioia verso il futuro mi fa capire che, forse, la vita ci pone dinnanzi ad un bivio, ci obbliga a scegliere, solamente per farci crescere all’interno di noi stessi.
        Grazie di tutto, un abbraccio fortissimo. Emma

    • scrive:

      @emma mazzuca,
      Ciao Emma,
      ho letto il bellissimo racconto, che a quanto pare, non è frutto di fantasia, bensì storia di vita che ha lasciato segni indelebili sulla tua pelle.
      Tante volte siamo costretti a scegliere, e nonostante la nostra anima ne esca quasi sempre a brandelli, chiudiamo le porte all’amore.
      Lo facciamo pur sapendo che ciò lascerà conficcati nel nostro cuore aghi di solitudine e dolore che mai più andranno via.
      Affettuosamente Ali

      • scrive:

        @alifarfalla, cara Ali, è vero, è storia vissuta sulla pelle,
        che per molto tempo mi ha lacerato di sofferenza. Posso dirti che la sofferenza fa crescere anche se, dopo aver conosciuto una persona straordinaria come Mido, ho avuto molta difficoltà con altre persone, Mido era e sempre resterà la pietra di paragone, nessuno, per sensibilità, onestà, altruismo, e tantissime altre doti ha mai retto il confronto, ecco perchè è ancora dentro di me. Con affetto. Emma

    • Robert scrive:

      @emma mazzuca,

      anche questo è il volto dell’amore e spesso le ragioni dell’amore non coincidono con quelle della vita.

    • Franca scrive:

      @emma mazzuca,
      un incontro segnato dal destino Emma. Come avresti potuto sottrarti a tale “incantesimo”?… che ancora oggi nel mondo sottile dell’energia vi unisce. Quando due anime s’incontrano amalgamandosi in una fusione di incontrastabili intense emozioni,la loro vita e dolcezza resta incisa nel tempo e nella memoria, che tu puoi commemorare ogni volta che lo vuoi esorcizando… se ci fosse un momento di solitudine stringendo fra le mani lo scarabeo turchese ritorna la fusione. Complimenti per la bella storia d’amore che, a mio avviso… molte persone in essa, hanno potuto cullarsi dentro le emozioni da te con eleganza e amore hai descritto. Ciao al prossimo Franca

      • scrive:

        @Franca, Grazie Franca, è vero posseggo ancora questo dono splendente che, come tu dici, nei momenti grigi, illumina la mia vita, mi dà forza e speranza e mi fa ancora credere che nella vita la magia, l’alchimia d’amore esiste, basta sempre rimanere fedeli al proprio modo di essere e mantenere intatte le proprie emozioni. La vita poi farà il resto. Ti abbraccio. Emma

  50. scrive:

    Voglio piangere.
    Non voglio dimenticare,
    voglio pensare ancora,
    non importa se fa male,
    io voglio ricordare;
    il tempo fa paura
    perchè allevia il dolore
    e gli anni che trascorrono
    appannano l’amore.
    Le voci si allontanano
    insieme all’abitudine,
    i volti un pò sbiadiscono
    sulle fotografie che guardo sempre meno
    in questa corsa mia
    con addosso la vita
    lungo tutta la via.
    Mi fermo per soffrire,
    rivoglio il mio dolore,
    non voglio questo oblio,
    voglio piangere ancora.
    Elisa.

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      Molto belli e sentiti questi versi e ricchissimi di significati esistenziali.
      Come dire:

      “Ora è…un giro di memorie,
      giocato sul filo delle cose
      e storie di sogni inseguiti
      cancellano il bianco delle pagine;
      ma dove non sai più cosa annotare
      ora è ancora ieri,..
      .. è già domani.” di anònimo capuàno

      Complimenti anche, sig.ra Elisa, per lo stile.
      Con simpatia Mario Prontera

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      Carissima ELisa, ho provato profonda emozione nel leggere i tuoi versi velati di tristezza.

      Ho sentito uno scalpitio di cavalli
      attaversare la prateria del cuore
      che custodisce il mio fresco dolore
      che non voglio dimenticare
      e non posso poichè radicata rosa rossa
      è nell’anima mia deserta della sua assenza.

      Con Affetto

      Marinella(nonnamery)

      • scrive:

        @Marinella
        Cara Marinella,grazie per aver compreso i miei versi e avermi inviato i suoi, forti e struggenti.
        Se la corsa della vita quotidiana ci impedisce di ricordare chi abbiamo amato,dobbiamo fermarci perchè il dolore ci appartiene e nessuno ce lo deve togliere.
        Affettuosamente.
        Elisa.

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      tocca le corde dell’anima questa lirica, così intrisa di tristezza, di dolore. Come se la vita si potesse esprimere in quanto tale solo attraverso le lacrime..
      Un caro saluto
      Ars

      • scrive:

        @ARS
        Io non credo che la vita si possa esprimere solo attraverso le lacrime,ma credo che tristezza e dolore siano degni sentimenti da contrapporre all’indifferenza e all’oblio per ciò che si è amato e non c’è più e che però può ancora esistere se resta il ricordo,se resta l’amore.
        Grazie per le sue parole e un caro saluto.
        Elisa

    • marisan scrive:

      @Elisa Barone,
      Le lacrime sono come la brina del mattino, servono per dissetarci, per poter nutrire con il ricordo la nostra gemma, il nostro amore.
      Complimenti.
      marisan

    • ALBA VENDITTI scrive:

      @Elisa Barone,
      quanta voglia ha la gente di versare lacrime per quei piacevoli ricordi che sono sfuggiti via come tanti uccelli in volo verso altri orizzonti. Piangere è vivere sia nel bene che nel male con l’aiuto costante del nostro cuore che ha il coraggio di gioire ma anche di soffrire pur di potersi aggrappare a quei ricordi di vita vera.

  51. scrive:

    Leggo versi d’amore dolcissimi, racconti che toccano il cuore e commenti molto interessanti. E’ tutto così pregevole e prezioso. Una lettura che affascina e che travolge in una girandola di emozioni, facendo di questo luogo una sacra cattedrale della poesia e dell’amore in cui si può attingere il bagaglio della conoscenza del cuore e dell’anima.

    Messaggi dell’anima, dunque, per una vita che si fa letteratura.

    Un saluto a tutti. Buon proseguimento nel Bistrot dell’amore, la cui eco si spanderà oltre i monti, oltre le città e i colli silenti della sera. Oltre ogni razionale comprensione, là dove parlano le anime.

    Nicla Morletti

    • scrive:

      @nicla morletti,
      Carissima Nicla è sempre un piacere leggere parole, petali caduti dal giardino del cuore che allietano l’anima chi sa ascoltare.
      Il vento, ago di bussola del cuore, trasporta da lidi lontani suoni e profumi che talora alleviano l’anima. E si spande l’eco, in risonanza un soave canto… al Bistrot dell’amore.
      Grazie!

      Con tanto affetto.

      Marinella

      • scrive:

        @Marinella,
        questo tuo comemnto è davvero bello e poetico: Il vento, ago di bussola del cuore, trasporta da lidi lontani suoni e profumi che talora alleviano l’anima. E si spande l’eco, in risonanza un soave canto… Al Bistrot dell’amore.”
        Questo tuo commento è poesia che si fonde alla poesia.
        Affettuosamente

        Nicla Morletti

    • scrive:

      @nicla morletti,
      “Senza titolo”(oppure dateglielo voi).

      Quanto pesano i tuoi occhi
      sopra le ciglia dei miei,
      e come mi piace portarli a spasso,
      dove ti sfioro senza toccarti!!

      Era il 3 aprile 2009 alle ore 14,15
      Anònimo Capuàno

      • scrive:

        @Mario Prontera,
        quando affiorano alla mente dei versi e nascono poesie, si può mettere anche “Senza titolo” e ciscun lettore darà spazio alla propria fantasia per unire poesia alla poesia.

        Cordiali saluti

        Nicla Morletti

    • scrive:

      @nicla morletti,

      Cara Nicla, mi piace pensare che da questo Bistrot, trasportata dal vento, prenda il volo questa miriade di petali di poesia, come i petali del ciliegio, e vada a cadere nel giardino di una moltitudine d’anime e divenga in quell’attimo pioggia benefica…

      Un abbraccio grande
      Ars

      • scrive:

        @Arsomnia,
        è molto bella questa immagine di petali che cadono leggeri su una moltitudine di anime. E poi ciascun’anima la diffonderà ancora passando leggera per le strade delle città affollate, seminando così dolcezza e poesia che si spanderà portata dalla brezza dei nostri pensieri più belli.

        Un abbraccio grande

        Nicla Morletti

  52. Dana scrive:

    LETTERA

    La mia scelta la tua debolezza
    Il mio scandalo il tuo pudore

    Acqua e Fuoco non si possono fermare
    non si lasciano prendere

    Ti ho offerto abbondanza
    Se raccogli con spasmi di superficie
    bruci la terra su cui scorre il mio elemento

    Una goccia e una scintilla

    Il segreto del fuoco senza la promessa della vita non ha custodi

    Se esploderemo di esaltazione godremo del nostro solo plauso
    il creato allora soffocherà
    perché ci sarà stato chi col giogo avrà giocato

    P.S.
    Salto quantico

    Daniela La Porta

  53. federica scrive:

    Cuore

    Con lo sguardo sghembo
    seguo il cuore laterale
    la parte mia più originale.

    Scappato fuori dalle mura,
    libero da emozioni sei
    del mio corpo il provinciale.

    Rosso, oltre la forma accademica
    invecchi, resti l’arcaico
    della cultura rupestre.

    Ricuce, la tua memoria contadina
    i solchi della mia
    landa stinta.

    Inginocchiato, sulle spine
    da vero asceta, o cuore
    ti vedrò pregare.

    • scrive:

      @federica,

      cara Federica, osservare il proprio cuore con occhio “distante” per coglierne il vissuto, non è semplice. In particolare mi piace molto e lo trovo forte ed efficacie, il verso:
      “Ricuce, la tua memoria contadina
      i solchi della mia
      landa stinta.”

      Un caro saluto
      Ars

    • scrive:

      @federica,
      Cara Federica, parlare con il proprio cuore, riconoscerne il colore e considerare che il ricordo può ridare fertilità alla landa, significa crederci…e seguire le sue orme.
      Con affetto

      Marinella (nonnamery)

    • scrive:

      @federica,
      Carissima Federica, mi viene di dirti così:

      “Quale è il filo, di rame o di niente,
      che mi porta a cercare un ago;…
      e la bilancia della sera non pesa i miei sogni,
      troppo sfumati per appendersi ai tuoi”.

      Era il 4 aprile 2009 alle ore 11,24
      Cose piccole e belle Mario Prontera

  54. IVONNE MAESTRONI scrive:

    GUALTIERO

    Accucciata
    sotto il riflesso del cielo
    accarezzo il vento
    che
    porta con sé
    i sussurri della tua voce
    Emozioni
    ormai sconosciute
    mi avvolgono
    Respiro
    il soffio dei tuoi pensieri
    Tuffandomi nei tuoi occhi
    scopro meraviglia
    Scivolami nel cuore
    Vestimi di te
    Portami
    dove non serve sognare

    • scrive:

      @IVONNE MAESTRONI,
      Gent.ma Sig.ra Ivonne,
      i suoi versi mi colpiscono soprattutto per la musicalità straordinaria e per l’effetto fotografico dei significati. Bravissima e complimenti sinceri.
      del resto:
      “Non costa nulla sognare,
      scrivere poi, ancòra meno…” di anònimo capuàno
      Con stima e simpatia Mario Prontera

    • scrive:

      @IVONNE MAESTRONI,
      Cara Ivonne, i sogni son desideri che vagano nell’intrico dell’inconscio, ma che potrebbero avverarsi.
      Complimenti!

      Marinella(nonnamery)

    • marisan scrive:

      @IVONNE MAESTRONI,
      Il respiro del pensiero dell’amato, sublime forma di nobiltà,
      basta un sussurro per sognare.
      I sogni sono il nostro intimo che ci lasciano volare verso l’infinito.
      Bella!
      marisan

  55. scrive:

    CUORE A META’

    Strappa il tuo cuore
    come un foglio già usato,
    getta la parte con cui
    lo avevi amato,
    chiudi i tuoi occhi
    per non vedere i suoi
    e non ricordare
    mai più le sue parole.
    Vedrai che si può vivere
    anche con mezzo cuore,
    vedrai che si respira
    anche se non si vuole.

    ELISA

    • marisan scrive:

      @Elisa Barone,
      Di Poce diceva: In amore ci sono due cuori, uno per amare l’altro per quando si resta soli.
      Se si vuole si respira tutto l’universo, ma fa male gettare quella parte amata.
      Un caro saluto
      marisan

      • scrive:

        Ho letto il suo commento. Mi piacerebbe e mi incuriosisce anche, leggere dell’autore a cui lei ha fatto riferimento, la poesia che, a quanto pare, ha analogo contenuto. Le sarò grata se potrà darmi qualche informazione al riguardo e le ricambio cari saluti.
        Elisa

        • marisan scrive:

          @Elisa Barone,
          Cara Elisa,grazie per aver apprezzato il commento.
          La frase è tratta da Nero su Bianco, massime, aforismi, pensieri raccolti da Angelo Gaccione.

          Donato di Poce “La poesia, quando è vera poesia, non ha bisogno di spiegazioni, perchè entra dentro come una spada, una goccia di miele, un bacio…”

          30 MARZO 2004

          Autore: Donato Di Poce è nato a Sora (Fr) nel 1958, ma dal 1982 vive a Milano. Poeta, Critico d’Arte e scrittore di aforismi, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica proprio per la sua originalità e il suo eclettismo.

          Cari saluti a lei.
          Marisan

    • scrive:

      @Elisa Barone, mi piace la tua poesia… sembra quasi una filastrocca, con questo ritmo veloce e semplice. Mi sembra la versione malinconica e dolorosa delle filastrocche di Rodari. Ma molto malinconica, molto dolorosa… e arrabbiata.
      Brava

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      …”ed è con la metà sinistra del cuore,
      che accarezzo e corteggio il senso delle parole,
      provando a imbrigliarne i toni più sfumati”.

      di anonimo capuano

      Era un modo per dirle che anche questi versi sono efficacissimi e fotografici nella loro linearità grammaticale, ricca di significati ancestrali.
      Cose piccole e belle Mario Prontera

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      fa male, fa male strappare il proprio cuore, gettare quella parte con cui lo/la si aveva amato/a, anche perchè il cuore, (il centro della nostra persona), è un tutto unico indivisibile; più che strappare si tratta di difendersi, nascondendo ciò che fa male.
      Bellissimi versi. Crudi e onesti.
      Grazie
      Francesco

    • scrive:

      @Elisa Barone,

      cara Elisa, non si può vivere con un cuore a metà, non per troppo tempo… giusto per elaborare l’assenza.. perchè sai, il cuore vuole vivere… e noi non possiamo che assecondarlo …
      Belli i tuoi versi. Come dice Francesco: crudi e onesti.
      Ars

    • scrive:

      @Elisa Barone,
      Cara Elisa, il cuore è un’organo vitale. Se lo dividi in due strazzia. Amati di più. Complimenti! Mi permetto di dirti come la penso…

      Il cuore è un chirurgo clandestino
      può ricucire le ferite
      con le carezze dell’anima.

      Marinella (nonnamery)

    • scrive:

      @Elisa Barone, Cara Elisa tra le tue parole c’è rabbia velata di chi ha sofferto e si tutela..si cautela contro le barbarie gratuite di chi senza scrupoli regala dolore. Mi ha molto colpito!

  56. scrive:

    Quando

    Quando poserò la mia testa
    Sul tuo petto,
    Il mondo sarà così nitido
    Da poter seminare il grano.
    E l’anima come spasmo
    Nella tempesta
    Si donerà alla pioggia
    Per far germogliare
    Il seme della vita.

    Il modo in cui mi hai amata
    Lo ritroverò soltanto
    Nel sorriso di un bambino,
    Nel frutto del tuo
    Amore proibito,
    Che ho assaporato
    A piccoli deliziosi morsi.

    • marisan scrive:

      @Manuela pana,
      Il seme germoglierà e darà il frutto dell’amore.
      Sia esso il dono più bello della natura.
      Complimenti.
      Marisan

    • scrive:

      @Manuela pana,
      non posso sapere se parli di esperienza vissuta o se i tuoi versi siano un sogno da loro stessi vagheggiato. In ogni caso quel frutto sia benedetto!
      Grazie
      Francesco

      • scrive:

        @Francesco Ballero,
        Caro Francesco tutti colori della mia anima stendo sempre con fedelta’ sulle pagine bianche del mio quaderno affollato di mille pensieri ed emozioni.La mia vita e’ un puzzle e chi leggera’ col cuore le mie poesie riuscira’ a capire quasi tutto su di me… passato,presente e desideri incompiuti del futuro gia’ in arrivo col giorno di domani.
        Grazie Francesco…

    • scrive:

      @Manuela pana,

      ho sentito come un’emozione a fior di pelle, leggendo i tuoi versi. Francesco rimane in bilico sul suo dubbio, ma io – molto istintivamente – credo che tu stia parlando di esperienza vissuta…
      Benedetto sia ogni frutto che nasce dall’Amore..
      Un abbraccio
      Ars

      • scrive:

        @Arsomnia,
        Sono veramente contenta cara mia per averti emozionato con i miei pochi versi.Il tuo istinto ha colpito in pieno e forse “l’emozione a fior di pelle” come dici te sara’ stato scaturito da un eventuale storia simile alla mia…un amore folle,bello,entusiasta ma…impossibile,quindi doloroso e sofferto al punto di di gettare l’anima nella piu’ profonda disperazione “come spasmo nella tempesta”.
        La pioggia puo’ cancellare gli effetti devastanti del vecchio amore,e, allo stesso momento dopo aver ripulito alquanto possibile, puo’ essere anche propizia per germogliare di un nuovo, perche’ il seme dell’amore non potra’ mai essere estirpato da nessuna tempesta per quanto intensa e movimentata essa sia.
        Grazie Ars, da cuore a cuore abbraccio affettuoso, Manu

    • scrive:

      @Manuela pana,
      Cara Manuela, i tuoi versi intinti di malinconia… Il frutto dell’amore è un gioiello prezioso, da custodire sotto le ali, con tanto amore.
      Brava!

      Marinella (nonnamery)

      • scrive:

        @Marinella,
        Come ho detto prima alla mia cara Arsomnia, un amore sofferto non puo’ che generare versi tristi e malinconici. Ogni amore è prezioso come una perla nascosta nella conchiglia, e genuino, puro, come un l’ingenuita’ di un bambino. Sotto ogni piega del cuore si nasconde una piccola perla, che desidero comunque “custodire” come hai detto bene te.
        Mille grazie per le tue belle parole, con affetto Manuela

    • scrive:

      @Manuela pana,
      cara Manuela, soltanto adesso arrivo a leggere questa tua lirica. E mi inchino a questo splendore. L’Amore come un seme, che germoglia e si fa frutto. E, anche se poi scivola lontano, lascia la sua indelebile orma a respirarci dentro.

      • scrive:

        @stregadelmare, Carissima sei la piu’ buona stregadelmare che io abbia mai incontrato :)!!Mi sento veramente lusingata dalle tue parole…grazie di cuore per il tuo pensiero gentile e mentre ci culliamo nel dolce sentire di tante emozioni ti mando un forte abbraccio!

  57. scrive:

    “Potessi io dimenticarti, come ho dimenticato tanti altri dolori. Potessi decidere di spegnerti, come se fossi un interruttore. O toglierti dalla mia mente, come se tu fossi un paesaggio da poter lasciare alle spalle. Non sei nemmeno un paesaggio così perfetto da non poter essere rimosso. Eppure non riesco a cancellarti, a rimanere indifferente. L’interruttore è rotto e la luce non si spegne. La mia finestra non ha persiane né vetri e quando accosto le ante pronta a sospirare di sollievo, il mattone della tua presenza ricade sempre sul mio cuore. Intorno a me il paesaggio è una casa degli specchi e tu sei il riflesso. Vorrei prendermi la soddisfazione di dirti: non me ne importa niente di te o delle tue amanti. Ma non riesco, mi è impossibile. Mi tieni prigioniera senza nemmeno dovermi mentire! Perché vedo benissimo la tua bassezza e il paradosso è proprio questo: vedo quanto ancora tu non sia ad un livello vicino al mio, eppure non faccio che desiderare di più il voler correre da te e abbracciarti. Ogni tuo sguardo mi ferisce l’anima, ogni tua mancanza avvicina le lacrime ai miei occhi. Quale paradosso, se non l’amore, può permettere che tu possa soffocarmi senza esserci? Ho provato a correre lontano da te, ma come posso fuggire tra altre braccia se tu stringi la mia mano? Come posso amare un altro se tu respiri ancora nella nostra storia?” –Diario di un Amore–

    • scrive:

      @Teia, è logarante..queste sensazioni tatuate sulla pelle fanno vivere in maniera altalenante e dipendente da una persona che non sa amare ma che lascia il segno. Brucia il soffrire, l’indifferenza dell’altro, il suo non pagar pegno di tante lacrime ma a mente lucida riusciamo a verificare i pro e i contro (decisamente infiniti) e capiamo di nutrirci di un sogno che ci possiede trasfornamdosi in incubo!

    • scrive:

      @Teia,
      Dici bene: è un paradosso. Eppure il cuore si nutre spesso di paradossi, inaccettabili esiti. Sperimentato, vissuto, sofferto anche dal sottoscritto.
      Dici bene e scrivi bene.
      Grazie
      Francesco

    • scrive:

      @Teia,
      Docissima Teia…quanto amore per la persona non meritata, che ti fa soffire. Basta che ti stringa la mano per non riuscir a fuggire?…

      Vola vento vola dove vuoi
      portami sul tuo dorso destriero,
      oltre l’illusione
      nella prateria…
      dove i sogni diventano realtà.

      Con affetto

      Marinella (nonnamery)

    • scrive:

      @Teia,
      scrissi una volta, tanto tempo fa “L’amore è apparente immotivazione”. Mentre mi trovavo a vivere una storia come quella che tu hai descritto così bene.
      Poi ho capito che è per questo suo essere imperfetto che l’Amore è così grande e forte. E che ci fa provare emozioni capaci di farci creare gioielli così belli, come questo tuo.
      Grazie Teia.

  58. scrive:

    Infiniti

    Socchiusi hai gli occhi e mi attendi,
    poi le tue mani a riparo di te
    le riapri per spiarmi alla luce che trema
    sul mio volto imbrunito.
    La tua veste è di porpora
    nell’inverno che evapora i profumi.

    E la luna è sul mare ad allungare i sogni,
    non altra luce ha traccia così fonda
    dove i miei passi assecondano le onde,
    tra un lamento di giunchi
    e un vento di mimose.
    Frusta l’aria una musica di schiuma,
    non si ferma lì e viene da lontano.

    Ma tu sei qui le tue braccia schiuse.
    Ci fermeremo ad uno schietto fremere
    di un ballo d’erba e balbettio dell’alba
    e sverneremo in possibili paesi,
    piccoli i passi lungo fitte siepi.

    © francesco ballero 1 aprile 2009
    versi in bozza, soggetti ad ogni possibile revisione

    • scrive:

      @francesco Ballero,

      Gentile Francesco,
      questi stupendi infiniti evocano suggestioni di sogno, ancora più forti per me che vivo vicino al mare, dove posso sentire “…le onde, tra un lamento di giunchi e un vento di mimose…una musica di schiuma…”.
      Complimenti, e grazie per l’emozione.
      Con sincera cordialità

      Daniela Quieti

      • scrive:

        @Daniela Quieti,
        Grazie Daniela per l’apprezzamento per i miei “infiniti”; sono contento che, leggendomi, tu abbia vissuto emozioni così forti; il mare ne evoca sempre molte, e tu lo sai bene!
        Francesco

    • scrive:

      @francesco Ballero,
      Francesco è stupenda!! Leggo nei tuoi versi un amore infinito, dove le parole trovano giusta collocazione…”e sverneremo in possibili paesi, piccoli i passi lunghe fitte siepi” Grazie, mi hai commossa. Complimenti vivissimi .

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @francesco Ballero,
      Carissimo francesco,
      i tuoi versi mi danno l’idea di uno di quei corteggiamenti giovanili , per i quali passiamo tutti e che poi ti rimangono dentro per tutta la vita; in questo senso sono di una stupenda leggerezza lirica che li rende universali e poco mi importa che magari tu volessi esprimere altro. Complimenti sinceri Mario Prontera

      • scrive:

        @Mario Prontera,
        Grazie Mario, certo poco importa che io volessi esprimere altro perchè in quel altro, da cui la poesia ha preso solo lo spunto, ci sta sicuramente il corteggiamento giovanile che tu vi hai letto. Rimane per tutta la vita. Ed a me sta benissimo.
        Grazie
        Francesco

    • scrive:

      @francesco Ballero,
      Leggerti e commentarti non e’ facile!
      I complimenti sempre, ma interpretare e comprendere quello che l’anima a volte esterna attraverso le parole e tutt’altra cosa.

      Non perdere mai la speranza nei sogni, assecondando la vita sia nei momenti brutti che in quelli belli
      Saper cogliere tutte le sfumature del nostro vivere, continuando a credere sempre nel ritorno della …”primavera”….

      Caro Francesco, questo è quello che la tua bellissima poesia, ha trasmesso alla mia anima.

      Con stima Alifarfalla

      • scrive:

        @alifarfalla,
        Grazie, Alifarfalla, grazie per quanto hai colto nella mia poesia. C’è molto di me, in questi versi, al di là dello spunto che li ha originati. C’è quanto tu hai colto, la speranza sempre accesa, alle volte messa a dura prova, il tentativo di assaporare ogni aspetto del vivere, anche se non sempre è possibile, sia del dolore sia della gioia. Le fede. Perchè, sì, la primavera, (quella del cuore sopratutto), torna sempre coi suoi raggi a scaldare ogni zona del nostro sentire. Il dolore sì, ma mai, mai perdere la speranza.
        Grazie
        Francesco

    • scrive:

      Poesia visiva, la donna si abbandona nell’infinito del rapporto d’amore, sullo scenario compare la natura con bellezza, suoni, profumi. Il tremolio di erba e giunchi è sommesso e sfiora con delicatezza l’attenzione dei due amanti, infiniti come il loro amore, come l’universo.
      Grazie per l’intensità dei sentimenti che fa arrivare a chi legge.
      Elisa

      • scrive:

        @Elisa Barone,
        Grazie Elisa. Sì la natura è molto spesso presente nei miei versi, e spesso il mare. Sono fiero che sia stata colta un’intensità di sentimenti.
        Grazie
        Francesco

    • scrive:

      @francesco Ballero,
      Ringrazio tutti per i benevoli commenti.
      A questo punto però ritengo necessario, non volevo farlo, fare una piccola precisazione sullo spunto che ha dato origine a questi miei versi. Non credo di essere riuscito assolutamente a rendere cosa volevo dire, ma lo spunto c’è stato e tutte le letture sono valide, perché molto spesso la poesia sconfina anche là dove in origine non avrebbe voluto andare.
      lo spunto mi è stato dato da una modesta riflessione sulle filosofia contemporanea e sulla matematica; sì, avete capito bene, sulla matematica! la quale ha determinato una svolta nella filosofia. Tutti sanno che sino alla fine dell’ottocento il pensiero occidentale non poteva assolutamente concepire la possibilità di parlare dell’infinito, tanto che la svolta che la matematica ha prodotto al riguardo ha creato uno choc terrificante. Qualcuno disse: “moltissimi matematici sono morti pazzi, gli unici a non essere morti pazzi sono quelli ancora vivi”. E una svolta inconcepibile si è realizzata con lo studio degli “insiemi”, là dove attraverso teoremi si è arrivati a dimostrare che di Infinito non ne esiste solo uno, ma esistono infiniti infiniti contenuti in infiniti infiniti. Ecco che oggi possiamo dire che la matematica ha aperto il pensiero alla possibilità di indagare gli infiniti. Non sto certo a dilungarmi nell’illustrazione di tali teoremi e delle successiva conseguenza che ci dice non esistere una sola realtà, ma che la realtà in cui viviamo è solo una delle “possibili” realtà, non determinata da nessi di casualità ma solo dalla possibilità. Altra conseguenza è che le qualità , comprese le nostre “qualità, (cfr. Robert Musil “L’uomo senza qualità”) sono una possibilità, non una necessità né una casualità. Musil però si spinge a definire che esitono realtà vissute, realtà possibili ed alla fine realtà “scelte”.
      tradurre tutto ciò in poesia non è certo facile, anche in considerazione del fatto che tali riflessioni portano anche la conseguenza che non ci sarebbe più spazio per la poesia,e poesia d’amore … poi …
      La mia poesia è divisa appositamente in tre stanze, reltà vissuta, (comprese le sfumature significative di ripararsi con le mani, per poi aprirle, l’inverno in cui però c’è un vestito di porpora, ec.ecc.) , realtà possibile, ( le cui possibilità ci fanno tremare se non impazzire – i miei passi assecondano le onde, ecc. ) realtà scelta ( di “possibili” paesi), pur tuttavia dietro una siepe di leopardiana memoria.
      Scusate questa mia sintesi, (un po’ prolissa in verità); mi è sembrata doverosa.
      Sicuramente è da pazzi tradurre ciò in poesia; ma il risultato mi ha consolato, perché al di là di tutto ne è venuta fuori una cosa di cui persino io sono soddisfatto ed a me basta che sia letta come una semplice banalissima poesia d’amore.
      Grazie
      Francesco

      • scrive:

        @Francesco Ballero,

        molto, molto interessante questo tuo intervento.

        Perdonami se replico al tuo dotto e affascinante excursus in modo così laconico ma quel che trovo straordinario in tutto il tuo percorso è che alla fine, partendo dalla filosofia e dalla matematica, sei pervenuto a una bellissima, deliziosa e per nulla banale poesia d’amore…

        Come dire che partendo dalla matematica si arriva all’amore.

        Le persone semplici, che non hanno potuto o non possono studiare, leggere e riflettere sui massimi sistemi, seguono il procedimento inverso: partono dall’amore e forse riescono a percepire tutti quegli infiniti mondi possibili senza tanti ragionamenti.

        Per questo l’amore per me è conoscenza, per molti di noi, l’unica vera conoscenza possibile.

        :))

        • scrive:

          @Robert,
          perfettamente in accordo con te, Robert!
          L’amore è conoscenza, solo l’Amore è vera conoscenza. Attraverso l’amore arriviamo all’unica vera completa Verità. Non occorre aver studiato, ( è un optional, che però alletta e sprona la ricerca, “fatti non foste a viver come bruti”), per, non dico conoscere, ma sfiorare la Verità. “Non i dotti e i sapienti” ma “i piccoli entreranno nel Regno dei cieli”.
          Però, c’è un però…
          George Cantor, il grande matematico di inizio secolo che aprì la strada agli attuali studi della matematica, cresciuto e vissuto in ambiente culturale di assoluto “positivismo” scentifico, e quindi di negazione di Dio, è arrivato a Dio attraverso la matematica. Sembra paradossale: ” un bambino ha comrato tre biglie al bazar; se Dio non passeggiasse nel giardino dell’Infinito, quel bambino non saprebbe mai se ha comprato 3 biglie, oppure 2 oppure 4…”
          Peccato che Cantor patì poi di terribili depressioni spaccandosi la testa sul famosissimo paradosso di Russel, (quello del barbiere). Sino a morire, appunto, pazzo.
          Lui è arrivato però a Dio, e all’Amore, dalla matematica; noi persone semplici ci arriviamo direttamente dall’Amore, o dalla Fede, che alla fine spalanca tutte le porte dell’Amore.
          Grazie
          Francesco

    • sergio doretti scrive:

      @francesco Ballero,

      Complimenti Francesco per la tua bella poesia.
      Leggendola “una musica di schiuma viene da lontano”.
      Immagini la musica delle onde marine ma anche concerti meravigliosi come Mozart.
      aff.si saluti
      sergio

    • scrive:

      @francesco Ballero,

      Caro Francesco,

      possiamo partire da molti “dove”, ma se ci si smarrisce e se non si sa riconoscere l’Amore, non potremo mai arrivare alla Verità.

      Penso, nel mio piccolo, che la poesia abbisogna d’essere più che “un libro aperto”, un “libro a portata di mano”, dove ognuno, attraverso le parole del poeta, possa toccare l’infinito che esiste dentro sè stesso.

      La tua lirica stupenderrima, al di là di ogni “spiegazione”.

      Un affettuoso saluto
      Ars

      • scrive:

        @Arsomnia,
        Cara Ars…,
        dici benissimo: l’Amore! Fondamento di ogni ricerca, indispensabile alla poesia oltretutto. Se non si scrive per Amore e con Amore, i versi sono polver che si disperde. Al di là di ogni spiegazione, (che io ho dato per dire quale è stato lo spunto), non ho voluto altro che parlare alla fine che di amore nella mia poesia. E sono contento che ti sia piaciuta.
        Grazie
        Francesco

  59. scrive:

    DOV’ERI?

    Dov’eri

    il tempo che non c’ero?

    Quali
    i pensieri
    che entravano e uscivano
    dalla tua mente

    Quanti
    i sogni
    che inseguivi

    Il tempo che non c’ero?

    Cosa vedevano i tuoi occhi?
    Paesaggi che io non ho mai conosciuto
    Volti che io non ho mai incontrato
    Aria che non mi ha mai sfiorato

    Il tempo che non c’ero

    Eppure eri già tu
    E io ti avrei già amato
    E così so che sarebbe stato per te

    Avrei voluto essere
    Il vento che ti accarezzava
    mentre la tua vita
    vuota di me
    ovunque andava

    Felice di sapere
    che ogni passo
    ti avrebbe portato
    verso me

    Il tempo che non c’ero…

    • scrive:

      @annalisa,
      Cara Annalisa, ti domandi dove fosse lui, cosa pensasse o cosa
      facesse, al tempo in cui non eri ancora nel suo cuore? Ogni cosa a suo tempo.
      Vivi serena, perchè l’amore è un fiore che s’apre alla vita.

      Con affetto

      Marinella(nonnamery)

      • scrive:

        @Marinella, “ogni cosa a suo tempo”? Lo so bene, visto che non sono più adolescente da tanto, si trattava solo di esprimere un desiderio d’amare un certa persona anche quando, invece non era ancora possibile. Ti ringrazio per il commento!

    • Andrea scrive:

      @annalisa,
      trovo questa poesia molto bella, soprattutto nel verseggiare stesso che è l’essenza stessa della poesia, l’amore è totalizzante, anche assurda gelosia di un tempo preesistente il proprio, poi la ragione prevale e assolve chi, amato, non ha colpa dell’imperscrutabilità del destino.
      Andrea M.

      • scrive:

        @Andrea, più che gelosia volevo esprimere il desiderio di aver potuto in qualche modo essere presente in un tempo nel quale ancora non esisteva il sentimento, e tuttavia quella persona viveva in un altro luogo le sue altre storie e la sua vita. Grazie del commento!

    • scrive:

      @annalisa,
      … ma forse non è gelosia, è solo rimpianto di un tempo che sembrerebbe perso; eppure, invece, quello che è lui adesso è perchè c’è stato un tempo in cui tu non c’eri.
      Versi molto belli.
      Grazie
      Francesco

      • scrive:

        @francesco Ballero, credo di si, Francesco, per ognuno di noi quello che siamo in un determinato momento della propria vita é la risultante di ogni esperienza che ci ha coinvolto più o meno intensamente, per cui, forse, una persona si trova ad amarne un’altra proprio perché é giunto il momento che ciò accada. Grazie a te!

    • scrive:

      @annalisa,
      Complimenti per questa tua poesia che si interroga su dove era l’amore prima che lo si conoscesse. Che cosa faceva? Forse vuoi dire, con le tue dolci parole, che esisteva per noi fin dall’inizio e noi dovevamo soltanto cercarlo? Lenio.

    • scrive:

      @annalisa,
      Cara Annalisa , mi viene di dirti così:

      Ognuno è nelle sue cose e nelle sue storie,
      ma nessuno è completamente di un altro;
      trovami il punto che la terra si ribella al sole,
      il sole alle stelle e le stelle a un ‘dio';
      trovami il segno che tu ed io
      non siamo passati inutilmente;
      trovati un senso dove i sensi non toccano
      e la mente brancola nel buio più tranquillo.

      Però non sono sicuro che quesi miei versi ti aiuteranno a stare meglio, perciò complimenti per i tuoi e cose piccole e belle. Mario Prontera

      • scrive:

        @Mario Prontera, sinceramente non so perché questi versi dicano che io sono triste. Sono nati semplicemente da un’immagine vista alla TV, in bianco e nero, che mi ha fatto venire questo senso di nostalgia per un tempo non conosciuto, ma nel quale una certa persona già esisteva… grazie per i tuoi versi, comunque sì, credo che nulla su questa terra, passi inutilmente.

  60. scrive:

    Messaggero d’inverno
    ———————

    Fioriva
    all’isola di Citera
    un amore nuovo
    in una sera di grano
    in un giorno di biancospino

    gocciava lento da foglie d’oro
    in una parsimonia di sogni
    in un groviglio insano di radici

    viatico
    si librava in alto su ali di falena
    con un luigi d’oro in tasca
    un talismano d’argento

    geco all’alba
    si nutriva di more mature
    per assottigliarsi
    rosso
    affacciato a una finestra sul mare
    spengendo la notte.

    Messaggero di un inverno lontano.

    • scrive:

      @tiziana monari,
      Non si può non pensare che l’isola di Venere, anzi di Afrodite, dea dell’amore, dell’eros, della bellezza e dei giardini, non abbia messo lo zampino,( anzi il suo mare, il profumo del mirto e dei limoni), in questi tuoi versi costruiti con grande arte.
      Una bellissima lettura.
      Grazie
      Francesco

  61. scrive:

    Trovai il mio vecchio diario nella vecchia soffitta di mia nonna, quando mi ci recai per mettere in ordine le sue cose, prima di vendere la casa. Nonna Agata era mancata da qualche mese ed essendo l’unico suo parente rimasto in vita toccava a me occuparmi delle formalità.
    Sorrisi cominciando a sfogliare quelle vecchie pagine ingiallite e d’un tratto i ricordi di quell’estate della mia gioventù, ormai trascorsa, mi assalirono portandomi un dolce vento di malinconia.
    Era l’estate dei miei sedici anni ed io ero stato mandato dai miei a trascorrere le vacanze dalla nonna, nella sua casetta al mare.
    Quello fu il periodo del mio primo amore. Mentre rileggevo, la mente riandò a quella mattina in spiaggia, quando incontrai per la prima volta i dolci occhi celesti di Margherita ed il mio cuore perse un battito mentre recuperavo il pallone da calcio che avevo inavvertitamente lanciato nella sua direzione, durante una partita con gli amici.
    Margherita aveva la mia stessa età ed era una ragazza timida con lunghi capelli biondi e buffe efelidi sul nasino all’insù. Ero convinto di non aver mai visto nulla di più bello in vita mia.
    Accorgendosi della mia confusione gli amici cominciarono subito a prendermi in giro ma a me non importava, giacché lei aveva risposto al mio sguardo con un sorriso talmente luminoso da abbagliarmi.
    Da quel giorno io e Margherita passammo insieme ogni giorno. Facevamo lunghe passeggiate sulla spiaggia e la sera ci sedevamo sulla riva ad osservare il tramonto, bisbigliandoci frasi d’amore e fantasticando sulla nostra vita futura, un po’ come fanno tutti gli innamorati.
    Era l’età dell’innocenza, quel periodo della vita in cui tutto sembra possibile e si è convinti che l’amore duri tutta la vita.
    Cosa sia successe in seguito quasi non saprei dirlo. Dopo le vacanze io tornai nella mia Torino e lei si trasferì a Napoli con la sua famiglia. I primi tempi ci scrivemmo qualche lettera nostalgica ma poi le nostre vite presero strade diverse.
    Di quell’amore romantico ora sono rimaste solo queste pagine di diario a cui raccontavo ogni mio pensiero. Una lacrima mi solcò il viso. Forse la mia vita sarebbe stata diversa se avessi avuto il coraggio di ritrovare Margherita. Forse sarebbe stata più felice.

    • scrive:

      @Luna70,
      Un racconto di vita vissuta con il primo amore, che il destino ha deviato, lasciando domande che non avranno risposta.

      Complimenti! Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Luna70,
      un racconto tenerissimo, l’età dell’innocenza nelle pagine di un diario che, rileggendo, riconduce al sogno di periodo in cui tutto sembra possibile, dove il sogno irrealizzato ferisce ancora di più il presente.
      Il mio invito è: vivi il presente cogliendone anche la bellezza, che non può non esserci, nonostante il dolore.
      Grazie
      Francesco

    • scrive:

      @Luna70,

      Dolcissimo racconto, ricordi di un amore ormai lontano. La vita corre, di Margherita non resta che uno sbiadito ritratto di parole e il rimorso di non averla più cercata. Complimenti, Lenio.

    • scrive:

      @Luna70, ringrazio tutti dei commenti e, in particolar modo a Francesco, vorrei dire che sono d’accordo con lui sull’importanza di vivere il presente, cogliendone gli aspetti positivi. Il mio racconto è un’opera di fantasia e non ha corrispondenza con la mia vita reale nella quale, fortunatamente, non ho né rimpianti né speranze disattese. Grazie ancora!

    • scrive:

      @Luna70,

      un bel racconto che pone l’accento sulle scelte. Ogni tanto compare un bivio sul nostro cammino. Ogni scelta ne preclude un’altra. E non sapremo mai, come sarebbe stato se avessimo scelto differentemente…
      Grazie!
      Un abbraccio
      Ars

  62. scrive:

    Nel mio posto reale il sospinto ti affolla
    e se siamo stretti con un manipolo di terra
    liberiamo miracoli nel tuo volto,
    cambiamo l’aria tutto intorno
    e il bacio è come il primo verso
    e ha per gli occhi il tuo tepore tenero
    che chiama libertà.
    Affonda la mia testa e il corpo languido
    quando esala la tua voce,
    quando muore stanco il giorno
    e tu giorno stesso vieni ad immergermi là
    dove approdiamo oltretempo.
    Io ero tremula di questo strano gioco,
    di quegli occhi vispi da ragazzo
    del tuo soffio poetico, oltre la Forza
    il tuo fiato di stelle…
    sentivo schiudere nelle vene
    lentamente le sere,
    accogliendo vapori estatici,
    pompando il mio cuore un desiderio
    dolce e fragile, sommesso e commosso
    d’Infinito amore…
    il tuo calore irreale ha sciolto
    i richiami fievoli al destino
    con abbracci di cielo,
    e in una notte dopo,
    quando ad occhi chiusi
    ho sentito e svelato
    ho scoperto pascerti di stelle,
    e gustato tra quelle
    mi hai insegnato ad amare ed essere,
    mi verseggi ancora tra le labbra
    mentre ti bacio ho ricordi del tuo sapore
    che chiama a creare per spontaneità
    meraviglie e speranze nelle volte
    che ti ho nel mondo.

    • scrive:

      @Sabatina,
      …”il bacio è come il primo verso…”.
      Hai ragione! Il bacio è l’inizio di una poesia e, poi, segue l’armonioso verseggiare della vita.
      Bravissima!
      Con affetto.
      Giuseppina

      • scrive:

        @Giuseppina Mira,

        Grazie del commento, sono onorata.
        La passerò a trovare nel suo sito
        con molto piacere.
        é un’occasione unica poter dar forma
        scrivendo versi
        per una Poesia che si vive,
        venerare il Bello che la vita può offrire
        coglierlo
        con il Bene che ne resta
        oltre le realtà tangibili
        e vivibili insieme all’altro…
        Siamo essere-per-gli-altri,
        questo è Amore..
        E in questo superamento delle nostre barriere,
        in questa perdita d’io,
        in questo sconfinato mondo di emozioni
        e canti
        siamo traghettati
        per canali poetici.
        Colgo l’occasione per ringraziare
        il mio Bolero,
        per lui
        iniziata ad un nuovo
        mondo con
        occhi e cuore nuovi,
        capaci di ogni lode.

        Buon proseguimento di serata,
        A presto

        Sabatina

    • scrive:

      @Sabatina,
      Bravissima Sabatina, i tuoi versi densi aprono il cuore, donano respiro; e il mio stupore, la mia ammirazione cresce ulteriormente dopo aver letto anche il commento che hai lasciato in risposta a Giuseppina Mira.
      Grazie
      Francesco

      • scrive:

        @francesco Ballero, condivido l’apprezzamento per i versi, e ancor più le parole, di questa Autrice. Felice di leggerla nuovamente in queste pagine.

    • sergio doretti scrive:

      @Sabatina,

      Grazie Sabatina di averci regalato questa tua bella poesia,
      Da quanto hai scritto non si può non rilevare che l’amore è grande, infinito e meraviglioso.
      aff.mi saluti
      sergio

  63. scrive:

    Una Nuvola bianca

    Fogli sgualciti
    d’un libro letto e riletto,
    storia di una nuvola grigia
    senza gioia e senza tempo,
    sospinta dal vento.

    Tu,
    mare infinito,
    cielo terso,
    casa e obbiettivo,
    sole e speranza,
    nuvola bianca,
    nel giardino della memoria!

    Quest’amore testardo,
    in silenzio lacrime e pioggia,
    capelli neri e poi argento,
    tu sempre sole e speranza
    io,
    nuvola grigia
    sospinta dal vento.

    In ogni uomo
    Le storie vere
    d’un libro sgualcito,
    letto e riletto!

    Vincent

    • scrive:

      @vincent,
      La poesia è stupenda, ma mi sgorga spontaneo un “sursum corda”. Nuvole grige siamo tutti, ma tutti siamo anche cielo terso. Del libro letto e riletto forse è sfuggita qualche riga!
      A parte ciò, tutto si inserisce perfettamente nell’effetto poetico cercato e voluto.
      Grazie
      Francesco

      • scrive:

        @francesco Ballero,
        grazie per il commemto e per darmi l’opportunità di replicare.
        Ho pefettamente coscienza che tutti siamo nuvole grigie ma anche cielo terso. Pirandello insegna.
        “io nuvola grigia sospinta dal vento” vuole indicare la tristezza di un uomo che avendo perso il suo amore e le sue certezze, viene sospinto dove più aggrada al vento della vita, custodendo gelosamente il suo sentimento negli anni che passano inesorabili ma nello stesso tempo coltivando la speranza di ritrovarsi un giorno chissà quando e chissà dove “tu sole e speranza”.
        Ti ringrazio Francesco!
        Vincent

  64. Francesco Paolo Percoco scrive:

    L’anima

    Dolce, sinuosa, vaga,
    lieve ondina di grano dorato
    odorosa di rosa gialla
    su cui un alito di vento
    ha posato un’unica goccia di pioggia
    Carezzevole fuga di note,
    vano rifugio dell’Amore,
    Ombra di una candela tremula,
    rifugio del dolore,
    affidabile
    nascondimento
    nella quiete della gioia.
    Voce senza voce,
    sapore profondo
    del silenzio attento.

    Francesco Paolo Percoco

    • Robert scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,

      versi molto evocativi, di grande fascino. Mi sono dondolato nella loro lettura. Complimenti Francesco.

      Robert

    • marisa scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,
      L’anima che a parlarne sembra minuscola, ma invece…
      …rifugio di tutti i nostri segreti, dolori e amori.
      Nei tuoi versi la sua immensità.
      Un caro saluto

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco, sono d’accordo con Robert, quando scrive che questi tuoi versi sono evocativi. E’ un piacere cullarsi nella loro lettura.

      Nicla Morletti

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,
      Caro Francessco una bellissima descrizione dell’anima. Un contenitore di vibrazioni, emozioni, amore.

      Complimenti

      Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,
      l’anima… si direbbe: questa sconosciuta! i poeti sanno bene, invece, dov’è e com’è e quanto valore abbia..
      Così delicato il descriverne “lieve ondina di grano dorato
      odorosa di rosa gialla”.. così forte che lei sola è “Voce senza voce, sapore profondo del silenzio attento.”
      Bellissima! Grazie e un abbraccio
      Ars

  65. scrive:

    Leggo belle opere e interessanti commenti.
    Auguro a tutti un buon proseguimento del Concorso di Emozioni.
    Un caro saluto e ringraziamento a Robert, per il suo grande impegno e lavoro e per ospitarci in questo meraviglioso salotto di poesia e d’amore che è il Blog di Manuale di Mari. Un applauso a Robert!

    Un saluto a tutti.

    Nicla Morletti

    • Franca scrive:

      @nicla morletti,

      Cara Nicla,
      attendo
      con pazienza
      essenze profumate
      di pensieri dischiusi
      dentro vergini corolle
      colorate.

      Attendo
      la scintilla divina
      di cui noi
      “creatori di emozioni”
      siamo portatori anche nel buio… increduli della sua esistenza,
      ma essa tuttavia si riflette dentro il calore della candela…
      e ci induce ad agire in seno all’opera d’amore
      che noi chiamiamo

      CREAZIONE.

      Cordialità FF

    • scrive:

      @nicla morletti,

      Un grande applauso a Robert e a te, Nicla, per questo bellissimo stare insieme e fare poesia. Grazie al Concorso di emozioni vedo che nascono nuove poesie, e questo é meraviglioso. Leggere versi sull’amore genera nuovi versi, così come l’amore genera altro amore. Un abbraccio a tutti e due, Lenio.

    • scrive:

      @nicla morletti,
      Cara Nicla mi unisco a Lei nel’augurare un buon proseguimento
      del Concorso Emozioni, nel salutare e ringraziare Robert per averci ospitati nel Bistrot dell’amore.
      Grazie per questa e tante altre opportunità.

      Con affetto! Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @nicla morletti,
      Gent. ma Sig. ra Nicla,
      è tutto molto bello e inebriante in questa crociera letteraria, ma lo dico a me a Lei e a tutti i miei compagni di viaggio; stiamo attenti a non perdere di vista la realtà reale, quella che brilla oltre i tasti del PC sui quali ‘postiamo’ (più lo scrivo più mi sembra brutto a leggersi) i nostri compitini scritti. Questo mi sembra uno dei rischi di tutti i letterati, di ‘bloccarsi’ in una rassicurante condizione di compiacimento autoencomiastico.
      E allora mi piace ricordare a me stesso i versi di F. De Gregori: ‘i poeti che strane creature, ogni volta che parlano è una truffa’.
      Mi rendo conto di essere stato noioso , quindi mi accomiato augurando a tutti ogni bene. Mario Prontera

      • scrive:

        @Mario Prontera,
        la realtà è sempre là fuori ad attenderci. Non possiamo dimenticarla. E’ essa stessa a riprenderci, a catturarci. Viviamo nella realtà e nostro è il quotidiano. Realtà è anche scrivere versi d’amore e di vita e cantare la speranza, affinché essa non venga mai meno, come fa anche lei quando scrive poesie così belle. Bella anche la sua definizione: “Crociera letteraria”

        Cordiali saluti

        Nicla Morletti

      • scrive:

        @Mario Prontera,

        Scusami se ti rispondo ma non concordo con te quando parli di compitini scritti. La realtà là fuori é quella che é perché si preferisce uccidere, truffare la gente, pensare a sé stessi anziché dare voce al proprio cuore, alla propria voce interiore. Forse é meglio navigare su certi siti internet, o guardare il grande fratello o l’isola dei famosi? Fare poesia é una cosa seria, accende alla solidarietà, alla speranza, purtroppo c’é poco interesse al giorno d’oggi a farla conoscere. Per fortuna ci sono questi paradisi di poesia dove ci si può incontrare, dove ci si può scambiare le nostre idee. Certo non tutte le poesie sono dei capolavori, e molte trattano problemi troppo personali. Ma la vita, la realtà é dentro al nostro cuore, credimi, é dentro noi stessi che dobbiamo trovare la forza per cambiare il mondo esterno. Continuiamo quindi a scrivere poesie, sforzandoci di trattare l’amore anche in tutte le sue manifestazioni di solidarietà umana e non solo quello, sia pur bellissimo, tra un lui e una lei. Mi pare comunque che sul manuale ho già letto bellissime poesie in questo senso, e anche bei racconti. Ecco, facciamo leggere le nostre migliori poesie e i nostri più bei racconti (compitini) agli studenti di oggi al posto di quello che gli somministriamo ogni giorno alla televisione e vedrai che il mondo esterno migliorerà. Spero che tu non mi serbi rancore per questa replica forse troppo appassionata ma io credo veramente in quello che faccio e all’importanza dei miei messaggi. A risentirci, in tutta cordialità Lenio.

        • scrive:

          @lenio vallati,
          Carissimo Lenio,
          non solo non ti serbo rancore ma le tue considerazioni mi danno l’opportunità di esplicitare meglio alcuni miei pensieri in libertà. Non metto in dubbio che ‘fare poesia è una cosa seria’ e sono con te quando dici che bisognerebbe far leggere le poesie migliori e i nostri bei racconti agli studenti, semmai volevo comunicare un certo distacco esistenziale tra il mondo della poesia e dei poeti e il mondo molto più vasto e complesso che ci circonda.
          Allora il problema si connota sotto un profilo formale e un profilo sostanziale.
          Sotto il profilo formale mi chiedo e ti chiedo: quante delle poesie più ‘belle’ oggi in circolazione, sottoposte a un uditorio formato da studenti ma anche da operai, lavoratori, impiegati, disoccupati, politici, furbacchioni, super manager,barboni, evasori fiscali riuscirebbero a coinvolgere emeotivamente tutta questa gente? Personalmente ritengo solo una sparuta minoranza. E sai perchè? Perchè lo stile troppo spesso è da ‘addetti ai lavori’ o per ‘addetti ai lavori’.
          Quanto alla questione sostanziale il mio timore è che chi scrive poesie o racconti, il letterato insomma e quindi mi viene da auspicare l’intellettuale di ‘vaga, illuministica memoria’ ritiene spesso esaurito il suo compito nel momento in cui ‘ha confezionato e consegnato il suo compitino’ e così si crogiola nel suo ‘piccolo paradiso’ di poesia. Personalmente sono più interessato ai ‘paradisi fiscali’ nel senso che mi piacerebbe vederli andare una volta per tutte al rogo con tutte le loro anime beate e invece al rogo su questa terra ci vanno milioni e milioni di persone che muoiono di fame e di sete ogni giorno tra la scarsa partecipazione di tutti.
          A questo punto, assillato dal dubbio di non essere riuscito a chiarire compiutamente il mio pensiero, mi consolo all’idea che da verseggiatore elementare quale sono non potevo fare di meglio e scusandomi della prolissità e concitazione dei miei ragionamenti ti saluto con sincera simpatia e mi riprometto di ritornare sull’argomento.
          Mario Prontera

        • federica scrive:

          @lenio vallati, approfitto rafforzare il tuo pensiero in replica al signor Mario Prontera…E’ forte definire compitini ed e’ pessimistico pensare che la poesia sia un’arte di nicchia, per pochi eletti…Il grande Emilio Vedova, pittore dell’informale..Diceva che anche se la critica di fronte ad un sua installazione fosse semplicemente l’espressione: bella, brutta, la capisco, mi inquieta…Comunque in quel momento passa qualcosa….Lo stesso e’ la poesia dove noi diamo valore assoluto ed esclusivo a ciascuna parola…chi ci legge, interpreta, personalizza….comunque rimane qualcosa…e cio’ e’ buono, e’ un messaggio, e’ un’emozione…Non e’ violenza, non e’ maleducazione ne’ imposizione. E’ il gusto del bello…Dello scrivere…E come possiamo vedere sul blog appassiona molti! Ciao con stima federica

      • scrive:

        @Mario Prontera,

        non so da dove venga l’idea che il poetare precluda tutta una serie di attività più solide ed efficaci – forse -, sicuramente più pratiche. Non siamo mica qui a fare compitini, credimi! E’ un tentativo di condivisione d’anima ed è bello. E deve esserlo davvero se dopo cinque anni si è ancora qui nel Concorso di Emozioni a tentare di fare questo. Ho conosciuto persone davvero splendide, nell’animo caro Mario. Autocelebrativi? forse un pò si pecca di narcisismo.. ma per quello ognuno ha il suo bravo blog o la sua ultima pubblicazione da esibire. Qui non credo si esibisca e scusa se insisto, c’è un mese di pensieri e poesie da condividere. Non vi sono premi che possano eguagliare il piacere di stare in mezzo a tutti questi poeti/scrittori affermati e non, per il solo gusto di condividere.
        Mi sono un pò infervorata :), ma sono così affezionata a queste pagine che non posso farne a meno..
        D’altra parte anche queste dissertazioni fanno bene, no?
        Ars

        • scrive:

          @Arsomnia,
          Carissima Arsomnia (e vale anche per Federica),
          mi piacciono i tipi come te che si infervorano, i tipi passionali insomma e mi piace discutere sempre con tutti.
          … ” e mescolando pochi tipi di fiore,
          doso daltonicamente i colori
          e ogni tanto l’effetto non è male;
          male semmai è che i fiori sfioriscono
          e le parole più belle non hanno un corpo”!
          Così scrivevo a me stesso di me come verseggiatore il 26 gennaio 2006 . Sicuramente avevo ben presenti alcuni vecchi proverbi come “Tra il dire e il fare ci stà di mezzo il mare”; “L’albero si vede dai frutti”:” Non è l’abito che fà il monaco”; “Predica bene e razzola male”!
          Tutto molto bello in questo portale, ma a me non basta scribacchiare dei versi carini (qualcuno dice addirittura che sono belli anche molto) per sentirmi in un “paradiso” di qualcosa che in ogni caso incide poco e niente sulla realtà reale e sociale.
          Poi magari potremmo tentare di farlo con la fotografia che mi pare faccia parte dei tuoi interessi e nella quale davvero sono molto bravo e qui non ho timore di apparire presuntuoso.
          Con simpatia sincera Mario Prontera
          P.S. parlando di ‘compitini’ non volevo offendere nessuno, ma davvero per me sono stati tali rispetto a quando dovevo svolgerli tra i banchi di scuola, insomma intendevo ironizzare solo sulla mia persona.
          Cose piccole e belle a tutti i miei simpatici compagni di crociera.

        • scrive:

          @Arsomnia,
          trovo pregevole questo disquisire tra poeti intorno ad ciò che mi sembra essere un tema anticipato da Benedetto Croce nell’eterno dilemmma sulla natura dell’arte.
          Si percepisce, tra le righe di questo portale, quasi l’appassionato clima di un platonico simposio.
          A noi lettori non resta che stare in ascolto, che cogliere (crecare) la poesia che da tanta “poetica” dovrebbe scaturire (“effondere”). Ne dovremmo uscire ( date le premesse teoriche e programmatiche che animano i vostri scambi) ubriachi delle emozioni che la parola sa regalare, se plasmata ad arte dalle muse (perdonerai la personale nomenclatura e classificazione metaforica): sensibilità, genio, retorica e grammatica.
          Ed è proprio qui che qualcosa non funziona, che il dubbio interrompe l’ascolto, frena la partecipazione, somministra un amaro sentore di disorientamento a contaminare la fiducia con cui io lettrice mi rivolgo a questi scritti: ma siamo proprio sicuri di poterci definire “poeti\scrittori affermati e non”, di poter parlare con tanta passione dell’ “essere poeti” quando nella tua risposta a congiunzione segue virgola e “po'” è reiteratamente scritto con l’accento (povero apostrofo, cos’avrà mai fatto?)… Mi interrogherei allora su questioni di base, sulle premesse elementari dello scrivere. Cosa e come scrivere è una questione successiva. Mi sembra, infatti, che grammatica e sintassi, per chi si definisce “letterato”, non possano essere orpelli opzionali.
          Auguro a tutti buon lavoro.
          Con fiducia,
          Gramma

        • Robert scrive:

          @Arsomnia,

          non condivido né nel tenore né nel merito l’intervento pubblicato in questa occasione da Mario Prontera o chi per lui. Si tratta, in modo evidente, dell’intervento di una persona che abitualmente non visita o legge queste pagine e che dimostra di non conoscere affatto lo spirito del Concorso di Emozioni, che coinvolge ogni anno così tanti autori, poeti, scrittori, blogger ed anche semplici lettori ed amanti della scrittura e in cui, proprio come in una crociera, contanto di più il sole, il mare, la luce della poesia e dell’amore. Per questo mi sembra davvero fuori luogo mettersi in cattedra e rilevare aspetti che, durante questa traversata, davvero contano meno del sole, del mare e della luce della poesia e dell’amore.

    • marisan scrive:

      @nicla morletti,
      Cara Nicla,ho notato che alcuni miei componimenti non sono stati accettati.
      Spero di avere una risposta,semplicemente per capire dove ho sbagliato.
      Con affetto
      marisan

      • Robert scrive:

        @marisan,

        si possono postare solo cinque opere per autore. Alcuni testi possono non essere stati approvati perché non erano collegati all’argomento dell’Iniziativa in corso.

    • sergio doretti scrive:

      @nicla morletti

      Grazie Nicla,
      è un fattore positivo perchè l’interesse venga rivolto verso l’amore.
      Amore è romanticismo, passione ma soprattutto è una forma positiva contro ogni forma di odio e di violenza.
      La vita è stata creata per l’amore e non per le guerre.
      aff.mi saluti.
      sergio.

  66. Beatrice Bausi Busi scrive:

    PROSEGUO nel dire grazie, a chi sta seguendo il mio propormi sul “Manuale”. E cioè la cara NICLA che apprezza il “contatto di stoffa e d’ago” e l’atmosfera che si crea nella mia Sartoria, Anna Laura che vi vede “ricami argentati, di mani che intrecciano fili di sentimenti complici e veri”, e Marinella (nonnamery) che concorda col mio profondo sentire dell’amicizia come dono, “donare senza nulla chiedere”.
    Con tanto affetto , rispondo all’amico Lenio che chiede a quali differenze – esistenti tra noi – in particolare mi riferisco. Tra noi le differenze, come dice a volte negli incontri di lettura Lia Bronzi, che ci conosce molto bene oltre che come scrittori/poeti anche come persone, sono solo il concepire in modo più o meno pragmatico o religioso la vita; altre differenze, francamente non ne vedo. Amiamo il mondo, la vita, la gente, e ne promuoviamo il rispetto in ogni fascia d’età. Consideriamo un dono speciale le persone che abbiamo a fianco; gli affetti per noi, così come l’amicizia, sono valori sacri, e lo è pure lottare per i deboli, per chi non ha nessuno che prende le sue parti, quelli che non hanno voce in capitolo.
    Abbraccio con tutta la SINTONIA dei nostri vissuti …e oltre… dandole il più caldo “Benvenuto!” nel MANUALE la dolce Manuela Pana, della quale apprezzo infinitamente la modestia a la schiettezza. Grazie anche a te cara, della tua bellissima visione della Sartoria!
    Un abbraccio pieno di calore vi giunga, amici di sentire e di vibrare! Ricambio a tutti, in queste giornate piovigginose e tristi, la sincera partecipazione che sento dimostrare gli uni per gli altri e spero presto si risolvano gl’impicci, per adesso ancora perduranti, che mi stanno facendo partecipare meno di quello che vorrei, soprattutto nel poter commentare le opere altrui. Ma non potevo esimermi dal porgervi almeno questi battiti riconoscenti del cuore!
    Buon proseguimento a tutti, maltempo atmosferico a parte, nel “VELEGGIARE” sugl’immensi Oceani delle Anime e della Poesia. Beatrice.

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      un caro e affettuoso saluto. E’ bello ritrovarsi qui a respirare l’infinito “veleggiando sugli immensi oceani delle anime e della poesia”, come tu giustamente e poeticamente scrivi.

      Nicla morletti

      • beatrice bausi busi scrive:

        @nicla morletti,
        Grazie Nicla del tuo apprezzamento e dei tuoi saluti affettuosi. Amo “respirare l’infinito” assieme a coloro che ne traggono nutrimento vitale e – Grazie a Dio! – siamo in tanti! Buonanotte da BBB

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,

      Carissima Beatrice, ti ringrazio per il tuo chiarimento. Io penso che, come quel detto ‘Il fine giustifica i mezzi’, così penso si possa dire che ci sono infinite strade attraverso le quali si può amare. Ognuna di queste é bella se ci permette di donare noi stessi agli altri. Io sono molto più come dire, realista, razionale di te, eppure vedo, come te, nel sogno l’astronave che ci permette di percorrere indenni la nostra vita. Continuiamo a sentirci su questo bellissimo prato fiorito che é il manuale, e a confrontarci con le nostre differenze, considerando che sono proprio le diversità e non le uguaglianze ad arricchire il mondo in cui viviamo. Un abbraccio, Lenio.

    • roberto canini scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Non ho mai amato nemmeno in gioventù la velocità su nessun terreno si svolgesse..leggendo il finale ho scorto una parola che invece adoro, “veleggiare” e su questa proseguirò ancora; affrontando e risolvendo ogni pericolo si pari innanzi al mio cammino più certo di prima perchè ho trovato un “libro” questo di Manuale di Mari( Robert ) che ringrazio, dove esprimere
      le mie impressioni di vita.
      Grazie a tutti voi
      Roberto

    • scrive:

      @Beatrice Bausi Busi,
      Cara mia Bea,potrei ringraziarti poeticando con delle belle parole,ma, a volte le parole vanno e vengono,non sempre riescono ad esprimere il vero sentito,e spesso usiamo parole di circostanza…preferisco mandarti un abbraccio forte e sincero,essenza di mille parole…
      Con affetto Manu

  67. LUCIANA scrive:

    Un saluto a tutti gli autori e alla cara Redazione. Vi propongo un testo in prosa nella tradizione più classica e sofferta dell’amore, forse un po’ sdolcinata, ma vi assicuro non meno realista, per tante donne, di quello che potrebbe sembrare.

    COME IN UN ROMANZO

    “Ma che ti sei messa in testa, da un po’ di tempo? Non sei più una ragazzina, vestiti in maniera adeguata alla tua età” l’aveva rimproverata Mauro. Le era calato il sorriso, in quel giorno di attesa di brevi momenti di felicità. La derubava di ogni gioia, la faceva vergognare perfino di provare emozioni. Un oggetto non palpita. E, allora, lei surrogava nella mente lo squallore della realtà. Là dentro, Mauro non poteva raggiungerla, mentre lei si scioglieva nell’attesa di Piero e la ingannava leggendo romanzi d’amore americani, quelli che per anni aveva snobbato e deriso. Si sentiva come le protagoniste, si immedesimava nelle loro tragedie personali, nei tradimenti e nei palpiti dei loro cuori. Ormai Lea pensava come Sheila, Annie, Wanda, Barbara, Danielle. Peccato che il suo nome fosse così italiano, così poco romantico per affiancarlo a quello delle altre di cui indossava vite da idillio. Piero era il terzo incomodo, quello del triangolo proibito, ma anche la sua fantasia segreta. Ecco, ora parlava citando i titoli, come le ragazzine in cerca dell’amore.
    All’inizio lo aveva aspettato mesi prima di rivederlo. Era solo un’idea che nutriva e ingrandiva con le letture. Poi una voce, con cui flirtare al telefono, in maniera poco arrischiata, infine una presenza sempre più costante in libreria. Piero era quasi coetaneo, ma non aveva fatto la sciocchezza di sposarsi a diciotto anni come lei che ora aveva già un figlio adolescente.
    “Aspettavo te, sapevo che saresti arrivata” le diceva con il suo buonumore che tendeva a sdrammatizzare tutto. L’aveva pregata di lasciare Mauro e seguirlo con Giovannino a Roma, Milano o Torino, dove voleva. L’aveva quasi convinta, ma lei non aveva avuto il coraggio di dirlo a Mauro. Temeva lui, sua madre, sua cognata, perché sapeva quanto fosse tagliente anche il giudizio delle donne se condizionato dalla logica dell’uomo padrone.

    Non aveva avuto il coraggio di andarsene. Era ripiombata nell’amarezza insoddisfatta di tutti i giorni e nel silenzio.
    Tra le mani il foglietto continuava ad accartocciarsi, torturato ad ogni pensiero, ad ogni rimorso. Era una pallottola crespa. Lo riaprì per rileggere quelle righe di commiato, struggenti promesse d’amore. Parole appena leggibili, distorte dal dilatarsi dell’inchiostro bagnato dalle lacrime. Le sue di allora.
    Amore mio,
    non ho più parole né speranza di convincerti a seguirmi. So che non lo farai, per mille motivi che non condivido ma rispetto. Sarei disposto a perderti se di fronte avessi un rivale torturato dal mio stesso amore e che, vinta la sfida, sapesse degnarti delle attenzioni che meriti, mio fiore di un giorno. Ma, sappi, e te lo giuro, sarò qui ad aspettarti per dieci, venti, mille anni. Quanti ne vorrai, prima di tornare a fiorire per sempre solo per me.
    Tuo Piero
    Parole di innamorati, si diceva. Erano passati venti anni. Lei e Mauro erano ancora insieme. Tra di loro un nulla fitto di rabbia e di ostilità. Dentro di lei un’atarassia apparente, pronta ad esplodere in caos vendicativo. Mauro era sempre più chiuso, scuro e ostile come il suo nome. Lo aveva letto da qualche parte. Mauro significava marrone, il nome giusto per un uomo abituato a trattare la dura terra, a crogiolarsi nel silenzio.
    Un rivolo le solcò la guancia destra. Un altro quella sinistra. Una goccia cadde sulla mano e rimbalzò sul foglio. Poi, dopo anni che non piangeva più, le lacrime cominciarono a sgorgarle copiose, a fiotti. Di nuovo bagnarono il foglio, lo inondarono, come avviene con i temporali d’estate, violenti, devastanti dopo prolungata siccità.
    Piangeva per i trent’anni con Mauro. Piangeva per i venti anni senza Piero. Piangeva per la delusione di una vita spesa male.
    Finché quel biglietto divenne fradicio, quelle lettere che si storcevano di fronte al rifiuto ostinato, di fronte ad una fedeltà immeritata che Lea si portava addosso come un destino, iniziò a spappolarsi. Rimasero due lembi staccati, che combaciavano appena, come le loro due anime distanti. Su uno dei due era rimasto ancora impresso un post-scriptum con un numero di telefono. Vide immagini confuse, Giovannino che era ormai un uomo, con la sua bella famiglia e la moglie Gina che l’adorava. Mauro, nodoso come un tronco d’ulivo secolare, che vegetava. Piero, seducente e virile come nelle pubblicità degli anni ’80. Vide, poi, una fanciulla bionda che sognava l’amore e la libertà. La vide invecchiare, d’un tratto, i capelli come cenere, il sorriso riassorbito in labbra serrate, sempre più sottili, dalle quali stentavano a venire fuori parole. La vide naufragare in un mare di false aspettative, sola, rassegnata a non chiedere aiuto. Temette di vederla sparire dentro quella tavola d’olio, senza la corrente che almeno la trasportasse altrove, verso il sogno.
    Piero le aveva scritto che l’avrebbe aspettata tutto il tempo che voleva. Non poteva più procrastinare. Mauro non sarebbe mai cambiato e, dopotutto, lei non l’amava più. Ora si sentiva pronta a nuotare controcorrente. Di fronte l’isola dei sogni, dietro le sabbie mobili che la stavano ingoiando. Si appigliava a quel foglietto con tutte le forze, incurante delle ferite che le procurava. Era decisa a cambiare vita, perché era ancora giovane e meritava di vivere.
    Digitò il numero di telefono. Avrebbe tentato, in ogni modo, di rintracciare Piero. Chissà. Magari.

    Un caro saluto
    Lucia Sallustio

    • scrive:

      @LUCIANA,

      A volte è così difficile sorvolare sul naturale e ciclico evolversi della vita,che provvida di eventi, di bivi e di conflitti,cerchia marchiando il cuore come fanno gi anni coi tronchi. Poi sta a noi ,se vivere un’amore ascoltando l’indole,l’istinto e il cuore.
      Ricordando che gli anni passano e gli amori sfuggono.

      Complimenti bel racconto.

      Un saluto.

      Anna Laura

      • LUCIANA scrive:

        @Anna Laura Cittadino,
        grazie per il commento. Ritrovo parole che spesso ricorrono nei miei racconti, come “bivi” che impongono scelte anche se dolorose, prima che la vita decida per noi.
        Un caro saluto
        Lucia Sallustio

    • Andrea scrive:

      @LUCIANA,

      non so se, in tempi così brevi, sei riuscita a scrivere questa storia per l’occasione. E’ come tutti i tuoi racconti avvincente ed eccellente in quanto a stile. Possono un sogno ed un biglietto stracciato attendere tanti anni ? Viene da chiedersi se è una delle tante vicende che qualcuno racconta, ma non è necessario saperlo. E non sarà cambiato il numero di telefono ? Sarà vero che Piero la attende ancora ? Chissà : perfetto il finale.
      Ti ringrazio anche per l’interpretazione della mia poesia: quello che dici è certamente vero, poi come sai è mia impressione che in poesia i lettori colgano il significato talvolta più degli scrittori.

      arrivederci a Pontina, Andrea

      • LUCIANA scrive:

        @Andrea,
        i numeri di telefono cambiano solo nella realtà e si smarriscono le cose che si vuole smarrire. Certo che la scrittura si appiglia alla realtà ma verosimilmente. Teniamo questo dono del fantasticare, della “fiction” come gli inglesi chiamano il romanzo, tutto per noi. Sono certa, poi, che Lea incontrerà il suo amore, perché lo sta inseguendo.
        Grazie per i tuoi apprezzamenti sinceri, aiutano a vedere con gli occhi della realtà laddove quelli della fantasia si potrebbero smarrire.
        Lucia Sallustio

    • scrive:

      @LUCIANA,
      Cara Luciana,
      ho letto con molto piacere questo racconto.
      E’ uno spiraglio di luce che filtra attraverso la porta del cuore mai chiusa.
      E’ il desiderio di andare oltre il grigio che svilisce l’anima, privandola delle emozioni.
      E’ la voglia di riprendersi la propria vita, decidendone il cammino.
      Molto bello!
      Un saluto affettuoso Alifarfalla

      • LUCIANA scrive:

        @alifarfalla,
        un commento poetico e gratificante il tuo, delicato come le tue composizioni.
        Con affetto e con la speranza che Robert e Nicla organizzino prima o poi un incontro tra noi autori, fuori concorso come questo appuntamento di Emozioni che ogni anno saluta la primavera e la poesia e che tutti noi attendiamo con grande gioia.
        Lucia Sallustio

    • scrive:

      @LUCIANA,
      molte storie simili sono custodite gelosamente nel silenzio. Ci si immerge in un mare stagnante dove, per scelte sbagliate, simulazioni e inganni permettono di galleggiare e di tenere fuori la testa per guardare il cielo e nuotare verso l’orizzonte.
      Molto delicato il contenuto e lo stile. Complimenti.
      Vincent.

      • LUCIANA scrive:

        @vincent,
        hai colto perfettamente il pathos della mia storia. Una vita tra tante, come tante, con delusioni, aspettative, rassegnata pazienza e poi, raramente ma avviene, un nuovo guizzo di vita prima che sia troppo tardi, una rivalsa che porterà al riscatto o alla eterna dannazione “dannata tra i dannati”.
        Grazie per il commento
        Lucia Sallustio

    • scrive:

      @LUCIANA,
      Cara Luciana,
      il tuo avvincente racconto sembra proprio l’inizio di un bel romanzo: aspettative disattese, la tentazione di lasciarsi travolgere dal vento di forti sentimenti come antidoto al senso di precarietà dell’esistenza, quel che resta del giorno in quel numero di telefono. Un finale aperto. Sei bravissima, complimenti.
      Con affetto

      Daniela

      • LUCIANA scrive:

        @Daniela Quieti,
        inutile dire che siamo in sintonia. Il tuo commento legge non solo nel mio scritto ma a fondo nel mio cuore. Grazie per le parole di lode. In quanto al finale, adoro il finale aperto o quello a sorpresa. Il lettore viene chiamato in causa a completare la storia a modo suo e lo scrittore, nel mentre, pensa già a nuovi sviluppi della sua storia, ad intrecciarla con altre in un gioco di rimandi molto simile a quello della vita stessa.
        Un abbraccio
        Lucia Sallustio

    • scrive:

      @LUCIANA,

      Cara Lucia, penso davvero che non é molto facile seguire la strada del cuore. La famiglia, i doveri, ci impediscono di digitare quel numero di telefono della persona che segretamente amiamo e che da sempre ci sta aspettando. Abbiamo paura di ferire la persona che ci sta accanto e che magari, a modo suo, ci ama. E così rimandiamo, giorno dopo giorno, l’appuntamento col cuore. Racconto bellissimo e attuale, il tuo, perché é proprio del mondo di oggi l’atteggiamento della donna che non accetta più di essere considerata soltanto un oggetto ma vuole essere semplicemente. amata. I miei complimenti, Lenio.

    • scrive:

      @LUCIANA,
      Cara Luciana ho letto il tuo racconto, magistralmente scritto. La protagonista si è trovata a un bivio chiamato scelta. Perciò si è ritrovata senza amore e con un numero telefonico in un biglietto sgalcito. Complimenti vivissimi!

      marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @LUCIANA,
      Cara Luciana,
      come ai miei tempi,il ‘mio voto’ è 9 per la forma,cioè lo stile, e 9 per il contenuto,ossia la tematica del tua racconto,bello per me perchè solleva un grosso problema esistenziale.
      Ciao Mario Prontera

    • scrive:

      @LUCIANA, mi è piaciuto davvero molto il tuo racconto. E’ un po’ triste come la vita spesso ci porti a scelte dolorose che finiscono per amareggiarci l’esistenza. Però c’è sempre una via d’uscita ed è bello che la protagonista, anche dopo anni, abbia trovato il coraggio di osare.

    • scrive:

      @LUCIANA, Bellissimo e alquanto vero il tuo racconto.Pagina di vera vita, storia fra mille storie purtroppo cosi’ dolorosamente vere.Amori sofferti e sacrificati,scelte difficili al bivio fra cuore e mente,nella continua ricerca della felicita’.
      Mi e’ piaciuto molto, davvero.

      • LUCIANA scrive:

        @Manuela pana,
        ringrazio te, Luna70, Mario e Marinella per i deliziosi apprezzamenti al mio racconto. E’ vero, c’é tristezza e verità, ma anche un’apertura finale alla vita vissuta in una maniera più appagante quando tutti i doveri di una donna sono assolti.
        Un abbraccio
        Lucia Sallustio

  68. sergio doretti scrive:

    NON SO PARLAR DI AMORE.

    In questo ultimo periodo come autore ho notato che da parte mia vi è una costante ricerca dell’amore soprattutto in senso letterario partendo però dalla vita vissuta.
    Ovviamente la scrittura e quindi il diario della vita vengono prima di essere tradotti su un foglio scritto, devono passare necessariamente dal “taccuino” del mio cuore. Ho notato però che il taccuino recente è completamenter vuoto, memtre è zeppo di messaggi il vecchio taccuino.
    Questo lo si nota anche dai miei recenti scritti sul blog “manualedimari” relativi all’amore, che privilegiano, in prosa o in poesia, il tempo vissuto.
    Quindi, per la problematica attuale, non so parlar d’amore.
    E allora?
    Ma su questo importante “manuale” i temi riguardanti la vita sono tanti.
    Non riguardano soltanto l’amore.
    Forse riuscirò a scrivere qualcosa. Speriamo.

    Non riesco, però, a parlare e a scrivere d’amore, non senza eventualmente ritornare al passato.
    Ma forse c’è sempre un tempo per ogni cosa e questo è il tempo del virtualismo.
    Questa “allegoria” di una Principessa che arriva dalla Luna, e che che ha bussato alla porta del mio cuore, mi ha preso l’animo,
    Ma la Luna non è qui a due passi anche se i contatti per arrivarci sono molto facili. Basta “cliccare” un bottoncino ed i contatti di amore sono immediati.
    Per cui vanno a farsi benedire le richieste di incontro, le lettere d’amore, scritte con la penna e il calamaio ed anche per gli appuntamenti non occorre aspettare delle ore sull’angolo della strada: basta il classico bottoncino.
    Con affetto
    sergio

    • scrive:

      @sergio doretti,

      Caro Sergio,
      quante volte devo scavare nel passato per scrivere con il cuore.Parole che dicono di emozioni vere,vissute,assaporate guardandosi negli occhi.
      Non pensare che siamo pochi quelli che devono vivere d’emozioni per poterle trasmettere agli altri…
      Chi ha il coraggio di cercare se stesso e i veri battiti del cuore,diventa figlio delle stelle.
      Io aspetto qui,per leggerti.

      Con affetto sincero (anche se virtuale,però… però, il virtuale siamo noi,dietro un monitor,c’è sempre un cuore che batte.)

      • sergio doretti scrive:

        @Anna Laura Cittadino,

        Carissime,
        Anna Laura e Alifarfalla.
        molti ringraziamenti per i vs. gentili commenti

        Conoscersi attraverso la scrittura su questo blog aiuta a vivere e continuare ad amare sia l’amore perduto che rimane sempre nel cuore sia le amicizie virtuali che aiutano a lottare con la scrittura e qualche volta a confessare “non so parlar d’amore”.

        Con affetto
        sergio

    • scrive:

      @sergio doretti,
      Ciao Sergio,
      l’amore segue a volte le “mode”..ma la sostanza rimane sempre la stessa, quindi sia ripercorrendo i sentieri del passato, sia digitando tasti di un pc, il cuore rimane immutato nel tempo quando ama… stessi battiti, stessa dolcezza, stessa passione.
      Concordo con Anna Laura, scrivi che ti aspettiamo:-)
      Affettuosamnte Alifarfalla

      • sergio doretti scrive:

        Daniela Quieti,

        Grazie Daniela per la tua cortese “precisazione”.
        E’ vero ma l’emozione ha la voce dei ricordi.
        con affetto,

        sergio

    • LUCIANA scrive:

      @sergio doretti,
      proprio tu che ci parli sempre d’amore e risulti così convinto e convincente? E’ uno di quei momenti bui in cui si ha l’impressione di non riuscire,di sentirsi aridi, inadeguati. E allora, a cosa servono la fervida fantasia, la preziosa memoria che annoda instancabile fili tra presente e passato e veglia sul futuro, perché sia bello e provvido e migliore? A cosa servono la sensibilità e la gentilizza del cuore, del poeta, dell’acuto osservatore?
      Aspettiamo subito un’altra storia intensa e carica di significati come sai fare tu. Raccontaci una delle tue fiabe.
      Con affetto e stima
      Lucia Sallustio

      • sergio doretti scrive:

        @LUCIANA,

        Ti ringrazio Luciana del tuo commento che ho molto gradito.
        Sono ricordi lontani che ti prendono il cuore e ti fanno rivivere canzoni bellissime.
        Forse l’emozione ha la voce dell’amore virtuale che cerchiamo di vivere ora mantenendo nel nostro cuore quei ricordi che non ti abbandonano.
        affettuosi saluti
        sergio

    • scrive:

      @sergio doretti,

      Carissimo Sergio, mi viene in mente quella canzone Io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce. Ma io avverto, leggendo quello che scrivi,un’emozione fortissima, per cui ti dico che ne sai parlare eccome! Passato e presente poco importano, il cuore non distingue il prima e il dopo, le cose accadute in gioventù da quelle di oggi. Per il cuore é sempre primavera, quando le emozioni sono vere, autentiche. Continua pure a raccontare,quindi, le tue belle esperienze di vita passate, che sono gemme da raccogliere per i giovani di oggi che non le hanno vissute. Un abbraccio, Lenio.

      • sergio doretti scrive:

        @lenio vallati,

        Grazie Lenio per il tuo commento molto bello . che mi ha fatto sognare.
        Hai ragione: forse il romanticismo della canzone di Celentano è dato dalla musica molto bella che ti prende il cuore e ti fa ritornare lontano nel tempo.

        Però ti assicuro che pensando lontano si affacciano dei ricordi bellissimi legati in particolare alla musica classica ma anche a questa, e ad altre canzoni, che fanno rivivere ricordi bellissimi.
        Quindi l’emozione ha la voce dei ricordi.

        Con affetto,
        sergio

    • scrive:

      @sergio doretti,
      Come fai, proprio tu a dire che non sai parlar d’amore? i tuoi racconti sul passato colmi di fierezza e amore le tue poesie…
      Non hai bisogno di consigli. Anche in questo parlare c’è amore.

      Ti abbraccio con affetto

      Marinella (nonnamery)

      • sergio doretti scrive:

        @Marinell

        Grazie Marinella sei sempre gentile a scoprire delle virtù nascoste di questo tuo principe.
        Forse l’emozione ha la voce dei ricordi. Ricordi anche legati alla canzone di Celentano e di altri autori.
        Con affetto,
        sergio

  69. scrive:

    “Quesito semplice di un argonauta al comandante della nave”
    Ma io, che ho già “postato” i miei cinque inediti in versi, ho ancòra la possibilità di “postare” qualcosa in prosa? Grazie Mario Prontera
    P.S. A proposito del verbo “POSTARE”: mi suona di una cacofonia travolgente, vorrei proprio sapere chi è stato il primo a proporlo, mi auguro proprio che non sia stato un uomo di “lettere”, mi viene da pensare al figlio di “qualche bottegaio”, di qualche ricco mercante di ‘posta elettronica’, che certamente non ha avuto il privilegio di crescere, come il sottoscritto, al tempo dei ‘dettati’ e di “penna, carta e calamaio”! Mi dispiace per lui e sono contento per me, a costo anche di apparire, una volta tanto, piuttosto presuntuoso.
    Cose piccole e belle a tutti Mario Prontera

    • scrive:

      @Mario Prontera,

      se ha già postato cinque opere non può proporne altre direttamente in questa Iniziativa, però può continuare a farlo in modo indiretto, replicando alle opere di altri autori, se vuole, in versi o attraverso brevi prose.

      La parola “postare” è un neologismo nato da “post” che è un messaggio testuale, con funzione di opinione o commento, inviato in uno spazio comune su Internet per essere pubblicato. Come molti termini anche questa parola deriva dall’inglese ed è entrata ormai nel linguaggio corrente del web.

      • Mario Prontera scrive:

        @Redazione,
        Carissimo direttore (o preside o comandante della caravella),grazie dei lumi;del resto,se la memoria non mi inganna,”post” è cronologicamente e storicamente un termine ‘latino’,quindi l’inglese,che va tanto di moda oggi,un po’ a sproposito dal mio punto di vista, “ha bonariamente scopiazzato qua e là” dal nostro latino,anche in quella sua capacità di sintesi concettuale che è una prerogativa insuperabile e insuperata della lingua di Orazio e Virgilio.
        Ora sono sicuro di essermi inimicato un sacco di bella gente,ma mi consola il fatto di avere dalla mia parte la simpaticissima Lucia Luciana,guarda caso “Sallustio”,che continuando a insegnare lingua e letteratura inglese,continuerà,ne sono certo,a fare il tifo per me,non fosse altro per la comune origine territoriale.
        Cari saluti a tutti Mario Prontera

        • scrive:

          @Mario Prontera,

          giusta osservazione la sua. Quasi quanto quella che dopo la virgola o un punto, occorre inserire uno spazio…
          Per favore, diversamente ci costringete a un lungo lavoro di ridigitazione dei testi quando vogliamo diffonderli nel web presentandoli in altri spazi nei nostri Blog e nel Portale.
          Grazie!

          La Redazione.

    • LUCIANA scrive:

      @Mario Prontera,
      più che presuntuosa la tua osservazione circa l’espressione verbale “postare” mi sembra simpatica. Ti confesso che l’ho sentita dire per la prima volta circa due anni fa da una mia amica belga, poetessa iscritta anche a delle community di autori italiani. All’epoca ho sorriso dentro di me, pensando che si trattasse di una cattiva traduzione dal fiammingo, francese o inglese da lei parlati. Solo successivamente, navigando, ho capito che si tratta di un “barbarismo” o calco dall’inglese “post” che avrebbero potuto meglio tradurre con il nostro italiano “inoltrare” o semplicemnte “spedire”. Tutta colpa dei traduttori, soprattutto di quanti si improvvisano tali? Modernità che porta all’innovazione linguistica o semplice errore di traduzione?
      Penso che possa bastare, ma ormai il danno é fatto e, dopo un po’, “postare” fa simpatia come tutti i nuovi arrivati. E tu sai quanto i “bebé” siano simpatici per il mero fatto di esistere.
      Con stima
      Luciana

      • scrive:

        @LUCIANA,
        Cara, “vecchia amica” Lucia Luciana Sallustio, meno male che ci sei tu a darmi coraggio e conforto in questa valle di posta telematica!!! Ma che colpa ho se ai miei tempi, quelli degli amatissimi dettati, ogni parola aveva un preciso significato semantico e dopo un punto o una virgola, lo spazio era a discrezione poetica. A parte gli scherzi, mi scuso di cuore con la redazione per la mia scarsa capacità di adattamento alle regole rigorosissime della posta elettronica, ma prometto sin da ora di applicarmi al massimo della mia diligenza. Cordiali saluti a te e agli impagabili e pazienti redattori di questo Concorso di Emozioni Mario Prontera

  70. scrive:

    Sorda

    Insegnami a non ascoltare
    l’eco del mio passato,
    la voce incatenante delle Sirene
    dei miei ricordi.
    Dimmi e ascolterò
    Come riportare sui binari
    del presente quella mente
    che di te mi descrive
    dettagli di una dolorosa
    piacevolezza.
    Spiega all’anima come
    disprezzare ciò che in testa
    mi tortura, con che cera
    e con che ali sorvolare
    il labirinto, lontano dal fuoco.
    Chiedi ai miei pensieri
    di non ingannare il mio cuore.
    Parla finchè con gli occhi chiusi
    io possa vedere che tu
    non sei più in me.

    • scrive:

      @Teia, complimenti, elegante e profonda. Solo la chiusa è di difficile lettura. E’ un piacere averti conosciuta, qui (ringrazio anche in questo caso la Redazione).

      • scrive:

        @Roberta, grazie per il tuo commento. A volte i miei versi sono un po’ enigmatici, ma cercherò di rendere più chiara la chiusa spiegando qui che parlo di un amore non legittimo. I motivi per cui un amore non abbia il permesso di stare nel nostro cuore sono molteplici e diversi, a seconda delle esperienze. Per quanto provare amore sia sempre un sentimento che si auto-giustifica, in alcuni casi è bene dimenticare…
        Ma io non ci sono ancora riuscita.

    • marisa scrive:

      @Teia,
      Solo la propria forza riesce a lasciare nel cassetto dei ricordi quello che di bello,in un preciso momento della vita sia capitato.
      La mente si sbriciola lentamente e finalmente si dimentica.
      Brava

    • scrive:

      @Teia,

      Magnifico quel chiedere spiegazione, per sopravvivere, dei materiali – “con che cera e con che ali” – necessari per “sorvolare/ il labirinto, lontano dal fuoco“ e quel pregar di riuscire a far sì che il passato o anche solo la sua eco incatenante non siano OBBLIGO, ammaliante ma anche torturante come il canto delle Sirene. E che degli amori trascorsi talvolta si abbia come eco solo il bello ed il bene, anche se quando li vivevamo non era affatto così “la mente/ che di te mi descrive/ dettagli di una dolorosa/ piacevolezza” ? Poesia splendida, che mi sta ancora molto SCAVANDO dentro, mentre m’immedesimo in quel tuo stare ad occhi chiusi fino a che si riesca a non vedere più la presenza-causa di tanto dolore. Beatrice B B

    • Andrea scrive:

      @Teia,
      non so perché qualcosa delle tue parole, nel lessico e nella metrica mi ricorda Khalil Gibran.
      Trovo personalmente molto bella Sorda, ti rivolgi a un lui assente, come distaccarti da lui se a lui ti rivolgi ? Ma la poesia esula dalla ragione e forse questa contraddizione è la sua forza. Qui la capacità emotiva è molto intensa e coinvolge il lettore.
      Assai diversa, anche se conferma le doti di scrittura, trovo: Ha una logica l’amore, dove prevale una visione, se permetti, esplicativa ed educativa.
      i miei saluti, Andrea Masotti

      • scrive:

        @Andrea, @Beatrice, @marisa, grazie infinite per le impronte che mi lasciate qui. I vostri commenti nutrono il mio orgoglio, ahimè, ma soprattutto riescono a darmi quelle conferme necessarie per andare avanti nel mio “progetto”. Quando si parla di commenti costruttivi… Grazie grazie grazie.
        A Marisa, grazie per la speranza che mi lasci.
        A Beatrice, sapere che anche le mie parole riescono a scavare dentro a qualcuno che non sia io mi dà enorme piacere.
        Ad Andrea,… Gibran! L’ho letto in passato e sicuramente ha lasciato dentro di me delle tracce latenti. Onorata di leggere che parli di “doti di scrittura”.

        Alice

  71. marisa scrive:

    AMORE

    Quando penso sia finito tutto
    ecco che ricomincia,
    il tuo grido
    nella mia anima
    che reclama il suo diritto.
    I voli lontani all’aria non lasciano respiro
    volteggiano per ricordare
    quei giorni ancora
    ancora…
    ad infierire sul mio corpo, mente inerme,
    tra i campi dipinti mai veri
    nel silenzio
    che sopporta i suoni
    intonati alla solita nota.
    Non posso ancora
    stare qui
    ad urlare pace
    per una mente vaga e persa.
    Ancora…
    ancora dolore che ferisce
    ancora che distrugge
    ancora che sprofonda…
    nel mondo.
    Ancora sarà…

    • scrive:

      @marisa, anche tu vittima di un amore che non vuole lasciarti l’anima, seppur nella mente tu sappia cosa sia giusto fare.
      Eccezionale il doppio senso, voluto o meno, della parola “ancora” negli ultimi versi, dove si può sentire anche il peso di “àncora” che sprofonda e tiene giù.

      • marisa scrive:

        @Teia,
        Grazie cara,a dir vero ci voleva l’accento all’ultima -àncora-,è stato un errore di battitura.
        L’amore vive nel cuore,quello vecchio o nuovo,bisogna saper solo vivere il bello di tutti i giorni.
        Un caro saluto

  72. roberto canini scrive:

    Correnti d’amore

    Tra spiragli d’azzurro
    unito allo sballottio delle correnti
    c’è il mio pensiero per te
    Nascosto tra le nuvole
    viaggia clandestinamente verso la tua bocca
    Respirami
    e poi lascialo insinuarsi tra le curve
    perchè sfiorandoti
    possa coccolarti portandoti al benessere
    Respirami così
    … ogni qualvolta lo vorrai.

    • marisa scrive:

      @roberto canini,
      Respirarsi,quello che nell’amore vero rimane veramente.
      Respirarsi tra le onde e i baci fugaci.
      Bella composizione
      ciao

      • roberto canini scrive:

        @marisa,
        Grazie Marisa,
        sono contento ti sia piaciuta.
        Sai, comporre non è semplice se non si provano certe emozioni e per me che le sto vivendo, risulta a volte anche troppo facile e per questo devo dire grazie all’amore..grazie ancora.
        Un caro saluto
        Roberto

      • roberto canini scrive:

        @Marinella,
        Il coinvolgimento è fondamentale in un rapporto, diversamente ci sarebbe distacco..lontananza e poi la fine..nell’essere coinvolti ci si rende complici di un futuro tutto da inventare..
        Grazie Marinella.
        Un abbraccio
        Roberto

    • scrive:

      @roberto canini,

      Mi piace molto che il tuo pensiero penetri “tra spiragli d’azzurro/ unito allo sballottio delle correnti”. Quante volte ci sentiamo sballottati, sbattiamo di qua e di là contro pareti a doghe di legno profumato di sale come nelle navi o terribili muraglie di cemento, invalicabili come quelle delle prigioni…. Nel percorso della vita e dell’amore, il quotidiano è sia un fluttuare gentile su acque calde e amorevoli che in fracassarsi continuativo di ossa e sentimenti, a seconda della situazione, della persona che abbiamo di fronte. Amo molto il tuo chiedere all’amata di essere respirato da lei, ma quello che forse mi piace più di tutto è il viaggio clandestino verso la sua bocca “nascosto tra le nuvole”. Bravo, pochi versi ma SAPIENTI e per me IMMAGINIFICI. Beatrice B B

      • roberto canini scrive:

        @Beatrice Bausi Busi,
        Sono lusingato di questo commento, grazie infinite.
        Per i pochi versi è vero, però quando non riesco ad esprimere ciò che vorrei in modo più concreto, mi accontento perchè, come una volta mi fecero notare in una dichiarazione di Oscar Wild ( se non confondo ), dopo la prima ispirazione, il seguito, è lavoro e molte volte questo diventa forzato.
        Ti ringrazio ancora per i complimenti che ho molto apprezzato.
        Un caro saluto
        Roberto

  73. scrive:

    Ha una logica l’amore:
    è padrone per uno schiavo,
    è incostante come la luna
    al cambiar di stagione,
    scandito dalle qualità che seguo
    seminate in più persone.

    E’ un capriccio che si arrabbia
    quando l’impostore mi
    allontana da quelle con dolore.

    Quando la ragione invade
    il suo regno, è un macigno
    e pesante preme sul mio petto
    perché logico è l’amore:
    un monarca assolutista
    non ammette consiglieri.

    Muto, parla con frequenze
    più evidenti di parole,
    ma che nascono nel cuore
    dove spesso la paura
    riesco ad isolare e
    soffocare insieme alla sua voce.

    Ambasciatore di illusoria
    gioia e pena puntuale, mai
    non bussa l’amore.
    Io, impreparata sempre
    a questa logica dell’amore.

    • marisa scrive:

      @Teia,
      L’amore non ha logica,solo il dono del donarsi con semplicità saprà vivere.
      Complimenti al tuo ambasciatore di illusoria gioia e pena..
      Un caro saluto

    • scrive:

      @Teia,
      Carissima Teia, hai posto(qui il verbo postare ci va a pennello) un problema,o meglio,il problema,che non è secondo me,la logica più o meno logica del sentimento d’amore,quanto secondo me,che un amore solo,in genere,non basta a nessuno!!Come dire,troppo semplicisticamente forse,: ma siamo monogami? oppure,neanche tanto velatamente,aspiriamo istintivamente alla ‘poligamia’,ad avere cioè più storie d’amore?Io personalmente non sono ancòra riuscito a darmi una risposta.
      Comunque brava a sollevare una delle questioni del vecchio amore.
      Ciao e cose piccole e belle Mario Prontera

      • scrive:

        @Mario Prontera, @marisa,
        grazie di aver posato i vostri occhi anche sui miei versi.
        Mario, hai colto il problema che sollevo… senza nessun coinvolgimento in materia di tradimenti o cose del genere, nè di religioni, o morali, o culture. Ho davvero il timore che amiamo caratteristiche e qualità di una persona, più che la persona in sè. E questo porterebbe inevitabilmente a poter amare persone diverse, se queste caratteristiche sono seminate in persone diverse.

    • scrive:

      @Teia,
      Cara Teia secondo la mia esperianza l’amore non è logica. Poichè messa in questi termini, non avrebbe senso. L’amore è invece un sentimento con cui ci si deve confrontare, superando tuoni e temporali, gioie e ingiustizie. Se seguirai questa “LOGICA”, capirai che si può invecchiare con un unico amore. E in nome dell’amore che ho per la vita, ti auguro tante cose belle.

      Marinella(nonnamery)

  74. scrive:

    La coccinella

    Siamo in giardino, come due giovani innamorati ad ammirare ciò che madre natura sta offrendo nonostante sia inverno. Qualche pianta mostra già con eleganza il suo nuovo vestito di foglie verdi. Qualche timido fiore s’affaccia e riempie di forme e di colori il grande prato. Con il naso all’insù, io mi diverto a contare il gregge di candide nuvole. Ad un tratto il mio compagno s’avvicina con il pugno socchiuso dalla mano. Quando allunga le braccia per mostrarmi la sorpresa sorride, perché nel mio viso c’è stupore. Con un po’ di timore sbircio tra le fessure delle dita. A guardarla bene, sembra una pietra preziosa di colore rosso arancio e tanti “pois” neri. Vedendomi abbagliata da tanta meraviglia, sovrappone la mano sulla mia, nel tentativo di passarmi il piccolo gioiello. “E’ una coccinella!” esclamo a bassa voce, per paura di farla volare. “Che meraviglia, ti porterà fortuna!” esclamo, mentre mio marito accompagna con il movimento della mano, la danza armoniosa che la deliziosa coccinella omaggia ai nostri sguardi. Il palcoscenico è tutto per lei. Nell’applauso virtuale c’è tutta la gioia di una giornata, baciata da tiepido sole d’inverno. Lungo il vialetto che conduce a casa, Sal cingendomi le spalle, sussurra con voce sensuale “La mia fortuna sei tu!” E quasi per magia la piccola coccinella apre le ali d’organza e spicca il volo, per posarsi sulla frangia di una margherita stupita.

    • scrive:

      @Marinella,

      Carissima Nonnamery, i miei più vivi complimenti per questo racconto permeato di grande delicatezza. La chiusura poi é bellissima, da vera e grande poetessa quale tu sei. Un abbraccio, Lenio.

    • scrive:

      @Marinella,
      Carissima Marinella, detta anche nonnamary, sai che preferisco le cose piccole e belle, proprio come questo tuo racconto semplice, che mette in risalto l’amore per la natura nelle sue sfumature più tenui e tuttavia pregne di significati esistenziali; simpatica la descrizione del compagno, poi marito, poi Sal… poi le cose che rappresenta per te, ma che ti tieni giustamente dentro!!
      Brava, anche se detto da un verseggiatore elementare, non sò quanto possa valere.

    • marisa scrive:

      @Marinella,

      Mia cara,grazie del tuo commento,dell’offrirti a comprendere un dolore d’amore,che spesso vorresti che giungesse al tuo amato, come la coccinella tra le tue mani, delicata e delicato il gesto d’amore.Non hai stretto e tenuto per te,la meraviglia della natura,ma libera per poterla ammirare ancora di più.Com’è ammirevole la naturalezza del tuo racconto.
      Felice giorno

    • Lorenza Caravelli scrive:

      @Marinella, che belle le ali di organza! Che delizia di racconto!
      Un saluto affettuoso
      lorenza

    • sergio doretti scrive:

      @Marinella

      Cara Marinella,
      complimenti il tuo racconto è romanticamente bellissimo.

      con affetto
      sergio

    • LUCIANA scrive:

      @Marinella,
      che immagini delicate ci offri, per di più gonfiate da un tenero ma saldo sentimento. Mi è sembrata di vedere davvero la coccinella aprire “le ali di organza” e volare per posarsi su di una margherita. Bello il contrasto di colori che hai scelto con occhio fotografico, di quelli che solo la natura ci offre.
      Un caro saluto
      Lucia Sallustio

    • scrive:

      @Marinella,

      Dolce e cara Marinella, che bello questo tuo racconto.
      La bellezza del creato,l’immensità di cui facciamo parte,l’amore di chi ci sta accanto,ci fanno dono di una grande fortuna.
      Bellissimo il simbolo della coccinella che vola libera,perchè la felicità deve sempre aprire le ali e volare nei cieli sereni della vita…
      Brava,brava,brava.

      Un bacio

      Anna Laura

    • Andrea scrive:

      @Marinella,

      sì è davvero un bel racconto che spicca per originalità e simbolismo: riesci a evidenziare la vita di due persone ed il loro intenso legame parlando di una coccinella, con delicatezza e allegria.

      Andrea M.

    • scrive:

      @Marinella,
      Cara Marinella,
      bello e delicato questo tuo racconto, quanto dolce e romantico…
      “La mia fortuna sei tu”…credo non possa esserci al mondo complimento più gratificante, ne’ frase d’amore che sappia meglio descrivere la valenza dell’importanza dell’altro.
      Un affettuoso saluto da Alifarfalla

      • scrive:

        @alifarfalla,

        Care amiche/i, ho aperto la posta. Con sorpresa ho trovato tanti petali primaverili. Ieri ero incerta se postare o meno questo racconto bonsai. Mi avete fatto capire che ne è valsa la pena.Poichè ognuno di voi, mi ha donato qualcosa più forte dell’emozione e non disdegno a confessarvi che sono arrossita. Virtualmente, quando leggevo ho visto ognuno di voi e vi ho sentite/i vicine/i, quasi ci conoscessimo da sempre. Vi ho letto uno dietro l’altro ed è stato bellissimo. Trovo meraviglioso questo Bistrot dell’amore… che ne dite? Percepisco la fragranza che ci rende tutte/i uguali, senza competizione. Mi avete fatto dono delle vostre parole, perle inestimabili che curerò con amore. Un sincero abbraccio a….Lenio, Mario, Daniela, Marisa, Lorenza, Sergio, Luciana, Anna Laura, Andrea, alifarfalla.

        Marinella(nonnamery)

    • scrive:

      @Marinella,
      dolcissima Nonnamery, che tenerezza in questo tuo racconto!
      La coccinella piccolo amuleto di fortuna, per due amanti che la fortuna l’han trovata incontrandosi. Bello bello bello!

  75. Andrea scrive:

    Ti ho conosciuto Amore

    Ti ho conosciuto Amore
    nella radura assolata
    come un miraggio: una gran corsa
    per una lattina già scolata

    poi ti ho affrontato con rabbia e decisione
    onda che alza
    ribalta, sprofonda
    la fronte alta nella sabbia

    Tu mi hai seguito Amore ora
    che non so dove andare
    paziente, indifferente
    scintilla di occhi troppo allegri
    per domandare

    e mi hai raggiunto nella notte illune
    nel prevalere del dubbio
    tanto da sfiorarmi
    con labbra di petali bianchi.

    • scrive:

      @Andrea,

      L’amore ti é accanto, sempre, quando non sai dove andare o quando sei sfiorato dal dubbio é l’unica certezza al quale ancorare la tua vita. Complimenti per questa tua bella poesia, Lenio.

    • scrive:

      @Andrea,
      complimenti, gentile Andrea, per la tua belissima poesia: un incontro vero, nel quale parola,silenzio, dubbio e azione scandiscono i tempi per aprire uno spazio di conoscenza, di sé e dell’altro.
      Con sincera cordialità

      Daniela Quieti

      • Andrea scrive:

        @Daniela Quieti,

        tanto grande è l’Amore, come ci insegnano i filosofi che lo dividono in tanti amori diversi, e non parlo solo di persone ovviamente, chè è difficile affrontarlo. Come l’amore per le persone, o per una persona, attraversa fasi diverse, ed è diverso ad ogni età ed in ogni stato d’animo. Certo è il sentimento che ci fa crescere. Ti ringrazio per il commento profondo e, per me, gratificante.

        Andrea M.

    • LUCIANA scrive:

      @Andrea,
      un rincorrersi questo amore, ora spavaldo, ora fiacco e ammutolito eppure rinsaldato e nutrito dall’altro, da chi, al momento, nella coppia é il più forte e ha energia per entrambi.
      Mi piace questa immagine della “sussidiarietà” dell’amore. E’ un concetto motore dell’Universo, val bene sempre e lo si dovrebbe applicare più spesso in economia. Ovviamente, come avviene da sempre in letteratura, ogni lettore coglie ciò che più gli sta a cuore. Questa é stata la mia percezione dei tuoi versi.
      Lucia Sallustio

    • Robert scrive:

      @Andrea,

      bellissima lirica. Vi ho letto tutti i momenti dell’amore nella vita di un uomo. Il miraggio della giovane età, l’onda che ci prende e sospinge nel momento della passione e ci segue e raggiunge nell’età matura, quando, forse, riusciamo a comprenderne il significato più intimo e profondo.

      • Andrea scrive:

        @Robert,

        sono ben felice di ricevere un complimento da chi scrive e vive per l’Amore. E che va a colpo sicuro nell’interpretazione del pensiero che mi ha indotto a scrivere questi versi. Grazie Robert.

        Andrea Masotti

      • Andrea scrive:

        @Marinella,

        grazie Marinella, mi piace più il tuo nome. Leggiamoci e parliamoci in questo bellissimo salotto letterario
        Andrea M.

  76. marisan scrive:

    TI PENSO

    Ti penso,
    Mi chiedi il perché
    Attraverso i miei occhi,
    immagino un volto che non c’è,
    l’anima che riflessa
    sembra sussurare
    il mio nome.
    Nessun brivido nel cielo terso
    Un mare, una spiaggia
    Un vecchio pescatore
    Aspetta il tuo arrivo
    Nella notte un faro acceso
    Ti riporterà verso di me
    Ti penso..
    Saluto la tua partenza
    Un incontro avverrà lontano,
    Come una cometa che indica il cammino
    Alle stelle smarrite,
    A sconosciuta gente
    In quelle immacolate acque
    Di fontane bianche.
    Laggiù tra i meandri lucidi
    Uno specchio che scruta senza ombre
    Pensare muto
    Lo sguardo, le parole, i pensieri
    Che partono solitari
    Verso l’amore
    Sognar, e desiderare.
    Ti penso
    E ancor ti penso
    Una lacrima lascio andare
    Per pensare che esisti
    Il tuo nome, il tuo volto
    La tua anima che a me appartiene.
    Ti penso…

    • scrive:

      @marisan,
      Dolcissima poesia Marisan!
      I pensieri a volte si dissetano di lacrime mentre solitari percorrono le strade del nostro cuore.
      Un abbraccio Alifarfalla

      • scrive:

        @alfarfalla,

        L’amore che non si riesce a soffocare e che urla attraverso i pensieri.
        Gocce e gocce di lacrime,quasi fossero balsamo per i graffi dell’anima.

        Solo chi non amato non comprende…

        Ti abbraccio forte.

        Anna Laura.

  77. Francesco Paolo Percoco scrive:

    Ecco la bella che viene.

    Ecco la bella che viene
    mi porta il suo dolce bacio
    e aduna il suo profumo
    nelle incerte mani che la cercano.
    Prigioniera del cuore,
    si immerge
    nella nivea fonte dell’amore
    serrando
    lo scrigno di un felice istante
    e il seme del silenzio condiviso
    si nasconde
    nel bisbiglio dei sorrisi
    che si uniscono.

    Francesco Paolo Percoco

    • scrive:

      @Francesco Paolo Percoco,

      abbiamo approvato solo un testo, perché è possibile postare una sola opera per volta e non tutte insieme, tenendo conto anche del fatto che il tema dell’Iniziativa in corso è l’amore romantico.

      Buona scrittura e benvenuto nel Bistrot dell’Amore.

      La Redazione

  78. Robert scrive:

    Come influisce l’amore nella formazione della conoscenza che abbiamo della nostra vita e del mondo in cui viviamo?
    Come ci cambia l’amore?
    Facciamo una esplorazione più profonda e meditata dell’Amore?
    Già si è affacciato qui, in alcune opere ed interventi, il tema del rapporto tra amore e conoscenza.
    Proviamo a scoprire quanto sia feconda questa relazione? Potete farlo con un vostro racconto, una poesia o un semplice commento.

    R.

    • Andrea scrive:

      @Robert,
      per ironia della sorte o un pizzico di telepatia ho scritto pochi giorni fa una poesia dal titolo: Ti ho conosciuto Amore, no so se riguarda proprio quello che intendi.. a presto

      Andrea Masotti

    • scrive:

      @Robert,

      Carissimo Robert,

      L’amore conta,cantava Ligabue….E l’amore conta davvero,ci cambia dentro e il mondo ci appare come su di una nuvola rosa…

      Ti posto,alcune righe che fanno parte delle pagine del mio blog e della mia vita, e di come vivo l’amore.

      * * * *
      Il canto del mattino ha i tuoi colori e il tuo profumo.
      Vorrei raccontarti di come vedevo la vita prima che arrivassi tu.
      Delle mie gioie e dei miei dolori, di come il buio era ancora più buio,
      e la vita non aveva la leggiadria degli aquiloni.
      Poi tu e questo amore,
      che mi dà la forza di vedere ogni montagna come una collina,
      che mi permette di rimettermi in gioco ogni giorno,
      di vivere per migliorarmi,
      di sognare una vita positiva e di realizzarla ogni attimo.
      Poi tu, e questo amore
      che mi dà il coraggio di chiedere persino la luna.

      Un caro abbraccio.

      Anna Laura.

    • scrive:

      @Robert,
      Non e’ semplice parlare dell’Amore Robert, se poi lo si scrive con la lettera maiuscola diventa ancora piu’ complesso.
      Ha il potere di cambiarci dentro, riempire o svuotare, dare o togliere tutto.
      Ci sono molte forme, alcune si discostano dalle più comuni…..ma non meno capaci di trasportarci in abissi o in cieli sconfinati.
      L’Amore si nutre di se stesso e di conseguenza di noi…sa farci rinascere o toglierci il desiderio della vita
      A volte è illusione di nuove aurore, altre, lama tagliente dell’anima che senza pietà alcuna ci lascia dissanguare.
      Non e’ possibile nè definirlo nè classificarlo, così come per la nostra unicità, anch’esso diventa poliedrico, assumendo di volta in volta facce diverse…
      S’è amore vero comunque, qualsiaisi siano le sue forme e qualsiasi gli abiti indossati, lascia solchi profondi nelle anime che tocca, e dà alla nostra esistenza quel soffio di vita che ci permette di non perdere la speranza “dell’infinito”.

  79. scrive:

    Carissime Sabatina,Anna Laura e Patrizia,grazie del vostro commento ai miei “Cattivi pensieri”, che mi pare di intuire non vi sono “dispiaciuti” del tutto.
    E visto che incombe la notte,vi auguro di tutto cuore che la vostra sia libera dai miei leggeri tormenti e ricolma solo di cose piccole e belle.
    Con simpatia Mario Prontera

    • scrive:

      @Mario Prontera,

      Grazie Mario,
      notte serena per me, e spero lo sia stata anche la tua oltre i “cattivi pensieri”..(^__*)
      Ti auguro un buon inizio settimana pieno di tante merviglie.

      Un saluto

      Anna Laura

  80. scrive:

    NOTTE D’AMORE

    Giorno diciotto, mese d’agosto
    nella conchiglia vicino al mare
    seduto al tavolo, solito posto
    un uomo solo, sta a guardare.

    Le coppie strette, stanno a ballare
    alcuni ascoltano, giù, sulla rena
    il complesso suona, non mi lasciare
    al chiaro di luna, la sera è serena.

    Luna argentata, su un cielo stellato
    la notte è romantica, alla marina
    la testa appoggiata sull’innamorato
    riposa felice, chi non è più bambina.