
Dallo spot Una storia italiana della Banca Monte dei Paschi di Siena
Fai di me un vestito di alghe e coralli
di spuma e di baci nel tuo mare d’amore
Il bel canto della primavera. L’usignolo annuncia la mite stagione dei fiori. Comincia la sesta edizione del CONCORSO DI EMOZIONI.
Racconta la tua storia d’amore! Un amore sognato, un amore vissuto, un amore nuovo. Condividi belle emozioni d’amore nel Blog Manuale di Mari!
Puoi partecipare in modo del tutto gratuito postando per un mese, fino al 18 aprile, direttamente nei commenti di questo post poesie, racconti e parole per una canzone d’autore. Gli autori di opere edite possono partecipare anche con poesie e brevi brani estratti dai loro libri.
Quest’anno, nella nuova sezione “Poesia e Musica”, curata in collaborazione con la VS Records, etichetta discografica indipendente, le tue parole potranno diventare anche il testo di una canzone d’autore!
Il nome dell’autore del testo scelto per creare una nuova canzone sarà comunicato nel corso della manifestazione “Cantautori Bitontosuite – Premio Nazionale Musica d’Autore” (23 e 24 aprile 2010).
Durante lo svolgimento dell’Iniziativa Punto Flora donerà un fiore, un giglio bianco o una rosa rossa, agli autori delle opere selezionate dalla Redazione.
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Saluto con un abbraccio virtuale tutti coloro che hanno partecipato a questo fantastico certame di emozioni, messo generosamente a disposizione dal blog “manuale dei mari” e dedico loro questa mia semplice poesia:
So che, purtroppo, a tantissima gente
la poesia importa poco o niente,
so che comporre versi, belli o brutti,
è un’arte o un passatempo senza frutti,
nel senso che di versi non si campa,
anche se, a volte, trovi chi li stampa.
Fanno eccezione solo i grandi vati,
ma spesso i loro canti più apprezzati,
pur incontrando vasta risonanza,
non fruttano ricchezza in abbondanza.
Ma è un alibi questo, o una ragione,
per trattener nel petto l’emozione
di esternare, con la poesia,
i sentimenti, senza ipocrisia?
O, forse, scriver versi non conviene,
perché la gente in cale non li tiene?
Un tal timore non ci dovrà fermare,
se ci da gioia l’arte del rimare,
così come non ci si può astenere,
perché ad altri potrebbe non piacere,
dal degustar un piatto prelibato
o un cibo, che ci stuzzica il palato.
A te, perciò, che ami la poesia,
sento di dire, senza ritrosia,
che, se a far versi ti senti ispirato,
non aspettarti d’essere spronato,
ma scrivi pure, senza esitazione,
le cose che ti danno più emozione,
le sensazioni o le pene d’amore,
o la bellezza d’un bocciolo in fiore.
E, se piacere ne avrai ricavato,
non ti crucciare d’essere ignorato,
ma ritienti felice e appagato
perché il tempo non avrai sprecato.
Dalla silloge “Pensieri d’amore e…” “Aletti Editore”
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Robert replica:
aprile 17th, 2010 alle 10:34
Gentilissimo Giuseppe,
complimenti. Questi versi contengono una profonda verità. Questa è una poesia d’amore. Amore per la poesia. Per il nobile piacere della scrittura, per quel sentimento che ci raduna ogni anno nel Blog Manuale di Mari per partecipare ad un evento in cui non ci sono premi “materiali” se non un fiore che purtroppo non possiamo donare a tutti. Ma c’è un premio immateriale più grande e più bello che invece è alla portata di tutti ed è quello di condividere belle emozioni d’amore!
Poi tra le righe del Blog Manuale di Mari i nomi degli autori e le loro opere si propagano anche nel web. Basta una piccola ricerca in Google per scoprire cosa voglio dire. Ma questo non è l’aspetto più importante. Quello che conta veramente è ritrovarsi intorno a un bel fuoco a cantare ancora una volta l’amore. E farlo con la generosità ed il trasporto che ha caratterizzato la partecipazione tua e di tante altre persone che hanno animato ed arricchito anche questa edizione del Concorso di Emozioni.
Robert
Blog Manuale di Mari
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 10:49
@Robert, .. E ritrovarsi attorno al tuo fuoco, caro e dolce Robert, è stato un crescendo di emozioni meravigliose, un inno di gioia alla poesia, all’amore e alla vita. Grazie di cuore. Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 17th, 2010 alle 20:04
Grazie, gentile Robert, per questo bell’evento che ci ha dato l’opportunità, ancora una volta, di sognare, di condividere sentimenti belli, di credere in un mondo migliore.
Desidero rigraziare anche tutti gli Autori che hanno partecipato all’iniziativa. Avrei voluto commentare le loro opere una per una, una più bella dell’altra. Nell’impossibilità, l’ho fatto solo con quelle che hanno rispecchiato maggiormente il mio stato d’animo del momento, ma tutte, davvero tutte, hanno suscitato in me forti emozioni. A leggerci ancora, spero, in questo mare d’amore, a vele spiegate, con affetto
Daniela Quieti
Replica
claudia pitolli replica:
aprile 17th, 2010 alle 11:38
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
… e riuscire a tirar fuori le emozioni
trasformandole in parole
è la cosa più bella
per dar loro il giusto valore.
Grazie di cuore. Claudia
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 17th, 2010 alle 18:14
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
condivido il tuo bellissimo pensiero sull’abbraccio poetico virtuale che ci vede a tutt’oggi, qui riuniti in versi e in narrativa, come tante gemme e corolle dischiuse al canto del vento… grazie alle creative iniziative dei nostri bravi Direttori.
La tua poesia semplice è: un canto d’amore alla rima baciata. Invita a proseguire a scrivere oltre gli ostacoli e la non comprensione di alcuni del suo diletto, delle piacevoli sensazioni, consolazioni che essa sa dare non solo a chi scrive, ma anche a chi legge o solo chi ascolta.
Oggi più che mai, a mio avviso la poesia è:… utile e assume un ruolo centrale, volto a consentire all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione spirituale creativa, e come diceva… Pascoli “fanciullina”. Sì, proprio oggi che la nostra società tecnologica materialistica, arida, che spinge l’uomo sempre con più avidità alla ricerca spasmodica di un tornaconto economico esasperante, scriverla e divulgarla magari sposandola con la musica è un compito assai importante!
Con i miei complimenti e cordiali saluti a tutti invio un abbraccio affetttuoso e poetico da Franca Fasolato.
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 18th, 2010 alle 10:40
@Franca Fasolato,
Cara Franca, non posso che associarmi a quello che dici a proposito delle emozioni e delle sensazioni, che accomunano gli animi di quanti, specialmente in questi tempi, si dilettano ancora a cimentarsi e raffrontarsi nella povera, e pur nobile, arte della poesia. Un grazie di cuore a Robert, a te, a Claudia, a Daniela, a Gaia e a tutti gli altri frequentatori del Blog manuale di mari, Giuseppe.
Replica
Arsomnia replica:
aprile 19th, 2010 alle 18:03
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
Caro Giuseppe, condivisibile quanto dici. Bisogna scrivere per sè, per l’urgenza che sente l’animo. Poi, se ci è dato di trovarci in questo giardino di poesia, bene sia.
Come ormai da alcuni anni, questo ritrovarsi su manualedimari a leggere e scrivere d’amore, non può che farci bene. Mi rammarico solo per la mia scarsa presenza, ma quando la vita chiama, bisogna essere presenti.
Ars
Replica
L’EFFIMERA BELLEZZA
DELLE ROSE
Tra tutte quante le piante odorose
di questa breve, terrestre stagione,
ve ne son poche che, come le rose,
della bellezza siano espressione:
ma, siano gialle, bianche o ramate,
o rosso fuoco, o a tinte sfumate,
che nascano libere o coltivate,
a breve esistenza son destinate.
E, come le rose, a lungo non dura
Il fiore più bello della natura,
che sboccia e prospera nella gioventù
e presto muore per non fiorire più.
Ma, pria che il bel fiore finisca in fumo,
godine in pieno l’intenso profumo.
Dalla silloge “Pensieri d’amore e…”
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 10:37
@Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Sempre molto belli I tuoi versi Giuseppe e concordo pienamente sul fatto che sia importante godere ogni profumo del fragile e breve esistere, perchè è comunque un bellissimo e unico dono la vita. Gaia
Replica
TU CHE VIVI
LA BELLA STAGIONE
Secondo un uomo, dotto e prolifico,
quel fiorentino, detto il “Magnifico”,
l’età assai breve della giovinezza
non va vissuta con noia e mollezza,
ma con letizia, amore ed allegria,
pria che veloce se ne fugga via.
Perciò, tu che vivi la bella stagione,
non far fumosi conti sul futuro,
ma cogli del presente ogni occasione
e bada, finché puoi, a tener duro.
Né ti crucciar se, qualche volta, il vento
prenda a soffiar contro la barca tua,
ma sii paziente e aspetta il momento
che il vento torni a poppa dalla prua.
Divertiti, quindi, come vuoi tu,
ma non bruciare la verde gioventù.
Dalla silloge “Pensieri in cerca di evasione”
Replica
L’AMORE
L’amore è un sentimento
delicato più d’un fiore,
per sciuparlo basta un niente,
per nutrirlo ci vuol cuore.
L’amore è un sentimento,
un incendio, una passione,
un legame, che t’attrae
e dal mondo ti distrae.
L’amore è un fiume in piena,
d’acqua viva straripante,
è l’inizio d’una vita,
il cui ritmo ti porta
in un mondo tutto nuovo,
ricco d’estasi infinita.
L’amore è come il sole,
che splendente rende il giorno,
è una dolce sinfonia,
cui non servon le parole,
è qualcosa di profondo,
che di nettare t’inonda.
L’amore è come un tuono,
che esplode a ciel sereno,
e due cuori stretti lega.
Ma non è amore vero,
se non è saldo e sincero,
non è amore, ma mania,
se sol di sesso è bramosia,
è un amore simulato
se non è contraccambiato,
perché l’amor non corrisposto
è una barca alla deriva,
che di vista ha perso il porto.
Dalla raccolta “Pensieri d’amore e…”
Replica
CON TE, SOGNANDO IL WALHALLA
Non posso fare a meno di pensare
di evocar immagini epiche
e di cercar nel contempo qualcosa
che della pugna addolcisca l’asprezza.
In un campo dorato ti trovai
spighe di grano i tuoi capelli
il riflesso del tuo viso
polvere lucente portata dal vento.
Qualcosa in me non va?
Mi trattavi con affetto
ma eri anche
in qualche modo
timorosa, sul chi vive.
Io ti vedevo, ogni tanto
non ti parlavo molto
non mi avvicinavo:
perché?
T’ho scoperta solo ora
amante della giustizia
tempo perso chissà dove
e tu eri qui.
Io non so combattere
sono a volte timido,
ciò forse t’ inquieta.
Ma nella tempesta
delle battaglie della vita
uscii dalle mie paure
affrontando i miei nemici.
Portami lassù
o nobile walchiria
anche se non mi ami
portami in paradiso
a raggiungere gli eroi.
Or ancor più capisco
che mi volevi bene;
or ancor di più apprezzo
le tue parole, il tuo fare sincero.
Perché ti trascurai?
Sei un po’ elusiva,
ma affettuosa.
M’aiuti, con discrezione;
e anche se lontani,
il mio pensiero volge a te.
Tu non m’appartieni;
ma a volte un pensiero tenero
eppur bizzarro
in me s’affaccia:
Mi delizio a contemplar
me fra le tue braccia
mentre in volo mi porti
verso un ineffabil luogo
dove ogni canto risuona
di vittoria, d’epiche gesta.
Segui pure il tuo sentiero,
ma concedimi ciò:
fammi sognare
è soave ricompensa.
Lasciami pensare
al sublime riposo
che un solo piacer
ti domando.
Portami in paradiso
a raggiungere gli eroi,
portami lassù
o nobile luce.
Portami lassù
o nobile walchiria
portami in quel regno
in quell’ eccelsa dimora
ove riposa
chi lottò con onore
dove l’eco d’eroiche gesta
è eterna luce
che mai declina.
Da Voci dell’ Anima – Il Molinello 2009
Replica
CANZONE
… E chiedo di te, del tuo sorriso, delle tue lacrime a bagnare il mio viso
… E chiedo di te, mentre ti respiro e vivo ho nel cuore ogni tuo splendido pensiero
… E vivo di te, e chiedo di te…
… E chiedo di te, a chi ti ha incontrato, a chi dal tuo sguardo è stato rapito
… E chiedo di te, alla terra, al cielo, al vento che passa e dietro all’arcobaleno
… E sogno di te, e chiedo di te…
… E chiedo di te, per darti la mano e correre insieme là dove mai è stato alcuno
… E chiedo di te, mentre ti canto parole rubate alla lontananza, al sole, al tempo
… E chiedo di te, e vivo di te
… E vivo di te, e rinasco per te…
Canzone che dedico a tutti voi, ringraziandovi di cuore, per tutti i bei momenti poetici trascorsi insieme tra le onde di questo splendido oceano di Emozioni.
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 17th, 2010 alle 18:37
@Gaia, Grazie a te, cara Gaia, per le emozioni che hai donato con i tuoi bellissimi versi. A leggerci ancora, dunque, e un affettuoso abbraccio
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 22:32
@Daniela Quieti, .. Dolcissima Daniela mi mancheranno le tue calde e lucenti parole.. A presto dunque! Ricambio di cuore l’abbraccio, augurandoti le cose più belle. Gaia
Replica
IN QUESTO CIELO
In questo cielo
ti cerco
oltre l’inafferrabile
insegna delle cose
la nebulosità opaca
delle speranze
le enigmatiche
apparenze trasversali.
Quando il sogno
si squarcia
ti riconosco
cuore scuro
della via lattea
che voglio
e s’immerge
in quell’amore
di cui l’universo
è una parola
che passa
fra le tue dita
e l’anima
un palpito
che resta
di una supernova
splendida
come l’astro
del giorno
misteriosa
come quello
della notte.
Io so
perché ora
il mio cuore
batte rapido
nel petto.
Da un tempo
insaziato
insieme
mi conduce a te
la tua voce
dove arretra
l’ansia
e m’insegna
il cammino
e una volta
ancora
mi seduce
un respiro
d’eternità
prima di sera
prodigiosamente qui
dove imprimo
il tuo nome
con una lama
di fuoco
sul libro
della mia vita.
Da “Uno squarcio di sogno” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2010
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Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 06:45
@Daniela Quieti, È una bellissima poesia Daniela, si respira, con grande emozione, l’eternità dell’amore. Affettuosamente. Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 17th, 2010 alle 18:40
@Gaia, Grazie infinite per le tue belle parole e un affettuoso abbraccio Daniela
Replica
sergio doretti replica:
aprile 17th, 2010 alle 11:50
@Daniela Quieti,
Grazie infinite Daniela, la tua bellissima poesia mi ha fatto riflettere e condividere l’emozione che mi prende.
complimenti ed aff.si saluti
sergio
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 17th, 2010 alle 18:44
@sergio doretti, Caro Sergio, ti ringrazio tanto per l’attenzione e per la condivisione di emozioni, da me ricambiata. Un affettuoso saluto Daniela
Replica
maria rizzi replica:
maggio 11th, 2010 alle 21:21
Cara Daniela, così forte, immenso, il respiro della tua poesia. Coinvolge in avventure che vanno oltre l’esistenza e all’esistenza tornano, com’è giusto e dolce che sia. Sembri dotata di un’invisibile arpa, vibra l’anima tua tra le parole misurate ad arte ed è musica che travolge. Complimenti! E …un bacio!
Replica
I MIEI OCCHI RIFLESSI NEI TUOI di Claudia Pitolli
E vedo i miei occhi
Riflessi nei tuoi
Come scintille
Quelle pupille
Raggianti di sole
Bagnati d’amore
Di gioia
O dolore
Dolci,gentili
Riscaldano il cuore …
E vedo i miei occhi
Riflessi nei tuoi
Come due stelle
Due fari
nel mare
Che accendono il mondo con il loro ardore
Luci che accecano con il loro bagliore
Penetranti, luminosi baciati dal sole
Profondi,irrequieti come il mare
senza pudore
Si abbassano timidi poi per timore
Per un rossore dipinto nel viso
Mi scrutano l’anima
Così all’improvviso
Un viaggio immenso
Un abisso profondo
In questo oceano
tutto il mio mondo
Scendono giù fino in fondo al cuore
Poi tornano a galla senza fare rumore
Fluttuando leggeri
Guardando al domani
Tu e io
E il nostro amore
Tra queste mani.
SEZIONE “Poesia e Musica”
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 06:50
@claudia pitolli, .. Brava Claudia, è davvero una bella poesia questa ode agli occhi dell’Amore. Gaia
Replica
claudia pitolli replica:
aprile 17th, 2010 alle 11:28
@Gaia, Ti ringrazio molto Gaia. Ho sempre ritenuto gli occhi lo specchio dell’anima, così ho pensato che non bisogna soffermarsi al semplice sguardo ma guardare qualcosa di più profondo l’anima di una persona, che ho immaginato essere un mare profondo immenso, poi quando ci si è immersi completamente in essa si torna a galla e si fluttua sentendosi leggeri per ammirare insieme l’orizzonte che brilla d’amore… e il naufragar mi è dolce in questo mare… sono le emozioni del viaggio nel cuore dove sono custodite e che lo fanno vibrare facendoci sentire vivi.
Un caro saluto e GRAZIE di cuore. Claudia
Replica
Non scrivere “Ti amo”
non scrivere “Ti amo”
sulla sabbia l’onda silenziosa
cancellerebbe tutto
non scrivere “Ti amo”
tra le nuvole il vento dispettoso
soffia forte, disperderebbe ogni speranza
non scrivere “Ti amo”
con le magie di un tramonto
i suoi colori sono impressi
nei nostri occhi
non scrivere “Ti amo”
con la luce delle stelle
hanno troppi “Ti amo” volati sin lassù
sorridono dei nostri amori
non scrivere “Ti amo”
sull’acqua del fiume impetuoso
travolge e inesorabile
va verso il mare
Scrivilo nel tuo cuore
lo custodirà
il tuo amore
quelle due parole
vive le renderà
solo allora
avrà senso
gridarle
nell’immensità
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 16th, 2010 alle 21:42
@Tonina Perrone, BELLISSIMA …PASSANO GLI ANNI , VIVIAMO IN QUESTI TEMPI MODERNI MA L’ANNO SCORSO HO VISTO CON I MIEI OCCHI LA SCRITTA”TI AMO” SULLA SABBIA, COMPLIMENTI DA CETTINA
CIAO TONINA
Replica
Tonina Perrone replica:
aprile 16th, 2010 alle 22:01
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
grazie sei gentilissima
Replica
L’unico racconto possibile
Se fossi mia
ti regalerei un fiore
e se non basta
ti porterei il sole.
Ti donerei la semplicità delle mie giornate
ti starei accanto
mentre guardi barche veleggiare.
Ti osserverei
senza giudicare
ti amerei
senza farlo pesare.
Ti racconterei i miei momenti di follia
quando non credevo
esistesse qualcosa di cosi’ grande
e vivevo una vita a sprazzi
prigioniero della mia liberta’
prima che tu arrivassi.
Mi hai reso felice di quel che sono
e fiero di quel che potro’ essere.
Leggo il libro delle mie speranze
faccio tesoro di tutte le esperienze
scrivo e parlo di te
che sei l’ unico racconto possibile
in questo angolo di vita
Tu che sai amare
anche se non m’appartieni.
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 06:54
@nadia miano, .. Libertà di amare nel rispetto dell’amore e della libertà dell’oggetto d’amare. Belle parole Nadia. Gaia
Replica
Il Fato e la luna
Il dito sulle tue labbra è il mistero
che tarla i sogni
conservati nel libro verde (.)che ci hai donato
nell’oscurità della rapida notte
si sciolgono le ombre,
e sfilano le anime immense
si raggrumano in un fiore che tace
mentre il vento si fa raro
e i petali si diradano.
ti nascondi dietro la rupe nera,
e si incupisce la risata del mare
che rabbrusca davanti al tuo silenzio
e io tremo davanti a te
come inorridiscono tutti coloro
che ti odono tuonare.
Il mare ha spostato il cielo
e il cielo ha spostato il mare
resta la tua roccia scura.
Vana è la collera verso di te
ma mi consolo e canto versi
al vento, al cielo, alla luna
Ah, la luna!
la luna si veste ancora
dello splendido biancore
del suo abito maculato
non lacerato
dal tuo maligno soffio
che altro non è
che uno stormir di ansie
perché i suoi bianchi raggi
sono baci che non mi lasciano piangere.
Francesco Paolo Percoco
(.) il bagaglio di speranze cha ciascuno porta con sé dalla nascita
Replica
LUI
Perché? Perché. Eh. Perché.
Perché ha quella voce lì.
Perché le parole
quando le dice lui
sanno finire con quel suono lì.
Perché intorno a lui
l’aria è tutta rossa.
Perché insieme siamo piccoli
e chiusi dentro un ottobre d’ottone.
Perché sotto alle sue carezze
sono una fata viola.
Perché in lui il mio respiro
si guarda allo specchio.
Perché lui è il mio piede destro.
Perché lui ha saputo piangere di gioia
guardandomi.
Perché lui è l’anima che mi tiene per mano.
Perché in silenzio
davanti al bivio
mi ha lasciata tirare dritto.
Perché lui è arrivato.
Non importa se in ritardo ma è arrivato
e cento volte è tornato.
Perché io e lui siamo io.
E siamo lui.
Siamo la stessa cosa.
Perché lui sa essere
crisalide calicanto e calabrone.
Perché lui punge
ma col fiato poi ti toglie il dolore.
Perché lui è un tremore.
Un ballo scatenato sotto al lampione.
E’ per strada ma vibra nell’ossigeno dentro casa.
Perché lui è lui.
Ed io potrei star qui a cercare parole per definirlo
all’infinito,
e tornare indietro nel tempo fino al giorno in cui sono nata.
A niente servirebbe. Niente cambierebbe.
Qualunque parola io possa inventare,
con lui solo una c’entra. Amore.
POESIA E MUSICA
Replica
L’AMORE MARRONE
Era una briciola
era una gocciola
una musica,
una favola buona come la domenica.
Era appuntita come l’ortica.
Era stanca e graffiava.
Vibrava come una libellula
era libera e bella.
Era una carezza
un saluto nell’aria
era sospesa.
Come una bimba nella culla.
Era in silenzio
ascoltava il vento.
Aspettava il tempo.
Era curiosa e vanitosa.
Danzava e rideva.
Apriva la porta alla sua chimera.
Col cuore in pancia colorava la stanza
di tanti oramai
di tanti se mai.
Era una festa.
Nella sua testa brillava la notte
calda e marrone.
Contava le ore e cantava.
Cantava l’amore.
L’amore marrrone.
POESIE E MUSICA
Replica
UNA SERATA QUALUNQUE
La pioggia aveva sommerso l’imbrunire, scheggiato da luci e insegne dei negozi. Come un sudario liquido avvinghiava case e strade, marciapiedi e giardini, passanti, auto e la prima nebbia delle sere d’inverno, quel vapore frizzante che stuzzica le narici e il desiderio d’un riparo.
Procedevano a passi lenti, l’uno accanto all’altra, lo stesso ombrello a riparare due destini diversi, segnati da indoli diverse. Di tanto in tanto si facevano da parte per consentire ai passanti un più agevole transito sullo stretto marciapiede che costeggia i vecchi palazzi di tutte le vecchie città.
Qualche rara parola interrompeva il borbottio carezzevole delle minute gocce che assorbivano implacabili, deformandolo, ogni suono. Così, nella serata apparentemente anonima e uggiosa sembrava impossibile imbastire la benché minima conversazione che deviasse da espressioni convenzionali. Eppure, un codice antico iridava in quelle banali parole e le lame d’azzurro che squarciavano le coscienze dietro la cortina di pioggia, erano un volo ad ali spiegate. Un volo in due.
Le luci della signorile piazza colavano sull’ombrello in bagliori dorati e impregnavano capelli e pupille. La gente passava come in sogno, sfuggente e impalpabile, intenta solo a trovarsi un riparo dall’acqua, sotto il loggiato, in qualche bar o tirando diritta verso casa. L’oscurità del cielo calava ormai sull’asfalto, lucente e terso come una notte stellata.
Inesorabile e monotona, la pioggia sembrava aver lavato via tutto, anche il tempo, incapsulandolo in un bozzolo privo di confini, senza un prima, senza un poi, solo il perpetuarsi di un presente viscoso: non un progetto, non un ricordo condiviso. Così diversi, ma in quel momento così simili, sapevano che nulla sarebbe cambiato nelle loro esistenze; i sogni s’erano già avverati e il resto era chimera. La vita è pegno incessante, a qualcuno non è dato sbagliare, prova tangibile della vocazione al libero arbitrio, quello vero. Nello stesso tempo, nulla sarebbe stato uguale a prima, è vero, ma solo nell’ humus della propria coscienza, incisa da un germoglio nuovo eppur già noto, come nuovo appare il mare agli occhi del bambino, ignaro che sia sempre esistito.
Vapori dall’asfalto annebbiavano le luci del Palazzo Comunale e la locandina verdeazzurra di una mostra d’arte: isole fantastiche s’intravedevano oltre il vetro, isole di libertà inconsistente e vana. Altra è la nostra isola, di terra e fango, di spuma sfatta e sole non sempre cocente, nell’implacabile allerta a ricevere le tormente che ci schiantano dal mare aperto. Altra è la nostra rotta, consapevolmente cercata, giorno dopo giorno, affanno dopo affanno, nel meccanismo dei desideri astratti.
Un bambino trascinava un cucciolo di pastore tedesco, lo sguardo arruffato come il pelo della bestiola. Due comari sgattaiolarono frettolose dalla vetrina della farmacia, imprecando contro l’influenza e la flemma dei dottori. Un vecchio claudicante contava con rassegnato rammarico gli schizzi di fango sul cappotto un tempo nuovo.
E la serata si riempì di ammiccanti addii e di saluti inframmezzati al clacson di un raro taxi e dell’autobus di linea, pronto a risucchiare per un po’ dalla piazza ogni traccia di pedoni e di ombrelli ondeggianti.
Poi il silenzio si stese sul selciato screpolando in mille rivoli il grigio antracite della notte e il commiato da tempo protratto e per tanto tempo atteso.
Solo una scia rimase là dove si erano salutati, una scia di profumo buono e persistente che si sarebbe impastato, infine, con l’odore della pioggia.
Da: Angela Ambrosini, “Semi di senape. Racconti dal vero”, L’Autore Libri, 2007
Replica
Fatti bella stasera
che sono caduti a terra
i petali delle rose
e i gelsomini sono fioriti
sulla tua strada.
Fatti bella ma non troppo
sennò ti bacio prima di partire
e non avrebbero i tuoi occhi lo specchio caldo
che sono le onde del mare.
Sopra questi pensieri che ci confondono,
la trama scura dei tuoi capelli,
scorderemo ogni cosa
nella lusinga delle tue parole.
Come se tu non fossi già -
la creatura più incantevole
di questo mondo.
Fatti bella…
L’amore plasmato dalla tua figura
s’addenserà in grani di zucchero dolce
-per le nostre labbra
Poesia e Musica
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 16th, 2010 alle 17:13
@Lerri Baldo, mi piacciono molto le parole di questo testo poetico e dolce dedicato alla persona amata,ciao da Cettina
Replica
MI HAI INSEGNATO LA DUREZZA
Mi hai insegnato la durezza,
ho amato di te i tuoi capelli
come l’ambra di un campo a settembre,
le tue labbra dolci,
appena segnate contro il rosa del viso,
che schiudono il senso d’una vita
trascorsa a cercarti.
Ho amato di te la tua ritrosia,
il pensar mio quel tuo orgoglio di donna,
il tuo splendore, il piglio tenero della tua voce,
ho amato quando ti volti e sorridi,
quando il bianco dei denti, degli occhi,
dà alla tua figura un languore, un tono
che tutte le altre non hanno.
Ho amato la tua sensualità naturale,
la posa consapevole della tua avvenenza,
quando maliarda piegavi un tuo polso,
e camminavi,
sapendo di abbracciare anche l’aria.
Ho amato d’estate
l’ombra bianca della tua nudità,
la femminilità in ogni tua mossa,
la passione di quel tuo corpo,
da film italiano, da dopoguerra,
da grandi registi.
Ho amato di te il tuo imbarazzo,
la forma della tua bellezza che scava le pietre,
ho amato di te quello che sei, che non sei,
quello che sei di più ancora.
Ho amato tutto,
ho amato il tuo nome.
Perdonarti non esiste Anthalya,
perdonarti è improbabile,
perdonarti
non posso più.
Replica
12. 10
All’orizzonte di sete
l’ancòra ancora
mio dolce marinaio
ed Io marinaio di me.
Superstite di tre
caravella nel nostro mare
Mio mare di ombra
luce.
Replica
Canzone
E ogni giorno vive di te
inafferrabile e subito pianto
nell’attesa del poi.
Da: Angela Ambrosini, “Silentes anni”, Ed. Tracce 2006
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Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:42
@Angela Ambrosini, Complimenti, carissima Angela, e un affettuoso saluto Daniela
Replica
Angela Ambrosini replica:
aprile 18th, 2010 alle 08:05
@Daniela Quieti,
Grazie, cara Daniela, anche se in ritardo…ma il pochissimo tempo libero che ho in questo periodo mi preclude di navigare e di avvistare cosa si profila all’orizzonte…persino di questi “mari”!! Complimenti anche a te: bellissima l’immagine della “lama di fuoco sul libro della vita”. Buona comunque anche la tua “insalata di riso”…che ho assaggiato a Venezia…!! Un abbraccio da Angela
Replica
Est
L’estate come un Libano
me ne aspettavo una sposa.
Così è stato dopotutto
una sposa l’aspettavo dal Libano.
Mio è stato il Libano
non la sposa.
Dove il sole sorge ne volevo
ed ho trovato amore.
Vita e tradimento ad Est
dovrò guardarne ancora.
Nell’acqua di mare
chi si bagna vuole il sole.
Replica
IL RICORDO DI TE
Il ricordo di te
illuminata così dolcemente
da quella luce debole del mattino,
il riflesso dei tuoi occhi marroni
in quel chiarore,
il momento in cui ti sei girata a guardarmi,
il riflesso sul davanzale di legno della finestra,
il momento in cui hai sfiorato la mia mano,
il riflesso della tua pelle sulla mia,
il momento in cui hai toccato il mio cuore,
il riflesso delle tue parole nelle mie.
Ti amerò per sempre.
Poesia e Musica
Replica
UN’ALTRA QUIETE
Mi trema anche il respiro
al pensiero d’incontrarti,
e credo che i giorni lontani diventino stelle,
o nebulose d’amore,
per i prossimi cieli che vedrò la notte
incantato:
dove sei piccola mia?
Quanto manca ancora in minuti,
in attimi, in ore,
che rivedrò il tuo sorriso, la tua allegrezza?
In quale istante si spaccherà la corsa
e come una sosta tutti i minuti cadranno,
fiacchi e morbidi sulle mie spalle
- come un abbraccio.
Quanto dolce male sarai,
con la tua meraviglia,
quando ti vedo stanotte?
E i tuoi capelli,
che sembrano perfino disegni di seta…
Replica
MEZZI SORRISI
Ora che i tuoi mezzi sorrisi
puoi donarli ad un amico nuovo
ti scrivo da queste quattro righe d’aprile
in un giorno che la memoria non basta
a cantare il tuo volto, i tuoi occhi.
Ora che non devi più forzare un saluto,
che non devo implorarti di uno sguardo,
o di rivolgermi la parola.
Cercami -
e troverai ogni mia fibra
che muore per te,
le mie labbra
pronte a cascare
davanti al tuo viso,
la fine di tutto
il mio grandissimo mondo
- nelle tue mani.
Poesia e Musica
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:44
@Lerri Baldo, Complimenti per questa bella composizione Daniela Quieti
Replica
MAGIA
La finestra aperta sulla notte…
Notte di marzo, capricciosa si mostra,
nel freddo pungente, nei refoli di vento
che sussurrano tra gli alberi gemmati.
Nel cielo, fazzoletti di stelle,
splendono come ancelle devote,
abbracciando lei, regale luna,
inaspettata ospite della mia solitudine.
Incantata mi perdo al suo incalzante richiamo,
nel fulvo colore sciolgo le vele dei pensieri…
Leggero il cuore ridestato dal bacio
di una luna innamorata.
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:14
@mariarosa lancini costantini,
Carissima, stupenda, Mariarosa,
le tue immagini poetiche sanno davvero velare di magia ogni solitudine e ridestare il cuore nel bacio di una luna innamorata! Un Affettuoso abbraccio
Daniela
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:40
@Daniela Quieti,
Mi associo pienamente al giudizio di Daniela Quieti.
Mi piace soprattutto l’espressione alata:…”sciolgo le vele dei pensieri”. Complimenti, Giuseppe
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:26
@mariarosa lancini costantini, .. Bravissima a te cara Mariarosa, che con la tua ode alla luna ci offri L’emozionante ” sentire ” di essere baciati dalle sue labbra innamorate e magiche. Con stima e cuore. Gaia
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 16th, 2010 alle 22:16
@mariarosa lancini costantini,
romantiche e molto poetiche le immagini,
che scuotono anche animi aridi di sentimenti.
Originale espressione:sciolgo le vele dei miei pensieri.
Complimenti mi piaci Franca Fasolato
Replica
SCRIVO
Quando leggeri e freschi erano gli anni,
in vari modi la giornata aprivo,
ma ora, che l’età carca è d’affanni,
m’alzo al mattino e quel che penso scrivo.
Scrivo di me, di quel che vedo e sento,
delle passate e nuove sensazioni,
del grande amore, troppo presto spento,
e delle odierne, ancor dolci emozioni.
Scrivo i pensieri delle notti in bianco,
l’affetto per i figli ed i nipoti,
la pace che mi da, standomi al fianco,
la donna, che d’amor mi fece voti.
Scrivo di tutto e, intanto, il tempo fugge
e la memoria in me, lenta, distrugge.
Dala silloge “Pensieri d’amore e… Aletti Editore
Replica
Fiorella Cappelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 12:32
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
Chi ha il dono di amare la scrittura,sa come scolpire ricordi incancellabili.
Se il tempo che fugge sarà così crudele da portarci via la memoria…vuol dire che torneremo bambini e, qualcuno che ci ama, ci racconterà “le storie che abbiamo scritto”.
Intensa e dolcissima la tua lirica.
Fiorella Cappelli
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:44
@Fiorella Cappelli,
Cara Fiorella, il tuo commento mi ha commosso, Grazie ed auguri per il prosieguo della tua attività artistica-
Giuseppe
Replica
LA MIA PERLA
Fuoriesce dalla sabbia,
alquanto incrostata,
una conchiglia,
nei lembi scheggiata.
Sfidando il sole,
che, a mezzogiorno picchia,
la raccolgo, l’apro,
nel palmo della mano
la soppeso
e, sospirando nicchio.
Ma ciò, che
all’interno scorgo,
non è una perla,
ma un nucleo,
scuro ed essiccato,
tanto che, deluso,
la ributto in mare.
Un gesto è stato
istintivo e banale,
ma mi ha fatto ricordare
che la sola perla vera,
l’unica naturale,
la più preziosa che c’è,
io l’ho trovata
quando ho sposato te.
dalla silloge “Pensieri d’amore e…”
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:03
@Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Che bella dichiarazione d’amore per un amore che vince il tempo….E belle anche le altre tue poesie. Complimenti Giuseppe, manifesti un bel cuore. Gaia
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:49
@Gaia,
Cara Gaia, la tua risposta, che non può che lusingarmi, dimostra la tua sensibilità ed il tuo amore per la poesia, che ti sprono a coltivare per un’intrinseca soddisfazione, oltre che per ambiziosi traguardi.
Giuseppe
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 19:30
@Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Grazie di cuore delle tue parole di luce Giuseppe, che accolgo con umiltà e riconoscenza augurandoti tutto il bene possibile. Gaia
maria rizzi replica:
aprile 28th, 2010 alle 22:53
@Caro Giuseppe, esistono modi banali per dire l’amore, modi logori e abusati, il tuo è caldo, nuovo, ispirato. Ha sapore di vita consumata insieme e ricca di pathos. Ha l’essenza della ‘trazione delle maree’, come ha scritto un altro grande, che salva oltre ai detriti, i tesori del mare e del tempo…Grazie infinite!
Replica
L’AMORE
L’amore è un sentimento
delicato più d’un fiore,
per sciuparlo basta un niente,
per nutrirlo ci vuol cuore.
L’amore è un sentimento,
un incendio, una passione,
un legame, che t’attrae
e dal mondo ti distrae.
L’amore è un fiume in piena,
d’acqua viva straripante,
è l’inizio d’una vita,
il cui ritmo ti porta
in un mondo tutto nuovo,
ricco d’estasi infinita.
L’amore è come il sole,
che splendente rende il giorno,
è una dolce sinfonia,
cui non servon le parole,
è qualcosa di profondo,
che di nettare t’inonda.
L’amore è come un tuono,
che esplode a ciel sereno,
e due cuori stretti lega.
Ma non è amore vero,
se non è saldo e sincero,
non è amore, ma mania,
se sol di sesso è bramosia,
è un amore simulato
se non è contraccambiato,
perché l’amor non corrisposto
è una barca alla deriva,
che di vista ha perso il porto.
Dalla silloge “Pensieri d’amore e…”
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 22:00
@Giuseppe D’Uva Cifelli, Pensieri d’amore davvero belli. Complimenti Daniela Quieti
Replica
Smise di parlare, guardando lontano verso il mare, quella luce brillante che continuava a lampeggiare.
Non aveva avuto modo di poterci arrivare nella realtà, ma nel cuore aveva mantenuto la magia e, da quello scoglio continuava a vedere navi partire ed altre tornare…
La dignità no!
Nessuno… neanche il re, era riuscito a portargliela via.
Mark l’aveva cercata ovunque, instancabilmente, senza mai arrendersi, mentre lei, era sempre stata là, vicino, così vicino da respirare nel suo respiro, da scaldarsi nel suo calore, da perdersi come amava, nei suoi occhi azzurri come il mare.
Finalmente l’aveva trovata… e:
“Mai ad altri avrebbe permesso di spegnere il suo sorriso,
discutere il suo pensiero, tradire i suoi sogni..”
Da: Il Pescatore di Tridacne Aletti Editore 2009
Replica
L’ètranger (*)
Ho camminato nella polvere
contando ciottoli di un trascorso
che m’apparteneva: infinito, come
diane mattutine e crepuscoli rosseggianti.
Ho camminato sorda al dolore,
invadente compagno non voluto:
Le bianche strade e i sentieri scoscesi
testimoni del mio lucido vagare
alla ricerca di un’altra me stessa.
Ho camminato divorando la vita
per giungere fino a te, straniero.
Hai un volto, sangue e respiro,
mani docili, invitanti come fresca acqua
che disseta, deterge e sazia.
Inviolabile rimane il tuo segreto
sospeso tra le nuvole di polvere fine,
che svaniscono piano al tuo passo,
straniero,
tu che doni a me soltanto la tua essenza,
restituendomi nuovi fremiti d’assoluto.
da Percorsi 2009
(*) Carissimi “naviganti”, nessuno escluso, al termine di questa lunga, pregevole traversata vorrei postare una poesia, probabilmente che conoscete, con l’avvertenza che vi ricordiate il motto della giarrettiera, lo straniero esiste.
Mi arricchisce, mi consola, mi rende speciale, mi fa vivere.
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 16th, 2010 alle 10:52
@mariarosa lancini costantini,
… e tuttavia,carissima Mariarosa, voglio pensare che:
(della non incomunicabilità a tutti i costi)
“Il mio tallone d’Achille è…una mano, la tua,
che mi tocca piano appena sopra il ginocchio,
mentre parli e mi chiedi cosa ispira
i miei sogni di uomo-bambino!
E mi piace far finta di niente,
per incuriosirti a tornare
a bussare ancòra una volta!”.
A parte la mia ..incontinenza lirica,la tua poesia mi piace moltissimo,anche se non so spiegarti perchè , ma chi se ne frega: la POESIA , talvolta è BELLA proprio per questo.
Ciao e arrivederci da qualche parte.
Mario
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:28
@Mario Prontera,
…. e tuttavia carissimo poeta che mi ricordi altri”maledetti”, che poi così meledetti non erano, pensa “ai violini d’autunno”……. L’indefinito, lasciato in sospensione per catturarci come fai tu, che hai imparato una delle più belle lezioni di vita che continuano ad esistere e che molti, troppi, non riescono ad assimilare : avere lo sguardo, i modi di eterno bambino. Non è infantilità ma grandezza, fino a quando riusciremo a mettere su di un foglio le nostre più intime sensazioni, quelle che coinvolgono, l’amore per qualcuno, l’amore per la terra, l’amore per le parole, (pensa al castello di Robert), saremo vivi, abbracci virtuali con affetto.
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:39
@mariarosa lancini costantini,
… e tuttavia, ancòra per te….
“INDEFINITO PRESENTE”.
(oltre UNGARETTI)
Io…
da “ESTATE 2005 e dintorni” di Anònimo Capuàno
Ti abbraccio, come desideri tu
Mario
Il tuo cuore
è un sacchetto magico
ove germogliano
matite colorate
a ricordarmi
di non lasciare
i sogni a terra
Replica
Fiorella Cappelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 12:38
@Gaia,
Bello.
“Un sacchetto magico”…
ed il suo contenuto di matite colorate per colorare i sogni…
Originalissima definizione di un cuore che abbraccia semplicità e voglia di costruire.
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:15
@Fiorella Cappelli, Grazie Fiorella .. È così bello colorare i sogni.. E colorarsi della loro magia… Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:19
@Gaia,
Carissima Gaia,
che bella, delicata, immagine poetica a ricordare di non lasciare i sogni a terra. Affettuosamente Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 15:03
@Daniela Quieti, Dolcissima Daniela, se c’è qualcosa che ci permette di volare anche senza ali, perchè lasciarla a terra? Sei molto cara e sensibile, grazie. Gaia
Replica
Spoglia d’asciutto
la pioggia
il terreno
fradicio trabocca
di umana debolezza
Ma è fiamma
il nostro amore
che dalla zolla
risale
goccia goccia
al cielo
E nulla può
il calpestio
freddo della luna
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:33
@Gaia,
….”il calpestio freddo della luna….. ma dove va a prendere questi versi così efficaci, contrapposti, che fanno pensare ad una luna diversa da quella che vediamo. Gaia sei bravissima e per questo, ma non solo, posto per te la “mia luna”.
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 12:25
@mariarosa lancini costantini,… oh.. Mariarosa, dolcissima Mariarosa! … bravissima… Vuoi farmi morire di gioia?! Dove vado a prendere certi versi? L’unica via è spogliarsi dei sensi che limitano percezioni ed emozioni e lasciare spaziare libera l’anima del cuore…. Grazie davvero delle tue parole. Gaia
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:47
@Gaia, mi piace la scelta dell’assenza di punteggiatura…quasi a lasciare al lettore la decisione dei tempi…i proprio tempi…
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 12:35
@Elisabetta Aprileo, .. Cara Elisabetta, ci sono poesie che senza punteggiatura barcollano come sedia che ha una zampa più corta delle altre e poesie invece che debbono essere lasciate libere da virgole e punti altrimenti muoiono ancor prima di vivere. Ritengo poi che chiunque si ponga davanti a un opera, sia essa poesia o un concerto, una scultura oppure un quadro o altro… debba viverla secondo il proprio sentire perchè solo così può percepirla vicina.. addirittura sua….. Grazie del tuo commento, l’ho apprezzato moltissimo. Gaia
Replica
Ernesto Maria Elona replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:51
@Gaia, grazie. Non sono abile con la comunicazione on line, o forse, credo basti anche solo dire grazie.
Ernesto
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:09
@Ernesto Maria Elona, Caro Ernesto, sembra essere facile dire grazie o cosa da poco ma non lo è se è detto col cuore e in più diviene un bellissimo dono. Sono dunque io a ringraziarti! Gaia
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 19th, 2010 alle 20:53
@Gaia,
questa tua poesia basata sugli opposti la trovo molto particolare
nelle analogie. Brava alla prossima Franca.
Replica
Gaia replica:
aprile 20th, 2010 alle 06:42
@Franca Fasolato, ..grazie di cuore Franca e alla prossima! Gaia
Replica
Il mio canto d’amore
Il mio canto d’amore
è per un fiore che adesso sta nascendo
nel buio e tra le rocce
per il suo vagito che urla speranza
per tutti i fiori sommersi
che vivono senza tenerezza
per il loro coraggio
per il loro profumo
e per tutte le guerre
vinte e perse.
Il mio canto d’amore
è per i loro steli bagnati solo da lacrime amare
e le loro radici che affondano le unghie
su terreni incolti
per il loro cuore come spugna
che assorbe tutto il bene
e tutto il male
che non sanno dire
Il mio canto d’amore
risuona come carezza
è pace per chi pace non ha
è infinito
di un tempo che vorrebbero toccare
è ragione
sulla follia di una vita senza desiderio di domani
è il mio cuore
strapazzato da tanto dolore
è solo canto
canto come fiore
nato dal fango
striato e lucidato
da sole rubato al cielo in preghiera
che vince la disperazione
di chi chiede da sempre
primavera a vestire la vita!
Che sia amore
amore che esplode!
Sezione: Poesia e Musica
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STORIE D’AMORE
…Greta e Antonio erano a tu per tu, soli, lontano da occhi indiscreti, con la sola voglia di amarsi. Antonio le chiese: “Ti dispiace se occupo il lato destro del letto? Sono abituato a dormire in una certa posizione”. Lei sorridendo rispose: “Anch’io preferisco lo stesso lato, allora tiriamo a sorte e vediamo a chi toccherà?”. Erano talmente vicini che lui cominciò ad accarezzarla e a baciarla sul collo, lei così desiderabile e innamorata.
Iniziò in questo modo un viaggio magico, fatto di dolcissime scoperte a cui si abbandonarono, dando libero spazio a fantasie amorose nelle quali si persero.
Le bocche desiderose si cercarono e si unirono, prima con dolcezza, e poi con aggressività; intanto le mani cominciarono a scivolare sulla pelle percorrendo i corpi ardenti e vogliosi di passione per volare verso l’infinito, un infinito di gioia e di piacere.
I due corpi si unirono prima delicatamente, e poi sempre più in maniera frenetica, provocando in loro una tempesta di emozioni che proruppe dal fondo e li travolse. Un piacere immenso li portò ad amarsi intensamente, con passione, sentendosi l’uno parte dell’altro.
Come due sostanze chimiche, diverse per forma e colore, erano rimaste a riposare tranquillamente nei rispettivi contenitori come essenze impenetrabili, fino a quando non erano entrate in contatto ed avevano reagito con violenza, generando un’entropia tale da dare vita a nuovi composti e a nuove energie.
L’amore è un’entropia, un disordine, un turbamento, una straordinaria avventura in cui nulla è prestabilito, ma è inatteso, straordinario, infinito.
Brividi di estasi percorsero i due innamorati, che fremevano di felicità.
Quando Greta si voltò per addormentarsi Antonio abbracciò il suo corpo tiepido e infinitamente liscio, poi infilò una gamba tra quelle di lei, le posò le mani sul ventre, e in quella dolcezza e in quel calore si addormentarono…
Estrapolato dal libro ENTROPIA D’AMORE, Edizioni Thyrus, di Emanuela Antonini
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LO SCRIGNO
L’album della mia vita,
e’ racchiuso nello scrigno
del mio cuore.
Là è al sicuro da sudice mani
da occhi indiscreti
là è al sicuro dal corrosivo tempo.
Nessuna fotografia sarà spazzata via
dalle intemperie della mia vita
perché il mio scrigno,morbido e pulsante,
le custodirà una ad una,
con insolente temperamento.
Sarò sola a sentire la tua musica, piccolo grande carillon,
le sole due note nate per te
le note di un tamburo indigeno,
tum tum …tum tumm
quelle stesse note che cesseranno
lasciando andare ogni immagine custodita, con mera avarizia,
complici di una meravigliosa cupidigia.
Replica
Il Bacio
Nude, le sue soffuse labbra inconsce
le mie sfiorano e l’anima v’imprimono
al di là delle stelle e del tempo.
Non eterno questo momento vive
nel mio cuore i suoi secondi e non oltre,
perché già prelude al nuovo bacio.
Serenamente delicato lo sguardo
suo inonda il panorama per intero,
mentre io anelo bramoso alle sue guance.
La luminosa notte infuoca i cuori.
Sovrana, la Luna è arbitra del nostro amor
come del nuovo bacio che ci attende.
Mario De Rosa
da “E finalmente piove…” / Bastogi Editrice Italiana
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Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:21
@Mario De Rosa,
Complimenti, bravissimo Mario, per questa tua bella lirica e un affettuoso saluto Daniela
Replica
Mario De Rosa replica:
aprile 16th, 2010 alle 21:44
@Daniela Quieti, Grazie a te Daniela, e complimenti vivissimi per i tuoi scritti, che come sempre portano il segno di una penna creativa e solare.
Ho letto tantissime opere degne di nota. Se volessi selezionare tutti, penso che il messaggio non mi basterebbe più.
Mi limito perciò a ringraziare indistintamente tutti per questo intenso impegno dedicato all’amore, che nelle lettere tutte, per dirla con Rilke, è il tema certamente più complesso, più ostico da riplasmare.
Mario De Rosa
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 07:09
@Mario De Rosa, …È proprio così, caro Mario. E la difficoltà di esprimere a parole l’ amore è dovuta al fatto che l’oggetto del nostro parlare va oltre la nostra percezione, non ha limiti di tempo né di spazio e tra le sue braccia non esiste l’impossibile. Gaia
LUCE D’ACQUA
Luce
rallenta
il suo percorso,
sciabola fiera
con precisione,
scandaglia
il suo tempo
senza delusione
ricopre natura
in tenero abbraccio…
Il corpo s’inarca
per ricevere il tocco regale
d’un amore sensuale,
s’apre e s’accorda
nel segno del cuore
come un frutto mai colto
finalmente raccolto.
Poi l’acqua
coprì il mare,
le nuvole
e il cielo
come foglie
in volo pesante
fra fuochi
ormai spenti
e istanti esitanti…
Lunga l’estasi
del corpo indifeso
coperto da baci
e respiri pesanti.
Nella vita infinita
tra mani e nuove pulsazioni
lo spazio ricuce
sereno
la sua ardita risalita.
“Poesia e Musica”
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 16th, 2010 alle 09:51
@Maurizio Alberto Molinari,
“Lo spazio ricuce……” Questi poeti che sanno trovare versi così pregnanti, nello stesso tempo sospesi nell’immaginario, che sollecitano curiosità e voli della fantasia. Bravo Maurizio, un vero, indiscutibile cantore del bello.
Replica
Maurizio Alberto Molinari replica:
aprile 16th, 2010 alle 10:24
@mariarosa lancini costantini,
Grazie Maria Rosa,
sei veramente gentile. La cosa simpatica è che ho pescato dal mio archivio una composizione e l’ho riadattata in “real time” alle esigenze del tema. Lo spazio ricuce è rimasto come nella versione originale…
Un abbraccio. Mao
Replica
stefania colasanti replica:
aprile 16th, 2010 alle 19:33
@Maurizio Alberto Molinari, fantastico il suono che si ode nelle tue parole…
Replica
Maurizio Alberto Molinari replica:
aprile 18th, 2010 alle 20:27
@stefania colasanti, Grazie Stefi, sono felice ti sia piaciuta… Un besos. Mao
Replica
UNA LETTERA D’AMORE
Mio caro,
la verità è che ti amo. Adesso che siamo distanti e ciascuno di noi è preso dalle reciproche realtà, oltre la speranza più o meno possibile di ritrovarci, protetti dalle insidie che hanno obliquato, rimpicciolito e dilatato l’interpretazione di un pur identico codice, questa è l’unica certezza.
Un’ansia strana mi consuma, mi induce a scriverti, nonostante riesca ad apparire serena fra i miei libri, i miei impegni, la mia ordinarietà scarnificata, fatta di ideali spesso messi in fuga da un tempo di profonda tristezza, d’insincera illusione, di lunga inquietudine, di polvere di strada. Vedo il mare da qui. Sembra rilassato, anche se il profilo acuminato di una palma scura evoca schegge conficcate nel costato. Me la caverò? Sfuggendo ai miei tumulti per cercare riparo negli attimi strappati al sogno, forse, però ogni sogno è prigioniero del destino. O su una soglia, a guardia dell’antico inganno, alla ricerca di una promessa di verità. O nelle stanze dell’infanzia, nei fantasmi buoni di cui aspetto il ritorno, al buio, per condividere con loro un altro istante nei luoghi che, come loro, ho amato e amo, o a questa lettera che non spedirò, di cui tu solo potresti davvero interpretare le orme, o a tutte le tue forme a cui la mia immaginazione ti adatta, e mi adatta. La più amata è di pensarti semplicemente un uomo, che ha infuocato i miei pensieri, che condivide il desco, il calore che mi pervade, che riempie con me una scatola vuota di ricordi con la fascinazione di ciò che sarà, in un irraggiungibile luogo segreto, domani. – Ma quand’è che viene questo domani, dov’è? E a qual prezzo si vende se è già sera, l’oggi. – È strano come due persone, incontrandosi, s’intersechino l’una nell’altra. Il destino? Il caso? Affinità elettive? Mi piace pensare che sia pure una questione di pelle. Sei troppo affascinante, troppo seducente, troppo tutto e continui a crescermi nell’anima e nella carne, accarezzato progetto, redatto con parole intinte d’emozione. Vorrei averti qui, ora. Stringerti. Fondermi in te. Tu animi la mia vita con la tua presenza-assenza, la memoria delle tue parole, potenti, mi accende di desideri impazienti, mentre rovisto instancabilmente fra i tuoi silenzi nell’aspirazione di ritrovarti. Dobbiamo ancora parlare, cogliere il soffio del vento che ci afferra e ci culla, e ci lenisce ferite aperte dalla nostra precarietà, e poi…vorrei vivere, anche poco, ma vivere… mi dicesti. E, come allora, ti rispondo…anch’io, con te.
Io, passionale, possessiva, irruenta che, come le donne di arcaica radice della mia terra madre, la tua lontananza ha fatalmente di cordoglio velato, con quell’amore che non ho perduto nel pianto e nella gioia di un’intera esistenza, ti porto attaccato al petto, incastonato nell’inseparabile gioiello più prezioso, segreta, bruciante stimmata dentro il cuore, sempre.
Da “Schegge d’amore” di Daniela Quieti
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 08:42
@Daniela Quieti, Cara Daniela, davvero bella la tua lettera mai spedita.. Mi piace molto quando dici che la scintilla che si accende tra due persone quando si incontrano più che al destino o ad una affinità elettiva è dovuta ad una questione di pelle… Verissimo! Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:23
@Gaia, Dolce Gaia, grazie infinite per l’attenzione e la condivisione che mi dedichi. Un carissimo saluto
Daniela
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 16th, 2010 alle 09:33
@Daniela Quieti,
carissima, anch’io ho scritto al mio amore, lettere mai spedite, grazie per questa, bellissima, intrigante, vera, dove la passione,il palpito più bello che esista tra un uomo e una donna, è quello che hovissuto, e vivo. Se esiste un per sempre, continuerò a crederci. Un abbraccio.
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:26
@mariarosa lancini costantini, Grazie, di cuore, carissima Mariarosa per la tua generosa empatia. Ti abbraccio Daniela
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 18th, 2010 alle 19:58
@Daniela Quieti,
molto bella questa tua lettera aperta.
L’anima che non conosce tempo né spazio, cara Daniela a mio modesto avviso nasce per rendere manifeste le glorie dell’universo che è dentro in ognuno di noi… a seconda del livello evolutivo in cui ci troviamo. E, anche se esite il caso, molto spesso invece siamo noi che inconsciamente andiamo incontro alle cose di cui abbiamo più bisogno in quel momento e, ci fanno stare bene o meglio. Tramite la legge dell’attrazione. Un fatto di energie, chimica,e fisica natulrale quindi, che noi chiamiamo comunemente: questione di pelle. Ecco che, entra in campo l’affinità elettiva che anch’io condivido. Due soggetti che viaggiano nella stessa frequenza prima o dopo s’incontrono. Molto spesso per mia esperienza devono percorrere un tratto di strada evolutiva insieme. Quando poi, si comprende questo, è una gioia immensa e si fondono le ANIME. Ciao un abbraccio Franca.
Replica
maria rizzi replica:
maggio 11th, 2010 alle 21:30
Cara Daniela,
straordinaria la tua lettera d’amore, riassunto ideale di infinite lettere concepite e mai spedite, viaggio nell’inconscio coraggioso e ardito, viaggio che le donne sanno compiere, in genere, con più coraggio degli uomini. Tocchi cifre stilistiche degne della letteratura e incanti…Grazie, amica Mia!
Replica
Daniela Quieti replica:
maggio 18th, 2010 alle 13:38
@maria rizzi,
Carissima, speciale Maria,
le tue parole, così generose, mi emozionano e mi rendono felice, proprio perché me le dedichi tu. Grazie, di cuore, per questi gratificanti commenti e complimenti vivissimi a te per la tua bella scrittura
Daniela
Replica
maria rizzi replica:
maggio 19th, 2010 alle 20:17
@Daniela bella, non devi ringraziarmi,sei stata una fonte d’arricchimento reale e avrei voluto trasmetterti in modo più efficace le mie emozioni. Sono fiera di leggerti, di portarti nelle stanze dell’anima e di esserti Amica! Un bacio
CATENA E GHIRLANDA
Nel gioco sottile dei rimandi,
dei dinieghi e ammiccamenti,
nell’ombra dello sguardo
nel donarsi senza pretese
nella richiesta insoddisfatta
nell’oggi avaro d’amore
o nel provvido domani
si dipana la nostra storia.
Filo e matassa, oro e piombo,
sciolto e avviluppato
nel grigiore dei giorni uguali,
stretta catena o ghirlanda
odorosa del nostro Eden
fitto di soli, lune e stelle
di ugge, bronci e baci
reiterati suggelli d’Amore.
Lucia Sallustio
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 16th, 2010 alle 09:54
@Lucia Sallustio,
Che inizio! E il filo che si snoda e ci fa sperare, sognare,
lievitare nel sentimento d’amore! BRAVA!
Replica
Lucia Sallustio replica:
aprile 16th, 2010 alle 13:07
@mariarosa lancini costantini,
grazie per il commento lusinghiero. In fondo la vita di coppia è un gioco sottile di equilibri,in nome dell’amore, verso il/la partner, verso i figli, verso se stessi.
Luciana
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 14:32
@Lucia Sallustio, Straordinaria Luciana, complimenti per le tue immagini di catene e ghirlande di vita reale, nel significato individuale e, allo stesso tempo eterno, quello che, da sempre, ispira i poeti. Con affetto Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:16
@Lucia Sallustio, .. Un Eden di .. Ugge, bronci e baci… Che meraviglia! Complimenti Lucia. Gaia
Replica
IL MIO NOME E’ NESSUNO
Non preoccuparti del mio nome…non ha risonanza,
io sto all’ultimo banco, in questa scuola di vita,
il mio maestro è stato un segno, tracciato sul sentiero,
e ora che il percorso è inoltrato, non giro più lo sguardo,
in cerca della mia direzione.
Se vuoi puoi leggere nei miei occhi,
il passato e l’attesa del domani.
Non chiedermi di parlarti d’un tempo,
o della mia isola lontana,
io non so narrare dei tramonti del giorno,
e la mia età di ragazzo si è di troppo allungata,
per rintracciarla in questa mia espressione.
Eccomi…
mani in tasca o braccia incrociate,
ho appreso come attendere il tempo della mietitura,
non mi agito, serro l’istante poi, ascolto il silenzio.
Sapessi, quanto gradevole sia,
percepire la brezza del mattino,
il riflesso che colora il primo cielo,
il suono muto della vita,
sino a quando un soffio,
smuove l’onda del giorno.
Allora…guardami,
la mia vita è qui, in questi occhi
è tutta, in questo sguardo che infiammo
non la troverai nel mio nome,
utile solo pronunciare,
ma soffre e vive e si muove
e parla…e si racconta
in un solo mio intimo, sguardo da spalancare.
POESIA E MUSICA
Replica
VIENI QUI
Vieni qui…parlami del tuo amore
coi tuoi occhi fammelo vedere
circondami di quell’abbraccio
che non è solo amplesso
e sentirai le mie paure
vieni qui…pelle tra la mia pelle
mani incrociate tra le dita
sino a sentire la strana forza
che mi lascia
al buio delle riflessioni.
Stringiti sino alle cose
a cui ho rinunciato
che non parlano d’amore
ma sanno esserlo;
capiresti quel vuoto,
le mie assenze,
senza che ti raccontassi
il ghiaccio bloccato dentro
fermati qui…
piegati, fra le ginocchia
a farmi capire
il senso d’una vita
io…che volevo trovarlo,
io che solo, non potrei afferrarlo.
Una luce fra me e te
il buio ora non mi serve,
a sentire il calore
a specchiare gli occhi
a sciogliere una lacrima
a lasciarti fra le braccia
il mio sogno.
Poesia e Musica
Replica
Fiore
Ti coglierò tra l’erba ariosa e folle,
schiusa nel calice del tuo segreto,
ancora così gracile di vento
sotto l’azzurro immenso dov’è vita
la luce che ti avvolge e poi si stende
sopra le mie rovine e tra le spine.
In quest’età quest’attimo quest’ora
mi strapperai un sorriso e una preghiera.
francesco ballero
Replica
Gaia replica:
aprile 15th, 2010 alle 18:32
@francesco ballero, Che bel poetare il tuo, caro Francesco! Complimenti. Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 19:56
@francesco ballero, Davvero bella. Complimenti e un caro saluto
Replica
maria lampa replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:18
@francesco ballero,
semplicemente meravigliosa!
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 16th, 2010 alle 09:36
@francesco ballero,
” Sopra le mie rovine e le mie spine”, Francesco, che immagine! Vorrei dirlo anch’io, per quello che ho perduto e non ritornerà più, tu l’hai espresso in modo veramente egregio, BRAVO!
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 19th, 2010 alle 20:59
@francesco ballero,
la tua emozione espressa poeticamente, ne produce a chi la legge molte altre! Complimenti un caro saluto Franca
Replica
Voglio farti un regalo
Voglio farti un regalo
più prezioso dell’alchemico oro
un cuore che ha le ali
di mille e più farfalle
un cuore
che non è indifferente
Un cuore che batte
batte il ritmo della vita
sulla melodia di un sogno
e affronta la fatica
immensa di amare
all’ombra della luce
di promesse e paure
Un cuore
che sia per te
memoria di eterna vita
e guida ad ogni impresa
persino la più ardita
Così
in dono d’amore
voglio farti un regalo
ti regalo
il mio cuore
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:00
@Gaia, E’ una bellissima promessa d’amore questa poesia che dona il cuore. Affettuosamente Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 09:28
@Daniela Quieti, grazie di cuore Cara Daniela! Gaia
Replica
sergio doretti replica:
aprile 16th, 2010 alle 08:14
@Gaia
Grazie cara Gaia di averci fatto il regalo della tua bella poesia.
Ma il regalo più bello lo hai fatto al tuo grande amore.
Cosa si desidera più dalla vita?
Cos’è più prezioso di un cuore che ti ama?
Non sono suffienti mille finanziarie per considerare il valore di un amore grande.
Complimenti ed auguri.
Aff. sergio
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 10:43
@sergio doretti, Caro Sergio, ho scritto questa poesia a mio marito come dono di anniversario, siamo sposati da 17 anni…. Non avevo nulla di più prezioso… Spero di farlo felice! Grazie davvero. Gaia
Replica
UN SOGNO RIVELATORE
Nel sonno pigramente
abbandonato,
stanotte t’ho sognata,
ma, sul più bello,
il vento m’ha svegliato.
A lungo t’ho pensato,
ardentemente, t’ho desiderata,
in un attimo ho capito
che non ti ho dimenticata.
La voglia di chiamarti,
irresistibile, ho avvertito,
ma mentre indugiavo,
il sonno di nuovo m’ha ghermito.
Il trillo della sveglia,
posta sul comodino,
m’ha destato che era già mattino.
Senza indugiare oltre,
sono uscito dalle coltri,
il telefono ho afferrato
e mi son detto:”La chiamo”.
Hai risposto sorpresa
e dolcemente hai sospirato,
quando ti ho detto: “amore,
più della vita ti amo”.
Dalla seconda silloge “Edizioni Cannarsa”
Replica
UN SOGNO DI FELICITA’
Affacciata sei
alla tua finestra
verso il mare
Sorridi al sole
che bacia
i tuoi occhi
ed una piccola
rondine
dal petto bianco
volteggia
intorno
al tuo viso.
Nel cuor
mi sei rimasta
Ma forse
da sempre
ti conosco,
è il tuo sguardo
che lo dice
dall’emozione
che trasmetti
abbracciami
baciami,
atringimi,
con tutta te stessa,
sussurrami
quelle dolci
parole
di un sogno
di felicità
e d’amore.
Replica
Gaia replica:
aprile 15th, 2010 alle 18:40
@sergio doretti, .. Caro Sergio, quanta dolcezza… Sempre molto belle le tue parole. Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:02
@sergio doretti, Complimenti, caro Sergio, per questa bella poesia e un affettuoso saluto Daniela
Replica
sergio doretti replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:32
GRAZIE MOLTISSIME CARISSIME DANIELA E GAIA PER IL VOSTRO COMMENTO CHE HO MOLTO GRADITO.
TANTI AFF.SALUTI
SERGIO
Replica
L’ADOLESCENZA NEGATA
A te, fanciulla
d’oltre frontiera,
portata in Italia
con lusinghe e chimere,
a te, fanciulla in fiore,
che, a sera, passeggi sulla via,
da sola o in compagnia,
a te, che vivi nel terrore
la tua disavventura,
a te, incolpevole creatura,
va oggi il mio pensiero,
a te e al tuo rio destino,
che tante mamme accora,
va la mia tenerezza,
o acerba ragazzina,
da altri costretta,
con ardite minigonne,
ad apparir già donna,
a te, fanciulla di dolci fattezze,
cui è stato spento
il sogno della giovinezza,
a te, bambina di belle sembianze,
cui è stata tolta la speranza,
a te, che vivi, a sera, l’ossessione
di far da esca sotto un lampione,
a te, del cielo bistrattato dono,
umilmente chiediamo perdono
e per te invochiamo
una giusta sentenza,
che dei malvagi
punisca l’empietà
e a te restituisca,
se non l’innocenza,
almeno la pace e la libertà.
Da “Pensieri d’amore e…” Edizioni Cannarsa
Replica
dorella dignola replica:
aprile 15th, 2010 alle 22:26
@Giuseppe D’Uva Cifelli, Mi associo con tutto il cuore ai contenuti espressi in questa giusta e toccante poesia. Dorella
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 10:54
@dorella dignola,
Ti ringrazio Dorella, anche se, purtroppo, la poesia da so sola nulla può contro il deplorevole e delittuoso costume.
Giuseppe
Replica
RISVEGLIO MATTUTINO
Dopo il buio della notte,
al nuovo giorno
mi son destato
e, al mio fianco,
come ieri,
ti ho ancora trovata.
Sussurro piano il tuo nome,
e, nell’udir la tua voce,
devotamente, mi faccio
il segno della croce,
poi ti stringo, forte, la mano
e chiedo al Signore
che sia così
anche domani.
Poesia inserita nella mia seconda silloge “Pensieri d’amore e…” pubblicata da Edizioni Cannarsa.
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Elisabetta Aprileo replica:
aprile 15th, 2010 alle 16:37
@Giuseppe D’Uva Cifelli, “che sia così anche domani”…bellissime parole.
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 10:51
@Elisabetta Aprileo,
Grazie, Elisabetta.
Giuseppe
Replica
Gaia replica:
aprile 15th, 2010 alle 18:38
@Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Bellissimo questo amore che vince il tempo… Sempre… Con stima. Gaia
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 17:01
@Gaia, Cara Gaia, grazie del tuo commento, misurato ed appropriato. Auguri e saluti, Giuseppe
Replica
maria lampa replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:20
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
Apprezzo molto il senso di gratitudine che esprimi in queste tue righe.
Nulla è scontato, e ogni giorno è veramente un miracolo, come tu dici.
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 17:03
@maria lampa,
Grazie Maria Lampa per aver colto il vero senso dei miei modesti versi, Giuseppe
Replica
SIGILLO D’ARGENTO
Ho un Sigillo d’Argento che Lega le mie Arterie.
Limita lo scorrere Fluido del Sangue, nelle mie polmonari setose vie.
E’ un Antico Sigillo con incisa una Celtica Croce e una scritta in sanscrito.
Rubato al Coniglio di Alice.
Nascosto a Maghi in Mutande.
Promesso ad Alate Creature.
Ho un sigillo di Malinconia,
Fatto di Fango e Divini Sputi.
“Non ci sei … Mi manchi…”
Ho un Sigillo che Uso in Guerra come Vessillo,
Divide il Bianco e il Nero,
Divide il Bene dal Male.
Sigillo d’Interiore Miscuglio,
Calendario Contrario,
Pagine Sparse al Vento.
Fastidioso il Suo Divenire.
Domani, Tra Ali di Mani e fiammiferi Accesi.
Userò pulsante Sigillo Come Pietra Tombale.
Sepolcro che Custodisce Sanguinanti pensieri Cesellati in Argento.
Cripta che raccoglie Rantoli di Vita che Boccheggiano senza Ossigeno e Rugiada.
Tomba, come Giaciglio di un Cuore stanco di Battere,
ma che Osa scalpitare Ancora.
“POESIE E MUSICA”
Replica
Averti
Lastricata di silenzi è la mia strada,
soffocata dagli anni,
maltrattata dal tempo.
Eppure non mi fermo,
avanzo,
spingo,
mi insinuo,
costantemente intrusa
in una vita che mi respinge.
Lotto, vivo, arranco, amo…
e credo.
Illuso l’amore di un giorno
incredulo il destino quando,
spero di trovarti vicino.
Note stonate dietro di me
note magnifiche con te.
Amami e ti amerò
cercarti fino alla mia fine
…ti avrò.
http://www.youtube.com/watch?v=Gr4FN_DOpSk
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 19:55
@Elisabetta Aprileo, Sicuramente lastricata di emozioni e versi belli è questa poesia. Complimenti Daniela Quieti
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:38
@Daniela Quieti, grazie :-)
Replica
Teneramente
Teneramente, ti lascerò qui..
aggrappato all’ ombelico
annodato al cuore
intrecciato al respiro
incastrato tra le dita delle mie mani
ad accarezzarti mentre parli e ridi
teneramente, ti vorrò
a disegnarmi l’anima
a imprimere i tuoi occhi per sempre
nel sogno di sentirti fiato
in questa camera senza aria
teneramente..ti sussurro ti amo
ti amo, e non posso farne a meno
e sono soffio che si posa sulle tue labbra
mentre aspetti un bacio..
teneramente ti vorrei tenere
senza farti male
teneramente vorrei soltanto essere tua
sentirti dentro
mischiarmi alle tue vene confondermi
con il tuo sangue.. e ritrovarti, ritrovarti
che mi vuoi, mi vuoi ancora…
Replica
Non dirmi
Non dirmi che la tela si scolora
mentre nel vento corrono le foglie.
Se c’è un riflesso bianco tra i capelli
sarà il sole che gioca a nascondino
tra le chiome del cielo,
se le mani mostran solchi assetati
come campi d’agosto e vene scure
sarà il rinnovarsi della nuova stagione
che chiede altra linfa.
E non voglio sentire questa sera
parole d’abbandono
mentre ti accarezzo dolcemente il viso
e ti guardo negli occhi.
Se una nube scura li attraversa
saranno stormi di liberi pensieri
diretti in volo verso l’imbrunire,
se una lacrima compare sulla soglia
del tuo volto ancora di bambina
sarà una perla caduta questa sera
dal forziere dorato delle stelle
a rischiararci la strada del domani.
Lenio Vallati
Poesia e musica
Replica
dorella dignola replica:
aprile 15th, 2010 alle 14:55
@lenio vallati, tenera poesia piena d’amore forte e sicuro.
Complimenti vivissimi. Dorella
Replica
Carmela Tùccari replica:
aprile 15th, 2010 alle 17:07
@lenio vallati,
Ciao Lenio, rileggere le tue poesie è sempre una grande emozione. La tenera malinconia di questi versi mi commuove e sento già la musica della “tua” canzone nell’aria.
Bravissimo come sempre!
Un abbraccio, Carmela
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 15th, 2010 alle 17:49
@lenio vallati,
che bello rileggerti! Bentornato tra i naviganti, affettuosamente, stupiscici ancora
Replica
Gaia replica:
aprile 15th, 2010 alle 18:44
@lenio vallati, Caro Lenio, mi ha rapita questo amore incondizionato, dolce e forte al tempo stesso… Davvero una bella poesia. Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:04
@lenio vallati, Catturano, come sempre, i tuoi versi dolci e avvolgenti. Ti saluto caramente Daniela
Replica
maria lampa replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:21
@lenio vallati,
molto bella questa poesia, ricca di speranza e di apprezzamento per ciò che si ha tra le mani. Un modo di leggere in positivo ogni cosa.
Ho apprezzato molto quanto hai scritto.
Replica
sergio doretti replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:36
@lenio vallati,
GRAZIE LENIO PER LA TUA BELLISSIMA POESIA CHE MI HA FATTO RIFLETTERE.
COMPLIMENTI E TANTI SALUTI
SERGIO DORETTI
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 17th, 2010 alle 18:21
@lenio vallati,
sei sempre molto dolce nel tuo verseggiare caldo. Un abbraccio poetico Franca
Replica
Ed è amore
Ed è amore questo tremare
questa danza sinuosa con scaglie di sole
questo canto acerbo
con i colori di un arcobaleno
riflessi su gocce di lacrime
mentre piovono giorni
ed è amore
questo fiato
scritto su davanzali di speranza
mentre l’aurora
traspare dai pensieri
mentre piego le ombre
lasciandomi
travolgere da un brivido
d’anima
amore
annodato tra pancia e petto
costole e respiro
intrecciato e disciolto
tra aspirazioni, sogni e utopie
amore, amore anche quello che racconta
abbracci mancati
e schegge di aghi infilzati
nella memoria
amore consumato e umiliato che resiste alla
nuda realtà
amore è ancora credere e sentire
amore..il mio cuore
impetuoso e ribelle alla notte
fragile a un colpo feroce
di vento…
aggrappato all’ultimo scoglio
a un ramo esile di ragione
amore sopravvissuto al silenzio
e alla follia, amore
anche quello salvato
tutto quello che mi accarezza ancora
mentre presto il cuore alla vita
aspettando che torni gonfio di sangue.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 15th, 2010 alle 13:56
@Giusy Montalbano, Hai saputo trasmettere in modo chiaro, sentito, romantico … il sentimento dell’Amore.
Complimenti da Cettina
Replica
maria rizzi replica:
maggio 6th, 2010 alle 21:12
@Cara Giusy
una disamina completa e poderosa dell’Amore la tua lirica, che ha tutto il diritto di essere definita tale, perchè viaggia a fior di metafore, di struggenti similitudini, di melodia. Un itinerario lungo il percorso contorto, difficile e travolgente di questo sentimento che ci rapisce, ci stupisce e spesso gioca a farci male. Complimenti e grazie!
Replica
PALPITO
vagavo sola nel
cielo della vita,
con l’anima smarrita,
inaridita.
Poi, d’improvviso,
tra la folla,
ho scorto
uno sguardo chiaro,
un sorriso;
sei passato oltre
forse ignaro.
E sei entrato
nelle mie pupille,
nella pelle,
e la fresca
acqua della fonte
ha riempito mille ampolle.
Un fremito,
un palpito,
un fiotto di rossore;
ed è stato subito amore!
Magnetismo,
arcana attrazione,
emozione imprevedibile,
tra anime vaganti
nei sentieri del mondo.
Desiderio incontenibile,
nel cuore tradito
ma ancora sensibile.
Bacio sognato
di sapore rotondo,
gioia nascente
in un cuore fecondo.
E mi venisti incontro
pieno d’amore;
io avevo bisogno d’amare!
Riaccesa
alla vita ritrovata,
nel nido profondo
di donna innamorata.
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:05
@dorella dignola, Sei sempre bravissima, cara Dorella. Un affettuoso abbraccio Daniela
Replica
maria lampa replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:23
@dorella dignola,
Una sensazione molto bella, un attimo fatale e la scintilla che fa nascere l’amore.
Un momento magico descritto in modo mirabile.
Mi ci sono ritrovata. Grazie per avermi emozionato.
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 16th, 2010 alle 10:59
@dorella dignola,
Poesia bella sia nelle parole, sia nel ritmo con le sue dolci assonanze. Complimenti ed auguri…
Giuseppe
Replica
Franca Fasolato replica:
aprile 19th, 2010 alle 21:15
@dorella dignola,
complimenti per la bella poesia che porta in sè una gioia nascente solo al cuore fecondo. Saluto poetico Franca Fasolato.
Replica
Aria d’amore
Si respira nell’aria
una ventata d’amore
e cuori confusi
ritornano illusi.
Quel vento d’amore
è diventato tormenta
e quella coppia a distanza
un grande sentimento lamenta.
Si calma quel vento,
ma nessuno è contento
perchè quel sentimento
sopravvive a stento
nelle persone in pena
tra noia ed inquietudine
e presto diventerà solitudine.
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:08
@Alba Venditti, Cara Alba, la tua bella ventata d’amore arriva lontano. E lascia l’orma. Ti abbraccio Daniela
Replica
Amare
Che sia di miele
Di latte o di fiele
Amare è per sempre
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 15th, 2010 alle 15:44
@Gaia, concordo pienamente…l’amore come motore del mondo :-)
Replica
Gaia replica:
aprile 15th, 2010 alle 18:48
@Elisabetta Aprileo, .. Si, Cara Elisabetta e aggiungo… Unica via alla luce…. Grazie. Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:11
@Gaia, Carissima Gaia, nella sintesi, il tutto. Un affettuoso saluto Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 11:03
@Daniela Quieti, Carissima Daniela è molto vicino il nostro sentire… Lo sento… Che bello! Un affettuoso grazie. Gaia
Replica
CANZONE:
CENERE
L’ora del tempo
è ferma nell’urna,
raccoglie un gioiello
come un semplice ritorno
nell’abbraccio inconsueto.
Il fuoco già scritto
è acceso per cancellar la memoria
di un corpo troppo offeso.
Vivo rimane il pensiero
vestito da ricordi senza fine
tra lacrime di ciglia
e pensierose sopracciglia…
Vivo rimane il pensiero
sentendo salire il profumo
della sua voce,
Vivo rimane il pensiero
nel suo quotidiano dolore,
senza rimpianto o timore,
in onore dell’amore.
Vivo rimane il pensiero
nel mio cuore senza difetto
figlio di un tempo
fin troppo imperfetto.
Vivo rimane il pensiero
alla mia voglia di essere vero,
Vivo rimane,
vivo di nuovo
del mio pensiero vero.
Replica
NON TI CHIEDO NULLA
” o sospiri di ambra, sogni, sguardi”
( Paul Eluard )
AMORE MIO, LASCIA CHE I MIEI OCCHI
SI PERDANO NEI TUOI:
NON TI CHIEDO NULLA, NULLA DI PIU’….
E,TI PREGO,LASCIAMI SOGNARE….
LA VITA NON E’ NULLA
SENZA FANTASIA, SOGNO, ILLUSIONE!
LA VITA NON E’ NULLA SENZA L’AMORE!
E ALLORA, AMORE MIO,
LASCIA CHE I MIEI OCCHI SI PERDANO NEI TUOI!
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:10
@Edda Ghilardi Vincenti, Cara Edda, sai emozionare, come sempre. Affettuosamente Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:27
@Edda Ghilardi Vincenti, .. Forse solo chi non chiede nulla ha compreso cosa vuol dire Amare…Brava Edda. Gaia
Replica
SALUTO
Sento già un vuoto nel cuore!
S’avvicina il giorno d’Aprile
che metterà un punto fermo
alle mille parole d’ amore
intrecciate nel cielo,
appese alle stelle,
ai rami fioriti di primavera,
ai raggi del sole all’ aurora;
raccolte nel grande quaderno
che voi avete ogni giorno curato
e che presto sarà chiuso
nell’abbraccio di tutti coloro
che su queste pagine
hanno tanto amato!
Replica
maria lampa replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:25
@dorella dignola,
triste e motlo profonda.
mi piace il titolo che è SALUTO e non addio come sembra.
La tua poesia è raffinata sempre e comunque!
Replica
dorella dignola replica:
aprile 15th, 2010 alle 22:36
@maria lampa, non è un addio, cara Maria. Tanti quaderni nuovi auguro siano aperti per noi, in questa bella avventura che condividiamo tanto numerosi.
Dorella
Replica
NON TI SEPPELLIRO’
Non ti seppellirò
mio sogno
nel fango
delle ipotesi
concrete
combatterò
per liberarti
nella città di luci
ti porterò
in un ristorante
dove il pane
è morbido
e il colore
della speranza
è servito
su un piatto
di fagioli novelli
all’olio e cipolla
con l’argenteria
del cuore
e ostriche d’amore.
Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti
Replica
Gaia replica:
aprile 15th, 2010 alle 06:48
@Daniela Quieti, .. Sempre belle parole le tue Daniela. E che magia d’amore si respira a entrare nel tuo ristorante! Gaia
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:13
@Gaia, Cara Gaia, grazie infinite a te, per le tue dolci parole. Affettuosamente Daniela
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 15th, 2010 alle 15:45
@Daniela Quieti, adorabile è familiare, rustica, vicina…e sincera!
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:15
@Elisabetta Aprileo, Cara Elisabetta, ti ringrazio tanto per l’attenzione e per le belle parole che mi dedichi. Un affettuoso saluto Daniela
Replica
maria rizzi replica:
aprile 15th, 2010 alle 21:48
@Daniela Quieti,
Cara Daniela, suggestivo e ricco di metafore struggenti il tuo sapiente coniugare cibo e amore. Il pathos erotico che ne deriva è di una levità che incanta…Grazie!
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:01
@maria rizzi,
Gentile Maria,
grazie infinite per questo bel commento che mi rende felice. Un carissimo saluto
Daniela Quieti
Replica
sergio doretti replica:
aprile 16th, 2010 alle 12:58
@Daniela Quieti, Complimenti Daniela per questa bellissima poesia che è un inno alla speranza della vita e dell’amore.
Un amore vivo nella semplicità delle radici di un vissuto nelle canzoni poetiche della nostra Maremma.
Complimeti e auguri.
Aff. Sergio Doretti
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 16th, 2010 alle 16:05
@sergio doretti,
Carissimo Sergio,
grazie, di cuore, per le gratificanti parole che mi rivolgi e complimenti a te per le tue belle opere, così dense di sentimenti e di memorie.
Un affettuoso saluto
Daniela
Replica
Mario Sodano, ho letto il “Girotondo”, è un tocco di magia, perchè dona l’impressione di tornare all’infanzia, ma descrive tutta la durezza delli tempi che viviamo. Un ennesimo atto di coraggiosa solidarietà coniugato al lirismo puro. Complimenti…Sono più ricca, grazie a Te!
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 14th, 2010 alle 22:04
@maria rizzi,
Sai Maria, mi rendi molto più di quanto io non ti abbia donato.
Grazie.
Grazie ancora a “Te”.
Mario Sodano
Replica
VIA DEI PINI
Profumo di resina
e aria calda e dorata
che s’insinua negli abiti leggeri
che asciuga il sudore
e annulla i pensieri
E’ un’estate finalmente vera
quella che accompagna le mie ore stasera
Mi riporta indietro negli anni
come se il tempo fosse passato senza lasciare danni
Il mare è vicino e arrabbiato ci scruta
gettando acqua e spuma sulla sabbia muta
Ma tu ti stringi a me
e felicità più grande,
ora non c’è
Non dimenticare le mani che ti cercano
né i capelli che ti accarezzano il volto
mentre si ride di nulla
sognando un domani
che ancora non c’è
L’aria è calda stasera
e tra poco questo momento finirà
ma intanto ti stringo a me
Di tutto il resto poco m’importa
so solo che
felicità più grande
ora non c’è!
Se possibile, la vorrei legare alla canzone:
Gli innamorati – Umberto Tozzi
Replica
“A tutti i compagni e compagne di questa crociera, ricca di amicizia ed emozioni semplici, e ovviamente a Robert e alla SIG. RA. NICLA”.
(Oggi 14 aprile 2010 alle ore 14,30 è LUNA NUOVA).
Luna nuova o luna piena,
nuova o piena di tutto e di niente,
di voglia di mare, di amòri, di giochi,
di danze alla pioggia, alla biada, alle stelle;
e dietro una faccia di bronzo o di latte,
nasconde i segreti scovati dal vento!
Replica
Quando aspettavo
Se mi dici amore, ricordo
il giorno e la notte dove
mai sparivano le stelle
e le nuvole riflesse
attorno alla pallida Selene
sappiamo che molto è andato
nel tempo a ritroso scavando
ruscelli rumorosi dentro
ogni pulsione e desiderati
contatti alle nostre risposte
ancora sentiamo ritornare
quel niente che sembrava
il tutto, acceso alle infinite
anime invitate a lasciare
insonne la notte, quando ti
aspettavo.
Replica
SONO UNA BELLA PIANTA
Vagheggi in sogno segreto
quell’idea di uomo che ami
a cui abbracciandomi t’avvinghi
ed io mi sento una bella pianta
così lussureggiante e fresca
giovane tralcio d’uva
che si prepari a dar frutto
le tue labbra vedo sui chicchi
colmi del mio desiderio
non sono più uomo ormai
in quell’immagine di me
che sale dentro di te
onda irrequieta di piacere
io appartengo al tuo corpo
in uno con lui mi agito
stormisco come fronda
al vento della notte
e le mie braccia sono rami
fioriti intorno a te
mentre distendi nell’estasi
la tua schiena di luna
Robert
******
Pubblicata in questo Blog il 4 dicembre 2005
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 15:41
@Robert, .. È bellissima poesia, Robert. Unica l’immagine di questo Amore di carne che germoglia dalla Natura e in essa distende i suoi frutti. Gaia
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 16:45
@Robert, forte il senso di appartenenza reciproca nei tuoi versi…intensa!
Replica
sabina replica:
aprile 15th, 2010 alle 15:52
@Robert, mi piace l’immagine della schiena di luna, come mi piace l’immagine di piccole stelle nel firmamento delle passioni, ciao, sabina
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:17
@Robert, Davvero una bellissima pianta! Complimenti
Replica
AMANDOTI
Amandoti
Ti cercherò
In un sogno
Per poi sorprenderti
Catturerò
I tuoi sguardi
Respirerò
I momenti
Sussurrerò
Al tuo cuore
Quel brivido
D’amore
Amandoti …
Continuerò
Pensando
Di non arrendermi
Inventerò
I tuoi giorni
Dipingerò
I tuoi attimi
Per poi convincerti
E sceglierò
I colori
I gesti
E le parole
Per non deluderti …
Amandoti
Respirerò
i tuoi baci
gridando
che mi piaci
e brinderò
col cuore
a questo nostro amore
e stringerò il destino tra le dita
perché da oggi
percorreremo insieme
mano nella mano
questa nuova vita.
SEZIONE “Poesia e Musica”
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 14th, 2010 alle 16:33
@claudia pitolli, ti auguro un futuro per questa canzone, mi piace molto! Brava Claudia, ciao da Cettina
Replica
claudia pitolli replica:
aprile 14th, 2010 alle 18:12
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Ti ringrazio molto Cettina!!! Ciao Claudia
Replica
Carmela Tùccari replica:
aprile 14th, 2010 alle 18:00
@claudia pitolli,
Bellissima!!! Ha già nel verso la “sua” musicalità. Leggendo la poesia sentivo diffondersi intorno a me la musica. Brava, ti sento vincente!
Un caro saluto e auguri Claudia,
Carmela
Replica
Claudia Pitolli replica:
aprile 15th, 2010 alle 13:50
@Carmela Tùccari,
Grazie di cuore Carmela !!! Ciao Claudia
Replica
Inizia dalle labbra. Ora
abbiamo le prove (al di là
di ogni ragionevole dubbio).
Dalle labbra inizia. Ancora
non ci è dato sapere
dove vada a finire.
Replica
CONSUELO MI AMOR
(…3)“Alè muchachos… Viva Zapata!”
Ha il piede centrale tutto nuovo, nero, istoriato e quasi in stile, una lucidatura quasi a specchio e la scritta completa in oro antico quasi originale. Conserva di suo a malapena la fascia tartarugata d’epoca della ormai inutile cassa armonica, la ribalta, e pochissimo d’altro. Il
resto è stato opportunamente adattato ad ogni bisogna.
“Mi soi el modierno riciclo des hombres!”
Là dove una volta stazionavano le delicate sottocoppe di Pizzo San galle per i calici di Boemia e le tazze buone del sevizio da tè ora occhieggiano dieci, cento, mille piccoli cerchi sovrapposti, sbavati tutto intorno da bicchieri sgocciolanti arcane misture con alcol scadente.
Gli hanno divelto corde e tenditori, non ha più la vellutata sciarpetta e porta una straziante e vergognosa dentiera.
I pochi tasti rimasti sono di plastica-finto-avorio-nuovo-splendente.
Tutti gli altri hanno ceduto il posto ad una sofisticata doppia tastiera da computer. Sollevando il coperchio spuntano due schermi accostati, confusi allo sfondo di tante, troppe bandierine ammiccanti, suggestive e seducenti, che inneggiano a tutto il globale possibile, vergognoso sipario al cotillon di azioni tarate e striscianti ispirate alle più antiche ed abominevoli imprese.
Durante le affollate riunioni del sodalizio “Von Maxwell”, ormai “Von” più che mai suo malgrado, ancora vede, ascolta, respira ed annusa di tutto, compreso quella “miracolosa” polvere bianca che lo inebria fino a farlo sentire addirittura pago e felice di sé, di tutto ciò che è diventato, e desiderare persino di battere il tempo alla reginetta della hit-parade del momento “Chiama prima perché”.
“..da…dda…dda…eccomi qua …
…de…dde…dde…ti ho chiamato perché…
…de…dde…dde…sto venendo da te…
…da…dda…dda – de…dde…dde… non si può, non ancora…
…da…dda…dda – de…dde…dde…ci vediamo fra un’ora…
…de…dde…dde – da…dda…dda…ma con te chi ci sta…
…de….dde….dde – de…dde…dde…ma chi c’è lì con te…
…da-dda-dda…da-dda-dda…de-dde-dde…de-dde-dde…da-dda-dda..
Poi se ne resta in silenzio, pentito ed umiliato, memore e malinconico, triste e rassegnato, ed aspetta.
Aspetta paziente.
Ormai sa bene che a fine serata qualcuno si collegherà al sito “Musiche dal cuore”, accade in tutte le feste. E ogni volta c’è la straordinaria conferma: nel suo immutabile percorso il tempo che fugge veloce passa ma non muore, e spesso succede che ritorna vivido, deciso e prepotente, misterioso e struggente, librato sui sentimenti, sulle emozioni, sugli amori di allora.
Con tutte le trame di ogni suo legno Max si esorcizza, gli sembra di poter ripetere ancora, accorato e invadente, tormentato e felice, … …mi…la…mi… …mi…la….mi…re…, e dal fondo della annebbiata e indolente ribalta appare la visione: la vede, la ascolta, viva come allora e presente come sempre, con la voce calda e coinvolgente del più splendido sogno d’amore…. …besame……besame mucho…que tengo tema a perdèrte, perdèrte despuès…
….mi…la…mi….
….mi…la…mi-mucho…
….como si fuera esta noche…la ultima vez…….
Era il 1940.
Nell’assordante fragore dei suoi venti anni, sull’arcione sciolto del tempo e nelle mani le briglie della speranza, con le melodie travolgenti nell’anima, Max nella mente ed il subbuglio nel cuore, Consuelo aveva stilato la sua dichiarazione di immortalità.
******
Nel 1940 Consuelo Velasquez compiva venti anni e suonava il piano da quando ne aveva quattro.
Ormai celebre, dichiarò: “Besame mucho?.. la escribì antes de cumplir ventuno agnos, cuando todavia no bada un beso, todo està el producto de mi imaginacion.”
Replica
Chi ha incastrato il mio Angelo?
Scappa, scappa fuggi,
fuggi da te stesso,
dal lato tuo oscuro
che ti rincorre adesso!
Corri, corri e vola,
vola dentro il vento,
spera che il blù cielo
disperda il tuo tormento.
Folle folle amore,
quel tuffo spensierato,
ti ha sì lavato il cuore,
ma le ali ti ha bruciato!
Angelo, perché senza pelle,
tacito al cielo sospiri?
Tu che portavi alle stelle
parole dai mille colori?
Chi ti ha portato lontano
dal tuo perenne dolore,
lasciandoti poi nella mano
le schegge di un piccolo cuore?
Scappi, scappi e fuggi,
ma fuggi nella vita,
ora che la conosci e sai che va vissuta!
Corri, corri e vola,
ma vola nell’ amore,
nei ricordi da conservare,
in quelle emozioni da riprovare!
Replica
Fiore di sale
Cuore gocciolante di dolore nuovo,
antico come me
che fuggo dentro il tempo
sperando di danzare.
Pelle sdraiata su pietra,
lucente di sole,
baciata dal colore di ali di farfalla,
che solo il bello nota
nel suo giorno d’ amore.
Occhi accesi sull’orizzonte,
protesi come mani,
sguardo che ne tocca l’infinita pienezza.
Mare nel cielo,
vita nella vita.
Ecco io:
“Fiore di sale”.
Replica
L’AMORE INTATTO
Già le mani non sanno aspettare
un’altra patria capace di fuoco e brividi
in orbita.
Toccare gli echi della tua anima più nascosta,
fiutare il calore che avanza morbido in bocca
sa di altezze tremanti che riportano l’amore intatto
alle labbra.
Trovare l’origine di un paradiso
tra lingue in attesa di mare,
basta a rendere eterno un bacio,
a completare di sogni la curva del fato.
Dell’ aperto rivelare onde
alla pelle
detesto il dolce aggredire del tempo,
la sua maggiore fame, il precipizio,
quando al fondo degli occhi
il piacere smette di cercare l’uscita
e tace. Nudo in gola.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 14th, 2010 alle 13:09
@Michela Zanarella, Complimenti per questa bellissima Poesia dove la fusione di due anime è intensa ed importante.
Ciao Michela da Cettina
Replica
Amore ed Amato
Giocano a rincorrersi i miei pensieri,
restano in silenzio quando sospiro e ricordo:
ti ho voluto, ti ho sognato…
ho lottato e giorno per giorno,
ti ho strappato via dalle mani della solitudine
e ti ho fatto mio.
Ti tengo forte, ancora più forte…
Scintillano gli occhi,
quando ripercorri i dolci pendii della memoria
e fa capolino sulla tua bocca un furbo sorriso.
Amato se questo è amore
la memoria non lo dimenticherà.
Ti ho voluto, ti ho sognato
ed ora perdo me…
http://www.youtube.com/watch?v=Mih8VdHWCq8
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 14th, 2010 alle 13:04
@Elisabetta Aprileo, UNA CHIUSA DI QUESTA POESIA CHE SPIEGA COSA SUCCEDE QUANDO PERDERSI DENTRO IL LABIRINTO DELL’AMORE
DIVENTA UNA DECISIONE CONSAPEVOLE…
MOLTO BELLA QUESTA LIRICA,CIAO DA CETTINA
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 14:39
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, grazie :-)
Replica
Cuore
Come alberi ha profonde radici in terra,
ma non stormisce al vento, non
dona frutti ne boccioli in fiore ;
l’inverno ghiaccia come pendula stalattite
il mio cuor mite .
( un bacio grande ;) )
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:49
@Annarita, porta il tuo cuore al sole…l’inverno è passato o quasi :-)
Replica
Sfaccettatura d’amore:
“Quella tua mano
che muove il ventaglio
sfiora il cuore”
Replica
Gaia replica:
aprile 17th, 2010 alle 07:28
@Anna Maria Folchini Stabile, Cara Anna Maria, grazie dei tuoi versi. Mi hanno riportato alla memoria un gesto che la mia adorata nonna amava molto fare… Mi hai fatta emozionare. Gaia
Replica
LA PENA NEL CUORE
Repentino, un lampo
squarcia l’orizzonte
e il cielo illumina per un istante.
Frammisto al brontolio del tuono,
forte ulula e sibila il vento,
mentre la pioggia cade scrosciante.
Solitaria una donna,
triste e abbandonata,
al vetro della finestra
la fronte appoggiata,
scruta, dubbiosa, l’atmosfera,
le imposte spalanca
e, nella quiete rotta della sera,
il capo sporge oltre il davanzale,
per affogar la pena sotto il temporale.
La pioggia, forte sferzando,
la lunga chioma, impietosa, bagna
ed, alle calde lacrime,
copiosa s’accompagna.
In quei momenti di gelido
e rilassante abbandono,
l’amor perduto
vuole dimenticare,
ma del vento il fragore
e della pioggia lo scrosciare
non possono sedare
la pena che ha nel cuore.
Poesia inserita nella mia terza silloge: “Pensieri in cerca
di evasione”
Replica
Eppur sono fili di ghiaccio
Quel gelo d’animo,
m’incorona
regina dell’attesa.
Eppure già è primavera.
Che di colori e d’effluvi odorosi
è anima rinnovata.
Invano, amor mio, t’attendo
e ad ogni rintocco
il campanile me lo svela,
il crepuscolo, poi
impietoso
me lo grida.
Solo per un attimo
fugace scompare
anche la speranza,
così, come è nata
muore dentro con me,
dal profondo.
Ora so che non verrai più
e nell’animo è già un urlo
che implacabile disarma.
Non mi scalderai il cuore
d’amor voluto,
desiderato e sognato.
Non vibreranno più corpo e sensi.
Sì, l’ho capito.
Mentre fili di ghiaccio,
stridenti a Primavera…
… diventano le mie lacrime.
Stefania Mereu
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:14
@Stefania, profumo di altri tempi…quasi una dolce tristezza…
Replica
Stefania replica:
aprile 15th, 2010 alle 10:04
@Elisabetta Aprileo,
Grazie, Elisabetta. “Dolce tristezza”? Di un ossimoro, hai “vestito” la percezione alla lettura di questi versi, donandogli l’interpretazione che in cuor mio desideravo. “Profumo di altri tempi”? Forse è vero, visto che neanche le prime rughe mai potranno cancellare ciò che si è provato davanti a un amore finito, dell’ormai passato… buona giornata. Stefy
Replica
DA TEMPO GIUNGO A TE…
Da tempo giungo a te per le più ardite scale,
quelle del desiderio
che impetuoso mi assale, mi inebria e mi matura.
Ti ho lasciato raccogliere il mio corpo
come quieta acqua per andare
come sponda sicura alla mia sorte
…eppure ti ho perduto,anche se adesso
con le più illuminate mani del perdono
spogliare vorrei questa annosa memoria
per chiudermi ancora in te e nei tuoi lacci.
Ho sperato capissi il mio esser come massa astrale
bramante di violare i più occulti paradisi
e con mano fremente afferrare la luce
… e invece mi hai sospinta all’argine ricolmo
ed al silenzio che stringeva in gola.
Così io le mie lacrime per te,
giorno per giorno,
le ho levigate come onde sopra sassi acuti
per consegnarle limpide ai miei occhi
e vedere che questa mia anima predata
ancora attende, tra infiniti enigmi,
la più fulgida ora, quella che più mi prende
e senza croci come fosse vizio
mi attanaglia, mi penetra il respiro,
in volo mi trascina nei più alti cieli
e d’amore divino mi satura il cuore…
emma mazzuca
Replica
MAGIA DI UN INCONTRO
Sotto la pioggia, che cadeva rada,
un giorno t’ho incontrata per la strada;
spedita e disinvolta procedevi,
mentre alla vita, allegra, sorridevi.
Sotto la pioggia, che non era fitta,
cercavi con lo sguardo, a manca e dritta,
la chioma sulle spalle svolazzante,
qualcuno che, per te, era importante.
Tu non mi avresti nemmeno notato,
s’io non t’avessi, d’un tratto, guardato
e se non fossi rimasto allibito,
gemendo, stravolto, come impietrito.
Tu ti fermasti, pensando a un malore
e mi dicesti con delicatezza:
“Si sente male, gentile signore?”
“Grazie” risposi, “è solo stanchezza…”
Ma, come ti facesti più vicina,
lo sguardo puro, tenero e intrigante,
gli occhi neri e la bocca corallina,
la somiglianza apparve impressionante:
così, all’istante e non volutamente,
mi riportasti indietro di trent’anni
ed io rividi, con gli occhi della mente,
un’altra donna indossar i tuoi panni.
L’incantesimo un attimo è durato,
sì come un lampo che fora lo scuro,
mentre tu, ombra del mio passato,
riprendesti a volar verso il futuro.
A me, svanito il sogno dalla mente,
resta soltanto il vuoto del presente.
Questa poesia fa parte della seconda silloge, dal titolo
“Pensieri d’amore e…” pubblicata da “Aletti Editore”
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 12:24
@Giuseppe D’Uva Cifelli, .. È molto bella Giuseppe. E se anche si avverte il vuoto del suo svanire, questo è uno di quei sogni che nasce per restare. …. Gaia
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 15th, 2010 alle 15:38
@Gaia,
Grazie del tuo complimento, Gaia. Penso che tu abbia colto nel segno…saluti e auguri.
Giuseppe
Replica
Vieni Amore e torna
Vieni Amore e torna
tra sibili di vento che gridano
pensieri debilitati, sfiniti,
incatenati nell’inerzia amara di un dolore.
Vieni Amore e torna
toccami, scuotimi
marca e segnami la via
che conduce alla mia essenza
per abbracciare te e riscoprire la mia interezza,
sostati e fermati,
rimani e resta come primavera in ogni mia stagione
che sia sempre bellezza.
Vieni Amore e torna
tocca e bacia le mie labbra
umide di solitudine e pianto
prosciuga e secca ogni mia ferita
respira del mio stesso fiato
rivoltami e stirami l’anima
tra i battiti e questa infinita attesa
fatta di giorni uguali
senza sapore per ogni mio domani.
Vieni Amore e torna
afferrami, seducimi
conquistami, richiamami
stringimi e sospingimi
tra eternità e passaggio
tra vuoto e pienezza
torna Amore torna
sarò piuma e raggio di sole
mi insinuerò tra i versi e le parole
sarò solo emozione
fremido e brivido
per questo mondo stanco
o forse solo poesia
che ride di pioggia
bagnandosi la pelle …
torna e vieni Amore
cantami , cantami la vita e la speranza
e tutto il bene che rimane
di questa mia esistenza!
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 10:33
@Giusy Montalbano,.. brava Giusy, versi belli e melodiosi.. Gaia
Replica
Il lume bianco
Rovesciava il lume bianco sulla soglia
in un orgasmo scomposto
in un impasto di pane e sale
frangeva l’onda in corde d’arpa
il nostro amore
quasi innamorato
con gli occhi raminghi in un lento vagare
mi baciava piano
alzandomi la sciarpa rossa sul collo
annusando il tempo di ieri
le stupide stelle del domani
in silenzio
per non farsi sentire
mordeva il mio cuore
facendo fiorire rose di maggio
mescolando il suo profumo a lacrime leggere
a vertebre dolenti
a un sole di levante
quell’amore
una tempesta perfetta
un ologramma d’acqua dolce
attardato nelle sembianze della sera
ormai vento.
***
Sezione Poesia e Musica
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 10:39
@tiziana monari, … Il nostro amore quasi innamorato.. Una tempesta perfetta.. Ormai vento… Bellissime parole le tue Tiziana. Gaia
Replica
maria rizzi replica:
maggio 11th, 2010 alle 21:44
Cara Tiziana,
‘il nostro amore quasi innamorato’…e una lirica di versi che toccano vette d’altissima musica. La consapevolezza di un un attimo fuggente non viola l’incontaminata bellezza del momento, anzi la esaspera. Quasi ogni giorno esistesse in virtù di se stesso non del tanto abusato ‘domani’. Grazie per la lezione di vita! E complimenti vivissimi!
Replica
Datemi amore
Datemi amore, che sia poesia
scritta e incarnata tra pieghe
della mia anima nuda
incisa dentro gli occhi
sputata ad ogni mio sguardo
datemi delicate rime
a districare nodi tra ciocche di capelli
ribelli
uguento al ginepro e balsamo di rosa
ad accarezzare le mie labbra
secche e tagliuzzate dal vento
gelido di inverno senza fine
datemi, datemi una poesia
una sola parola, una sola carezza
che risvegli i miei sensi
accartocciati come fogli
intere pagine macchiate
di scolorina a cancellare
ogni traccia
datemi bellezza, tenerezza
e delicata armonia
per ripescare il cuore
offeso, umiliato
deriso per la sua sottile spoglia
datemi amore che sia
soltanto vita
vita che esplode
ad ogni nuova alba
e rinasce ad ogni tramonto.
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 10:36
@Giusy Montalbano, .. Un grido che oscura il sole… Molto bella la tua poesia. Gaia
Replica
Lì io ti amo
Sul sentiero dei pini
dove le ombre diventano vive
e il sole, cercando la terra,
di luce contorna visioni,
dove la roccia affiora
e il percorso la ginestra aggira
tra corbezzoli dai penduli fiori,
lì io ti amo.
Un calcio a una pietra, un salto,
una corsa inseguendo il raggio
per scoprire dove si nasconde il sole.
Dove le curve dei monti
galoppano lontano
per carpire al mare l’orizzonte,
lì io ti amo.
Sui percorsi di terra profumati
di resina e brezze salmastre
la tua mano è parole senza voce.
Quand’ecco, inatteso,
del muoversi d’ali uno stormo
ruba i silenzi allo spazio del cielo.
Sulla china risalgono i passi
fino in cima alla collina
dove il vento s’avvolge
e i nostri pensieri cattura
in un turbinio improvviso di foglie.
Un pensiero per me…
Canta l’addio la piccola rana
alla nave che parte dal molo.
Un pensiero per te…
Sul cammino di un raggio di sole
leggero un gabbiano si posa.
Lì io ti amo
e d’ogni pianta il respiro
si fa il nostro sentire.
Cristina Mantisi
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 06:40
@Cristina Mantisi, .. Brava Cristina, che bella musicalità si respira tuffandosi nei tuoi versi..Gaia
Replica
Cristina Mantisi replica:
aprile 14th, 2010 alle 22:11
@Gaia, Grazie Gaia, leggere le tue parole mi ha reso felice, le ho sentite vive. Ho letto la tua poesia e mi è piaciuta l’espressione : “…ero tra gli orli dei miei pensieri”… hai reso molto bene l’idea di quando sei veramente assorto nella tua mente… Ciao. Cristina
Replica
Sul finire di luglio
ero tra gli orli
dei miei pensieri
quando mi accadde
di udire un fruscio
come di vesti
Erano i tuoi capelli d’oro
tra argentee foglie d’ulivo
eri donna bellissima
in corsa
E sul sagrato
mi rivolgesti un sorriso
impiumato di rosmarino
e del muco latteo
del tuo sudore
per poi sparire
Conservo ancora
il tuo profumo
che nel ricordo è di timo
ma non era destino
Replica
Solo tu mi fai ridere
ma ridere da morire
da non respirare
E lo fai così
in modo semplice
e mi sei complice
e mi fai piangere
Replica
michela zanarella replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:23
la semplicità dei tuoi versi rende la poesia essenziale e piacevole nella lettura.
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 12:29
@michela zanarella, ..grazie Michela. Credo che il modo migliore per comunicare una forte emozione sia quello di ricorrere ad una parola diretta e semplice…. Gaia
Replica
Ventisette anni di amore platonico
Tenevamo nascosto nel cuore
un piccolo pacchetto
legato con filo argentato.
Nascosto sotto i problemi
giornalieri della vita.
Venne la morte a liberarci
dalle promesse date ad altri.
Venne il dolore della perdita,
dei compagni di una vita.
Ritrovarsi, dopo anni di silenzio,
perdere la testa in un momento,
scioglire con furia il filo
argentato del piccolo pacchetto.
Sentirsi anime gemelle,
dirsi finalmente: ti amo,
camminando verso il tramonto.
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:25
@Vittorio Giannini, tormentata e dolce attesa…ottima scelta l’attesa.. bell’immagine quella del pacchetto ^_^
Replica
Canzone per me
Sera di luna rossa e stelle pallide,
brusìo di vento fra le vecchie foglie
come fruscìo di fondo d’un fonografo,
i falsi amici nel salotto brilli
stanno scolando l’ultima bottiglia
ed io sull’altalena in mezzo agli alberi
solo con te, che sei venuta e canti.
Così… così… così… con voce d’angelo
cantami la canzone dei vent’anni,
il disco dono tuo, lento ballabile,
“I giardini di marzo” di Battisti.
Così… così… così… cullami l’anima,
trasportami sull’onda dei ricordi,
quest’altalena ormai pare una gondola,
dondola sotto un ponte dei sospiri.
Notte di luna chiara e stelle vivide,
la brezza fa vibrare aghi di brine,
sonano note pure come diàpason
che danno alle cicale il giusto accordo,
i falsi amici stanno andando via
sbattendo porte, manco me ne curo
perché vicino a me tu canti ancora.
Così… così… così… alita musica,
inebriami col tuo profumo giovane
di quando danzavamo guancia a guancia
e tu contavi appena sedici anni.
Così… così… così… con voce flebile
finché non sorge il sole non svegliarmi
da questo sogno che scavalca il limite
tra me che vivo e te volata in cielo.
Replica
maria rizzi replica:
maggio 12th, 2010 alle 20:52
Caro Lino,
straziante il tuo canto d’amore. Ha scosso le fronde della mia anima e, sinceramente, mi ha commossa. Non ti conosco, ma ringraziarti mi sembra riduttivo, preferisco abbracciarti!
Replica
…E…
…e mi manca tanto,
mi manca il mare dei tuoi occhi,
mi manca il senso degli sguardi,
mi manca
la tua audacia e la tua ironia,
mi manca il colore
della tua pelle,
mi manca la luce e il suono
delle tue parole,
mi manca il conforto
della tua passione,
mi manca il senso
della tua ragione,
mi manca il sogno
di una continua evoluzione,
mi manca l’abbraccio
di una tua emozione,
mi manchi tu,
dolce brivido blu…
Replica
michela zanarella replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:21
un brivido blu tutto da ascoltare..emozioni incalzanti che fanno percepire quell’assenza che spiazza.
Replica
Maurizio Alberto Molinari replica:
aprile 14th, 2010 alle 22:19
@michela zanarella, Ciao Michela, felice ti sia arrivata… Un abbraccio. Mao
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Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:30
@Maurizio Alberto Molinari, la mancanza spinge a volte alla ricerca…
Replica
Maurizio Alberto Molinari replica:
aprile 14th, 2010 alle 22:21
@Elisabetta Aprileo, Parlavo di un istante fissato nella memoria (parlo di molti anni fa). Il ricordo non è necessariamente mancanza ma un attimo da custodire garbatamente come fosse un prezioso gioiello… Un abbraccio. Mao
Replica
Un’eco dal passato
Il locale è molto affollato, non si respira. Il compleanno di Valeria. Ieri ha festeggiato i 52 anni con i suoi e oggi vuole una serata con le 3 amiche del cuore. Anestesia dal quotidiano. Fitta complicità. Gusto delle sciocche trasgressioni , qualche bicchiere di vino, scrosci di risate.
Di colpo un viso conosciuto. Occhi scuri penetranti, mascella marcata, sorriso sornione. Il cuore perde un battito.
Massimo! Non lo vedo da una vita!
Chiedo permesso alle amiche e raggiungo il suo tavolo. E’ solo. Mi guarda senza apparente stupore ed esclama: “Allora, Carla, cosa hai fatto di bello in questi 30 anni?” Tipico di lui. Evitare enfasi, stupore, frasi d’effetto.
“E tu?”, ribatto simulando la stessa tranquillità.
“Lavoro in banca, ottimo per un filosofo, no? D’altronde la ‘secchiona’ eri tu, io inseguivo troppi obiettivi.”
Sorrido. “Il nostro bohemien perso tra la politica, il teatro, la pittura…”
“Tu hai centrato la meta o ti sei persa tra un figlio e l’altro?”
Ricordo di colpo che ci rivedemmo alcuni anni dopo la mia laurea. Uno stand a Tevere Expo, Massimo con un cappello di tutti i colori affiancava una prorompente ragazza peruviana. Io spingevo il passeggino ed ero incinta.
Ci scambiammo qualche saluto senza parlare delle rispettive vite e a bruciapelo mi disse “Non tagliarti i capelli. Mai.”
Io risi e gli feci notare che citava Baglioni, non era da lui. Non sembrò cogliere la battuta. L’incontro si esaurì in qualche minuto.
“Io scrivo slogan per le pubblicità…poco filosofico, ti sembra?”
“Si cambia, la vita ci cambia…”
“Le tue asserzioni nette mi sono sempre sembrate violenze sulle verità . La realtà non è così definita, è sfuggente, lascia sempre un margine d’indefinito, di libertà”. Parlo con qualcosa di simile alla rabbia nella voce, se ne accorge e la cosa sembra divertirlo.
“Torno un attimo dalle mie amiche, non mi sto comportando in modo molto corretto”.
Mi avvicino al tavolo, mi scuso, spiego di aver incontrato un amico che non vedevo dai tempi dell’università. Giulia mi rivolge un sorrisetto inequivocabile. La ignoro. “Lo saluto e torno, scusatemi ancora”
Non c’e’ nulla da sottintendere, non sono mai stata innamorata di Massimo. Mi seduceva di testa, perché sembrava anticipare i miei pensieri e si distingueva da tutti con la sua intelligenza istintuale, da rapace.
Mentre mi avvicino al tavolo noto l’incipiente calvizie, il fisico appesantito, la barba trascurata. Non è mai stato attraente e ora lo è ancora di meno, ma quegli occhi… rubano l’anima.
“Filosofeggi, Carla, non hai sepolto le passioni giovanili”
“Continui a dare le cose per certe. Un tempo mi facevi innervosire, oggi questo testa a testa può anche divertirmi. Sì, scrivo saggi di filosofia e altro, ma non pubblico. Lo definirei amore puro.”
“Anch’io scrivo saggi e organizzo convegni, non potrei vivere di sola banca”
“E…il resto?” Mi attengo, con stupore a un codice che credevo dimenticato, che era solo mio e suo. Dire l’essenziale, certi che l’altro comprenda.
“Nessuna catena di bimbi, nessuna storia lunga una vita. Ci ho provato. Non era per me.”
Lo immaginavo. Difficile stargli accanto, mette alle strette di continuo, è complesso, introverso, di pochissime parole. Di colpo mi guarda in modo intenso, mi fa male.
“Ai tempi dell’università non ho avuto che te…e anche dopo, fino a quando ti incontrai sul Tevere”
Sto zitta. Forse lo sapevo, l’ho sempre saputo. Solo lui poteva dirlo ora, così…
“Sei molto attraente, Carla, hai rughe discrete, un fisico in forma, capelli biondissimi…”,si ferma un istante, mi rivolge lo stesso sguardo intenso di prima: “peccato per la luce, non c’è più. Forse l’oro innaturale dei capelli. Dovresti tagliarli…”
Il cuore, preso alla sprovvista, va in frantumi. E’ un colpo basso, bassissimo o forse semplicemente una delle sue amare verità.
Lo saluto frettolosamente, senza convenevoli. Le amiche mi reclamano. Sembra triste. Gli occhi velati da qualcosa di simile alla nostalgia.
Al tavolo non do particolari spiegazioni, mi limito a fissare Giulia scuotendo la testa. Per me la serata è finita. Nessun bicchiere di vino può permettermi di tornare alle risate e alle facili battute.
Silenzio in casa. I figli più grandi sono in discoteca, com’è di rito il venerdi, il piccolo, che all’anagrafe ha 21 anni, dorme, come il padre. Sono le due. Il cuore, come una piccola pendola, fa avanti e indietro,conta i secondi. Il mio umore è veleno, si spande nell’aria. E, mentre mi siedo sul divano per ritrovare una parvenza di serenità, assisto impotente al leggero tremito che mi scuote il busto. Inizio a piangere, come una bambina. Tutte le porte dentro di me sono aperte e sbattono al vento che sembra sempre più forte.
I passi incerti mi portano verso il bagno. Entro e mi chiudo a chiave. Mi credevo immune al trascorrere del tempo. Come un fossile nella pietra la gioventù sembrava rimasta impressa sul mio volto, ma la vita è ugualmente fuggita dagli occhi, che, per la prima volta, mi sembrano mosche imprigionate nell’ombra.
Con gesto automatico impugno le forbici e, seduta dinanzi allo specchio nemico, inizio a tagliare i lunghi capelli biondi e curati.
La pioggia batte contro la finestra, le lacrime scorrono incontrollate e, nella stanza piccola, poco illuminata a causa delle veneziane abbassate, le ciocche bionde si inanellano sul pavimento come dotate di vita propria. Non mi fermo. E non seguo un criterio. Taglio e basta. In attesa di ritrovare la luce, di risentire le antiche parole: “Non tagliare i capelli. Mai.”
All’improvviso mi accorgo che il pavimento è coperto da un tappeto d’oro. Ho un altro viso. Sembro un uomo truccato, anzi un clown , in quanto il rimmel è colato sulle guance fondendosi con la cipria e il fard.
Sergio, mio marito, l’uomo che amo da trent’anni, resterà schoccato. Era innamorato dei miei capelli, della loro morbidezza, del profumo di latte di mandorla.
Mi chiedo come sia possibile che non si sia mai accorto dell’assenza di luce. Ovvio. Nel tempo subentra un senso di eternità che impedisce di continuare a guardarsi. Ci si dà per scontati.
Massimo non aveva mai dato nulla per scontato. Nessuna donna poteva reggere il confronto con la sua anima fiera, tagliente e solo, a tratti, di raso.
Questa sera mi ha ferita con apparente naturalezza. Il riferimento ai capelli è stato lo strappo. Mi ha suggerito di spogliarmi dell’attributo che in passato aveva ritenuto indispensabile.
Mi osservo allo specchio e comprendo in ritardo l’imbroglio.
Massimo non mi ha mai perdonata. Per non aver corrisposto il suo amore, per essermi sposata presto con un uomo tanto diverso da lui, per essere rimasta avvenente. Doveva dire il dolore. L’ha fatto a modo suo. Colpendo al plesso della nostalgia e all’essenza della storia di oggi.
Forse la luce di un tempo si è spenta, ma non è colpa dei capelli. L’unica cosa più pericolosa del passato di un altro è il proprio.
Mi sono lasciata ancora sedurre da lui.. Sono stremata, incapace di alzarmi, di decidermi ad andare a letto.
Sergio, preoccupato, bussa alla porta del bagno. Apro e mi precipito tra le sue braccia. Il silenzio si dilata, è spesso, ruvido.
“Potresti non dire nulla? Non chiedere? Non stanotte”, gli sussurro con voce sabbiata.
Sento l’adrenalina scorrere in lui, scivolare via verso crepe profonde. Non riesce a parlare.
“ Ti racconterò tutto. Non subito. Ti supplico di non odiarmi per questo scempio…”
Mi rivolge uno sguardo nudo e scuote la testa.
Sergio capirà. Come sempre. E perdonerà l’infinita labilità del mio essere.
Esistono molti stupri…anche quelli perpetrati attraverso la lama affilata della memoria.
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 13th, 2010 alle 21:30
@maria rizzi,
Brava Maria. Complimenti.
“La cosa più pericolosa del passato di un altro è il proprio”?: stupefacente!
Ancora un “brava”.
Mario Sodano
Replica
maria rizzi replica:
aprile 15th, 2010 alle 13:04
@Mario Sodano,
Che dirti, Mario? Sai di emozionarmi sempre, ogni volta in modo nuovo…Sai di essere tu ‘stupefacente’! Grazie e un bacio
Replica
Antonio replica:
aprile 14th, 2010 alle 14:35
Cara Maria, bella la tua storia, penetrante, come gli sguardi che sanno rovistare l’anima da cima a fondo, ma non sanno lenire le ferite.
E’ duro restare soli con “ciò che è” quando gli alibi cadono per terra come ciocche di capelli spenti. Crediamo che la luce di un tempo se ne sia andata, ma, forse, non abbiamo guardato bene abbastanza, abbagliati dagli specchi delle apparenze. Ci pervade ancora e ha il nome dei nostri figli. Complimenti. Antonio ds
Replica
maria rizzi replica:
aprile 14th, 2010 alle 20:38
@Antonio, sono rimasta molto colpita dalla profondità e dalla straordinaria sensibilità del tuo intervento. Hai colto nel mio testo qualcosa che sfuggiva anche allla sottoscritta. Così si cresce insieme… Grazie di cuore!
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 17th, 2010 alle 18:28
@maria rizzi, Un profumo, un incontro, un ricordo inatteso possono strapparci improvvisamente le maschere sociali denudando la coscienza del sé. Complimenti per questo emblematico racconto.
Replica
maria rizzi replica:
aprile 19th, 2010 alle 20:56
@Daniela, che calore emanano le tue parole! Non so quanto le merito, so quanto mi appagano! Un bacio e grazie di cuore!
Replica
Caro Mario Sodano, impossibile non lasciarsi trascinare nelle stanze degli echi struggenti dal canto d’amore della tua Consuelo. Un’Opera di altissimo spessore, che si distingue per originalità, intensità e dolcezza. Grazie…riesci sinceramemente a scuotere le fronde del cuore e a perdere la dimensione temporale. Un bacio
Maria Rizzi
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 13th, 2010 alle 21:38
@maria rizzi,
Mi sento onorato e commosso dalle tue parole.
Ed anche un tantino immerirevole!
Comunque grazie Maria.
Grazie di cuore.
Anche per il bacio.
Che ovviamente ricambio.
Mario Sodano.
Replica
I tuoi passi nel mio cuore
Timorosi, incerti
Ascolto i tuoi passi dentro il cuore
Cade la tua anima, barcolla
Si rialza testarda
Ogni volta e domina
La tempesta che la devasta
L’arcobaleno compare
E avvolge l’anima
In un turbinio di colori.
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:31
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, adoro pochi versi carichi di sentimento…
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 14th, 2010 alle 12:55
@Elisabetta Aprileo, Grazie per l’apprezzamento, questi versi sono veramente sentiti, emozioni oramai consolidate.
Un caro saluto da Cettina
Replica
claudia pitolli replica:
aprile 14th, 2010 alle 18:45
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Si avverte un senso di dolcezza e allo stesso tempo come una lotta interiore tra ragione e sentimento,poi all’improvviso l’arcobaleno… le emozioni hanno vinto avvolgendo l’anima in un turbinio di colori … la magia inizia quando si ascolta il cuore e si seguono i suoi passi!!!
Complimenti per questi toccanti versi.
Ciao Claudia
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 15th, 2010 alle 07:30
@claudia pitolli, il tuo commento ha analizzato in pochi istanti la mia Anima , grezie di cuore, ciao Claudia Cettina
Replica
Frammenti
Questo treno che passa veloce
Porta con se
Frammenti, di te … di me
Occhi spauriti di fanciullo
Socchiusi di ragazzo aperti al piacere dell’amore
Sbarrati alla violenza
Spalancati alla felicità di questa vita
Tua e mia
Insieme per sempre
Complici, amanti, amici
Eterni innamorati.
Replica
(… 2) “…la…fa…mi…”
e si emozionavano ancora una volta con la storia del gaucho gitano
“…la…fa…mi…” “…la…ma…po…la…”
“…lindissima Amapola…. yò te chiero…amada nigna mia…”
“…la…fa…mi…la…”
“…lindissima Amatola…deliziosa…armoniosa…como el suono della mia mandòla…”
“…la…fa…mi…la…”
…e continuavano così, nel suggestivo reciproco dono di note e parole ormai scolpite nella mente, e che giungevano nuove ogni volta per la scoperta delle ancor più nascoste ed insospettate emozioni.
Consuelo suonava e “Von-Max” sembrava cantasse.
“…re…la…mi…”
“…yò ne l’alma solo tiengo soledad…”
“…re…la….mi….re…”
“…y si yò non puedo averte…”
“…re…la….mi… …re…la…mi…re…”
“…es la historia de un amor… como no hai otro igual…
“…re…la…mi…sol…re…”
“…es la historia de un amor… que me puedo comprendèr todo el bien e todo el mal…”
“…re…la…mi…re…”
“…que dio luz a mi vida… despegnendola despuès…hay mi vida està oscura…si tu amor no viverè, re…la…mi…sol…re, es la istoria de un amor como no hai otro igual…que dio luz a mi vida ….despegnendola
despuès….”, e continuavano ancora…, e poi ancora, diventando un tutt’uno di vibrazioni frementi nostalgiche ed irruente.
Iniziarono così anche quella magica sera.
Dal balcone spalancato entrava l’odore forte di salsedine insieme alle cantilene cadenzate della Processione, al gioioso vociare della festa, delle bancarelle del torrone e dei “ ciento nignos” spensierati che si rincorrevano a frotte tra la gente. Consuelo si inebriava delle luci riflesse sul mare calmo e distante con le lampare a decine, le increspature più a costa che danzavano lente, la fascia d’argento che propagava fin sulla riva spumosa, le ombre chiare della meravigliosa notte di agosto. E gliela raccontò. Insieme allo spettacolare ricamo nascente nella fugace opera d’arte dei maestri fuochisti, delle loro tavolozze variegate, con le granate a grappoli obliqui e sovrapposti, a scrosci tremanti, suggestivi e variopinti di rosso, di azzurro, di verde, di giallo e di blu, e poi, di incredibile e sorprendente luce pura nel bianco sfolgorante e continuo delle incalzanti batterie di chiusura.
“…mi…la…mi…” – attaccò lui.
“Cosa stai dicendo…?” – bisbigliò incredula Consuelo illuminandosi dentro.
“…miii…laaa…mii…”
“…be…sa…me…”
“…mi…la…mi-mucho…”
“…mi…la…mi…fa…re…”
“…como si fuera esta noce la ultima vez…”
“…mi.. la…mi-mucho…”
“…que tengo miedo tenèrte e perdèrte después…”
“…mi…la…mi…,
“…besame mucho…”
“…mi..la..mi..fa…re…”
“…quiero mirarme… mirarme en tus ojos…sentirte rasente… rasente
de mi…mi…la…mi…”
“…mi…la…mi-mucho…”
“…piensa que forse magnana yò estarè muy lontana..lontana de ti…”
“…milami… besame…besame mucho…como si fuera esta noche la ultima vez…mi…la….mi-mucho…que tengo tema a perdèrte, perdèrte despues… ..besame…besame mucho…como si fuera esta noche… la ultima vez…”
Era il 1940.
Oggi “Von Maxwell”, triste e malinconico, rassegnato e nodoso, irridente e sarcastico, è ancora qui da qualche parte, ristrutturato e sistemato veramente per bene.
“Como el lifting de una puta de mar!”
Ricopre il ruolo mortificante “dell’apparenza”, come accade a taluni, fatui ed impudenti, che ostentano ignari l’eredità giacente dei propri malconci blasoni di terza e quarta progenie.
Lavora nel settore arredamento: fa il mobile di rappresentanza, il pezzo forte, quello buono, di figura.
E’ collocato nel salone di un circolo socio-culturale rinomato e kitch, sfaccettato e policromo, discusso ed agognato, cosmopolita e liberal-clericale, omnisessuato e scambista, dove si incrociano le strade delle più celebri coppie di tutti i tempi: economia e finanza, poteri occulti e storiografi di maniera, mass-media ed intellettuali prudenti, ideologi e voltagabbana militanti, furbi coscritti e mercenari di razza, tutti quanti abilmente mescolati ad una pletora di anonimi e speranzosi volontari beoti.
“Alè muchachos… Viva Zapata!” (…)
Replica
maria rizzi replica:
aprile 14th, 2010 alle 20:42
@Mario Sodano, il pianoforte, vero, grande protagonista della storia, diviene il simbolo delle bellezze violate, dell’assenza di rispetto verso l’immenso patrimonio del passato. la tua novella è un grido d’Amore tenero e appassionatissimo. Sei un vero talento! Grazie.
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 14th, 2010 alle 22:01
@maria rizzi,
Sono stupefatto.
E commosso.
Grazie Maria, grazie con tutto il cuore.
Mario Sodano.
Replica
ORIGAMI
(Testo per la sezione “Poesia e Musica”)
Sono una barca di carta
nata per noia
da un foglio strappato
deposta in un angolo
finita l’attesa
da mano distratta.
E le parole
di cui sono fatta
non hanno un mare
in cui scolorire
che rende fragile
ma ancora libera
di navigare
insieme alle foglie
verso orizzonti
tracciati a matita
dove morire.
Replica
maria rizzi replica:
maggio 17th, 2010 alle 22:04
@Laura, l’apparente levità dei tuoi versi è splendido velo di Maya per giocare a celare la profondità dei contenuti. Le barche di carta sono quelle che resistono a tutti i venti, credimi! Grazie. Mi hai emozionata!
Replica
Laura replica:
maggio 19th, 2010 alle 17:04
@maria rizzi, sei tu ad avermi emozionata con questo commento. Grazie a te.
Replica
è uno spazio
tra due suoni
la parola che mi spoglia
nelle righe di un foglio bianco
dove il tempo scrive
il rosso di Te
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 13th, 2010 alle 20:15
@Blue, Solamente la fantasia allenata dalla Poesia può immaginare… “uno spazio tra due suoni”, le tue parole ci conducono per mano dove tu vuoi.
Complimenti per il tuo stile che ho avuto modo di apprezzare nel tuo blog.
Un caro saluto da Cettina
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 22:20
@Blue, complimenti, sono versi che catturano…. Gaia
Replica
Blue replica:
aprile 15th, 2010 alle 20:28
@Gaia e Cettina, grazie.
Replica
GIARDINO
Mi incanta
il tenace oleandro
che s’accende,
tra le foglie amare,
di colore
e la vite modesta
che abbraccia
tra i pampini azzurri
i grappoli gonfi.
Arresto
sul tronco severo
- i pensieri –
della quercia
che sale nel cielo
dignitosa e composta
senza slancio,
la quercia.
Più in là
dove l’aria è più umida
e sorride la cedevole acacia
dal pallido corpo rugoso,
la magnolia superba
grida i turgidi fiori infiniti
che biancheggiano
alti e solitari
e s’allarga il profumo.
Replica
cecilia cartocci replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:51
@cecilia cartocci racconta un suo ricordo…
Replica
Io celato
Credevo quella musica
esterna,
riuscivo a pensare di sentire
fuori di me,
nell’impegno di quella evoluzione
nell’Amore che mi spaventa ancora
dietro le tue omissioni interne
vi era riposto l’altro
segreto. E insieme chissà quanti
quante poche verità nella rosa
del tuo vagare
e a me non dici niente
non mi parla
il tuo Io si cela.
Mago che tu fai, vivi con un segreto
aperto? Che farò io
povera
donna?
Non escludermi il tuo orecchio interno
né il tuo occhio mi ascolta!
Mi baci si, ma non mi dici
se il mio Amore è senza vie
se t’ama quanto t’ama
pure povero e senza canali
la mia sofferenza è un segreto.
Un segreto di una cosa solo mia
che soffre per le cose solo tue.
Che si dimena per questi strani
argini, che non capisce
e non sente interamente.
Perciò il mio cuore ha paura
il mio cuore è come fiele
senza tristezza
solo vorrebbe fosse il tuo
Io aperto e libero
in quel giorno di sorpresa
pieno di mille cose,
c’era un segreto
che dormiva dentro te
e si era nascosto
in sé
e pure nel mio corpo
impavido e assente.
Replica
Le mani guardavano al viso
che guardava le mani
intorno l’acqua era come il vuoto
solo l’ampiezza dei nostri corpi vicini
lo colmava e lo epurava
da ogni altra storia
passata o vicina, e anche il tempo era vuoto.
Il silenzio si lasciava ammazzare
coi sospiri molli e fragili
come i tuoi cuori.
I cuori di un ragazzo mite,
i cuori di un ragazzo in fiore,
i cuori di un uomo amabile,
i cuori di un uomo acerbo.
Ai miei occhi sembri un raggio
iridescente …
“Poesia e Musica”
Replica
Spunta imprevisto sulla mia scena
come una macabra maschera
con assenze di suoni
di puri profumi, arpe e suoi aromi.
io incontro la vita in questa stanza
senza padroni
arredata da tutti e nessuno
vissuta da tutti e nessuno.
Questa stanza che sa di lavanda
eppure sporca e nera,
come la tua anima bucata
eppure fragile ed eterea …
… immagino che eri un fiore
di pesco, un rivo sbocciato
mentre ora per i dossi,
per i ciottoli fangosi e smossi,
anche la tua anima
è amara come fiele.
E la mia ti riflette come sempre.
La mia anima resta pure mia
ma ti assorbe e spera,
e ti risente, con tutta l’amarezza
e la rabbia della delusione.
Replica
Nello scrivere questa poesia
risento nella mente il tuo preludio
e rivivo una conoscenza
che sapeva ma non sentiva.
Essa chiamava un attimo che non era blu,
cigolando s’intratteneva per meandri caldi.
La mente dimenticava la tecnica,
dimenticava il fatto, dimenticava il suono
e nella dimenticanza
ricordava.
La semplice luce rimandava al caldo
al tuo corpo e al mio esploso
all’amplesso ardente
alle scaglie d’oro intorno.
Tutto il mio corpo era una festa,
te come mio regalo e rifugio,
la pace dei sensi,
la profonda attesa
la lacrima.
E in questa semplice dimenticanza
risuonava il tuo Bach
dentro ero un pianto afoso.
Replica
LUNA BIANCA
Luna bianca
che volgi all’eclissi
e il cupo cielo
inghiotte il tuono,
togli il rosso dalle mie labbra
così l’illusione di un suo bacio
farà ebbri
i sensi…
e il crepitio del mio cuore
sarà un ciocco di legno
che arde.
Replica
VERRA’ IL MATTINO…
Verrà il mattino ed avrà un tuo verso…
Lo lascerai vergato sul mio seno
col tocco di parole adamantine
stillate all’ombra dei notturni amplessi
dal profumo selvatico dei sogni.
Ma conca vuota, molle nell’assenza,
l’impronta del tuo capo sul cuscino
al pragmatico sorgere del giorno
fra l’orme scomposte di bianchi lini
sarà un vago preludio d’abbandono.
Resta solo l’essenza del tuo verso
fra le lame di luce del mattino
sul pentagramma di persiane schiuse
a ricreare l’armonia dell’Universo!
Replica
maria rizzi replica:
aprile 28th, 2010 alle 23:07
Struggente il tuo canto, Carmela, ricco di immagini talmente nitide che consentono di divenire parte viva, pulsante della lirica. Storia di una notte d’amore scritta senz’ombra di retorica, con metafore ardite e mai eccessive….Complimenti!
Replica
Carmela Tùccari replica:
maggio 3rd, 2010 alle 10:32
@maria rizzi, Grazie! E’ stata una sorpresa ricevere il tuo bellissimo commento. Purtroppo me ne accorgo solo ora … Ho letto, emozionandomi, quell’ “eco del passato” che potrebbe essere anche il mio. Profondo e poetico, scritto con maestria, il tuo testo avvince e coinvolge. Sei proprio bravissima e sono felice di conoscerti. Un abbraccio …
Replica
L’ULTIMA EMOZIONE
Abbiamo sfilato i petali di un fiore,
uno ad uno.
Non era rimasto che un frammento di primavera
nel tuo cuore reciso dal buio.
Nelle stagioni della tua vita
fu luce, ombra, quiete e tempesta.
Si voltano le pagine
e non si vedono ingiallire.
La nostra favola sembrava appena nata,
quel petalo solitario è volato via
a cavallo del vento,
come su un levriero impazzito,
dove nessuno l’avrebbe mai trovato.
Il tempo scardina la mia corazza inviolata
e ruba una lacrima che era rimasta sospesa
a metà strada,
tra l’anima ed il mio viso.
Se avessi saputo che non ti avrei più rivisto,
ti avrei guardato più a lungo
ed inalato il tuo sublime profumo
per evocarlo ad ogni mio respiro.
Avrei scolpito
quell’ultima emozione
dentro ad una statua immortale.
L’avrei tessuta con fili d’argento
per vestire il mio spirito ormai nudo.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 13th, 2010 alle 20:20
@Rosanna Guaitoli, Complimenti per l’eleganza di questa lirica che si snoda in un crescendo di emozioni per arrivare a comprendere alla fine un rimpianto che il cuore tiene stretto come se, quest’ultimo avesse delle braccia…quasi a trattenerlo, per l’eternità.
Ciao da Cettina
Replica
“Ad Arsomnia, perchè mi perdoni qualche..birichinata senile da poeta similmaledetto”.
Me la ricordo:
faccia bellissima,
da…schiaffi di sogni
e nenie di vento,
faccia di donna e di marmo,
faccia di voglia e di velluto,
faccia di amore e di umori,
faccia di poco tempo,
faccia di sempre!
Mi piace la tua faccia,
strappata alle stelle.
Replica
maria rizzi replica:
maggio 11th, 2010 alle 22:03
@Mario,
‘faccia di schiaffi e di sogni’…quanti amori hanno visi che estasiano e esasperano, quante storie corrono sul filo dell’impossibile e, magiche funambole di emozioni, regalano momenti indimenticabili. Hsi saputo incorniciare con ‘arte’ vera una di queste storie d’amore! Grazie.
Replica
Follia
Si annida nel labirinto dell’inconscio
Fluttua indisturbata in spazi ristretti
Si abitua alle posizioni più scomode
Non si scompone
Non reagisce agli insulti della ragione
Diventa cattiva per difendersi
Assume forme strane
Non assomiglia a nessun animale
La sua figura è mostruosa
Appare ripugnante
Vuoi scacciarla è inutile…
Si presenta beffarda
Al tuo cospetto
Diventi schiava rassegnata
E’ la follia d’amore
Che si scatena ogni giorno
Non abbandona la sua preda
Replica
Ti parlerò di me
Ti parlerò di me
Ti parlerò
scavando in fondo dentro me
alla ricerca di qualcosa
da poterti lasciare sempre…
un petalo di rosa
da conservare tra le pagine
di un libro di poesie…
un sorriso…
tolto con fatica al mio cuore stanco,
ti parlerò..
degli uomini della mia vita
di un padre che ho dovuto perdonare
quando era tutto troppo tardi
per ricominciare…
di comete impazzite che hanno sorvolato
il mio cielo
e di tutti quelli che sono rimasti sempre
e che ho ritrovato indenni
sopravvisuti al vento dell’oblio…
ti parlerò…
senza stancarmi
delle mie nebbie e delle mie foschie
delle mie battaglie perse
e di tutte quelle che non ho mai
avuto il coraggio di iniziare,
di ciò che sono
dannatamente fragile e forte uguale…
del mio sentire tutto
con i miei sensi affinati dal dolore..
ti parlerò,
in silenzio mentre ti guardo
per ascoltare solo te
che mi trascini morbido sull’anima
senza far nessun rumore.
Replica
Carmela Tùccari replica:
aprile 15th, 2010 alle 16:54
@Giusy Montalbano,
Ballissima composizione. La vedo bene nella sezione “Poesia e Musica”. E’ proprio il testo di una bella canzone da cantautrice, con accompagnamento di chitarra.
Complimenti Giusy,
Carmela
Replica
Risveglio
Neve soffice e pura
cima senza vetta
campo di ciclamini nel deserto
e melodia che vibra e danza in un pensiero
tra soffi e respiro
fiamma di mare e immenso prodigio
nelle notti di tempesta
un abbraccio dirompente
a stringere e trattenere il fiato..
amore, sangue e aria
e poi soltanto sonno
messo a tacere nel grembo
di una primavera che ritorna
sera che aspetta la notte
e alla notte si appende
per bere luce di luna
a succhiare baleni di vita
come lampi che profumano di rose
e cicatrici bruciate
al fuoco di un’alba
destata dal tocco di un bacio
colmo di sussurri.
Giusy Montalbano
Replica
LA PRIMA POESIA D’AMORE
La prima, estemporanea poesia,
non scaturita dalla fantasia
né dalla bocca d’un semplice istrione,
deve esser nata, almeno in embrione,
quand’uno dei tanti figli di Adamo
disse alla donna le parole “T’amo”.
Quelle parole segnarono la via
alla struggente e dolce bramosia,
che ad ogni nato fa vibrare il cuore,
allor che, d’incanto, sboccia l’amore.
E fu l’amore, avvincente malia,
a dare impulso e vita alla poesia,
quella affidata alla parola scritta,
che resterà, nel tempo, viva e invitta.
***
Questa poesia apre la mia terza silloge di: “Pensieri in cerca di evasione”
Replica
E mi piace così
E mi piace così
cogliere gemme di luce
tra vitrei fili d’erba e rugiada
tra scricchiolio di foglie
ricordanze, vivide rapide emozioni
E mi piace così
le gambe distese sul grano
mani che odorano di terra
la volontà di amare
oltre lo spavento di esistere
Replica
giuliana meloncelli replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:03
@Gaia,
semplicemente bellisima
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:27
@giuliana meloncelli, ti ringrazio Giuliana, di cuore. Gaia
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:30
@Gaia,
e mi piace così, poeta semimaledetto, bearmi di questa Musa dal volto di donna… irripetibile e dei suoi versi semplici e veri.
Bravissima, Gaia.
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 12:19
@Mario Prontera, .. Caro Mario, mi inchino al tuo bravissima con primaverile gioia. Ma, se tu sei poeta semimaledetto a me piace pensarmi senza il semi…. Potrebbe esistere il bianco più candido se non esistesse il nero più cupo?… Con simpatia e stima. Gaia
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:58
@Gaia, bellissimi questi versi a contatto con la Natura …
Gaia scrive:
…”E mi piace così
le gambe distese sul grano
mani che odorano di terra
la volontà di amare
oltre lo spavento di esistere”
…anche se la vita stessa fa paura!
Complimenti da Cettina
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 12:27
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, ..Cara Cettina,è proprio vero… è la vita a fare paura non la natura… Grazie. Gaia
Replica
Al sospeso fiorire di sogni
tra sé e il cielo
son cascate di sole
sospiri tremuli
sulle mie labbra attente
Che siano giocosi o ardenti
son qui in attesa
della tua rubra bocca
a innamorarmi perdutamente
Ma che siano mille e più i baci…
Replica
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:18
@Gaia,
Complimenti, la tua bellissima poesia nasce dal romanticismo dell’ambiente primaverile che incontra l’amore e la felicità e termina con l’amore vissuto illuminato da oltre mille fiori trasformati in altrettanti baci di amore.
Saluti e e auguri,
aff.mo Sergio
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:00
@sergio doretti, …Caro Sergio, voleva essere un omaggio alla Divina Saffo, L’Inarrivabile… Grazie Gaia
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:42
@Gaia,
Poesia dolcissima!!!
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:02
@Elisabetta Errani Emaldi, … Cara Elisabetta, grazie di cuore per il tuo breve commento. La dolcezza è una delle vesti più belle dell’amore. Gaia
Replica
“All’ultima delle mie numerose Muse ispiratrici”.
Sui gradini della notte,
e su cuscini di cosce, le tue,
mi diverto a solleticare coi baffi
fantasie di bambini e sogni di donne,
e grovigli di stelle annoiate e invidiose
mi prendono in giro,
e però sono contento
che tu abbia ancòra voglia di me!
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:43
@Mario Prontera,
Bella, complimenti!!!
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 13th, 2010 alle 22:49
@Elisabetta Errani Emaldi,
Detto da Lei, mi inorgoglisce oltre ogni limite e per…sdebitarmi in qualche modo
“Ogni tanto, fermati
e fissa almeno due punti:
il primo, a un palmo dal cielo,
l’altro,…a un palmo dai miei occhi!”
da Estate 2005 e dintorni di Anònimo Capuàno
Cose piccole e belle
Mario Prontera
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 15th, 2010 alle 14:03
@Mario Prontera,
Grazie Mario, sei gentilissimo,
con simpatia, Elisabetta
CONSUELO MI AMOR
Consuelo aveva vent’anni e gli occhi verdi cangianti nel blu, la musica nell’anima, il vecchio “Von-Maxwell” a coda che suo padre aveva suonato in mille concerti e sapeva che presto avrebbe vissuto il suo fantastico primo bacio. Stava aspettando.
Lo immaginava timoroso e struggente, e poi deciso,irruento, totale. Memorabile.
Come succede per un uno sguardo, una carezza, un addio.
Sarebbe accaduto di sera vicino al mare con le sue armonie. Con il tenue sottofondo a sciabordio della risacca, dolce e vellutato come il ritmo caldo ed accorato di un nostalgico musicista jazz dal tocco sapiente, e delle spazzole a velo che accarezzano lente la pelle tesa della sua batteria.
Una di quelle notti di agosto scintillanti di stelle a cascata, come i fuochi d’artificio alla festa della Vergine, e di quelle più sfolgoranti schizzate lassù in alto come gli acuti degli ottoni solisti senza sordina. Una notte viva di riflessi d’argento suggestivi e avvolgenti come il suono dell’arpa, intensi, magnetici ed evanescenti come luci della ribalta, e laggiù, distante, l’occhieggiare di una, poi due, poi tutte le lampare del mondo.
Oppure lo avrebbe baciato sulla collina azteca, quella degli avi, in una splendida mattina di primavera. Una di quelle giornate che sembrano l’orchestra quando si appresta alla prova generale e lentamente le vibrazioni, poi gli accordi isolati e poi i suoni appassionati si fondono insieme per diventare melodia; quando nell’improvviso mistero si risvegliano il sole, l’aria, gli odori, la vita; quando vedi chiara ogni cosa intorno a te e sei pronta ad affrontare tutto quello che verrà dopo, compreso il rigido inverno che un giorno arriverà inesorabile a suggello e conferma della bella passata stagione.
Di un’altra cosa era assolutamente certa: con lei ci sarebbe stato Max.
Il suo Max.
Max dal volto aperto e sereno, timido ed insieme impudico, con i suoi occhi luminosi, profondi, intriganti, e trasparenti fino al dono di ogni più nascosta emozione. Max, il guerriero che alfine si toglie la maschera e diventa poeta per cantare la sola e desiderata vittoria ancora mancante, unica ed assoluta, definitiva sublime e partecipe: la propria splendida resa.
Il suo Max pellegrino in qualche parte del mondo, che certo la stava cercando, ed un giorno lo avrebbe incontrato e riconosciuto, lo sapeva, ne era sicura.
Intanto continuava a parlarne con il suo piano riservato ed attento, il confidente memore e rattoppato dalla scritta cancellata a metà, eppure vivo, partecipe, propositivo.
E lui le rispondeva a tono ogni volta.
Consuelo gli carezzava teneramente la ribalta e ripiegava con cura il copritasti di velluto rosso. Qualcuno, chi sa chi, chi sa dove e chi sa quando, con una romantica grafia a svolazzi contornata di cuori trafitti, violette di campo e fragoline di bosco, vi aveva ricamato a rilievo “MI AMOR”. Poi lo sfiorava a mani aperte e dita protese, e restava per qualche istante immobile e concentrata, ferma, ad occhi chiusi e muscoli tesi come gli atleti preparati allo scatto, fino a quel …“pronti via”… che giungeva improvviso ed impetuoso.
Tutte le volte si ripeteva il mistero, sembrava che fosse “Von-Max” ad attaccare: i tasti cominciavano a muoversi autonomi sotto i suoi polpastrelli che poggiavano appena, …“do-re-mi…do…re…”…, e Consuelo gli raccontava i pensieri, i suoi sogni segreti e tutte le storie già note. Lui ascoltava discreto, assecondava le emozione, le eseguiva, la coinvolgeva in crescendo e procedevano insieme, fino a librarsi in una sciame di sensazioni antiche ed inebrianti, ogni volta nuove uniche ed irripetibili.
“…la…fa…mi…” (….)
Replica
maria rizzi replica:
aprile 15th, 2010 alle 13:09
@Mario Sodano,
Così si conclude un’Opera d’arte e si lascia il lettore con gli occhi umidi e l’anima graffiata…Sublime! Grazie è un termine davvero riduttivo…ti abbraccio!
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 15th, 2010 alle 14:57
@maria rizzi,
…… grazie!
Replica
GIRO GIRO TONDO
Questa è la favola del girotondo
il gioco certo più vecchio del mondo
chi l’ha inventato nessuno lo sa
ma tutti sanno come si fa:
gira-giro-tondo
gira tutto il mondo
se c’è qualcuno che non lo sa
meglio per lui che non cascherà
E c’era una volta un re
senza mai scettro e senza mantello
tutti quanti credevano che
per fare il re bastava un castello
nessuno aveva mai chiesto se
fu vero re il re travicello
nemmeno lui andava più in fondo
girava con tutti quel girotondo
e gira gira giravano in tondo:
gira-giro-tondo
gira tutto il mondo
se c’è qualcuno che non lo sa
peggio per lui che cascherà
C’era una volta un tale
molto lontano dal suo paesello
era nato per fare il lacchè
almeno tutti dicevano quello
ma lui aspettava, sapeva che
poteva volare come un uccello
non gli riusciva a lasciare il fondo
girava con tutti quel girotondo
e gira gira giravano in tondo:
gira-giro-tondo
gira tutto il mondo
se c’è qualcuno che non lo sa
peggio per lui che cascherà
C’era anche una principessa
scese la torre lasciò il castello
aveva sete di tanti perchè
trovò l’amore bevendo al ruscello,
con cento sorsi lo fece re,
comprese il brutto, conobbe il bello
oltre la vita portò il ricordo
girava con tutti quel girotondo
e gira gira giravano in tondo.
Questa è la favola del girotondo
il gioco certo più vecchio del mondo
chi l’ha inventato nessuno lo sa
ma tutti sanno poi come si fa:
gira-giro-tondo
gira tutto il mondo
se c’è qualcuno che non lo sa
peggio per lui che cascherà
C’era una volta un uomo
senza mai scettro e senza mantello
che si credeva d’essere un re
ma non teneva nemmeno un castello
lui lo credeva solo perchè
sedeva in trono dentro a un bordello
guardava il cielo e restava in fondo
girava con tutti quel girotondo
e gira gira giravano in tondo:
gira-giro-tondo
gira tutto il mondo
se c’è qualcuno che non lo sa
peggio per lui che cascherà
E c’eri una volta tu
non eri questo e non eri quello
ti dicevano adesso sei re
però speravi di bere al ruscello
se come tanti anche per te
ti siedono al trono nel tuo bordello
puoi sempre dire così va il mondo
e gira gira tu giri in tondo:
giro-giro-tondo
c’era una volta un re
giro-giro-tondo
c’era una volta un tale
giro-giro-tondo
c’era una principessa
giro-giro-tondo
giro-giro-tondo
giro-giro-tondo
giro-giro-tondo
casca la terra
tutti giù per terra.
***
Sezione Poesia e Musica
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:13
@Mario Sodano, è adorabile Mario… Credo che risuonerà in emozioni di luce in chiunque la leggerà perché, più o meno in fondo, siamo ancora tutti bambini….. Gaia
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 13th, 2010 alle 16:21
@Gaia,
…. e spesso giochiamo a rimpiattino col nostro tempo.
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:07
@Mario Sodano, … credo che l’importante sia giocare e nel gioco godere liberamente della luce che è in ciascuno di noi… Ancora grazie Mario. Gaia
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:27
@Mario Sodano,
Grazie mille caro Mario di averci fatto sognare e di averci fatto ritornare bambini.
Complimenti e auguri
aff. Sergio
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 13th, 2010 alle 19:57
@sergio doretti,
Grazie caro Sergio.
Complimenti ed auguri anche a te.
Mario
Replica
beatrice replica:
aprile 13th, 2010 alle 19:41
@Mario Sodano, complimenti Mario, il tuo giocoso girotondo è una potente metafora. Grazie davvero
Replica
Mario Sodano replica:
aprile 13th, 2010 alle 20:11
@beatrice,
Grazie davvero a te cara Beatrice.
Credo proprio che tu sia l’unica commentatrice non inserzionista.
Sai, penso che troppo spesso ci illudiamo di giocare al gioco dei grandi.
Ma forse è giusto così.
Un abbraccio.
Replica
“Alle Muse, le mie almeno, numerose e straordinariamente affascinanti” (e per l’occasione a Mariarosa e Gaia).
Diciamoci adesso tutto,
perchè niente vada ad imbrattare,
dopo, il diario di bordo;
e lasciami sul bordo di una foto,
o di una notte ubriaca di stelle,
gli appunti che non ho saputo prendere.
E con fili di biada, intinti nel calamaio della sera,
traccio di getto, su lavagne a perdere,
arabeschi di umori e monili di fantasie,
e ti lascio pagine sparse,…
tra un fuso orario e il mio telaio di vetro”.
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:18
@Mario Prontera, … In qualità di affascinante musa, mi inchino ai tuoi versi… Intrisi di vita, simpatia, intelligenza….. Grazie! Gaia
Replica
Rosanna Guaitoli replica:
aprile 13th, 2010 alle 16:24
@Mario Prontera,
“Una notte ubriaca di stelle”.
Mi piace moltissimo questo tuo verso, davvero azzeccato e poetico!
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 13th, 2010 alle 22:55
@Rosanna Guaitoli,
Grazie di cuore, gentilissima Rosanna e per te in questa occasione:
“A un palmo dal cielo e dai tuoi occhi,
scivolano i miei a sfiorare le labbra,
ma dove le mani si vanno a fermare
intreccio una nenia di canti d’amore”.
da Estate 2005 e dintorni di Anònimo Capuàno
Per il resto, COSE PICCOLE E BELLE.
Mario Prontera
Replica
mariarosa lancini costantini replica:
aprile 14th, 2010 alle 10:34
@Mario Prontera, Grazie!
ABBAGLIO
Trascolora questo giorno
nell’indulgenza dell’aria in attesa.
Ho lasciato la rabbia
negli abiti da smacchiare;
senza indugi m’affido alla natura,
madre, sorella, amica del mio scontento.
Accoglierò tra i piedi nudi
la prima rugiada dell’alba
scordando l’ieri svanito con la notte.
Amata notte vissuta nel profumato silenzio,
senza di te e il tuo bruciante diniego.
T’ho detto ” Amore “, allettata da un sorriso,
dal tocco lieve della mano……uno sbaglio?
Non raccoglierai i petali dei miei sogni
nè il respiro della terra, che ha capito.
da Percorsi 2009
A voi uomini che spesso deludete le nostre aspettative e non capite, a tutte le “ragazze” che navigano in questo mare d’emozioni e che vorrebbero anche le sfumature di quel sentimento semplice e complesso che si chiama amore, posto questa mia.
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:41
@mariarosa lancini costantini,
Carissima e simpatica Mariarosa, la mia scomposizione in versi è una specie di invocazione-omaggio alle Muse, tutte dal volto di donna, che animano mirabilmente la mia scrittura elementare.
Colgo del resto nella tua lirica un comprensibile velo di malinconica tristezza, che penso di comprendere quanto basta e che affonda le sue radici nel fatto che qualsiasi forma di interrelazione umana è gravida di una certa quota di complessità; ogni relazione è ..sostanzialmente complicata, anche la relazione con sè stessi. Adesso mi fermo perchè magari non ho capito proprio niente di quello che tentavi di comunicare, e però sono contento che tu abbia avuto voglia di sentirmi ancòra.
Con grande stima e affetto
Mario
Replica
maria rizzi replica:
aprile 15th, 2010 alle 21:59
@Mario Prontera,
Caro Mario, non faccio parte del nucleo delle Muse, ma la lirica è delicato e al tempo stesso intenso, inno di devoto amore alla Dea Donna e a quella categoria appartengo anch’io. Grazie e complimenti di cuore!
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 16th, 2010 alle 09:41
@maria rizzi,
Carissima Maria, a questo punto, avendo colto mirabilmente il senso dei miei versi, entri a pieno titolo nel novero delle mie Muse ispiratrici dal volto di donna,quindi…grazie a te della benevolenza e cose piccole e belle.
Mario
Replica
Pirata di città
S’alza presto
la mattina
il pirata di città
Prepara la benda per chiudere un occhio
Facile non è
anche oggi è così
Cosa si può fare per cambiare?
Sotto le stelle di un cielo che non guardiamo più
Ti alzi all’alba
Pirata
Fuggi dietro un torpedone blu
Quale sogno può
Condire il caldo, il freddo di una giornata di desideri?
Il sole illumina la mente
Il corpo si risveglia
Vede il mare , finalmente , il pirata
Il mare, il mare nostrum
Posso combattere, assaltare vascelli
No, non vacillare
Coraggio
Combatti
Assalta una nave invisibile
Abbordaggio riuscito
Adesso: combattiamo , tiriamo fuori energia e spada
Dio, non c’è resistenza,
com’è dolce il mio pugnar così,
vorrei fosse, così, tutti i giorni
Battaglie vinte in un mare blu
Come il colore delle lenzuola che non guardi
Nel cielo più chiaro e più scuro che c’è
Come il mio cuore
Come il tuo cuore
Combatti pirata di città
Combatti con tutte le tue forze non farti affondare
Soffia il vento del niente e ti trascina
Può portarti lontano…..nel niente
Non farti catturare
Pirata di città
Pirata di terra
Senza mare
Senza luce
Naviga
Nella notte tra le stelle ed il sogno
Tra i sospiri
Di una bocca languida
Ed un corpo non troppo evanescente
Affondo
come un sommergibile nucleare
Nella fossa oceanica
Potenziale energetico
Congelato
Fino alla prossima tempesta
Torna stanco
Il pirata di città
La sera a casa
ha vinto
Tutte le tempeste
Nell’afa di un viscido asfalto
Nell’umida aria
Tra gli scarichi di benzine senza piombo
Con il ricordo
Di labbra gonfie ………
Ed è felice di sognare
spero
( Sabina Porfido, Agenda 2008, Ed,Noitrè, Poesia e Musica)
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 08:59
@sabina, brava Sabina, belle parole le tue, fanno sognare. Gaia
Replica
sabina replica:
aprile 14th, 2010 alle 07:41
@Gaia, grazie Gaia…ogni mattina qualcuno insegue un sogno, una dimensione nuova , magari mentre il sole sorge ed il mare placido accompagna i nostri viaggi turbinosi, sabina
Replica
Su di me…
Le tue mani su di me….
Come tasti di un pianoforte
Appena accordato
Scivolano sulla pelle….
Una melodia sconosciuta
S’insinua, incontrastata
Nell’aria impura
Attinge alla fonte unica
Del nostro amore…
Sei tu, solamente tu
Il centro dell’Immenso
che mi circonda…
Replica
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 16:56
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
complimenti Cara Cettina.. è una bella poesia,
Mentre la leggevo mi vedevo in platea al Teatro Comunale ed ascoltavo una bella musica di Mozart e di Mascagni che mi prendevano il cuore.
Complimenti e tanti Auguri.
aff.mo Sergio Doretti
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 14th, 2010 alle 13:15
@sergio doretti, … scrivo le mie emozioni da pochi anni, il tuo commento mi gratifica moltissimo…
Un carissimo saluto da Cettina
Replica
Non hai bussato
non hai suonato
non sei entrato
e pure
la porta era aperta
Ti ho visto dalla finestra
ero pronta a buttarmi giù
per venirti a baciare
oppure a lanciarti la treccia
per farti salire
Ma hai esitato
io ho esitato
allora certo ho capito
Mi sono sentita cadere
mentre restavo a guardare
la danza dei tigli
oltre il tuo sguardo incolore
Per molto
molto tempo
hanno continuato a danzare
anche dopo che te ne sei andato
con te il nostro amore
Replica
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 16:49
@Gaia,
Cara Gaia, complimenti è una bella poesia che racchiude il dolore per il mancato incontro con il tuo amore.
Tanti auguri e af. Saluti
Sergio.
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:25
@sergio doretti, .. Si dolore.. Che è però anche liberazione.. In quei tigli che comunque continuano a danzare. Grazie Sergio per il tuo bel commento. Gaia
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:39
@Gaia, Molto carina, complimenti!!!
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:22
@Elisabetta Errani Emaldi, grazie cara Elisabetta! Gaia
Replica
anna maria e replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:53
@Gaia, amore che delude, con il rammarico inciso dentro. Musicale.
Replica
anna maria e replica:
aprile 13th, 2010 alle 18:33
@Gaia, scusa volevo ringraziarti, sei gentile.
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:21
@anna maria e, ..anche tu hai un cuore gentile Annamaria che puoi anche celare ma che dai tuoi versi è indubbio.. Traspare! Gaia
Replica
NON SO PARLAR DI AMORE
In questo ultimo periodo come autore ho notato che da parte mia vi è una costante ricerca dell’amore soprattutto in senso letterario partendo però dalla vita vissuta.
Ovviamente la scrittura e quindi il diario della vita vengono prima di essere tradotti su un foglio scritto, devono passare necessariamente dal “taccuino” del mio cuore. Ho notato però che il taccuino recente è completamenter vuoto, memtre è zeppo di messaggi il vecchio taccuino.
Questo lo si nota anche dai miei recenti scritti su blog “manuale di mari” relativi all’amore, che privilegiano, in prosa o in poesia, il tempo vissuto.
Quindi, per la problematica attuale, non so parlar d’amore.
E allora?
Ma su questo importante “manuale” i temi riguardanti la vita sono tanti.
Non riguardano soltanto l’amore.
Forse riuscirò a scrivere qualcosa. Speriamo.
Non riesco, però, a parlare e a scrivere d’amore, non senza eventualmente ritornare al passato.
Ma forse c’è sempre un tempo per ogni cosa e questo è il tempo del virtualismo.
Questa “allegoria” di una Principessa che arriva dalla Luna, e che che ha bussato alla porta del mio cuore, mi ha preso l’animo.
Ma la Luna non è qui a due passi anche se i contatti per arrivarci sono molto facili. Basta “cliccare” un bottoncino ed i contatti di amore sono immediati.
Per cui vanno a farsi benedire le richieste di incontro, le lettere d’amore, scritte con la penna e il calamaio ed anche per gli appuntamenti non occorre aspettare delle ore sull’angolo della strada: basta il classico bottoncino.
Con affetto
sergio
Replica
Robert replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:17
Gentilissimo Sergio, mi scusi se mi permetto di correggerla. In verità nel Blog Manuale di Mari parliamo solo d’amore. Dalla sua fondazione questo Blog parla solo d’amore. Per così dire siamo monotematici.
Quanto al cosiddetto “virtualismo”, credo che in realtà l’amore essenzialmente non muta e, mi consenta, non ci sono “bottoncini” per attivarlo. Agli angoli delle strade del mondo, finché ci saranno “i ragazzi che si amano”, come recitava una bella poesia di Prevert e poi una canzone, ci sarà sempre qualcuno che aspetta per ore l’amata. Ci saranno sempre ragazzi che “si baciano in piedi contro le porte della notte”. E sa una cosa? Basta che lo faccia un uomo solo perché questo sia vero per tutti.
R
Replica
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:55
@Robert,
Grazie molte Robert, per il suo cortese commento che ho molto gradito ed ho recepito.
Vede, “non so parlar d’amore” è un racconto simbolico perché attualmente io vivo l’amore (forse in questi ultimi tempi, l’ho messo in evidenza con poesie simboliche) attraverso i ricordi di un tempo.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici che hanno collaborato a questa importante iniziativa con poesie e racconti che mi hanno emozionato.
Con affeto
Sergio Doretti
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:38
@sergio doretti, Caro Sergio non rifugiarti in bottoncini per attivare l’amore perché non sono mai esistiti e mai esisteranno e … Ma prova e riprova a guardare bene la luna, se la ami puoi quasi morderla…. Con umiltà. Gaia
Replica
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 15:38
Grazie Gaia per il tuo commento.
Hai ragione, ma i miei ricordi di amore si riferiscono a tempi lontani e quindi fanno parte dei ricordi che io percepisco simbolicamente, anche dicendo che “non so parlar di amore”.
Aff.si saluti
sergio
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 10:22
@sergio doretti, .. Amore passato, presente, amore che verrà.. È comunque amore e l’amore non ha tempo… Caro e sensibile Sergio. Gaia
Carmela Tùccari replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:12
@sergio doretti, Ciao Sergio, anch’io mi rifugio spesso nel passato per poter scrivere, ma riesco ancora a parlare d’Amore alla luce dei ricordi.
L’Amore è un sentimento che non ci abbandona, forse gioca a rimpiattino o più semplicemente cambia fisionomia, ma è sempre in agguato … dietro l’angolo!!!
Non viene a “comando” però, ci prende alla sprovvista.
Un saluto,
Carmela
Replica
DI TE MI RIMANGONO
Di … te
mi rimangono
parole a mezz’aria
volteggianti
come rondini
inebriate
al gioco di Zefiro
in aprile
e gesti abbozzati
e tremore di fiamma
Di … te
mi rimangono
concerti di risate
su accordi
di chitarre elettriche
assordanti
nelle notti straniere
sotto cupole
d’acacia e di magnolia
e pallore di luna
al tuo bel viso
Di … te
mi rimangono
sospiri di viole
tormentate al mio seno
allor che le tue mani
ne bevvero il profumo …
di te
mi rimane il desio …
( Sezione Poesia e Musica )
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:36
@Carmela Tùccari,
Complimenti, la tua poesia è bellissima!!!
Replica
Carmela Tùccari replica:
aprile 14th, 2010 alle 10:36
@Elisabetta Errani Emaldi,
Grazie, mi fa piacere sentirlo da una bravissima poetessa.
Mi ha affascinato “il piccolo principe” e mi ha fatto sognare “Cieli d’Oriente”.
In bocca al lupo !!!!!
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 15th, 2010 alle 14:08
@Carmela Tùccari,
Grazie per le belle parole dolcissima POETESSA Carmela,
con amicizia,
Elisabetta
Non piangere amore mio
Non piangere amore mio, non piangere,
il tuo cuore dissolverà l’odio che ti affligge e
l’uragano passerà e se ne andrà,
vedrai, passerà e se ne andrà e l’amore vincerà.
Prima di pensare e agire rifletti,
perché ogni pensiero è energia che crea,
ogni azione manifestata darà vita a un seme
che maturerà frutti.
Ricorda, noi siamo ciò che pensiamo poiché
l’energia segue il pensiero
Non piangere amore mio, l’uragano che ti ha
investito è il frutto cattivo che hai creato ,
ma ora che hai capito, tu saprai trasformare
i tuoi pensieri e le tue azioni, così l’amore vincerà.
Non piangere amore mio, non piangere,
il tuo cuore malato é l’uragano che passerà
e se ne andrà, mentre il sole sorgerà di nuovo
e l’amore vincerà.
Non piangere amore mio, non piangere,
il tuo cuore dissolverà l’odio che ti affligge e
l’uragano passerà e se ne andrà,
vedrai, passerà e se ne andrà e l’amore vincerà.
Prima di pensare e agire rifletti,
perché ogni pensiero è energia che crea,
ogni azione manifestata darà vita a un seme
che maturerà frutti.
Ricorda, noi siamo ciò che pensiamo, poiché
l’energia segue il pensiero
Non piangere amore mio, l’uragano che ti ha
investito è il frutto cattivo che hai creato ,
ma ora che hai capito, tu saprai trasformare
i tuoi pensieri e le tue azioni, così l’amore vincerà.
Non piangere amore mio, non piangere,
il tuo cuore malato é l’uragano che passerà
e se ne andrà, mentre il sole sorgerà di nuovo
e l’amore vincerà.
“Sezione Poesia e Musica”
Replica
Cieli d’Oriente
Amore ti cerco fra cieli d’Oriente,
templi e pagode che s’affacciano
al giorno tra garriti e affanni di ali.
Amore ti cerco, fra colombi
che s’alzano in volo a roteare sui bagliori
dorati dello Stupa d’oro,
contro il sole nei cieli d’Oriente.
Riflessi perlati s’intrecciano fra nuvole
profumate d’incenso, che sembrano
danzare al suono di un flauto, mentre ti
cerco nel volto di ogni uomo che incontro.
Mentre il fior di loto pulsa ai rintocchi
del cuore, io ti cerco allo stagno del tempo,
e tra le ali dorate del sole,
che scorrono lungo il corso del giorno,
ma tu non ci sei.
Amore ti cerco ai cancelli del cielo,
ma tu non ci sei.
Amore ti cerco fra cieli d’Oriente,
templi e pagode che s’affacciano
al giorno tra garriti e affanni di ali.
Amore ti cerco, fra colombi
che s’alzano in volo a roteare sui bagliori
dorati dello Stupa d’oro,
contro il sole nei cieli d’Oriente.
Riflessi perlati s’intrecciano fra nuvole
profumate d’incenso, che sembrano
danzare al suono di un flauto, mentre ti
cerco nel volto di ogni uomo che incontro.
Mentre il fior di loto pulsa ai rintocchi
del cuore, io ti cerco allo stagno del tempo,
e tra le ali dorate del sole,
che scorrono lungo il corso del giorno,
ma tu non ci sei.
Amore ti cerco ai cancelli del cielo,
ma tu non ci sei.
“Sezione Poesia e Musica”
Replica
Piccolo principe uscito dal mare del silenzio
Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
sbocciato da un fior di loto,
il tuo cuore di luce frizzante
zampilla in una sorgente d’amore.
Prendo il tuo messaggio di luce
nel mio cuore e lo tengo prigioniero
nel mio silenzio.
Tra prati in fiore le rondini
danzano sul nostro respiro,
nel cielo fiorito d’amore.
Il tuo sorriso sveglia
il mio cuore in estasi, fra petali di
rose rosse.
Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
la tua mano sul mio cuore mi
trasmette messaggi d’amore.
La tua saggezza mi illumina la mente
e guarisce il mio cuore ammalato.
Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
sbocciato da un fior di loto,
il tuo cuore di luce frizzante
zampilla in una sorgente d’amore.
Prendo il tuo messaggio di luce
nel mio cuore e lo tengo prigioniero
nel mio silenzio.
Tra prati in fiore le rondini
danzano sul nostro respiro,
nel cielo fiorito d’amore.
Il tuo sorriso sveglia
il mio cuore in estasi, fra petali di
rose rosse.
Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
la tua mano sul mio cuore mi
trasmette messaggi d’amore.
La tua saggezza mi illumina la mente
e guarisce il mio cuore ammalato.
“Sezione Poesia e Musica”
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:51
@Elisabetta Errani Emaldi, Complimenti per i testi di queste
canzoni, auguri per la tua arte, ciao da Cettina
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 13:24
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Ciao Ciattina!!!
Grazie mille per il tuo bel commento,
un abbraccio,
Elisabetta
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 14:36
@Elisabetta Errani Emaldi, .. Il piccolo principe uscito dal mare e sbocciato da un fiore di loto… Parole bellissime che evocano profumi di quell’armonia perfetta che solo a oriente si respira… Complimenti. Gaia
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 17:32
@Gaia,
Grazie Gaia per il tuo bel commento,
con simpatia
Elisabetta
Replica
Poi le dune cantano
Dove
le piante rare,
la fronte e il sorriso
il tuo suono
il mio suono
la mano che chiama
concerti di conchiglie
ed il mare
penetrato dal fiume
spianato dalle posature
dice di piccole luci
nella goccia.
Dove
il tuo fiato da colmare
dove
il mio innalzato
con briciole di rena
per ricordare
il timbro
di un antico sigillo.
Replica
sergio doretti replica:
aprile 13th, 2010 alle 16:12
@Fiorella Macchioni,
Complimenti , Cara Fiorella, è una bella poesia che romanticamente descrive una musica del mare attraverso il cantico delle dune che fanno riscontro col il sorriso dell’ambiente, di un ambiente di amore e di felicità
Aguri
Aff.mo sergio doretti
Replica
Fiorella Macchioni replica:
aprile 13th, 2010 alle 18:06
@sergio doretti,
Sono lieta che ti sia piaciuta,e ti ringrazio per le belle parole che mi hai dedicato.
Fiorella Macchioni
Replica
La donna e il vento
C’era una volta, in un Paese lontanissimo, non segnato nemmeno nelle carte geografiche, una donna molto povera che viveva da sola.
Un giorno questa donna, coperta solamente di un mantello di seta bianca, sale a fatica, in cima ad una montagna.
Nel suo cammino incontra una pioggia continua e incessante che bagna la stoffa del suo mantello.
Quest’ultimo, insieme al corpo diventa un fardello pesante, i suoi pensieri al contrario non erano un peso … imprimevano una forza sovrumana ai suoi movimenti.
Finalmente questa donna esile arriva in cima alla montagna.
Avviene un miracolo, si alza un vento leggero che accarezza il suo corpo con dolcezza e asciuga il suo mantello.
La donna, all’improvviso si accorge di essere diventata leggera come una piuma…
Allora dice al Vento:
“Prendimi…sarò tua per sempre”
Il Vento con amore la solleva da terra
e la porta via…lontano.
Replica
Carmela Tùccari replica:
aprile 12th, 2010 alle 16:10
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Dolcissimo e malinconico quadretto. Incisiva e sintetica.
Molto brava.
Ciao da Carmela
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 12th, 2010 alle 20:19
@Carmela Tùccari, grazie Carmela, di solito scrivo versi…ma questo brevissimo racconto mi ha colmato un po’ di vuoto dentro l’Anima!
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 13:34
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Carino il tuo racconto Cettina!!
Replica
IL TEMPO DELL’AMORE INDIFESO
Pioveva a dirotto. Noi
-un ragazzo e una ragazza-
ci baciavamo teneramente
e avidamente dentro
una provvidenziale grotta.
Il mondo con le sue regole
poteva ancora aspettare,
fuori.
Immersi in placenta
di oblio e di estasi noi
ci assaporavamo a sorsi
la bocca e l’anima
al tempo dell’amore indifeso.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 12th, 2010 alle 12:53
@Gianna Campanella, Bellissima e dolce nello stesso tempo, la chiusa di questa Poesia”, che conduce al titolo della lirica.
Gianna scrive:”…al tempo dell’amore indifeso”.
Ciao da Cettina
Replica
Il sapore delle ciliegie
Il sapore delle ciliegie
Oggi
Ha il sapore del tuo amore
Un amore maturo
Un amore dolce
Un amore consapevole
Non sai dire “Ti amo”
Sai dire solamente
“Ti voglio bene”
Perché ….tu sei uguale a me
Io sono uguale… a te
Sei il mio albero di ciliegie mature
Una ciliegia tira l’altra
Non mi sazierò mai di te
Come tu di me
Il sapore che lascia
In bocca la ciliegia
E’ lo stesso del nostro amore
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 13th, 2010 alle 13:28
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Dolcissima la tua poesia Ciattina!!!
Con simpatia,
Elisabetta
Replica
UN UOMO SENZA BACI (*)
Cosa è un uomo
senza amore
Cosa è un uomo
senza una sera
in testa
Cosa è un uomo
senza baci
senza ricordi
Cosa è un uomo
senza amore
E’ un cielo
senza luna
un mare
senza blu
un panorama
senza orizzonte
un cuore
senza speranza
è sabbia
un uomo così
che il vento
disperde
in un attimo
Cosa è un uomo
senza te
che mi baci
con gli occhi
e mi accarezzi
con la mente
è nulla
un uomo così
non esiste
un uomo così
ed io esisto
perché ti amo
perché io e te
siamo insieme
per fare poesia
per fare l’amore
e l’universo
è più bello
è un castello
che colora
di rosa
il cielo
con un bacio
(*) da leggere ascoltando la musica “River Side” (Kikujiro Soundtrack) che fa da colonna sonora di questa pagina e che si può ascoltare su Youtube
Replica
Blue replica:
aprile 11th, 2010 alle 16:21
@Robert, come una lunghissima, calda, avvolgente carezza dentro l’anima.
Bellissima!
Replica
Fiorella Cappelli replica:
aprile 11th, 2010 alle 20:07
@Robert,
La musica, “suggerita” in sottofondo, fa danzare le onde che la mente raccoglie dalle immagini e trasforma in pensieri e parole: le parole di “un uomo senza baci”, versi che giocano, attraverso le domande di un uomo, con l’esistenza di due esseri che si respirano solo attraverso i loro baci.
Lirica armoniosa, delicata, offerta su di un piatto di calde note, come lo sarebbero le labbra amate.
Replica
dorella dignola replica:
aprile 11th, 2010 alle 21:59
@Robert,
Grazie Robert per questa splendida serie di emozioni profonde, commoventi, dolcissime. Dorella
Replica
MARIAROSA replica:
aprile 12th, 2010 alle 10:21
@Robert,
“un castello che colora di rosa”! Che metafora! M’appare integra questa immagine, ed è musica, passione e dolcezza, GRAZIE!
Replica
sergio doretti replica:
aprile 12th, 2010 alle 10:44
@Robert,
Complimenti Robert, la tua poesia: è bellissima e fa sognare.
Personalmente, il sogno lo riferisco ad un amore sempre presente nel mio cuore ma solo a livello sentimentale.
Lo percepisco anche quando attraverso quei romantici sentieri del bosco o vicino al mare, dove il nostro amore viveva intensamente.
Grazie e aff.si saluti
Sergio Doretti
Replica
sabina replica:
aprile 12th, 2010 alle 14:41
@Robert, un uomo senza libertà direi, se si è amati si è anche liberi ..sempre, ciao sabina
Replica
Gaia replica:
aprile 12th, 2010 alle 19:16
@Robert, .. Caro Robert, le tue parole spose alla musica… Un’emozione davvero intensa… Grazie. Gaia
Replica
Arsomnia replica:
aprile 12th, 2010 alle 23:24
@Robert,
che alchimia, caro Robert!
Grazie per questa tua carinissima composizione che ben si sposa con la musica di River side.
Io è meglio che continui a scrivere poesie chè le canzoni le scrivi tu ;)
Ti abbraccio
Ars
Replica
Andrea Masotti replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:10
@Robert, sono bellissimi questi versi:
è sabbia
un uomo così
che il vento
disperde
in un attimo
Replica
dorella dignola replica:
aprile 16th, 2010 alle 13:24
@Robert, …un panorama senza orizzonte……un uomo senza speranza…
parole chiare, parole vere perchè l’uomo è “rapporto”. Soli, senza qualcuno a cui dire, da cui farsi ascoltare, da guardare, da farsi vedere: non siamo! L’alveo della nostra vita è tra gente che vive e la creatura che ci è affine è presente nella infinita fantasia del Creato dove ogni persona è unica, ed eterno è l’istante d’amore in cui tutto si perfeziona. Ciò anche quando il tempo e lo spazio ne impediscono l’esperienza.
Bella, umana, armoniosa poesia. Complimenti Robert! Dorella
Replica
IL GIARDINO SEGRETO
C’è un giardino
che sembra abbandonato
ma più lo guardo
più verde esso m’ appare.
Giochi di luce
ombre ammiccanti
che celano nascosti profumi.
Cespugli di rose
fra alte erbe, in penombra;
dietro l’ angolo, in attesa,
c’è un giardino.
Nel tuo parco
fra aiuole nascoste
voci di favole
allegre sussurrano.
Nel manto erboso
tra fronde e corolle
un paio d’ occhietti sorride
nel rosso di sera.
Un frullare d’ ali…
odor di primavera
d’ intorno.
Il cuor gioisce
un volto mi guarda:
giardino segreto!
Replica
Robert replica:
aprile 11th, 2010 alle 15:41
@Ermanno Petitti,
che bella questa poesia Ermanno! Quanta dolcezza. Grazie di cuore.
R.
Replica
PIOGGIA E LACRIME
Pioggia e lacrime;
il suono è sempre quello
ma prova a girar l’ angolo:
c’è una voce amica
pronta ad accoglierti
parlami dei tuoi problemi
parlami delle tue pene.
Dopo la pioggia
uno spicchio d’ azzurro
dalle grigie nubi apparirà.
Cos’è che ti affligge?
Ehi, puoi aspettarmi?
Forse posso regalarti un sorriso…
Vediamo se si può fare
un po’ di strada insieme.
La mia mano
è come un nido
e la tua nella mia
come piume di rondine.
Ero rimasto nascosto
aspettando un po’ di buio
da cacciare via.
Pioggia e lacrime,
ma poi viene il sereno.
Pioggia e lacrime
in onde festose
io trasformerò.
Replica
Fiorella Cappelli replica:
aprile 11th, 2010 alle 20:20
@Ermanno Petitti,
“Vediamo se si può fare un po’ di strada insieme.
La mia mano è come un nido e la tua nella mia come piume di rondine”.
Bellissimi questi versi che aprono al domani della speranza; bastano da soli a scatenare immagini d’insieme…ad accendere un sorriso e a cancellare la solitudine, confusa tra pioggia e lacrime.
Replica
A MODO MIO
Dolcemente accarezzarti
Lentamente riscoprirti
E con un bacio sussurrarti
Quanto amore posso darti
Amandoti …
Poi
improvvisamente
Perdermi
Dentro di te
Un sussurro
Dolce
Lieve
Intenso
Sulle labbra
Cade lento
Per sentirci
Finalmente
NOI
Solamente
NOI …
Amandoti
A modo mio
Teneramente
Come solo oggi
so fare io …
Amandoti… amandoti…
e in uno stesso respiro
Assaporandoti
riscoprendoci
E con quel bacio suggellandoti
per sentirci
meravigliosamente
NOI
Intensamente
NOI
infinitamente
NOI
Semplicemente
NOI
Oggi e per sempre
NOI
Amandoti … amandoti …
Posso sentire le tue labbra
Posarsi su di me
E come uno stesso respiro
Perdermi dentro di te… di te.
Amandoti
Perché
Perché
Perché mai come oggi
Ho bisogno di te… di te… di te.
SEZIONE “Poesia e Musica”
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 12th, 2010 alle 12:59
@claudia pitolli, mi piace molto come testo per una canzone dove l’amore è completamente dedicato ad un Amore esclusivo del quale non si può fare a meno, arriva poche volte nella vita vera…forse arriva una volta sola, forse….
Ciao da Cettina
Replica
Era la notte stellata e invitante,
bella era lei, felice e conturbante,
giovane lui, atletico e galante,
dolce l’incontro, totale e sfibrante,
impaziente l’attesa, a volte snervante,
fin quando, paffuto, nacque l’infante.
Questa breve poesia fa parte della mia terza silloge, dal titolo “L’INCONTRO”
Replica
Gaia replica:
aprile 11th, 2010 alle 11:59
@Giuseppe D’Uva Cifelli, … Coi tuoi versi mi hai rubato un bellissimo sorriso ! Grazie! Gaia
Replica
Fiorella Cappelli replica:
aprile 11th, 2010 alle 20:27
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
Poesia sintetica ma incisiva, decisa, colpevole (o meritevole)la notte stellata, che ha dato i suoi frutti.
Sarebbe interessante leggere le altre poesie della silloge…
Replica
7 HAIKU – IL BACIO
Nei nostri sguardi
brulicare di stelle -
Fragile incanto.
La tua bocca arde -
barriera corallina
nel mare dei sensi.
Mare d’inverno –
Le mie labbra suggono
profumo d’alghe.
Petali rosa
dischiusi ad accogliere
fremiti d’anima.
Sulle tue labbra
fioriscono anemoni.
Io sono un’ape!
Riccioli d’oro -
Un tocco di farfalla
vi si posa lieve.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 11th, 2010 alle 17:48
@Carmela Tùccari, Complimenti Carmela, amo questo genere di Poesia, breve, immediata che arriva la cuore ed emoziona sempre.
Ciao da Cettina
Replica
Carmela Tùccari replica:
aprile 12th, 2010 alle 16:48
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Grazie, Cettina, mi fa piacere che ti sia accorta dei miei “sprazzi” poetici. Mi cimento da poco con la Poesia Haiku, che amo appunto per l’immediatezza. Sono pensieri staccati uno del’altro senza continuità …
Ciao, a risentirci,
Carmela
Replica
maria rizzi replica:
aprile 15th, 2010 alle 22:07
@Carmela Tùccari,
Cara Carmela, originalinissima l’idea d’inanellare haiku in un crescendo di versi molto molto efficaci. Permittimi solo di consigliarti una maggiore attenzione alla metrica…per un futuro da perfetta scrittrice di questo genere di liriche. Complimenti!
Replica
Isole
Non ci siamo persi.
Ti ascolto ancora
illusionista serio
che ironico decanti
i tuoi storti versi.
Non ci siamo persi.
Vediamo insieme
distese di soli bui.
isole in disastri tersi.
Non ci siamo persi
ma da lontani mondi
verso i tramonti
veniamo da lati diversi.
Replica
Gaia replica:
aprile 11th, 2010 alle 10:33
@D’Arrigo Francesca, ..È davvero così . Non ci siamo mai persi ma accade che non ci troviamo perché giungiamo da lati diversi. Brava Francesca, hai espresso bene un aspetto universale del nostro amare. Gaia
Replica
MARIAROSA replica:
aprile 12th, 2010 alle 10:24
@D’Arrigo Francesca,
che bella scelta di parole, come non mai, questi versi esprimono la congiunzione di due anime che seppure diverse, si incontrano, si ritrovano, ma non si perderanno mai BRAVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Replica
E’ bello amarti …
E’ bello amarti …
Quando il sole abbaglia i tuoi occhi
Colmi di passione, di felicità
E’ bello amarti …
Senza pensare al domani
Ogni goccia d’acqua
Calma la sete infinita di te
Baci appassionati
Carezze abbandonate
Nei dolci anfratti
Di un corpo che arde di passione
Che brucia sotto il sole splendente
Stamane, solo per te …
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 12th, 2010 alle 08:31
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Bella e sentita poesia. Beato e fortunato colui, al quale i tuoi versi sono dedicati. Auguri, Giuseppe D’Uva Cifelli
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 12th, 2010 alle 13:08
@Giuseppe D’Uva Cifelli, Grazie Giuseppe da Cettina,
complimenti per le tue opere. Ciao
Replica
CANZONE
Avremo un futuro nel nostro domani
se come aquiloni voleranno le mani
Se nei sospiri vivranno i colori
a sera di raggi caldi e purpurei
Rifulgerà tra i capelli la gioia
nel vento che increspa il tuo lago
parlerà al mio cuore la voglia
di esser per te il solo ago
Leggeri e infiniti
come brezze d’autunno sul mare
trasformeremo sentieri di oblio
in aria dolce e di sogni il brusio
Avremo un futuro nel nostro domani
se il silenzio avrà i nostri suoni
Arditi di tempesta
che nell’abbraccio viene e resta
Più di una lacrima profonda
nel canto di una pioggia che affonda
Tra desideri certezze timori speranze
di amore avremo piene le stanze
E come api felici del loro ronzare
nel volo da un fiore arriveremo al mare
Ricorderemo il tempo passato
l’infinito finito e quel che ancor
non è stato
E sulle labbra in stille di baci
rifulgeranno le nostre parole
melodiosi sonori – mi piaci! -
Avremo un futuro nel nostro domani
se ora mi chiami e dici che m’ami…
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 12th, 2010 alle 08:36
@Gaia,
Lirica dal significato intrinseco, che riesce a toccare punte sublime di poesia. Complimenti, Giuseppe D’Uva Cifelli
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 14:40
@Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Caro Giuseppe, è sempre nuova e lucente la gioia quando le nostre parole arrivano al cuore di chi legge. Grazie. Gaia
Replica
Una richiesta
Sorge dall’Anima
Una richiesta
Esplicita
Diretta
Urgente
Esige una risposta
Immediata
Semplice
Viscerale
Vuole amore
Vuole le tue mani
Vuole le tue braccia
Vuole tutto il corpo
Supplica baci
Brama carezze
Si presentano a me
I tuoi occhi
Solamente i tuoi occhi
Bastano
Per rassicurare…
Il tuo amore
E’ tutto lì
Racchiuso
Nascosto
Al mondo intero
Il tuo amore
È lì … solo per me
Aspetta me
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 12th, 2010 alle 15:50
@CETTINA LASCIA CIRINNA’
Carina la tua poesia!!!
Replica
Quanto pesano i tuoi occhi
sopra le ciglia dei miei,
e come mi piace portarli a spasso
dove ti sfioro senza toccarti:
una mano a tenere le tue,
l’altra a toccare le stelle…
e tra un bulicare di stelle
sopra i miei pensieri,
fasci di parole si arrampicano
sui gradini della notte.
Replica
MARIAROSA replica:
aprile 12th, 2010 alle 10:28
@Mario Prontera,
“Fasci di parole si arrampicano…” eccolo qua il poeta che con i suoi versi, ti fa immaginare l’impossibile, ma possibile, parole come rampicanti sontuosi vanno verso il cielo……. Che dire, hai detto tutto tu.
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 13th, 2010 alle 05:13
@MARIAROSA,
Grazie Mariarosa, troppo benevola nei miei confronti, e a proposito di impossibile e possibile:
…se le stagioni fossere cinque,
ei io la quinta,
io starei ancòra
a ubriacarmi di te!
di Anònimo Capuàno
Replica
maria rizzi replica:
maggio 17th, 2010 alle 22:20
Caro Mario, con le tue magnifiche metafore sei il dolce faro che illumina la notte che ognuno vorrebbe abitare…tra ciglia e stelle…che meraviglia! Grazie di cuore.
Replica
moon dance
Tempi relativamente caldi
cosa succede alle 15.00 di un pomeriggio
sopra il 42 parallelo?
Tempi relativi:
nella piana valle
tutti sudano
come
nella media collina
e nell’alto monte
tutti sbuffano
umidità monsonica
si espande
nell’aria,
ma non piove
acqua
bevo
acqua
e bagno tutti i miei capelli
un corpo bagnato
lacrime di sudore sulle labbra
la mente altrove
collegata via etere
!!!finalmente!!!!
il via
per una fuga
affinchè il tempo
relativo sia tempo assoluto
per un istante
coincida per entrambi
nell’africano pomeriggio estivo
33 gradi
forse più
forse meno
tempi di amplessi veloci ma efficaci
lontani nella memoria ma presenti nel tempo attuale
tra lacrime non dette
e piaceri confusi tra un odore ed un sudore
è tempo di danza
e non so danzare
eppure danzo con te
con il ballerino più famoso del mondo
seguo piroette
e acrobazie
seguo e ballo con te
nelle mente e nel cuore
passi di danza sulla luna confusi sulla terra
non siamo astronauti
ma ugualmente fluttuiamo danzando
e mi chiedo a quando il prossimo valzer arancione?
Ma potrebbe essere di mille altri caledoscopici colori
( Sabina , 2010Poesia e musica)
Replica
Ebbene si
voglio vivere
nelle dita lunghe
nei pugni
nelle pause dei palmi
nelle vene
nel sangue
nelle unghie curiose
nelle nocche
nei solchi
nella pelle di fuoco
delle nude grandi
generose tue mani
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 11th, 2010 alle 12:15
@Gaia,
Ebbene sì,carissima Gaia, versi di una voglia di vivere intrisi di gustosissima complicità e umanità gaia e ..birichina, non meno di certi miei…cattivi pensieri!
Complimenti sinceri e alla prossima
Mario Prontera
Replica
Gaia replica:
aprile 11th, 2010 alle 15:54
@Mario Prontera,.. caro Mario, cattivi o birichini pensieri ciò che conta e ci eleva è la libertà del sentire… Grazie di cuore per le tue parole. Gaia
Replica
MIO ADORATO
Mio adorato
io ho tanti difetti
ma tu sei perfetto
per me e ti amo
all’alba e al tramonto
di giorno e di notte
quando piove o nevica.
O c’è nebbia.
Quando il colore
del cielo cambia
sulla strada
in salita di fronte
oltre l’orizzonte
e gli stormi volano
verso sud
nel mistero
di cui siamo parte
nella serratura
che non si apre
perché si è persa
la chiave.
E se troppe volte
hai udito
un urlo scellerato
dissolvi quell’eco
in quest’uno
in questo sogno
mentre mi plasmo
in te nelle pieghe
di un incantamento.
Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti
Replica
E a proposito di emozioni in libertà, vecchie come l’uomo:
“CATTIVI PENSIERI”. ( a Marinella, con simpatia).
Chissà come passerà questa notte
che allunga le sue mani su una metà del cielo,
come faccio io sui tuoi fianchi!
Chissà se riuscirà a trattenermi
dall’andare a cercarti un diadema di stelle
per convincerti a me;
chissà che all’ombra del buio
non sia una specie di gioco;
e chissà che a giocare col buio
non ci pensi anche tu…
Replica
Gaia replica:
aprile 10th, 2010 alle 22:01
@Mario Prontera, .. Che piacere Mario, leggere e rileggere questi tuoi versi ..complici, innamorati ..direi birichini…! Gaia
Replica
Arsomnia replica:
aprile 12th, 2010 alle 23:25
@Mario Prontera,
“birichini” dice Gaia. Vedi! :)
Un saluto
Ars
Replica
Anche gli Angeli se ne vanno
Ora c’è, ora non c’è più
come un fiocco di neve che cade
e svanisce appena s’appoggia
alla consistenza.
Ora ci sono, ora non ci sono più
come gocce di pioggia
che scendono in un lago
e non si riesce a contarle.
Ora ci sei, ora non ci sei più
come un sogno che si perde
quando apro gli occhi
e il mattino sa di pietra.
Ora c’è, ora non c’è più
come un dolore sordo al cuore
la tua assenza che colpisce
a morte la mia esistenza.
Ora c’è, ora non c’è più,
anche gli angeli sono di partenza
fra la notte e il giorno.
Se cadrà una piuma, la terrò a ricordo.
(Sezione Poesia e Musica)
Replica
Robert replica:
aprile 10th, 2010 alle 16:10
@Arsomnia,
questo è un bel testo anche se non ci sono molte rime…
Con qualche rima in più possiamo facilitare il compito di chi deve creare in poco tempo la canzone.
Replica
Arsomnia replica:
aprile 11th, 2010 alle 14:41
@Robert,
tipo così? :)
Ora c’è, ora non c’è più
come i fiocchi di neve cadono
e quando arrivano a terra svaniscono.
Ora ci sono, ora non ci sono più
come gocce di pioggia scendono
si perdono in un lago e non si contano.
Ora ci sei, ora non ci sei più
come un sogno che aprendo gli occhi muore
e il mattino diventa incolore.
Ora c’è, ora non c’è più
come un dolore sordo qui nel cuore la tua assenza
colpisce a morte la mia esistenza.
Ora c’è, ora non c’è più,
anche gli angeli partono fra la notte e il giorno.
Se cadrà una piuma, sarà come il tuo ritorno
Replica
Blue replica:
aprile 10th, 2010 alle 20:07
@Arsomnia, concordo con Robert…
sento le corde di un violino, pizzicare suoni
ora intensi ora malinconici
suoni chesi sciolgono dentro lo sguardo
tracciando accordi cuciti nelle trame di ricordi…
[grazie per l'emozione]
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 10th, 2010 alle 21:20
@Arsomnia, Cara Ars, anch’io trovo il tuo bel testo evocativo di accordi di anima e musica. Complimenti e un caro abbraccio Daniela
Replica
Le nuvole
Le nuvole ti assomigliano
In un giorno di sole
Quando la luce è più intensa
Quando l’azzurro è più chiaro
Si raggomitolano come te
Quando come un gatto
T’inchini su di me
Origine, principio
Inizio di ogni cosa….
Materia inerme tra le tue braccia
Pian piano prendo forma
Sei l’alito di vento che dona la vita.
Replica
sabina replica:
aprile 10th, 2010 alle 16:08
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, le nuvole, sono il sogno, l’astratto, l’infinito, il nulla ed il tutto in tenere particelle legate tra loro..proprio come noi esseri umani. mi piace il tuo canto, ciao
sabina
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 11th, 2010 alle 08:23
@sabina, grazie per l’apprezzamento, da parte tua, ai miei pensieri. Scrivere liberal’Anima. Ciao da cettina
Replica
Maledetto orgoglio
Forse sono nata principessa,
non so piegar la testa:
il mio male si chiama orgoglio.
Fatico a tornare sui miei passi,
ancor più ammettere l’errore.
Però so chieder scusa,
col patto che sia tu
a muovere il primo passo.
E se tu non lo farai
t’avrò perso, mio samurai.
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 12th, 2010 alle 15:53
@Arsomnia,
Complimenti!!!
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:44
@Arsomnia, .. Eh si… Che zavorra l’orgoglio…. ! Gaia
Replica
anna maria e replica:
aprile 13th, 2010 alle 18:11
@Arsomnia, ciao, questi versi hanno il ritmo… musica
Replica
Sono un angelo
Angelo, sì
Sono un angelo
Non ci credi?
Le mie ali son pesanti
Sono tutte un po’ arruffate
Tu non le sai vedere
Ma sono sempre lì
Bianche e risplendenti
Sono un angelo che concede
E non chiede nulla in cambio
Sono un angelo che soffre
Per le sofferenze altrui
Il tuo angelo nell’ombra
Che non pretende mai
Sono un angelo caduto
Che si cura le sue piume
Ci nasconde in mezzo spade
Per non soffrire più…
Ma non riesce poi ad usarle
Quando contro ci sei tu
Angelo, sì
Sono un angelo
Non vedi?
“Ma che angelo, ma dai,
Ma ti sei guardata mai?
Con quei tuoi capelli rossi
Quelle tue credenze strane…”
E così non posso essere
Anche un angelo, per te?
Cosa sono, le mie labbra?
Troppo grandi ed invitanti?
O è perché io mi concedo
Senza false ipocrisie?
Perché un uomo lo conosco
Tra i cuscini del suo letto
Senza stare ad aspettare
Perbeniste settimane?
Forse è proprio questo il punto,
Che io vivo senza attese,
Senza dare tempo al tempo
Come fa chi sa giocare
Sono un angelo e lo sai
Ma ti faccio un po’ paura…
Meglio allora non vedere
Le mie ali un po’ arruffate
Arruffate quanto vuoi
Ma più candide che mai
Sezione “Parole e Musica”
Questa poesia è stata pubblicata nell’antologia “Angeli” di Keltia Edizioni, 2008
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 13:47
@Fata,
Ma come? non sei una fata? ;) Molto carina e ce la vedo bene come canzone :)
Un abbraccio
Ars
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:13
@Fata, complimenti è molto bello questo testo per una canzone… Sentirsi “Un Angelo”, anche se le ali sono un po’ arruffate ma candide, denota autostima di se stessi, anche se non si arriva alla perfezione…Ciao da Cettina
Replica
Temporali
Sempre più uguali
Ad uragani
Si abbattono
All’improvviso
Sui laghi
Diventano
Tropici virtuali
Dopo ogni temporale
Puntuale appare
L’arcobaleno
E‘ lo stesso
Che compare
Nei tuoi occhi
Dopo l’amore
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 12th, 2010 alle 15:54
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Carina!!
Replica
A te che sei canto del mio cuore
che nella sera sbocci
e rendi dolce amare
e profumato il pensiero
e vivo il roseto della mia anima
da mille colori adorno
A te che illumini felice o infelice
i nostri sogni
talvolta per restare
più di una notte
oltre la sinfonia cheta
e misteriosa del tempo
oltre l’ammantarsi rubeo del crepuscolo
A te che a sera erediti il sole
e sciogli gli ormeggi
di teneri baci
tra le tue onde oro
A te che sei rosa di petali
dischiusi da Amore
quando dalle tue labbra d’ambrosia
sgorgano le stelle
a decorare in arabeschi il cielo
e col canto delle ciglia tue lunghe
mi inviti a bere al tuo sorriso
nell’intimo albeggiare dell’animo
per un breve tumulto del cuore
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 12th, 2010 alle 15:55
@Gaia,
Complimenti!!!
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:47
@Elisabetta Errani Emaldi, .. Grazie cara Elisabetta dei tuoi commenti. E complimenti per il tuo sentire. Gaia
Replica
Ho intrecciato per te margherite
per te ho ordito un tappeto
Ora, se vuoi, puoi volare via
oppure… Per ogni margherita
donarmi un bacio
..Un sorriso a mezzanotte
ha illuminato tutte le stanze
del mio cuore
Il tuo sorriso
Replica
Elisabetta Errani Emaldi replica:
aprile 12th, 2010 alle 15:57
@Gaia,
Molto dolce!!!
Replica
“Di me, come…poeta, e col sorriso sulle labbra”.
E tirando le fila di pensieri cattivi,
soffiati tra una notte e ciuffi di stelle,
in fondo racconto emozioni comuni
e gioco a stupirmi ancòra di te.
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 10th, 2010 alle 21:16
@Mario Prontera, Un bel soffio, questo pensiero Daniela
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 11th, 2010 alle 07:06
@Daniela Quieti,
Come replicare,carissima Daniela, se non:
“Chissà che bello sarà…
non potersi toccare ‘banalmente’ con le mani,
come fanno spesso le persone normali,
spesso…annoiate!
Chissà come sarà bello
rubarsi le cose e le paure
e le sensazioni
sui fili della luce
e sull’alitare tranquillo degli occhi!”
da Estate 2005 e dintorni, pag. 63 “a Daniela di Rieti”, che in fondo fa sempre rima con… Daniela Quieti.
Un saluto
Mario
Replica
maria rizzi replica:
maggio 16th, 2010 alle 13:27
@Mario,l’arte della sintesi per raccontare in modo ‘non comune’ l’essenza dell’amore. Continua a emozionami il tuo lirismo così originale! Grazie e…un abbraccio.
Replica
Nulla è come ieri
Il cielo indifferente
Una pioggia senza suono
Per non parlare dei desideri
Che hanno smarrito parole
Tutto è come ieri e l’altro ieri
E l’altro ieri ancora…
Ad ogni pensiero fa eco il silenzio
Nella quiete della notte
Il mio sguardo vaga
Per realtà senza immagini
Non ho che ricordi di te
Oramai sbiaditi e lontani
Come i tigli del nostro giardino
Quando di nebbia si veste l’aurora
Replica
Arsomnia replica:
aprile 12th, 2010 alle 23:33
@Gaia,
Cara Gaia, nella prima parte di questa tua opera prevale quella immobilità, perfino tediosa, delle assenze. Tutto è immobile: il cielo indifferente, la pioggia senza suono. Tutti i giorni passano uguali a sé stessi e su tutto la voce del silenzio. La vita svuotata d’un tratto. La seconda parte vive di rassegnazione e ricordi. Una velata malinconica tristezza. Alla fine si accetta; si fa proprio, il dolore della mancanza. E da lì, ripartire, per ritrovare sé stessa.
Complimenti.
Un abbraccio
Ars
Replica
Gaia replica:
aprile 13th, 2010 alle 11:51
@Arsomnia, .. Grazie infinite Ars, credo che non vi possa essere percezione di assoluta gioia se non si accetta di dover abbracciare il suo contrario…. Sempre molto belle le tue parole. Gaia
Replica
Il Ricordo di un Sogno o leggendo Pushkin
“La prego di non cestinare subito questa lettera e di non sorprendersi per quello che leggerà. A volte succedono cose che mai e poi mai ci saremmo aspettati e tanto meno avremmo voluto. Non appartengo alla categoria dei fans e non mi sarei mai aspettata nei miei trenta anni di vita di scrivere ad una persona famosa, eppure come diceva la Tatiana di Pushkin: “Io Le scrivo, più di così che cosa posso dire?”
Non La conosco al di là delle Sue qualità professionali, apprezzate più che altro in tv. Il Suo programma, lo guardavo volentieri, mi piaceva il modo tutto Suo, calmo e rassicurante, di condurre, il tono della Sua voce, calda e profonda, che entrava nella stanza…ma niente di più, mi creda. Non L’ho mai guardata con occhi diversi da quelli di una semplice spettatrice. Eppure un giorno è avvenuto qualcosa di inspiegabile, talmente inverosimile che stento io stessa a crederci. Non lo si può spiegare in modo razionale, ma non voglio stancarLa con lunghi preamboli e arrivo al dunque.
Quella notte L’ho sognata (e non andava in onda la Sua trasmissione in quel periodo). Il sogno sembrava molto reale, talmente era nitido. Ci trovavamo in uno splendido giardino botanico in compagnia dei Suoi amici. Noi stavamo insieme, si capiva come si capiscono le cose nei sogni, ed eravamo felici, infinitamente felici. Mi sono svegliata con un sorriso sulle labbra e fin qui niente di strano – non sempre possiamo spiegare i nostri sogni.
La cosa più strana accade dopo (ne parlo al presente per rendere più l’idea). Per due giorni successivi il sogno si ripete ma a “occhi aperti”, come una specie di visione. Perdo la concentrazione qualsiasi cosa faccia e sprofondo in queste dolci immagini, sentendomi insolitamente appagata.
Il mondo reale si dissolve, lasciando posto ad una sottile cortina di “nebbia” proprio davanti a me, e io non posso fare a meno di “guardare”. E’ una strana sensazione vedermi da fuori, proprio come in un sogno. Non oppongo resistenza, la visione mi affascina e coinvolge interamente, sto bene, benissimo, mi sento libera e … inspiegabilmente felice. Che cos’è? Non lo so. Un’altra dimensione? Una proiezione di qualcosa di fortemente voluto ma nascosto nelle tenebre della mia mente? So solo che non sono le mie fantasie, è qualcosa che mi viene imposto, ma non mi spaventa: il confine tra il reale e l’immaginario, lo percepisco perfettamente. Mi fermo a guardare e sento che mi fa bene: forse, è la tanto voluta serenità che ha scelto un modo bizzarro per bussare alla mia porta. E poi c’è Lei (ma perché proprio Lei?), è il secondo elemento chiave, emotivamente indispensabile. Cambiano le circostanze, cambia l’ambiente, ma due cose rimangono invariate: noi due e il mio stato di benessere.
Due giorni dopo finisce tutto, e “mi sveglio” come dopo una lunga anestesia. Neanche una traccia, niente di niente. Un po’ mi dispiace ma è al di là della mia volontà. Pazienza, smetto di pensarci e quasi dimentico. Poi, un giorno, ritorna, più breve e meno intensa, ma ritorna e continua a farlo di tanto in tanto. Sono troppo razionale (o no?) per credere a fenomeni paranaturali e dunque preferisco non pormi domande. E’ come una leggera brezza che porta freschezza in una giornata afosa: ti fa stare bene e non ti importa come. Sono trascorsi mesi ormai e ho sviluppato una timida curiosità nei Suoi confronti: cosa ne potrebbe pensare Lei? E chissà se per caso non abbia avuto un’esperienza simile? Mi piacerebbe conoscerLa per vedere com’è realmente, anche se capisco che è una cosa altamente improbabile.
Ho scritto a computer per risparmiarLe la fatica di leggere una calligrafia sconosciuta, ci tenevo comunque a esprimerLe i saluti di mio pugno e se Le affiorasse l’impulso di rispondermi Le lascio il seguente recapito: xxxxxxxxx…”
…ogni tanto torno a rileggere questa mia lettera e sorrido. Come facevo a pensare che tu (nei miei pensieri ti do del tu) potessi rispondermi? Devi avermi preso per una matta, per una di quelle fans che perdono la testa per il loro idolo. Non è così, io lo so. Non mi importa niente di te, intendo di te vero perché non ti conosco. Quello che ho descritto nella lettera è successo veramente e, credo, sia stata la mia curiosità o, forse, un pizzico di sana follia a guidare la mia mano. Sono così sai, un po’ imprevedibile, sognatrice e testarda. A volte agisco d’impulso e spesso non agisco proprio. Lo sai che ho visto per caso una tua foto su internet e sono rimasta quasi male? Nel mio immaginario mi piaci di più. Lo dico perché tu continui a tornare, non spesso, ma con una costanza invidiabile.
Dico tu, ma sbaglio, l’uomo nel mio immaginario di tuo ha solo il volto, il sorriso e la voce, tutto il resto appartiene oramai alle mie fantasie. Già, adesso sono fantasie perché nelle serate in cui mi sento particolarmente triste o sola io fantastico su di te, te che hai dato il volto a quell’uomo che non esiste e con cui sto così bene. Non ti chiamo nemmeno per nome quando mi rivolgo a te nei miei pensieri, il tuo nome è troppo reale per far parte del mondo che non esiste. No, non sono impazzita, ma ho capito di aver improvvisamente bisogno di te, mio uomo immaginario con il volto, ma senza nome. Ti ho creato io mentre la pioggia autunnale curiosava nelle mie finestre e la mia anima cercava, pur inconsapevolmente, almeno un pizzico di calore che aveva spinto la Tatiana di Pushkin a comporre la sua disperata lettera all’amato Evghenij. Tu non gli assomigli, nella mia immaginazione non sei affatto cinico e annoiato, anzi. La mia mente si ostina a dipingerti sì molto professionale, ma anche corretto e sensibile, possessore di un fascino indiscutibile. Impossibile? Eppure continuo a cercarti negli angoli remoti del mio ego, vibrante e svogliato, alla scoperta di me stessa e dei miei desideri. Sì, mi contraddico di nuovo, sono proprio così, vorrei ma non faccio, comincio e mi fermo. Stavolta però sono io ad invocarti, sono stanca della mia convinta solitudine. Mi immagino con te ad un concerto di Chopin, ad una discussione letteraria, durante una passeggiata al parco. Il fruscio delle foglie sotto i piedi, una leggera brezza sul mio volto, i tuoi occhi che mi sorridono…
Sarebbe comunque curioso incontrarti nella vita reale. Mi piaceresti? E io? Potrei piacerti? Non lo scoprirò mai perché tu non hai risposto e non so nemmeno se l’hai letta, questa famigerata lettera. Chissà…l’avresti fatto se io avessi allegato una mia foto? Sono carina sai…e anche molto più giovane di te. E sì, caro signore, sono una ragazza niente male, ma è proprio per questo che non ti ho mandato la foto. Forse avresti risposto pensando ad una facile conquista …ma no, che stupidaggine è questa?
Figuriamoci se voglio complicarmi la vita. E per un sogno poi. Bello, bellissimo, straordinario…e che cavolo…solo un sogno. Adesso basta, vado a prepararmi uno spuntino e torno a rileggere Pushkin.
Sarà mica tutta colpa sua?
Replica
dorella dignola replica:
aprile 10th, 2010 alle 09:01
@Tatiana Kaptchevskaia,
Sono davvero impressionata per la bellezza del racconto e la sua bravura.
Ha descritto un fatto straordinario, penso unico, con grande spontaneità e maestria.
I miei più vivi complimenti.
Dorella
Replica
Tatiana Kaptchevskaia replica:
aprile 10th, 2010 alle 13:29
@dorella dignola,
Apprezzo tanto le Sue gentili parole! Grazie di cuore! Tatiana
Replica
LA GELOSIA
Che un malore e un gran tormento sia,
lo dicono molti della gelosia,
ma solo chi la propria donna adora
ne soffre, se lo sguardo altrui la sfiora,
e sol chi ama, senza bramosia,
forse, non sa cos’è la gelosia,
mentr’io, che amo tanto ardentemente,
geloso son col fisico e la mente,
e quel malor mi turba e mi minaccia
perfin quando la stringo tra le braccia.
Ma più mi struggo e mi dispero invano,
quando dall’amor mio sono lontano,
poiché, senza la luce di quegl’occhi,
son come un bimbo che non ha balocchi
e, se non accarezzo i suoi capelli,
vago, sì come al vento i ramoscelli.
Però felicità sento che scocca,
appena ella mi bacia sulla bocca,
anche se esplode allor la bramosia,
che il cor mi fa tremar di gelosia!
***
Questa mia poesia fa parte della silloge dal titolo “Pensieri al vento”, pubblicata nel novembre del 2006 da Edizioni Cannarsa
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 10th, 2010 alle 10:42
@Giuseppe D’Uva Cifelli, E’ una poesia elegante, raffinata che ricorda un po’ “Il dolce stil novo”, dove la donna era al centro dell’Universo, nel rispetto della sua persona, essere umano venuto al Mondo per dare e ricevere amore, senza eccessi,
un pizzico di gelosia è d’obbligo in un rapporto d’amore paritario, il vero amore si compie ogni giorno con piccoli gesti d’amore. Complimenti sia per la forma e per il contenuto da Cettina
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 11th, 2010 alle 11:09
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Grazie delle parole di commento; sono pienamente convinto che la gelosia, nelle giusta misura, sia una componente importante di un rapporto amoroso, in quanto un amore senza gelosia non è vero amore. Tuttavia nella poesia anche la gelosia può assurgere a vette, che oggi non sono più attuali. Un cordiale saluto ed auguri per le le tue belle composizioni. Giuseppe D’Uva Cifelli
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 13:59
@Giuseppe D’Uva Cifelli,
Un bel componimento in rima che tratta il tema della gelosia. Un pizzico è necessaria, troppa rischia di distruggere anche l’unione partita con i migliori presupposti. Mettere da parte la gelosia, significa anche (af)fidarsi alla persona amata.
Complimenti.
Ars
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 11th, 2010 alle 11:16
@Arsomnia,
Concordo con te che, con la gelosia, non bisogna esagerare, specialmente quanto si è acquisita piena fiducia nella persona amata. La mia poesia è stata scritta, comunque, quando avevo poco più di 18 anni. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Ti ringrazio e ti faccio tanti auguri per la tua attività artistica. Giuseppe
Replica
È amore
È amore stamani
in ginocchio sull’erba
a contare i petali
di una margherita
È amore la sera
quando conti le stelle
ed io ti interrompo
con sussurri di baci
È amore tra le tue braccia
a contare i fremiti del cuore
le tue ali di farfalla, stanotte,
avvicineranno la luna
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 10th, 2010 alle 21:15
@Gaia, Davvero dolci e delicati questi versi d’amore Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 12th, 2010 alle 12:23
@Daniela Quieti, ..grazie a te, del tuo commento dolce e delicato.. Gaia
Replica
anna maria e replica:
aprile 13th, 2010 alle 18:13
@Gaia, ti immagino così come i tuoi versi, tenera e gioiosa.
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:36
@anna maria e, .. Grazie Anna Maria, delle tue parole dolci … Sono felice che tu abbia percepito dai miei versi sensazioni di me… Grazie davvero. Gaia
Replica
L’ ANIMA INNAMORATA
Che cos’è questa fitta
Che senti nel petto?
Cosa muove il tuo
pianto a dirotto?
Perché sussulti
ad ogni quotidiano
avvenimento?
Per il giovane
Che muore sulla strada,
per la donna violentata
nella casa,
l’orrore d’un matricidio,
la follìa d’un genocidio;
per l’infanzia profanata,
l’innocenza violata,
i rapimenti e gli abusi,
la libertà rubata
e beffata ed odiata;
ed i soprusi, ed il rogo
delle terre più belle,
fino al crollo improvviso
delle Torri Gemelle?
Hai tu capito cos’è
questo grido che
sanguina il cuore?
E’ amore?
Sei tu capace d’amore
Universale?
Vedo un sorriso
ed il cuore
integro, indiviso
Vuole rispondere,
aver l’altezza morale,
la verticalità cosmica
d’un amore epocale;
Amore di chiostro?
per vincere il mondo
che sempre più
vuole essere mostro!
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 10th, 2010 alle 21:13
@dorella dignola, Il senso di ribellione di un’anima innamorata contro ogni ingiustizia e sopruso chiede risposte alle lacerazioni del vivere moderno, in questa profonda lirica. Ti saluto caramente
Daniela
Replica
dorella dignola replica:
aprile 11th, 2010 alle 07:06
@Daniela Quieti, Sì Daniela cara, aspettiamo risposte.
Grazie e un abbraccio
Replica
Corpi intrecciati
Giacciono avvinghiati i nostri corpi
Intrecciati all’unisono
Linfa vitale quel calore
Che ci pervade
La mia mano tesa e china su di te
Acqua che sgorga limpida e pura
Alla fonte del tuo sapere
Che ormai mi appartiene
Tesi a superare insieme
Le avversità e a gioire
Di attimi che si perdono
In mille rivoli di felicità.
Replica
Con delicatezza
… E ti abbraccio con lo sguardo
senza toccarti
e ti osservo
come fosse la prima volta.
Non oso chiederti nulla
per timore che tutto svanisca
e so che sei vero e che ti amo.
E ti abbraccio con delicatezza
per non ferire la tua pudicizia
per non scoprire mai cose non dette
o domande che potrebbero rapirti
all’immensa solitudine
dell’amore mio.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 9th, 2010 alle 06:12
@Fois Marinella, Un amore eterno,vero nella tolleranza della altra persona…quando si ama veramente.
Complimenti da Cettina
Replica
Gaia replica:
aprile 9th, 2010 alle 09:58
@Fois Marinella,.. Cara Marinella, bellissimo l’apparente contrasto tra il non osare chiedere per timore che tutto svanisca e l’assoluta certezza dell’amore. Ancora una emozionante poesia, complimenti! Gaia
Replica
Il Mare
Il mare nasconde i tuoi misteri,
come um tesoro perso
che busca incontrare la chiave
certa per aprile il cuore.
In questo ciel’azzurro d’estate
con sue onde piccole.
Camminare per la sabbia
in busca di trovare l’verità
su il senso della vita…
Le volte il cuore splode
di passione come la furia
d’ Poseidon nel mare.
E sentire nella pelle
tutta la sensazione
di piacere …
Margleice
Replica
Robert replica:
aprile 8th, 2010 alle 21:39
@Margleice Pimenta,
forse è meglio che presenti le tue poesie nella tua lingua perché purtroppo la traduzione dei testi che hai appena pubblicato non è molto felice… :) Comunque grazie per aver partecipato.
R.
Replica
Margleice Pimenta replica:
aprile 8th, 2010 alle 21:54
@Robert,
O mar
O mar esconde os teus mistérios,
como um tesouro perdido
que busca encontrar a chave
certa para abrir o coração.
Neste céu azul de verão
com suas ondas pequenas.
Caminhar pela areia
em busca de encontrar a verdade
sobre o sentido da vida…
Às vezes o coração explode
de paixão como a fúria
de Poseidón no mar.
E sentir na pele
toda a sensação de
prazer …
Obrigada (grazie) Robert,
Margleice
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:03
@Margleice Pimenta,
Una poesia in lingua qui su ManualediMari! Ha un suono così dolce la tua poesia, e quando si parla d’amore il linguaggio è universale che le emozioni passano anche se non si conosce l’idioma. Poi, la tua lingua è così sonora!
Grazie per essere qui con noi Margleice
Ti abbraccio
Ars
Margleice Pimenta replica:
aprile 11th, 2010 alle 03:14
@Margleice Pimenta, grazie d’avvero Arsomnia per lo commento! È vero, quando si parla d’amore, non esiste frontiere. Non parlo la tua lingua, ma capisco un po’nella scrita.
Di niente, é un piacere anche per me Ars
Ti abbraccio
Marg
Canzone d’amore
La poesia che hai dentro di me
Sono parole che vieni del cuore.
E’ come ascoltare una canzone d’amore
in una bellissima notte di primavera,
e sentire il profumo delle fiori.
Nel cielo c’e uma stella
che brilha al lontano.
Per vivere in questo sogno
é sentire la poesia d’amore
scrita nel quarderno su la tavola
per discrevere ogni parola.
Adesso ho bisogno di te
insieme a me per essere il più
bello del nostro amore.
E ti voglio sempre al mio fianco
in ogni momento in questa vita.
Sezione poesia e musica
Margleice
Replica
Transfert
Sei entrato di soppiatto dentro di me
Ti sei impadronito del mio corpo
Hai assunto le mie sembianze
Hai occupato i miei pensieri
Tocchi con le mie mani
Guardi con i miei occhi
Ascolti con le mie orecchie
Mangi con la mia bocca
Annusi con il mio naso
Il profumo che ho lasciato
Nell’alcova del nostro amore
Replica
INGANNO
Caldo fuoco acceso
ti sento nel lontano casolare stai bruciando
ancora nel buio della notte fra la voce dei grilli…
Sei tu assassino dei destini!
Colpevole d’ignoranza ogni giorno uccidi un pezzo di me…
poi come in uno specchio colpisci anche te.
Fra il frantumarsi nella notte
i tuoi pensieri sono caduti nel pavimento delle tue rotonde menzogne
rotolano lontano negli angoli oscuri
fra migliaia di sfere di tridimensionali inganni
che nel tempo ricomporrai
perché cercherai le parole
quelle che non hai mai detto
e che ogni notte imperterrito bruciavi
nel tuo camino dell’odio
senza aver mai capito che stavi distruggendo solo la tua vita.
Replica
Vera bellezza emerge oggi dalla terra
in fiore sono le ortensie
tra le spine germogliano sulle rose
piccole foglioline rosse
Verde è la siepe ma ora
adorna di candidi grappoli bianchi
si sono svegliati anche i ciliegi
e sul tiglio davanti alla mia finestra
uccellini indaffarati
si corteggiano e adornano il nido d’amore
Tra tanta bellezza
tu, sporca di terra anche in viso
che travasi gerani e concimi i limoni
Tu, del mio giardino
sei certo il fiore più bello
tu, che incoroni la campagna
e sei corolla al mio cuore
Replica
dorella dignola replica:
aprile 8th, 2010 alle 18:34
@Gaia, E’ un Amore! Bella poesia che sgorga in parole cariche d’immagini intense, fuse tra l’umano e la natura, dove si specchia il sentimento più bello.
Complimenti! Dorella
Replica
Gaia replica:
aprile 8th, 2010 alle 21:43
@dorella dignola, Sei dolcissima Dorella, grazie! Ho trascorso il mattino in giardino a rendere giustizia a questa bellissima primavera che avanza e ho pensato alla mia cara e amata nonna…. Grazie davvero. Gaia
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:47
@Gaia,
Immagini infinite di una tardiva primavera che abbraccia l’emozione tra colori e profumi di terra e fiori.
Grazie
Marinella
Replica
Gaia replica:
aprile 9th, 2010 alle 09:06
@Fois Marinella, grazie a te Marinella, delle tue parole. La primavera..chissà da dove viene con tutti i suoi colori e profumi ….. certo è, che non può essere che frutto di infinito amore… Gaia
Replica
UN DESTINO SCRITTO
Le nuvole in cielo corrono via,
i raggi di sole riscaldano il cuore,
il destino è un sogno già scritto
e noi viaggiamo nella stessa scia,
domani nel segno dell’amore,
sposi nel labirinto della vita
Replica
PRIMO INCONTRO
Ormai rassegnata alla solitudine
immersa nei mei pensieri
nascosta dalla luce tenue
t’incontrai
in quella sala gremita di gente
un amico comune ci presentò.
D’apprima
la mia bocca arsa
il mio sguardo perso ma attento
annuivo e sorridevo, ascoltando
la tua voce calda e profonda.
Incredula
che il destino ti portasse a me
fui incantata poi all’istante
dal tuo sguardo affascinante.
Il nostro primo incontro
casuale ed inusuale
ci unì indissolubilmente.
Replica
Il trasloco dell’Anima
Ho abituato il mio cuore
A non piangere
“Essere forte … agire”
E’ diventato un motto perenne
S’impadronisce di me
E mi porta a rincorrere la Luna….
E seguo le mie mani fra i tuoi capelli
Per allungare il giorno un po’ di più
Per fermare il tramonto
Che ti porta via da me
Per continuare a vivere senza di te
Adesso, la mia Anima è pronta
All’ennesimo trasloco
Sempre in bilico tra la vita e la morte
Sull’orlo di un precipizio
Cerco a tutti i costi di allontanarlo dalla mia vista
Perché da questo trasloco
Spiccherò il volo verso una vita vera
Non sarà più una vita sognata
Diventerà una vita reale, una vita dignitosa
Aspirazione universale di ogni essere umano
Replica
BUON VIAGGIO
Ho letto che parti
ma poi che torni
forse
in viaggio
chiuderai gli occhi
almeno un istante
si
lo farai
l’orizzonte padano
ha una sua storia
già raccontata
chiudere gli occhi
un istante
potrebbe renderla
diversa
più colorata
non pioverà
l’emozione
non piove
dilaga a volte
ma
non allaga
e se lega
incrocia
ciò che leggi
puoi
anche ascoltarlo
sei alleata
dell’edera
sali
scendi
ramifichi
e dire che
pari ferma.
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 8th, 2010 alle 17:09
@luca gamberini, molto bella questa Poesia, il tema del viaggio è un argomento interessante, nel movimento dei versi si avverte alla fine … l’immmobilità assoluta dell’essere.
Complimeni da Cettina
Replica
Vendettaaaaaaaaaaaa
Il corpo obeso è offesosenza tema di smentita
leggermente sovrappeso avrebbe detto del suo peso enull’altro.
Offeso il peso
offeso il sovrappeso e offeso l’obeso
offesa la bocca
carnosa e leggera
offesa la pancia che non si sbilancia
sempre bianca e
offesa la coscia lunga e liscia
offesa l’unghia che si sente leggera e colorata
dov’è il peso?? Voglio tagliarlo
diventare leggera leggiadra
invisibile piuma al vento soffocarti di solleticoo
dar corpo alla gravità
quella denominata g
ti peso soppeso
e abuso di te senza pietà
hai offeso il mio peso, o dolce mio peso
un beso
poi ancora un beso per un lungo
giorno tempestoso come vendetta mi aspetta….
e allora vedrai il mio peso
obeso e offeso
che beso…ahhaahche beso mi darai e vivrai
offeso dal mio peso
o dal mio beso
offeso
delizioso
carnoso
affettuoso
voluttuoso
senza senso il mio peso sarà
Sabina Porfido(AGENDA letteraria noitrè 2010)
Poesia e musica
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 8th, 2010 alle 20:50
@sabina, Si parla tanto di peso corporeo, con la Poesia non tralasciamo il peso dell’Anima che cresce a dismisura ed è proporzionale solamente alla sensibilità dell’Anima.Complimenti per la Poesia,ciao da Cettina.
Replica
sabina replica:
aprile 9th, 2010 alle 20:27
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, Grazie Cettina, il peso è l’apparenza, il resto bisogna saperlo leggere, e tu lo hai fatto splendidamente. Ancora grazie, sabina
Replica
Fiorella Macchioni replica:
aprile 11th, 2010 alle 20:56
@sabina,
Leggere parole di piuma dentro calici di pensieri pesanti che fluttuano al soffio e al soffio volteggiano e si fermano fioriti d’anima su di noi.
Brava!
Replica
sabina replica:
aprile 11th, 2010 alle 21:42
@Fiorella Macchioni, mi commuove tanta cortesia, colta, leggera e sapiente, grazie, sabina
Replica
Bacio amaro
Attendo!
Che cosa?
il sorger del sole,
l’incontro,
le ore del giorno;
che mancano
al tuo ritorno?
Ti attendo domani
per dirti: Rimani;
Di venire hai promesso!
Anelo il tempo
che mi vorrai dare,
l’amplesso,
il bacio caldo,
l’amore concesso,
che viver vorrò
anche se amaro!
Celo una fretta
per quella cosa
che non conosco,
che mi aspetta,
che non arriva mai!
Che mi farà gioire,
o mi farà soffrire,
Non so!
Ho il cuore proteso
ed il tempo trascorre,
attendendo i tuoi baci,
il sapore di miele
che poi svanirà
lasciandomi solo
sapore di fiele!
Perchè non mi lasci?
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:43
@dorella dignola,
quanto rammarico in queasta poesia!Attendo..che cosa…
perchè non mi lasci?…
la speranza è la linfa della vita… amala.. non ti deluderà!
Con affetto
Marinella(nonnamery)
Replica
maria lampa replica:
aprile 17th, 2010 alle 15:41
@dorella dignola,
si avverte un grande dolore e la richiesta-supplica di essere lasciata, per mettere un punto, una fine ad una attesa sognata ed estenuante.
Attendere, sognare, sperare in baci….che non si sa se arrivano…..
Tutto viene enfatizzato, sognato fino allo spasimo e questo pensiero intensifica l’emozione.
Sei molto brava a descrivere tutto questo e chi legge ne è assorbito.
Replica
Sei ormai come un’eco, un’ombra, una specchiera
Da te so di ottenere risposta,
più di quanto l’eco risponde al suono,
e sentirti accanto
come l’ombra accompagna il corpo,
o come uno specchio
che riflette il colore di tutto.
Non credo di meritarlo
a meno che non credi sia degna
d’essere ugualmente io per te
come quell’eco, quell’ombra, quello specchio.
Replica
Parole in musica
onda d’origine antica
trasportata dal lento valzer
che fa oscillare i nostri corpi.
Tutta la vita
potrebbe essere così
tra un passo di danza e l’altro
gli occhi socchiusi
nell’abbraccio avvolgente.
Mi sfiora il vento la guancia
come fosse il tuo respiro:
un sogno irreale
che questa sera
a me si concede
nella nebbia errabonda.
Replica
Trovo l’iniziativa interessante.
Replica
Nubi, lacerti d’azzurro
e montagne distanti
Chiare e ferme
come i tuoi occhi.
Replica
Gaia replica:
aprile 8th, 2010 alle 11:16
@massimo, Caro Massimo, ci fai un dono meraviglioso. Quello di poter vivere le tue belle parole. Grazie, Gaia
Replica
massimo replica:
aprile 8th, 2010 alle 12:39
@Gaia, Bè, sono contento che le apprezzi. Grazie.
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:39
@massimo,
In poche parole… tutta la melodia della poesia.
Grazie
Marinella
Replica
Tutto il fuoco della terra
è stasera raccolto nel tuo ventre, luna
la tua luce affonda nel mio cuore
che non è che polvere
al cospetto del tuo immenso specchio
Vorrei venirmi a sedere accanto a te
su una stella a te vicina
solo per respirare il fremito
di tutti i sogni di questa vita insieme
Ed il profumo che posi sulle mie labbra
e sulla notte che si tinge di lavanda
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:37
@Gaia,
In perfetta sintonia con l’orario, sono le ore 1,35
potresti respirare il fremito di tutti i sogni. Bella la chiusa.
Marinella
Replica
Gaia replica:
aprile 9th, 2010 alle 09:12
@Fois Marinella, Cara Marinella, ebbene si.. Adoro la notte! Mi affascina scoprire che tra i suoi silenzi e la fitta tenebra si nascondono infiniti colori, profumi ed essenze di luce. Con stima e molta simpatia. Gaia
Replica
Ciao a tutti, Robert caro e Redazione tutta,
e scusate se irrompo qui, nel bel mezzo del Concorso d’Emozioni, con la mia presenza un po’ ritardataria.
Ho partecipato al Concorso dal 2005, la sua nascita.
E con tutto il cuore avrei voluto esserci anche quest’anno.
Tuttavia, la vita mi sta tenendo tanto lontana dal pc e dalle parole. Cose belle, niente di cui preoccuparsi. Ma il tempo corre svelto, io dietro di lui, e temo di non riuscire a esserci, quest’anno. In ogni caso vi leggerò, tutti, emozionandomi, come ogni volta.
Grazie per esserci sempre.
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:05
@StregaDelMare,
Ciao. Un vero peccato se manchi a questo appuntamento.. dai, fai il possibile!
Un bacio
Ars
Replica
Lontananza
Nel tramonto dei nostri mari
se un pensiero
ti raggiunge
Sfiorandoti la pelle,
pensami teneramente,
Anche un solo istante.
Nessuno s’accorgerà d’una nuvola passeggera
Che vela appena appena
il sole in un tramonto d’agosto .
E quando il disco rosso
sparisce nel cupo azzurro
anch’io ti penserò
annullando spazio e tempo
creando l’illusione
di una magica unione.
Non essere triste!
Vedi, siamo insieme:
puoi sentire la mia pelle,
le carezze che ti scompigliano i capelli,
i miei baci che bruciano di passione;
poi,
sentire la mia voce
che ti sussurra : “zitta, ascolta il cuore “.
Come stasera
tra i palazzi,
tra la gente,
con le lacrime che scendono
teneramente.
Vincenzo Mascellaro
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:33
@Vincenzo Mascellaro,
“Zita, ascolta il cuore” …dovremmo ascoltare un pò di più la voce del cuore… è la più vera, la più sincera.
Grazie.
Marinella(nonnamery)
Replica
INNAMORATI
Se questo è un sogno
lasciatemi dormire
che domani
non è ancora arrivato
E vedo la pioggia
e il sole
Le stelle
e il mare
Nel mio sogno
nè tempo nè inganni
Con gli occhi chiusi
il blu lo vedo
Lasciatemi sognare
che nessuno
osi svegliarmi
E’ il ronzio
di uno sciame d’api
Del miele voglio cibarmi
Non catturate gli angeli
lasciateli volare!
Sopra di noi
sono sospesi
e nel sogno
ci vengono a parlare
Se questo è un sogno
non svegliatemi più
Replica
Ed è subito Notte…
Il sole di maggio riscalda i rami
il vento che soffia dice che m’ami
rapito lo sguardo, ora tu taci
mi copri il volto e i capelli di baci
E’ primavera…
un bacio, un altro, è subito sera.
Trema la pelle, risponde sincera
sento il tuo cuore impazzito che batte
baci, poi altri…ed è subito notte.
Fiorella Cappelli
(poesie 1970)
Replica
Gaia replica:
aprile 8th, 2010 alle 10:43
@Fiorella Cappelli, .. Cara Fiorella, che gioia comunicano al cuore i tuoi dolci e melodiosi versi! li sento molto vicini. Gaia
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:30
@Fiorella Cappelli,
I baci sono come le ciliegie…una tira l’altra…
Felicità!
Marinella
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:06
@Fiorella Cappelli,
tutta l’intensità in quel “ed è subito notte”.. brava!
Un abbraccio
Ars
Replica
CANZONE D’AUTUNNO
Sempre e per sempre
- mentre ti guardo
e colgo il tuo profilo
il bianco dei capelli-
sento
che mi sei anima e tepore.
Ma ora vorrei dirti sottovoce
che non son più
quella di quando cantava il giorno
e l’aria tutt’attorno
sapeva di ciclamini e di ciliegie.
Ora
- tra fulmini
lusinghe
bastioni da espugnare
montagne da scalare in ginocchio-
pesano le inutili parvenze
e le movenze che conducono al nulla
impastano gli sguardi..
.. ed empiono la bocca di salmastro.
Ora
mi faccio forte del silenzio.
Eppure
è forse forte l’erba che si secca
restando appesa
a elaborare un verso
al vento ed alla zolla?
Il tempo
il tempo passa
fa cadere le aride, velate ipocrisie
che bloccano al chiodo fisso della vita
fischia sillabe vere
echeggia parole tenere e cattive
riporta intatti i momenti tutti
ulula “AMORE!”
della pala al mulino che mi conduce al fiume
mi svela pienamente te.
Potrebbe
anche non essere un diritto
scritto sul petalo rosa della vita
la parola amore
..e tu
sei la brezza che mi porta.
Ora, per l’isola lunga
con ali di rose
va l’ombra della sera.
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:28
@Mariolina La Monica,
Complimenti per questa poesia che porta il sapore dell’amore, in particolare bella la chiusa… ora per l’isolalunga con ali di rose…va l’ombra della sera.
Grazie.
Marinella
Replica
Mariolina La Monica replica:
aprile 9th, 2010 alle 19:00
@Fois Marinella,semmai grazie a te per le tue parole e per avere colto nelle mie il sapore dell’amore.
Un abbraccio e un in bocca al lupo da sorella a sorella,
Mariolina
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:09
@Mariolina La Monica,
.. una canzone d’Autore molto, molto bella.
Ti abbraccio
Ars
Replica
Sole Rosso
L’infinito
l’incontenibile
velato da essenze di crepuscolo
si staglia davanti agli occhi tuoi
il vento ti accarezza i capelli
in attesa che il respiro ritorni regolare
ed il cuore rallenti la sua corsa…
In alto
per toccare il cielo
per osservare soffici nuvole in mutazione
in alto
per la frazione di un attimo
in cui ora, gli occhi
si trovano a cambiare direzione…
si perdono
a definire contorni
a catturare luce
alla ricerca di nuovi orizzonti lontani
profondi
di sentimento e amore
e sensazioni vivono…
in un bacio che sa di muschio
mentre un altro giorno muore…
all’insegna di un sole rosso.
Fiorella Cappelli
Da “Carezze D’Aria” di Fiorella Cappelli
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 7th, 2010 alle 23:58
@Fiorella Cappelli, Davvero belle sensazioni vivono nel bacio che sa di muschio mentre il giorno muore all’insegna di un sole rosso Daniela
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:14
@Fiorella Cappelli,
mi ha particolarmente colpito la capacità con cui hai saputo descrivere con “precisione” dette sensazioni..
Ars
Replica
Che belle poesie così ricche di amore e sentimenti…
Replica
RICORDI
Mi sovvengono momenti antichi
quando la fiamma percuoteva il cuore
bruciando la passione ogni ragione.
La gelosia poi lacerava il mio corpo
se solo uno sguardo si posava sul tuo bel volto.
Insieme scoprivamo i primi amplessi.
Tremanti d’emozione i baci e le parole
accarezzavano gli anni d’amore.
Rubavamo il tempo al tempo,
conoscendo ogni recondito pensiero
l’un dell’altro senza alcun segreto.
Ma poi,
come vele che dall’onde percosse
trovano riparo in porti sicuri,
le nostre vite, dall’incoscio spinte,
si rifugiarono in tranquille dimore.
Non più lacrime e acri tormenti
ma solo gioie e dolori d’una vita normale,
non più teneri cuccioli in cerca di coccole,
ma arditi leoni in un mondo infernale.
Quando ti rivedo orgogliosa e altera
con una fredda maschera distante
non so se sei felice delle vele lontane
o rimpiangi il tuo diventare.
Per me sei come allora!
Niente è mutato,
è come se il tempo si fosse fermato
a raccontare una storia d’amore
ora per te cenere e carbone.
Vincenzo Mascellaro
Replica
Arsomnia replica:
aprile 10th, 2010 alle 14:15
@Vincenzo Mascellaro,
.. quando l’amore finisce.. ma uno dei due ama ancora come sempre…
Fra le righe l’amore si mischia con una punta d’amarezza…
Un abbraccio e buone cose
Ars
Replica
A Gaia
Vorrei incontrarti
quando il sole tramonta,
sulla spiaggia dorata.
Camminare ad occhi chiusi,
prendendoti per mano,
perche’ abbia una guida
nel percorso del gaudio.
Vorrei ascoltare il tuo cuore,
nel silenzio rotto dallo sciabordio
dell’onda.
Vorrei guardare l’ orizzonte
e interrogare il futuro.
Vorrei amare senza interesse.
Ma con l’interesse di amare.
Vorrei essere felice.
Vorrei l’ impossibile.
Vorrei tutto.
Vorrei te.
Gaetano
Replica
Gaia replica:
aprile 14th, 2010 alle 09:43
@gaetano, .. Caro Gaetano, essere il tutto per l’uomo che ti ama è desiderio certo di ogni donna.. A nome di tutte le Gaia… Grazie! Gaia
Replica
TENERAMENTE
Teneramente
ti stringi al mio corpo
liberando delizie.
Alla bocca che s’apre,
dolce sole,
porgo caldo
il fiore sbocciato.
La tua pelle brucia
l’avide mani.
Ad ogni carezza
spalanchi voragini,
accendi il fuoco.
L’intero universo
si cela e tace.
Oggi l’amore
è assenza di pensieri.
E ti godo
senza l’assillo
del giorno che verrà.
Replica
Elisabetta Aprileo replica:
aprile 14th, 2010 alle 11:45
@Rocco Giuseppe Greco, bella chiusa…senza l’assillo del tempo!
Replica
SERENATA
Bella e fresca è la notte e punteggiata
di stelle, un alito di vento sotto al
balcone tuo mi fa rabbrividir la pelle.
Sento il profumo delle rose nel giardino
tuo selvaggio, il sospiro della
primavera, il rigoglio di maggio.
Aiutami luna bella a trovar le parole
per sta donzella.
Fa’ che si affacci da questa finestra,
sotto al grappolo giallo di ginestra.
E tu stella cadente aiutami a esaudir il
sogno mio di adolescente, perchè
io l’amo come allora e per lei
canterò fino all’aurora.
Quindi ti prego stella mia fa che ste
quattro note siano una malìa,
malìa complice la luna così che la
voce mia si fa più sicura.
Perchè se lei non risponde alla voce
del mio cuore, domani sul giornale
si leggerà di un disgraziato che
s’è ammazzato per amore.
Replica
@CETTINA LASCIA CIRINNA’,
Domani
Nella luce del domani
Le mani si cercano
Intrecciano ghirlande d’amore
Per abbellire il corpo stanco
Petali di rose saranno
Il tappeto
Dove le orme
Ci porteranno
Dopo un lungo cammino
Mano nella mano
Come due innamorati
Tre cigni bianchi
Saranno silenziosi testimoni
Di un grande amore
Tutt’intorno
Complice
Il Lago tace
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 7th, 2010 alle 23:35
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, Bellissime immagini che già testimoniano la promessa del luminoso domani Daniela
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 8th, 2010 alle 20:45
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, Grazie Daniela per il tuo commento, senza la speranza non si vivrebbe, soprattutto senza amore.
Ciao Cettina
Replica
Ho scomposto e ricomposto ricordi
ho avvicinato gesti e sorrisi, baci
nell’ora che veste il silenzio
Tenerezza e profonda solitudine
hanno vestito il mio sentire
Una fatica amare, credimi
una fatica piangere di ebbrezza
e nell’attimo ridere come la prima volta
E pure non vi rinuncerò mai
come al correre dietro a una nuvola che fugge
o ad un raggio di luna che canta nel mare
Replica
Vincenzo Mascellaro replica:
aprile 7th, 2010 alle 18:36
@Gaia, la realtà dell’amore descritta con versi molto belli ed efficaci. Mi piace moltissimo “come correre dietro a una nuvola che fugge”. Brava!
Replica
Gaia replica:
aprile 7th, 2010 alle 19:27
@Vincenzo Mascellaro, … Caro Vincenzo, Sono davvero felice che ti sia piaciuta questa poesia. La sento molto mia. Quante volte mi trovo a correre dietro a mutevoli e inafferrabili nuvole!! Grazie di cuore. Gaia
Replica
Fiorella Cappelli replica:
aprile 7th, 2010 alle 19:43
@Gaia,
lirica soffusa di dolce rimpianto che subito viene dissipato dalle immagini di nuvole che fuggono e dal melodioso canto di un raggio di luna che intinge le note nel mare.
Molto romantica.
Fiorella Cappelli
Replica
Gaia replica:
aprile 7th, 2010 alle 22:38
@Fiorella Cappelli, … Romantica… Adoro ciò che questa parola evoca, parola della quale purtroppo si è così abusato, arrivando anche a stravolgerne il vero significato… Grazie Fiorella, sono contenta che la poesia ti sia piaciuta. Gaia
Replica
GALEOTTO FU IL VINO
Il cielo tersissimo, di un azzurro intenso e lucido, era una cupola di smalto sulla vasta distesa dei vigneti d’un verde brillante che già cominciava a striarsi della ruggine autunnale.
Nello splendido scenario di quel mattino, girovagavo come un’anima in pena tra i filari di viti dalle quali pendevano i grappoli fitti di acini violetti e turgidi che anelavano ad essere raccolti..
Si era finalmente conclusa una balorda storia d’amore tra me e un aitante quanto insulso giovanotto, tirata avanti per ben due anni, più per abitudine che per passione. Preferivo girovagare senza meta con i miei pensieri, pur di non rimanere a casa dove l’atmosfera era diventata insopportabile. Tutti erano irritabili.
Infatti, il periodo favorevole per la vendemmia era giunto al termine, ma qualcosa non era andato per il verso giusto nella preparazione delle grandi botti di rovere. A questo punto, con le botti inservibili, cosa andava fatto? Vendere l’uva o il mosto sarebbe stata una buona soluzione, ma la cosa infastidiva mio padre. Considerava un’umiliazione ricorrere ad un “sensale”!
Fu proprio a metà di quella splendida mattinata del 4 ottobre, festa di San Francesco, che inaspettatamente si presentò la soluzione.
Una macchina si era fermata davanti al cancello spalancato sorretto da pilastri di blocchi lavici e calcarei alternati che ricordavano l’arte normanna. Un giovane uomo, colpito dall’aspetto della casa, entrò nel “baglio” chiamando a gran voce.
Proprio in quell’istante, tornata dalla mia solitaria passeggiata, vi facevo il mio ingresso. Il giovane si avvicinò quasi timidamente e si presentò.
Inaspettatamente i suoi occhi dello stesso colore del cielo ebbero dei guizzi verdi. Tesi la mano come si conveniva ed una scossa elettrica attraversò il mio corpo al rapido contatto. Mi accorsi che anch’egli trasaliva, forse colpito dalla medesima energia, e non riuscii neppure a pronunciare il mio nome!
Il tempestivo arrivo dei miei genitori, provenienti dalle cantine, ci trasse fortunatamente dal magico impaccio.
L’uomo presentò a mio padre la sua richiesta. Aveva bisogno di comprare del mosto! Mio padre tirò un sospiro di sollievo. L’invitò a casa dove si concluse l’affare, con soddisfazione di entrambi.
“Galeotto fu il vino …” a ben dire, pensai in seguito quando, dopo quel primo incontro e ripetuti altri, l’intraprendente ed insistente giovanotto riuscì a fare crollare tutte le mie difese, tanto da condurmi felicemente all’altare l’anno successivo.
Sono passati più di quarant’anni dalla fortuita conoscenza e, tra violente discussione e plateali riconciliazioni, la nostra “intesa di pelle” regge ancora.
All’inizio, nelle liete ricorrenze, eravamo soliti sturare una bottiglia di “quel” vino “galeotto”. La penultima è stata aperta il giorno del nostro venticinquesimo anniversario di nozze.
L’ultima troneggia ancora sulla mensola alta della nostra “cantinetta ”, impolverata e con l’etichetta casalinga quasi del tutto scolorita, ma sulla quale è ancora possibile leggere l’annata: 1966!
Replica
MIELE E FIELE
Sapore
sillabato
di miele
e fiele
sulle tue
labbra
di eden
strappa
sospiri
d’infinito
afferra
l’invalicabile
cerchio
del tempo
e nel tempo
anima
passi
stanchi
di brevi
squarci
d’ansie
e frammenti
del cuore
rubati
a baci
insaziati
di te.
E tutto
intorno
è cielo.
Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti
Replica
CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:
aprile 7th, 2010 alle 20:41
@Daniela Quieti, hai descritto attimi d’amore in secondi di felicità assoluta. Cettina
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 7th, 2010 alle 23:30
@CETTINA LASCIA CIRINNA’, Grazie infinite per il bel commento e un caro saluto
Replica
LAGHI
Voglio fiorire dai miei capelli
e guardarti sdraiato respirare.
Voglio sciogliermi in una coppa d’oro
come una perla bianca
e porgerti questa bevanda fino a farti ubriacare.
Dilaterai la tua mente
come una pioggia dilata il lago.
Fermo, di correnti false,
di onde menzognere dal colore incerto
se ridere o svenire dalla disperazione.
Ebbene nel lago
deve essere dolce morire
risucchiato dall’immobilità della bugia.
La bocca dischiusa nel marmo pario
simula la carne, la vita, la sensualità.
Oltre gli occhi d’argento
rimane l’intelligenza
di un’arte falsamente creduta svanita.
Rimane.
Come il mare se cambiano le gocce,
come la terra se cambiano i sassi.
Replica
(da ‘Appuntamento alle sette’ ne ‘I racconti di CasaLuet’ di Susanna Trippa)
Mac muoveva i muscoli della faccia e la testa, che erano poi le uniche parti che potesse muovere… faceva fatica a mettere ordine nel guazzabuglio di sensazioni che si succedevano e che gli si accavallavano dentro.
In ordine sparso, ma non d’importanza: disperazione perché Cecilia era lì e in quello stato,gioia stupefatta perché era arrivata incontestabilmente per lui, rivelazione del tipo fulmine a ciel sereno di amore irriducibile e puro unitamente a passione sfrenata per la suddetta ragazza, enorme senso di colpa perché lei si trovava lì per causa sua.
Più o meno tali erano le sensazioni di base, ma come sempre accade, suddivise e sfaccettate in miriadi di sottosensazioni… e su tutto questo stava lo sforzo della parte ragionante di Mac a cercare di mettere ordine nella sfera emotiva, e a trovare una qualche soluzione soddisfacente… o una parvenza di questa.
Ma poi Cecilia sbattè alcune volte le palpebre, sollevò la testa e la girò verso Mac, a neanche mezzo metro di distanza, e così legata mani e piedi e ancora stordita dalla botta di Gino, tale era la forza di quella ragazza, che gli regalò un debole ma indubitabile sorriso.
Mac,che non aveva mai provato un tale esplosivo mix di amore e tenerezza per qualcuno,la guardava incantato.
Poi,banalmente,le chiese se stava bene.
A un cenno affermativo di lei, visto che aveva deciso di trovarsi all’interno di un brutto film, si adeguò al copione e, con l’aria più macho possibile, le sussurrò ma con voce decisa «Stai tranquilla,troveremo il modo di uscire da qui!».
(Fine)
Replica
(…) Erano le diciotto e quarantotto e Mac aveva di sicuro ‘bucato’ il suo primo appuntamento con Cecilia Maggi…
“Accidenti… erano già le sette e un quarto!” lei si avvicinò alla finestra e guardò fuori: nessuno, tantomeno furgoni Transit… mm… bel modo di arrivare a un primo appuntamento.
……Mac, legato mani e piedi, oltre al sapore del sangue che colando dal naso gli entrava in bocca, sentì un ronzio forte alle tempie e un brivido corrergli veloce lungo la colonna vertebrale; riconobbe i sintomi della paura, di una subitanea paura; cercò di respirare profondamente e di stare calmo… anche se la situazione era ancora peggiore di come gli era parsa nel primo momento del risveglio.
Poi gli venne in mente che, con molta precisione, aveva spiegato a Cecilia Maggi il posto dove aveva visto la scarpetta all’inizio del canneto… le aveva anche dato il numero del cellulare, e allora sperò che quella cara ragazza,non vedendolo arrivare,pensasse semplicemente che era uno stronzo, e trascorresse la serata senza preoccuparsi di lui. Per niente al mondo avrebbe voluto che fosse invischiata in quel pasticcio!Lo sperava… ma nel fondo del suo cuore Mac aveva non pochi dubbi che Cecilia Maggi avrebbe allegramente scrollato le spalle non vedendolo arrivare… e che la cosa finisse lì.
E non si sbagliava.
…….Così successe che Cecilia Maggi, dalle sette e un quarto alle otto meno dieci, oscillò tra il pensare che Mac fosse un cretino o che invece avesse avuto un contrattempo e che sarebbe comunque arrivato, in ritardo, ma sarebbe arrivato. Non le tornava però: Mac avrebbe potuto telefonarle… si erano scambiati i numeri di telefono proprio quel pomeriggio, così riprendeva a pensare che era un cretino, ma anche questo non tornava… ripensò ai momenti in cui avevano parlato… e non era proprio possibile.
Così, alle otto meno dieci, chiamò Mac: il telefono era muto.Guardò di nuovo fuori dalla finestra: il rombare dei tuoni di poco prima si era calmato, ma cadeva una pioggia fitta e chissà per quanto avrebbe continuato.
All’improvviso seppe con certezza, non avrebbe saputo spiegare perché, che Mac era il suo amore… quello che doveva arrivare già da un po’, anche se lei faceva la sua vita tranquilla senza fantasticare più di tanto; era il suo amore, anche se avevano parlato e si erano scambiati sguardi per non più di tre ore e mezza nell’arco di un mese.
Anzi, avrebbe saputo spiegare perché: era stato quindici giorni prima, quando aveva notato come l’aveva guardata tra la guancia e l’orecchio, e come aveva poi distolto lo sguardo. Ora che aveva capito come stavano le cose: quello che provava – bam – e che, non aveva dubbi, provava anche Mac… uguale uguale… per Cecilia Maggi, per come era fatta lei, si trattava di agire, di muoversi per vedere cosa poteva essergli successo, perché qualcosa doveva pur essere successo! Così, a grande velocità, infilò una giacca da pioggia su quello che aveva addosso, prese la pila dalla mensola dell’ingresso e uscì. (terza parte)
***
Da ‘Appuntamento alle sette’ (I racconti di CasaLuet di Susanna Trippa)
Il tempo si mise a passare lentamente, molto lentamente.
(Così finisce la seconda parte inserita il 31 marzo).
Replica
Ho dormito senza un letto
su una coperta buttata
sopra le assi della veranda.
Ho goduto dei brividi lunghi
in fondo alla notte
Sognando camelie e onde
alte come palazzi
Onde sospese
che non si schiantavano mai.
Le camelie erano sulla tua bocca
sopra ai tuoi capelli.
Io venivo dal mare
sulle onde scure
Immobili.
Replica
Gaia replica:
aprile 7th, 2010 alle 12:00
@massimo, bellissima! Davvero bellissima. Gaia
Replica
Resta vicino a me.
Deridimi, odiami,
infierisci se vuoi,
ma non ti allontanare,
potrei perdermi.
Ombra dei tuoi passi,
nel silenzio più assoluto
per non disturbarti,
rubando le luci del tuo sguardo
che mi sorride
sono e sarò sempre qui!
Ho tutto il tempo e
nessun’altra scelta…
Amarti!
Replica
Giuseppe D'Uva Cifelli replica:
aprile 9th, 2010 alle 10:52
@ornella gatti,
Complimenti per la tua bella poesia, che parla di un amore discreto, che dura e vive senza disturbare, senza opprimere,ma che, alla fine, non può che risultare vincente.
Giuseppe
Replica
ornella gatti replica:
aprile 13th, 2010 alle 07:50
@Giuseppe D’Uva Cifelli, Grazie per le belle parole!
Replica
La vita: la melodia più ricca che ci sia.
E Io ti cercherò
E ti racconterò
La storia di me e di te
Che ho ancora qui con me.
E ti racconterò le emozioni che tu mi dai
E Le parole che non ti ho detto mai …
E se si può raccontare la vita con una melodia
Vorrei cantarla oggi con una poesia …
Balla con me non lasciarmi andar via
Balla con me portami via
Sulle ali di un sogno pura magia … che fantasia …
Con tutta la forza
E la creatività
Tutte le note
E ogni tonalità.
Una poesia
Questa la mia
Tutta una vita
La mia anima …
Un’alchimia
Oggi la mia
Che melodia
Così magica …
Fatta di musica, di libertà
Di suoni e di luci e possibilità …
Una pazzia che non va via
Un’occasione sola e unica …
Per sempre sia
Storia d’amore
Un’emozione
Dritta al tuo cuore
Una canzone
Con tutta l’anima.
SEZIONE “Poesia e Musica”
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Baci
Baci appiccicosi e romantici
intriganti idilliaci
Baci sordi e imbarazzati
ingenui dimenticati
Baci dalla tua bocca di miele
lame nel cuore
come sogno dei sensi
mille volte ritrovati e ripersi
Baci baci baci…
Si potrà pur amare
Replica
Verità d’amore
Sono venuta verso di te
come ancora mai
sulle tue labbra
ho sognato di noi
tu nel mio sogno
inventavi per me le rose
e in un bacio
mi sussurravi
quanto fosse più facile morire
che amare
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Timur Lenk replica:
aprile 7th, 2010 alle 06:58
@Gaia, Carissima, come la Madre Terra Gaia hai racchiuso in queste due poesie l’inizio e la fine, lo sbocciare e l’appassire. L’eterno ciclo della vita e dell’amore. Vivi complimenti. Timur
Replica
Gaia replica:
aprile 7th, 2010 alle 12:19
@Timur Lenk, .. Belle le tue parole, Timur, grazie di cuore. Gaia
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Daniela Quieti replica:
aprile 8th, 2010 alle 00:00
@Gaia, E’ bella questa verità d’amore. Complimenti Daniela
Replica
Gaia replica:
aprile 8th, 2010 alle 07:34
@Daniela Quieti, .. Grazie Cara Daniela, tutti i tuoi versi sono molto belli. Gaia
Replica
PERCHÈ TI AMO
Perché
ti amo
m’infiammo
di vita
e di splendore
portami
stille
di rugiada
per dissetare
il cuore.
Ti aspetto
sempre
al primo
angolo
a destra.
Da “Cerco un pensiero” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2008
Replica
NASCE ANCORA QUEL GRAPPOLO
Nasce ancora
quel grappolo
dorato
dal vecchio vitigno
abbandonato
lungo il declivio
verdeggiante
sempre là
nella vallata
del borgo antico
a ricordare
il rito vendemmiante
conviviale alchimia
di arcaici sacerdoti.
D’amore s’accendeva
alla luna un canto
da tante voci in danza
circondato
incantatrice melodia
che colora ora
questa coppa
sprigiona
goccia a goccia
satiri e baccanti
miti e versi santi
passione e devozione
una benedizione
la mia disperazione
nella stanza scura.
Ma non avrò paura
se di vite, vita
scalderai la mia vena
senza tradimenti
nell’ultima mia cena.
Da “Cerco un pensiero” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2008
Replica
Carezza d’amore
Quando mi sfiori la pelle
mi accarezzi l’Anima
e sussurri al cuore
senza alcun timore
che mi ami più di prima
e a me piace il sapore
di questo tepore
che mi fa sentire in cima
alla vetta dell’Amore
dove nulla dura ore
ma s’insinua come una lima
che non dà dolore
ma solo colore
ad una Vita che si stima
molto più di prima
grazie a chi le fa onore.
E m’inebria l’odore
sprigionato da questo Amore
di chi ama con un ardore
proveniente dal cuore
espresso già…
da una carezza d’amore.
Sezione Poesia e Musica
Replica
Ombre di vita
Ho vissuto anni
all’ombra di me stessa,
finché,
non ho riconosciuto la mia
in quella riflessa
da un corpo che non è il mio
ma che mi ha rivelato
l’immagine della mia Anima
custodita
in fondo a quel cuore
che non adombra
anzi illumina
più del Sole
di chi era spento
perché aveva perso
l’ombra testimone
del passaggio
del suo Universo.
Sezione Poesia e Musica
Replica
Timur Lenk replica:
aprile 7th, 2010 alle 07:26
@Gabriella Bellino, Cara Gabriella, arriva il momento di aprire gli occhi e conoscere l’universo, la vita, l’amore. E l’altra metà… Complimenti. Timur
Replica
Questione di voce
Voce crepuscolare
sul finir della giornata
proveniente da un focolare
che arde per un niente
se c’è chi lo sente,
e mi aggrappo a quella voce
simile a una siepe
che sussurra parole d’amore
a chi le raccoglie con stupore
ed è lì che mi nascondo
per goder del suo calore
alimentato da un vento
che scuote quella siepe
senza avere l’intenzione
di sottrarmi dall’ammirare
chi brucia con lo stesso ardore
ma vuol solo farmi capire
di esser caduta tra le braccia
di ciò che si chiama Amore
e presta la sua voce
a chi ha perso le parole.
Sezione Poesia e Musica
Replica
Sopravvivenza
Privilegiata…
nel come guardo una foglia
o lo sbocciare di un fiore
o nel sentirmi una farfalla…
ma anche nello sfiorare
persino la Luna
o nel libero volare
tra le nuvole
sentendomi tutt’uno
con l’Infinito,
e scoprire che tutto ciò
è cominciato
dall’averti incontrato.
E da quel seme buttato
per far nascere un Amore
mai dimenticato
ma che sognava soltanto
di esserti accanto
oggi condivido
quei privilegi
con te che mi hai notato
in un Mondo che altrimenti
mi avrebbe annientato.
Sezione Poesia e Musica
Replica
sabina replica:
aprile 6th, 2010 alle 18:05
@Gabriella Bellino,
vi siete trovati, direi , che come definizione d’amore calza a pennello, bella!
Ciao, sabina
Replica
Gabriella Bellino replica:
aprile 6th, 2010 alle 19:14
@sabina, GRAZIE. E’ ciò che auguro a tutti e per cui val la pena vivere se fa dimenticare i momenti in cui non lo pensavi. Gabriella.
Replica
LA MIA DECLINAZIONE
La mia
declinazione
sei
tu
di te
a te
te
sempre
tu
e io
con te.
Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti
Replica
Come staccare l’abbraccio
La notte scompagina i pensieri
la tua immagine tiene il tempo
e la fa sua.
Il primo bacio
il primo brivido
la prima emozione
rubata alla luna
ingarbugliò
nella fretta i piedi
nel petto implodeva il cuore
mentre da teatro di cielo
scintille di stelle cadenti
celavano fuga allo sguardo
distolto da canto
dell’ultima allodola.
Come staccare l’abbraccio?
Correre.
Correre senza vedere la strada
e ritrovarmi sul letto
ad ascoltare
musica sfrenata di cuore
che avessi udito mai.
Replica
Mario Prontera replica:
aprile 6th, 2010 alle 10:15
@Fois Marinella,
Mi convinco sempre più che oltre alla passione per la fotografia, abbiamo in comune la passione per la…passionalità!
Mi piace il ritmo incalzante e primitivo di questa tua corsa verso i vecchi umori dell’anima e del corpo, senza confini precisi tra corpo e anima!!
Bravissima, Nonnamery, di una età che non ha età….
Anònimo Capuàno, Mario insomma Prontera
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 6th, 2010 alle 22:25
@Mario Prontera,
Grazie Mario per il tuo gentile pensiero…amo la fotofrafia e colgo l’attimo… amo la vita… ma non so parlar d’amore. Canto l’amore di una età che non ha età…
Cose piccole e cose belle
Marinella
Replica
Daniela Quieti replica:
aprile 6th, 2010 alle 13:18
@Fois Marinella, Complimenti per le belle immagini di questa tua poesia, cara Marinella, e un affettuoso abbraccio
Daniela
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 6th, 2010 alle 22:29
@Daniela Quieti,
Detto da te, cara Daniela, quasi quasi rileggo le immagini per ritrovarmi. Grazie. Un caro abbraccio.
Marinella
Replica
Gaia replica:
aprile 7th, 2010 alle 07:24
@Fois Marinella, .. Cara Marinella, Complimenti per la tua poesia. È molto intensa l’emozione che erompe da una corsa tra le braccia di melodie primordiali. Gaia
Replica
Fois Marinella replica:
aprile 9th, 2010 alle 00:03
@Gaia,
non c’è emozione più bella che rubare un bacio all’occhio della luna…Grazie Gaia!
Ciao…Marinella
Replica
Laura Ficco replica:
aprile 8th, 2010 alle 17:39
@Fois Marinella,
Grazie Marinella sei sempre molto gentile, anche tu continua a far risentire le tue belle poesie
a presto
Laura
Replica
Più non speravo, ormai
in una vita migliore.
Invano bramai più dolci lidi
e vana fu, ahimé, l’ attesa
di parole di conforto,
di nidi d’ affetto.
Una crepa s’ aprì nel buio
voce dolce come miele e
possente come tuono.
Le porte ch’ io non seppi aprire
tu invero spalancasti.
D’ un mondo incantato ti parlai,
ingenuo ma sincero;
e conservo di quegli attimi
il ricordo.
Forse è un mondo
che non può esistere
ma te lo mostrai lo stesso
e fu bello così.
Chi mi tese la mano
e mi sbalzò su, in alto?
Ho paura? Mai vidi altrettanto:
da vasti spazi, bianca
come cascata un dì scendesti
copiosi veli d’ acqua da altezze remote.
Ti ricordasti di me,
sovrana d’ un regno
dove il mortal oblìo
fugge senza scampo.
I miei occhi or vedono
e credo
anche se ancor non realizzo appieno
d’esser condotto
verso reami e alti cieli
ove amor, entusiasmo e gioia
da vasti orizzonti
folte schiere adunano.
E fra ali di nuvole noi due
insieme un dì cavalcheremo.
Replica
Cinzia replica:
aprile 6th, 2010 alle 06:59
@Ermanno Petitti, Complimenti,una poesia d’altri tempi,un amore d’altri tempi..il modo espressivo a cui mi sento più vicina.Continua così:Una frase letta diceva”la scrittura è l’impellente bisogno dell’anima di comunicare la propia eternità”, e con il tuo modo di scrivere penso che lo comunichi appieno…
Replica
Ermanno Petitti replica:
aprile 12th, 2010 alle 22:36
@Cinzia, grazie. Poesia d’ altri tempi…Non l’ avevo pensato subito; ma il linguaggio è senz’ altro “antico”,
hai ragione.
p.s.: mi sono dimenticato di scrivere il titolo, è “FRA ALI DI NUVOLE” (si può trovare in “Voci dell’ anima”- il Molinello 2010)
Replica