Concorso di Emozioni, il bel canto della primavera


Dallo spot
Una storia italiana della Banca Monte dei Paschi di Siena

Fai di me un vestito di alghe e coralli
di spuma e di baci nel tuo mare d’amore

Il bel canto della primavera. L’usignolo annuncia la mite stagione dei fiori. Comincia la sesta edizione del CONCORSO DI EMOZIONI.
Racconta la tua storia d’amore! Un amore sognato, un amore vissuto, un amore nuovo. Condividi belle emozioni d’amore nel Blog Manuale di Mari!

Puoi partecipare in modo del tutto gratuito postando per un mese, fino al 18 aprile, direttamente nei commenti di questo post poesie, racconti e parole per una canzone d’autore. Gli autori di opere edite possono partecipare anche con poesie e brevi brani estratti dai loro libri.

Quest’anno, nella nuova sezione “Poesia e Musica”, curata in collaborazione con la VS Records, etichetta discografica indipendente, le tue parole potranno diventare anche il testo di una canzone d’autore!
Il nome dell’autore del testo scelto per creare una nuova canzone sarà comunicato nel corso della manifestazione “Cantautori Bitontosuite – Premio Nazionale Musica d’Autore” (23 e 24 aprile 2010).

Durante lo svolgimento dell’Iniziativa Punto Flora donerà un fiore, un giglio bianco o una rosa rossa, agli autori delle opere selezionate dalla Redazione.

Clicca qui per commentare e pubblicare
*Le opere si postano direttamente nei commenti *

*Alcune raccomandazioni.*

  • Evita di pubblicare testi troppo lunghi
  • I testi saranno pubblicati così come li inserisci
  • Commenta anche le opere e gli interventi di altri autori
  • Segnala le opere per la canzone d’autore con la dicitura “Poesia e Musica”

Commenti

  1. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    Saluto con un abbraccio virtuale tutti coloro che hanno partecipato a questo fantastico certame di emozioni, messo generosamente a disposizione dal blog “manuale dei mari” e dedico loro questa mia semplice poesia:

    So che, purtroppo, a tantissima gente
    la poesia importa poco o niente,
    so che comporre versi, belli o brutti,
    è un’arte o un passatempo senza frutti,
    nel senso che di versi non si campa,
    anche se, a volte, trovi chi li stampa.
    Fanno eccezione solo i grandi vati,
    ma spesso i loro canti più apprezzati,
    pur incontrando vasta risonanza,
    non fruttano ricchezza in abbondanza.
    Ma è un alibi questo, o una ragione,
    per trattener nel petto l’emozione
    di esternare, con la poesia,
    i sentimenti, senza ipocrisia?
    O, forse, scriver versi non conviene,
    perché la gente in cale non li tiene?
    Un tal timore non ci dovrà fermare,
    se ci da gioia l’arte del rimare,
    così come non ci si può astenere,
    perché ad altri potrebbe non piacere,
    dal degustar un piatto prelibato
    o un cibo, che ci stuzzica il palato.
    A te, perciò, che ami la poesia,
    sento di dire, senza ritrosia,
    che, se a far versi ti senti ispirato,
    non aspettarti d’essere spronato,
    ma scrivi pure, senza esitazione,
    le cose che ti danno più emozione,
    le sensazioni o le pene d’amore,
    o la bellezza d’un bocciolo in fiore.
    E, se piacere ne avrai ricavato,
    non ti crucciare d’essere ignorato,
    ma ritienti felice e appagato
    perché il tempo non avrai sprecato.

    Dalla silloge “Pensieri d’amore e…” “Aletti Editore”

    Replica

    Robert replica:

    Gentilissimo Giuseppe,

    complimenti. Questi versi contengono una profonda verità. Questa è una poesia d’amore. Amore per la poesia. Per il nobile piacere della scrittura, per quel sentimento che ci raduna ogni anno nel Blog Manuale di Mari per partecipare ad un evento in cui non ci sono premi “materiali” se non un fiore che purtroppo non possiamo donare a tutti. Ma c’è un premio immateriale più grande e più bello che invece è alla portata di tutti ed è quello di condividere belle emozioni d’amore!
    Poi tra le righe del Blog Manuale di Mari i nomi degli autori e le loro opere si propagano anche nel web. Basta una piccola ricerca in Google per scoprire cosa voglio dire. Ma questo non è l’aspetto più importante. Quello che conta veramente è ritrovarsi intorno a un bel fuoco a cantare ancora una volta l’amore. E farlo con la generosità ed il trasporto che ha caratterizzato la partecipazione tua e di tante altre persone che hanno animato ed arricchito anche questa edizione del Concorso di Emozioni.

    Robert
    Blog Manuale di Mari

    Replica

    Gaia replica:

    @Robert, .. E ritrovarsi attorno al tuo fuoco, caro e dolce Robert, è stato un crescendo di emozioni meravigliose, un inno di gioia alla poesia, all’amore e alla vita. Grazie di cuore. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    Grazie, gentile Robert, per questo bell’evento che ci ha dato l’opportunità, ancora una volta, di sognare, di condividere sentimenti belli, di credere in un mondo migliore.
    Desidero rigraziare anche tutti gli Autori che hanno partecipato all’iniziativa. Avrei voluto commentare le loro opere una per una, una più bella dell’altra. Nell’impossibilità, l’ho fatto solo con quelle che hanno rispecchiato maggiormente il mio stato d’animo del momento, ma tutte, davvero tutte, hanno suscitato in me forti emozioni. A leggerci ancora, spero, in questo mare d’amore, a vele spiegate, con affetto

    Daniela Quieti

    Replica

    claudia pitolli replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,
    … e riuscire a tirar fuori le emozioni
    trasformandole in parole
    è la cosa più bella
    per dar loro il giusto valore.
    Grazie di cuore. Claudia

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,
    condivido il tuo bellissimo pensiero sull’abbraccio poetico virtuale che ci vede a tutt’oggi, qui riuniti in versi e in narrativa, come tante gemme e corolle dischiuse al canto del vento… grazie alle creative iniziative dei nostri bravi Direttori.
    La tua poesia semplice è: un canto d’amore alla rima baciata. Invita a proseguire a scrivere oltre gli ostacoli e la non comprensione di alcuni del suo diletto, delle piacevoli sensazioni, consolazioni che essa sa dare non solo a chi scrive, ma anche a chi legge o solo chi ascolta.
    Oggi più che mai, a mio avviso la poesia è:… utile e assume un ruolo centrale, volto a consentire all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione spirituale creativa, e come diceva… Pascoli “fanciullina”. Sì, proprio oggi che la nostra società tecnologica materialistica, arida, che spinge l’uomo sempre con più avidità alla ricerca spasmodica di un tornaconto economico esasperante, scriverla e divulgarla magari sposandola con la musica è un compito assai importante!

    Con i miei complimenti e cordiali saluti a tutti invio un abbraccio affetttuoso e poetico da Franca Fasolato.

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Franca Fasolato,
    Cara Franca, non posso che associarmi a quello che dici a proposito delle emozioni e delle sensazioni, che accomunano gli animi di quanti, specialmente in questi tempi, si dilettano ancora a cimentarsi e raffrontarsi nella povera, e pur nobile, arte della poesia. Un grazie di cuore a Robert, a te, a Claudia, a Daniela, a Gaia e a tutti gli altri frequentatori del Blog manuale di mari, Giuseppe.

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,

    Caro Giuseppe, condivisibile quanto dici. Bisogna scrivere per sè, per l’urgenza che sente l’animo. Poi, se ci è dato di trovarci in questo giardino di poesia, bene sia.
    Come ormai da alcuni anni, questo ritrovarsi su manualedimari a leggere e scrivere d’amore, non può che farci bene. Mi rammarico solo per la mia scarsa presenza, ma quando la vita chiama, bisogna essere presenti.
    Ars

    Replica

  2. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    L’EFFIMERA BELLEZZA
    DELLE ROSE

    Tra tutte quante le piante odorose
    di questa breve, terrestre stagione,
    ve ne son poche che, come le rose,
    della bellezza siano espressione:
    ma, siano gialle, bianche o ramate,
    o rosso fuoco, o a tinte sfumate,
    che nascano libere o coltivate,
    a breve esistenza son destinate.
    E, come le rose, a lungo non dura
    Il fiore più bello della natura,
    che sboccia e prospera nella gioventù
    e presto muore per non fiorire più.
    Ma, pria che il bel fiore finisca in fumo,
    godine in pieno l’intenso profumo.

    Dalla silloge “Pensieri d’amore e…”

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Sempre molto belli I tuoi versi Giuseppe e concordo pienamente sul fatto che sia importante godere ogni profumo del fragile e breve esistere, perchè è comunque un bellissimo e unico dono la vita. Gaia

    Replica

  3. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    TU CHE VIVI
    LA BELLA STAGIONE

    Secondo un uomo, dotto e prolifico,
    quel fiorentino, detto il “Magnifico”,
    l’età assai breve della giovinezza
    non va vissuta con noia e mollezza,
    ma con letizia, amore ed allegria,
    pria che veloce se ne fugga via.
    Perciò, tu che vivi la bella stagione,
    non far fumosi conti sul futuro,
    ma cogli del presente ogni occasione
    e bada, finché puoi, a tener duro.
    Né ti crucciar se, qualche volta, il vento
    prenda a soffiar contro la barca tua,
    ma sii paziente e aspetta il momento
    che il vento torni a poppa dalla prua.
    Divertiti, quindi, come vuoi tu,
    ma non bruciare la verde gioventù.

    Dalla silloge “Pensieri in cerca di evasione”

    Replica

  4. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    L’AMORE

    L’amore è un sentimento
    delicato più d’un fiore,
    per sciuparlo basta un niente,
    per nutrirlo ci vuol cuore.
    L’amore è un sentimento,
    un incendio, una passione,
    un legame, che t’attrae
    e dal mondo ti distrae.
    L’amore è un fiume in piena,
    d’acqua viva straripante,
    è l’inizio d’una vita,
    il cui ritmo ti porta
    in un mondo tutto nuovo,
    ricco d’estasi infinita.
    L’amore è come il sole,
    che splendente rende il giorno,
    è una dolce sinfonia,
    cui non servon le parole,
    è qualcosa di profondo,
    che di nettare t’inonda.
    L’amore è come un tuono,
    che esplode a ciel sereno,
    e due cuori stretti lega.
    Ma non è amore vero,
    se non è saldo e sincero,
    non è amore, ma mania,
    se sol di sesso è bramosia,
    è un amore simulato
    se non è contraccambiato,
    perché l’amor non corrisposto
    è una barca alla deriva,
    che di vista ha perso il porto.

    Dalla raccolta “Pensieri d’amore e…”

    Replica

  5. Ermanno Petitti dice:

    CON TE, SOGNANDO IL WALHALLA

    Non posso fare a meno di pensare
    di evocar immagini epiche
    e di cercar nel contempo qualcosa
    che della pugna addolcisca l’asprezza.

    In un campo dorato ti trovai
    spighe di grano i tuoi capelli
    il riflesso del tuo viso
    polvere lucente portata dal vento.

    Qualcosa in me non va?
    Mi trattavi con affetto
    ma eri anche
    in qualche modo
    timorosa, sul chi vive.

    Io ti vedevo, ogni tanto
    non ti parlavo molto
    non mi avvicinavo:
    perché?

    T’ho scoperta solo ora
    amante della giustizia
    tempo perso chissà dove
    e tu eri qui.

    Io non so combattere
    sono a volte timido,
    ciò forse t’ inquieta.
    Ma nella tempesta
    delle battaglie della vita
    uscii dalle mie paure
    affrontando i miei nemici.

    Portami lassù
    o nobile walchiria
    anche se non mi ami
    portami in paradiso
    a raggiungere gli eroi.

    Or ancor più capisco
    che mi volevi bene;
    or ancor di più apprezzo
    le tue parole, il tuo fare sincero.
    Perché ti trascurai?

    Sei un po’ elusiva,
    ma affettuosa.
    M’aiuti, con discrezione;
    e anche se lontani,
    il mio pensiero volge a te.

    Tu non m’appartieni;
    ma a volte un pensiero tenero
    eppur bizzarro
    in me s’affaccia:

    Mi delizio a contemplar
    me fra le tue braccia
    mentre in volo mi porti
    verso un ineffabil luogo
    dove ogni canto risuona
    di vittoria, d’epiche gesta.

    Segui pure il tuo sentiero,
    ma concedimi ciò:
    fammi sognare
    è soave ricompensa.
    Lasciami pensare
    al sublime riposo
    che un solo piacer
    ti domando.

    Portami in paradiso
    a raggiungere gli eroi,
    portami lassù
    o nobile luce.

    Portami lassù
    o nobile walchiria
    portami in quel regno
    in quell’ eccelsa dimora
    ove riposa
    chi lottò con onore
    dove l’eco d’eroiche gesta
    è eterna luce
    che mai declina.

    Da Voci dell’ Anima – Il Molinello 2009

    Replica

  6. Gaia dice:

    CANZONE

    … E chiedo di te, del tuo sorriso, delle tue lacrime a bagnare il mio viso
    … E chiedo di te, mentre ti respiro e vivo ho nel cuore ogni tuo splendido pensiero
    … E vivo di te, e chiedo di te…
    … E chiedo di te, a chi ti ha incontrato, a chi dal tuo sguardo è stato rapito
    … E chiedo di te, alla terra, al cielo, al vento che passa e dietro all’arcobaleno
    … E sogno di te, e chiedo di te…
    … E chiedo di te, per darti la mano e correre insieme là dove mai è stato alcuno
    … E chiedo di te, mentre ti canto parole rubate alla lontananza, al sole, al tempo
    … E chiedo di te, e vivo di te
    … E vivo di te, e rinasco per te…

    Canzone che dedico a tutti voi, ringraziandovi di cuore, per tutti i bei momenti poetici trascorsi insieme tra le onde di questo splendido oceano di Emozioni.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, Grazie a te, cara Gaia, per le emozioni che hai donato con i tuoi bellissimi versi. A leggerci ancora, dunque, e un affettuoso abbraccio

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, .. Dolcissima Daniela mi mancheranno le tue calde e lucenti parole.. A presto dunque! Ricambio di cuore l’abbraccio, augurandoti le cose più belle. Gaia

    Replica

  7. IN QUESTO CIELO

    In questo cielo
    ti cerco
    oltre l’inafferrabile
    insegna delle cose
    la nebulosità opaca
    delle speranze
    le enigmatiche
    apparenze trasversali.
    Quando il sogno
    si squarcia
    ti riconosco
    cuore scuro
    della via lattea
    che voglio
    e s’immerge
    in quell’amore
    di cui l’universo
    è una parola
    che passa
    fra le tue dita
    e l’anima
    un palpito
    che resta
    di una supernova
    splendida
    come l’astro
    del giorno
    misteriosa
    come quello
    della notte.
    Io so
    perché ora
    il mio cuore
    batte rapido
    nel petto.
    Da un tempo
    insaziato
    insieme
    mi conduce a te
    la tua voce
    dove arretra
    l’ansia
    e m’insegna
    il cammino
    e una volta
    ancora
    mi seduce
    un respiro
    d’eternità
    prima di sera
    prodigiosamente qui
    dove imprimo
    il tuo nome
    con una lama
    di fuoco
    sul libro
    della mia vita.

    Da “Uno squarcio di sogno” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2010

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, È una bellissima poesia Daniela, si respira, con grande emozione, l’eternità dell’amore. Affettuosamente. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, Grazie infinite per le tue belle parole e un affettuoso abbraccio Daniela

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Daniela Quieti,
    Grazie infinite Daniela, la tua bellissima poesia mi ha fatto riflettere e condividere l’emozione che mi prende.
    complimenti ed aff.si saluti
    sergio

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @sergio doretti, Caro Sergio, ti ringrazio tanto per l’attenzione e per la condivisione di emozioni, da me ricambiata. Un affettuoso saluto Daniela

    Replica

    maria rizzi replica:

    Cara Daniela, così forte, immenso, il respiro della tua poesia. Coinvolge in avventure che vanno oltre l’esistenza e all’esistenza tornano, com’è giusto e dolce che sia. Sembri dotata di un’invisibile arpa, vibra l’anima tua tra le parole misurate ad arte ed è musica che travolge. Complimenti! E …un bacio!

    Replica

  8. claudia pitolli dice:

    I MIEI OCCHI RIFLESSI NEI TUOI di Claudia Pitolli

    E vedo i miei occhi
    Riflessi nei tuoi
    Come scintille
    Quelle pupille
    Raggianti di sole
    Bagnati d’amore
    Di gioia
    O dolore
    Dolci,gentili
    Riscaldano il cuore …
    E vedo i miei occhi
    Riflessi nei tuoi
    Come due stelle
    Due fari
    nel mare
    Che accendono il mondo con il loro ardore
    Luci che accecano con il loro bagliore
    Penetranti, luminosi baciati dal sole
    Profondi,irrequieti come il mare
    senza pudore
    Si abbassano timidi poi per timore
    Per un rossore dipinto nel viso
    Mi scrutano l’anima
    Così all’improvviso
    Un viaggio immenso
    Un abisso profondo
    In questo oceano
    tutto il mio mondo
    Scendono giù fino in fondo al cuore
    Poi tornano a galla senza fare rumore
    Fluttuando leggeri
    Guardando al domani
    Tu e io
    E il nostro amore
    Tra queste mani.

    SEZIONE “Poesia e Musica”

    Replica

    Gaia replica:

    @claudia pitolli, .. Brava Claudia, è davvero una bella poesia questa ode agli occhi dell’Amore. Gaia

    Replica

    claudia pitolli replica:

    @Gaia, Ti ringrazio molto Gaia. Ho sempre ritenuto gli occhi lo specchio dell’anima, così ho pensato che non bisogna soffermarsi al semplice sguardo ma guardare qualcosa di più profondo l’anima di una persona, che ho immaginato essere un mare profondo immenso, poi quando ci si è immersi completamente in essa si torna a galla e si fluttua sentendosi leggeri per ammirare insieme l’orizzonte che brilla d’amore… e il naufragar mi è dolce in questo mare… sono le emozioni del viaggio nel cuore dove sono custodite e che lo fanno vibrare facendoci sentire vivi.
    Un caro saluto e GRAZIE di cuore. Claudia

    Replica

  9. Non scrivere “Ti amo”

    non scrivere “Ti amo”
    sulla sabbia l’onda silenziosa
    cancellerebbe tutto
    non scrivere “Ti amo”
    tra le nuvole il vento dispettoso
    soffia forte, disperderebbe ogni speranza
    non scrivere “Ti amo”
    con le magie di un tramonto
    i suoi colori sono impressi
    nei nostri occhi
    non scrivere “Ti amo”
    con la luce delle stelle
    hanno troppi “Ti amo” volati sin lassù
    sorridono dei nostri amori
    non scrivere “Ti amo”
    sull’acqua del fiume impetuoso
    travolge e inesorabile
    va verso il mare
    Scrivilo nel tuo cuore
    lo custodirà
    il tuo amore
    quelle due parole
    vive le renderà
    solo allora
    avrà senso
    gridarle
    nell’immensità

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Tonina Perrone, BELLISSIMA …PASSANO GLI ANNI , VIVIAMO IN QUESTI TEMPI MODERNI MA L’ANNO SCORSO HO VISTO CON I MIEI OCCHI LA SCRITTA”TI AMO” SULLA SABBIA, COMPLIMENTI DA CETTINA
    CIAO TONINA

    Replica

    Tonina Perrone replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    grazie sei gentilissima

    Replica

  10. nadia miano dice:

    L’unico racconto possibile

    Se fossi mia
    ti regalerei un fiore
    e se non basta
    ti porterei il sole.
    Ti donerei la semplicità delle mie giornate
    ti starei accanto
    mentre guardi barche veleggiare.
    Ti osserverei
    senza giudicare
    ti amerei
    senza farlo pesare.
    Ti racconterei i miei momenti di follia
    quando non credevo
    esistesse qualcosa di cosi’ grande
    e vivevo una vita a sprazzi
    prigioniero della mia liberta’
    prima che tu arrivassi.
    Mi hai reso felice di quel che sono
    e fiero di quel che potro’ essere.
    Leggo il libro delle mie speranze
    faccio tesoro di tutte le esperienze
    scrivo e parlo di te
    che sei l’ unico racconto possibile
    in questo angolo di vita
    Tu che sai amare
    anche se non m’appartieni.

    Replica

    Gaia replica:

    @nadia miano, .. Libertà di amare nel rispetto dell’amore e della libertà dell’oggetto d’amare. Belle parole Nadia. Gaia

    Replica

  11. Francesco Paolo Percoco dice:

    Il Fato e la luna

    Il dito sulle tue labbra è il mistero
    che tarla i sogni
    conservati nel libro verde (.)che ci hai donato

    nell’oscurità della rapida notte
    si sciolgono le ombre,
    e sfilano le anime immense

    si raggrumano in un fiore che tace
    mentre il vento si fa raro
    e i petali si diradano.

    ti nascondi dietro la rupe nera,
    e si incupisce la risata del mare
    che rabbrusca davanti al tuo silenzio

    e io tremo davanti a te
    come inorridiscono tutti coloro
    che ti odono tuonare.

    Il mare ha spostato il cielo
    e il cielo ha spostato il mare
    resta la tua roccia scura.

    Vana è la collera verso di te
    ma mi consolo e canto versi
    al vento, al cielo, alla luna

    Ah, la luna!

    la luna si veste ancora
    dello splendido biancore
    del suo abito maculato

    non lacerato
    dal tuo maligno soffio
    che altro non è

    che uno stormir di ansie
    perché i suoi bianchi raggi
    sono baci che non mi lasciano piangere.

    Francesco Paolo Percoco

    (.) il bagaglio di speranze cha ciascuno porta con sé dalla nascita

    Replica

  12. Julka dice:

    LUI

    Perché? Perché. Eh. Perché.
    Perché ha quella voce lì.
    Perché le parole
    quando le dice lui
    sanno finire con quel suono lì.
    Perché intorno a lui
    l’aria è tutta rossa.
    Perché insieme siamo piccoli
    e chiusi dentro un ottobre d’ottone.
    Perché sotto alle sue carezze
    sono una fata viola.
    Perché in lui il mio respiro
    si guarda allo specchio.
    Perché lui è il mio piede destro.
    Perché lui ha saputo piangere di gioia
    guardandomi.
    Perché lui è l’anima che mi tiene per mano.
    Perché in silenzio
    davanti al bivio
    mi ha lasciata tirare dritto.
    Perché lui è arrivato.
    Non importa se in ritardo ma è arrivato
    e cento volte è tornato.
    Perché io e lui siamo io.
    E siamo lui.
    Siamo la stessa cosa.
    Perché lui sa essere
    crisalide calicanto e calabrone.
    Perché lui punge
    ma col fiato poi ti toglie il dolore.
    Perché lui è un tremore.
    Un ballo scatenato sotto al lampione.
    E’ per strada ma vibra nell’ossigeno dentro casa.
    Perché lui è lui.
    Ed io potrei star qui a cercare parole per definirlo
    all’infinito,
    e tornare indietro nel tempo fino al giorno in cui sono nata.
    A niente servirebbe. Niente cambierebbe.
    Qualunque parola io possa inventare,
    con lui solo una c’entra. Amore.

    POESIA E MUSICA

    Replica

  13. Julka dice:

    L’AMORE MARRONE

    Era una briciola
    era una gocciola
    una musica,
    una favola buona come la domenica.
    Era appuntita come l’ortica.
    Era stanca e graffiava.
    Vibrava come una libellula
    era libera e bella.
    Era una carezza
    un saluto nell’aria
    era sospesa.
    Come una bimba nella culla.
    Era in silenzio
    ascoltava il vento.
    Aspettava il tempo.
    Era curiosa e vanitosa.
    Danzava e rideva.
    Apriva la porta alla sua chimera.
    Col cuore in pancia colorava la stanza
    di tanti oramai
    di tanti se mai.
    Era una festa.
    Nella sua testa brillava la notte
    calda e marrone.
    Contava le ore e cantava.
    Cantava l’amore.
    L’amore marrrone.

    POESIE E MUSICA

    Replica

  14. Angela Ambrosini dice:

    UNA SERATA QUALUNQUE

    La pioggia aveva sommerso l’imbrunire, scheggiato da luci e insegne dei negozi. Come un sudario liquido avvinghiava case e strade, marciapiedi e giardini, passanti, auto e la prima nebbia delle sere d’inverno, quel vapore frizzante che stuzzica le narici e il desiderio d’un riparo.
    Procedevano a passi lenti, l’uno accanto all’altra, lo stesso ombrello a riparare due destini diversi, segnati da indoli diverse. Di tanto in tanto si facevano da parte per consentire ai passanti un più agevole transito sullo stretto marciapiede che costeggia i vecchi palazzi di tutte le vecchie città.
    Qualche rara parola interrompeva il borbottio carezzevole delle minute gocce che assorbivano implacabili, deformandolo, ogni suono. Così, nella serata apparentemente anonima e uggiosa sembrava impossibile imbastire la benché minima conversazione che deviasse da espressioni convenzionali. Eppure, un codice antico iridava in quelle banali parole e le lame d’azzurro che squarciavano le coscienze dietro la cortina di pioggia, erano un volo ad ali spiegate. Un volo in due.
    Le luci della signorile piazza colavano sull’ombrello in bagliori dorati e impregnavano capelli e pupille. La gente passava come in sogno, sfuggente e impalpabile, intenta solo a trovarsi un riparo dall’acqua, sotto il loggiato, in qualche bar o tirando diritta verso casa. L’oscurità del cielo calava ormai sull’asfalto, lucente e terso come una notte stellata.
    Inesorabile e monotona, la pioggia sembrava aver lavato via tutto, anche il tempo, incapsulandolo in un bozzolo privo di confini, senza un prima, senza un poi, solo il perpetuarsi di un presente viscoso: non un progetto, non un ricordo condiviso. Così diversi, ma in quel momento così simili, sapevano che nulla sarebbe cambiato nelle loro esistenze; i sogni s’erano già avverati e il resto era chimera. La vita è pegno incessante, a qualcuno non è dato sbagliare, prova tangibile della vocazione al libero arbitrio, quello vero. Nello stesso tempo, nulla sarebbe stato uguale a prima, è vero, ma solo nell’ humus della propria coscienza, incisa da un germoglio nuovo eppur già noto, come nuovo appare il mare agli occhi del bambino, ignaro che sia sempre esistito.
    Vapori dall’asfalto annebbiavano le luci del Palazzo Comunale e la locandina verdeazzurra di una mostra d’arte: isole fantastiche s’intravedevano oltre il vetro, isole di libertà inconsistente e vana. Altra è la nostra isola, di terra e fango, di spuma sfatta e sole non sempre cocente, nell’implacabile allerta a ricevere le tormente che ci schiantano dal mare aperto. Altra è la nostra rotta, consapevolmente cercata, giorno dopo giorno, affanno dopo affanno, nel meccanismo dei desideri astratti.

    Un bambino trascinava un cucciolo di pastore tedesco, lo sguardo arruffato come il pelo della bestiola. Due comari sgattaiolarono frettolose dalla vetrina della farmacia, imprecando contro l’influenza e la flemma dei dottori. Un vecchio claudicante contava con rassegnato rammarico gli schizzi di fango sul cappotto un tempo nuovo.
    E la serata si riempì di ammiccanti addii e di saluti inframmezzati al clacson di un raro taxi e dell’autobus di linea, pronto a risucchiare per un po’ dalla piazza ogni traccia di pedoni e di ombrelli ondeggianti.
    Poi il silenzio si stese sul selciato screpolando in mille rivoli il grigio antracite della notte e il commiato da tempo protratto e per tanto tempo atteso.
    Solo una scia rimase là dove si erano salutati, una scia di profumo buono e persistente che si sarebbe impastato, infine, con l’odore della pioggia.

    Da: Angela Ambrosini, “Semi di senape. Racconti dal vero”, L’Autore Libri, 2007

    Replica

  15. Lerri Baldo dice:

    Fatti bella stasera
    che sono caduti a terra
    i petali delle rose
    e i gelsomini sono fioriti
    sulla tua strada.

    Fatti bella ma non troppo

    sennò ti bacio prima di partire
    e non avrebbero i tuoi occhi lo specchio caldo
    che sono le onde del mare.
    Sopra questi pensieri che ci confondono,
    la trama scura dei tuoi capelli,
    scorderemo ogni cosa
    nella lusinga delle tue parole.
    Come se tu non fossi già -
    la creatura più incantevole
    di questo mondo.

    Fatti bella…

    L’amore plasmato dalla tua figura
    s’addenserà in grani di zucchero dolce
    -per le nostre labbra

    Poesia e Musica

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Lerri Baldo, mi piacciono molto le parole di questo testo poetico e dolce dedicato alla persona amata,ciao da Cettina

    Replica

  16. Lerri Baldo dice:

    MI HAI INSEGNATO LA DUREZZA

    Mi hai insegnato la durezza,
    ho amato di te i tuoi capelli
    come l’ambra di un campo a settembre,
    le tue labbra dolci,
    appena segnate contro il rosa del viso,
    che schiudono il senso d’una vita
    trascorsa a cercarti.
    Ho amato di te la tua ritrosia,
    il pensar mio quel tuo orgoglio di donna,
    il tuo splendore, il piglio tenero della tua voce,
    ho amato quando ti volti e sorridi,
    quando il bianco dei denti, degli occhi,
    dà alla tua figura un languore, un tono
    che tutte le altre non hanno.
    Ho amato la tua sensualità naturale,
    la posa consapevole della tua avvenenza,
    quando maliarda piegavi un tuo polso,
    e camminavi,
    sapendo di abbracciare anche l’aria.
    Ho amato d’estate
    l’ombra bianca della tua nudità,
    la femminilità in ogni tua mossa,
    la passione di quel tuo corpo,
    da film italiano, da dopoguerra,
    da grandi registi.
    Ho amato di te il tuo imbarazzo,
    la forma della tua bellezza che scava le pietre,
    ho amato di te quello che sei, che non sei,
    quello che sei di più ancora.
    Ho amato tutto,
    ho amato il tuo nome.
    Perdonarti non esiste Anthalya,
    perdonarti è improbabile,
    perdonarti
    non posso più.

    Replica

  17. Ernesto Maria Elona dice:

    12. 10

    All’orizzonte di sete
    l’ancòra ancora
    mio dolce marinaio
    ed Io marinaio di me.

    Superstite di tre
    caravella nel nostro mare
    Mio mare di ombra
    luce.

    Replica

  18. Angela Ambrosini dice:

    Canzone

    E ogni giorno vive di te
    inafferrabile e subito pianto
    nell’attesa del poi.

    Da: Angela Ambrosini, “Silentes anni”, Ed. Tracce 2006

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Angela Ambrosini, Complimenti, carissima Angela, e un affettuoso saluto Daniela

    Replica

    Angela Ambrosini replica:

    @Daniela Quieti,
    Grazie, cara Daniela, anche se in ritardo…ma il pochissimo tempo libero che ho in questo periodo mi preclude di navigare e di avvistare cosa si profila all’orizzonte…persino di questi “mari”!! Complimenti anche a te: bellissima l’immagine della “lama di fuoco sul libro della vita”. Buona comunque anche la tua “insalata di riso”…che ho assaggiato a Venezia…!! Un abbraccio da Angela

    Replica

  19. Ernesto Maria Elona dice:

    Est

    L’estate come un Libano
    me ne aspettavo una sposa.

    Così è stato dopotutto
    una sposa l’aspettavo dal Libano.

    Mio è stato il Libano
    non la sposa.

    Dove il sole sorge ne volevo
    ed ho trovato amore.

    Vita e tradimento ad Est
    dovrò guardarne ancora.

    Nell’acqua di mare
    chi si bagna vuole il sole.

    Replica

  20. Lerri Baldo dice:

    IL RICORDO DI TE

    Il ricordo di te
    illuminata così dolcemente
    da quella luce debole del mattino,
    il riflesso dei tuoi occhi marroni
    in quel chiarore,
    il momento in cui ti sei girata a guardarmi,
    il riflesso sul davanzale di legno della finestra,
    il momento in cui hai sfiorato la mia mano,
    il riflesso della tua pelle sulla mia,
    il momento in cui hai toccato il mio cuore,
    il riflesso delle tue parole nelle mie.
    Ti amerò per sempre.

    Poesia e Musica

    Replica

  21. Lerri Baldo dice:

    UN’ALTRA QUIETE

    Mi trema anche il respiro
    al pensiero d’incontrarti,
    e credo che i giorni lontani diventino stelle,
    o nebulose d’amore,
    per i prossimi cieli che vedrò la notte
    incantato:
    dove sei piccola mia?
    Quanto manca ancora in minuti,
    in attimi, in ore,
    che rivedrò il tuo sorriso, la tua allegrezza?
    In quale istante si spaccherà la corsa
    e come una sosta tutti i minuti cadranno,
    fiacchi e morbidi sulle mie spalle
    - come un abbraccio.
    Quanto dolce male sarai,
    con la tua meraviglia,
    quando ti vedo stanotte?
    E i tuoi capelli,
    che sembrano perfino disegni di seta…

    Replica

  22. Lerri Baldo dice:

    MEZZI SORRISI

    Ora che i tuoi mezzi sorrisi
    puoi donarli ad un amico nuovo
    ti scrivo da queste quattro righe d’aprile
    in un giorno che la memoria non basta
    a cantare il tuo volto, i tuoi occhi.
    Ora che non devi più forzare un saluto,
    che non devo implorarti di uno sguardo,
    o di rivolgermi la parola.
    Cercami -
    e troverai ogni mia fibra
    che muore per te,
    le mie labbra
    pronte a cascare
    davanti al tuo viso,
    la fine di tutto
    il mio grandissimo mondo
    - nelle tue mani.

    Poesia e Musica

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Lerri Baldo, Complimenti per questa bella composizione Daniela Quieti

    Replica

  23. mariarosa lancini costantini dice:

    MAGIA

    La finestra aperta sulla notte…
    Notte di marzo, capricciosa si mostra,
    nel freddo pungente, nei refoli di vento
    che sussurrano tra gli alberi gemmati.

    Nel cielo, fazzoletti di stelle,
    splendono come ancelle devote,
    abbracciando lei, regale luna,
    inaspettata ospite della mia solitudine.

    Incantata mi perdo al suo incalzante richiamo,
    nel fulvo colore sciolgo le vele dei pensieri…
    Leggero il cuore ridestato dal bacio
    di una luna innamorata.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    Carissima, stupenda, Mariarosa,
    le tue immagini poetiche sanno davvero velare di magia ogni solitudine e ridestare il cuore nel bacio di una luna innamorata! Un Affettuoso abbraccio

    Daniela

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Daniela Quieti,
    Mi associo pienamente al giudizio di Daniela Quieti.
    Mi piace soprattutto l’espressione alata:…”sciolgo le vele dei pensieri”. Complimenti, Giuseppe

    Replica

    Gaia replica:

    @mariarosa lancini costantini, .. Bravissima a te cara Mariarosa, che con la tua ode alla luna ci offri L’emozionante ” sentire ” di essere baciati dalle sue labbra innamorate e magiche. Con stima e cuore. Gaia

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    romantiche e molto poetiche le immagini,
    che scuotono anche animi aridi di sentimenti.
    Originale espressione:sciolgo le vele dei miei pensieri.
    Complimenti mi piaci Franca Fasolato

    Replica

  24. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    SCRIVO

    Quando leggeri e freschi erano gli anni,
    in vari modi la giornata aprivo,
    ma ora, che l’età carca è d’affanni,
    m’alzo al mattino e quel che penso scrivo.
    Scrivo di me, di quel che vedo e sento,
    delle passate e nuove sensazioni,
    del grande amore, troppo presto spento,
    e delle odierne, ancor dolci emozioni.
    Scrivo i pensieri delle notti in bianco,
    l’affetto per i figli ed i nipoti,
    la pace che mi da, standomi al fianco,
    la donna, che d’amor mi fece voti.
    Scrivo di tutto e, intanto, il tempo fugge
    e la memoria in me, lenta, distrugge.

    Dala silloge “Pensieri d’amore e… Aletti Editore

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,
    Chi ha il dono di amare la scrittura,sa come scolpire ricordi incancellabili.
    Se il tempo che fugge sarà così crudele da portarci via la memoria…vuol dire che torneremo bambini e, qualcuno che ci ama, ci racconterà “le storie che abbiamo scritto”.
    Intensa e dolcissima la tua lirica.
    Fiorella Cappelli

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Fiorella Cappelli,

    Cara Fiorella, il tuo commento mi ha commosso, Grazie ed auguri per il prosieguo della tua attività artistica-
    Giuseppe

    Replica

  25. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    LA MIA PERLA

    Fuoriesce dalla sabbia,
    alquanto incrostata,
    una conchiglia,
    nei lembi scheggiata.
    Sfidando il sole,
    che, a mezzogiorno picchia,
    la raccolgo, l’apro,
    nel palmo della mano
    la soppeso
    e, sospirando nicchio.
    Ma ciò, che
    all’interno scorgo,
    non è una perla,
    ma un nucleo,
    scuro ed essiccato,
    tanto che, deluso,
    la ributto in mare.
    Un gesto è stato
    istintivo e banale,
    ma mi ha fatto ricordare
    che la sola perla vera,
    l’unica naturale,
    la più preziosa che c’è,
    io l’ho trovata
    quando ho sposato te.

    dalla silloge “Pensieri d’amore e…”

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Che bella dichiarazione d’amore per un amore che vince il tempo….E belle anche le altre tue poesie. Complimenti Giuseppe, manifesti un bel cuore. Gaia

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Gaia,
    Cara Gaia, la tua risposta, che non può che lusingarmi, dimostra la tua sensibilità ed il tuo amore per la poesia, che ti sprono a coltivare per un’intrinseca soddisfazione, oltre che per ambiziosi traguardi.
    Giuseppe

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Grazie di cuore delle tue parole di luce Giuseppe, che accolgo con umiltà e riconoscenza augurandoti tutto il bene possibile. Gaia

    maria rizzi replica:

    @Caro Giuseppe, esistono modi banali per dire l’amore, modi logori e abusati, il tuo è caldo, nuovo, ispirato. Ha sapore di vita consumata insieme e ricca di pathos. Ha l’essenza della ‘trazione delle maree’, come ha scritto un altro grande, che salva oltre ai detriti, i tesori del mare e del tempo…Grazie infinite!

    Replica

  26. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    L’AMORE

    L’amore è un sentimento
    delicato più d’un fiore,
    per sciuparlo basta un niente,
    per nutrirlo ci vuol cuore.
    L’amore è un sentimento,
    un incendio, una passione,
    un legame, che t’attrae
    e dal mondo ti distrae.
    L’amore è un fiume in piena,
    d’acqua viva straripante,
    è l’inizio d’una vita,
    il cui ritmo ti porta
    in un mondo tutto nuovo,
    ricco d’estasi infinita.
    L’amore è come il sole,
    che splendente rende il giorno,
    è una dolce sinfonia,
    cui non servon le parole,
    è qualcosa di profondo,
    che di nettare t’inonda.
    L’amore è come un tuono,
    che esplode a ciel sereno,
    e due cuori stretti lega.
    Ma non è amore vero,
    se non è saldo e sincero,
    non è amore, ma mania,
    se sol di sesso è bramosia,
    è un amore simulato
    se non è contraccambiato,
    perché l’amor non corrisposto
    è una barca alla deriva,
    che di vista ha perso il porto.

    Dalla silloge “Pensieri d’amore e…”

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, Pensieri d’amore davvero belli. Complimenti Daniela Quieti

    Replica

  27. ornella gatti dice:

    Smise di parlare, guardando lontano verso il mare, quella luce brillante che continuava a lampeggiare.
    Non aveva avuto modo di poterci arrivare nella realtà, ma nel cuore aveva mantenuto la magia e, da quello scoglio continuava a vedere navi partire ed altre tornare…
    La dignità no!
    Nessuno… neanche il re, era riuscito a portargliela via.
    Mark l’aveva cercata ovunque, instancabilmente, senza mai arrendersi, mentre lei, era sempre stata là, vicino, così vicino da respirare nel suo respiro, da scaldarsi nel suo calore, da perdersi come amava, nei suoi occhi azzurri come il mare.
    Finalmente l’aveva trovata… e:
    “Mai ad altri avrebbe permesso di spegnere il suo sorriso,
    discutere il suo pensiero, tradire i suoi sogni..”

    Da: Il Pescatore di Tridacne Aletti Editore 2009

    Replica

  28. mariarosa lancini costantini dice:

    L’ètranger (*)

    Ho camminato nella polvere
    contando ciottoli di un trascorso
    che m’apparteneva: infinito, come
    diane mattutine e crepuscoli rosseggianti.

    Ho camminato sorda al dolore,
    invadente compagno non voluto:
    Le bianche strade e i sentieri scoscesi
    testimoni del mio lucido vagare
    alla ricerca di un’altra me stessa.

    Ho camminato divorando la vita
    per giungere fino a te, straniero.
    Hai un volto, sangue e respiro,
    mani docili, invitanti come fresca acqua
    che disseta, deterge e sazia.

    Inviolabile rimane il tuo segreto
    sospeso tra le nuvole di polvere fine,
    che svaniscono piano al tuo passo,
    straniero,
    tu che doni a me soltanto la tua essenza,
    restituendomi nuovi fremiti d’assoluto.

    da Percorsi 2009

    (*) Carissimi “naviganti”, nessuno escluso, al termine di questa lunga, pregevole traversata vorrei postare una poesia, probabilmente che conoscete, con l’avvertenza che vi ricordiate il motto della giarrettiera, lo straniero esiste.
    Mi arricchisce, mi consola, mi rende speciale, mi fa vivere.

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @mariarosa lancini costantini,

    … e tuttavia,carissima Mariarosa, voglio pensare che:
    (della non incomunicabilità a tutti i costi)

    “Il mio tallone d’Achille è…una mano, la tua,
    che mi tocca piano appena sopra il ginocchio,
    mentre parli e mi chiedi cosa ispira
    i miei sogni di uomo-bambino!
    E mi piace far finta di niente,
    per incuriosirti a tornare
    a bussare ancòra una volta!”.

    A parte la mia ..incontinenza lirica,la tua poesia mi piace moltissimo,anche se non so spiegarti perchè , ma chi se ne frega: la POESIA , talvolta è BELLA proprio per questo.
    Ciao e arrivederci da qualche parte.
    Mario

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Mario Prontera,
    …. e tuttavia carissimo poeta che mi ricordi altri”maledetti”, che poi così meledetti non erano, pensa “ai violini d’autunno”……. L’indefinito, lasciato in sospensione per catturarci come fai tu, che hai imparato una delle più belle lezioni di vita che continuano ad esistere e che molti, troppi, non riescono ad assimilare : avere lo sguardo, i modi di eterno bambino. Non è infantilità ma grandezza, fino a quando riusciremo a mettere su di un foglio le nostre più intime sensazioni, quelle che coinvolgono, l’amore per qualcuno, l’amore per la terra, l’amore per le parole, (pensa al castello di Robert), saremo vivi, abbracci virtuali con affetto.

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @mariarosa lancini costantini,

    … e tuttavia, ancòra per te….

    “INDEFINITO PRESENTE”.
    (oltre UNGARETTI)
    Io…

    da “ESTATE 2005 e dintorni” di Anònimo Capuàno
    Ti abbraccio, come desideri tu
    Mario

  29. Gaia dice:

    Il tuo cuore
    è un sacchetto magico
    ove germogliano
    matite colorate
    a ricordarmi
    di non lasciare
    i sogni a terra

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Gaia,
    Bello.
    “Un sacchetto magico”…
    ed il suo contenuto di matite colorate per colorare i sogni…
    Originalissima definizione di un cuore che abbraccia semplicità e voglia di costruire.

    Replica

    Gaia replica:

    @Fiorella Cappelli, Grazie Fiorella .. È così bello colorare i sogni.. E colorarsi della loro magia… Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia,
    Carissima Gaia,
    che bella, delicata, immagine poetica a ricordare di non lasciare i sogni a terra. Affettuosamente Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, Dolcissima Daniela, se c’è qualcosa che ci permette di volare anche senza ali, perchè lasciarla a terra? Sei molto cara e sensibile, grazie. Gaia

    Replica

  30. Gaia dice:

    Spoglia d’asciutto
    la pioggia
    il terreno
    fradicio trabocca
    di umana debolezza

    Ma è fiamma
    il nostro amore
    che dalla zolla
    risale
    goccia goccia
    al cielo

    E nulla può
    il calpestio
    freddo della luna

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Gaia,
    ….”il calpestio freddo della luna….. ma dove va a prendere questi versi così efficaci, contrapposti, che fanno pensare ad una luna diversa da quella che vediamo. Gaia sei bravissima e per questo, ma non solo, posto per te la “mia luna”.

    Replica

    Gaia replica:

    @mariarosa lancini costantini,… oh.. Mariarosa, dolcissima Mariarosa! … bravissima… Vuoi farmi morire di gioia?! Dove vado a prendere certi versi? L’unica via è spogliarsi dei sensi che limitano percezioni ed emozioni e lasciare spaziare libera l’anima del cuore…. Grazie davvero delle tue parole. Gaia

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Gaia, mi piace la scelta dell’assenza di punteggiatura…quasi a lasciare al lettore la decisione dei tempi…i proprio tempi…

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Aprileo, .. Cara Elisabetta, ci sono poesie che senza punteggiatura barcollano come sedia che ha una zampa più corta delle altre e poesie invece che debbono essere lasciate libere da virgole e punti altrimenti muoiono ancor prima di vivere. Ritengo poi che chiunque si ponga davanti a un opera, sia essa poesia o un concerto, una scultura oppure un quadro o altro… debba viverla secondo il proprio sentire perchè solo così può percepirla vicina.. addirittura sua….. Grazie del tuo commento, l’ho apprezzato moltissimo. Gaia

    Replica

    Ernesto Maria Elona replica:

    @Gaia, grazie. Non sono abile con la comunicazione on line, o forse, credo basti anche solo dire grazie.
    Ernesto

    Replica

    Gaia replica:

    @Ernesto Maria Elona, Caro Ernesto, sembra essere facile dire grazie o cosa da poco ma non lo è se è detto col cuore e in più diviene un bellissimo dono. Sono dunque io a ringraziarti! Gaia

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @Gaia,
    questa tua poesia basata sugli opposti la trovo molto particolare
    nelle analogie. Brava alla prossima Franca.

    Replica

    Gaia replica:

    @Franca Fasolato, ..grazie di cuore Franca e alla prossima! Gaia

    Replica

  31. Il mio canto d’amore

    Il mio canto d’amore
    è per un fiore che adesso sta nascendo
    nel buio e tra le rocce
    per il suo vagito che urla speranza
    per tutti i fiori sommersi
    che vivono senza tenerezza
    per il loro coraggio
    per il loro profumo
    e per tutte le guerre
    vinte e perse.

    Il mio canto d’amore
    è per i loro steli bagnati solo da lacrime amare
    e le loro radici che affondano le unghie
    su terreni incolti
    per il loro cuore come spugna
    che assorbe tutto il bene
    e tutto il male
    che non sanno dire

    Il mio canto d’amore
    risuona come carezza
    è pace per chi pace non ha
    è infinito
    di un tempo che vorrebbero toccare
    è ragione
    sulla follia di una vita senza desiderio di domani
    è il mio cuore
    strapazzato da tanto dolore
    è solo canto
    canto come fiore
    nato dal fango
    striato e lucidato
    da sole rubato al cielo in preghiera
    che vince la disperazione
    di chi chiede da sempre
    primavera a vestire la vita!
    Che sia amore
    amore che esplode!

    Sezione: Poesia e Musica

    Replica

  32. Emanuela Antonini dice:

    STORIE D’AMORE

    …Greta e Antonio erano a tu per tu, soli, lontano da occhi indiscreti, con la sola voglia di amarsi. Antonio le chiese: “Ti dispiace se occupo il lato destro del letto? Sono abituato a dormire in una certa posizione”. Lei sorridendo rispose: “Anch’io preferisco lo stesso lato, allora tiriamo a sorte e vediamo a chi toccherà?”. Erano talmente vicini che lui cominciò ad accarezzarla e a baciarla sul collo, lei così desiderabile e innamorata.
    Iniziò in questo modo un viaggio magico, fatto di dolcissime scoperte a cui si abbandonarono, dando libero spazio a fantasie amorose nelle quali si persero.
    Le bocche desiderose si cercarono e si unirono, prima con dolcezza, e poi con aggressività; intanto le mani cominciarono a scivolare sulla pelle percorrendo i corpi ardenti e vogliosi di passione per volare verso l’infinito, un infinito di gioia e di piacere.
    I due corpi si unirono prima delicatamente, e poi sempre più in maniera frenetica, provocando in loro una tempesta di emozioni che proruppe dal fondo e li travolse. Un piacere immenso li portò ad amarsi intensamente, con passione, sentendosi l’uno parte dell’altro.
    Come due sostanze chimiche, diverse per forma e colore, erano rimaste a riposare tranquillamente nei rispettivi contenitori come essenze impenetrabili, fino a quando non erano entrate in contatto ed avevano reagito con violenza, generando un’entropia tale da dare vita a nuovi composti e a nuove energie.
    L’amore è un’entropia, un disordine, un turbamento, una straordinaria avventura in cui nulla è prestabilito, ma è inatteso, straordinario, infinito.
    Brividi di estasi percorsero i due innamorati, che fremevano di felicità.
    Quando Greta si voltò per addormentarsi Antonio abbracciò il suo corpo tiepido e infinitamente liscio, poi infilò una gamba tra quelle di lei, le posò le mani sul ventre, e in quella dolcezza e in quel calore si addormentarono…

    Estrapolato dal libro ENTROPIA D’AMORE, Edizioni Thyrus, di Emanuela Antonini

    Replica

  33. stefania colasanti dice:

    LO SCRIGNO
    L’album della mia vita,
    e’ racchiuso nello scrigno
    del mio cuore.

    Là è al sicuro da sudice mani
    da occhi indiscreti
    là è al sicuro dal corrosivo tempo.
    Nessuna fotografia sarà spazzata via
    dalle intemperie della mia vita
    perché il mio scrigno,morbido e pulsante,
    le custodirà una ad una,
    con insolente temperamento.
    Sarò sola a sentire la tua musica, piccolo grande carillon,
    le sole due note nate per te
    le note di un tamburo indigeno,
    tum tum …tum tumm
    quelle stesse note che cesseranno
    lasciando andare ogni immagine custodita, con mera avarizia,
    complici di una meravigliosa cupidigia.

    Replica

  34. Il Bacio

    Nude, le sue soffuse labbra inconsce
    le mie sfiorano e l’anima v’imprimono
    al di là delle stelle e del tempo.

    Non eterno questo momento vive
    nel mio cuore i suoi secondi e non oltre,
    perché già prelude al nuovo bacio.

    Serenamente delicato lo sguardo
    suo inonda il panorama per intero,
    mentre io anelo bramoso alle sue guance.

    La luminosa notte infuoca i cuori.
    Sovrana, la Luna è arbitra del nostro amor
    come del nuovo bacio che ci attende.

    Mario De Rosa

    da “E finalmente piove…” / Bastogi Editrice Italiana

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Mario De Rosa,
    Complimenti, bravissimo Mario, per questa tua bella lirica e un affettuoso saluto Daniela

    Replica

    Mario De Rosa replica:

    @Daniela Quieti, Grazie a te Daniela, e complimenti vivissimi per i tuoi scritti, che come sempre portano il segno di una penna creativa e solare.

    Ho letto tantissime opere degne di nota. Se volessi selezionare tutti, penso che il messaggio non mi basterebbe più.

    Mi limito perciò a ringraziare indistintamente tutti per questo intenso impegno dedicato all’amore, che nelle lettere tutte, per dirla con Rilke, è il tema certamente più complesso, più ostico da riplasmare.

    Mario De Rosa

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario De Rosa, …È proprio così, caro Mario. E la difficoltà di esprimere a parole l’ amore è dovuta al fatto che l’oggetto del nostro parlare va oltre la nostra percezione, non ha limiti di tempo né di spazio e tra le sue braccia non esiste l’impossibile. Gaia

  35. Maurizio Alberto Molinari dice:

    LUCE D’ACQUA

    Luce
    rallenta
    il suo percorso,
    sciabola fiera
    con precisione,
    scandaglia
    il suo tempo
    senza delusione
    ricopre natura
    in tenero abbraccio…
    Il corpo s’inarca
    per ricevere il tocco regale
    d’un amore sensuale,
    s’apre e s’accorda
    nel segno del cuore
    come un frutto mai colto
    finalmente raccolto.
    Poi l’acqua
    coprì il mare,
    le nuvole
    e il cielo
    come foglie
    in volo pesante
    fra fuochi
    ormai spenti
    e istanti esitanti…
    Lunga l’estasi
    del corpo indifeso
    coperto da baci
    e respiri pesanti.
    Nella vita infinita
    tra mani e nuove pulsazioni
    lo spazio ricuce
    sereno
    la sua ardita risalita.

    “Poesia e Musica”

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Maurizio Alberto Molinari,
    “Lo spazio ricuce……” Questi poeti che sanno trovare versi così pregnanti, nello stesso tempo sospesi nell’immaginario, che sollecitano curiosità e voli della fantasia. Bravo Maurizio, un vero, indiscutibile cantore del bello.

    Replica

    Maurizio Alberto Molinari replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    Grazie Maria Rosa,
    sei veramente gentile. La cosa simpatica è che ho pescato dal mio archivio una composizione e l’ho riadattata in “real time” alle esigenze del tema. Lo spazio ricuce è rimasto come nella versione originale…
    Un abbraccio. Mao

    Replica

    stefania colasanti replica:

    @Maurizio Alberto Molinari, fantastico il suono che si ode nelle tue parole…

    Replica

    Maurizio Alberto Molinari replica:

    @stefania colasanti, Grazie Stefi, sono felice ti sia piaciuta… Un besos. Mao

    Replica

  36. UNA LETTERA D’AMORE

    Mio caro,
    la verità è che ti amo. Adesso che siamo distanti e ciascuno di noi è preso dalle reciproche realtà, oltre la speranza più o meno possibile di ritrovarci, protetti dalle insidie che hanno obliquato, rimpicciolito e dilatato l’interpretazione di un pur identico codice, questa è l’unica certezza.
    Un’ansia strana mi consuma, mi induce a scriverti, nonostante riesca ad apparire serena fra i miei libri, i miei impegni, la mia ordinarietà scarnificata, fatta di ideali spesso messi in fuga da un tempo di profonda tristezza, d’insincera illusione, di lunga inquietudine, di polvere di strada. Vedo il mare da qui. Sembra rilassato, anche se il profilo acuminato di una palma scura evoca schegge conficcate nel costato. Me la caverò? Sfuggendo ai miei tumulti per cercare riparo negli attimi strappati al sogno, forse, però ogni sogno è prigioniero del destino. O su una soglia, a guardia dell’antico inganno, alla ricerca di una promessa di verità. O nelle stanze dell’infanzia, nei fantasmi buoni di cui aspetto il ritorno, al buio, per condividere con loro un altro istante nei luoghi che, come loro, ho amato e amo, o a questa lettera che non spedirò, di cui tu solo potresti davvero interpretare le orme, o a tutte le tue forme a cui la mia immaginazione ti adatta, e mi adatta. La più amata è di pensarti semplicemente un uomo, che ha infuocato i miei pensieri, che condivide il desco, il calore che mi pervade, che riempie con me una scatola vuota di ricordi con la fascinazione di ciò che sarà, in un irraggiungibile luogo segreto, domani. – Ma quand’è che viene questo domani, dov’è? E a qual prezzo si vende se è già sera, l’oggi. – È strano come due persone, incontrandosi, s’intersechino l’una nell’altra. Il destino? Il caso? Affinità elettive? Mi piace pensare che sia pure una questione di pelle. Sei troppo affascinante, troppo seducente, troppo tutto e continui a crescermi nell’anima e nella carne, accarezzato progetto, redatto con parole intinte d’emozione. Vorrei averti qui, ora. Stringerti. Fondermi in te. Tu animi la mia vita con la tua presenza-assenza, la memoria delle tue parole, potenti, mi accende di desideri impazienti, mentre rovisto instancabilmente fra i tuoi silenzi nell’aspirazione di ritrovarti. Dobbiamo ancora parlare, cogliere il soffio del vento che ci afferra e ci culla, e ci lenisce ferite aperte dalla nostra precarietà, e poi…vorrei vivere, anche poco, ma vivere… mi dicesti. E, come allora, ti rispondo…anch’io, con te.
    Io, passionale, possessiva, irruenta che, come le donne di arcaica radice della mia terra madre, la tua lontananza ha fatalmente di cordoglio velato, con quell’amore che non ho perduto nel pianto e nella gioia di un’intera esistenza, ti porto attaccato al petto, incastonato nell’inseparabile gioiello più prezioso, segreta, bruciante stimmata dentro il cuore, sempre.

    Da “Schegge d’amore” di Daniela Quieti

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, Cara Daniela, davvero bella la tua lettera mai spedita.. Mi piace molto quando dici che la scintilla che si accende tra due persone quando si incontrano più che al destino o ad una affinità elettiva è dovuta ad una questione di pelle… Verissimo! Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, Dolce Gaia, grazie infinite per l’attenzione e la condivisione che mi dedichi. Un carissimo saluto
    Daniela

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Daniela Quieti,
    carissima, anch’io ho scritto al mio amore, lettere mai spedite, grazie per questa, bellissima, intrigante, vera, dove la passione,il palpito più bello che esista tra un uomo e una donna, è quello che hovissuto, e vivo. Se esiste un per sempre, continuerò a crederci. Un abbraccio.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @mariarosa lancini costantini, Grazie, di cuore, carissima Mariarosa per la tua generosa empatia. Ti abbraccio Daniela

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @Daniela Quieti,
    molto bella questa tua lettera aperta.
    L’anima che non conosce tempo né spazio, cara Daniela a mio modesto avviso nasce per rendere manifeste le glorie dell’universo che è dentro in ognuno di noi… a seconda del livello evolutivo in cui ci troviamo. E, anche se esite il caso, molto spesso invece siamo noi che inconsciamente andiamo incontro alle cose di cui abbiamo più bisogno in quel momento e, ci fanno stare bene o meglio. Tramite la legge dell’attrazione. Un fatto di energie, chimica,e fisica natulrale quindi, che noi chiamiamo comunemente: questione di pelle. Ecco che, entra in campo l’affinità elettiva che anch’io condivido. Due soggetti che viaggiano nella stessa frequenza prima o dopo s’incontrono. Molto spesso per mia esperienza devono percorrere un tratto di strada evolutiva insieme. Quando poi, si comprende questo, è una gioia immensa e si fondono le ANIME. Ciao un abbraccio Franca.

    Replica

    maria rizzi replica:

    Cara Daniela,
    straordinaria la tua lettera d’amore, riassunto ideale di infinite lettere concepite e mai spedite, viaggio nell’inconscio coraggioso e ardito, viaggio che le donne sanno compiere, in genere, con più coraggio degli uomini. Tocchi cifre stilistiche degne della letteratura e incanti…Grazie, amica Mia!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @maria rizzi,
    Carissima, speciale Maria,
    le tue parole, così generose, mi emozionano e mi rendono felice, proprio perché me le dedichi tu. Grazie, di cuore, per questi gratificanti commenti e complimenti vivissimi a te per la tua bella scrittura

    Daniela

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Daniela bella, non devi ringraziarmi,sei stata una fonte d’arricchimento reale e avrei voluto trasmetterti in modo più efficace le mie emozioni. Sono fiera di leggerti, di portarti nelle stanze dell’anima e di esserti Amica! Un bacio

  37. CATENA E GHIRLANDA

    Nel gioco sottile dei rimandi,
    dei dinieghi e ammiccamenti,
    nell’ombra dello sguardo
    nel donarsi senza pretese
    nella richiesta insoddisfatta
    nell’oggi avaro d’amore
    o nel provvido domani
    si dipana la nostra storia.
    Filo e matassa, oro e piombo,
    sciolto e avviluppato
    nel grigiore dei giorni uguali,
    stretta catena o ghirlanda
    odorosa del nostro Eden
    fitto di soli, lune e stelle
    di ugge, bronci e baci
    reiterati suggelli d’Amore.

    Lucia Sallustio

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Lucia Sallustio,
    Che inizio! E il filo che si snoda e ci fa sperare, sognare,
    lievitare nel sentimento d’amore! BRAVA!

    Replica

    Lucia Sallustio replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    grazie per il commento lusinghiero. In fondo la vita di coppia è un gioco sottile di equilibri,in nome dell’amore, verso il/la partner, verso i figli, verso se stessi.
    Luciana

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Lucia Sallustio, Straordinaria Luciana, complimenti per le tue immagini di catene e ghirlande di vita reale, nel significato individuale e, allo stesso tempo eterno, quello che, da sempre, ispira i poeti. Con affetto Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Lucia Sallustio, .. Un Eden di .. Ugge, bronci e baci… Che meraviglia! Complimenti Lucia. Gaia

    Replica

  38. Domenico Nava dice:

    IL MIO NOME E’ NESSUNO

    Non preoccuparti del mio nome…non ha risonanza,
    io sto all’ultimo banco, in questa scuola di vita,
    il mio maestro è stato un segno, tracciato sul sentiero,
    e ora che il percorso è inoltrato, non giro più lo sguardo,
    in cerca della mia direzione.
    Se vuoi puoi leggere nei miei occhi,
    il passato e l’attesa del domani.
    Non chiedermi di parlarti d’un tempo,
    o della mia isola lontana,
    io non so narrare dei tramonti del giorno,
    e la mia età di ragazzo si è di troppo allungata,
    per rintracciarla in questa mia espressione.
    Eccomi…
    mani in tasca o braccia incrociate,
    ho appreso come attendere il tempo della mietitura,
    non mi agito, serro l’istante poi, ascolto il silenzio.
    Sapessi, quanto gradevole sia,
    percepire la brezza del mattino,
    il riflesso che colora il primo cielo,
    il suono muto della vita,
    sino a quando un soffio,
    smuove l’onda del giorno.
    Allora…guardami,
    la mia vita è qui, in questi occhi
    è tutta, in questo sguardo che infiammo
    non la troverai nel mio nome,
    utile solo pronunciare,
    ma soffre e vive e si muove
    e parla…e si racconta
    in un solo mio intimo, sguardo da spalancare.

    POESIA E MUSICA

    Replica

  39. Domenico Nava dice:

    VIENI QUI

    Vieni qui…parlami del tuo amore
    coi tuoi occhi fammelo vedere
    circondami di quell’abbraccio
    che non è solo amplesso
    e sentirai le mie paure

    vieni qui…pelle tra la mia pelle
    mani incrociate tra le dita
    sino a sentire la strana forza
    che mi lascia
    al buio delle riflessioni.

    Stringiti sino alle cose
    a cui ho rinunciato
    che non parlano d’amore
    ma sanno esserlo;
    capiresti quel vuoto,
    le mie assenze,
    senza che ti raccontassi
    il ghiaccio bloccato dentro

    fermati qui…
    piegati, fra le ginocchia
    a farmi capire
    il senso d’una vita
    io…che volevo trovarlo,
    io che solo, non potrei afferrarlo.

    Una luce fra me e te
    il buio ora non mi serve,
    a sentire il calore
    a specchiare gli occhi
    a sciogliere una lacrima
    a lasciarti fra le braccia
    il mio sogno.

    Poesia e Musica

    Replica

  40. Fiore

    Ti coglierò tra l’erba ariosa e folle,
    schiusa nel calice del tuo segreto,
    ancora così gracile di vento
    sotto l’azzurro immenso dov’è vita
    la luce che ti avvolge e poi si stende
    sopra le mie rovine e tra le spine.
    In quest’età quest’attimo quest’ora
    mi strapperai un sorriso e una preghiera.

    francesco ballero

    Replica

    Gaia replica:

    @francesco ballero, Che bel poetare il tuo, caro Francesco! Complimenti. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @francesco ballero, Davvero bella. Complimenti e un caro saluto

    Replica

    maria lampa replica:

    @francesco ballero,
    semplicemente meravigliosa!

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @francesco ballero,
    ” Sopra le mie rovine e le mie spine”, Francesco, che immagine! Vorrei dirlo anch’io, per quello che ho perduto e non ritornerà più, tu l’hai espresso in modo veramente egregio, BRAVO!

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @francesco ballero,
    la tua emozione espressa poeticamente, ne produce a chi la legge molte altre! Complimenti un caro saluto Franca

    Replica

  41. Gaia dice:

    Voglio farti un regalo

    Voglio farti un regalo
    più prezioso dell’alchemico oro
    un cuore che ha le ali
    di mille e più farfalle
    un cuore
    che non è indifferente

    Un cuore che batte
    batte il ritmo della vita
    sulla melodia di un sogno
    e affronta la fatica
    immensa di amare
    all’ombra della luce
    di promesse e paure

    Un cuore
    che sia per te
    memoria di eterna vita
    e guida ad ogni impresa
    persino la più ardita

    Così
    in dono d’amore
    voglio farti un regalo
    ti regalo
    il mio cuore

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, E’ una bellissima promessa d’amore questa poesia che dona il cuore. Affettuosamente Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, grazie di cuore Cara Daniela! Gaia

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Gaia
    Grazie cara Gaia di averci fatto il regalo della tua bella poesia.
    Ma il regalo più bello lo hai fatto al tuo grande amore.
    Cosa si desidera più dalla vita?
    Cos’è più prezioso di un cuore che ti ama?
    Non sono suffienti mille finanziarie per considerare il valore di un amore grande.
    Complimenti ed auguri.
    Aff. sergio

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti, Caro Sergio, ho scritto questa poesia a mio marito come dono di anniversario, siamo sposati da 17 anni…. Non avevo nulla di più prezioso… Spero di farlo felice! Grazie davvero. Gaia

    Replica

  42. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    UN SOGNO RIVELATORE

    Nel sonno pigramente
    abbandonato,
    stanotte t’ho sognata,
    ma, sul più bello,
    il vento m’ha svegliato.
    A lungo t’ho pensato,
    ardentemente, t’ho desiderata,
    in un attimo ho capito
    che non ti ho dimenticata.
    La voglia di chiamarti,
    irresistibile, ho avvertito,
    ma mentre indugiavo,
    il sonno di nuovo m’ha ghermito.
    Il trillo della sveglia,
    posta sul comodino,
    m’ha destato che era già mattino.
    Senza indugiare oltre,
    sono uscito dalle coltri,
    il telefono ho afferrato
    e mi son detto:”La chiamo”.
    Hai risposto sorpresa
    e dolcemente hai sospirato,
    quando ti ho detto: “amore,
    più della vita ti amo”.

    Dalla seconda silloge “Edizioni Cannarsa”

    Replica

  43. sergio doretti dice:

    UN SOGNO DI FELICITA’

    Affacciata sei
    alla tua finestra
    verso il mare
    Sorridi al sole
    che bacia
    i tuoi occhi
    ed una piccola
    rondine
    dal petto bianco
    volteggia
    intorno
    al tuo viso.

    Nel cuor
    mi sei rimasta
    Ma forse
    da sempre
    ti conosco,
    è il tuo sguardo
    che lo dice
    dall’emozione
    che trasmetti
    abbracciami
    baciami,
    atringimi,
    con tutta te stessa,
    sussurrami
    quelle dolci
    parole
    di un sogno
    di felicità
    e d’amore.

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti, .. Caro Sergio, quanta dolcezza… Sempre molto belle le tue parole. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @sergio doretti, Complimenti, caro Sergio, per questa bella poesia e un affettuoso saluto Daniela

    Replica

    sergio doretti replica:

    GRAZIE MOLTISSIME CARISSIME DANIELA E GAIA PER IL VOSTRO COMMENTO CHE HO MOLTO GRADITO.
    TANTI AFF.SALUTI
    SERGIO

    Replica

  44. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    L’ADOLESCENZA NEGATA

    A te, fanciulla
    d’oltre frontiera,
    portata in Italia
    con lusinghe e chimere,
    a te, fanciulla in fiore,
    che, a sera, passeggi sulla via,
    da sola o in compagnia,
    a te, che vivi nel terrore
    la tua disavventura,
    a te, incolpevole creatura,
    va oggi il mio pensiero,
    a te e al tuo rio destino,
    che tante mamme accora,
    va la mia tenerezza,
    o acerba ragazzina,
    da altri costretta,
    con ardite minigonne,
    ad apparir già donna,
    a te, fanciulla di dolci fattezze,
    cui è stato spento
    il sogno della giovinezza,
    a te, bambina di belle sembianze,
    cui è stata tolta la speranza,
    a te, che vivi, a sera, l’ossessione
    di far da esca sotto un lampione,
    a te, del cielo bistrattato dono,
    umilmente chiediamo perdono
    e per te invochiamo
    una giusta sentenza,
    che dei malvagi
    punisca l’empietà
    e a te restituisca,
    se non l’innocenza,
    almeno la pace e la libertà.
    Da “Pensieri d’amore e…” Edizioni Cannarsa

    Replica

    dorella dignola replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, Mi associo con tutto il cuore ai contenuti espressi in questa giusta e toccante poesia. Dorella

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @dorella dignola,
    Ti ringrazio Dorella, anche se, purtroppo, la poesia da so sola nulla può contro il deplorevole e delittuoso costume.
    Giuseppe

    Replica

  45. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    RISVEGLIO MATTUTINO

    Dopo il buio della notte,
    al nuovo giorno
    mi son destato
    e, al mio fianco,
    come ieri,
    ti ho ancora trovata.
    Sussurro piano il tuo nome,
    e, nell’udir la tua voce,
    devotamente, mi faccio
    il segno della croce,
    poi ti stringo, forte, la mano
    e chiedo al Signore
    che sia così
    anche domani.

    Poesia inserita nella mia seconda silloge “Pensieri d’amore e…” pubblicata da Edizioni Cannarsa.

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, “che sia così anche domani”…bellissime parole.

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Elisabetta Aprileo,

    Grazie, Elisabetta.
    Giuseppe

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Bellissimo questo amore che vince il tempo… Sempre… Con stima. Gaia

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Gaia, Cara Gaia, grazie del tuo commento, misurato ed appropriato. Auguri e saluti, Giuseppe

    Replica

    maria lampa replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,
    Apprezzo molto il senso di gratitudine che esprimi in queste tue righe.
    Nulla è scontato, e ogni giorno è veramente un miracolo, come tu dici.

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @maria lampa,
    Grazie Maria Lampa per aver colto il vero senso dei miei modesti versi, Giuseppe

    Replica

  46. EmmaVictoria Dall'Armellina dice:

    SIGILLO D’ARGENTO

    Ho un Sigillo d’Argento che Lega le mie Arterie.
    Limita lo scorrere Fluido del Sangue, nelle mie polmonari setose vie.
    E’ un Antico Sigillo con incisa una Celtica Croce e una scritta in sanscrito.
    Rubato al Coniglio di Alice.
    Nascosto a Maghi in Mutande.
    Promesso ad Alate Creature.
    Ho un sigillo di Malinconia,
    Fatto di Fango e Divini Sputi.
    “Non ci sei … Mi manchi…”
    Ho un Sigillo che Uso in Guerra come Vessillo,
    Divide il Bianco e il Nero,
    Divide il Bene dal Male.
    Sigillo d’Interiore Miscuglio,
    Calendario Contrario,
    Pagine Sparse al Vento.
    Fastidioso il Suo Divenire.
    Domani, Tra Ali di Mani e fiammiferi Accesi.
    Userò pulsante Sigillo Come Pietra Tombale.
    Sepolcro che Custodisce Sanguinanti pensieri Cesellati in Argento.
    Cripta che raccoglie Rantoli di Vita che Boccheggiano senza Ossigeno e Rugiada.
    Tomba, come Giaciglio di un Cuore stanco di Battere,
    ma che Osa scalpitare Ancora.

    “POESIE E MUSICA”

    Replica

  47. Averti

    Lastricata di silenzi è la mia strada,
    soffocata dagli anni,
    maltrattata dal tempo.
    Eppure non mi fermo,
    avanzo,
    spingo,
    mi insinuo,
    costantemente intrusa
    in una vita che mi respinge.
    Lotto, vivo, arranco, amo…
    e credo.
    Illuso l’amore di un giorno
    incredulo il destino quando,
    spero di trovarti vicino.
    Note stonate dietro di me
    note magnifiche con te.
    Amami e ti amerò
    cercarti fino alla mia fine
    …ti avrò.

    http://www.youtube.com/watch?v=Gr4FN_DOpSk

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Elisabetta Aprileo, Sicuramente lastricata di emozioni e versi belli è questa poesia. Complimenti Daniela Quieti

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Daniela Quieti, grazie :-)

    Replica

  48. Teneramente

    Teneramente, ti lascerò qui..
    aggrappato all’ ombelico
    annodato al cuore
    intrecciato al respiro
    incastrato tra le dita delle mie mani
    ad accarezzarti mentre parli e ridi
    teneramente, ti vorrò
    a disegnarmi l’anima
    a imprimere i tuoi occhi per sempre
    nel sogno di sentirti fiato
    in questa camera senza aria
    teneramente..ti sussurro ti amo
    ti amo, e non posso farne a meno
    e sono soffio che si posa sulle tue labbra
    mentre aspetti un bacio..
    teneramente ti vorrei tenere
    senza farti male
    teneramente vorrei soltanto essere tua
    sentirti dentro
    mischiarmi alle tue vene confondermi
    con il tuo sangue.. e ritrovarti, ritrovarti
    che mi vuoi, mi vuoi ancora…

    Replica

  49. Non dirmi

    Non dirmi che la tela si scolora
    mentre nel vento corrono le foglie.
    Se c’è un riflesso bianco tra i capelli
    sarà il sole che gioca a nascondino
    tra le chiome del cielo,
    se le mani mostran solchi assetati
    come campi d’agosto e vene scure
    sarà il rinnovarsi della nuova stagione
    che chiede altra linfa.

    E non voglio sentire questa sera
    parole d’abbandono
    mentre ti accarezzo dolcemente il viso
    e ti guardo negli occhi.

    Se una nube scura li attraversa
    saranno stormi di liberi pensieri
    diretti in volo verso l’imbrunire,
    se una lacrima compare sulla soglia
    del tuo volto ancora di bambina
    sarà una perla caduta questa sera
    dal forziere dorato delle stelle
    a rischiararci la strada del domani.

    Lenio Vallati

    Poesia e musica

    Replica

    dorella dignola replica:

    @lenio vallati, tenera poesia piena d’amore forte e sicuro.
    Complimenti vivissimi. Dorella

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @lenio vallati,
    Ciao Lenio, rileggere le tue poesie è sempre una grande emozione. La tenera malinconia di questi versi mi commuove e sento già la musica della “tua” canzone nell’aria.
    Bravissimo come sempre!
    Un abbraccio, Carmela

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @lenio vallati,
    che bello rileggerti! Bentornato tra i naviganti, affettuosamente, stupiscici ancora

    Replica

    Gaia replica:

    @lenio vallati, Caro Lenio, mi ha rapita questo amore incondizionato, dolce e forte al tempo stesso… Davvero una bella poesia. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @lenio vallati, Catturano, come sempre, i tuoi versi dolci e avvolgenti. Ti saluto caramente Daniela

    Replica

    maria lampa replica:

    @lenio vallati,
    molto bella questa poesia, ricca di speranza e di apprezzamento per ciò che si ha tra le mani. Un modo di leggere in positivo ogni cosa.
    Ho apprezzato molto quanto hai scritto.

    Replica

    sergio doretti replica:

    @lenio vallati,
    GRAZIE LENIO PER LA TUA BELLISSIMA POESIA CHE MI HA FATTO RIFLETTERE.
    COMPLIMENTI E TANTI SALUTI
    SERGIO DORETTI

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @lenio vallati,
    sei sempre molto dolce nel tuo verseggiare caldo. Un abbraccio poetico Franca

    Replica

  50. Ed è amore

    Ed è amore questo tremare
    questa danza sinuosa con scaglie di sole
    questo canto acerbo
    con i colori di un arcobaleno
    riflessi su gocce di lacrime
    mentre piovono giorni
    ed è amore
    questo fiato
    scritto su davanzali di speranza
    mentre l’aurora
    traspare dai pensieri
    mentre piego le ombre
    lasciandomi
    travolgere da un brivido
    d’anima
    amore
    annodato tra pancia e petto
    costole e respiro
    intrecciato e disciolto
    tra aspirazioni, sogni e utopie
    amore, amore anche quello che racconta
    abbracci mancati
    e schegge di aghi infilzati
    nella memoria
    amore consumato e umiliato che resiste alla
    nuda realtà
    amore è ancora credere e sentire
    amore..il mio cuore
    impetuoso e ribelle alla notte
    fragile a un colpo feroce
    di vento…
    aggrappato all’ultimo scoglio
    a un ramo esile di ragione
    amore sopravvissuto al silenzio
    e alla follia, amore
    anche quello salvato
    tutto quello che mi accarezza ancora
    mentre presto il cuore alla vita
    aspettando che torni gonfio di sangue.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Giusy Montalbano, Hai saputo trasmettere in modo chiaro, sentito, romantico … il sentimento dell’Amore.
    Complimenti da Cettina

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Cara Giusy
    una disamina completa e poderosa dell’Amore la tua lirica, che ha tutto il diritto di essere definita tale, perchè viaggia a fior di metafore, di struggenti similitudini, di melodia. Un itinerario lungo il percorso contorto, difficile e travolgente di questo sentimento che ci rapisce, ci stupisce e spesso gioca a farci male. Complimenti e grazie!

    Replica

  51. PALPITO
    vagavo sola nel
    cielo della vita,
    con l’anima smarrita,
    inaridita.
    Poi, d’improvviso,
    tra la folla,
    ho scorto
    uno sguardo chiaro,
    un sorriso;
    sei passato oltre
    forse ignaro.
    E sei entrato
    nelle mie pupille,
    nella pelle,
    e la fresca
    acqua della fonte
    ha riempito mille ampolle.
    Un fremito,
    un palpito,
    un fiotto di rossore;
    ed è stato subito amore!
    Magnetismo,
    arcana attrazione,
    emozione imprevedibile,
    tra anime vaganti
    nei sentieri del mondo.
    Desiderio incontenibile,
    nel cuore tradito
    ma ancora sensibile.
    Bacio sognato
    di sapore rotondo,
    gioia nascente
    in un cuore fecondo.
    E mi venisti incontro
    pieno d’amore;
    io avevo bisogno d’amare!
    Riaccesa
    alla vita ritrovata,
    nel nido profondo
    di donna innamorata.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @dorella dignola, Sei sempre bravissima, cara Dorella. Un affettuoso abbraccio Daniela

    Replica

    maria lampa replica:

    @dorella dignola,
    Una sensazione molto bella, un attimo fatale e la scintilla che fa nascere l’amore.
    Un momento magico descritto in modo mirabile.
    Mi ci sono ritrovata. Grazie per avermi emozionato.

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @dorella dignola,
    Poesia bella sia nelle parole, sia nel ritmo con le sue dolci assonanze. Complimenti ed auguri…
    Giuseppe

    Replica

    Franca Fasolato replica:

    @dorella dignola,
    complimenti per la bella poesia che porta in sè una gioia nascente solo al cuore fecondo. Saluto poetico Franca Fasolato.

    Replica

  52. Alba Venditti dice:

    Aria d’amore

    Si respira nell’aria
    una ventata d’amore
    e cuori confusi
    ritornano illusi.
    Quel vento d’amore
    è diventato tormenta
    e quella coppia a distanza
    un grande sentimento lamenta.
    Si calma quel vento,
    ma nessuno è contento
    perchè quel sentimento
    sopravvive a stento
    nelle persone in pena
    tra noia ed inquietudine
    e presto diventerà solitudine.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Alba Venditti, Cara Alba, la tua bella ventata d’amore arriva lontano. E lascia l’orma. Ti abbraccio Daniela

    Replica

  53. Gaia dice:

    Amare

    Che sia di miele
    Di latte o di fiele
    Amare è per sempre

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Gaia, concordo pienamente…l’amore come motore del mondo :-)

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Aprileo, .. Si, Cara Elisabetta e aggiungo… Unica via alla luce…. Grazie. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, Carissima Gaia, nella sintesi, il tutto. Un affettuoso saluto Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, Carissima Daniela è molto vicino il nostro sentire… Lo sento… Che bello! Un affettuoso grazie. Gaia

    Replica

  54. Maurizio Alberto Molinari dice:

    CANZONE:

    CENERE

    L’ora del tempo
    è ferma nell’urna,
    raccoglie un gioiello
    come un semplice ritorno
    nell’abbraccio inconsueto.
    Il fuoco già scritto
    è acceso per cancellar la memoria
    di un corpo troppo offeso.
    Vivo rimane il pensiero
    vestito da ricordi senza fine
    tra lacrime di ciglia
    e pensierose sopracciglia…
    Vivo rimane il pensiero
    sentendo salire il profumo
    della sua voce,
    Vivo rimane il pensiero
    nel suo quotidiano dolore,
    senza rimpianto o timore,
    in onore dell’amore.
    Vivo rimane il pensiero
    nel mio cuore senza difetto
    figlio di un tempo
    fin troppo imperfetto.
    Vivo rimane il pensiero
    alla mia voglia di essere vero,
    Vivo rimane,
    vivo di nuovo
    del mio pensiero vero.

    Replica

  55. Edda Ghilardi Vincenti dice:

    NON TI CHIEDO NULLA

    ” o sospiri di ambra, sogni, sguardi”
    ( Paul Eluard )

    AMORE MIO, LASCIA CHE I MIEI OCCHI
    SI PERDANO NEI TUOI:
    NON TI CHIEDO NULLA, NULLA DI PIU’….

    E,TI PREGO,LASCIAMI SOGNARE….
    LA VITA NON E’ NULLA
    SENZA FANTASIA, SOGNO, ILLUSIONE!

    LA VITA NON E’ NULLA SENZA L’AMORE!
    E ALLORA, AMORE MIO,
    LASCIA CHE I MIEI OCCHI SI PERDANO NEI TUOI!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Edda Ghilardi Vincenti, Cara Edda, sai emozionare, come sempre. Affettuosamente Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Edda Ghilardi Vincenti, .. Forse solo chi non chiede nulla ha compreso cosa vuol dire Amare…Brava Edda. Gaia

    Replica

  56. SALUTO

    Sento già un vuoto nel cuore!
    S’avvicina il giorno d’Aprile
    che metterà un punto fermo
    alle mille parole d’ amore
    intrecciate nel cielo,
    appese alle stelle,
    ai rami fioriti di primavera,
    ai raggi del sole all’ aurora;
    raccolte nel grande quaderno
    che voi avete ogni giorno curato
    e che presto sarà chiuso
    nell’abbraccio di tutti coloro
    che su queste pagine
    hanno tanto amato!

    Replica

    maria lampa replica:

    @dorella dignola,
    triste e motlo profonda.
    mi piace il titolo che è SALUTO e non addio come sembra.
    La tua poesia è raffinata sempre e comunque!

    Replica

    dorella dignola replica:

    @maria lampa, non è un addio, cara Maria. Tanti quaderni nuovi auguro siano aperti per noi, in questa bella avventura che condividiamo tanto numerosi.
    Dorella

    Replica

  57. NON TI SEPPELLIRO’

    Non ti seppellirò
    mio sogno
    nel fango
    delle ipotesi
    concrete
    combatterò
    per liberarti
    nella città di luci
    ti porterò
    in un ristorante
    dove il pane
    è morbido
    e il colore
    della speranza
    è servito
    su un piatto
    di fagioli novelli
    all’olio e cipolla
    con l’argenteria
    del cuore
    e ostriche d’amore.

    Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, .. Sempre belle parole le tue Daniela. E che magia d’amore si respira a entrare nel tuo ristorante! Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, Cara Gaia, grazie infinite a te, per le tue dolci parole. Affettuosamente Daniela

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Daniela Quieti, adorabile è familiare, rustica, vicina…e sincera!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Elisabetta Aprileo, Cara Elisabetta, ti ringrazio tanto per l’attenzione e per le belle parole che mi dedichi. Un affettuoso saluto Daniela

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Daniela Quieti,
    Cara Daniela, suggestivo e ricco di metafore struggenti il tuo sapiente coniugare cibo e amore. Il pathos erotico che ne deriva è di una levità che incanta…Grazie!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @maria rizzi,
    Gentile Maria,
    grazie infinite per questo bel commento che mi rende felice. Un carissimo saluto

    Daniela Quieti

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Daniela Quieti, Complimenti Daniela per questa bellissima poesia che è un inno alla speranza della vita e dell’amore.
    Un amore vivo nella semplicità delle radici di un vissuto nelle canzoni poetiche della nostra Maremma.

    Complimeti e auguri.
    Aff. Sergio Doretti

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @sergio doretti,
    Carissimo Sergio,
    grazie, di cuore, per le gratificanti parole che mi rivolgi e complimenti a te per le tue belle opere, così dense di sentimenti e di memorie.
    Un affettuoso saluto

    Daniela

    Replica

  58. maria rizzi dice:

    Mario Sodano, ho letto il “Girotondo”, è un tocco di magia, perchè dona l’impressione di tornare all’infanzia, ma descrive tutta la durezza delli tempi che viviamo. Un ennesimo atto di coraggiosa solidarietà coniugato al lirismo puro. Complimenti…Sono più ricca, grazie a Te!

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @maria rizzi,
    Sai Maria, mi rendi molto più di quanto io non ti abbia donato.
    Grazie.
    Grazie ancora a “Te”.
    Mario Sodano

    Replica

  59. VIA DEI PINI

    Profumo di resina
    e aria calda e dorata
    che s’insinua negli abiti leggeri
    che asciuga il sudore
    e annulla i pensieri

    E’ un’estate finalmente vera
    quella che accompagna le mie ore stasera
    Mi riporta indietro negli anni
    come se il tempo fosse passato senza lasciare danni

    Il mare è vicino e arrabbiato ci scruta
    gettando acqua e spuma sulla sabbia muta
    Ma tu ti stringi a me
    e felicità più grande,
    ora non c’è

    Non dimenticare le mani che ti cercano
    né i capelli che ti accarezzano il volto
    mentre si ride di nulla
    sognando un domani
    che ancora non c’è

    L’aria è calda stasera
    e tra poco questo momento finirà
    ma intanto ti stringo a me
    Di tutto il resto poco m’importa
    so solo che
    felicità più grande
    ora non c’è!

    Se possibile, la vorrei legare alla canzone:
    Gli innamorati – Umberto Tozzi

    Replica

  60. “A tutti i compagni e compagne di questa crociera, ricca di amicizia ed emozioni semplici, e ovviamente a Robert e alla SIG. RA. NICLA”.
    (Oggi 14 aprile 2010 alle ore 14,30 è LUNA NUOVA).

    Luna nuova o luna piena,
    nuova o piena di tutto e di niente,
    di voglia di mare, di amòri, di giochi,
    di danze alla pioggia, alla biada, alle stelle;
    e dietro una faccia di bronzo o di latte,
    nasconde i segreti scovati dal vento!

    Replica

  61. Quando aspettavo

    Se mi dici amore, ricordo
    il giorno e la notte dove
    mai sparivano le stelle
    e le nuvole riflesse
    attorno alla pallida Selene

    sappiamo che molto è andato
    nel tempo a ritroso scavando
    ruscelli rumorosi dentro
    ogni pulsione e desiderati
    contatti alle nostre risposte

    ancora sentiamo ritornare
    quel niente che sembrava
    il tutto, acceso alle infinite
    anime invitate a lasciare
    insonne la notte, quando ti
    aspettavo.

    Replica

  62. Robert dice:

    SONO UNA BELLA PIANTA

    Vagheggi in sogno segreto
    quell’idea di uomo che ami
    a cui abbracciandomi t’avvinghi
    ed io mi sento una bella pianta
    così lussureggiante e fresca
    giovane tralcio d’uva
    che si prepari a dar frutto
    le tue labbra vedo sui chicchi
    colmi del mio desiderio
    non sono più uomo ormai
    in quell’immagine di me
    che sale dentro di te
    onda irrequieta di piacere
    io appartengo al tuo corpo
    in uno con lui mi agito
    stormisco come fronda
    al vento della notte
    e le mie braccia sono rami
    fioriti intorno a te
    mentre distendi nell’estasi
    la tua schiena di luna

    Robert
    ******
    Pubblicata in questo Blog il 4 dicembre 2005

    Replica

    Gaia replica:

    @Robert, .. È bellissima poesia, Robert. Unica l’immagine di questo Amore di carne che germoglia dalla Natura e in essa distende i suoi frutti. Gaia

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Robert, forte il senso di appartenenza reciproca nei tuoi versi…intensa!

    Replica

    sabina replica:

    @Robert, mi piace l’immagine della schiena di luna, come mi piace l’immagine di piccole stelle nel firmamento delle passioni, ciao, sabina

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Robert, Davvero una bellissima pianta! Complimenti

    Replica

  63. claudia pitolli dice:

    AMANDOTI

    Amandoti
    Ti cercherò
    In un sogno
    Per poi sorprenderti
    Catturerò
    I tuoi sguardi
    Respirerò
    I momenti
    Sussurrerò
    Al tuo cuore
    Quel brivido
    D’amore
    Amandoti …
    Continuerò
    Pensando
    Di non arrendermi
    Inventerò
    I tuoi giorni
    Dipingerò
    I tuoi attimi
    Per poi convincerti
    E sceglierò
    I colori
    I gesti
    E le parole
    Per non deluderti …
    Amandoti
    Respirerò
    i tuoi baci
    gridando
    che mi piaci
    e brinderò
    col cuore
    a questo nostro amore
    e stringerò il destino tra le dita
    perché da oggi
    percorreremo insieme
    mano nella mano
    questa nuova vita.

    SEZIONE “Poesia e Musica”

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @claudia pitolli, ti auguro un futuro per questa canzone, mi piace molto! Brava Claudia, ciao da Cettina

    Replica

    claudia pitolli replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Ti ringrazio molto Cettina!!! Ciao Claudia

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @claudia pitolli,
    Bellissima!!! Ha già nel verso la “sua” musicalità. Leggendo la poesia sentivo diffondersi intorno a me la musica. Brava, ti sento vincente!
    Un caro saluto e auguri Claudia,
    Carmela

    Replica

    Claudia Pitolli replica:

    @Carmela Tùccari,
    Grazie di cuore Carmela !!! Ciao Claudia

    Replica

  64. rodolfo dice:

    Inizia dalle labbra. Ora
    abbiamo le prove (al di là
    di ogni ragionevole dubbio).
    Dalle labbra inizia. Ancora
    non ci è dato sapere
    dove vada a finire.

    Replica

  65. Mario Sodano dice:

    CONSUELO MI AMOR
    (…3)“Alè muchachos… Viva Zapata!”
    Ha il piede centrale tutto nuovo, nero, istoriato e quasi in stile, una lucidatura quasi a specchio e la scritta completa in oro antico quasi originale. Conserva di suo a malapena la fascia tartarugata d’epoca della ormai inutile cassa armonica, la ribalta, e pochissimo d’altro. Il
    resto è stato opportunamente adattato ad ogni bisogna.
    “Mi soi el modierno riciclo des hombres!”
    Là dove una volta stazionavano le delicate sottocoppe di Pizzo San galle per i calici di Boemia e le tazze buone del sevizio da tè ora occhieggiano dieci, cento, mille piccoli cerchi sovrapposti, sbavati tutto intorno da bicchieri sgocciolanti arcane misture con alcol scadente.
    Gli hanno divelto corde e tenditori, non ha più la vellutata sciarpetta e porta una straziante e vergognosa dentiera.
    I pochi tasti rimasti sono di plastica-finto-avorio-nuovo-splendente.
    Tutti gli altri hanno ceduto il posto ad una sofisticata doppia tastiera da computer. Sollevando il coperchio spuntano due schermi accostati, confusi allo sfondo di tante, troppe bandierine ammiccanti, suggestive e seducenti, che inneggiano a tutto il globale possibile, vergognoso sipario al cotillon di azioni tarate e striscianti ispirate alle più antiche ed abominevoli imprese.
    Durante le affollate riunioni del sodalizio “Von Maxwell”, ormai “Von” più che mai suo malgrado, ancora vede, ascolta, respira ed annusa di tutto, compreso quella “miracolosa” polvere bianca che lo inebria fino a farlo sentire addirittura pago e felice di sé, di tutto ciò che è diventato, e desiderare persino di battere il tempo alla reginetta della hit-parade del momento “Chiama prima perché”.
    “..da…dda…dda…eccomi qua …
    …de…dde…dde…ti ho chiamato perché…
    …de…dde…dde…sto venendo da te…
    …da…dda…dda – de…dde…dde… non si può, non ancora…
    …da…dda…dda – de…dde…dde…ci vediamo fra un’ora…
    …de…dde…dde – da…dda…dda…ma con te chi ci sta…
    …de….dde….dde – de…dde…dde…ma chi c’è lì con te…
    …da-dda-dda…da-dda-dda…de-dde-dde…de-dde-dde…da-dda-dda..
    Poi se ne resta in silenzio, pentito ed umiliato, memore e malinconico, triste e rassegnato, ed aspetta.
    Aspetta paziente.
    Ormai sa bene che a fine serata qualcuno si collegherà al sito “Musiche dal cuore”, accade in tutte le feste. E ogni volta c’è la straordinaria conferma: nel suo immutabile percorso il tempo che fugge veloce passa ma non muore, e spesso succede che ritorna vivido, deciso e prepotente, misterioso e struggente, librato sui sentimenti, sulle emozioni, sugli amori di allora.
    Con tutte le trame di ogni suo legno Max si esorcizza, gli sembra di poter ripetere ancora, accorato e invadente, tormentato e felice, … …mi…la…mi… …mi…la….mi…re…, e dal fondo della annebbiata e indolente ribalta appare la visione: la vede, la ascolta, viva come allora e presente come sempre, con la voce calda e coinvolgente del più splendido sogno d’amore…. …besame……besame mucho…que tengo tema a perdèrte, perdèrte despuès…
    ….mi…la…mi….
    ….mi…la…mi-mucho…
    ….como si fuera esta noche…la ultima vez…….
    Era il 1940.
    Nell’assordante fragore dei suoi venti anni, sull’arcione sciolto del tempo e nelle mani le briglie della speranza, con le melodie travolgenti nell’anima, Max nella mente ed il subbuglio nel cuore, Consuelo aveva stilato la sua dichiarazione di immortalità.
    ******
    Nel 1940 Consuelo Velasquez compiva venti anni e suonava il piano da quando ne aveva quattro.
    Ormai celebre, dichiarò: “Besame mucho?.. la escribì antes de cumplir ventuno agnos, cuando todavia no bada un beso, todo està el producto de mi imaginacion.”

    Replica

  66. Lidia dice:

    Chi ha incastrato il mio Angelo?

    Scappa, scappa fuggi,
    fuggi da te stesso,
    dal lato tuo oscuro
    che ti rincorre adesso!
    Corri, corri e vola,
    vola dentro il vento,
    spera che il blù cielo
    disperda il tuo tormento.
    Folle folle amore,
    quel tuffo spensierato,
    ti ha sì lavato il cuore,
    ma le ali ti ha bruciato!
    Angelo, perché senza pelle,
    tacito al cielo sospiri?
    Tu che portavi alle stelle
    parole dai mille colori?
    Chi ti ha portato lontano
    dal tuo perenne dolore,
    lasciandoti poi nella mano
    le schegge di un piccolo cuore?
    Scappi, scappi e fuggi,
    ma fuggi nella vita,
    ora che la conosci e sai che va vissuta!
    Corri, corri e vola,
    ma vola nell’ amore,
    nei ricordi da conservare,
    in quelle emozioni da riprovare!

    Replica

  67. Lidia dice:

    Fiore di sale

    Cuore gocciolante di dolore nuovo,
    antico come me
    che fuggo dentro il tempo
    sperando di danzare.
    Pelle sdraiata su pietra,
    lucente di sole,
    baciata dal colore di ali di farfalla,
    che solo il bello nota
    nel suo giorno d’ amore.
    Occhi accesi sull’orizzonte,
    protesi come mani,
    sguardo che ne tocca l’infinita pienezza.
    Mare nel cielo,
    vita nella vita.
    Ecco io:
    “Fiore di sale”.

    Replica

  68. L’AMORE INTATTO

    Già le mani non sanno aspettare
    un’altra patria capace di fuoco e brividi
    in orbita.
    Toccare gli echi della tua anima più nascosta,
    fiutare il calore che avanza morbido in bocca
    sa di altezze tremanti che riportano l’amore intatto
    alle labbra.
    Trovare l’origine di un paradiso
    tra lingue in attesa di mare,
    basta a rendere eterno un bacio,
    a completare di sogni la curva del fato.
    Dell’ aperto rivelare onde
    alla pelle
    detesto il dolce aggredire del tempo,
    la sua maggiore fame, il precipizio,
    quando al fondo degli occhi
    il piacere smette di cercare l’uscita
    e tace. Nudo in gola.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Michela Zanarella, Complimenti per questa bellissima Poesia dove la fusione di due anime è intensa ed importante.
    Ciao Michela da Cettina

    Replica

  69. Amore ed Amato

    Giocano a rincorrersi i miei pensieri,
    restano in silenzio quando sospiro e ricordo:
    ti ho voluto, ti ho sognato…
    ho lottato e giorno per giorno,
    ti ho strappato via dalle mani della solitudine
    e ti ho fatto mio.
    Ti tengo forte, ancora più forte…
    Scintillano gli occhi,
    quando ripercorri i dolci pendii della memoria
    e fa capolino sulla tua bocca un furbo sorriso.
    Amato se questo è amore
    la memoria non lo dimenticherà.
    Ti ho voluto, ti ho sognato
    ed ora perdo me…

    http://www.youtube.com/watch?v=Mih8VdHWCq8

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Elisabetta Aprileo, UNA CHIUSA DI QUESTA POESIA CHE SPIEGA COSA SUCCEDE QUANDO PERDERSI DENTRO IL LABIRINTO DELL’AMORE
    DIVENTA UNA DECISIONE CONSAPEVOLE…
    MOLTO BELLA QUESTA LIRICA,CIAO DA CETTINA

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, grazie :-)

    Replica

  70. Annarita dice:

    Cuore
    Come alberi ha profonde radici in terra,
    ma non stormisce al vento, non
    dona frutti ne boccioli in fiore ;
    l’inverno ghiaccia come pendula stalattite
    il mio cuor mite .

    ( un bacio grande ;) )

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Annarita, porta il tuo cuore al sole…l’inverno è passato o quasi :-)

    Replica

  71. Sfaccettatura d’amore:

    “Quella tua mano

    che muove il ventaglio

    sfiora il cuore”

    Replica

    Gaia replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile, Cara Anna Maria, grazie dei tuoi versi. Mi hanno riportato alla memoria un gesto che la mia adorata nonna amava molto fare… Mi hai fatta emozionare. Gaia

    Replica

  72. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    LA PENA NEL CUORE

    Repentino, un lampo
    squarcia l’orizzonte
    e il cielo illumina per un istante.
    Frammisto al brontolio del tuono,
    forte ulula e sibila il vento,
    mentre la pioggia cade scrosciante.
    Solitaria una donna,
    triste e abbandonata,
    al vetro della finestra
    la fronte appoggiata,
    scruta, dubbiosa, l’atmosfera,
    le imposte spalanca
    e, nella quiete rotta della sera,
    il capo sporge oltre il davanzale,
    per affogar la pena sotto il temporale.
    La pioggia, forte sferzando,
    la lunga chioma, impietosa, bagna
    ed, alle calde lacrime,
    copiosa s’accompagna.
    In quei momenti di gelido
    e rilassante abbandono,
    l’amor perduto
    vuole dimenticare,
    ma del vento il fragore
    e della pioggia lo scrosciare
    non possono sedare
    la pena che ha nel cuore.

    Poesia inserita nella mia terza silloge: “Pensieri in cerca
    di evasione”

    Replica

  73. Stefania dice:

    Eppur sono fili di ghiaccio

    Quel gelo d’animo,
    m’incorona
    regina dell’attesa.

    Eppure già è primavera.
    Che di colori e d’effluvi odorosi
    è anima rinnovata.

    Invano, amor mio, t’attendo
    e ad ogni rintocco
    il campanile me lo svela,

    il crepuscolo, poi
    impietoso
    me lo grida.

    Solo per un attimo
    fugace scompare
    anche la speranza,

    così, come è nata
    muore dentro con me,
    dal profondo.

    Ora so che non verrai più
    e nell’animo è già un urlo
    che implacabile disarma.

    Non mi scalderai il cuore
    d’amor voluto,
    desiderato e sognato.

    Non vibreranno più corpo e sensi.

    Sì, l’ho capito.

    Mentre fili di ghiaccio,
    stridenti a Primavera…
    … diventano le mie lacrime.

    Stefania Mereu

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Stefania, profumo di altri tempi…quasi una dolce tristezza…

    Replica

    Stefania replica:

    @Elisabetta Aprileo,
    Grazie, Elisabetta. “Dolce tristezza”? Di un ossimoro, hai “vestito” la percezione alla lettura di questi versi, donandogli l’interpretazione che in cuor mio desideravo. “Profumo di altri tempi”? Forse è vero, visto che neanche le prime rughe mai potranno cancellare ciò che si è provato davanti a un amore finito, dell’ormai passato… buona giornata. Stefy

    Replica

  74. Emma Mazzuca dice:

    DA TEMPO GIUNGO A TE…

    Da tempo giungo a te per le più ardite scale,
    quelle del desiderio
    che impetuoso mi assale, mi inebria e mi matura.

    Ti ho lasciato raccogliere il mio corpo
    come quieta acqua per andare
    come sponda sicura alla mia sorte
    …eppure ti ho perduto,anche se adesso
    con le più illuminate mani del perdono
    spogliare vorrei questa annosa memoria
    per chiudermi ancora in te e nei tuoi lacci.

    Ho sperato capissi il mio esser come massa astrale
    bramante di violare i più occulti paradisi
    e con mano fremente afferrare la luce
    … e invece mi hai sospinta all’argine ricolmo
    ed al silenzio che stringeva in gola.

    Così io le mie lacrime per te,
    giorno per giorno,
    le ho levigate come onde sopra sassi acuti
    per consegnarle limpide ai miei occhi
    e vedere che questa mia anima predata
    ancora attende, tra infiniti enigmi,
    la più fulgida ora, quella che più mi prende
    e senza croci come fosse vizio
    mi attanaglia, mi penetra il respiro,
    in volo mi trascina nei più alti cieli
    e d’amore divino mi satura il cuore…

    emma mazzuca

    Replica

  75. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    MAGIA DI UN INCONTRO

    Sotto la pioggia, che cadeva rada,
    un giorno t’ho incontrata per la strada;
    spedita e disinvolta procedevi,
    mentre alla vita, allegra, sorridevi.
    Sotto la pioggia, che non era fitta,
    cercavi con lo sguardo, a manca e dritta,
    la chioma sulle spalle svolazzante,
    qualcuno che, per te, era importante.
    Tu non mi avresti nemmeno notato,
    s’io non t’avessi, d’un tratto, guardato
    e se non fossi rimasto allibito,
    gemendo, stravolto, come impietrito.
    Tu ti fermasti, pensando a un malore
    e mi dicesti con delicatezza:
    “Si sente male, gentile signore?”
    “Grazie” risposi, “è solo stanchezza…”
    Ma, come ti facesti più vicina,
    lo sguardo puro, tenero e intrigante,
    gli occhi neri e la bocca corallina,
    la somiglianza apparve impressionante:
    così, all’istante e non volutamente,
    mi riportasti indietro di trent’anni
    ed io rividi, con gli occhi della mente,
    un’altra donna indossar i tuoi panni.
    L’incantesimo un attimo è durato,
    sì come un lampo che fora lo scuro,
    mentre tu, ombra del mio passato,
    riprendesti a volar verso il futuro.
    A me, svanito il sogno dalla mente,
    resta soltanto il vuoto del presente.

    Questa poesia fa parte della seconda silloge, dal titolo
    “Pensieri d’amore e…” pubblicata da “Aletti Editore”

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, .. È molto bella Giuseppe. E se anche si avverte il vuoto del suo svanire, questo è uno di quei sogni che nasce per restare. …. Gaia

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Gaia,
    Grazie del tuo complimento, Gaia. Penso che tu abbia colto nel segno…saluti e auguri.
    Giuseppe

    Replica

  76. Vieni Amore e torna

    Vieni Amore e torna
    tra sibili di vento che gridano
    pensieri debilitati, sfiniti,
    incatenati nell’inerzia amara di un dolore.

    Vieni Amore e torna
    toccami, scuotimi
    marca e segnami la via
    che conduce alla mia essenza
    per abbracciare te e riscoprire la mia interezza,
    sostati e fermati,
    rimani e resta come primavera in ogni mia stagione
    che sia sempre bellezza.

    Vieni Amore e torna
    tocca e bacia le mie labbra
    umide di solitudine e pianto
    prosciuga e secca ogni mia ferita
    respira del mio stesso fiato
    rivoltami e stirami l’anima
    tra i battiti e questa infinita attesa
    fatta di giorni uguali
    senza sapore per ogni mio domani.

    Vieni Amore e torna
    afferrami, seducimi
    conquistami, richiamami
    stringimi e sospingimi
    tra eternità e passaggio
    tra vuoto e pienezza
    torna Amore torna
    sarò piuma e raggio di sole
    mi insinuerò tra i versi e le parole
    sarò solo emozione
    fremido e brivido
    per questo mondo stanco
    o forse solo poesia
    che ride di pioggia
    bagnandosi la pelle …
    torna e vieni Amore
    cantami , cantami la vita e la speranza
    e tutto il bene che rimane
    di questa mia esistenza!

    Replica

    Gaia replica:

    @Giusy Montalbano,.. brava Giusy, versi belli e melodiosi.. Gaia

    Replica

  77. Il lume bianco

    Rovesciava il lume bianco sulla soglia
    in un orgasmo scomposto
    in un impasto di pane e sale
    frangeva l’onda in corde d’arpa
    il nostro amore
    quasi innamorato

    con gli occhi raminghi in un lento vagare
    mi baciava piano
    alzandomi la sciarpa rossa sul collo
    annusando il tempo di ieri
    le stupide stelle del domani

    in silenzio
    per non farsi sentire
    mordeva il mio cuore
    facendo fiorire rose di maggio
    mescolando il suo profumo a lacrime leggere
    a vertebre dolenti
    a un sole di levante

    quell’amore
    una tempesta perfetta
    un ologramma d’acqua dolce
    attardato nelle sembianze della sera

    ormai vento.

    ***
    Sezione Poesia e Musica

    Replica

    Gaia replica:

    @tiziana monari, … Il nostro amore quasi innamorato.. Una tempesta perfetta.. Ormai vento… Bellissime parole le tue Tiziana. Gaia

    Replica

    maria rizzi replica:

    Cara Tiziana,
    ‘il nostro amore quasi innamorato’…e una lirica di versi che toccano vette d’altissima musica. La consapevolezza di un un attimo fuggente non viola l’incontaminata bellezza del momento, anzi la esaspera. Quasi ogni giorno esistesse in virtù di se stesso non del tanto abusato ‘domani’. Grazie per la lezione di vita! E complimenti vivissimi!

    Replica

  78. Datemi amore

    Datemi amore, che sia poesia
    scritta e incarnata tra pieghe
    della mia anima nuda
    incisa dentro gli occhi
    sputata ad ogni mio sguardo
    datemi delicate rime
    a districare nodi tra ciocche di capelli
    ribelli
    uguento al ginepro e balsamo di rosa
    ad accarezzare le mie labbra
    secche e tagliuzzate dal vento
    gelido di inverno senza fine
    datemi, datemi una poesia
    una sola parola, una sola carezza
    che risvegli i miei sensi
    accartocciati come fogli
    intere pagine macchiate
    di scolorina a cancellare
    ogni traccia
    datemi bellezza, tenerezza
    e delicata armonia
    per ripescare il cuore
    offeso, umiliato
    deriso per la sua sottile spoglia
    datemi amore che sia
    soltanto vita
    vita che esplode
    ad ogni nuova alba
    e rinasce ad ogni tramonto.

    Replica

    Gaia replica:

    @Giusy Montalbano, .. Un grido che oscura il sole… Molto bella la tua poesia. Gaia

    Replica

  79. Cristina Mantisi dice:

    Lì io ti amo

    Sul sentiero dei pini
    dove le ombre diventano vive
    e il sole, cercando la terra,
    di luce contorna visioni,
    dove la roccia affiora
    e il percorso la ginestra aggira
    tra corbezzoli dai penduli fiori,
    lì io ti amo.
    Un calcio a una pietra, un salto,
    una corsa inseguendo il raggio
    per scoprire dove si nasconde il sole.
    Dove le curve dei monti
    galoppano lontano
    per carpire al mare l’orizzonte,
    lì io ti amo.
    Sui percorsi di terra profumati
    di resina e brezze salmastre
    la tua mano è parole senza voce.
    Quand’ecco, inatteso,
    del muoversi d’ali uno stormo
    ruba i silenzi allo spazio del cielo.
    Sulla china risalgono i passi
    fino in cima alla collina
    dove il vento s’avvolge
    e i nostri pensieri cattura
    in un turbinio improvviso di foglie.
    Un pensiero per me…
    Canta l’addio la piccola rana
    alla nave che parte dal molo.
    Un pensiero per te…
    Sul cammino di un raggio di sole
    leggero un gabbiano si posa.
    Lì io ti amo
    e d’ogni pianta il respiro
    si fa il nostro sentire.

    Cristina Mantisi

    Replica

    Gaia replica:

    @Cristina Mantisi, .. Brava Cristina, che bella musicalità si respira tuffandosi nei tuoi versi..Gaia

    Replica

    Cristina Mantisi replica:

    @Gaia, Grazie Gaia, leggere le tue parole mi ha reso felice, le ho sentite vive. Ho letto la tua poesia e mi è piaciuta l’espressione : “…ero tra gli orli dei miei pensieri”… hai reso molto bene l’idea di quando sei veramente assorto nella tua mente… Ciao. Cristina

    Replica

  80. Gaia dice:

    Sul finire di luglio
    ero tra gli orli
    dei miei pensieri
    quando mi accadde
    di udire un fruscio
    come di vesti

    Erano i tuoi capelli d’oro
    tra argentee foglie d’ulivo
    eri donna bellissima
    in corsa

    E sul sagrato
    mi rivolgesti un sorriso
    impiumato di rosmarino
    e del muco latteo
    del tuo sudore
    per poi sparire

    Conservo ancora
    il tuo profumo
    che nel ricordo è di timo
    ma non era destino

    Replica

  81. Gaia dice:

    Solo tu mi fai ridere
    ma ridere da morire
    da non respirare

    E lo fai così
    in modo semplice
    e mi sei complice
    e mi fai piangere

    Replica

    michela zanarella replica:

    la semplicità dei tuoi versi rende la poesia essenziale e piacevole nella lettura.

    Replica

    Gaia replica:

    @michela zanarella, ..grazie Michela. Credo che il modo migliore per comunicare una forte emozione sia quello di ricorrere ad una parola diretta e semplice…. Gaia

    Replica

  82. Vittorio Giannini dice:

    Ventisette anni di amore platonico

    Tenevamo nascosto nel cuore
    un piccolo pacchetto
    legato con filo argentato.
    Nascosto sotto i problemi
    giornalieri della vita.
    Venne la morte a liberarci
    dalle promesse date ad altri.
    Venne il dolore della perdita,
    dei compagni di una vita.
    Ritrovarsi, dopo anni di silenzio,
    perdere la testa in un momento,
    scioglire con furia il filo
    argentato del piccolo pacchetto.
    Sentirsi anime gemelle,
    dirsi finalmente: ti amo,
    camminando verso il tramonto.

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Vittorio Giannini, tormentata e dolce attesa…ottima scelta l’attesa.. bell’immagine quella del pacchetto ^_^

    Replica

  83. lino lista dice:

    Canzone per me

    Sera di luna rossa e stelle pallide,
    brusìo di vento fra le vecchie foglie
    come fruscìo di fondo d’un fonografo,
    i falsi amici nel salotto brilli
    stanno scolando l’ultima bottiglia
    ed io sull’altalena in mezzo agli alberi
    solo con te, che sei venuta e canti.

    Così… così… così… con voce d’angelo
    cantami la canzone dei vent’anni,
    il disco dono tuo, lento ballabile,
    “I giardini di marzo” di Battisti.

    Così… così… così… cullami l’anima,
    trasportami sull’onda dei ricordi,
    quest’altalena ormai pare una gondola,
    dondola sotto un ponte dei sospiri.

    Notte di luna chiara e stelle vivide,
    la brezza fa vibrare aghi di brine,
    sonano note pure come diàpason
    che danno alle cicale il giusto accordo,
    i falsi amici stanno andando via
    sbattendo porte, manco me ne curo
    perché vicino a me tu canti ancora.

    Così… così… così… alita musica,
    inebriami col tuo profumo giovane
    di quando danzavamo guancia a guancia
    e tu contavi appena sedici anni.

    Così… così… così… con voce flebile
    finché non sorge il sole non svegliarmi
    da questo sogno che scavalca il limite
    tra me che vivo e te volata in cielo.

    Replica

    maria rizzi replica:

    Caro Lino,
    straziante il tuo canto d’amore. Ha scosso le fronde della mia anima e, sinceramente, mi ha commossa. Non ti conosco, ma ringraziarti mi sembra riduttivo, preferisco abbracciarti!

    Replica

  84. Maurizio Alberto Molinari dice:

    …E…

    …e mi manca tanto,
    mi manca il mare dei tuoi occhi,
    mi manca il senso degli sguardi,
    mi manca
    la tua audacia e la tua ironia,
    mi manca il colore
    della tua pelle,
    mi manca la luce e il suono
    delle tue parole,
    mi manca il conforto
    della tua passione,
    mi manca il senso
    della tua ragione,
    mi manca il sogno
    di una continua evoluzione,
    mi manca l’abbraccio
    di una tua emozione,
    mi manchi tu,
    dolce brivido blu…

    Replica

    michela zanarella replica:

    un brivido blu tutto da ascoltare..emozioni incalzanti che fanno percepire quell’assenza che spiazza.

    Replica

    Maurizio Alberto Molinari replica:

    @michela zanarella, Ciao Michela, felice ti sia arrivata… Un abbraccio. Mao

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Maurizio Alberto Molinari, la mancanza spinge a volte alla ricerca…

    Replica

    Maurizio Alberto Molinari replica:

    @Elisabetta Aprileo, Parlavo di un istante fissato nella memoria (parlo di molti anni fa). Il ricordo non è necessariamente mancanza ma un attimo da custodire garbatamente come fosse un prezioso gioiello… Un abbraccio. Mao

    Replica

  85. maria rizzi dice:

    Un’eco dal passato

    Il locale è molto affollato, non si respira. Il compleanno di Valeria. Ieri ha festeggiato i 52 anni con i suoi e oggi vuole una serata con le 3 amiche del cuore. Anestesia dal quotidiano. Fitta complicità. Gusto delle sciocche trasgressioni , qualche bicchiere di vino, scrosci di risate.
    Di colpo un viso conosciuto. Occhi scuri penetranti, mascella marcata, sorriso sornione. Il cuore perde un battito.
    Massimo! Non lo vedo da una vita!
    Chiedo permesso alle amiche e raggiungo il suo tavolo. E’ solo. Mi guarda senza apparente stupore ed esclama: “Allora, Carla, cosa hai fatto di bello in questi 30 anni?” Tipico di lui. Evitare enfasi, stupore, frasi d’effetto.
    “E tu?”, ribatto simulando la stessa tranquillità.
    “Lavoro in banca, ottimo per un filosofo, no? D’altronde la ‘secchiona’ eri tu, io inseguivo troppi obiettivi.”
    Sorrido. “Il nostro bohemien perso tra la politica, il teatro, la pittura…”
    “Tu hai centrato la meta o ti sei persa tra un figlio e l’altro?”
    Ricordo di colpo che ci rivedemmo alcuni anni dopo la mia laurea. Uno stand a Tevere Expo, Massimo con un cappello di tutti i colori affiancava una prorompente ragazza peruviana. Io spingevo il passeggino ed ero incinta.
    Ci scambiammo qualche saluto senza parlare delle rispettive vite e a bruciapelo mi disse “Non tagliarti i capelli. Mai.”
    Io risi e gli feci notare che citava Baglioni, non era da lui. Non sembrò cogliere la battuta. L’incontro si esaurì in qualche minuto.
    “Io scrivo slogan per le pubblicità…poco filosofico, ti sembra?”
    “Si cambia, la vita ci cambia…”
    “Le tue asserzioni nette mi sono sempre sembrate violenze sulle verità . La realtà non è così definita, è sfuggente, lascia sempre un margine d’indefinito, di libertà”. Parlo con qualcosa di simile alla rabbia nella voce, se ne accorge e la cosa sembra divertirlo.
    “Torno un attimo dalle mie amiche, non mi sto comportando in modo molto corretto”.
    Mi avvicino al tavolo, mi scuso, spiego di aver incontrato un amico che non vedevo dai tempi dell’università. Giulia mi rivolge un sorrisetto inequivocabile. La ignoro. “Lo saluto e torno, scusatemi ancora”
    Non c’e’ nulla da sottintendere, non sono mai stata innamorata di Massimo. Mi seduceva di testa, perché sembrava anticipare i miei pensieri e si distingueva da tutti con la sua intelligenza istintuale, da rapace.
    Mentre mi avvicino al tavolo noto l’incipiente calvizie, il fisico appesantito, la barba trascurata. Non è mai stato attraente e ora lo è ancora di meno, ma quegli occhi… rubano l’anima.
    “Filosofeggi, Carla, non hai sepolto le passioni giovanili”
    “Continui a dare le cose per certe. Un tempo mi facevi innervosire, oggi questo testa a testa può anche divertirmi. Sì, scrivo saggi di filosofia e altro, ma non pubblico. Lo definirei amore puro.”
    “Anch’io scrivo saggi e organizzo convegni, non potrei vivere di sola banca”
    “E…il resto?” Mi attengo, con stupore a un codice che credevo dimenticato, che era solo mio e suo. Dire l’essenziale, certi che l’altro comprenda.
    “Nessuna catena di bimbi, nessuna storia lunga una vita. Ci ho provato. Non era per me.”
    Lo immaginavo. Difficile stargli accanto, mette alle strette di continuo, è complesso, introverso, di pochissime parole. Di colpo mi guarda in modo intenso, mi fa male.
    “Ai tempi dell’università non ho avuto che te…e anche dopo, fino a quando ti incontrai sul Tevere”
    Sto zitta. Forse lo sapevo, l’ho sempre saputo. Solo lui poteva dirlo ora, così…
    “Sei molto attraente, Carla, hai rughe discrete, un fisico in forma, capelli biondissimi…”,si ferma un istante, mi rivolge lo stesso sguardo intenso di prima: “peccato per la luce, non c’è più. Forse l’oro innaturale dei capelli. Dovresti tagliarli…”
    Il cuore, preso alla sprovvista, va in frantumi. E’ un colpo basso, bassissimo o forse semplicemente una delle sue amare verità.
    Lo saluto frettolosamente, senza convenevoli. Le amiche mi reclamano. Sembra triste. Gli occhi velati da qualcosa di simile alla nostalgia.
    Al tavolo non do particolari spiegazioni, mi limito a fissare Giulia scuotendo la testa. Per me la serata è finita. Nessun bicchiere di vino può permettermi di tornare alle risate e alle facili battute.
    Silenzio in casa. I figli più grandi sono in discoteca, com’è di rito il venerdi, il piccolo, che all’anagrafe ha 21 anni, dorme, come il padre. Sono le due. Il cuore, come una piccola pendola, fa avanti e indietro,conta i secondi. Il mio umore è veleno, si spande nell’aria. E, mentre mi siedo sul divano per ritrovare una parvenza di serenità, assisto impotente al leggero tremito che mi scuote il busto. Inizio a piangere, come una bambina. Tutte le porte dentro di me sono aperte e sbattono al vento che sembra sempre più forte.
    I passi incerti mi portano verso il bagno. Entro e mi chiudo a chiave. Mi credevo immune al trascorrere del tempo. Come un fossile nella pietra la gioventù sembrava rimasta impressa sul mio volto, ma la vita è ugualmente fuggita dagli occhi, che, per la prima volta, mi sembrano mosche imprigionate nell’ombra.
    Con gesto automatico impugno le forbici e, seduta dinanzi allo specchio nemico, inizio a tagliare i lunghi capelli biondi e curati.
    La pioggia batte contro la finestra, le lacrime scorrono incontrollate e, nella stanza piccola, poco illuminata a causa delle veneziane abbassate, le ciocche bionde si inanellano sul pavimento come dotate di vita propria. Non mi fermo. E non seguo un criterio. Taglio e basta. In attesa di ritrovare la luce, di risentire le antiche parole: “Non tagliare i capelli. Mai.”
    All’improvviso mi accorgo che il pavimento è coperto da un tappeto d’oro. Ho un altro viso. Sembro un uomo truccato, anzi un clown , in quanto il rimmel è colato sulle guance fondendosi con la cipria e il fard.
    Sergio, mio marito, l’uomo che amo da trent’anni, resterà schoccato. Era innamorato dei miei capelli, della loro morbidezza, del profumo di latte di mandorla.
    Mi chiedo come sia possibile che non si sia mai accorto dell’assenza di luce. Ovvio. Nel tempo subentra un senso di eternità che impedisce di continuare a guardarsi. Ci si dà per scontati.
    Massimo non aveva mai dato nulla per scontato. Nessuna donna poteva reggere il confronto con la sua anima fiera, tagliente e solo, a tratti, di raso.
    Questa sera mi ha ferita con apparente naturalezza. Il riferimento ai capelli è stato lo strappo. Mi ha suggerito di spogliarmi dell’attributo che in passato aveva ritenuto indispensabile.
    Mi osservo allo specchio e comprendo in ritardo l’imbroglio.
    Massimo non mi ha mai perdonata. Per non aver corrisposto il suo amore, per essermi sposata presto con un uomo tanto diverso da lui, per essere rimasta avvenente. Doveva dire il dolore. L’ha fatto a modo suo. Colpendo al plesso della nostalgia e all’essenza della storia di oggi.
    Forse la luce di un tempo si è spenta, ma non è colpa dei capelli. L’unica cosa più pericolosa del passato di un altro è il proprio.
    Mi sono lasciata ancora sedurre da lui.. Sono stremata, incapace di alzarmi, di decidermi ad andare a letto.
    Sergio, preoccupato, bussa alla porta del bagno. Apro e mi precipito tra le sue braccia. Il silenzio si dilata, è spesso, ruvido.
    “Potresti non dire nulla? Non chiedere? Non stanotte”, gli sussurro con voce sabbiata.
    Sento l’adrenalina scorrere in lui, scivolare via verso crepe profonde. Non riesce a parlare.
    “ Ti racconterò tutto. Non subito. Ti supplico di non odiarmi per questo scempio…”
    Mi rivolge uno sguardo nudo e scuote la testa.
    Sergio capirà. Come sempre. E perdonerà l’infinita labilità del mio essere.
    Esistono molti stupri…anche quelli perpetrati attraverso la lama affilata della memoria.

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @maria rizzi,
    Brava Maria. Complimenti.
    “La cosa più pericolosa del passato di un altro è il proprio”?: stupefacente!
    Ancora un “brava”.
    Mario Sodano

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario Sodano,
    Che dirti, Mario? Sai di emozionarmi sempre, ogni volta in modo nuovo…Sai di essere tu ‘stupefacente’! Grazie e un bacio

    Replica

    Antonio replica:

    Cara Maria, bella la tua storia, penetrante, come gli sguardi che sanno rovistare l’anima da cima a fondo, ma non sanno lenire le ferite.
    E’ duro restare soli con “ciò che è” quando gli alibi cadono per terra come ciocche di capelli spenti. Crediamo che la luce di un tempo se ne sia andata, ma, forse, non abbiamo guardato bene abbastanza, abbagliati dagli specchi delle apparenze. Ci pervade ancora e ha il nome dei nostri figli. Complimenti. Antonio ds

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Antonio, sono rimasta molto colpita dalla profondità e dalla straordinaria sensibilità del tuo intervento. Hai colto nel mio testo qualcosa che sfuggiva anche allla sottoscritta. Così si cresce insieme… Grazie di cuore!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @maria rizzi, Un profumo, un incontro, un ricordo inatteso possono strapparci improvvisamente le maschere sociali denudando la coscienza del sé. Complimenti per questo emblematico racconto.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Daniela, che calore emanano le tue parole! Non so quanto le merito, so quanto mi appagano! Un bacio e grazie di cuore!

    Replica

  86. maria rizzi dice:

    Caro Mario Sodano, impossibile non lasciarsi trascinare nelle stanze degli echi struggenti dal canto d’amore della tua Consuelo. Un’Opera di altissimo spessore, che si distingue per originalità, intensità e dolcezza. Grazie…riesci sinceramemente a scuotere le fronde del cuore e a perdere la dimensione temporale. Un bacio
    Maria Rizzi

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @maria rizzi,
    Mi sento onorato e commosso dalle tue parole.
    Ed anche un tantino immerirevole!
    Comunque grazie Maria.
    Grazie di cuore.
    Anche per il bacio.
    Che ovviamente ricambio.
    Mario Sodano.

    Replica

  87. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    I tuoi passi nel mio cuore

    Timorosi, incerti
    Ascolto i tuoi passi dentro il cuore
    Cade la tua anima, barcolla
    Si rialza testarda
    Ogni volta e domina
    La tempesta che la devasta
    L’arcobaleno compare
    E avvolge l’anima
    In un turbinio di colori.

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, adoro pochi versi carichi di sentimento…

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Elisabetta Aprileo, Grazie per l’apprezzamento, questi versi sono veramente sentiti, emozioni oramai consolidate.
    Un caro saluto da Cettina

    Replica

    claudia pitolli replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Si avverte un senso di dolcezza e allo stesso tempo come una lotta interiore tra ragione e sentimento,poi all’improvviso l’arcobaleno… le emozioni hanno vinto avvolgendo l’anima in un turbinio di colori … la magia inizia quando si ascolta il cuore e si seguono i suoi passi!!!
    Complimenti per questi toccanti versi.
    Ciao Claudia

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @claudia pitolli, il tuo commento ha analizzato in pochi istanti la mia Anima , grezie di cuore, ciao Claudia Cettina

    Replica

  88. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Frammenti

    Questo treno che passa veloce
    Porta con se
    Frammenti, di te … di me
    Occhi spauriti di fanciullo
    Socchiusi di ragazzo aperti al piacere dell’amore
    Sbarrati alla violenza
    Spalancati alla felicità di questa vita
    Tua e mia
    Insieme per sempre
    Complici, amanti, amici
    Eterni innamorati.

    Replica

  89. Mario Sodano dice:

    (… 2) “…la…fa…mi…”
    e si emozionavano ancora una volta con la storia del gaucho gitano
    “…la…fa…mi…” “…la…ma…po…la…”
    “…lindissima Amapola…. yò te chiero…amada nigna mia…”
    “…la…fa…mi…la…”
    “…lindissima Amatola…deliziosa…armoniosa…como el suono della mia mandòla…”
    “…la…fa…mi…la…”
    …e continuavano così, nel suggestivo reciproco dono di note e parole ormai scolpite nella mente, e che giungevano nuove ogni volta per la scoperta delle ancor più nascoste ed insospettate emozioni.
    Consuelo suonava e “Von-Max” sembrava cantasse.
    “…re…la…mi…”
    “…yò ne l’alma solo tiengo soledad…”
    “…re…la….mi….re…”
    “…y si yò non puedo averte…”
    “…re…la….mi… …re…la…mi…re…”
    “…es la historia de un amor… como no hai otro igual…
    “…re…la…mi…sol…re…”
    “…es la historia de un amor… que me puedo comprendèr todo el bien e todo el mal…”
    “…re…la…mi…re…”
    “…que dio luz a mi vida… despegnendola despuès…hay mi vida està oscura…si tu amor no viverè, re…la…mi…sol…re, es la istoria de un amor como no hai otro igual…que dio luz a mi vida ….despegnendola
    despuès….”, e continuavano ancora…, e poi ancora, diventando un tutt’uno di vibrazioni frementi nostalgiche ed irruente.
    Iniziarono così anche quella magica sera.
    Dal balcone spalancato entrava l’odore forte di salsedine insieme alle cantilene cadenzate della Processione, al gioioso vociare della festa, delle bancarelle del torrone e dei “ ciento nignos” spensierati che si rincorrevano a frotte tra la gente. Consuelo si inebriava delle luci riflesse sul mare calmo e distante con le lampare a decine, le increspature più a costa che danzavano lente, la fascia d’argento che propagava fin sulla riva spumosa, le ombre chiare della meravigliosa notte di agosto. E gliela raccontò. Insieme allo spettacolare ricamo nascente nella fugace opera d’arte dei maestri fuochisti, delle loro tavolozze variegate, con le granate a grappoli obliqui e sovrapposti, a scrosci tremanti, suggestivi e variopinti di rosso, di azzurro, di verde, di giallo e di blu, e poi, di incredibile e sorprendente luce pura nel bianco sfolgorante e continuo delle incalzanti batterie di chiusura.
    “…mi…la…mi…” – attaccò lui.
    “Cosa stai dicendo…?” – bisbigliò incredula Consuelo illuminandosi dentro.
    “…miii…laaa…mii…”
    “…be…sa…me…”
    “…mi…la…mi-mucho…”
    “…mi…la…mi…fa…re…”
    “…como si fuera esta noce la ultima vez…”
    “…mi.. la…mi-mucho…”
    “…que tengo miedo tenèrte e perdèrte después…”
    “…mi…la…mi…,
    “…besame mucho…”
    “…mi..la..mi..fa…re…”
    “…quiero mirarme… mirarme en tus ojos…sentirte rasente… rasente
    de mi…mi…la…mi…”
    “…mi…la…mi-mucho…”
    “…piensa que forse magnana yò estarè muy lontana..lontana de ti…”
    “…milami… besame…besame mucho…como si fuera esta noche la ultima vez…mi…la….mi-mucho…que tengo tema a perdèrte, perdèrte despues… ..besame…besame mucho…como si fuera esta noche… la ultima vez…”
    Era il 1940.
    Oggi “Von Maxwell”, triste e malinconico, rassegnato e nodoso, irridente e sarcastico, è ancora qui da qualche parte, ristrutturato e sistemato veramente per bene.
    “Como el lifting de una puta de mar!”
    Ricopre il ruolo mortificante “dell’apparenza”, come accade a taluni, fatui ed impudenti, che ostentano ignari l’eredità giacente dei propri malconci blasoni di terza e quarta progenie.
    Lavora nel settore arredamento: fa il mobile di rappresentanza, il pezzo forte, quello buono, di figura.
    E’ collocato nel salone di un circolo socio-culturale rinomato e kitch, sfaccettato e policromo, discusso ed agognato, cosmopolita e liberal-clericale, omnisessuato e scambista, dove si incrociano le strade delle più celebri coppie di tutti i tempi: economia e finanza, poteri occulti e storiografi di maniera, mass-media ed intellettuali prudenti, ideologi e voltagabbana militanti, furbi coscritti e mercenari di razza, tutti quanti abilmente mescolati ad una pletora di anonimi e speranzosi volontari beoti.
    “Alè muchachos… Viva Zapata!” (…)

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario Sodano, il pianoforte, vero, grande protagonista della storia, diviene il simbolo delle bellezze violate, dell’assenza di rispetto verso l’immenso patrimonio del passato. la tua novella è un grido d’Amore tenero e appassionatissimo. Sei un vero talento! Grazie.

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @maria rizzi,
    Sono stupefatto.
    E commosso.
    Grazie Maria, grazie con tutto il cuore.
    Mario Sodano.

    Replica

  90. ORIGAMI
    (Testo per la sezione “Poesia e Musica”)

    Sono una barca di carta
    nata per noia
    da un foglio strappato
    deposta in un angolo
    finita l’attesa
    da mano distratta.
    E le parole
    di cui sono fatta
    non hanno un mare
    in cui scolorire
    che rende fragile
    ma ancora libera
    di navigare
    insieme alle foglie
    verso orizzonti
    tracciati a matita
    dove morire.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Laura, l’apparente levità dei tuoi versi è splendido velo di Maya per giocare a celare la profondità dei contenuti. Le barche di carta sono quelle che resistono a tutti i venti, credimi! Grazie. Mi hai emozionata!

    Replica

    Laura replica:

    @maria rizzi, sei tu ad avermi emozionata con questo commento. Grazie a te.

    Replica

  91. Blue dice:

    è uno spazio
    tra due suoni
    la parola che mi spoglia
    nelle righe di un foglio bianco

    dove il tempo scrive
    il rosso di Te

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Blue, Solamente la fantasia allenata dalla Poesia può immaginare… “uno spazio tra due suoni”, le tue parole ci conducono per mano dove tu vuoi.
    Complimenti per il tuo stile che ho avuto modo di apprezzare nel tuo blog.
    Un caro saluto da Cettina

    Replica

    Gaia replica:

    @Blue, complimenti, sono versi che catturano…. Gaia

    Replica

    Blue replica:

    @Gaia e Cettina, grazie.

    Replica

  92. cecilia cartocci dice:

    GIARDINO

    Mi incanta
    il tenace oleandro
    che s’accende,
    tra le foglie amare,
    di colore
    e la vite modesta
    che abbraccia
    tra i pampini azzurri
    i grappoli gonfi.

    Arresto
    sul tronco severo
    - i pensieri –
    della quercia
    che sale nel cielo
    dignitosa e composta
    senza slancio,
    la quercia.

    Più in là
    dove l’aria è più umida
    e sorride la cedevole acacia
    dal pallido corpo rugoso,
    la magnolia superba
    grida i turgidi fiori infiniti
    che biancheggiano
    alti e solitari
    e s’allarga il profumo.

    Replica

    cecilia cartocci replica:

    @cecilia cartocci racconta un suo ricordo…

    Replica

  93. Sabatina dice:

    Io celato

    Credevo quella musica
    esterna,
    riuscivo a pensare di sentire
    fuori di me,
    nell’impegno di quella evoluzione
    nell’Amore che mi spaventa ancora

    dietro le tue omissioni interne
    vi era riposto l’altro
    segreto. E insieme chissà quanti
    quante poche verità nella rosa
    del tuo vagare

    e a me non dici niente
    non mi parla
    il tuo Io si cela.
    Mago che tu fai, vivi con un segreto

    aperto? Che farò io
    povera
    donna?
    Non escludermi il tuo orecchio interno

    né il tuo occhio mi ascolta!
    Mi baci si, ma non mi dici
    se il mio Amore è senza vie
    se t’ama quanto t’ama
    pure povero e senza canali

    la mia sofferenza è un segreto.
    Un segreto di una cosa solo mia
    che soffre per le cose solo tue.
    Che si dimena per questi strani
    argini, che non capisce
    e non sente interamente.

    Perciò il mio cuore ha paura
    il mio cuore è come fiele

    senza tristezza
    solo vorrebbe fosse il tuo
    Io aperto e libero

    in quel giorno di sorpresa
    pieno di mille cose,
    c’era un segreto
    che dormiva dentro te
    e si era nascosto
    in sé
    e pure nel mio corpo
    impavido e assente.

    Replica

  94. Sabatina dice:

    Le mani guardavano al viso
    che guardava le mani
    intorno l’acqua era come il vuoto

    solo l’ampiezza dei nostri corpi vicini
    lo colmava e lo epurava
    da ogni altra storia

    passata o vicina, e anche il tempo era vuoto.

    Il silenzio si lasciava ammazzare
    coi sospiri molli e fragili
    come i tuoi cuori.

    I cuori di un ragazzo mite,
    i cuori di un ragazzo in fiore,
    i cuori di un uomo amabile,
    i cuori di un uomo acerbo.

    Ai miei occhi sembri un raggio
    iridescente …

    “Poesia e Musica”

    Replica

  95. Sabatina dice:

    Spunta imprevisto sulla mia scena
    come una macabra maschera
    con assenze di suoni
    di puri profumi, arpe e suoi aromi.
    io incontro la vita in questa stanza
    senza padroni
    arredata da tutti e nessuno
    vissuta da tutti e nessuno.
    Questa stanza che sa di lavanda
    eppure sporca e nera,
    come la tua anima bucata
    eppure fragile ed eterea …
    … immagino che eri un fiore
    di pesco, un rivo sbocciato
    mentre ora per i dossi,
    per i ciottoli fangosi e smossi,
    anche la tua anima
    è amara come fiele.
    E la mia ti riflette come sempre.
    La mia anima resta pure mia
    ma ti assorbe e spera,
    e ti risente, con tutta l’amarezza
    e la rabbia della delusione.

    Replica

  96. Sabatina dice:

    Nello scrivere questa poesia
    risento nella mente il tuo preludio
    e rivivo una conoscenza
    che sapeva ma non sentiva.

    Essa chiamava un attimo che non era blu,
    cigolando s’intratteneva per meandri caldi.

    La mente dimenticava la tecnica,
    dimenticava il fatto, dimenticava il suono
    e nella dimenticanza
    ricordava.

    La semplice luce rimandava al caldo
    al tuo corpo e al mio esploso
    all’amplesso ardente
    alle scaglie d’oro intorno.

    Tutto il mio corpo era una festa,
    te come mio regalo e rifugio,
    la pace dei sensi,
    la profonda attesa
    la lacrima.

    E in questa semplice dimenticanza
    risuonava il tuo Bach
    dentro ero un pianto afoso.

    Replica

  97. federica dice:

    LUNA BIANCA

    Luna bianca
    che volgi all’eclissi
    e il cupo cielo
    inghiotte il tuono,

    togli il rosso dalle mie labbra
    così l’illusione di un suo bacio
    farà ebbri
    i sensi…

    e il crepitio del mio cuore
    sarà un ciocco di legno
    che arde.

    Replica

  98. Carmela Tùccari dice:

    VERRA’ IL MATTINO…

    Verrà il mattino ed avrà un tuo verso…
    Lo lascerai vergato sul mio seno
    col tocco di parole adamantine
    stillate all’ombra dei notturni amplessi
    dal profumo selvatico dei sogni.

    Ma conca vuota, molle nell’assenza,
    l’impronta del tuo capo sul cuscino
    al pragmatico sorgere del giorno
    fra l’orme scomposte di bianchi lini
    sarà un vago preludio d’abbandono.

    Resta solo l’essenza del tuo verso
    fra le lame di luce del mattino
    sul pentagramma di persiane schiuse
    a ricreare l’armonia dell’Universo!

    Replica

    maria rizzi replica:

    Struggente il tuo canto, Carmela, ricco di immagini talmente nitide che consentono di divenire parte viva, pulsante della lirica. Storia di una notte d’amore scritta senz’ombra di retorica, con metafore ardite e mai eccessive….Complimenti!

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @maria rizzi, Grazie! E’ stata una sorpresa ricevere il tuo bellissimo commento. Purtroppo me ne accorgo solo ora … Ho letto, emozionandomi, quell’ “eco del passato” che potrebbe essere anche il mio. Profondo e poetico, scritto con maestria, il tuo testo avvince e coinvolge. Sei proprio bravissima e sono felice di conoscerti. Un abbraccio …

    Replica

  99. L’ULTIMA EMOZIONE

    Abbiamo sfilato i petali di un fiore,
    uno ad uno.
    Non era rimasto che un frammento di primavera
    nel tuo cuore reciso dal buio.
    Nelle stagioni della tua vita
    fu luce, ombra, quiete e tempesta.
    Si voltano le pagine
    e non si vedono ingiallire.
    La nostra favola sembrava appena nata,
    quel petalo solitario è volato via
    a cavallo del vento,
    come su un levriero impazzito,
    dove nessuno l’avrebbe mai trovato.
    Il tempo scardina la mia corazza inviolata
    e ruba una lacrima che era rimasta sospesa
    a metà strada,
    tra l’anima ed il mio viso.
    Se avessi saputo che non ti avrei più rivisto,
    ti avrei guardato più a lungo
    ed inalato il tuo sublime profumo
    per evocarlo ad ogni mio respiro.
    Avrei scolpito
    quell’ultima emozione
    dentro ad una statua immortale.
    L’avrei tessuta con fili d’argento
    per vestire il mio spirito ormai nudo.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Rosanna Guaitoli, Complimenti per l’eleganza di questa lirica che si snoda in un crescendo di emozioni per arrivare a comprendere alla fine un rimpianto che il cuore tiene stretto come se, quest’ultimo avesse delle braccia…quasi a trattenerlo, per l’eternità.
    Ciao da Cettina

    Replica

  100. “Ad Arsomnia, perchè mi perdoni qualche..birichinata senile da poeta similmaledetto”.

    Me la ricordo:
    faccia bellissima,
    da…schiaffi di sogni
    e nenie di vento,
    faccia di donna e di marmo,
    faccia di voglia e di velluto,
    faccia di amore e di umori,
    faccia di poco tempo,
    faccia di sempre!
    Mi piace la tua faccia,
    strappata alle stelle.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario,
    ‘faccia di schiaffi e di sogni’…quanti amori hanno visi che estasiano e esasperano, quante storie corrono sul filo dell’impossibile e, magiche funambole di emozioni, regalano momenti indimenticabili. Hsi saputo incorniciare con ‘arte’ vera una di queste storie d’amore! Grazie.

    Replica

  101. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Follia

    Si annida nel labirinto dell’inconscio
    Fluttua indisturbata in spazi ristretti
    Si abitua alle posizioni più scomode
    Non si scompone
    Non reagisce agli insulti della ragione
    Diventa cattiva per difendersi
    Assume forme strane
    Non assomiglia a nessun animale
    La sua figura è mostruosa
    Appare ripugnante
    Vuoi scacciarla è inutile…
    Si presenta beffarda
    Al tuo cospetto
    Diventi schiava rassegnata
    E’ la follia d’amore
    Che si scatena ogni giorno
    Non abbandona la sua preda

    Replica

  102. Ti parlerò di me

    Ti parlerò di me

    Ti parlerò
    scavando in fondo dentro me
    alla ricerca di qualcosa
    da poterti lasciare sempre…
    un petalo di rosa
    da conservare tra le pagine
    di un libro di poesie…
    un sorriso…
    tolto con fatica al mio cuore stanco,
    ti parlerò..
    degli uomini della mia vita
    di un padre che ho dovuto perdonare
    quando era tutto troppo tardi
    per ricominciare…
    di comete impazzite che hanno sorvolato
    il mio cielo
    e di tutti quelli che sono rimasti sempre
    e che ho ritrovato indenni
    sopravvisuti al vento dell’oblio…
    ti parlerò…
    senza stancarmi
    delle mie nebbie e delle mie foschie
    delle mie battaglie perse
    e di tutte quelle che non ho mai
    avuto il coraggio di iniziare,
    di ciò che sono
    dannatamente fragile e forte uguale…
    del mio sentire tutto
    con i miei sensi affinati dal dolore..
    ti parlerò,
    in silenzio mentre ti guardo
    per ascoltare solo te
    che mi trascini morbido sull’anima
    senza far nessun rumore.

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @Giusy Montalbano,
    Ballissima composizione. La vedo bene nella sezione “Poesia e Musica”. E’ proprio il testo di una bella canzone da cantautrice, con accompagnamento di chitarra.
    Complimenti Giusy,
    Carmela

    Replica

  103. Risveglio

    Neve soffice e pura
    cima senza vetta
    campo di ciclamini nel deserto
    e melodia che vibra e danza in un pensiero
    tra soffi e respiro
    fiamma di mare e immenso prodigio
    nelle notti di tempesta
    un abbraccio dirompente
    a stringere e trattenere il fiato..
    amore, sangue e aria
    e poi soltanto sonno
    messo a tacere nel grembo
    di una primavera che ritorna
    sera che aspetta la notte
    e alla notte si appende
    per bere luce di luna
    a succhiare baleni di vita
    come lampi che profumano di rose
    e cicatrici bruciate
    al fuoco di un’alba
    destata dal tocco di un bacio
    colmo di sussurri.

    Giusy Montalbano

    Replica

  104. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    LA PRIMA POESIA D’AMORE

    La prima, estemporanea poesia,
    non scaturita dalla fantasia
    né dalla bocca d’un semplice istrione,
    deve esser nata, almeno in embrione,
    quand’uno dei tanti figli di Adamo
    disse alla donna le parole “T’amo”.
    Quelle parole segnarono la via
    alla struggente e dolce bramosia,
    che ad ogni nato fa vibrare il cuore,
    allor che, d’incanto, sboccia l’amore.
    E fu l’amore, avvincente malia,
    a dare impulso e vita alla poesia,
    quella affidata alla parola scritta,
    che resterà, nel tempo, viva e invitta.

    ***
    Questa poesia apre la mia terza silloge di: “Pensieri in cerca di evasione”

    Replica

  105. Gaia dice:

    E mi piace così

    E mi piace così
    cogliere gemme di luce
    tra vitrei fili d’erba e rugiada
    tra scricchiolio di foglie
    ricordanze, vivide rapide emozioni

    E mi piace così
    le gambe distese sul grano
    mani che odorano di terra
    la volontà di amare
    oltre lo spavento di esistere

    Replica

    giuliana meloncelli replica:

    @Gaia,
    semplicemente bellisima

    Replica

    Gaia replica:

    @giuliana meloncelli, ti ringrazio Giuliana, di cuore. Gaia

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @Gaia,

    e mi piace così, poeta semimaledetto, bearmi di questa Musa dal volto di donna… irripetibile e dei suoi versi semplici e veri.
    Bravissima, Gaia.

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Prontera, .. Caro Mario, mi inchino al tuo bravissima con primaverile gioia. Ma, se tu sei poeta semimaledetto a me piace pensarmi senza il semi…. Potrebbe esistere il bianco più candido se non esistesse il nero più cupo?… Con simpatia e stima. Gaia

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Gaia, bellissimi questi versi a contatto con la Natura …
    Gaia scrive:

    …”E mi piace così
    le gambe distese sul grano
    mani che odorano di terra
    la volontà di amare
    oltre lo spavento di esistere”

    …anche se la vita stessa fa paura!

    Complimenti da Cettina

    Replica

    Gaia replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, ..Cara Cettina,è proprio vero… è la vita a fare paura non la natura… Grazie. Gaia

    Replica

  106. Gaia dice:

    Al sospeso fiorire di sogni
    tra sé e il cielo
    son cascate di sole
    sospiri tremuli
    sulle mie labbra attente

    Che siano giocosi o ardenti
    son qui in attesa
    della tua rubra bocca
    a innamorarmi perdutamente

    Ma che siano mille e più i baci…

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Gaia,

    Complimenti, la tua bellissima poesia nasce dal romanticismo dell’ambiente primaverile che incontra l’amore e la felicità e termina con l’amore vissuto illuminato da oltre mille fiori trasformati in altrettanti baci di amore.
    Saluti e e auguri,
    aff.mo Sergio

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti, …Caro Sergio, voleva essere un omaggio alla Divina Saffo, L’Inarrivabile… Grazie Gaia

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia,
    Poesia dolcissima!!!

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, … Cara Elisabetta, grazie di cuore per il tuo breve commento. La dolcezza è una delle vesti più belle dell’amore. Gaia

    Replica

  107. “All’ultima delle mie numerose Muse ispiratrici”.

    Sui gradini della notte,
    e su cuscini di cosce, le tue,
    mi diverto a solleticare coi baffi
    fantasie di bambini e sogni di donne,
    e grovigli di stelle annoiate e invidiose
    mi prendono in giro,
    e però sono contento
    che tu abbia ancòra voglia di me!

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Mario Prontera,
    Bella, complimenti!!!

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,
    Detto da Lei, mi inorgoglisce oltre ogni limite e per…sdebitarmi in qualche modo
    “Ogni tanto, fermati
    e fissa almeno due punti:
    il primo, a un palmo dal cielo,
    l’altro,…a un palmo dai miei occhi!”
    da Estate 2005 e dintorni di Anònimo Capuàno
    Cose piccole e belle
    Mario Prontera

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Mario Prontera,
    Grazie Mario, sei gentilissimo,
    con simpatia, Elisabetta

  108. Mario Sodano dice:

    CONSUELO MI AMOR

    Consuelo aveva vent’anni e gli occhi verdi cangianti nel blu, la musica nell’anima, il vecchio “Von-Maxwell” a coda che suo padre aveva suonato in mille concerti e sapeva che presto avrebbe vissuto il suo fantastico primo bacio. Stava aspettando.
    Lo immaginava timoroso e struggente, e poi deciso,irruento, totale. Memorabile.
    Come succede per un uno sguardo, una carezza, un addio.
    Sarebbe accaduto di sera vicino al mare con le sue armonie. Con il tenue sottofondo a sciabordio della risacca, dolce e vellutato come il ritmo caldo ed accorato di un nostalgico musicista jazz dal tocco sapiente, e delle spazzole a velo che accarezzano lente la pelle tesa della sua batteria.
    Una di quelle notti di agosto scintillanti di stelle a cascata, come i fuochi d’artificio alla festa della Vergine, e di quelle più sfolgoranti schizzate lassù in alto come gli acuti degli ottoni solisti senza sordina. Una notte viva di riflessi d’argento suggestivi e avvolgenti come il suono dell’arpa, intensi, magnetici ed evanescenti come luci della ribalta, e laggiù, distante, l’occhieggiare di una, poi due, poi tutte le lampare del mondo.
    Oppure lo avrebbe baciato sulla collina azteca, quella degli avi, in una splendida mattina di primavera. Una di quelle giornate che sembrano l’orchestra quando si appresta alla prova generale e lentamente le vibrazioni, poi gli accordi isolati e poi i suoni appassionati si fondono insieme per diventare melodia; quando nell’improvviso mistero si risvegliano il sole, l’aria, gli odori, la vita; quando vedi chiara ogni cosa intorno a te e sei pronta ad affrontare tutto quello che verrà dopo, compreso il rigido inverno che un giorno arriverà inesorabile a suggello e conferma della bella passata stagione.
    Di un’altra cosa era assolutamente certa: con lei ci sarebbe stato Max.
    Il suo Max.
    Max dal volto aperto e sereno, timido ed insieme impudico, con i suoi occhi luminosi, profondi, intriganti, e trasparenti fino al dono di ogni più nascosta emozione. Max, il guerriero che alfine si toglie la maschera e diventa poeta per cantare la sola e desiderata vittoria ancora mancante, unica ed assoluta, definitiva sublime e partecipe: la propria splendida resa.
    Il suo Max pellegrino in qualche parte del mondo, che certo la stava cercando, ed un giorno lo avrebbe incontrato e riconosciuto, lo sapeva, ne era sicura.
    Intanto continuava a parlarne con il suo piano riservato ed attento, il confidente memore e rattoppato dalla scritta cancellata a metà, eppure vivo, partecipe, propositivo.
    E lui le rispondeva a tono ogni volta.
    Consuelo gli carezzava teneramente la ribalta e ripiegava con cura il copritasti di velluto rosso. Qualcuno, chi sa chi, chi sa dove e chi sa quando, con una romantica grafia a svolazzi contornata di cuori trafitti, violette di campo e fragoline di bosco, vi aveva ricamato a rilievo “MI AMOR”. Poi lo sfiorava a mani aperte e dita protese, e restava per qualche istante immobile e concentrata, ferma, ad occhi chiusi e muscoli tesi come gli atleti preparati allo scatto, fino a quel …“pronti via”… che giungeva improvviso ed impetuoso.
    Tutte le volte si ripeteva il mistero, sembrava che fosse “Von-Max” ad attaccare: i tasti cominciavano a muoversi autonomi sotto i suoi polpastrelli che poggiavano appena, …“do-re-mi…do…re…”…, e Consuelo gli raccontava i pensieri, i suoi sogni segreti e tutte le storie già note. Lui ascoltava discreto, assecondava le emozione, le eseguiva, la coinvolgeva in crescendo e procedevano insieme, fino a librarsi in una sciame di sensazioni antiche ed inebrianti, ogni volta nuove uniche ed irripetibili.
    “…la…fa…mi…” (….)

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario Sodano,
    Così si conclude un’Opera d’arte e si lascia il lettore con gli occhi umidi e l’anima graffiata…Sublime! Grazie è un termine davvero riduttivo…ti abbraccio!

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @maria rizzi,
    …… grazie!

    Replica

  109. Mario Sodano dice:

    GIRO GIRO TONDO

    Questa è la favola del girotondo
    il gioco certo più vecchio del mondo
    chi l’ha inventato nessuno lo sa
    ma tutti sanno come si fa:
    gira-giro-tondo
    gira tutto il mondo
    se c’è qualcuno che non lo sa
    meglio per lui che non cascherà

    E c’era una volta un re
    senza mai scettro e senza mantello
    tutti quanti credevano che
    per fare il re bastava un castello
    nessuno aveva mai chiesto se
    fu vero re il re travicello
    nemmeno lui andava più in fondo
    girava con tutti quel girotondo
    e gira gira giravano in tondo:
    gira-giro-tondo
    gira tutto il mondo
    se c’è qualcuno che non lo sa
    peggio per lui che cascherà

    C’era una volta un tale
    molto lontano dal suo paesello
    era nato per fare il lacchè
    almeno tutti dicevano quello
    ma lui aspettava, sapeva che
    poteva volare come un uccello
    non gli riusciva a lasciare il fondo
    girava con tutti quel girotondo
    e gira gira giravano in tondo:
    gira-giro-tondo
    gira tutto il mondo
    se c’è qualcuno che non lo sa
    peggio per lui che cascherà

    C’era anche una principessa
    scese la torre lasciò il castello
    aveva sete di tanti perchè
    trovò l’amore bevendo al ruscello,
    con cento sorsi lo fece re,
    comprese il brutto, conobbe il bello
    oltre la vita portò il ricordo
    girava con tutti quel girotondo
    e gira gira giravano in tondo.

    Questa è la favola del girotondo
    il gioco certo più vecchio del mondo
    chi l’ha inventato nessuno lo sa
    ma tutti sanno poi come si fa:
    gira-giro-tondo
    gira tutto il mondo
    se c’è qualcuno che non lo sa
    peggio per lui che cascherà

    C’era una volta un uomo
    senza mai scettro e senza mantello
    che si credeva d’essere un re
    ma non teneva nemmeno un castello
    lui lo credeva solo perchè
    sedeva in trono dentro a un bordello
    guardava il cielo e restava in fondo
    girava con tutti quel girotondo
    e gira gira giravano in tondo:
    gira-giro-tondo
    gira tutto il mondo
    se c’è qualcuno che non lo sa
    peggio per lui che cascherà

    E c’eri una volta tu
    non eri questo e non eri quello
    ti dicevano adesso sei re
    però speravi di bere al ruscello
    se come tanti anche per te
    ti siedono al trono nel tuo bordello
    puoi sempre dire così va il mondo
    e gira gira tu giri in tondo:
    giro-giro-tondo
    c’era una volta un re
    giro-giro-tondo
    c’era una volta un tale
    giro-giro-tondo
    c’era una principessa
    giro-giro-tondo
    giro-giro-tondo
    giro-giro-tondo
    giro-giro-tondo
    casca la terra
    tutti giù per terra.

    ***
    Sezione Poesia e Musica

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Sodano, è adorabile Mario… Credo che risuonerà in emozioni di luce in chiunque la leggerà perché, più o meno in fondo, siamo ancora tutti bambini….. Gaia

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @Gaia,
    …. e spesso giochiamo a rimpiattino col nostro tempo.

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Sodano, … credo che l’importante sia giocare e nel gioco godere liberamente della luce che è in ciascuno di noi… Ancora grazie Mario. Gaia

    sergio doretti replica:

    @Mario Sodano,
    Grazie mille caro Mario di averci fatto sognare e di averci fatto ritornare bambini.
    Complimenti e auguri
    aff. Sergio

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @sergio doretti,
    Grazie caro Sergio.
    Complimenti ed auguri anche a te.
    Mario

    Replica

    beatrice replica:

    @Mario Sodano, complimenti Mario, il tuo giocoso girotondo è una potente metafora. Grazie davvero

    Replica

    Mario Sodano replica:

    @beatrice,
    Grazie davvero a te cara Beatrice.
    Credo proprio che tu sia l’unica commentatrice non inserzionista.
    Sai, penso che troppo spesso ci illudiamo di giocare al gioco dei grandi.
    Ma forse è giusto così.
    Un abbraccio.

    Replica

  110. “Alle Muse, le mie almeno, numerose e straordinariamente affascinanti” (e per l’occasione a Mariarosa e Gaia).

    Diciamoci adesso tutto,
    perchè niente vada ad imbrattare,
    dopo, il diario di bordo;
    e lasciami sul bordo di una foto,
    o di una notte ubriaca di stelle,
    gli appunti che non ho saputo prendere.
    E con fili di biada, intinti nel calamaio della sera,
    traccio di getto, su lavagne a perdere,
    arabeschi di umori e monili di fantasie,
    e ti lascio pagine sparse,…
    tra un fuso orario e il mio telaio di vetro”.

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Prontera, … In qualità di affascinante musa, mi inchino ai tuoi versi… Intrisi di vita, simpatia, intelligenza….. Grazie! Gaia

    Replica

    Rosanna Guaitoli replica:

    @Mario Prontera,
    “Una notte ubriaca di stelle”.
    Mi piace moltissimo questo tuo verso, davvero azzeccato e poetico!

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @Rosanna Guaitoli,
    Grazie di cuore, gentilissima Rosanna e per te in questa occasione:
    “A un palmo dal cielo e dai tuoi occhi,
    scivolano i miei a sfiorare le labbra,
    ma dove le mani si vanno a fermare
    intreccio una nenia di canti d’amore”.
    da Estate 2005 e dintorni di Anònimo Capuàno
    Per il resto, COSE PICCOLE E BELLE.
    Mario Prontera

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Mario Prontera, Grazie!

    ABBAGLIO

    Trascolora questo giorno
    nell’indulgenza dell’aria in attesa.
    Ho lasciato la rabbia
    negli abiti da smacchiare;
    senza indugi m’affido alla natura,
    madre, sorella, amica del mio scontento.

    Accoglierò tra i piedi nudi
    la prima rugiada dell’alba
    scordando l’ieri svanito con la notte.
    Amata notte vissuta nel profumato silenzio,
    senza di te e il tuo bruciante diniego.

    T’ho detto ” Amore “, allettata da un sorriso,
    dal tocco lieve della mano……uno sbaglio?
    Non raccoglierai i petali dei miei sogni
    nè il respiro della terra, che ha capito.

    da Percorsi 2009

    A voi uomini che spesso deludete le nostre aspettative e non capite, a tutte le “ragazze” che navigano in questo mare d’emozioni e che vorrebbero anche le sfumature di quel sentimento semplice e complesso che si chiama amore, posto questa mia.

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    Carissima e simpatica Mariarosa, la mia scomposizione in versi è una specie di invocazione-omaggio alle Muse, tutte dal volto di donna, che animano mirabilmente la mia scrittura elementare.
    Colgo del resto nella tua lirica un comprensibile velo di malinconica tristezza, che penso di comprendere quanto basta e che affonda le sue radici nel fatto che qualsiasi forma di interrelazione umana è gravida di una certa quota di complessità; ogni relazione è ..sostanzialmente complicata, anche la relazione con sè stessi. Adesso mi fermo perchè magari non ho capito proprio niente di quello che tentavi di comunicare, e però sono contento che tu abbia avuto voglia di sentirmi ancòra.
    Con grande stima e affetto
    Mario

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario Prontera,
    Caro Mario, non faccio parte del nucleo delle Muse, ma la lirica è delicato e al tempo stesso intenso, inno di devoto amore alla Dea Donna e a quella categoria appartengo anch’io. Grazie e complimenti di cuore!

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @maria rizzi,
    Carissima Maria, a questo punto, avendo colto mirabilmente il senso dei miei versi, entri a pieno titolo nel novero delle mie Muse ispiratrici dal volto di donna,quindi…grazie a te della benevolenza e cose piccole e belle.
    Mario

    Replica

  111. sabina dice:

    Pirata di città

    S’alza presto
    la mattina
    il pirata di città
    Prepara la benda per chiudere un occhio
    Facile non è
    anche oggi è così
    Cosa si può fare per cambiare?
    Sotto le stelle di un cielo che non guardiamo più
    Ti alzi all’alba
    Pirata
    Fuggi dietro un torpedone blu
    Quale sogno può
    Condire il caldo, il freddo di una giornata di desideri?
    Il sole illumina la mente
    Il corpo si risveglia
    Vede il mare , finalmente , il pirata
    Il mare, il mare nostrum
    Posso combattere, assaltare vascelli
    No, non vacillare
    Coraggio
    Combatti

    Assalta una nave invisibile
    Abbordaggio riuscito
    Adesso: combattiamo , tiriamo fuori energia e spada
    Dio, non c’è resistenza,
    com’è dolce il mio pugnar così,
    vorrei fosse, così, tutti i giorni
    Battaglie vinte in un mare blu
    Come il colore delle lenzuola che non guardi
    Nel cielo più chiaro e più scuro che c’è
    Come il mio cuore
    Come il tuo cuore
    Combatti pirata di città
    Combatti con tutte le tue forze non farti affondare
    Soffia il vento del niente e ti trascina
    Può portarti lontano…..nel niente
    Non farti catturare
    Pirata di città
    Pirata di terra
    Senza mare
    Senza luce
    Naviga
    Nella notte tra le stelle ed il sogno
    Tra i sospiri
    Di una bocca languida
    Ed un corpo non troppo evanescente
    Affondo
    come un sommergibile nucleare
    Nella fossa oceanica
    Potenziale energetico
    Congelato
    Fino alla prossima tempesta
    Torna stanco
    Il pirata di città
    La sera a casa
    ha vinto
    Tutte le tempeste
    Nell’afa di un viscido asfalto
    Nell’umida aria
    Tra gli scarichi di benzine senza piombo
    Con il ricordo
    Di labbra gonfie ………
    Ed è felice di sognare
    spero
    ( Sabina Porfido, Agenda 2008, Ed,Noitrè, Poesia e Musica)

    Replica

    Gaia replica:

    @sabina, brava Sabina, belle parole le tue, fanno sognare. Gaia

    Replica

    sabina replica:

    @Gaia, grazie Gaia…ogni mattina qualcuno insegue un sogno, una dimensione nuova , magari mentre il sole sorge ed il mare placido accompagna i nostri viaggi turbinosi, sabina

    Replica

  112. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Su di me…

    Le tue mani su di me….
    Come tasti di un pianoforte
    Appena accordato
    Scivolano sulla pelle….
    Una melodia sconosciuta
    S’insinua, incontrastata
    Nell’aria impura
    Attinge alla fonte unica
    Del nostro amore…
    Sei tu, solamente tu
    Il centro dell’Immenso
    che mi circonda…

    Replica

    sergio doretti replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    complimenti Cara Cettina.. è una bella poesia,
    Mentre la leggevo mi vedevo in platea al Teatro Comunale ed ascoltavo una bella musica di Mozart e di Mascagni che mi prendevano il cuore.
    Complimenti e tanti Auguri.
    aff.mo Sergio Doretti

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @sergio doretti, … scrivo le mie emozioni da pochi anni, il tuo commento mi gratifica moltissimo…
    Un carissimo saluto da Cettina

    Replica

  113. Gaia dice:

    Non hai bussato
    non hai suonato
    non sei entrato
    e pure
    la porta era aperta

    Ti ho visto dalla finestra
    ero pronta a buttarmi giù
    per venirti a baciare
    oppure a lanciarti la treccia
    per farti salire

    Ma hai esitato
    io ho esitato
    allora certo ho capito

    Mi sono sentita cadere
    mentre restavo a guardare
    la danza dei tigli
    oltre il tuo sguardo incolore

    Per molto
    molto tempo
    hanno continuato a danzare
    anche dopo che te ne sei andato
    con te il nostro amore

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Gaia,
    Cara Gaia, complimenti è una bella poesia che racchiude il dolore per il mancato incontro con il tuo amore.
    Tanti auguri e af. Saluti
    Sergio.

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti, .. Si dolore.. Che è però anche liberazione.. In quei tigli che comunque continuano a danzare. Grazie Sergio per il tuo bel commento. Gaia

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia, Molto carina, complimenti!!!

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, grazie cara Elisabetta! Gaia

    Replica

    anna maria e replica:

    @Gaia, amore che delude, con il rammarico inciso dentro. Musicale.

    Replica

    anna maria e replica:

    @Gaia, scusa volevo ringraziarti, sei gentile.

    Replica

    Gaia replica:

    @anna maria e, ..anche tu hai un cuore gentile Annamaria che puoi anche celare ma che dai tuoi versi è indubbio.. Traspare! Gaia

    Replica

  114. sergio doretti dice:

    NON SO PARLAR DI AMORE

    In questo ultimo periodo come autore ho notato che da parte mia vi è una costante ricerca dell’amore soprattutto in senso letterario partendo però dalla vita vissuta.
    Ovviamente la scrittura e quindi il diario della vita vengono prima di essere tradotti su un foglio scritto, devono passare necessariamente dal “taccuino” del mio cuore. Ho notato però che il taccuino recente è completamenter vuoto, memtre è zeppo di messaggi il vecchio taccuino.
    Questo lo si nota anche dai miei recenti scritti su blog “manuale di mari” relativi all’amore, che privilegiano, in prosa o in poesia, il tempo vissuto.
    Quindi, per la problematica attuale, non so parlar d’amore.
    E allora?
    Ma su questo importante “manuale” i temi riguardanti la vita sono tanti.
    Non riguardano soltanto l’amore.
    Forse riuscirò a scrivere qualcosa. Speriamo.

    Non riesco, però, a parlare e a scrivere d’amore, non senza eventualmente ritornare al passato.
    Ma forse c’è sempre un tempo per ogni cosa e questo è il tempo del virtualismo.
    Questa “allegoria” di una Principessa che arriva dalla Luna, e che che ha bussato alla porta del mio cuore, mi ha preso l’animo.
    Ma la Luna non è qui a due passi anche se i contatti per arrivarci sono molto facili. Basta “cliccare” un bottoncino ed i contatti di amore sono immediati.
    Per cui vanno a farsi benedire le richieste di incontro, le lettere d’amore, scritte con la penna e il calamaio ed anche per gli appuntamenti non occorre aspettare delle ore sull’angolo della strada: basta il classico bottoncino.
    Con affetto
    sergio

    Replica

    Robert replica:

    Gentilissimo Sergio, mi scusi se mi permetto di correggerla. In verità nel Blog Manuale di Mari parliamo solo d’amore. Dalla sua fondazione questo Blog parla solo d’amore. Per così dire siamo monotematici.
    Quanto al cosiddetto “virtualismo”, credo che in realtà l’amore essenzialmente non muta e, mi consenta, non ci sono “bottoncini” per attivarlo. Agli angoli delle strade del mondo, finché ci saranno “i ragazzi che si amano”, come recitava una bella poesia di Prevert e poi una canzone, ci sarà sempre qualcuno che aspetta per ore l’amata. Ci saranno sempre ragazzi che “si baciano in piedi contro le porte della notte”. E sa una cosa? Basta che lo faccia un uomo solo perché questo sia vero per tutti.

    R

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Robert,
    Grazie molte Robert, per il suo cortese commento che ho molto gradito ed ho recepito.
    Vede, “non so parlar d’amore” è un racconto simbolico perché attualmente io vivo l’amore (forse in questi ultimi tempi, l’ho messo in evidenza con poesie simboliche) attraverso i ricordi di un tempo.
    Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici che hanno collaborato a questa importante iniziativa con poesie e racconti che mi hanno emozionato.
    Con affeto
    Sergio Doretti

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti, Caro Sergio non rifugiarti in bottoncini per attivare l’amore perché non sono mai esistiti e mai esisteranno e … Ma prova e riprova a guardare bene la luna, se la ami puoi quasi morderla…. Con umiltà. Gaia

    Replica

    sergio doretti replica:

    Grazie Gaia per il tuo commento.
    Hai ragione, ma i miei ricordi di amore si riferiscono a tempi lontani e quindi fanno parte dei ricordi che io percepisco simbolicamente, anche dicendo che “non so parlar di amore”.
    Aff.si saluti
    sergio

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti, .. Amore passato, presente, amore che verrà.. È comunque amore e l’amore non ha tempo… Caro e sensibile Sergio. Gaia

    Carmela Tùccari replica:

    @sergio doretti, Ciao Sergio, anch’io mi rifugio spesso nel passato per poter scrivere, ma riesco ancora a parlare d’Amore alla luce dei ricordi.
    L’Amore è un sentimento che non ci abbandona, forse gioca a rimpiattino o più semplicemente cambia fisionomia, ma è sempre in agguato … dietro l’angolo!!!
    Non viene a “comando” però, ci prende alla sprovvista.
    Un saluto,
    Carmela

    Replica

  115. Carmela Tùccari dice:

    DI TE MI RIMANGONO

    Di … te
    mi rimangono
    parole a mezz’aria
    volteggianti
    come rondini
    inebriate
    al gioco di Zefiro
    in aprile
    e gesti abbozzati
    e tremore di fiamma
    Di … te
    mi rimangono
    concerti di risate
    su accordi
    di chitarre elettriche
    assordanti
    nelle notti straniere
    sotto cupole
    d’acacia e di magnolia
    e pallore di luna
    al tuo bel viso
    Di … te
    mi rimangono
    sospiri di viole
    tormentate al mio seno
    allor che le tue mani
    ne bevvero il profumo …
    di te
    mi rimane il desio …

    ( Sezione Poesia e Musica )

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Carmela Tùccari,

    Complimenti, la tua poesia è bellissima!!!

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,
    Grazie, mi fa piacere sentirlo da una bravissima poetessa.
    Mi ha affascinato “il piccolo principe” e mi ha fatto sognare “Cieli d’Oriente”.
    In bocca al lupo !!!!!

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Carmela Tùccari,

    Grazie per le belle parole dolcissima POETESSA Carmela,
    con amicizia,
    Elisabetta

  116. Non piangere amore mio

    Non piangere amore mio, non piangere,
    il tuo cuore dissolverà l’odio che ti affligge e
    l’uragano passerà e se ne andrà,
    vedrai, passerà e se ne andrà e l’amore vincerà.

    Prima di pensare e agire rifletti,
    perché ogni pensiero è energia che crea,
    ogni azione manifestata darà vita a un seme
    che maturerà frutti.
    Ricorda, noi siamo ciò che pensiamo poiché
    l’energia segue il pensiero

    Non piangere amore mio, l’uragano che ti ha
    investito è il frutto cattivo che hai creato ,
    ma ora che hai capito, tu saprai trasformare
    i tuoi pensieri e le tue azioni, così l’amore vincerà.

    Non piangere amore mio, non piangere,
    il tuo cuore malato é l’uragano che passerà
    e se ne andrà, mentre il sole sorgerà di nuovo
    e l’amore vincerà.

    Non piangere amore mio, non piangere,
    il tuo cuore dissolverà l’odio che ti affligge e
    l’uragano passerà e se ne andrà,
    vedrai, passerà e se ne andrà e l’amore vincerà.

    Prima di pensare e agire rifletti,
    perché ogni pensiero è energia che crea,
    ogni azione manifestata darà vita a un seme
    che maturerà frutti.
    Ricorda, noi siamo ciò che pensiamo, poiché
    l’energia segue il pensiero

    Non piangere amore mio, l’uragano che ti ha
    investito è il frutto cattivo che hai creato ,
    ma ora che hai capito, tu saprai trasformare
    i tuoi pensieri e le tue azioni, così l’amore vincerà.

    Non piangere amore mio, non piangere,
    il tuo cuore malato é l’uragano che passerà
    e se ne andrà, mentre il sole sorgerà di nuovo
    e l’amore vincerà.

    “Sezione Poesia e Musica”

    Replica

  117. Cieli d’Oriente

    Amore ti cerco fra cieli d’Oriente,
    templi e pagode che s’affacciano
    al giorno tra garriti e affanni di ali.
    Amore ti cerco, fra colombi
    che s’alzano in volo a roteare sui bagliori
    dorati dello Stupa d’oro,
    contro il sole nei cieli d’Oriente.
    Riflessi perlati s’intrecciano fra nuvole
    profumate d’incenso, che sembrano
    danzare al suono di un flauto, mentre ti
    cerco nel volto di ogni uomo che incontro.
    Mentre il fior di loto pulsa ai rintocchi
    del cuore, io ti cerco allo stagno del tempo,
    e tra le ali dorate del sole,
    che scorrono lungo il corso del giorno,
    ma tu non ci sei.
    Amore ti cerco ai cancelli del cielo,
    ma tu non ci sei.
    Amore ti cerco fra cieli d’Oriente,
    templi e pagode che s’affacciano
    al giorno tra garriti e affanni di ali.
    Amore ti cerco, fra colombi
    che s’alzano in volo a roteare sui bagliori
    dorati dello Stupa d’oro,
    contro il sole nei cieli d’Oriente.
    Riflessi perlati s’intrecciano fra nuvole
    profumate d’incenso, che sembrano
    danzare al suono di un flauto, mentre ti
    cerco nel volto di ogni uomo che incontro.
    Mentre il fior di loto pulsa ai rintocchi
    del cuore, io ti cerco allo stagno del tempo,
    e tra le ali dorate del sole,
    che scorrono lungo il corso del giorno,
    ma tu non ci sei.
    Amore ti cerco ai cancelli del cielo,
    ma tu non ci sei.

    “Sezione Poesia e Musica”

    Replica

  118. Piccolo principe uscito dal mare del silenzio

    Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
    sbocciato da un fior di loto,
    il tuo cuore di luce frizzante
    zampilla in una sorgente d’amore.
    Prendo il tuo messaggio di luce
    nel mio cuore e lo tengo prigioniero
    nel mio silenzio.
    Tra prati in fiore le rondini
    danzano sul nostro respiro,
    nel cielo fiorito d’amore.
    Il tuo sorriso sveglia
    il mio cuore in estasi, fra petali di
    rose rosse.
    Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
    la tua mano sul mio cuore mi
    trasmette messaggi d’amore.
    La tua saggezza mi illumina la mente
    e guarisce il mio cuore ammalato.
    Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
    sbocciato da un fior di loto,
    il tuo cuore di luce frizzante
    zampilla in una sorgente d’amore.
    Prendo il tuo messaggio di luce
    nel mio cuore e lo tengo prigioniero
    nel mio silenzio.
    Tra prati in fiore le rondini
    danzano sul nostro respiro,
    nel cielo fiorito d’amore.
    Il tuo sorriso sveglia
    il mio cuore in estasi, fra petali di
    rose rosse.
    Piccolo principe uscito dal mare del silenzio,
    la tua mano sul mio cuore mi
    trasmette messaggi d’amore.
    La tua saggezza mi illumina la mente
    e guarisce il mio cuore ammalato.

    “Sezione Poesia e Musica”

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, Complimenti per i testi di queste
    canzoni, auguri per la tua arte, ciao da Cettina

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Ciao Ciattina!!!
    Grazie mille per il tuo bel commento,
    un abbraccio,
    Elisabetta

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, .. Il piccolo principe uscito dal mare e sbocciato da un fiore di loto… Parole bellissime che evocano profumi di quell’armonia perfetta che solo a oriente si respira… Complimenti. Gaia

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia,
    Grazie Gaia per il tuo bel commento,
    con simpatia
    Elisabetta

    Replica

  119. Fiorella Macchioni dice:

    Poi le dune cantano

    Dove
    le piante rare,
    la fronte e il sorriso
    il tuo suono
    il mio suono
    la mano che chiama
    concerti di conchiglie
    ed il mare
    penetrato dal fiume
    spianato dalle posature
    dice di piccole luci
    nella goccia.
    Dove
    il tuo fiato da colmare
    dove
    il mio innalzato
    con briciole di rena
    per ricordare
    il timbro
    di un antico sigillo.

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Fiorella Macchioni,

    Complimenti , Cara Fiorella, è una bella poesia che romanticamente descrive una musica del mare attraverso il cantico delle dune che fanno riscontro col il sorriso dell’ambiente, di un ambiente di amore e di felicità
    Aguri
    Aff.mo sergio doretti

    Replica

    Fiorella Macchioni replica:

    @sergio doretti,
    Sono lieta che ti sia piaciuta,e ti ringrazio per le belle parole che mi hai dedicato.
    Fiorella Macchioni

    Replica

  120. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    La donna e il vento

    C’era una volta, in un Paese lontanissimo, non segnato nemmeno nelle carte geografiche, una donna molto povera che viveva da sola.
    Un giorno questa donna, coperta solamente di un mantello di seta bianca, sale a fatica, in cima ad una montagna.
    Nel suo cammino incontra una pioggia continua e incessante che bagna la stoffa del suo mantello.
    Quest’ultimo, insieme al corpo diventa un fardello pesante, i suoi pensieri al contrario non erano un peso … imprimevano una forza sovrumana ai suoi movimenti.
    Finalmente questa donna esile arriva in cima alla montagna.
    Avviene un miracolo, si alza un vento leggero che accarezza il suo corpo con dolcezza e asciuga il suo mantello.
    La donna, all’improvviso si accorge di essere diventata leggera come una piuma…
    Allora dice al Vento:
    “Prendimi…sarò tua per sempre”
    Il Vento con amore la solleva da terra
    e la porta via…lontano.

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Dolcissimo e malinconico quadretto. Incisiva e sintetica.
    Molto brava.
    Ciao da Carmela

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Carmela Tùccari, grazie Carmela, di solito scrivo versi…ma questo brevissimo racconto mi ha colmato un po’ di vuoto dentro l’Anima!

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,

    Carino il tuo racconto Cettina!!

    Replica

  121. Gianna Campanella dice:

    IL TEMPO DELL’AMORE INDIFESO

    Pioveva a dirotto. Noi
    -un ragazzo e una ragazza-
    ci baciavamo teneramente
    e avidamente dentro
    una provvidenziale grotta.

    Il mondo con le sue regole
    poteva ancora aspettare,
    fuori.

    Immersi in placenta
    di oblio e di estasi noi
    ci assaporavamo a sorsi
    la bocca e l’anima

    al tempo dell’amore indifeso.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Gianna Campanella, Bellissima e dolce nello stesso tempo, la chiusa di questa Poesia”, che conduce al titolo della lirica.
    Gianna scrive:”…al tempo dell’amore indifeso”.
    Ciao da Cettina

    Replica

  122. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Il sapore delle ciliegie

    Il sapore delle ciliegie
    Oggi
    Ha il sapore del tuo amore
    Un amore maturo
    Un amore dolce
    Un amore consapevole
    Non sai dire “Ti amo”
    Sai dire solamente
    “Ti voglio bene”
    Perché ….tu sei uguale a me
    Io sono uguale… a te
    Sei il mio albero di ciliegie mature
    Una ciliegia tira l’altra
    Non mi sazierò mai di te
    Come tu di me
    Il sapore che lascia
    In bocca la ciliegia
    E’ lo stesso del nostro amore

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Dolcissima la tua poesia Ciattina!!!
    Con simpatia,
    Elisabetta

    Replica

  123. Robert dice:

    UN UOMO SENZA BACI (*)

    Cosa è un uomo
    senza amore
    Cosa è un uomo
    senza una sera
    in testa
    Cosa è un uomo
    senza baci
    senza ricordi
    Cosa è un uomo
    senza amore
    E’ un cielo
    senza luna
    un mare
    senza blu
    un panorama
    senza orizzonte
    un cuore
    senza speranza
    è sabbia
    un uomo così
    che il vento
    disperde
    in un attimo
    Cosa è un uomo
    senza te
    che mi baci
    con gli occhi
    e mi accarezzi
    con la mente
    è nulla
    un uomo così
    non esiste
    un uomo così
    ed io esisto
    perché ti amo
    perché io e te
    siamo insieme
    per fare poesia
    per fare l’amore
    e l’universo
    è più bello
    è un castello
    che colora
    di rosa
    il cielo
    con un bacio

    (*) da leggere ascoltando la musica “River Side” (Kikujiro Soundtrack) che fa da colonna sonora di questa pagina e che si può ascoltare su Youtube

    Replica

    Blue replica:

    @Robert, come una lunghissima, calda, avvolgente carezza dentro l’anima.
    Bellissima!

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Robert,

    La musica, “suggerita” in sottofondo, fa danzare le onde che la mente raccoglie dalle immagini e trasforma in pensieri e parole: le parole di “un uomo senza baci”, versi che giocano, attraverso le domande di un uomo, con l’esistenza di due esseri che si respirano solo attraverso i loro baci.
    Lirica armoniosa, delicata, offerta su di un piatto di calde note, come lo sarebbero le labbra amate.

    Replica

    dorella dignola replica:

    @Robert,
    Grazie Robert per questa splendida serie di emozioni profonde, commoventi, dolcissime. Dorella

    Replica

    MARIAROSA replica:

    @Robert,
    “un castello che colora di rosa”! Che metafora! M’appare integra questa immagine, ed è musica, passione e dolcezza, GRAZIE!

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Robert,
    Complimenti Robert, la tua poesia: è bellissima e fa sognare.
    Personalmente, il sogno lo riferisco ad un amore sempre presente nel mio cuore ma solo a livello sentimentale.
    Lo percepisco anche quando attraverso quei romantici sentieri del bosco o vicino al mare, dove il nostro amore viveva intensamente.
    Grazie e aff.si saluti
    Sergio Doretti

    Replica

    sabina replica:

    @Robert, un uomo senza libertà direi, se si è amati si è anche liberi ..sempre, ciao sabina

    Replica

    Gaia replica:

    @Robert, .. Caro Robert, le tue parole spose alla musica… Un’emozione davvero intensa… Grazie. Gaia

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Robert,

    che alchimia, caro Robert!
    Grazie per questa tua carinissima composizione che ben si sposa con la musica di River side.
    Io è meglio che continui a scrivere poesie chè le canzoni le scrivi tu ;)
    Ti abbraccio
    Ars

    Replica

    Andrea Masotti replica:

    @Robert, sono bellissimi questi versi:

    è sabbia
    un uomo così
    che il vento
    disperde
    in un attimo

    Replica

    dorella dignola replica:

    @Robert, …un panorama senza orizzonte……un uomo senza speranza…
    parole chiare, parole vere perchè l’uomo è “rapporto”. Soli, senza qualcuno a cui dire, da cui farsi ascoltare, da guardare, da farsi vedere: non siamo! L’alveo della nostra vita è tra gente che vive e la creatura che ci è affine è presente nella infinita fantasia del Creato dove ogni persona è unica, ed eterno è l’istante d’amore in cui tutto si perfeziona. Ciò anche quando il tempo e lo spazio ne impediscono l’esperienza.
    Bella, umana, armoniosa poesia. Complimenti Robert! Dorella

    Replica

  124. Ermanno Petitti dice:

    IL GIARDINO SEGRETO

    C’è un giardino
    che sembra abbandonato
    ma più lo guardo
    più verde esso m’ appare.

    Giochi di luce
    ombre ammiccanti
    che celano nascosti profumi.

    Cespugli di rose
    fra alte erbe, in penombra;
    dietro l’ angolo, in attesa,
    c’è un giardino.

    Nel tuo parco
    fra aiuole nascoste
    voci di favole
    allegre sussurrano.

    Nel manto erboso
    tra fronde e corolle
    un paio d’ occhietti sorride
    nel rosso di sera.

    Un frullare d’ ali…
    odor di primavera
    d’ intorno.

    Il cuor gioisce
    un volto mi guarda:
    giardino segreto!

    Replica

    Robert replica:

    @Ermanno Petitti,

    che bella questa poesia Ermanno! Quanta dolcezza. Grazie di cuore.

    R.

    Replica

  125. Ermanno Petitti dice:

    PIOGGIA E LACRIME

    Pioggia e lacrime;
    il suono è sempre quello
    ma prova a girar l’ angolo:
    c’è una voce amica
    pronta ad accoglierti
    parlami dei tuoi problemi
    parlami delle tue pene.

    Dopo la pioggia
    uno spicchio d’ azzurro
    dalle grigie nubi apparirà.
    Cos’è che ti affligge?
    Ehi, puoi aspettarmi?
    Forse posso regalarti un sorriso…
    Vediamo se si può fare
    un po’ di strada insieme.

    La mia mano
    è come un nido
    e la tua nella mia
    come piume di rondine.

    Ero rimasto nascosto
    aspettando un po’ di buio
    da cacciare via.

    Pioggia e lacrime,
    ma poi viene il sereno.

    Pioggia e lacrime
    in onde festose
    io trasformerò.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Ermanno Petitti,
    “Vediamo se si può fare un po’ di strada insieme.
    La mia mano è come un nido e la tua nella mia come piume di rondine”.
    Bellissimi questi versi che aprono al domani della speranza; bastano da soli a scatenare immagini d’insieme…ad accendere un sorriso e a cancellare la solitudine, confusa tra pioggia e lacrime.

    Replica

  126. claudia pitolli dice:

    A MODO MIO

    Dolcemente accarezzarti
    Lentamente riscoprirti
    E con un bacio sussurrarti
    Quanto amore posso darti
    Amandoti …
    Poi
    improvvisamente
    Perdermi
    Dentro di te
    Un sussurro
    Dolce
    Lieve
    Intenso
    Sulle labbra
    Cade lento
    Per sentirci
    Finalmente
    NOI
    Solamente
    NOI …
    Amandoti
    A modo mio
    Teneramente
    Come solo oggi
    so fare io …
    Amandoti… amandoti…
    e in uno stesso respiro
    Assaporandoti
    riscoprendoci
    E con quel bacio suggellandoti
    per sentirci
    meravigliosamente
    NOI
    Intensamente
    NOI
    infinitamente
    NOI
    Semplicemente
    NOI
    Oggi e per sempre
    NOI
    Amandoti … amandoti …
    Posso sentire le tue labbra
    Posarsi su di me
    E come uno stesso respiro
    Perdermi dentro di te… di te.
    Amandoti
    Perché
    Perché
    Perché mai come oggi
    Ho bisogno di te… di te… di te.

    SEZIONE “Poesia e Musica”

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @claudia pitolli, mi piace molto come testo per una canzone dove l’amore è completamente dedicato ad un Amore esclusivo del quale non si può fare a meno, arriva poche volte nella vita vera…forse arriva una volta sola, forse….
    Ciao da Cettina

    Replica

  127. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    Era la notte stellata e invitante,
    bella era lei, felice e conturbante,
    giovane lui, atletico e galante,
    dolce l’incontro, totale e sfibrante,
    impaziente l’attesa, a volte snervante,
    fin quando, paffuto, nacque l’infante.

    Questa breve poesia fa parte della mia terza silloge, dal titolo “L’INCONTRO”

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, … Coi tuoi versi mi hai rubato un bellissimo sorriso ! Grazie! Gaia

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,
    Poesia sintetica ma incisiva, decisa, colpevole (o meritevole)la notte stellata, che ha dato i suoi frutti.
    Sarebbe interessante leggere le altre poesie della silloge…

    Replica

  128. Carmela Tùccari dice:

    7 HAIKU – IL BACIO

    Nei nostri sguardi
    brulicare di stelle -
    Fragile incanto.

    La tua bocca arde -
    barriera corallina
    nel mare dei sensi.

    Mare d’inverno –
    Le mie labbra suggono
    profumo d’alghe.

    Petali rosa
    dischiusi ad accogliere
    fremiti d’anima.

    Sulle tue labbra
    fioriscono anemoni.
    Io sono un’ape!

    Riccioli d’oro -
    Un tocco di farfalla
    vi si posa lieve.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Carmela Tùccari, Complimenti Carmela, amo questo genere di Poesia, breve, immediata che arriva la cuore ed emoziona sempre.
    Ciao da Cettina

    Replica

    Carmela Tùccari replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Grazie, Cettina, mi fa piacere che ti sia accorta dei miei “sprazzi” poetici. Mi cimento da poco con la Poesia Haiku, che amo appunto per l’immediatezza. Sono pensieri staccati uno del’altro senza continuità …
    Ciao, a risentirci,
    Carmela

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Carmela Tùccari,
    Cara Carmela, originalinissima l’idea d’inanellare haiku in un crescendo di versi molto molto efficaci. Permittimi solo di consigliarti una maggiore attenzione alla metrica…per un futuro da perfetta scrittrice di questo genere di liriche. Complimenti!

    Replica

  129. D'Arrigo Francesca dice:

    Isole

    Non ci siamo persi.
    Ti ascolto ancora
    illusionista serio
    che ironico decanti
    i tuoi storti versi.
    Non ci siamo persi.
    Vediamo insieme
    distese di soli bui.
    isole in disastri tersi.
    Non ci siamo persi
    ma da lontani mondi
    verso i tramonti
    veniamo da lati diversi.

    Replica

    Gaia replica:

    @D’Arrigo Francesca, ..È davvero così . Non ci siamo mai persi ma accade che non ci troviamo perché giungiamo da lati diversi. Brava Francesca, hai espresso bene un aspetto universale del nostro amare. Gaia

    Replica

    MARIAROSA replica:

    @D’Arrigo Francesca,
    che bella scelta di parole, come non mai, questi versi esprimono la congiunzione di due anime che seppure diverse, si incontrano, si ritrovano, ma non si perderanno mai BRAVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Replica

  130. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    E’ bello amarti …

    E’ bello amarti …
    Quando il sole abbaglia i tuoi occhi
    Colmi di passione, di felicità
    E’ bello amarti …
    Senza pensare al domani
    Ogni goccia d’acqua
    Calma la sete infinita di te
    Baci appassionati
    Carezze abbandonate
    Nei dolci anfratti
    Di un corpo che arde di passione
    Che brucia sotto il sole splendente
    Stamane, solo per te …

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,

    Bella e sentita poesia. Beato e fortunato colui, al quale i tuoi versi sono dedicati. Auguri, Giuseppe D’Uva Cifelli

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, Grazie Giuseppe da Cettina,
    complimenti per le tue opere. Ciao

    Replica

  131. Gaia dice:

    CANZONE

    Avremo un futuro nel nostro domani
    se come aquiloni voleranno le mani

    Se nei sospiri vivranno i colori
    a sera di raggi caldi e purpurei

    Rifulgerà tra i capelli la gioia
    nel vento che increspa il tuo lago
    parlerà al mio cuore la voglia
    di esser per te il solo ago

    Leggeri e infiniti
    come brezze d’autunno sul mare
    trasformeremo sentieri di oblio
    in aria dolce e di sogni il brusio

    Avremo un futuro nel nostro domani
    se il silenzio avrà i nostri suoni

    Arditi di tempesta
    che nell’abbraccio viene e resta

    Più di una lacrima profonda
    nel canto di una pioggia che affonda

    Tra desideri certezze timori speranze
    di amore avremo piene le stanze

    E come api felici del loro ronzare
    nel volo da un fiore arriveremo al mare

    Ricorderemo il tempo passato
    l’infinito finito e quel che ancor
    non è stato

    E sulle labbra in stille di baci
    rifulgeranno le nostre parole
    melodiosi sonori – mi piaci! -

    Avremo un futuro nel nostro domani
    se ora mi chiami e dici che m’ami…

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Gaia,
    Lirica dal significato intrinseco, che riesce a toccare punte sublime di poesia. Complimenti, Giuseppe D’Uva Cifelli

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, .. Caro Giuseppe, è sempre nuova e lucente la gioia quando le nostre parole arrivano al cuore di chi legge. Grazie. Gaia

    Replica

  132. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Una richiesta

    Sorge dall’Anima
    Una richiesta
    Esplicita
    Diretta
    Urgente
    Esige una risposta
    Immediata
    Semplice
    Viscerale
    Vuole amore
    Vuole le tue mani
    Vuole le tue braccia
    Vuole tutto il corpo
    Supplica baci
    Brama carezze
    Si presentano a me
    I tuoi occhi
    Solamente i tuoi occhi
    Bastano
    Per rassicurare…
    Il tuo amore
    E’ tutto lì
    Racchiuso
    Nascosto
    Al mondo intero
    Il tuo amore
    È lì … solo per me
    Aspetta me

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’
    Carina la tua poesia!!!

    Replica

  133. Quanto pesano i tuoi occhi
    sopra le ciglia dei miei,
    e come mi piace portarli a spasso
    dove ti sfioro senza toccarti:
    una mano a tenere le tue,
    l’altra a toccare le stelle…
    e tra un bulicare di stelle
    sopra i miei pensieri,
    fasci di parole si arrampicano
    sui gradini della notte.

    Replica

    MARIAROSA replica:

    @Mario Prontera,
    “Fasci di parole si arrampicano…” eccolo qua il poeta che con i suoi versi, ti fa immaginare l’impossibile, ma possibile, parole come rampicanti sontuosi vanno verso il cielo……. Che dire, hai detto tutto tu.

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @MARIAROSA,
    Grazie Mariarosa, troppo benevola nei miei confronti, e a proposito di impossibile e possibile:
    …se le stagioni fossere cinque,
    ei io la quinta,
    io starei ancòra
    a ubriacarmi di te!
    di Anònimo Capuàno

    Replica

    maria rizzi replica:

    Caro Mario, con le tue magnifiche metafore sei il dolce faro che illumina la notte che ognuno vorrebbe abitare…tra ciglia e stelle…che meraviglia! Grazie di cuore.

    Replica

  134. sabina dice:

    moon dance
    Tempi relativamente caldi
    cosa succede alle 15.00 di un pomeriggio
    sopra il 42 parallelo?
    Tempi relativi:
    nella piana valle
    tutti sudano
    come
    nella media collina
    e nell’alto monte
    tutti sbuffano

    umidità monsonica
    si espande
    nell’aria,
    ma non piove
    acqua
    bevo
    acqua
    e bagno tutti i miei capelli

    un corpo bagnato
    lacrime di sudore sulle labbra

    la mente altrove
    collegata via etere

    !!!finalmente!!!!
    il via
    per una fuga
    affinchè il tempo
    relativo sia tempo assoluto
    per un istante
    coincida per entrambi

    nell’africano pomeriggio estivo
    33 gradi
    forse più
    forse meno
    tempi di amplessi veloci ma efficaci
    lontani nella memoria ma presenti nel tempo attuale
    tra lacrime non dette
    e piaceri confusi tra un odore ed un sudore
    è tempo di danza
    e non so danzare
    eppure danzo con te
    con il ballerino più famoso del mondo
    seguo piroette
    e acrobazie
    seguo e ballo con te
    nelle mente e nel cuore
    passi di danza sulla luna confusi sulla terra
    non siamo astronauti

    ma ugualmente fluttuiamo danzando

    e mi chiedo a quando il prossimo valzer arancione?
    Ma potrebbe essere di mille altri caledoscopici colori

    ( Sabina , 2010Poesia e musica)

    Replica

  135. Gaia dice:

    Ebbene si
    voglio vivere
    nelle dita lunghe
    nei pugni
    nelle pause dei palmi
    nelle vene
    nel sangue
    nelle unghie curiose
    nelle nocche
    nei solchi
    nella pelle di fuoco
    delle nude grandi
    generose tue mani

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @Gaia,
    Ebbene sì,carissima Gaia, versi di una voglia di vivere intrisi di gustosissima complicità e umanità gaia e ..birichina, non meno di certi miei…cattivi pensieri!
    Complimenti sinceri e alla prossima
    Mario Prontera

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Prontera,.. caro Mario, cattivi o birichini pensieri ciò che conta e ci eleva è la libertà del sentire… Grazie di cuore per le tue parole. Gaia

    Replica

  136. MIO ADORATO

    Mio adorato
    io ho tanti difetti
    ma tu sei perfetto
    per me e ti amo
    all’alba e al tramonto
    di giorno e di notte
    quando piove o nevica.
    O c’è nebbia.
    Quando il colore
    del cielo cambia
    sulla strada
    in salita di fronte
    oltre l’orizzonte
    e gli stormi volano
    verso sud
    nel mistero
    di cui siamo parte
    nella serratura
    che non si apre
    perché si è persa
    la chiave.
    E se troppe volte
    hai udito
    un urlo scellerato
    dissolvi quell’eco
    in quest’uno
    in questo sogno
    mentre mi plasmo
    in te nelle pieghe
    di un incantamento.

    Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti

    Replica

  137. E a proposito di emozioni in libertà, vecchie come l’uomo:
    “CATTIVI PENSIERI”. ( a Marinella, con simpatia).
    Chissà come passerà questa notte
    che allunga le sue mani su una metà del cielo,
    come faccio io sui tuoi fianchi!
    Chissà se riuscirà a trattenermi
    dall’andare a cercarti un diadema di stelle
    per convincerti a me;
    chissà che all’ombra del buio
    non sia una specie di gioco;
    e chissà che a giocare col buio
    non ci pensi anche tu…

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Prontera, .. Che piacere Mario, leggere e rileggere questi tuoi versi ..complici, innamorati ..direi birichini…! Gaia

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Mario Prontera,
    “birichini” dice Gaia. Vedi! :)
    Un saluto
    Ars

    Replica

  138. Arsomnia dice:

    Anche gli Angeli se ne vanno

    Ora c’è, ora non c’è più
    come un fiocco di neve che cade
    e svanisce appena s’appoggia
    alla consistenza.

    Ora ci sono, ora non ci sono più
    come gocce di pioggia
    che scendono in un lago
    e non si riesce a contarle.

    Ora ci sei, ora non ci sei più
    come un sogno che si perde
    quando apro gli occhi
    e il mattino sa di pietra.

    Ora c’è, ora non c’è più
    come un dolore sordo al cuore
    la tua assenza che colpisce
    a morte la mia esistenza.

    Ora c’è, ora non c’è più,
    anche gli angeli sono di partenza
    fra la notte e il giorno.
    Se cadrà una piuma, la terrò a ricordo.

    (Sezione Poesia e Musica)

    Replica

    Robert replica:

    @Arsomnia,

    questo è un bel testo anche se non ci sono molte rime…
    Con qualche rima in più possiamo facilitare il compito di chi deve creare in poco tempo la canzone.

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Robert,

    tipo così? :)

    Ora c’è, ora non c’è più
    come i fiocchi di neve cadono
    e quando arrivano a terra svaniscono.
    Ora ci sono, ora non ci sono più
    come gocce di pioggia scendono
    si perdono in un lago e non si contano.
    Ora ci sei, ora non ci sei più
    come un sogno che aprendo gli occhi muore
    e il mattino diventa incolore.
    Ora c’è, ora non c’è più
    come un dolore sordo qui nel cuore la tua assenza
    colpisce a morte la mia esistenza.
    Ora c’è, ora non c’è più,
    anche gli angeli partono fra la notte e il giorno.
    Se cadrà una piuma, sarà come il tuo ritorno

    Replica

    Blue replica:

    @Arsomnia, concordo con Robert…

    sento le corde di un violino, pizzicare suoni
    ora intensi ora malinconici
    suoni chesi sciolgono dentro lo sguardo
    tracciando accordi cuciti nelle trame di ricordi…

    [grazie per l'emozione]

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Arsomnia, Cara Ars, anch’io trovo il tuo bel testo evocativo di accordi di anima e musica. Complimenti e un caro abbraccio Daniela

    Replica

  139. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Le nuvole

    Le nuvole ti assomigliano
    In un giorno di sole
    Quando la luce è più intensa
    Quando l’azzurro è più chiaro
    Si raggomitolano come te
    Quando come un gatto
    T’inchini su di me
    Origine, principio
    Inizio di ogni cosa….
    Materia inerme tra le tue braccia
    Pian piano prendo forma
    Sei l’alito di vento che dona la vita.

    Replica

    sabina replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, le nuvole, sono il sogno, l’astratto, l’infinito, il nulla ed il tutto in tenere particelle legate tra loro..proprio come noi esseri umani. mi piace il tuo canto, ciao
    sabina

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @sabina, grazie per l’apprezzamento, da parte tua, ai miei pensieri. Scrivere liberal’Anima. Ciao da cettina

    Replica

  140. Arsomnia dice:

    Maledetto orgoglio

    Forse sono nata principessa,
    non so piegar la testa:
    il mio male si chiama orgoglio.
    Fatico a tornare sui miei passi,
    ancor più ammettere l’errore.
    Però so chieder scusa,
    col patto che sia tu
    a muovere il primo passo.
    E se tu non lo farai
    t’avrò perso, mio samurai.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Arsomnia,
    Complimenti!!!

    Replica

    Gaia replica:

    @Arsomnia, .. Eh si… Che zavorra l’orgoglio…. ! Gaia

    Replica

    anna maria e replica:

    @Arsomnia, ciao, questi versi hanno il ritmo… musica

    Replica

  141. Fata dice:

    Sono un angelo

    Angelo, sì
    Sono un angelo
    Non ci credi?

    Le mie ali son pesanti
    Sono tutte un po’ arruffate
    Tu non le sai vedere
    Ma sono sempre lì
    Bianche e risplendenti

    Sono un angelo che concede
    E non chiede nulla in cambio
    Sono un angelo che soffre
    Per le sofferenze altrui
    Il tuo angelo nell’ombra
    Che non pretende mai

    Sono un angelo caduto
    Che si cura le sue piume
    Ci nasconde in mezzo spade
    Per non soffrire più…
    Ma non riesce poi ad usarle
    Quando contro ci sei tu

    Angelo, sì
    Sono un angelo
    Non vedi?

    “Ma che angelo, ma dai,
    Ma ti sei guardata mai?
    Con quei tuoi capelli rossi
    Quelle tue credenze strane…”

    E così non posso essere
    Anche un angelo, per te?
    Cosa sono, le mie labbra?
    Troppo grandi ed invitanti?
    O è perché io mi concedo
    Senza false ipocrisie?
    Perché un uomo lo conosco
    Tra i cuscini del suo letto
    Senza stare ad aspettare
    Perbeniste settimane?

    Forse è proprio questo il punto,
    Che io vivo senza attese,
    Senza dare tempo al tempo
    Come fa chi sa giocare
    Sono un angelo e lo sai
    Ma ti faccio un po’ paura…
    Meglio allora non vedere
    Le mie ali un po’ arruffate
    Arruffate quanto vuoi
    Ma più candide che mai

    Sezione “Parole e Musica”

    Questa poesia è stata pubblicata nell’antologia “Angeli” di Keltia Edizioni, 2008

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Fata,

    Ma come? non sei una fata? ;) Molto carina e ce la vedo bene come canzone :)
    Un abbraccio
    Ars

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Fata, complimenti è molto bello questo testo per una canzone… Sentirsi “Un Angelo”, anche se le ali sono un po’ arruffate ma candide, denota autostima di se stessi, anche se non si arriva alla perfezione…Ciao da Cettina

    Replica

  142. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Temporali

    Sempre più uguali
    Ad uragani
    Si abbattono
    All’improvviso
    Sui laghi
    Diventano
    Tropici virtuali
    Dopo ogni temporale
    Puntuale appare
    L’arcobaleno
    E‘ lo stesso
    Che compare
    Nei tuoi occhi
    Dopo l’amore

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,

    Carina!!

    Replica

  143. Gaia dice:

    A te che sei canto del mio cuore
    che nella sera sbocci
    e rendi dolce amare
    e profumato il pensiero
    e vivo il roseto della mia anima
    da mille colori adorno

    A te che illumini felice o infelice
    i nostri sogni
    talvolta per restare
    più di una notte
    oltre la sinfonia cheta
    e misteriosa del tempo
    oltre l’ammantarsi rubeo del crepuscolo

    A te che a sera erediti il sole
    e sciogli gli ormeggi
    di teneri baci
    tra le tue onde oro

    A te che sei rosa di petali
    dischiusi da Amore
    quando dalle tue labbra d’ambrosia
    sgorgano le stelle
    a decorare in arabeschi il cielo
    e col canto delle ciglia tue lunghe
    mi inviti a bere al tuo sorriso
    nell’intimo albeggiare dell’animo
    per un breve tumulto del cuore

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia,
    Complimenti!!!

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, .. Grazie cara Elisabetta dei tuoi commenti. E complimenti per il tuo sentire. Gaia

    Replica

  144. Gaia dice:

    Ho intrecciato per te margherite
    per te ho ordito un tappeto

    Ora, se vuoi, puoi volare via
    oppure… Per ogni margherita
    donarmi un bacio

    ..Un sorriso a mezzanotte
    ha illuminato tutte le stanze
    del mio cuore

    Il tuo sorriso

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia,
    Molto dolce!!!

    Replica

  145. “Di me, come…poeta, e col sorriso sulle labbra”.

    E tirando le fila di pensieri cattivi,
    soffiati tra una notte e ciuffi di stelle,
    in fondo racconto emozioni comuni
    e gioco a stupirmi ancòra di te.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Mario Prontera, Un bel soffio, questo pensiero Daniela

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @Daniela Quieti,
    Come replicare,carissima Daniela, se non:
    “Chissà che bello sarà…
    non potersi toccare ‘banalmente’ con le mani,
    come fanno spesso le persone normali,
    spesso…annoiate!
    Chissà come sarà bello
    rubarsi le cose e le paure
    e le sensazioni
    sui fili della luce
    e sull’alitare tranquillo degli occhi!”

    da Estate 2005 e dintorni, pag. 63 “a Daniela di Rieti”, che in fondo fa sempre rima con… Daniela Quieti.
    Un saluto
    Mario

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario,l’arte della sintesi per raccontare in modo ‘non comune’ l’essenza dell’amore. Continua a emozionami il tuo lirismo così originale! Grazie e…un abbraccio.

    Replica

  146. Gaia dice:

    Nulla è come ieri
    Il cielo indifferente
    Una pioggia senza suono
    Per non parlare dei desideri
    Che hanno smarrito parole

    Tutto è come ieri e l’altro ieri
    E l’altro ieri ancora…
    Ad ogni pensiero fa eco il silenzio

    Nella quiete della notte
    Il mio sguardo vaga
    Per realtà senza immagini

    Non ho che ricordi di te
    Oramai sbiaditi e lontani
    Come i tigli del nostro giardino
    Quando di nebbia si veste l’aurora

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Gaia,

    Cara Gaia, nella prima parte di questa tua opera prevale quella immobilità, perfino tediosa, delle assenze. Tutto è immobile: il cielo indifferente, la pioggia senza suono. Tutti i giorni passano uguali a sé stessi e su tutto la voce del silenzio. La vita svuotata d’un tratto. La seconda parte vive di rassegnazione e ricordi. Una velata malinconica tristezza. Alla fine si accetta; si fa proprio, il dolore della mancanza. E da lì, ripartire, per ritrovare sé stessa.
    Complimenti.
    Un abbraccio
    Ars

    Replica

    Gaia replica:

    @Arsomnia, .. Grazie infinite Ars, credo che non vi possa essere percezione di assoluta gioia se non si accetta di dover abbracciare il suo contrario…. Sempre molto belle le tue parole. Gaia

    Replica

  147. Tatiana Kaptchevskaia dice:

    Il Ricordo di un Sogno o leggendo Pushkin

    “La prego di non cestinare subito questa lettera e di non sorprendersi per quello che leggerà. A volte succedono cose che mai e poi mai ci saremmo aspettati e tanto meno avremmo voluto. Non appartengo alla categoria dei fans e non mi sarei mai aspettata nei miei trenta anni di vita di scrivere ad una persona famosa, eppure come diceva la Tatiana di Pushkin: “Io Le scrivo, più di così che cosa posso dire?”
    Non La conosco al di là delle Sue qualità professionali, apprezzate più che altro in tv. Il Suo programma, lo guardavo volentieri, mi piaceva il modo tutto Suo, calmo e rassicurante, di condurre, il tono della Sua voce, calda e profonda, che entrava nella stanza…ma niente di più, mi creda. Non L’ho mai guardata con occhi diversi da quelli di una semplice spettatrice. Eppure un giorno è avvenuto qualcosa di inspiegabile, talmente inverosimile che stento io stessa a crederci. Non lo si può spiegare in modo razionale, ma non voglio stancarLa con lunghi preamboli e arrivo al dunque.
    Quella notte L’ho sognata (e non andava in onda la Sua trasmissione in quel periodo). Il sogno sembrava molto reale, talmente era nitido. Ci trovavamo in uno splendido giardino botanico in compagnia dei Suoi amici. Noi stavamo insieme, si capiva come si capiscono le cose nei sogni, ed eravamo felici, infinitamente felici. Mi sono svegliata con un sorriso sulle labbra e fin qui niente di strano – non sempre possiamo spiegare i nostri sogni.
    La cosa più strana accade dopo (ne parlo al presente per rendere più l’idea). Per due giorni successivi il sogno si ripete ma a “occhi aperti”, come una specie di visione. Perdo la concentrazione qualsiasi cosa faccia e sprofondo in queste dolci immagini, sentendomi insolitamente appagata.
    Il mondo reale si dissolve, lasciando posto ad una sottile cortina di “nebbia” proprio davanti a me, e io non posso fare a meno di “guardare”. E’ una strana sensazione vedermi da fuori, proprio come in un sogno. Non oppongo resistenza, la visione mi affascina e coinvolge interamente, sto bene, benissimo, mi sento libera e … inspiegabilmente felice. Che cos’è? Non lo so. Un’altra dimensione? Una proiezione di qualcosa di fortemente voluto ma nascosto nelle tenebre della mia mente? So solo che non sono le mie fantasie, è qualcosa che mi viene imposto, ma non mi spaventa: il confine tra il reale e l’immaginario, lo percepisco perfettamente. Mi fermo a guardare e sento che mi fa bene: forse, è la tanto voluta serenità che ha scelto un modo bizzarro per bussare alla mia porta. E poi c’è Lei (ma perché proprio Lei?), è il secondo elemento chiave, emotivamente indispensabile. Cambiano le circostanze, cambia l’ambiente, ma due cose rimangono invariate: noi due e il mio stato di benessere.
    Due giorni dopo finisce tutto, e “mi sveglio” come dopo una lunga anestesia. Neanche una traccia, niente di niente. Un po’ mi dispiace ma è al di là della mia volontà. Pazienza, smetto di pensarci e quasi dimentico. Poi, un giorno, ritorna, più breve e meno intensa, ma ritorna e continua a farlo di tanto in tanto. Sono troppo razionale (o no?) per credere a fenomeni paranaturali e dunque preferisco non pormi domande. E’ come una leggera brezza che porta freschezza in una giornata afosa: ti fa stare bene e non ti importa come. Sono trascorsi mesi ormai e ho sviluppato una timida curiosità nei Suoi confronti: cosa ne potrebbe pensare Lei? E chissà se per caso non abbia avuto un’esperienza simile? Mi piacerebbe conoscerLa per vedere com’è realmente, anche se capisco che è una cosa altamente improbabile.
    Ho scritto a computer per risparmiarLe la fatica di leggere una calligrafia sconosciuta, ci tenevo comunque a esprimerLe i saluti di mio pugno e se Le affiorasse l’impulso di rispondermi Le lascio il seguente recapito: xxxxxxxxx…”
    …ogni tanto torno a rileggere questa mia lettera e sorrido. Come facevo a pensare che tu (nei miei pensieri ti do del tu) potessi rispondermi? Devi avermi preso per una matta, per una di quelle fans che perdono la testa per il loro idolo. Non è così, io lo so. Non mi importa niente di te, intendo di te vero perché non ti conosco. Quello che ho descritto nella lettera è successo veramente e, credo, sia stata la mia curiosità o, forse, un pizzico di sana follia a guidare la mia mano. Sono così sai, un po’ imprevedibile, sognatrice e testarda. A volte agisco d’impulso e spesso non agisco proprio. Lo sai che ho visto per caso una tua foto su internet e sono rimasta quasi male? Nel mio immaginario mi piaci di più. Lo dico perché tu continui a tornare, non spesso, ma con una costanza invidiabile.
    Dico tu, ma sbaglio, l’uomo nel mio immaginario di tuo ha solo il volto, il sorriso e la voce, tutto il resto appartiene oramai alle mie fantasie. Già, adesso sono fantasie perché nelle serate in cui mi sento particolarmente triste o sola io fantastico su di te, te che hai dato il volto a quell’uomo che non esiste e con cui sto così bene. Non ti chiamo nemmeno per nome quando mi rivolgo a te nei miei pensieri, il tuo nome è troppo reale per far parte del mondo che non esiste. No, non sono impazzita, ma ho capito di aver improvvisamente bisogno di te, mio uomo immaginario con il volto, ma senza nome. Ti ho creato io mentre la pioggia autunnale curiosava nelle mie finestre e la mia anima cercava, pur inconsapevolmente, almeno un pizzico di calore che aveva spinto la Tatiana di Pushkin a comporre la sua disperata lettera all’amato Evghenij. Tu non gli assomigli, nella mia immaginazione non sei affatto cinico e annoiato, anzi. La mia mente si ostina a dipingerti sì molto professionale, ma anche corretto e sensibile, possessore di un fascino indiscutibile. Impossibile? Eppure continuo a cercarti negli angoli remoti del mio ego, vibrante e svogliato, alla scoperta di me stessa e dei miei desideri. Sì, mi contraddico di nuovo, sono proprio così, vorrei ma non faccio, comincio e mi fermo. Stavolta però sono io ad invocarti, sono stanca della mia convinta solitudine. Mi immagino con te ad un concerto di Chopin, ad una discussione letteraria, durante una passeggiata al parco. Il fruscio delle foglie sotto i piedi, una leggera brezza sul mio volto, i tuoi occhi che mi sorridono…
    Sarebbe comunque curioso incontrarti nella vita reale. Mi piaceresti? E io? Potrei piacerti? Non lo scoprirò mai perché tu non hai risposto e non so nemmeno se l’hai letta, questa famigerata lettera. Chissà…l’avresti fatto se io avessi allegato una mia foto? Sono carina sai…e anche molto più giovane di te. E sì, caro signore, sono una ragazza niente male, ma è proprio per questo che non ti ho mandato la foto. Forse avresti risposto pensando ad una facile conquista …ma no, che stupidaggine è questa?
    Figuriamoci se voglio complicarmi la vita. E per un sogno poi. Bello, bellissimo, straordinario…e che cavolo…solo un sogno. Adesso basta, vado a prepararmi uno spuntino e torno a rileggere Pushkin.
    Sarà mica tutta colpa sua?

    Replica

    dorella dignola replica:

    @Tatiana Kaptchevskaia,
    Sono davvero impressionata per la bellezza del racconto e la sua bravura.
    Ha descritto un fatto straordinario, penso unico, con grande spontaneità e maestria.
    I miei più vivi complimenti.
    Dorella

    Replica

    Tatiana Kaptchevskaia replica:

    @dorella dignola,

    Apprezzo tanto le Sue gentili parole! Grazie di cuore! Tatiana

    Replica

  148. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    LA GELOSIA

    Che un malore e un gran tormento sia,
    lo dicono molti della gelosia,
    ma solo chi la propria donna adora
    ne soffre, se lo sguardo altrui la sfiora,
    e sol chi ama, senza bramosia,
    forse, non sa cos’è la gelosia,
    mentr’io, che amo tanto ardentemente,
    geloso son col fisico e la mente,
    e quel malor mi turba e mi minaccia
    perfin quando la stringo tra le braccia.

    Ma più mi struggo e mi dispero invano,
    quando dall’amor mio sono lontano,
    poiché, senza la luce di quegl’occhi,
    son come un bimbo che non ha balocchi
    e, se non accarezzo i suoi capelli,
    vago, sì come al vento i ramoscelli.
    Però felicità sento che scocca,
    appena ella mi bacia sulla bocca,
    anche se esplode allor la bramosia,
    che il cor mi fa tremar di gelosia!

    ***
    Questa mia poesia fa parte della silloge dal titolo “Pensieri al vento”, pubblicata nel novembre del 2006 da Edizioni Cannarsa

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, E’ una poesia elegante, raffinata che ricorda un po’ “Il dolce stil novo”, dove la donna era al centro dell’Universo, nel rispetto della sua persona, essere umano venuto al Mondo per dare e ricevere amore, senza eccessi,
    un pizzico di gelosia è d’obbligo in un rapporto d’amore paritario, il vero amore si compie ogni giorno con piccoli gesti d’amore. Complimenti sia per la forma e per il contenuto da Cettina

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,
    Grazie delle parole di commento; sono pienamente convinto che la gelosia, nelle giusta misura, sia una componente importante di un rapporto amoroso, in quanto un amore senza gelosia non è vero amore. Tuttavia nella poesia anche la gelosia può assurgere a vette, che oggi non sono più attuali. Un cordiale saluto ed auguri per le le tue belle composizioni. Giuseppe D’Uva Cifelli

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,

    Un bel componimento in rima che tratta il tema della gelosia. Un pizzico è necessaria, troppa rischia di distruggere anche l’unione partita con i migliori presupposti. Mettere da parte la gelosia, significa anche (af)fidarsi alla persona amata.
    Complimenti.
    Ars

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @Arsomnia,
    Concordo con te che, con la gelosia, non bisogna esagerare, specialmente quanto si è acquisita piena fiducia nella persona amata. La mia poesia è stata scritta, comunque, quando avevo poco più di 18 anni. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Ti ringrazio e ti faccio tanti auguri per la tua attività artistica. Giuseppe

    Replica

  149. Gaia dice:

    È amore

    È amore stamani
    in ginocchio sull’erba
    a contare i petali
    di una margherita

    È amore la sera
    quando conti le stelle
    ed io ti interrompo
    con sussurri di baci

    È amore tra le tue braccia
    a contare i fremiti del cuore
    le tue ali di farfalla, stanotte,
    avvicineranno la luna

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, Davvero dolci e delicati questi versi d’amore Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, ..grazie a te, del tuo commento dolce e delicato.. Gaia

    Replica

    anna maria e replica:

    @Gaia, ti immagino così come i tuoi versi, tenera e gioiosa.

    Replica

    Gaia replica:

    @anna maria e, .. Grazie Anna Maria, delle tue parole dolci … Sono felice che tu abbia percepito dai miei versi sensazioni di me… Grazie davvero. Gaia

    Replica

  150. L’ ANIMA INNAMORATA

    Che cos’è questa fitta
    Che senti nel petto?
    Cosa muove il tuo
    pianto a dirotto?
    Perché sussulti
    ad ogni quotidiano
    avvenimento?
    Per il giovane
    Che muore sulla strada,
    per la donna violentata
    nella casa,
    l’orrore d’un matricidio,
    la follìa d’un genocidio;
    per l’infanzia profanata,
    l’innocenza violata,
    i rapimenti e gli abusi,
    la libertà rubata
    e beffata ed odiata;
    ed i soprusi, ed il rogo
    delle terre più belle,
    fino al crollo improvviso
    delle Torri Gemelle?
    Hai tu capito cos’è
    questo grido che
    sanguina il cuore?
    E’ amore?
    Sei tu capace d’amore
    Universale?
    Vedo un sorriso
    ed il cuore
    integro, indiviso
    Vuole rispondere,
    aver l’altezza morale,
    la verticalità cosmica
    d’un amore epocale;
    Amore di chiostro?
    per vincere il mondo
    che sempre più
    vuole essere mostro!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @dorella dignola, Il senso di ribellione di un’anima innamorata contro ogni ingiustizia e sopruso chiede risposte alle lacerazioni del vivere moderno, in questa profonda lirica. Ti saluto caramente

    Daniela

    Replica

    dorella dignola replica:

    @Daniela Quieti, Sì Daniela cara, aspettiamo risposte.
    Grazie e un abbraccio

    Replica

  151. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Corpi intrecciati

    Giacciono avvinghiati i nostri corpi
    Intrecciati all’unisono
    Linfa vitale quel calore
    Che ci pervade
    La mia mano tesa e china su di te
    Acqua che sgorga limpida e pura
    Alla fonte del tuo sapere
    Che ormai mi appartiene
    Tesi a superare insieme
    Le avversità e a gioire
    Di attimi che si perdono
    In mille rivoli di felicità.

    Replica

  152. Con delicatezza
    … E ti abbraccio con lo sguardo
    senza toccarti
    e ti osservo
    come fosse la prima volta.
    Non oso chiederti nulla
    per timore che tutto svanisca
    e so che sei vero e che ti amo.
    E ti abbraccio con delicatezza
    per non ferire la tua pudicizia
    per non scoprire mai cose non dette
    o domande che potrebbero rapirti
    all’immensa solitudine
    dell’amore mio.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Fois Marinella, Un amore eterno,vero nella tolleranza della altra persona…quando si ama veramente.
    Complimenti da Cettina

    Replica

    Gaia replica:

    @Fois Marinella,.. Cara Marinella, bellissimo l’apparente contrasto tra il non osare chiedere per timore che tutto svanisca e l’assoluta certezza dell’amore. Ancora una emozionante poesia, complimenti! Gaia

    Replica

  153. Il Mare

    Il mare nasconde i tuoi misteri,
    come um tesoro perso
    che busca incontrare la chiave
    certa per aprile il cuore.
    In questo ciel’azzurro d’estate
    con sue onde piccole.
    Camminare per la sabbia
    in busca di trovare l’verità
    su il senso della vita…
    Le volte il cuore splode
    di passione come la furia
    d’ Poseidon nel mare.
    E sentire nella pelle
    tutta la sensazione
    di piacere …

    Margleice

    Replica

    Robert replica:

    @Margleice Pimenta,

    forse è meglio che presenti le tue poesie nella tua lingua perché purtroppo la traduzione dei testi che hai appena pubblicato non è molto felice… :) Comunque grazie per aver partecipato.

    R.

    Replica

    Margleice Pimenta replica:

    @Robert,

    O mar

    O mar esconde os teus mistérios,
    como um tesouro perdido
    que busca encontrar a chave
    certa para abrir o coração.
    Neste céu azul de verão
    com suas ondas pequenas.
    Caminhar pela areia
    em busca de encontrar a verdade
    sobre o sentido da vida…
    Às vezes o coração explode
    de paixão como a fúria
    de Poseidón no mar.
    E sentir na pele
    toda a sensação de
    prazer …

    Obrigada (grazie) Robert,
    Margleice

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Margleice Pimenta,

    Una poesia in lingua qui su ManualediMari! Ha un suono così dolce la tua poesia, e quando si parla d’amore il linguaggio è universale che le emozioni passano anche se non si conosce l’idioma. Poi, la tua lingua è così sonora!
    Grazie per essere qui con noi Margleice
    Ti abbraccio
    Ars

    Margleice Pimenta replica:

    @Margleice Pimenta, grazie d’avvero Arsomnia per lo commento! È vero, quando si parla d’amore, non esiste frontiere. Non parlo la tua lingua, ma capisco un po’nella scrita.
    Di niente, é un piacere anche per me Ars
    Ti abbraccio
    Marg

  154. Canzone d’amore

    La poesia che hai dentro di me
    Sono parole che vieni del cuore.
    E’ come ascoltare una canzone d’amore
    in una bellissima notte di primavera,
    e sentire il profumo delle fiori.
    Nel cielo c’e uma stella
    che brilha al lontano.
    Per vivere in questo sogno
    é sentire la poesia d’amore
    scrita nel quarderno su la tavola
    per discrevere ogni parola.
    Adesso ho bisogno di te
    insieme a me per essere il più
    bello del nostro amore.
    E ti voglio sempre al mio fianco
    in ogni momento in questa vita.

    Sezione poesia e musica

    Margleice

    Replica

  155. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Transfert

    Sei entrato di soppiatto dentro di me
    Ti sei impadronito del mio corpo
    Hai assunto le mie sembianze
    Hai occupato i miei pensieri
    Tocchi con le mie mani
    Guardi con i miei occhi
    Ascolti con le mie orecchie
    Mangi con la mia bocca
    Annusi con il mio naso
    Il profumo che ho lasciato
    Nell’alcova del nostro amore

    Replica

  156. Alessandro Courrier dice:

    INGANNO
    Caldo fuoco acceso
    ti sento nel lontano casolare stai bruciando
    ancora nel buio della notte fra la voce dei grilli…
    Sei tu assassino dei destini!
    Colpevole d’ignoranza ogni giorno uccidi un pezzo di me…
    poi come in uno specchio colpisci anche te.
    Fra il frantumarsi nella notte
    i tuoi pensieri sono caduti nel pavimento delle tue rotonde menzogne
    rotolano lontano negli angoli oscuri
    fra migliaia di sfere di tridimensionali inganni
    che nel tempo ricomporrai
    perché cercherai le parole
    quelle che non hai mai detto
    e che ogni notte imperterrito bruciavi
    nel tuo camino dell’odio
    senza aver mai capito che stavi distruggendo solo la tua vita.

    Replica

  157. Gaia dice:

    Vera bellezza emerge oggi dalla terra
    in fiore sono le ortensie
    tra le spine germogliano sulle rose
    piccole foglioline rosse
    Verde è la siepe ma ora
    adorna di candidi grappoli bianchi
    si sono svegliati anche i ciliegi
    e sul tiglio davanti alla mia finestra
    uccellini indaffarati
    si corteggiano e adornano il nido d’amore

    Tra tanta bellezza
    tu, sporca di terra anche in viso
    che travasi gerani e concimi i limoni

    Tu, del mio giardino
    sei certo il fiore più bello
    tu, che incoroni la campagna
    e sei corolla al mio cuore

    Replica

    dorella dignola replica:

    @Gaia, E’ un Amore! Bella poesia che sgorga in parole cariche d’immagini intense, fuse tra l’umano e la natura, dove si specchia il sentimento più bello.
    Complimenti! Dorella

    Replica

    Gaia replica:

    @dorella dignola, Sei dolcissima Dorella, grazie! Ho trascorso il mattino in giardino a rendere giustizia a questa bellissima primavera che avanza e ho pensato alla mia cara e amata nonna…. Grazie davvero. Gaia

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Gaia,
    Immagini infinite di una tardiva primavera che abbraccia l’emozione tra colori e profumi di terra e fiori.
    Grazie
    Marinella

    Replica

    Gaia replica:

    @Fois Marinella, grazie a te Marinella, delle tue parole. La primavera..chissà da dove viene con tutti i suoi colori e profumi ….. certo è, che non può essere che frutto di infinito amore… Gaia

    Replica

  158. UN DESTINO SCRITTO

    Le nuvole in cielo corrono via,
    i raggi di sole riscaldano il cuore,
    il destino è un sogno già scritto
    e noi viaggiamo nella stessa scia,
    domani nel segno dell’amore,
    sposi nel labirinto della vita

    Replica

  159. PRIMO INCONTRO

    Ormai rassegnata alla solitudine
    immersa nei mei pensieri
    nascosta dalla luce tenue
    t’incontrai
    in quella sala gremita di gente
    un amico comune ci presentò.
    D’apprima
    la mia bocca arsa
    il mio sguardo perso ma attento
    annuivo e sorridevo, ascoltando
    la tua voce calda e profonda.
    Incredula
    che il destino ti portasse a me
    fui incantata poi all’istante
    dal tuo sguardo affascinante.
    Il nostro primo incontro
    casuale ed inusuale
    ci unì indissolubilmente.

    Replica

  160. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    Il trasloco dell’Anima

    Ho abituato il mio cuore
    A non piangere
    “Essere forte … agire”
    E’ diventato un motto perenne
    S’impadronisce di me
    E mi porta a rincorrere la Luna….
    E seguo le mie mani fra i tuoi capelli
    Per allungare il giorno un po’ di più
    Per fermare il tramonto
    Che ti porta via da me
    Per continuare a vivere senza di te
    Adesso, la mia Anima è pronta
    All’ennesimo trasloco
    Sempre in bilico tra la vita e la morte
    Sull’orlo di un precipizio
    Cerco a tutti i costi di allontanarlo dalla mia vista
    Perché da questo trasloco
    Spiccherò il volo verso una vita vera
    Non sarà più una vita sognata
    Diventerà una vita reale, una vita dignitosa
    Aspirazione universale di ogni essere umano

    Replica

  161. luca gamberini dice:

    BUON VIAGGIO

    Ho letto che parti
    ma poi che torni
    forse
    in viaggio
    chiuderai gli occhi
    almeno un istante

    si
    lo farai

    l’orizzonte padano
    ha una sua storia
    già raccontata

    chiudere gli occhi
    un istante
    potrebbe renderla
    diversa
    più colorata

    non pioverà

    l’emozione
    non piove
    dilaga a volte
    ma
    non allaga
    e se lega
    incrocia

    ciò che leggi
    puoi
    anche ascoltarlo
    sei alleata
    dell’edera

    sali
    scendi
    ramifichi

    e dire che
    pari ferma.

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @luca gamberini, molto bella questa Poesia, il tema del viaggio è un argomento interessante, nel movimento dei versi si avverte alla fine … l’immmobilità assoluta dell’essere.
    Complimeni da Cettina

    Replica

  162. sabina dice:

    Vendettaaaaaaaaaaaa
    Il corpo obeso è offesosenza tema di smentita
    leggermente sovrappeso avrebbe detto del suo peso enull’altro.
    Offeso il peso
    offeso il sovrappeso e offeso l’obeso
    offesa la bocca
    carnosa e leggera
    offesa la pancia che non si sbilancia
    sempre bianca e
    offesa la coscia lunga e liscia
    offesa l’unghia che si sente leggera e colorata
    dov’è il peso?? Voglio tagliarlo
    diventare leggera leggiadra
    invisibile piuma al vento soffocarti di solleticoo
    dar corpo alla gravità
    quella denominata g
    ti peso soppeso
    e abuso di te senza pietà
    hai offeso il mio peso, o dolce mio peso
    un beso
    poi ancora un beso per un lungo
    giorno tempestoso come vendetta mi aspetta….
    e allora vedrai il mio peso
    obeso e offeso
    che beso…ahhaahche beso mi darai e vivrai
    offeso dal mio peso
    o dal mio beso
    offeso
    delizioso
    carnoso
    affettuoso
    voluttuoso
    senza senso il mio peso sarà

    Sabina Porfido(AGENDA letteraria noitrè 2010)
    Poesia e musica

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @sabina, Si parla tanto di peso corporeo, con la Poesia non tralasciamo il peso dell’Anima che cresce a dismisura ed è proporzionale solamente alla sensibilità dell’Anima.Complimenti per la Poesia,ciao da Cettina.

    Replica

    sabina replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, Grazie Cettina, il peso è l’apparenza, il resto bisogna saperlo leggere, e tu lo hai fatto splendidamente. Ancora grazie, sabina

    Replica

    Fiorella Macchioni replica:

    @sabina,
    Leggere parole di piuma dentro calici di pensieri pesanti che fluttuano al soffio e al soffio volteggiano e si fermano fioriti d’anima su di noi.
    Brava!

    Replica

    sabina replica:

    @Fiorella Macchioni, mi commuove tanta cortesia, colta, leggera e sapiente, grazie, sabina

    Replica

  163. Bacio amaro

    Attendo!
    Che cosa?
    il sorger del sole,
    l’incontro,
    le ore del giorno;
    che mancano
    al tuo ritorno?
    Ti attendo domani
    per dirti: Rimani;
    Di venire hai promesso!
    Anelo il tempo
    che mi vorrai dare,
    l’amplesso,
    il bacio caldo,
    l’amore concesso,
    che viver vorrò
    anche se amaro!
    Celo una fretta
    per quella cosa
    che non conosco,
    che mi aspetta,
    che non arriva mai!
    Che mi farà gioire,
    o mi farà soffrire,
    Non so!
    Ho il cuore proteso
    ed il tempo trascorre,
    attendendo i tuoi baci,
    il sapore di miele
    che poi svanirà
    lasciandomi solo
    sapore di fiele!
    Perchè non mi lasci?

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @dorella dignola,
    quanto rammarico in queasta poesia!Attendo..che cosa…
    perchè non mi lasci?…
    la speranza è la linfa della vita… amala.. non ti deluderà!
    Con affetto
    Marinella(nonnamery)

    Replica

    maria lampa replica:

    @dorella dignola,
    si avverte un grande dolore e la richiesta-supplica di essere lasciata, per mettere un punto, una fine ad una attesa sognata ed estenuante.
    Attendere, sognare, sperare in baci….che non si sa se arrivano…..
    Tutto viene enfatizzato, sognato fino allo spasimo e questo pensiero intensifica l’emozione.
    Sei molto brava a descrivere tutto questo e chi legge ne è assorbito.

    Replica

  164. cecilia cartocci dice:

    Sei ormai come un’eco, un’ombra, una specchiera

    Da te so di ottenere risposta,
    più di quanto l’eco risponde al suono,
    e sentirti accanto
    come l’ombra accompagna il corpo,
    o come uno specchio
    che riflette il colore di tutto.

    Non credo di meritarlo
    a meno che non credi sia degna
    d’essere ugualmente io per te
    come quell’eco, quell’ombra, quello specchio.

    Replica

  165. Corinina dice:

    Parole in musica
    onda d’origine antica
    trasportata dal lento valzer
    che fa oscillare i nostri corpi.
    Tutta la vita
    potrebbe essere così
    tra un passo di danza e l’altro
    gli occhi socchiusi
    nell’abbraccio avvolgente.
    Mi sfiora il vento la guancia
    come fosse il tuo respiro:
    un sogno irreale
    che questa sera
    a me si concede
    nella nebbia errabonda.

    Replica

  166. NUNZIATA FRANCO dice:

    Trovo l’iniziativa interessante.

    Replica

  167. massimo dice:

    Nubi, lacerti d’azzurro
    e montagne distanti
    Chiare e ferme
    come i tuoi occhi.

    Replica

    Gaia replica:

    @massimo, Caro Massimo, ci fai un dono meraviglioso. Quello di poter vivere le tue belle parole. Grazie, Gaia

    Replica

    massimo replica:

    @Gaia, Bè, sono contento che le apprezzi. Grazie.

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @massimo,
    In poche parole… tutta la melodia della poesia.
    Grazie
    Marinella

    Replica

  168. Gaia dice:

    Tutto il fuoco della terra
    è stasera raccolto nel tuo ventre, luna
    la tua luce affonda nel mio cuore
    che non è che polvere
    al cospetto del tuo immenso specchio

    Vorrei venirmi a sedere accanto a te
    su una stella a te vicina
    solo per respirare il fremito
    di tutti i sogni di questa vita insieme

    Ed il profumo che posi sulle mie labbra
    e sulla notte che si tinge di lavanda

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Gaia,
    In perfetta sintonia con l’orario, sono le ore 1,35
    potresti respirare il fremito di tutti i sogni. Bella la chiusa.
    Marinella

    Replica

    Gaia replica:

    @Fois Marinella, Cara Marinella, ebbene si.. Adoro la notte! Mi affascina scoprire che tra i suoi silenzi e la fitta tenebra si nascondono infiniti colori, profumi ed essenze di luce. Con stima e molta simpatia. Gaia

    Replica

  169. Ciao a tutti, Robert caro e Redazione tutta,
    e scusate se irrompo qui, nel bel mezzo del Concorso d’Emozioni, con la mia presenza un po’ ritardataria.
    Ho partecipato al Concorso dal 2005, la sua nascita.
    E con tutto il cuore avrei voluto esserci anche quest’anno.
    Tuttavia, la vita mi sta tenendo tanto lontana dal pc e dalle parole. Cose belle, niente di cui preoccuparsi. Ma il tempo corre svelto, io dietro di lui, e temo di non riuscire a esserci, quest’anno. In ogni caso vi leggerò, tutti, emozionandomi, come ogni volta.
    Grazie per esserci sempre.

    Replica

    Arsomnia replica:

    @StregaDelMare,

    Ciao. Un vero peccato se manchi a questo appuntamento.. dai, fai il possibile!
    Un bacio
    Ars

    Replica

  170. Vincenzo Mascellaro dice:

    Lontananza

    Nel tramonto dei nostri mari
    se un pensiero
    ti raggiunge
    Sfiorandoti la pelle,
    pensami teneramente,
    Anche un solo istante.

    Nessuno s’accorgerà d’una nuvola passeggera
    Che vela appena appena
    il sole in un tramonto d’agosto .

    E quando il disco rosso
    sparisce nel cupo azzurro
    anch’io ti penserò
    annullando spazio e tempo
    creando l’illusione
    di una magica unione.

    Non essere triste!
    Vedi, siamo insieme:
    puoi sentire la mia pelle,
    le carezze che ti scompigliano i capelli,
    i miei baci che bruciano di passione;
    poi,
    sentire la mia voce
    che ti sussurra : “zitta, ascolta il cuore “.

    Come stasera
    tra i palazzi,
    tra la gente,
    con le lacrime che scendono
    teneramente.

    Vincenzo Mascellaro

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Vincenzo Mascellaro,
    “Zita, ascolta il cuore” …dovremmo ascoltare un pò di più la voce del cuore… è la più vera, la più sincera.
    Grazie.
    Marinella(nonnamery)

    Replica

  171. giuliana meloncelli dice:

    INNAMORATI

    Se questo è un sogno
    lasciatemi dormire
    che domani
    non è ancora arrivato
    E vedo la pioggia
    e il sole
    Le stelle
    e il mare
    Nel mio sogno
    nè tempo nè inganni
    Con gli occhi chiusi
    il blu lo vedo
    Lasciatemi sognare
    che nessuno
    osi svegliarmi
    E’ il ronzio
    di uno sciame d’api
    Del miele voglio cibarmi
    Non catturate gli angeli
    lasciateli volare!
    Sopra di noi
    sono sospesi
    e nel sogno
    ci vengono a parlare
    Se questo è un sogno
    non svegliatemi più

    Replica

  172. Fiorella Cappelli dice:

    Ed è subito Notte…

    Il sole di maggio riscalda i rami
    il vento che soffia dice che m’ami
    rapito lo sguardo, ora tu taci
    mi copri il volto e i capelli di baci
    E’ primavera…
    un bacio, un altro, è subito sera.
    Trema la pelle, risponde sincera
    sento il tuo cuore impazzito che batte
    baci, poi altri…ed è subito notte.

    Fiorella Cappelli
    (poesie 1970)

    Replica

    Gaia replica:

    @Fiorella Cappelli, .. Cara Fiorella, che gioia comunicano al cuore i tuoi dolci e melodiosi versi! li sento molto vicini. Gaia

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Fiorella Cappelli,
    I baci sono come le ciliegie…una tira l’altra…
    Felicità!
    Marinella

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Fiorella Cappelli,

    tutta l’intensità in quel “ed è subito notte”.. brava!
    Un abbraccio
    Ars

    Replica

  173. Mariolina La Monica dice:

    CANZONE D’AUTUNNO

    Sempre e per sempre
    - mentre ti guardo
    e colgo il tuo profilo
    il bianco dei capelli-
    sento
    che mi sei anima e tepore.
    Ma ora vorrei dirti sottovoce
    che non son più
    quella di quando cantava il giorno
    e l’aria tutt’attorno
    sapeva di ciclamini e di ciliegie.
    Ora
    - tra fulmini
    lusinghe
    bastioni da espugnare
    montagne da scalare in ginocchio-
    pesano le inutili parvenze
    e le movenze che conducono al nulla
    impastano gli sguardi..
    .. ed empiono la bocca di salmastro.
    Ora
    mi faccio forte del silenzio.
    Eppure
    è forse forte l’erba che si secca
    restando appesa
    a elaborare un verso
    al vento ed alla zolla?

    Il tempo
    il tempo passa
    fa cadere le aride, velate ipocrisie
    che bloccano al chiodo fisso della vita
    fischia sillabe vere
    echeggia parole tenere e cattive
    riporta intatti i momenti tutti
    ulula “AMORE!”
    della pala al mulino che mi conduce al fiume
    mi svela pienamente te.
    Potrebbe
    anche non essere un diritto
    scritto sul petalo rosa della vita
    la parola amore
    ..e tu
    sei la brezza che mi porta.

    Ora, per l’isola lunga
    con ali di rose
    va l’ombra della sera.

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Mariolina La Monica,
    Complimenti per questa poesia che porta il sapore dell’amore, in particolare bella la chiusa… ora per l’isolalunga con ali di rose…va l’ombra della sera.
    Grazie.
    Marinella

    Replica

    Mariolina La Monica replica:

    @Fois Marinella,semmai grazie a te per le tue parole e per avere colto nelle mie il sapore dell’amore.
    Un abbraccio e un in bocca al lupo da sorella a sorella,
    Mariolina

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Mariolina La Monica,

    .. una canzone d’Autore molto, molto bella.
    Ti abbraccio
    Ars

    Replica

  174. Fiorella Cappelli dice:

    Sole Rosso

    L’infinito
    l’incontenibile
    velato da essenze di crepuscolo
    si staglia davanti agli occhi tuoi
    il vento ti accarezza i capelli
    in attesa che il respiro ritorni regolare
    ed il cuore rallenti la sua corsa…
    In alto
    per toccare il cielo
    per osservare soffici nuvole in mutazione
    in alto
    per la frazione di un attimo
    in cui ora, gli occhi
    si trovano a cambiare direzione…
    si perdono
    a definire contorni
    a catturare luce
    alla ricerca di nuovi orizzonti lontani
    profondi
    di sentimento e amore
    e sensazioni vivono…
    in un bacio che sa di muschio
    mentre un altro giorno muore…
    all’insegna di un sole rosso.

    Fiorella Cappelli
    Da “Carezze D’Aria” di Fiorella Cappelli

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Fiorella Cappelli, Davvero belle sensazioni vivono nel bacio che sa di muschio mentre il giorno muore all’insegna di un sole rosso Daniela

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Fiorella Cappelli,

    mi ha particolarmente colpito la capacità con cui hai saputo descrivere con “precisione” dette sensazioni..
    Ars

    Replica

  175. rita dice:

    Che belle poesie così ricche di amore e sentimenti…

    Replica

  176. Vincenzo Mascellaro dice:

    RICORDI

    Mi sovvengono momenti antichi
    quando la fiamma percuoteva il cuore
    bruciando la passione ogni ragione.
    La gelosia poi lacerava il mio corpo
    se solo uno sguardo si posava sul tuo bel volto.

    Insieme scoprivamo i primi amplessi.
    Tremanti d’emozione i baci e le parole
    accarezzavano gli anni d’amore.
    Rubavamo il tempo al tempo,
    conoscendo ogni recondito pensiero
    l’un dell’altro senza alcun segreto.

    Ma poi,
    come vele che dall’onde percosse
    trovano riparo in porti sicuri,
    le nostre vite, dall’incoscio spinte,
    si rifugiarono in tranquille dimore.

    Non più lacrime e acri tormenti
    ma solo gioie e dolori d’una vita normale,
    non più teneri cuccioli in cerca di coccole,
    ma arditi leoni in un mondo infernale.

    Quando ti rivedo orgogliosa e altera
    con una fredda maschera distante
    non so se sei felice delle vele lontane
    o rimpiangi il tuo diventare.

    Per me sei come allora!
    Niente è mutato,
    è come se il tempo si fosse fermato
    a raccontare una storia d’amore
    ora per te cenere e carbone.

    Vincenzo Mascellaro

    Replica

    Arsomnia replica:

    @Vincenzo Mascellaro,

    .. quando l’amore finisce.. ma uno dei due ama ancora come sempre…
    Fra le righe l’amore si mischia con una punta d’amarezza…
    Un abbraccio e buone cose
    Ars

    Replica

  177. gaetano dice:

    A Gaia

    Vorrei incontrarti
    quando il sole tramonta,
    sulla spiaggia dorata.
    Camminare ad occhi chiusi,
    prendendoti per mano,
    perche’ abbia una guida
    nel percorso del gaudio.
    Vorrei ascoltare il tuo cuore,
    nel silenzio rotto dallo sciabordio
    dell’onda.
    Vorrei guardare l’ orizzonte
    e interrogare il futuro.
    Vorrei amare senza interesse.
    Ma con l’interesse di amare.
    Vorrei essere felice.
    Vorrei l’ impossibile.
    Vorrei tutto.
    Vorrei te.
    Gaetano

    Replica

    Gaia replica:

    @gaetano, .. Caro Gaetano, essere il tutto per l’uomo che ti ama è desiderio certo di ogni donna.. A nome di tutte le Gaia… Grazie! Gaia

    Replica

  178. Rocco Giuseppe Greco dice:

    TENERAMENTE

    Teneramente
    ti stringi al mio corpo
    liberando delizie.

    Alla bocca che s’apre,
    dolce sole,
    porgo caldo
    il fiore sbocciato.

    La tua pelle brucia
    l’avide mani.

    Ad ogni carezza
    spalanchi voragini,
    accendi il fuoco.

    L’intero universo
    si cela e tace.

    Oggi l’amore
    è assenza di pensieri.

    E ti godo
    senza l’assillo
    del giorno che verrà.

    Replica

    Elisabetta Aprileo replica:

    @Rocco Giuseppe Greco, bella chiusa…senza l’assillo del tempo!

    Replica

  179. SERENATA

    Bella e fresca è la notte e punteggiata
    di stelle, un alito di vento sotto al
    balcone tuo mi fa rabbrividir la pelle.

    Sento il profumo delle rose nel giardino
    tuo selvaggio, il sospiro della
    primavera, il rigoglio di maggio.

    Aiutami luna bella a trovar le parole
    per sta donzella.

    Fa’ che si affacci da questa finestra,
    sotto al grappolo giallo di ginestra.

    E tu stella cadente aiutami a esaudir il
    sogno mio di adolescente, perchè
    io l’amo come allora e per lei
    canterò fino all’aurora.

    Quindi ti prego stella mia fa che ste
    quattro note siano una malìa,
    malìa complice la luna così che la
    voce mia si fa più sicura.

    Perchè se lei non risponde alla voce
    del mio cuore, domani sul giornale
    si leggerà di un disgraziato che
    s’è ammazzato per amore.

    Replica

  180. CETTINA LASCIA CIRINNA' dice:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’,

    Domani

    Nella luce del domani
    Le mani si cercano
    Intrecciano ghirlande d’amore
    Per abbellire il corpo stanco
    Petali di rose saranno
    Il tappeto
    Dove le orme
    Ci porteranno
    Dopo un lungo cammino
    Mano nella mano
    Come due innamorati
    Tre cigni bianchi
    Saranno silenziosi testimoni
    Di un grande amore
    Tutt’intorno
    Complice
    Il Lago tace

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, Bellissime immagini che già testimoniano la promessa del luminoso domani Daniela

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, Grazie Daniela per il tuo commento, senza la speranza non si vivrebbe, soprattutto senza amore.
    Ciao Cettina

    Replica

  181. Gaia dice:

    Ho scomposto e ricomposto ricordi
    ho avvicinato gesti e sorrisi, baci
    nell’ora che veste il silenzio

    Tenerezza e profonda solitudine
    hanno vestito il mio sentire

    Una fatica amare, credimi
    una fatica piangere di ebbrezza
    e nell’attimo ridere come la prima volta

    E pure non vi rinuncerò mai
    come al correre dietro a una nuvola che fugge
    o ad un raggio di luna che canta nel mare

    Replica

    Vincenzo Mascellaro replica:

    @Gaia, la realtà dell’amore descritta con versi molto belli ed efficaci. Mi piace moltissimo “come correre dietro a una nuvola che fugge”. Brava!

    Replica

    Gaia replica:

    @Vincenzo Mascellaro, … Caro Vincenzo, Sono davvero felice che ti sia piaciuta questa poesia. La sento molto mia. Quante volte mi trovo a correre dietro a mutevoli e inafferrabili nuvole!! Grazie di cuore. Gaia

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Gaia,
    lirica soffusa di dolce rimpianto che subito viene dissipato dalle immagini di nuvole che fuggono e dal melodioso canto di un raggio di luna che intinge le note nel mare.
    Molto romantica.
    Fiorella Cappelli

    Replica

    Gaia replica:

    @Fiorella Cappelli, … Romantica… Adoro ciò che questa parola evoca, parola della quale purtroppo si è così abusato, arrivando anche a stravolgerne il vero significato… Grazie Fiorella, sono contenta che la poesia ti sia piaciuta. Gaia

    Replica

  182. Carmela Tùccari dice:

    GALEOTTO FU IL VINO

    Il cielo tersissimo, di un azzurro intenso e lucido, era una cupola di smalto sulla vasta distesa dei vigneti d’un verde brillante che già cominciava a striarsi della ruggine autunnale.
    Nello splendido scenario di quel mattino, girovagavo come un’anima in pena tra i filari di viti dalle quali pendevano i grappoli fitti di acini violetti e turgidi che anelavano ad essere raccolti..
    Si era finalmente conclusa una balorda storia d’amore tra me e un aitante quanto insulso giovanotto, tirata avanti per ben due anni, più per abitudine che per passione. Preferivo girovagare senza meta con i miei pensieri, pur di non rimanere a casa dove l’atmosfera era diventata insopportabile. Tutti erano irritabili.
    Infatti, il periodo favorevole per la vendemmia era giunto al termine, ma qualcosa non era andato per il verso giusto nella preparazione delle grandi botti di rovere. A questo punto, con le botti inservibili, cosa andava fatto? Vendere l’uva o il mosto sarebbe stata una buona soluzione, ma la cosa infastidiva mio padre. Considerava un’umiliazione ricorrere ad un “sensale”!
    Fu proprio a metà di quella splendida mattinata del 4 ottobre, festa di San Francesco, che inaspettatamente si presentò la soluzione.
    Una macchina si era fermata davanti al cancello spalancato sorretto da pilastri di blocchi lavici e calcarei alternati che ricordavano l’arte normanna. Un giovane uomo, colpito dall’aspetto della casa, entrò nel “baglio” chiamando a gran voce.
    Proprio in quell’istante, tornata dalla mia solitaria passeggiata, vi facevo il mio ingresso. Il giovane si avvicinò quasi timidamente e si presentò.
    Inaspettatamente i suoi occhi dello stesso colore del cielo ebbero dei guizzi verdi. Tesi la mano come si conveniva ed una scossa elettrica attraversò il mio corpo al rapido contatto. Mi accorsi che anch’egli trasaliva, forse colpito dalla medesima energia, e non riuscii neppure a pronunciare il mio nome!
    Il tempestivo arrivo dei miei genitori, provenienti dalle cantine, ci trasse fortunatamente dal magico impaccio.
    L’uomo presentò a mio padre la sua richiesta. Aveva bisogno di comprare del mosto! Mio padre tirò un sospiro di sollievo. L’invitò a casa dove si concluse l’affare, con soddisfazione di entrambi.

    “Galeotto fu il vino …” a ben dire, pensai in seguito quando, dopo quel primo incontro e ripetuti altri, l’intraprendente ed insistente giovanotto riuscì a fare crollare tutte le mie difese, tanto da condurmi felicemente all’altare l’anno successivo.
    Sono passati più di quarant’anni dalla fortuita conoscenza e, tra violente discussione e plateali riconciliazioni, la nostra “intesa di pelle” regge ancora.
    All’inizio, nelle liete ricorrenze, eravamo soliti sturare una bottiglia di “quel” vino “galeotto”. La penultima è stata aperta il giorno del nostro venticinquesimo anniversario di nozze.
    L’ultima troneggia ancora sulla mensola alta della nostra “cantinetta ”, impolverata e con l’etichetta casalinga quasi del tutto scolorita, ma sulla quale è ancora possibile leggere l’annata: 1966!

    Replica

  183. MIELE E FIELE

    Sapore
    sillabato
    di miele
    e fiele
    sulle tue
    labbra
    di eden
    strappa
    sospiri
    d’infinito
    afferra
    l’invalicabile
    cerchio
    del tempo
    e nel tempo
    anima
    passi
    stanchi
    di brevi
    squarci
    d’ansie
    e frammenti
    del cuore
    rubati
    a baci
    insaziati
    di te.
    E tutto
    intorno
    è cielo.

    Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti

    Replica

    CETTINA LASCIA CIRINNA' replica:

    @Daniela Quieti, hai descritto attimi d’amore in secondi di felicità assoluta. Cettina

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @CETTINA LASCIA CIRINNA’, Grazie infinite per il bel commento e un caro saluto

    Replica

  184. cecilia cartocci dice:

    LAGHI

    Voglio fiorire dai miei capelli
    e guardarti sdraiato respirare.
    Voglio sciogliermi in una coppa d’oro
    come una perla bianca
    e porgerti questa bevanda fino a farti ubriacare.
    Dilaterai la tua mente
    come una pioggia dilata il lago.
    Fermo, di correnti false,
    di onde menzognere dal colore incerto
    se ridere o svenire dalla disperazione.
    Ebbene nel lago
    deve essere dolce morire
    risucchiato dall’immobilità della bugia.
    La bocca dischiusa nel marmo pario
    simula la carne, la vita, la sensualità.
    Oltre gli occhi d’argento
    rimane l’intelligenza
    di un’arte falsamente creduta svanita.
    Rimane.
    Come il mare se cambiano le gocce,
    come la terra se cambiano i sassi.

    Replica

  185. Susanna Trippa dice:

    (da ‘Appuntamento alle sette’ ne ‘I racconti di CasaLuet’ di Susanna Trippa)

    Mac muoveva i muscoli della faccia e la testa, che erano poi le uniche parti che potesse muovere… faceva fatica a mettere ordine nel guazzabuglio di sensazioni che si succedevano e che gli si accavallavano dentro.
    In ordine sparso, ma non d’importanza: disperazione perché Cecilia era lì e in quello stato,gioia stupefatta perché era arrivata incontestabilmente per lui, rivelazione del tipo fulmine a ciel sereno di amore irriducibile e puro unitamente a passione sfrenata per la suddetta ragazza, enorme senso di colpa perché lei si trovava lì per causa sua.
    Più o meno tali erano le sensazioni di base, ma come sempre accade, suddivise e sfaccettate in miriadi di sottosensazioni… e su tutto questo stava lo sforzo della parte ragionante di Mac a cercare di mettere ordine nella sfera emotiva, e a trovare una qualche soluzione soddisfacente… o una parvenza di questa.
    Ma poi Cecilia sbattè alcune volte le palpebre, sollevò la testa e la girò verso Mac, a neanche mezzo metro di distanza, e così legata mani e piedi e ancora stordita dalla botta di Gino, tale era la forza di quella ragazza, che gli regalò un debole ma indubitabile sorriso.
    Mac,che non aveva mai provato un tale esplosivo mix di amore e tenerezza per qualcuno,la guardava incantato.
    Poi,banalmente,le chiese se stava bene.
    A un cenno affermativo di lei, visto che aveva deciso di trovarsi all’interno di un brutto film, si adeguò al copione e, con l’aria più macho possibile, le sussurrò ma con voce decisa «Stai tranquilla,troveremo il modo di uscire da qui!».
    (Fine)

    Replica

  186. Susanna Trippa dice:

    (…) Erano le diciotto e quarantotto e Mac aveva di sicuro ‘bucato’ il suo primo appuntamento con Cecilia Maggi…
    “Accidenti… erano già le sette e un quarto!” lei si avvicinò alla finestra e guardò fuori: nessuno, tantomeno furgoni Transit… mm… bel modo di arrivare a un primo appuntamento.
    ……Mac, legato mani e piedi, oltre al sapore del sangue che colando dal naso gli entrava in bocca, sentì un ronzio forte alle tempie e un brivido corrergli veloce lungo la colonna vertebrale; riconobbe i sintomi della paura, di una subitanea paura; cercò di respirare profondamente e di stare calmo… anche se la situazione era ancora peggiore di come gli era parsa nel primo momento del risveglio.
    Poi gli venne in mente che, con molta precisione, aveva spiegato a Cecilia Maggi il posto dove aveva visto la scarpetta all’inizio del canneto… le aveva anche dato il numero del cellulare, e allora sperò che quella cara ragazza,non vedendolo arrivare,pensasse semplicemente che era uno stronzo, e trascorresse la serata senza preoccuparsi di lui. Per niente al mondo avrebbe voluto che fosse invischiata in quel pasticcio!Lo sperava… ma nel fondo del suo cuore Mac aveva non pochi dubbi che Cecilia Maggi avrebbe allegramente scrollato le spalle non vedendolo arrivare… e che la cosa finisse lì.
    E non si sbagliava.
    …….Così successe che Cecilia Maggi, dalle sette e un quarto alle otto meno dieci, oscillò tra il pensare che Mac fosse un cretino o che invece avesse avuto un contrattempo e che sarebbe comunque arrivato, in ritardo, ma sarebbe arrivato. Non le tornava però: Mac avrebbe potuto telefonarle… si erano scambiati i numeri di telefono proprio quel pomeriggio, così riprendeva a pensare che era un cretino, ma anche questo non tornava… ripensò ai momenti in cui avevano parlato… e non era proprio possibile.
    Così, alle otto meno dieci, chiamò Mac: il telefono era muto.Guardò di nuovo fuori dalla finestra: il rombare dei tuoni di poco prima si era calmato, ma cadeva una pioggia fitta e chissà per quanto avrebbe continuato.
    All’improvviso seppe con certezza, non avrebbe saputo spiegare perché, che Mac era il suo amore… quello che doveva arrivare già da un po’, anche se lei faceva la sua vita tranquilla senza fantasticare più di tanto; era il suo amore, anche se avevano parlato e si erano scambiati sguardi per non più di tre ore e mezza nell’arco di un mese.
    Anzi, avrebbe saputo spiegare perché: era stato quindici giorni prima, quando aveva notato come l’aveva guardata tra la guancia e l’orecchio, e come aveva poi distolto lo sguardo. Ora che aveva capito come stavano le cose: quello che provava – bam – e che, non aveva dubbi, provava anche Mac… uguale uguale… per Cecilia Maggi, per come era fatta lei, si trattava di agire, di muoversi per vedere cosa poteva essergli successo, perché qualcosa doveva pur essere successo! Così, a grande velocità, infilò una giacca da pioggia su quello che aveva addosso, prese la pila dalla mensola dell’ingresso e uscì. (terza parte)

    ***

    Da ‘Appuntamento alle sette’ (I racconti di CasaLuet di Susanna Trippa)
    Il tempo si mise a passare lentamente, molto lentamente.
    (Così finisce la seconda parte inserita il 31 marzo).

    Replica

  187. massimo dice:

    Ho dormito senza un letto
    su una coperta buttata
    sopra le assi della veranda.
    Ho goduto dei brividi lunghi
    in fondo alla notte
    Sognando camelie e onde
    alte come palazzi
    Onde sospese
    che non si schiantavano mai.
    Le camelie erano sulla tua bocca
    sopra ai tuoi capelli.
    Io venivo dal mare
    sulle onde scure
    Immobili.

    Replica

    Gaia replica:

    @massimo, bellissima! Davvero bellissima. Gaia

    Replica

  188. ornella gatti dice:

    Resta vicino a me.
    Deridimi, odiami,
    infierisci se vuoi,
    ma non ti allontanare,
    potrei perdermi.
    Ombra dei tuoi passi,
    nel silenzio più assoluto
    per non disturbarti,
    rubando le luci del tuo sguardo
    che mi sorride
    sono e sarò sempre qui!
    Ho tutto il tempo e
    nessun’altra scelta…
    Amarti!

    Replica

    Giuseppe D'Uva Cifelli replica:

    @ornella gatti,

    Complimenti per la tua bella poesia, che parla di un amore discreto, che dura e vive senza disturbare, senza opprimere,ma che, alla fine, non può che risultare vincente.
    Giuseppe

    Replica

    ornella gatti replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli, Grazie per le belle parole!

    Replica

  189. claudia pitolli dice:

    La vita: la melodia più ricca che ci sia.

    E Io ti cercherò
    E ti racconterò
    La storia di me e di te
    Che ho ancora qui con me.
    E ti racconterò le emozioni che tu mi dai
    E Le parole che non ti ho detto mai …
    E se si può raccontare la vita con una melodia
    Vorrei cantarla oggi con una poesia …
    Balla con me non lasciarmi andar via
    Balla con me portami via
    Sulle ali di un sogno pura magia … che fantasia …
    Con tutta la forza
    E la creatività
    Tutte le note
    E ogni tonalità.
    Una poesia
    Questa la mia
    Tutta una vita
    La mia anima …
    Un’alchimia
    Oggi la mia
    Che melodia
    Così magica …
    Fatta di musica, di libertà
    Di suoni e di luci e possibilità …
    Una pazzia che non va via
    Un’occasione sola e unica …
    Per sempre sia
    Storia d’amore
    Un’emozione
    Dritta al tuo cuore
    Una canzone
    Con tutta l’anima.

    SEZIONE “Poesia e Musica”

    Replica

  190. Gaia dice:

    Baci

    Baci appiccicosi e romantici
    intriganti idilliaci
    Baci sordi e imbarazzati
    ingenui dimenticati
    Baci dalla tua bocca di miele
    lame nel cuore
    come sogno dei sensi
    mille volte ritrovati e ripersi
    Baci baci baci…
    Si potrà pur amare

    Replica

  191. Gaia dice:

    Verità d’amore

    Sono venuta verso di te
    come ancora mai
    sulle tue labbra
    ho sognato di noi

    tu nel mio sogno
    inventavi per me le rose
    e in un bacio
    mi sussurravi
    quanto fosse più facile morire
    che amare

    Replica

    Timur Lenk replica:

    @Gaia, Carissima, come la Madre Terra Gaia hai racchiuso in queste due poesie l’inizio e la fine, lo sbocciare e l’appassire. L’eterno ciclo della vita e dell’amore. Vivi complimenti. Timur

    Replica

    Gaia replica:

    @Timur Lenk, .. Belle le tue parole, Timur, grazie di cuore. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia, E’ bella questa verità d’amore. Complimenti Daniela

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti, .. Grazie Cara Daniela, tutti i tuoi versi sono molto belli. Gaia

    Replica

  192. PERCHÈ TI AMO

    Perché
    ti amo
    m’infiammo
    di vita
    e di splendore
    portami
    stille
    di rugiada
    per dissetare
    il cuore.
    Ti aspetto
    sempre
    al primo
    angolo
    a destra.

    Da “Cerco un pensiero” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2008

    Replica

  193. NASCE ANCORA QUEL GRAPPOLO

    Nasce ancora
    quel grappolo
    dorato
    dal vecchio vitigno
    abbandonato
    lungo il declivio
    verdeggiante
    sempre là
    nella vallata
    del borgo antico
    a ricordare
    il rito vendemmiante
    conviviale alchimia
    di arcaici sacerdoti.
    D’amore s’accendeva
    alla luna un canto
    da tante voci in danza
    circondato
    incantatrice melodia
    che colora ora
    questa coppa
    sprigiona
    goccia a goccia
    satiri e baccanti
    miti e versi santi
    passione e devozione
    una benedizione
    la mia disperazione
    nella stanza scura.
    Ma non avrò paura
    se di vite, vita
    scalderai la mia vena
    senza tradimenti
    nell’ultima mia cena.

    Da “Cerco un pensiero” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2008

    Replica

  194. Gabriella Bellino dice:

    Carezza d’amore

    Quando mi sfiori la pelle
    mi accarezzi l’Anima
    e sussurri al cuore
    senza alcun timore
    che mi ami più di prima
    e a me piace il sapore
    di questo tepore
    che mi fa sentire in cima
    alla vetta dell’Amore
    dove nulla dura ore
    ma s’insinua come una lima
    che non dà dolore
    ma solo colore
    ad una Vita che si stima
    molto più di prima
    grazie a chi le fa onore.
    E m’inebria l’odore
    sprigionato da questo Amore
    di chi ama con un ardore
    proveniente dal cuore
    espresso già…
    da una carezza d’amore.

    Sezione Poesia e Musica

    Replica

  195. Gabriella Bellino dice:

    Ombre di vita

    Ho vissuto anni
    all’ombra di me stessa,
    finché,
    non ho riconosciuto la mia
    in quella riflessa
    da un corpo che non è il mio
    ma che mi ha rivelato
    l’immagine della mia Anima
    custodita
    in fondo a quel cuore
    che non adombra
    anzi illumina
    più del Sole
    di chi era spento
    perché aveva perso
    l’ombra testimone
    del passaggio
    del suo Universo.

    Sezione Poesia e Musica

    Replica

    Timur Lenk replica:

    @Gabriella Bellino, Cara Gabriella, arriva il momento di aprire gli occhi e conoscere l’universo, la vita, l’amore. E l’altra metà… Complimenti. Timur

    Replica

  196. Gabriella Bellino dice:

    Questione di voce

    Voce crepuscolare
    sul finir della giornata
    proveniente da un focolare
    che arde per un niente
    se c’è chi lo sente,
    e mi aggrappo a quella voce
    simile a una siepe
    che sussurra parole d’amore
    a chi le raccoglie con stupore
    ed è lì che mi nascondo
    per goder del suo calore
    alimentato da un vento
    che scuote quella siepe
    senza avere l’intenzione
    di sottrarmi dall’ammirare
    chi brucia con lo stesso ardore
    ma vuol solo farmi capire
    di esser caduta tra le braccia
    di ciò che si chiama Amore
    e presta la sua voce
    a chi ha perso le parole.

    Sezione Poesia e Musica

    Replica

  197. Gabriella Bellino dice:

    Sopravvivenza

    Privilegiata…
    nel come guardo una foglia
    o lo sbocciare di un fiore
    o nel sentirmi una farfalla…
    ma anche nello sfiorare
    persino la Luna
    o nel libero volare
    tra le nuvole
    sentendomi tutt’uno
    con l’Infinito,
    e scoprire che tutto ciò
    è cominciato
    dall’averti incontrato.
    E da quel seme buttato
    per far nascere un Amore
    mai dimenticato
    ma che sognava soltanto
    di esserti accanto
    oggi condivido
    quei privilegi
    con te che mi hai notato
    in un Mondo che altrimenti
    mi avrebbe annientato.

    Sezione Poesia e Musica

    Replica

    sabina replica:

    @Gabriella Bellino,
    vi siete trovati, direi , che come definizione d’amore calza a pennello, bella!
    Ciao, sabina

    Replica

    Gabriella Bellino replica:

    @sabina, GRAZIE. E’ ciò che auguro a tutti e per cui val la pena vivere se fa dimenticare i momenti in cui non lo pensavi. Gabriella.

    Replica

  198. LA MIA DECLINAZIONE

    La mia
    declinazione
    sei
    tu
    di te
    a te
    te
    sempre
    tu
    e io
    con te.

    Da “Graffi obliqui” di Daniela Quieti

    Replica

  199. Come staccare l’abbraccio

    La notte scompagina i pensieri
    la tua immagine tiene il tempo
    e la fa sua.
    Il primo bacio
    il primo brivido
    la prima emozione
    rubata alla luna
    ingarbugliò
    nella fretta i piedi
    nel petto implodeva il cuore
    mentre da teatro di cielo
    scintille di stelle cadenti
    celavano fuga allo sguardo
    distolto da canto
    dell’ultima allodola.
    Come staccare l’abbraccio?
    Correre.
    Correre senza vedere la strada
    e ritrovarmi sul letto
    ad ascoltare
    musica sfrenata di cuore
    che avessi udito mai.

    Replica

    Mario Prontera replica:

    @Fois Marinella,
    Mi convinco sempre più che oltre alla passione per la fotografia, abbiamo in comune la passione per la…passionalità!
    Mi piace il ritmo incalzante e primitivo di questa tua corsa verso i vecchi umori dell’anima e del corpo, senza confini precisi tra corpo e anima!!
    Bravissima, Nonnamery, di una età che non ha età….
    Anònimo Capuàno, Mario insomma Prontera

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Mario Prontera,
    Grazie Mario per il tuo gentile pensiero…amo la fotofrafia e colgo l’attimo… amo la vita… ma non so parlar d’amore. Canto l’amore di una età che non ha età…
    Cose piccole e cose belle
    Marinella

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Fois Marinella, Complimenti per le belle immagini di questa tua poesia, cara Marinella, e un affettuoso abbraccio

    Daniela

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Daniela Quieti,
    Detto da te, cara Daniela, quasi quasi rileggo le immagini per ritrovarmi. Grazie. Un caro abbraccio.
    Marinella

    Replica

    Gaia replica:

    @Fois Marinella, .. Cara Marinella, Complimenti per la tua poesia. È molto intensa l’emozione che erompe da una corsa tra le braccia di melodie primordiali. Gaia

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @Gaia,
    non c’è emozione più bella che rubare un bacio all’occhio della luna…Grazie Gaia!
    Ciao…Marinella

    Replica

    Laura Ficco replica:

    @Fois Marinella,
    Grazie Marinella sei sempre molto gentile, anche tu continua a far risentire le tue belle poesie
    a presto
    Laura

    Replica

  200. Ermanno Petitti dice:

    Più non speravo, ormai
    in una vita migliore.
    Invano bramai più dolci lidi
    e vana fu, ahimé, l’ attesa
    di parole di conforto,
    di nidi d’ affetto.

    Una crepa s’ aprì nel buio
    voce dolce come miele e
    possente come tuono.
    Le porte ch’ io non seppi aprire
    tu invero spalancasti.

    D’ un mondo incantato ti parlai,
    ingenuo ma sincero;
    e conservo di quegli attimi
    il ricordo.

    Forse è un mondo
    che non può esistere
    ma te lo mostrai lo stesso
    e fu bello così.

    Chi mi tese la mano
    e mi sbalzò su, in alto?
    Ho paura? Mai vidi altrettanto:
    da vasti spazi, bianca
    come cascata un dì scendesti
    copiosi veli d’ acqua da altezze remote.

    Ti ricordasti di me,
    sovrana d’ un regno
    dove il mortal oblìo
    fugge senza scampo.

    I miei occhi or vedono
    e credo
    anche se ancor non realizzo appieno
    d’esser condotto
    verso reami e alti cieli
    ove amor, entusiasmo e gioia
    da vasti orizzonti
    folte schiere adunano.
    E fra ali di nuvole noi due
    insieme un dì cavalcheremo.

    Replica

    Cinzia replica:

    @Ermanno Petitti, Complimenti,una poesia d’altri tempi,un amore d’altri tempi..il modo espressivo a cui mi sento più vicina.Continua così:Una frase letta diceva”la scrittura è l’impellente bisogno dell’anima di comunicare la propia eternità”, e con il tuo modo di scrivere penso che lo comunichi appieno…

    Replica

    Ermanno Petitti replica:

    @Cinzia, grazie. Poesia d’ altri tempi…Non l’ avevo pensato subito; ma il linguaggio è senz’ altro “antico”,
    hai ragione.

    p.s.: mi sono dimenticato di scrivere il titolo, è “FRA ALI DI NUVOLE” (si può trovare in “Voci dell’ anima”- il Molinello 2010)

    Replica

Scrivi il tuo commento

*