Concorso di Emozioni 2011


Scena dal film “Colazione da Tiffany” (1961)

Un bel giorno sbocceranno le rose
Nei miei sguardi, ad ogni tuo sorriso

(Un piccolo mondo di rose, Blog Manuale di Mari)

Comincia la settima edizione del CONCORSO DI EMOZIONI. Racconta la tua storia d’amore! Un amore sognato, un amore vissuto, un amore nuovo. Condividi belle emozioni d’amore nel Blog Manuale di Mari!

Puoi partecipare in modo del tutto gratuito postando fino al 21 giugno, direttamente nei commenti di questo post poesie e racconti. Fino al 27 aprile 2011 puoi presentare le tue opere anche nella sezione “Poesia e Musica” per creare una una canzone d’autore. Gli autori di opere edite possono partecipare anche con poesie e brevi brani estratti dai loro libri.

POESIA E MUSICA – IL TESTO SCELTO PER LA CANZONE D’AUTORE!
30 aprile 2011 – Nel corso della manifestazione “Cantautori Bitontosuite – Premio Nazionale Musica d’Autore”,  è stato comunicato l’esito del Concorso di Emozioni nella sezione “Poesia e Musica”. Il testo scelto tra tutte le opere presentate fino al 27 aprile 2011 per creare una canzone d’autore in collaborazione con la VS Records, etichetta discografica indipendente, è la poesia “Per te” di Luigi Palma.

Durante lo svolgimento dell’Iniziativa Punto Flora donerà un fiore, un giglio bianco o una rosa rossa, agli autori delle opere selezionate dalla Redazione.

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Moon River, Andrea Ross

Commenti

  1. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Pegno d’amore

    Seduta in riva al mare aspetto
    lo sguardo si perde sullo scintillio dell’acqua,
    grata del sole che sorge all’orizzonte
    e la veste d’argento
    gli occhi scrutano l’orizzonte lontano
    il luccichio si nasconde tra le onde
    compare e scompare…
    compare e scompare…
    Le dita sfiorano l’acqua
    trattengono granelli di sabbia
    intanto l’onda che s’infrange sulla spiaggia
    lascia intravedere i nostri profili,
    è la felicità che compare e scompare
    un’ombra furtiva alle spalle si avvicina
    sempre di più, sempre di più…
    Un anello come pegno d’amore rimane tra le dita
    il sole adesso è alto nel cielo
    la mia mano tiene stretta la tua…per sempre.

    Replica

  2. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Il fuoco della passione

    Lingue di fuoco si alzano
    dalla fiamma del cuore
    crepitano, sornioni
    ne seguono il ritmo
    ardono senza pietà
    ti bruciano la pelle
    si alimentano di ogni ceppo
    che le tue mani con coraggio
    non lesinano alla forza del tuo amore

    … si scatenerà tra breve
    in un amplesso
    che non conosce confini.

    Replica

  3. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Le gocce dell’amore

    Goccia a goccia i giorni
    scandiscono la mia vita
    come i granelli di sabbia nella clessidra
    segnano il tempo che passa
    e accompagnano il ritmo del mio cuore,
    così carezza dopo carezza
    si costruisce il teorema dell’amore
    che si ispira sempre alla stessa formula
    dall’origine dell’universo all’eternità.

    Replica

    Gaia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Cara Cettina, ho amato molto l’accostamento della precisione di un teorema matematico alla relatività, vaghezza, libertà dell’amore.. Complimenti e auguri di cuore. Gaia

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gaia, grazie per il tuo commento, è bello riuscire ad emozionare con i pensieri che si scrivono e condividere in questo spazio la poesia, ringrazio la Redazione di questo Portale e auguro a tutti Buona Pasqua.
    Cettina

    Replica

  4. sergio doretti dice:

    @Gaia,
    Cara Gaia, la tua poesia mi ha commosso, mi ha riportato ai tempi lontani al tempo in cui si credeva che le stelle veramente cadessero e si affacciassero nei nostri cuori per portare l’amore.
    con affetto sergio doretti

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti,
    … Tempi lontani ma sempre presenti… Auguri affettuosi caro Sergio, è Pasqua! E auguri lucenti a tutti voi che con i vostri cuori e le parole e la poesia dipingete arcobaleni eterni sul buio della notte. Gaia

    Replica

  5. Altra vita vissuta altrove
    Strani ed inspiegabili camminamenti del cuore
    Percorrenze di strade sassose,
    marginali e buie
    Lontano dalle luci delle piazze della vita,
    dalle feste, dalle musiche,dalle danze
    d’altra gente vissute.
    Dai fuochi d’artificio
    illuminanti per pochi attimi
    la notte degli uomini

    E adesso qui io sono.
    Disperso.
    Solo.
    In quest’arido deserto dell’anima
    una volta verde vallata
    dove di gioia le certezze fiorivano
    E penso a tutta quanta la felicità rifiutata
    illuso che tanta felicità
    da venire fosse ancora.
    Ma il silenzioso Tempo
    rumorosamente aggrappato al muro
    parla di rimpianti giorni
    di ore di vita non vissuta.
    Ora rimpianta.
    Solo ora.

    E superato il quadrivio
    di vite plurime da scegliere
    t’incammini curvo
    lungo la strada
    che unica e sola resta.

    Replica

  6. Gaia dice:

    ANCHE NEL NULLA

    Sono abbastanza donna
    Da poter comprendere
    Che c’è del magico
    In tutte le cose

    Anche nel nulla

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Gaia,
    Considerazione semplice e profonda sulla sensibilità femminile e su tutto l’universo che gira attorno.
    Mi piace.
    anna

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Gaia,
    Cara Gaia, con la tua breve, incisiva lirica
    dai senso alla malia dello scrivere.
    Non si compone perchè affascinati da eventi speciali,
    ma semplicementi perchè stregati dalla profondità insita
    in ogni evento… a volte anche nel silenzio, nel nulla nulla d’oro…
    Grazie, dolce amica e auguri tardivi!

    Replica

    Gaia replica:

    @maria rizzi,
    Ricambio con simpatia gli auguri, che non sono mai troppo tardivi..! Grazie dolce Maria. Gaia

    Replica

  7. Gaia dice:

    UFFA

    È mai possibile che debba venire a sapere
    Dal gaio grido di un gabbiano
    Che ti dispiace?
    Uffa….
    Quando lascerai andare alla deriva
    Il tuo prepotente orgoglio e compatterai
    Sulla sabbia impronte nette
    Forti di affondare nel mio oceano d’amore?
    Uffa…

    Replica

  8. STANOTTE DORMO QUI

    Stanotte dormo qui

    che non mi va di andare

    di andare dove ci dormivo con un cane

    stanotte dormo qui

    accendo anche la luce

    accendo spengo accendo tanto tutto intorno tace.

    E

    se stanotte non dormo, dormirò domani

    tenendo ben presente la sua forma tra le mani

    e se stanotte mi addormento sognerò

    sognerò chi non mi vuole tra i pensieri.

    Stanotte dormo, qui ho deciso

    che non mi va di andare

    di andare dove ci dormivo come un cane

    stanotte dormo qui

    e spengo anche la luce

    spengo accendo spengo chissà mai che trovi pace.

    E

    se stanotte non dormo, dormirò domani

    e mi sveglierò con la sua forma tra le mani

    si, mancherà l’odore ma tutto prima o poi svanisce

    e mentre guardo l’orologio anche l’ultima speranza si esaurisce.

    Stanotte dormo qui, ho deciso

    che resto qui a guardare la luna mentre dormo

    e se tu mi sveglierai non so se torno

    sto solo come un cane, senza cuccia e senza riso

    stanotte dormo qui ho deciso

    che non mi va di andare

    e smetti di abbaiare,che non vorrei guaire

    ma se lo faccio è per un motivo ben preciso.

    ***
    POESIA E MUSICA. ( nella prima postata manca una parola, è che l’ho scritta qui di getto e non avevo riguardato prima di inviare, grazie)

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Luca Gamberini,
    Complimenti, Luca, per il timbro originale
    di questa lirica nata per divenire canzone…
    Sei anticonformista e lieve al tempo stesso,
    sei poeta con echi del Tenco che ci stregò
    e che non fu capito.
    Tu avrai il consenso che meriti. Auguri e …ad astra!

    Replica

    Luca Gamberini replica:

    @maria rizzi, Ti ringrazio Maria, il tuo consenso va già oltre i miei meriti, e l’accostamento a Tenco rende ancor più vulnerabile il mio imbarazzo. Se il mio destino sarà quello di annegare in silenzio tra onde di parole non mantenute non me ne farò cruccio, ho imparato a camminare, non corro più. :-)

    Replica

    Gaia replica:

    @Luca Gamberini,
    Complimenti Luca, ne verrebbe certo una splendida canzone. Mi è piaciuta molto la prima volta che l’ho letta, ma ti assicuro che ogni volta che la rileggo sembra liberare una sorta di malia alla quale cedo con assoluta gioia. Gaia

    Replica

    Luca Gamberini replica:

    @Gaia, grazie Gaia, mi fai sentire come il tuo nome (nel significato latino del termine) :-)

    Replica

    Pina Veroli (Py) replica:

    @Luca Gamberini,
    ti ho trovato, eccoti qui, dove dormi, nella tua cuccia di note e parole e a farti da cuscino…nulla, perchè tu non hai bisogno di altro…Luca tu sei… e anche qui, con questi versi lo dimostri.
    Concordo con il paragone a Tenco (mica che ci abbia pensato io…mannaggia)

    Replica

    Luca Gamberini replica:

    @Pina Veroli (Py), grazie Pyna, ma non esageriamo dai coi paragoni, mi sovviene che l’estate scorsa mi chiamò una giornalista, la quale aveva letto un mio racconto presentato a un concorso ( naturalmente passato inosservato alla giuria :-D), dicendomi che le ricordavo Pavese etc etc… Al che deduco, prima Pavese poi Tenco, ecco magari l’unica cosa che potrei avere in comune con loro potrebbe essere la fine. :-D

    Replica

  9. @maria rizzi, grazie Maria.Le parole di un’artista come te mi hanno reso molto felice,anche se immeritate.Forse,però, quando certe emozioni,sentimenti,vicende sono vissute molto intensamente (e ancor di più in silenzio e in solitudine) vengono fuori e riportate sula carta molto più facilmente.Grazie e buona vita,Maria.

    Replica

  10. giulia lecce dice:

    Ispirava con respiri brevi e sofferti, sorrideva a labbra tese e denti ostentati e sudava da ogni poro. Il caldo afoso, cocente e letteralmente mozza-fiato le acuminava i punti interrogativi che, incalzanti, fendevano i suoi pensieri. Pensieri in loop di cui non riusciva a trovare il capo, la coda o il tasto di spegnimento.
    Eppure sorrideva, metteva in ordine le cose da fare e recitava la sua parte. La sua parte da recitare era quella della figlia-amata-futura-sposa-nuora-garbata (poi ancora più in la nel futuro: madre-apprensiva-moglie-persempre-donnadicasa-impeccabile). E queste erano le previsioni per domani. Un domani che sarebbe arrivato senza fatica, a cui non sarebbe importato se le cose andavano bene davvero o se andavano al meglio possibile, il meglio che ci si poteva aspettare, il meglio a cui si poteva anelare. Il meglio che lei si era permessa di sognare.
    Il tempo se ne frega. Va avanti lui, incurante se per un attimo ci si vuole fermare, un istante, un cazzo di momento in cui urlare a perdifiato ASPETTA! e tutto si arresta per un secondo e tu hai il tempo di respirare con fiato più lungo e profondo, chiudere gli occhi, o ancora meglio, tenerli aperti, ben aperti. Spalancarli sulla tua vita, sulle tue scelte, su quello che ti circonda. Imprimertelo nella mente quello che vedi per riuscire a misurarlo, a catalogarlo, a capirlo. Un attimo, un secondo, un momento, un istante in cui hai il tempo di guardarle le cose come sono.
    Da immobili.
    Da ferme.
    Senza la frenesia del movimento, della realtà che vive, del ticchettio di tutti gli orologi del mondo che ti marca
    TIC e adesso? TAC allora? TIC che farai? TAC vuoi deciderti?
    Un lampo in cui avrebbe avuto il tempo di esserne sicura. Di cosa? Di volerla recitare la sua parte, o se fosse quella giusta. Un baleno in cui chiedersi se poteva avere di più di quello che aveva. Fosse vero che il mondo la stava uccidendo? Fosse vero che gli obiettivi veri erano altri, che gli scopi veri erano altri? Ma come avrebbe mai potuto averne la certezza se non riusciva a prendersi un minuto in cui fermarsi e.
    Afferrarlo il tempo. Ma.
    Il tempo se ne frega. Va avanti lui incurante se riesci a stargli dietro oppure no. Se riesci a sfruttarlo tutto o se ne butti buona parte a cercare di fermarlo per capirci qualcosa. Va avanti lui, in un loop dal frame eterno che non ha capo né coda né tasto di spegnimento.
    È così che si sente, anche se lui le sta cantando la soluzione, anche se le sta dicendo che l’ascolta mentre recita le sue sciocchezze, con la voglia di zittirla e di spegnere la luce per non vederla così.
    Il mondo ucciderà Alison, ha ragione Elvis. Le sarebbe servito un solo momento in cui avrebbe potuto capirlo.
    Ma il tempo non l’ha avuto e 2 minuti e 58 secondi non le sono bastati.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @giulia lecce,
    Amara e senza sbocchi la tua breve novella, Giulia.
    Amara come sa esserlo la vita, quando il copione è già scritto e si finisce per essere
    controfigure… i protagonisti non hanno la forza di recitare i loro ruoli…
    Dietro tanta rabbia voglio leggere la forza delle scelte pensate, del destino scritto
    in prima persona, della volontà di fermare le lancette dannate di quell’orologio.
    Tu hai quella forza , ne sono certa e ti sfoghi contro le donne che accettano vite
    di carta…
    Ben scritto, ruvido, tosto, immediato il tuo testo… Sei molto abile come narratrice!
    Un caro saluto.

    Replica

  11. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Sento il tuo profumo

    Mi avvicino
    furtiva e silenziosa
    riduco il mio corpo
    solo alla mia anima
    ti bacio, dietro
    sul collo
    sento in questo istante
    solo il profumo di te…

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Mia cara Cettina, in una lirica strizzata, sorvegliatissima, eppure copiosa e
    ricca di immagini d’intensa, commovente dolcezza, rendi piena l’idea di un amore,
    della sua pienezza. Bellissimi i versi: ” Riduco il mio corpo / solo alla mia anima”…
    Sei pura poesia!
    Tanti auguri di serene festività.

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @maria rizzi, le tue parole di commento mi gratificano moltissimo, ti auguro anch’io buone feste.
    Grazie
    Cettina

    Replica

  12. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Pene d’amore

    Pene d’amore
    s’annidano
    nelle lenzuola
    disfatte
    dopo l’amore.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Molto bella!!

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, grazie, è bellissimo condividere i miei pensieri con chi ama la Poesia e la vive ogni giorno come fai tu, cara Elisabetta.
    Un caro saluto da Cettina

    Replica

    Ester Cecere replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    breve ma intensa e profonda. Rende pienamente quel senso di solitudine e di sgomento che a volte coglie un amante quando si rende conto che l’unione dei corpi non è stata la comunione degli animi! Mi piace molto.
    Ester

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Ester Cecere, grazie per le tue parole di commento – un saluto da Cettina.

    Replica

  13. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Ti voglio bene

    Là dove nasce una perla
    racchiusa in una conchiglia pregiata
    le tue labbra si aprono
    solamente per dire
    ….”Ti voglio bene”
    nulla possono dire di più
    queste parole sono le perle
    del tuo amore.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Poesia molto dolce,
    Complimenti,
    Elisabetta

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, un abbraccio da Cettina.

    Replica

  14. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Mi specchio nei tuoi occhi

    Mi specchio nei tuoi occhi
    un velo m’impedisce di guardare oltre
    posso solamente immaginare
    la luce che vedevo un tempo…
    La trasparenza dei gesti coincide
    con i pensieri nascosti
    dentro la mente sovraffollata
    di spiriti e di folletti, stranieri del vero amore
    portano all’interno di una foresta incantata.
    Ogni albero, ogni creatura per uno strano incantesimo
    si cristallizza e sembra di stare in una grotta sotterranea
    dove non si trova facilmente una via d’uscita
    al di sopra della folta chioma degli alberi
    un misero raggio di sole s’infiltra nel sottobosco
    sembra ricordare che irrealtà e realtà
    senza alcuna ragionevolezza si fondono insieme,
    la vita vera non aspetta più l’attesa del divenire
    nell’incertezza dell’infinito…

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Ciao, Ciattina! Molto originale,
    complimenti,
    Elisabetta

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, è bellissimo condividere le mie emozioni in questo spazio,
    grazie Elisabetta-Cettina-

    Replica

  15. Ester Cecere dice:

    COL TEMPO, COL PIANTO

    E finalmente ora piango.
    L’ultimo sorso di alcool
    comprensivo aperto ha
    la via al pianto
    che ora irrompe impetuoso
    squassato da lunghi singhiozzi.
    No, lasciatemi così,
    lasciatemi piangere.
    Il tempo scava
    le rocce granitiche.
    Il tempo smussa
    le vette aspre dei monti.
    Il tempo lenirà questa pena
    che ora trafigge crudele.
    No, lasciatemi così,
    lasciatemi piangere.
    Lasciate che sopraggiunga pietoso
    l’oblio dell’avvilimento
    ed io affondi
    in un sonno senza ristoro.
    No, lasciatemi così,
    lasciatemi piangere.

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

  16. “Poesia e Musica”

    Nel giardino del tempo

    Tu ritornasti là fra le torri
    dell’isola, sul lago argentato,
    ove le nostre essenze si fusero in energia d’amore,
    là nel giardino del tempo,
    d’incanto inventasti un sogno,
    fra argentei raggi lunari,
    là ove costruisti un letto di petali bianchi,
    raccolti dalla rosa selvatica, sulla roccia.

    Tu ritornasti sui tuoi passi, nel
    giardino del tempo, all’alba,
    nel mese di maggio.
    Là ove il profumo riaffiora i ricordi,
    là ove i petali bagnati di rugiada
    splendono ancora nel tempo,
    come diamanti, nell’amore
    nell’energia che tu ancora coltivi nell’anima,
    nel cuore, nella tua mente innaffiata di luce.

    Tu ritornasti là ove turbinii
    d’emozioni caddero nella clessidra del tempo.
    Là ove le nostre labbra s’incontrarono
    in un labirinto di passione.
    Tu ritornasti là fra le torri dell’isola,
    sul mare argentato,
    ove posasti petali bianchi sul prato verde,
    in una notte fiorita di stelle

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, “… in una notte fiorita di stelle” – un’immagine splendida, una nottte da favola. Bellissima. Cettina

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Grazie Ciattina, sei sempre dolcissima,
    in bocca al lupo!!
    Elisabetta

    Replica

    Marina Maria Iosè Riotto replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,
    Bellissima Elisabetta la tua lirica. Dolcissima nell’espressione poetica ed incantevoli quelle visioni della natura dai colori pastello…
    Grazie Elisabetta per farmi respirare l’arte così suavemente.
    Marina Maria Iosè

    Replica

  17. Ester Cecere dice:

    IL SEGRETO

    Quando te ne andrai
    e struggente solo la memoria
    resterà di te
    a fantasmi la mia mente darà corpo
    e a desideri.
    Frenetici di silenzi e parole
    i ricordi danzeranno.
    Bocciolo non schiuso
    sarà il non dato bacio,
    stupidamente sprecata
    unica dolcissima occasione.
    Sarà sollievo allora
    il segreto che io so
    e che tu solo sai.

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Ester Cecere, questa lirica è delicata e intima. Complimenti da Cettina.

    Replica

    Ester Cecere replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    grazie Cettina. Spero di avere l’opportunità di conoscerti personalmente.
    Ester

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Ester Cecere, piacerebbe anche a me, è bello condividere le emozioni.
    Un caro saluto da Cettina.

  18. Paola dice:

    In un attimo d’intenso

    Nell’incanto silenzio di una stella
    in un attimo d’intenso
    respiro
    in quel vago sentire che è nell’aria…

    per muovermi adagio
    in un viaggio dentro me
    per non calpestarmi
    con la spossatezza del mio corpo…

    di leggerezza io mi riempirò.

    Io, che vivo come un’entità
    avida di conoscenza
    in un sogno di frammentaria bellezza

    e reinventarmi in quegli infinitesimi
    spostamenti d’animo…

    per poi perdermi
    e ritrovarmi ancora…

    nell’incanto silenzio dei tuoi occhi
    in un attimo d’intenso
    respiro
    in quel vago sentire che è nell’aria.

    ……

    Poesia e Musica

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Paola,
    Complimenti, una poesia molto intensa,
    Elisabetta

    Replica

    Paola replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,

    Grazie Elisabetta, grazie per il tuo complimento, mi fa molto piacere.
    Paola

    Replica

  19. mery dice:

    Cara Maria,
    fa sempre piacere sentire che un nostro scritto ha suscitato emozioni. Grazie. Auguro a tutti una serena santa Pasqua Mery

    Replica

  20. Renata Maria Lucarelli dice:

    AMORE

    Delicato nei tuoi occhi è il sapore dell’amore.

    Anche se le parole vanno in una direzione

    ed i pensieri in un’altra perdonare si può sempre.

    Ruga dopo ruga l’amore continua

    ingoio lacrime di gioia , un lento mare

    sommerge ogni mia domanda.

    Anche se il cuore scoppia l’amore

    si paga con amore .

    Nessuno al mondo o fuori dal mondo

    amerà solo una volta, ma mille volte

    calpesterò il terreno della tua anima.

    Nessuno al mondo o fuori dal mondo

    avrà il fuoco sulle dita.

    Nessuno al mondo o fuori dal mondo

    sfiorerà la pelle con il respiro.

    Nessuno al mondo o fuori dal mondo

    abiterà un nulla , ma giurerà il suo amore.

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

  21. COME SE …

    E facciamo finta di niente
    Come se la bufera fosse passata
    Come se tu non mi avessi parlato
    Come se io non ti avessi parlato

    Come se noi non sapessimo.

    Andremo oltre questo cielo imbronciato.

    Resteranno solo sfilacci di nuvole
    E una piccola cicatrice nel cuore.

    Replica

    Ester Cecere replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    intensa, profonda, colma di significato. In poche parole esprime il damma che probabilmente tante coppie vivono o hanno vissuto. Suggestiva la metafora del cielo.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Grazie dei tuoi commenti.
    anna

    Replica

  22. mery dice:

    RITORNO AL SUD

    Ritorni smarrita
    con ossa stanche
    nella terra dalle zolle riarse:
    terra aspra e amata.

    Ritorni
    alla ricerca di un’adolescenza
    assolata di sogni
    verdi turbamenti.
    Un gallo
    cantava un domani che nutriva,
    parlava l’ondeggiare del mare,
    mormorio di intimi segreti
    turbamenti sconosciuti.

    Una vita
    a correre su strade veloci
    treni nella notte
    viaggi di libertà:
    lontano, sempre più lontano.

    Ritorni
    a cercare risposte
    brividi di buio che ti consumano.
    Non misurarti
    con la trama della vita
    anche oggi
    le stelle ammiccano silenti.

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @mery, amo particolarmente questo tema. Complimenti da Cettina.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @mery,

    Bella poesia

    Bella poesia, un saluto,
    Elisabetta

    Replica

  23. Gaia dice:

    NEL SORRISO DEGLI ANGELI

    Gemme di primavera, le tue guance di rosa.
    Respiri di giglio, i sospiri di terra, i sussurri di cielo.
    Oro e ambra nel sorriso degli angeli,
    i tuoi risvegli brillano e il cuore alto come colomba.

    Replica

    Gianna Campanella replica:

    @Gaia, poesia molto delicata, ma di ampio respiro e rara grazia petica.
    Veramente incantata!
    Gianna

    Replica

  24. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    … preferisco le stanze d’albergo

    preferisco le stanze d’albergo
    asettiche, impersonali
    linde di sospiri
    vissute da innumerevoli vite
    minimaliste negli affetti

    …preferisco le stanze d’albergo
    con ampie finestre sul mare
    dove si allontanano i pensieri

    …preferisco le stanze d’albergo
    senza oggetti a ricordare anniversari

    …preferisco le stanze d’albergo
    senza vestiti inutili accumulati negli anni
    stretti su corpi ingrassati

    stanze d’albergo ordinate
    fino a quando lo Spirito del Tempo
    lascia la sua scia
    di parole non dette
    di lunghi silenzi
    di abbracci non dati

    …preferisco le stanze d’albergo
    senza voce per cantare
    solo solitudine…

    Parole e musica

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Le stanze d’albergo asettiche, vuote di ricordi, nude di melodie,
    nei tuoi versi acquisiscono spazi siderali, divengono immense scatole
    d’attimi mai dimenticati.
    I momenti d’amore fuggiti sembrano trovare riparo in quelle camere
    senz’anima, dove il cuore non ‘dovrebbe’ correre a cercarli…
    Sappiamo che non è così, ma la tua lirica è di sublime originalità.

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @maria rizzi, un commento bellissimo, grazie – Cettina

    Replica

  25. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Qoando ti sento cantare …

    … Quando ti sento cantare
    non m’importa
    quanto ho pianto ieri

    Quando ti sento cantare
    sono la rondine
    che ad ogni primavera
    trova il nido
    che ha lasciato
    l’anno prima
    stupita di vita
    dentro l’Anima in pena

    Quando ti sento cantare
    sono fremente d’amore
    gioiosa di attese
    di nuove parole
    per te che t’affacci sorridente
    dalla finestra fra le nuvole.

    Quando ti sento cantare
    non m’importa
    quanto ho pianto ieri.

    Parole e musica

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,

    Complimenti!! Ciao, Elisabetta

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, grazie Elisabetta , il tuo commento è un dono speciale per me…
    ho dedicato queste parole a mia figlia.
    Un abbraccio – Cettina -

    Replica

  26. Alba Venditti dice:

    (sez. Poesia e Musica)

    I COLORI DELL’AMORE

    Rossa è la fiamma
    che divampa nel cuore,
    verde è la speranza
    di superare gli ostacoli insieme.
    Giallo è il sole che brilla
    negli occhi di chi prova amore,
    arancione è la voglia di gridare
    di essere felici
    per avere messo radici.
    Celeste è il desiderio
    di stare distesi al suolo
    di fronte alla grande volta,
    blu è la voglia di restare uniti
    quaggiù e lassù.
    Il nero fa soffrire
    le pene dell’inferno davvero
    ad una coppia
    che di odio scoppia.
    Ma anche quando la vita
    si tinge di viola
    un po’ l’amore vola
    come una colomba
    verso il grigiore
    e si perde per sempre
    quel tepore.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Alba Venditti,
    Sono belli i tuoi colori dell’amore, cara Alba. Un affettuoso saluto e auguri di Buona Pasqua !

    Replica

  27. Alba Venditti dice:

    AMORE SI’, AMORE NO

    Amore sì, amore no
    dopo lacrime di sconforto
    ci si pensa un bel po’.
    Chiunque sa che per riprendersi
    dai ricordi di un amore disperso
    ci vuole forza e coraggio e
    prima o poi l’amore vince sempre
    nell’universo.
    Amore sì, amore no
    rinunciare al calore di mani
    che si intrecciano,
    dolci baci che si assaporano
    è una vera tortura
    nella nostra mente
    accavallata di pensieri
    del nostro ieri.
    Amore sì, amore no
    se fosse una stagione
    sarebbe un’estate caliente
    a sciogliere il rigido inverno
    dentro di noi.
    Amore sì, amore no
    rifletto che un futuro di solitudine
    di certo non vorrò,
    allora corro a chiamare
    l’anima gemella, così bella,
    che mi ha rubato il cuore
    per invitarla al più grande incontro
    che cambierà la nostra vita
    ed insieme sventoleremo la bandiera
    dell’amore.

    Replica

  28. Gaia dice:

    AMARE OLTRE

    Basterà un momento
    Sotto una luna pregna
    Di rimembranze che affogano
    Come se non bastasse il cielo

    Un solo momento
    E battiti sospireranno
    Involando in alchimie d’amore
    A notte piena come vorrei

    Basterà un momento
    La voglia di smarrirsi
    Nel mistero di una via vuota
    Imbevuta d’infinita sera

    Un solo momento
    Che s’apre stanotte
    Nel mezzo di corvine oscurità
    Come amare oltre

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Gaia,
    “Imbevuta d’infinita sera”… mi hai stregata con l’intera lirica e con questo verso
    in particolare… qualcosa di leopardiano e di nuovo al tempo stesso.
    Grazie, Gaia, sai dipingere tele incantevoli!

    Replica

  29. riccardo dice:

    UNA CANZONE
    Cos’è quella carezza
    che il tuo parlare mi dona,
    il tuo pensare nei miei occhi,
    il tuo guardarmi in silenzio,
    Una rosa dorata
    Un soffice petalo d’oro
    per cullarti nel buio:
    Stanotte la luna
    ti soffierà nell’orecchio
    una canzone d’amore .
    Domani, prometto che lassù
    sorgerà di nuovo il sole,
    non ci sarà più, bisogno di parole

    Replica

  30. sergio doretti dice:

    RITORNERA’ L’ARCOBALENO?

    Vi era , un arcobaleno,
    Vi era
    Un amore dolcissimo,
    vi era
    una tenerezza sublime.

    L’amore ti prendeva la mente
    Il tuo viso si schiariva
    alla luce,
    lagioia avvolgeva
    la tua mente
    la tua mente.

    Una falce di fuoco
    tagliò l’arcobaleno che ci univa
    E d’improvviso tutto sparì
    forse la pioggia,
    fatta solo di pianto,
    potrà fare ritornare
    l’arcobaleno

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

  31. Luigi Palma dice:

    PER TE

    Dipingere il cielo d’amore
    è una missione impossibile,
    ma non per te.
    Colorare di felicità un cuore
    è molto difficile,
    ma non per te.

    Tu, sei una nota per me,
    che racchiude solo bellezza in sé.
    Una nota armoniosa
    per essere ascoltata,
    una nota perfetta
    per essere guardata.

    Tu, fai vibrare delicatamente
    le corde dei miei sentimenti
    e li scuoti, fino a farli
    impazzire,
    invaghire,
    agitare,
    ed infine volare,
    in un cielo solare
    dipinto di te,
    della tua bellezza.

    LUIGI PALMA

    Replica

    Robert replica:

    POESIA E MUSICA – IL TESTO SCELTO PER LA CANZONE D’AUTORE!
    Complimenti vivissimi! Il testo della poesia “Per te” è stato scelto per creare una canzone d’autore in collaborazione con la VS Records, etichetta discografica indipendente!
    L’esito del Concorso di Emozioni, nella sezione Poesia e Musica, è stato comunicato il 30 aprile 2011 nel corso della manifestazione “Cantautori Bitontosuite – Premio Nazionale Musica d’Autore”.

    Replica

    Luigi Palma replica:

    @Robert,
    Ho appreso con piacere che il mio componimento “Per Te” è stato da voi scelto per la creazione di una canzone d’autore!

    Attendo con interesse più approfondite notizie inerenti lo sviluppo di questa vostra scelta.

    Cordiali saluti!
    Luigi Palma

    Replica

  32. Rita dice:

    Era notte
    ed è arrivato il giorno.
    C’era il temporale
    ora è solo arcobaleno.
    Era vento forte
    ora solo brezza ad accarezzare
    il mio viso, stanco,
    ma con il sorriso
    ad indicare che è ancora vita…

    Replica

    Gaia replica:

    @Rita,
    ..È sempre vita. Sempre ritroverai luce tra le ombre. Sempre così belli i tuoi versi, Rita.. Gaia

    Replica

    Rita replica:

    @Gaia, Grazie…

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Rita,
    La vita sempre e il desiderio di riprendersi accompagnano l’essere umano.
    Il coraggio e la capacità di superare le difficoltà danno forza e aiutano a guardare al domani.
    Ciao
    anna

    Replica

    Rita replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile, …si è vero…i momenti difficili aiutano a crescere…e solo quando cadi e senti l’odore della terra a così breve distanza puoi dire di avere vissuto, la vita sofferenza fa parte della vita…ma rafforza l’animo….Un saluto. Rita

    Replica

    Rita replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile, le sofferenze aiutano a crescere…e solo quando cadi e senti l’amaro odore della terra si può dire che abbiamo vissuto…e una volta rialzati abbiamo la nostra anima più forte…Ciao Anna!

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Rita,
    Rita, la vita è alternarsi di stagioni diverse,
    tu hai saputo dipingerle in pochi, delicati,
    splendidi versi e hai saputo indicare il sentiero che porta
    a credere ancora, a credere sempre. Sei una calamita….
    Ti stringo.

    Replica

    Rita replica:

    @maria rizzi, Grazie Maria!…bisogna sempre credere, bisogna sempre pensare che dopo un temporale uscirà l’arcobaleno…e noi come bimbi dobbiamo essere lì con il naso all’insù e godere di tutte le sfumature di quei colori…la vita è colore…anche quando noi la vediamo solo in bianco e nero…Un bacio

    Replica

  33. Giuseppe D'Uva Cifelli dice:

    Mi associo agli auguri
    e li estendo, con sensi sinceri
    ai bianchi ed ai neri
    ai grandi e ai piccini,
    senza limiti e senza confini.

    Replica

    Gaia replica:

    @Giuseppe D’Uva Cifelli,
    .. Bellissimo e dolcissimo questo augurio Giuseppe. Che al tuo cuore ne giunga l’eco, carica delle tinte e suzza del nidore di primaverile rinascita.. Gaia

    Replica

  34. Ester Cecere dice:

    NINNANANNA

    Tra le tue braccia
    mi addormenterei
    dal tuo respiro cullata
    e stordita dal profumo di te
    che giunge sino al cuore.
    Mi sveglierebbe
    il tuo fiato tra i capelli
    come brezza mattutina
    che appena increspa
    il sonnolento mare di cristallo.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Ester Cecere,

    Hai espresso il sogno di tutte le donne innamorate: addormentarsi tra la braccia dell’uomo amato e ritrovarlo al proprio fianco al risveglio; sentirsi al sicuro, protette, cullate dall’amore che ferma il tempo e respinge gli affanni.
    Mi piace.
    anna

    Replica

    Ester Cecere replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    cara Anna,
    grazie delle bellissime parole. Hai perfettamente interpretato quello che io stessa, quando ho scritto, forse non avevo messo a fuoco così bene! Sono contnta di essere riuscita ad esprimere un’emozione che è o può essere condivisa.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Ester Cecere,
    Intensa, dolcissima lirica d’amore,
    che nulla concede alla retorica, che
    si snoda come canto e ha note di altissimo
    ipnotico sapore….

    Replica

    Ester Cecere replica:

    @maria rizzi,
    gentile Maria,
    sono veramente onorata delle tue parole di apprezzamento che, venendo da te, che sei una voce autorevole nel campo, sono per me, esordiente, di grande soddisfazione e incoraggiamento.
    Sperando di conoscerti personalmente, ti saluto con simpatia e ti ringrazio.

    Replica

  35. Maria Gabriella Castelli dice:

    AMORE

    Ho paura
    di non trovarti

    ad aspettarmi,
    che tu sia
    attratto
    da altri
    seni
    e
    che non mi
    riconosca più
    tra tanti
    corpi
    Che potrò
    Fare io?
    Oltre
    ad aspettare?
    Riempire
    gli spazi
    vuoti
    con gocce
    di vita
    nell’attesa
    che prorompa l’oceano
    che ti sommerge
    e
    ti frastorna
    e
    che ti disorienta
    La devastazione
    felice
    di un amore
    completo
    che ti riempie
    di sole
    e
    di luce
    il viso
    e
    il corpo
    e ti scalda
    il cuore
    ti fa tremare
    le mani
    ti fa mancare
    le parole
    ti fa venire

    meno i sensi
    ma ti fa risorgere
    alla continuità
    e
    alla pienezza
    della gioia
    e
    della speranza

    Maria Gabriella Castelli

    Replica

  36. Ester Cecere dice:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    molto intensa, sentita, comunica il sentimento d’amore. Mi piace molto la metafora. La trovo pertinente e poetica

    Replica

  37. Ester Cecere dice:

    IL GABBIANO

    Sai, io non ce l’ho con te
    per quanto adesso soffro.
    Anzi ti ringrazio
    per questi dolcissimi versi.
    Capisco
    so che tu ami.
    Comprendo,
    non ci si può ribellare,
    c’è sempre qualcosa più forte di noi.
    Però voglio dirti
    almeno qualche sola parola.
    Vidi un gabbiano volare,
    in autunno
    nel vento impetuoso.
    Leggera scivolava
    l’agile bestia.
    Superba affrontava
    ogni colpo di vento
    sicura della sua agilità.
    Ma più forte era il vento.
    E d’un tratto
    più violenta e più forte una raffica
    sollevò in alto la candida bestia.
    S’impennò attonito,
    qualche istante lottò
    contro l’invisibile forza.
    Le frangiate sue ali non ressero.
    Fu sopraffatto
    e precipitò in mare.
    Vedi: quel gabbiano ero io
    ancora una volta sconfitta.
    Gli uccelli debbono volare,
    l’aria è il loro elemento.
    Ma il vento è più forte di loro.
    ***
    Poesia e Musica

    Replica

  38. Gaia dice:

    È ORA

    Si è svuotato di stelle il cielo.
    Una ad una sono cadute
    per brillare nel nostro cuore.

    Fuori, spaurita è la tenebra,
    laddove in noi, lucine germogliano
    a risvegliare Amore.

    Una carezza di stelle,
    un bacio di stelle,
    un abbraccio di stelle,

    e la volta celeste
    torna a risplendere
    come sole in pieno giorno.

    Stelle di calore,
    stelle di passione,
    stelle innamorate.

    È ora di credere,
    è ora di cedere,
    è ora d’amare.

    È ora.
    Ora,
    amore.

    Replica

    Rita replica:

    @Gaia, …è sempre bello lasciarsi trasportare dalle onde dell’amore e della sua passione…l’amore è luce, è calore…bella Gaia, trasmetti il sentimento più bello che possa esistere…

    Replica

    Gaia replica:

    @Rita,
    grazie dolce Rita! Gaia

    Replica

  39. sergio doretti dice:

    LUCE DELL’ALBA E DELL’AMORE

    L’amore
    è nato con l’aurora,
    illuminato
    dalla stella del mattino
    quando
    il buio della notte
    è già decorso
    ed il canto del merlo
    s’è levato
    dolce e melodioso
    ad annunciar
    l’amore appena nato

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti,
    Amore nella luce, perchè amore è luce e di luce cresce e luce dona .. Caro Sergio nei tuoi versi è racchiusa la pietra filosofale… Gaia

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Gaia,
    Grazie carissima Gaia, ma anche tu non sei a meno perchè ho letto diverse tue poesie che mi hanno emozionato.
    Complimenti e rinnovo gli Auguri di Buona Pasqua,
    aff. sergio doretti

    Replica

  40. marisa Lamonarca dice:

    Un amico di scuola

    Eccomi qua, sdraiata sul mio lettuccio ancora caldo di una notte movimentata. Quelle cavolo di stelline messe lassù quando avevo solo dieci anni, oggi mi sembrano così inutili.
    Eppure ricordo ancora l’entusiasmo con cui le avevo attaccate, con l’aiuto di mamma, per avere sempre delle lucine quando lei mi spegneva la lampada sulla scrivania.
    Sembrava proprio un cielo stellato, ed ero cosi contenta.
    Questa mattina, però, mi danno fastidio.
    Non sono più felice, e di notte voglio stare al buio. Stare con gli occhi sbarrati e non vedere nulla: solo il buio
    Devo alzarmi. Devo prepararmi per andare al lavoro. Non ho preparato nulla ieri sera, ne i vestiti da mettermi, come faccio di solito la sera prima; ne quei documenti che mi servono per la riunione di questa mattina; niente , non ho voglia di fare niente, niente di niente
    Guarda un po’ in che guaio mi sono cacciata, non potevo starmene tranquilla nel mio brodo.
    Invece no: smanetta su quel cavolo di” fb” cerca nomi, cerca amici, cerca e ricerca e ho trovato il mio amico.
    Sottolineo “il” non “un” amico. Certo avrei dovuto saperlo che ci sarebbe stato anche lui nel mare di nomi e cognomi, ma fino a sei mesi fa non lo avevo trovato.
    È bastato un clic e la mia vita è cambiata. Un clic per capovolgere il mio stato d’animo, la mia trasparenza, il mio cuore, la mia ansia, tutto in subbuglio.
    “Ma ragazza” mi dico,” è solo un tuo amico niente di più. Hai il tuo ragazzo i tuoi amici la tua mamma e Claudio il tuo fratellone preferito; hai una vita bellissima e allora perché lo hai cercato???”Non ti bastava tutto questo????”
    “E che ne so”. Mi rispondo. “Probabilmente no”
    Quando l’ho visto, sorridente, nella foto del profilo, mi è preso un colpo. Sapete quel battito strano e accelerato che ti dà il cuore quando arriva fino in gola? Bè, proprio cosi, e in quell’attimo ho capito che avevo ancora bisogno di lui.
    Non un bisogno fisico, sarebbe stato troppo, ma così, giusto per sapere come se l’era cavata in questo periodo di vita trascorso lontano da me; solo curiosità tipo: se avesse una ragazza o se lavorasse ancora con suo padre o se fosse felice.
    Cerco di ricordarmi alcuni particolari della nostra spensierata amicizia; di come ci arrabbiavamo quando le nostre idee con coincidevano o quando sognavamo ad occhi aperti luoghi lontani dove non saremmo mai andati.
    Ripensandoci . ricordo benissimo come ci siamo conosciuti: all’entrata del primo giorno di scuola al liceo scientifico “Pascal”
    Non come tutti i soliti incontri carini tipo: caduta di un libro e sorriso nel tirarlo su con gentilezza , o “ops scusa non ti avevo vista” oppure: scusa sai da che parte è la prima A? Noooooooooo niente di tutto questo, solo : “E spostatiiiii non vedi che intralci il traffico” dai datti una mossa in che sezione devi andare ? Ma guarda questa!!!! Rivolto a quei due suoi amici mezzi rincretiniti che si trovavano al suo fianco. Speriamo che non sei nella mia sezione! E quasi spostandomi con un “fruc “mi ha sorpassato ed è sparito dietro la segreteria. Cafone! Dio non farmelo ritrovare nella mia classe ti prego ti pregooo!!! Come tutti i miei miracoli richiesti al buon Dio,però, anche questo non mi è stato concesso!!!!!!! Ultima fila , cavolaccio, tre banchi tre deficienti in riga .noooooooooooo
    I tre dell’ave Maria – bulletti sempre con quel sorrisino de ebeti sulle labbra. Ben presto,però, il vero Andrea si è rivelato a me. Non so come ma tra una lezione e l’altra finivamo sempre sullo stesso gradino della scalinata o vicino al distributore del caffè o nello stesso tavolino del bar di fronte a scuola
    Era l’inizio della nostra amicizia, forse retorica, la solita cosa: non può essere vera amicizia tra un ragazzo e una ragazza.
    Ed invece noi eravamo veri amici, senza altri pensieri nè bugie, nè finzioni nè ma, nè se, niente di niente solo veri amici.
    Ricordo addirittura quando gli scrivevo le poesie che poi lui dava a quella super F..rivola della Rossella, ammetto che era tutta invidia perché era proprio una bella ragazza, naturalmente tutti gli sbavavano dietro e lui era così innamorato di lei che a volte mi sembrava proprio rincretinito. Aveva preso una cotta per quella e purtroppo contraccambiata in pieno da Lei. Rossella a volte diceva: “Andrea è l’unico ragazzo che mi ha scritto una poesia, di questi tempi è una rarità! E lo diceva proprio a me. Ma vi rendete conto! A me che avevo messo tutto il mio amore nello scrivere quello che per lei erano solo versi sprecati. Non è vero, ero contenta che con i miei versi Andrea guadagnava punt
    Meno male che è durata poco.
    Ricordo anche quando io avevo perso la testa per Luca. Gli chiedevo di portarlo al bar o in qualche altro posto per poi incontrarlo e far finta di essere capitata li per caso. E che dire di quando gli ho raccontato del mio primo approccio amoroso!!!! Certo che ero proprio fuori di testa chiedevo a lui suggerimenti in merito. Il guaio era che lui mi diceva per filo e per segno come fare!
    Che ne dite: eravamo proprio due amiciiiii!!!!!!
    Poi la scuola sempre più pesante, gli amori sempre più complicati e i rispettivi fidanzatini che non capivano che fra di noi c’era solo amicizia e man mano ci allontanavamo:quasi costretti per non perdere quello che credevamo fosse più importante della nostra amicizia:
    Clic manda messaggio
    Ciao sei tu il mio miglior amico a cui scrivevo poesia per la sua morosa??????????
    1 messaggio in arrivo
    Ciao rompiscatole fai ancore le bizze
    Rispondi
    Hei non ci vediamo da anni e già vuoi litigare???
    1 messaggio in arrivo
    No, non litighiamo, voglio sentire la tua voce dammi “cell”
    Rispondi
    339…………………

    Ed ecco fatta la frittata ;neppure cinque minuti di attesa ed il “cell” squilla
    uno due tre ok più che sufficienti E rispondo.
    Penso che il mio cuore non abbia mai fatto un altro sbalzo in gola come quando ho visto la foto, di questo passo mi verrà un infarto!!
    La stessa voce, la stessa risata e nella mia mente un sacco di immagini come una bobina di un film
    accelerato
    Un mare di parole, di ricordi, di risate. Di tutto un po’. Un’ ora passata come in un minuto per dire cento cose tutte d’un fiato.
    “Va bene” dice lui:” sono le 18 ci vediamo sotto la statua di Leonardo da Vinci alle 20 ciao”
    Sempre lo stesso. Nessuna via d’uscita, d’altronde era quello che in fondo volevo. Ho solo 2 ore per prepararmi ma so che non ha nessuna importanza come essere vestita o truccata sono sempre io solo con qualche anno in più
    Ricordo benissimo la strada per arrivare fin li; a volte quando non avevamo voglia di andare in classe andavamo in quei giardinetti e ci sdraiavamo sull’erba a chiacchierare come al solito ti tutto e di più. E’ una bellissima giornata di sole che sta calando lasciando quel rosso strano nel cielo striato di mille colori dietro le guglie dei tetti dell’università.
    Lo riconoscerò? Ma si in fondo che me frega io ho già il mio amore mica me ne serve un altro!!!!
    Io sto bene così e intanto cammino guardandomi in giro.
    Eccolo li. E adesso che faccio? Gli allungo la mano? Gli do un bacio sulla guancia o solo un ciao Oh oh oh oh oh.
    Che guaio.
    Ma il nostro ciao univoco e la nostra risata mi hanno fatto svanire tutte le ansie che mi preoccupavano.
    Siamo ancora noi, quei due ragazzotti che chiacchieravano dei prof. inveendo contro di loro e sparlando di tutti i nostri compagni antipatici.
    Un semplice ciao e poi seduti sulla panchina ci siamo detti un sacco di parole e di racconti; poi il bar, la cocacola e, strano ma vero, tira fuori dalla tasca dei cioccolatini, ma non i soliti cioccolatini bensì gli “after eight” Che memoria! Quelli che io preferisco ancora oggi!
    Cosi è iniziata, prima solo per raccontarci le nostre vite parallele, poi per scoprire che in fondo in fondo ci mancava qualche cosa ad entrambi.
    Infine abbiamo scoperto che la nostra amicizia era forse qualcosa di più serio.
    Più serio non direi, diversa, si diversa era una cosa nuova contro ogni nostro principio e ogni nostra volontà.
    Adesso a distanza di mesi sono combattuta tra il continuare la nostra amicizia o farla definitivamente diventare una cosa tipo: AMORE
    Ecco perché questa mattina me ne sto sdraiata nel mio lettuccio e non mi voglio alzare. Non perché non sono felice, ho un po’ esagerato, solo perché devo prendere una decisione, forse la più importante della mia vita.
    Dovrei far diventare il mio miglior amico il mio grande amore ritrovato????O continuare la nostra amicizia senza varcare la soglia del sentimento??
    Be , ragazzi, fate voi il finale!!!!
    Io per il momento continua a guardare le stelline che illuminano il soffitto e penso di prendermi un giorno di ferie, tanto il mio amore viene a prendermi questa sera ed il mio miglior amico mi telefonerà sicuramente per chiacchierare un po’ con lui.
    Sono egoista a tenermeli stretti tutti e due, tuttavia sono due amori diversi e contemporaneamente uguali; lascerò che siano gli altri a prendere una decisione, io per il momento me la prendo comoda.!!

    Replica

    Antonio ds replica:

    Brava Marisa, questo tuo racconto profuma di freschezza e spontaneità. Complimenti. Antonio ds

    Replica

    maria rizzi replica:

    @marisa Lamonarca, No, cara, dolce Marisa, non credo che il finale della tua storia
    prevedibile eppure giocata ad arte sul registro dell’imprevedibilità, possiamo scriverla noi.
    Ti appartiene. E’ l’evolversi del tuo vissuto, delle scelte forse rimandate, forse rimosse, forse
    comprese solo ora.
    Esistono due persone che dipendono da te. Ho letto un bellissimo romanzo della sud-americana Mistretta “Mal di vivere”, che si concludeva con un rapporto di bigamia affettiva.
    Lei aveva bisogno di due uomini, perchè l’uno completava le mancanze dell’altro. Era un libro
    convincente, ma temo che non rispecchi la vita.
    Ho l’impressione che l’amore antico, nascosto da sempre tra le pieghe dei pensieri, dei desideri prenderà il sopravvento… ma il finale tocca a te! Sei molto brava nel porgere le emozioni. Vera e mai banale. Un augurio per la tua storia e per le feste imminenti!

    Replica

  41. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    L’uno sull’altro

    Lembi di pelle
    si sovrappongono smarriti
    bocche affamate
    si nutrono
    di respiri amari
    gocce riarse
    si perdono
    nell’oceano della vita
    anime dannate
    si rincorrono
    nell’inferno innaturale
    di parole
    sussurrate al vento
    che come foglie
    trascina lontano
    per ricomporsi
    l’uno sull’altro
    in eterno movimento.

    Replica

    Gaia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Amore… Motore immobile…. Bellissimi versi Cettina. Gaia

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gaia, grazie del tuo commento. Un caro saluto da Cettina.

    Replica

  42. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Estasi d’amore

    Nell’illusione
    si spegne lentamente
    estasi d’amore
    fasci di luce
    s’incrociano
    all’orizzonte
    voli di rondini
    annunciano l’estate
    nel canto festoso degli uccelli
    un venticello colmo di vita
    muove ogni cosa …

    Replica

  43. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Abbracci spezzati

    Abbracci spezzati
    sul far della sera
    si spingono oltre ogni limite,
    lacrime appena sgorgate
    inghiottite da labbra tremanti
    di baci appassionati
    suggellano un amore vero, sofferto
    destinato a fermare il tempo
    nel segreto di un’alcova.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,

    Ho apprezzato tutte e tre le tue liriche che guardano a diversi momenti dell’amore, eppure sempre appagante, intenso, vissuto, appassionato.
    Un amore che permea e informa la vita di chi ama e fa di quell’amore la sua vita.
    Ciao
    anna

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile, grazie di cuore , il tuo commento mi gratifica moltissimo.
    Un caro saluto da Cettina.

    Replica

  44. Gianna Campanella dice:

    PETALI BIANCHI

    Dicesti:

    “Oggi per terra c’è pieno di fiori”
    E lo dicesti con fare accorato
    come se fosse accaduto un miracolo.
    E ancora io non sapevo che stavi
    per darmi un addio.

    Tutto il resto non fu che l’atto
    scontato di una commedia. E’ questo
    l’unico addio che mi riconosco,
    il mio solo possesso: questo
    tappeto sfatto di petali bianchi…

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gianna Campanella, l’addio in amore è stemperato da questa visione -
    questo tappeto sfatto di petali bianchi…

    Bellissimi versi, complimenti da Cettina.

    Replica

    Gianna Campanella replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    spesso la natura sembra accompagnare, se non addirittura essere protagonista, del nostro destino umano.
    Infiniti ringraziamenti per la tua gentile lettura,, un caro saluto.
    Gianna

    Replica

  45. Gianna Campanella dice:

    LA FAVOLA DEL PRINCIPE GUARITO

    C’era una volta una fanciulla
    che amava la libertà, i fiori,
    le corse nei prati
    e le cose gentili.

    Un giorno incontrò un principe
    amabile e affascinante
    che una dama superba
    aveva ferito.

    E il principe inaspettatamente,
    assurdamente –quasi per magia-
    si interessò alla piccola
    fanciulla insignificante.

    Ed ella per vederlo sorridere radunò
    le ninfe e le fate del bosco; inventò
    canzoni nuove; cercò di assomigliare
    a una regina: e ci credeva.

    Ma il principe aveva già una reggia;
    e dentro la reggia la dama superba
    lo attendeva pentita con addosso
    un vestito nuovo di modestia.

    E così sul finire della primavera
    senza un addio, senza una parola,
    il principe partì
    per la sua dimora.

    Grandi furono le accoglienze
    per il ritorno del signore
    e anche la fanciulla
    fu invitata alla festa.

    Ma ella ormai più non capiva
    ciò che era giusto. Capiva
    soltanto il suo cupo dolore e
    parimenti odiava i raggi del sole,
    la gente e le carrozze dei ricchi.

    Per cento giorni e per cento notti
    vagò come impazzita
    e solo quando giunse
    sulla riva del mare
    si lasciò cadere sfinita.

    Un’onda turchina ebbe pietà
    di lei e la lambì dolcemente.
    Così la trovarono i pescatori:
    con un sorriso sul viso e sul capo
    un diadema di alghe marine.

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

  46. Gianna Campanella dice:

    LA CANZONE DELL’AMORE

    Così preziosa è la tua confidenza
    quando mi vuoi parlare;
    sono cerchi di magia i tuoi occhi
    quando ti innamori un poco;
    sono così dolci le tue canzoni
    quando mi dedichi un canto;
    così struggenti gli addii
    quando mi devi lasciare;
    così rassegnato il rimpianto
    da sprofondare il mondo
    nella malinconia;
    così lunga l’attesa
    da assomigliare alla morte;
    così pacata la tua presenza
    da fermare il tempo;
    così soave il tuo sorriso
    da profumar più di un campo di grano;
    così leggiadro il tuo buonumore
    da accendere arcobaleni;
    così esaltanti i tuoi pensieri
    che mi ci perdo come
    tra le onde del mare.

    Per una tua lacrima, un tuo sospiro,
    un tuo pensiero abdico al cielo.
    Con te non ho bisogno di scarpe per
    camminare; di pane per saziarmi;
    di fuoco per scaldarmi; di stelle per
    sognare: mi bastano i tuoi
    sguardi e la mia pelle.

    Porterò i miei cari al mercato
    degli schiavi; venderò al ferraio
    tutte le chiavi in cambio
    di un lucchetto.
    Metterò le briglie come un cavallo;
    le ali come un uccello;
    mi vestirò da clown
    e canterò l’amore.

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

  47. Gianna Campanella dice:

    MATRIMONIO A CERVINIA

    Nell’alba bianca e rosa usciva
    la sposa dalla piccola chiesa
    di Cervinia traendo in mano
    un bouquet di gelsomini.

    Era elegante la sposa
    di Cervinia avvolta nel suo manto
    ornato di ermellino.

    La seguiva un corteo
    un po’ pomposo e uno sposo
    severo e compito.

    Era così altera e mesta
    la sposa di Cervinia
    nella mattina diafana
    da sembrare una regina in esilio.

    Replica

  48. Gianna Campanella dice:

    PICCOLA RONDA

    C’era la neve
    sulle cime dei monti
    e tu non c’eri.
    C’era la piazza
    la chiesa le case
    con dentro le stufe
    accese
    la polenta che
    coceva la grappa
    le carte per il
    ramino l’enigmistica
    e tu non c’eri.
    C’era una porta
    che s’ apriva
    sulla strada
    un cane che
    gironzolava
    un mulo stanco
    sporco
    di sterco.
    C’era il cortile
    il campo da
    bocce l’osteria
    con la bottiglia
    di Santa Maria
    e tu non c’eri.
    C’era il silenzio
    un falco alto
    nel cielo un raggio
    di sole lo scoppio
    del fucile di un
    cacciatore: lontano
    forse un fagiano
    moriva.
    E ancora
    il silenzio.

    C’era il prezzemolo
    nell’orto c’erano
    le mele sul melo
    in un campo ho raccolto
    una margherita dai
    petali gialli
    e tu non c’eri.
    Si è inerpicata
    strombettando
    la corriera
    e il vento ha
    frusciato tra
    i rami
    si è incendiato
    il lago
    nel tramonto
    e tu non c’eri.
    Mi sono seduta
    sotto il gelso
    sull’erba che
    un tempo
    hai calpestato
    l’erba che
    hai strappato
    -sorella erba!-
    è cresciuta più
    verde e folta
    e ha oltrepassato
    i confini del
    prato.

    Replica

  49. Anna Maria Campello dice:

    Grazie, contraccambio affettuosamente gli auguri per una serena Pasqua.

    Replica

  50. CANZONE

    Amo
    te
    che ami
    me,
    ma non troppo.

    Penso
    a te
    che pensi
    a me,
    ma non sempre.

    Canto
    te
    che canti,
    spesso,
    un altro canto.

    Neghi
    e protesti:
    non è così,
    io non capisco.

    Ma amare
    non può
    essere qui,
    essere lì,
    essere altrove…

    Parole e musica

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Complimenti Cara Anna Maria per la tua bella poesia che ho letto e nel leggerla avvertivo una dolce musica che l’accompagava.

    con affetto
    sergio doretti

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @sergio doretti,
    Carissimo Sergio,
    grazie per la lettura e l’apprezzamento
    Ciao
    anna

    Replica

  51. CUORE MARINAIO

    L’anima mia

    naviga a vista

    in un limbo di silenzi

    tra scogli di sicurezze

    e gorghi di possibilità.

    Ma so che ci sei,

    mio Doppio,

    mio Angelo,

    mio Altro me,

    quando la certezza viene meno,

    quando nel dubbio

    rinunciare è la scelta.

    Per meraviglia,

    sotto il calore della Tua ala,

    è allora che trova pace

    il mio cuore marinaio

    assetato di tranquillità.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Bella poesia, complimenti Anna Maria!!

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Intensissima, densa di passione e tenerezza la tua lirica,
    Anna Maria… Cerchi e trovi immagini atte a stupire, a incantare
    e tracci con l’aratro dell’Arte pura solchi di superbo lirismo.
    Complimenti e tanti cari auguri!

    Replica

    Gaia replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Amore che è porto, quiete alla tempesta. Complimenti Anna Maria. Gaia

    Replica

  52. A SILVIA, una qualunque, ma questa è vera.

    Non hai nulla da farti perdonare,
    ma ti perdono lo stesso:
    era le volte che mi cercavi,
    e sbagliavi lo spazio ,non il tempo;
    era le volte che mi volevi,
    e volevi sentirmi soltanto;
    era le volte che mi parlavi,
    e parlavi alle nuvole;
    era le volte che mi pensavi,
    e pensavi di notte;
    era le volte che mi sognavi,
    e sognavi di giorno.
    Quanto pesano i tuoi occhi
    sopra le ciglia dei miei,
    e come mi piace portarli a spasso
    dove ti sfioro senza toccarti.
    E per scale antiche o nuove di zecca,
    dai pioli di vetro o di fili di biada,
    sui gradini della notte o dei tuoi seni di mandorla,
    ti bacerò sugli occhi e sul ciglio del cuore.

    Poesia e Musica.

    Replica

    Gaia replica:

    @Mario Prontera,
    ..Con ” A Silvia ” che tempo fa è entrata nel mio cuore per restare … Che bello ritrovarti Mario! Gaia

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario Prontera,
    Mario… potrei leggere all’infinito
    “ti bacerò sugli occhi e sul ciglio del cuore”,
    perchè è più di un sogno, di un’utopia…
    E’ distillato di puro amore espresso in poesia.
    Sei l’Uomo delle Muse a tutti gli effetti!
    Auguri.

    Replica

  53. Fiorella Cappelli dice:

    Scrivi Poeta

    Poeta, che riesci
    con le parole
    a far riflettere
    su specchietti di vita
    le emozioni…

    scrivi di me, ti prego
    scrivi di questi miei silenzi
    dei pensieri che fanno rumore
    e arrovellano la mente

    abitano la mia insonnia
    scrivi delle mie paure…
    delle nenie che sento
    quando il tempo mio si consuma

    scrivi, poeta
    per me, che ti leggo
    quando è il cuore…
    ad avere bisogno di immagini.

    Fiorella Cappelli

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Fiorella Cappelli,
    Cara Fiorella, la tua bella poesia mi ha fatto riflettere.
    Ti ha portato col pensiero lontano dalla semplicità di una vita felicemente vissuta.
    Ti ha portato, a percorrere siti scoscesi e scalare vette di alta montagna dove speri di t rovare lassu’ delle aquile con le quali, spiritualmente volare nel cielo. per raggiungere quelle bellissime immagini da te sognate.
    complimenti ed auguri.
    sergio doretti

    Replica

  54. alfredo tamisari dice:

    Grazie, Maria, per questo messaggio che inoltrerò subito a LEI, “coautrice” del testo.
    Alfredo

    Replica

  55. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Figli dei fiori

    Ho visto nascere in Irlanda
    i figli dei fiori
    nei prati verdi sterminati
    in primavera
    ho visto nascere in Irlanda
    i figli dei fiori
    liberi di ballare tutto il giorno
    danze di tutto il mondo
    ho visto nascere in Irlanda
    i figli dei fiori
    liberi di cantare a squarciagola
    finchè non muore il giorno
    ho visto nascere in Irlanda
    i figli dei fiori
    con i vestiti colorati
    come i fiori dei prati d’Irlanda
    ho visto i figli dei fiori
    fare l’amore sulla terra nuda
    al tramonto della luna.

    Parole e musica

    Replica

  56. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    La donna e il vento

    C’era una volta, in un paese lontanissimo, non segnato nemmeno nelle carte geografiche, una donna molto povera che viveva da sola.
    Un giorno questa donna, coperta solamente di un mantello di seta bianca, sale a fatica, in cima ad una montagna. Nel suo cammino incontra una pioggia continua e incessante che bagna la stoffa del suo mantello.
    Quest’ultimo, insieme al corpo diventa un fardello pesante, i suoi pensieri al contrario non erano un peso … imprimevano una forza sovrumana ai suoi movimenti.
    Finalmente questa donna esile arriva in cima alla montagna.
    Avviene un miracolo, si alza un vento leggero che accarezza il suo corpo con dolcezza e asciuga il suo mantello. La donna, all’improvviso si accorge di essere diventata leggera come una piuma
    Allora dice al Vento: “Prendimi…sarò tua per sempre”.
    Il Vento con amore la solleva da terra e la porta via … lontano.
    Succede, ancora adesso quando si alza il vento che una donna gli chiede: ”Prendimi…sarò tua per sempre”. Nelle notti stellate, quando si alza il vento dal mare, sembra, in direzione della luna piena di vedere volteggiare un grande mantello di seta bianco.
    E’ quella donna esile che nel tempo è diventata vento … insieme al vento.

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Complimenti Cara Cittina per il tuo racconto che ora cerco di commentare.

    Individuare i propri sogni è il primo passo per la loro realizzazione.
    Questa donna prima di essere rapita dal vento aveva dei sogni. Prima di tutto il sogno di volare e poi riuscire a scoprire i segreti della montagna insieme alle aquile con le quali sperare di fare voli insieme e riuscire ad avvicinarsi alle stelle dalle quali sperava di essere invitata nel calore della loro fantastica abitazione.
    con affetto
    sergio doretti

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @sergio doretti, bellissimo commento, la fantasia imprigiona le mie parole per farle volare nel vento insieme ai sogni. Grazie di cuore. Cettina

    Replica

  57. PASQUA DI PAESE

    Pasqua era alle porte, con tutte le suggestive tradizioni di ripuliture, di rinnovamenti, di dolci.
    Pasqua di paese odorosa di viole e piena di vento, fatiche di donne nel preparare teglie di latta con grifi, pupe, cavalli cosparsi di lapislazzuli policromi che davano la sensazione di un’assurda fioritura in piccoli campi di neve.
    Non dimenticherò mai quegli smalti di candido zucchero, quelle uova dipinte, quei confettini d’argento e colorati sulle superfici delle mie ciambelle preferite.
    Erano i regali della primavera dopo l’inverno.
    La settimana santa, intanto, stringeva i tempi della grande festa redentrice.
    Il periodo quaresimale, fatto di preghiere, di precetti e mortificazioni, volgeva al termine e, dalla Domenica delle Palme, le prediche serali si facevano sempre più intense nei temi religiosi e nella regia dei priori delle congreghe.
    Erano loro i veri organizzatori di tutto l’apparato scenico dei sepolcri, della processione penitenziale, della flagellazione e dell’Ufficio delle Tenebre. Drammatica rievocazione, questa, dell’oscurità scesa sulla terra alla morte di Cristo. Nella penombra del presbiterio, di fronte all’altare, era posto un candeliere a forma di triangolo con tredici candele: al vertice Gesù, ai lati gli Apostoli. A ogni salmo cantato si spegneva una candela, simbolo di Giuda che tradisce, di Pietro che rinnega, dei discepoli che abbandonano il Signore. L’ultima a brillare era quella del Cristo, lasciato solo a bere il calice della Passione.
    Nel buio della chiesa, al “fit fragor et strepitus aliquantulum”, quando il sacerdote batteva con il Rituale sul seggio del coro, l’assemblea colpiva i banchi simulando quel terremoto di sconvolgimento dinanzi alla morte del Figlio di Dio.
    Si racconta che, un anno, fu tale l’immedesimazione dei fedeli, da scatenare un vero boato, invece di un piccolo strepito, con gran turbamento di molti.
    Assistevo sempre alla consacrazione degli oli, alla lavanda dei piedi degli apostoli, dodici poveri anziani in camice bianco, intorno all’altar maggiore, che il prevosto lavava, a uno a uno, in un catino d’argento, con vera e sentita umiltà.
    Statue coperte con drappi viola e neri, campane senza voce.
    La chiesa era lasciata aperta tutta la notte del giovedì per l’adorazione del Santissimo, riposto in un Sepolcro, addobbato con tanti fiori e grano fatto germogliare al buio, e le visite dovevano essere, rigorosamente, in numero dispari.
    La partecipazione ai riti era notevole anche perché, al sincero sentimento religioso, si univa l’occasione, soprattutto per le ragazze, di uscire.
    Il Venerdì Santo, giorno di digiuno, vedeva il culmine dei riti della settimana.
    Nel pomeriggio alcune donne, in sacrestia, preparavano il Cristo Morto, un’opera d’arte del seicento, lo ripulivano e lo cospargevano di profumo.
    A sera inoltrata iniziava la processione alla quale partecipavano tutti i membri delle confraternite della zona.
    Agricoltori, operai, falegnami, notabili seguivano il clero e il crocifero, con andatura cadenzata, battente, oscillante lateralmente, indossando i particolari, tradizionali abiti del proprio sodalizio, camici rossi e mantelline dorate o grosse stole grigie o lunghi sai neri e gialli, copricapo settecenteschi con falde accartocciate ai lati, tra fumo d’incenso sospeso nell’aria, canti e preghiere che conferivano, a quel movimento di popolo, un alone di intensa commozione e di severa solennità.
    Quante agitazioni da parte degli abitanti di alcune vie per timore di essere esclusi dal percorso!
    E quanta gente accorreva anche dai paesi vicini.
    Aprivano il corteo le bambine, tutte vestite di bianco, e i bambini, con i grembiuli neri.
    Avanzavano, distanziate in mezzo al corteo, artistiche statue lignee, i simboli della Passione: il gallo, l’angelo, la scala, le tenaglie, le lance, la borsa e la croce, portata dal Cireneo. Vestito di bianco, camminava con la testa nascosta in un cappuccio, nel silenzio rotto solo dal fruscio delle catene ai piedi.
    – Chi sarà? – si chiedeva la folla perché, essendo la parte interpretata per penitenza, la tradizione prevedeva l’anonimato.
    Il corpo del Cristo Morto, sotto il candido velo donato da una sposa, adagiato in una bara scoperta foderata di velluto nero, portata a spalla da confratelli anch’essi incappucciati, appariva bianchissimo nella rigidità della morte.
    Il chiarore delle torce dei fedeli rendeva più commovente la scena. Quando, nel fumo acre che queste sprigionavano, i cantori che seguivano il feretro intonavano “Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam”, accompagnati da violini, le note struggenti del funebre inno diffondevano intorno a questa triste cerimonia, così carica di significati, un’atmosfera di profonda mestizia capace di far scaturire una “fontana di lacrime”.
    In quel momento, il resto del corpo bandistico, in uniforme, sfilava con gli strumenti a braccio, senza suonare, in segno di rispetto, e io mi meravigliavo di vedere don Tommaso e zio Luigi che sembravano vestiti da ammiraglio, con i loro baffoni borbonici sotto feluche piumate di bianco e d’azzurro.
    Alla fine, col manto nero, la Madonna Addolorata che segue il figlio morto.
    Molti occhi brillavano e c’era chi si batteva il petto per contrizione, chiedendo il perdono divino.
    Mastro Gigetto prometteva alla moglie Clorinda di non ubriacarsi più, il terribile Giovannino chiedeva perdono alla mamma per le non poche inquietudini che le procurava. Chiudevano la lunga e mesta processione le dame velate, le autorità, in abito da sera, con bombetta e, in ultimo, la folla silenziosa, assorta, si accalcava nelle vie strette, sotto finestre e balconi illuminati da cui pendevano le più belle coperte di seta dei corredi. Come da casa mia, che occhieggiava addobbata nella piazza centrale del paese, accanto alla chiesa dove, nella tarda serata, si svolgeva la Via Crucis.
    I forni erano accesi giorno e notte per cuocere le torte, i polli e gli agnelli degli imminenti pranzi pasquali.
    Correvano battibecchi sulla preminenza dei turni di cottura negli stanzoni surriscaldati.
    Accompagnavo la mia giovane cameriera e mi piaceva farle da scorta; ero euforico, quando portavamo a casa, all’imbrunire, le scatole calde dei capolavori dolciari, sotto il cielo sereno con le prime stelle.
    È tutto così chiaro nel mio ricordo.
    Quell’aura sacra investiva tutti. Infatti, attraverso i riti penitenziali, tutti si apprestavano a celebrare la Santa Pasqua. Accadevano delle riconciliazioni tra individui e famiglie, si faceva del bene come meglio si poteva. Si cercava, con opportune collette o altri mezzi caritativi, di assicurare sollievo anche ai più poveri.
    Non mancava mai il “Possa” fatidico dell’auspicato intervento divino per una prosperità che, in definitiva, andava sempre più regredendo.
    Finalmente, lo scoppio fragoroso della Resurrezione del Sabato Santo, tra accordi di campane a distesa per tutta la vallata e tuoni di mortaretti: la statua del Salvatore, al “Resurrexit”, appariva improvvisamente dietro l’altar maggiore, pieno di fiori, e si elevava lentamente verso l’alto, per mezzo di un montacarichi rudimentale e invisibile, tra nuvole dense d’incenso.
    Quell’esiguo movimento, che durava pochi istanti, il tempo giusto per consentire al simulacro di raggiungere la sommità dell’altare, dava al popolo orante una sensazione di letizia autentica e spingeva davvero le anime verso il cielo nel gaudio della vittoria sulla morte.
    Nella solennità di una messa con paramenti preziosi, Cristo era risorto dal Sepolcro: non più mestizia, dopo le tenebre, il fuoco nuovo sul cero pasquale.
    Il pranzo della domenica completava una settimana pienamente vissuta.
    Un gran banchettare, qualche indigestione, i preparativi del Lunedì dell’Angelo. Poi la fine, con un po’ di malinconia.
    Il prevosto iniziava la benedizione delle case e riprendeva, puntuale, dopo le fatiche apostoliche, la sua passeggiatina serale.
    Le scuole riaprivano e le maestre assegnavano temi interrogativi su:
    – Come avete impiegato il tempo delle vacanze pasquali?
    Inutile indagine per le matite rosso-blu.
    La primavera aveva già aperto il cuore alla dolce attesa delle vacanze scolastiche e dei bagni di mare nella spiaggia selvaggia.

    Da “Altri tempi” di Daniela Quieti, Edizioni Tracce 2009

    Giungano ai carissimi Nicla, Robert e a tutti gli Autori i più fervidi auguri di una Santa Pasqua piena di armonia nel sentimento condiviso di amicizia, pace e amore.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Daniela Quieti,
    Cara Daniela,
    l’eco ricco di forza narrativa, di fluidità stilistica e di distillati lirici, della Pasqua
    abruzzese, giunge come canto ipnotico a scuotere le fronde della mia anima.
    Vorrei saper creare le tue atmosfere, calarmi nella luce antica delle storie, con
    la tua straordinaria capacità di scrittrice…
    La poesia è il valore aggiunto d’ogni tuo momento. Anche nella vita.
    Ti abbraccio forte e ti ringrazio con tutta me stessa.

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @maria rizzi,
    Mia cara Amica,
    grazie, di cuore. Mi emozioni sempre profondamente con le parole così belle che mi dedichi e che accostano il tuo sentire alla mia abruzzesità. Amo ripercorrere i gesti, i piccoli eroismi quotidiani, le virtù e le sconfitte di un’altra epoca, nel desiderio di trattenere, di quel tempo, il conosciuto del vivere privato e sociale, forse per bilanciare lo sfuggente scenario dell’attuale quotidianità. Comunque, fra sogni, poesie e realtà, sulle onde di questo mare di sentimenti, ti giunga, forte, il mio affettuoso abbraccio. Buona Pasqua !

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti,
    Amore e pace a te Daniela, che voli con le tue parole sempre più alta, illuminandoci di meraviglia. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia,
    Grazie infinite, cara Gaia. Amore e pace anche a te. Buona Pasqua!

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Daniela Quieti, un racconto meraviglioso che colora questi giorni tristi legati alla ricorrenza della Santa Pasqua in attesa della speranza della Resurrezione per un mondo che si prenda cura dei più deboli.
    Tanti auguri di Buona Pasqua a te e a tutti gli autori che pubblicano i loro versi in questo spazio
    che ci ospita. Cettina

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Grazie, cara Cettina, per le tue belle parole, con i più sinceri auguri di Buona Pasqua !

    Replica

    Antonio ds replica:

    Cara Daniela grazie per questi tuoi ricordi freschi, per questo tuo proporre un mondo che stento a riconoscere solo dopo pochi anni. Eravamo così, coi calzoncini corti e gli occhi sbarrati, mentre il mondo ci mostrava i suoi eterni simboli e la mano correva a cercare quella amica del papà o della mamma.
    Quei momenti indimenticabili “erano i regali della primavera dopo l’inverno”. Buona Pasqua, Daniela, Buona Pasqua a chi legge, a chi scrive, a chi lavora perché il Manuale sia il luogo delle emozioni. Antonio ds

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Antonio ds,
    Caro Antonio,
    ti ringrazio infinitamente per aver letto e commentato con così belle parole il mio racconto. Oggi, come allora, nel dono di “emozioni” che ci unisce in questo “mare”, auguro a tutti una Buona Pasqua di serenità e pace. Daniela Q.

    Replica

  58. sergio doretti dice:

    IN QUESTI GIORNI DI FESTA

    ti vedo in questo
    giorno di festa,
    fiore gentile,
    fra i fiori dell’amore,
    ed illumimi col
    tuo cuore,
    il sorriso della vita.

    In questo giorno
    dell’amore
    sboccia il tuo sorriso
    illuminato da una musica,
    dolce e romantica
    che arriva dal vento
    di questo maestoso,
    ed infinito, mare
    che emoziona d’amore,
    il mio cuore

    Replica

    sergio doretti replica:

    @sergio doretti,
    Grazie Daniela e complimenti per il tuo belissimo racconto che mi ha portato a sognare tempi lontani e care persone della nostra semplice vita, rimasti sempre nel cuore .
    Grazie di nuovo e tantissimi auguri.
    aff. sergio doretti

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @sergio doretti,
    Grazie a te, caro Sergio, per l’attenzione che sempre mi dedichi. Un affettuoso saluto !

    Replica

  59. COSE PICCOLE E BELLE, LE SOLITE IN FONDO.

    ..mi piace essere la tua onda preferita,
    mi piace finire la corsa con te..
    ..e quando ogni tanto ti viene,
    toccami là, tra i capelli,
    e le pieghe delle mani,
    e baciami là, se ti viene
    una voglia di me;
    era là che venivo
    a cercarti di nascosto
    da tutti…

    Replica

  60. sergio doretti dice:

    Buona Pasqua a tutti i soci del Blog Manualedimari ed in particolare ai nostri conduttori Nicla, Robert ed a tutti gli altri della Direzione.
    La Pasqua è una festa religiosa che rappresenta la Resurrezione di Gesù
    Ed è quindi anche una festa di amore, di amicizia e di ricordi. Ricordi di un tempo lontano quando un piccolo uovo di cioccolata e le carezze di un gattino di davano la felicità in quelle romantiche campagne vicine al mare.
    Con affetto
    Sergio Doretti

    Replica

    Nicla Morletti replica:

    @sergio doretti,
    Buona Pasqua anche a te. Buona Pasqua a tutti! E auguri delle cose più belle!

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti,
    ..si, caro Sergio, è festa d’Amore. E il regalo più bello è che lo sia per tutti. Gaia

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Gaia,

    Grazie Carissime Nicla e Gaia,

    si è vero- Buona Pasqua per tutti.
    Anche per tutte le genti che soffrono per malattia povertà e schiavitù.
    aff.mo Sergio

    Replica

    maria rizzi replica:

    @sergio doretti,
    Mi unisco a tutti voi,
    invocando una Resurrezione delle anime,
    una lunga scelta d’amore che, come onda alta,
    copra la pochezza che ci circonda e ci insegni
    a essere l’esempio non il consiglio….
    Vi stringo.

  61. Mario Prontera dice:

    NUVOLE

    Nuvole basse, nuvole sinuose,
    sfuggite a un mare di pioggia
    e a un campo di mimose!
    Nuvole pettegole, nuvole di poche parole,
    a ricordare i toni dell’erba
    e la danza delle viole!
    Nuvole di calce viva, nuvole di ceralacca,
    stampate tra fogli d’azzurro
    e il ritmo della risacca!
    Nuvole pensose, nuvole sbarazzine,
    come i dispetti del vento
    e i capelli delle bambine!
    Nuvole vere e anche un po’ inventate,
    come certe storie d’amore
    sognate e dimenticate!
    Nuvole a un tiro di schioppo, nuvole a un palmo dal cielo,
    nuvole dai mille volti…
    nuvole senza velo…

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Mario Prontera,
    Ti ho ritrovato Mario! Il cantore delle Muse…
    Muse che oggi hanno volti di nuvole, ‘pettegole’, ‘sbarazzine’, ‘di poche parole’…
    Sei il Poeta delle metafore preziose. Intarsi i versi, ricami spartiti e sei sempre
    lieve, immenso e dolcissimo. Grazie e bentornato!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Mario Prontera,
    Complimenti, Mario. Carissimi auguri di Buona Pasqua !

    Replica

  62. Mario Prontera dice:

    Delle nostalgie.

    Qual è il filo, di rame o di niente,
    che mi porta a cercare un ago;
    ma la bilancia della sera non pesa i miei sogni,
    troppo sfumati per appendersi ai tuoi.
    E allora sto qua,scolpito da un gioco di rughe,
    e filando pietre di vetro,
    ricamo cianfrusaglie di umori.

    Replica

  63. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Immersione

    Mi calo
    in immersione
    in un mare di fuoco
    che non brucia,
    la mia pelle si colora
    appena di rosso,
    il rosso della passione
    il fuoco lambisce il corpo
    rigenera i pensieri
    insieme ai tuoi
    viaggiano
    nella stessa direzione
    in armonia
    liberi di esprimersi.
    Non servono parole…
    battono all’unisono
    i nostri cuori
    per sempre.

    Replica

  64. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Pionieri

    Il coraggio è la forza dei pionieri
    non possiedono nulla
    camminano ore ed ore
    sopportano fardelli pesanti
    sulle loro spalle
    si accampano incuranti
    del pericolo
    perlustrano temerari
    territori sconosciuti,
    come i pionieri anch’io esploro
    ogni centimetro di pelle
    di un corpo che non ha più segreti
    pioniera di questi tempi
    frettolosi e pericolosi
    impavida percorro
    mete sconosciute.

    Replica

  65. Gaia dice:

    IL MIO TESTAMENTO

    A tutti gli esseri,
    senza alcuna eccezione,
    lascio l’unico bene
    che possiedo: Amore.

    Vi parleranno d’amore
    i miei versi,
    parlerà d’amore
    il ricordo di vita
    e la mia morte,
    illuminata
    dal Paradiso interiore.

    Designo erede universale
    del mio cuore in volo
    ogni essere vivente.

    Il destino ha voluto
    che restassi parola.
    Scusatemi, se altro
    non ho da offrire.

    Il resto, è un cipresso,
    che appare e scompare
    nella foschia del mattino.

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gaia, un’emozione grande dentro il cuore è questa lirica.
    Complimenti da Cettina.

    Replica

    Gaia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Hai fatto un bellissimo complimento ai miei versi, versi che io amo molto. Grazie. Gaia

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Gaia,
    Suggestiva l’idea che saremo ricordati per l’amore dato, ciò conforta il cuore e dà senso alla gratuità dell’amore stesso.
    Ciao
    anna

    Replica

    Gaia replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Lo credo con tutto il cuore Cara Anna. Essere ricordati per l’amore donato è certo cosa più preziosa dell’aver scoperto l’alchemico oro. Gaia

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Gaia,
    Grazie, cara Gaia, per questo tuo bellissimo canto d’amore che accarezza l’anima. Complimenti, con i migliori auguri di Buona Pasqua !

    Replica

    Gaia replica:

    @Daniela Quieti,
    Buona Pasqua a te dolcissima Daniela e ancora complimenti per il tuo splendido “sentire”. Gaia

    Replica

  66. Maurizio Lauriani dice:

    Ho scritto ti amo ogni giorno

    Ho scritto ti amo ogni giorno
    con i biscotti della colazione
    vestendo il sole al primo caffè
    a raccogliere il profumo di te
    con le mani sulla tua schiena
    inondato da un fiume in piena.

    Ho scritto ti amo ogni giorno
    inseguendo lo sguardo fra le rose
    mentre bagni e massaggi la vita
    e quando sbuffi dietro i vapori
    tra i movimenti alterni di un asse
    stirando le mie stropicciate storie.

    Ho scritto ti amo ogni giorno
    mentre mamma corri a scuola
    e poi ritorni di corsa all’aiuola
    risalendo affannata le scale
    tra i labirinti di mille stanze
    riduci e pulisci ogni distanza.

    Ho scritto ti amo ogni giorno
    da quel bacio mai dimenticato
    tra petali alterni di una margherita
    ne ho contato e inventato modi
    sussurrando i tratti del tuo amore
    sfogliando i freschi tepori.

    Ho scritto ti amo ogni giorno
    per essere accanto al nuovo canto
    parole colorate dentro una bottiglia
    navigano verso il perduto tempo
    e noi qui seduti sul profumo delle rose
    non ci siamo accorti della neve sui capelli.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Maurizio Lauriani,
    La quotidianità dell’amore, rinnovato ogni mattina e vissuto ogni giorno per tutti i giorni della vita a due, non può non culminare nel “Grazie!” per quanto si è ricevuto e per l’apprezzamento di quanto si è dato alla persona amata.
    Ciao
    anna

    Replica

  67. Sonia dice:

    LE STAGIONI DELL’AMORE

    Quell’inverno…
    non furono gocce di ghiaccio
    ad attirare il mio sguardo in cielo,
    ma gli occhi tuoi cristallini
    a scaldarmi l’anima di poesia;
    e proprio l’anima, d‘improvviso,
    si ribellò e rapì la mia ragione,
    solo carta e penna per parlare
    e scrisse per te sul mio cuore.

    E fu primavera…
    inaspettato sbocciò un fiore dentro me
    era una rosa rossa, profumava di te,
    senza difese, senza spine per non ferirti
    ogni volta che ti volessi a me avvicinare;
    discreto, sfiorasti quel fiore ogni tanto,
    ma il tuo mistero non lo raccolse mai,
    e i petali uno ad uno iniziarono a cadere
    ma la rosa, innamorata, continuò a sperare.

    E arrivò l’estate…
    il sole d’agosto mi bruciò la coscienza,
    troppa l’attesa, troppa la voglia di te…
    e ancora mi sembra di vederti…
    gli occhi che tremano e le tue mani fredde, l’emozione
    e ancora mi sembra di sentirti…
    i respiri e le parole sussurrate, la tentazione
    e ancora mi sembra di toccarti…
    le labbra bollenti e i corpi caldi, la passione.

    Ma giunse l’autunno…
    e fu il tuo abbandono ad incidere il ricordo,
    il tuo silenzio imposto a colmare i miei giorni,
    la nostalgia di te fu padrona del mio esistere,
    come svegliarsi la mattina in un immenso vuoto
    dopo un sogno che ha invaso la realtà,
    come l’ultima foglia che cade dal suo ramo
    dopo aver vissuto le stagioni e il suo tempo,
    e dondolando senza più vita, cade per terra.

    E tornò l‘inverno…

    ***
    “Poesia e Musica”

    Replica

    Rita replica:

    @Sonia, parole che lasciano trasparire una passione forte…mozzafiato, trasmetti davvero belle emozioni! Rita

    Replica

    Sonia replica:

    @Rita, Grazie Mille Rita !!!

    Replica

  68. Ti ho perso tra le stelle.

    Amore, ti ho ritrovato in sogno,
    mentre insieme volavamo in oceani
    stellari, tra onde di ricordi.

    Ti ho udito sussurrare messaggi
    esoterici inconsci, nei campi arati
    del mio universo mentale.

    Mi fissavi, mentre danzavi tra grappoli di
    glicini d’orati e mi regalavi farfalle di luce.

    Mi sorridevi, mentre le tuo labbra
    calde mi baciavano al suono
    di arpe accarezzate dal vento.

    Amore, ti ho perso tra le stelle,
    all’improvviso, mentre mi svegliavo.

    Il dolore mi spezza il cuore, mentre
    il mondo gira intorno a me.

    Vedo ancora la tua scintilla Divina fluttuare
    leggera tra gli Angeli, al suono del silenzio.

    Amore, vorrei ritornare indietro
    nel sogno, per volare ancora stretta a te,
    negli spazi infiniti dell’Universo.

    Mentre le lacrime mi rigano il volto,
    odo la tua voce gioiosa cantare una canzone.

    Amore, ti ho perso tra le stelle,
    all’improvviso, mentre mi svegliavo.

    ***
    “Poesia e Musica”

    Replica

    Gaia replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,
    ….Il risveglio si porta via i sogni. Quelli brutti, ma purtroppo anche quelli più belli, dai quali non avremmo mai voluto separarci. Ma la grandezza dell’amore sta nel poter vivere i più bei sogni anche ad occhi aperti… Con simpatia. Gaia

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia, Grazie dolcissima Ciattina,
    un abbraccio,
    Elisabetta

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, molto belli i versi finali, complimenti da Cettina.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Grazie, carissima Gaia, per le tue belle parole,
    un abbraccio da Alfonsine,
    Elisabetta

    Replica

    Maurizio lauriani replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, Lirica che si fa leggera come uno abbraccio dentro quel sogno cosi’ vivo è forte da far soffrire durante il risveglio.L’amore fa volare alto ,oltre ogni limite.Un amore che fa piangere per tutta quella gioia incontenibile che ha saputo trasmettere e che ora è rimasto fra le stelle.
    Complimenti

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,
    L’amore e il sogno: evanescenti e impalpabili, ma restano nel cuore e allietano i ricordi.
    Ciao
    anna

    Replica

  69. sergio doretti dice:

    UNA LACRIMA

    una lacrima di pianto
    nel dolore della vita
    si posò
    sopra un pètalo
    di rosa
    e un arcobaleno
    iniziò a brillare nel
    ciel,
    Quella lacrima d’amor
    quella lacrimaaaaaa
    di speranza
    cerca un sorriso,
    dal sole che ci lascia,
    nel tramonto della sera.

    Con le ali
    dell’amor,
    raccogli il mio dolor
    raccogli i miei pensieri
    raccogli la speranza
    ed il color
    della vita,
    del mio amor

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @sergio doretti, complimenti per questa futura canzone, Cettina

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,

    Grazie Cittina per il tuo commento che ho molto gradito.
    Se questa poesia verrà musicata e quindi sarà senz’altro un tango.
    Spero di invitarti a ballare questo tango “nel colore della vita e del mio amor”.
    con affetto
    Sergio

    Replica

  70. Rita dice:

    Sabbia è ciò che ho nel mio pugno,
    mille granelli, mille sogni di quel tempo…che parla di anche di noi,
    noi che eravamo sdraiati su questa immensa distesa di sabbia.
    Ancora mille granelli
    nella mia mano…sento l’eco di quelle giornate felici,
    delle nostre risate, di quegli sguardi furtivi sotto al caldo sole.
    Sabbia nella mia mano…apro il pugno e la la lascio cadere,
    mille piccoli granelli dorati scivolano via…
    Il vento li dividerà
    portandoli chissà dove…come ha portato via noi…

    Replica

    Gaia replica:

    @Rita,
    ..il passato che il vento ( tempo/oblio ) disperde in piccoli granelli dorati.. È una bellissima immagine Rita, complimenti. Gaia

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia,
    Complimenti Gaia!!
    In bocca al lupo!!!

    Replica

    Rita replica:

    @Gaia, grazie…ricordi un passato ormai davvero tanto lontano. Rita

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Rita, mia cara, nella forza della similitudine tra i giorni passati
    e la manciata di sabbia, si srotola la tua lirica di fortissimo impatto emozionale.
    Sembra di assistere a un cortometraggio, di cui si sente il sonoro…
    La vita allestisce un paesaggio e poi lo cancella con la sua ‘gomma’ segreta.
    Sei un’ottima funambola dei versi e possiedi l’arte della sintesi. Mi hai emozionata!
    Grazie e un abbraccio.

    Replica

    Rita replica:

    @maria rizzi,
    Maria grazie!….sono contenta di emozionare…

    Replica

    Rita replica:

    @maria rizzi,
    Maria grazie!….sono contenta di emozionare…

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Rita, Grazie Rita per la tua bella poesia che mi ha fatto riflettere, soprattutto per la divisione, insieme a voi, dei granelli di sabbia.
    Ma se il vento di terra avesse la capacità di riportare su quella spiaggia i granelli di sabbia potrebbe essere, psicologicamente, una bella notizia per voi?
    Con tantissimi auguri.
    aff.mo sergio doretti

    Replica

    Rita replica:

    @sergio doretti, Grazie Sergio…no, non sarebbe una bella notizia…il tempo deve scorrere in avanti, nulla può tornare, nè un soffio di vento riportare indietro, la vita deve scorrere in un verso solo e sta a noi assaporare ogni singolo istante come se fosse l’ultimo….Anche se in ritardo, auguri anche a te…

    Replica

  71. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    L’attesa del ritorno

    Come un funambolo
    sospeso sul filo del destino
    si dondola la mia anima
    ogni volta è la prima volta
    non si da pace
    immagina di vedere, di toccare
    le mani, le braccia, tutto il corpo,
    all’improvviso ti materializzi
    e ritorni come sempre
    vicino a me per il resto della vita.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Carina la tua poesia Ciattina!!
    Un abbraccio,
    Elisabetta

    Replica

  72. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Il fuoco della passione

    Lingue di fuoco si alzano
    dalla fiamma del cuore
    crepitano, sornioni
    ne seguono il ritmo
    ardono senza pietà
    ti bruciano la pelle
    si alimentano
    di ogni ceppo
    che le tue mani
    con coraggio
    non lesinano alla forza
    del tuo amore
    che si scatenerà tra breve
    in un amplesso
    che non conosce confini.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,

    Complimenti anche per questa!!
    Ciao!!Q!

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, grazie di cuore-Cettina-

    Replica

  73. Franco Bellini dice:

    L’ Addio al Poeta
    ( in memoria a Jacques Brel)

    Aveva scritto e cantato tante poesie
    quel poeta, quell’artista!
    e il mondo intero lo adorava
    quel poeta! quel genio
    che ha fatto sognare grandi e non;
    Così, quei versi originali,
    hanno inspirato musici e cantori
    e la gente della strada
    arieggia quelle rime,
    come se volesse immortalare
    la sua immagine.
    ……………………………………..

    È scomparso per sempre
    il romantico poeta!
    Condannato dal male
    se n’è andato…chissà dove!…
    Il suo piccolo veliero,
    un giorno ha preso il largo
    destinazione “La sua Isola”.

    Per quel poeta, per quel mito,
    la gente e tutti i suoi amici
    han versato un mar di lacrime,
    e, quando in cielo appare l’astro d’argento,
    le trasforma in miriadi di perle
    che scintillan su quel mare…
    …come, se volessero inspirarci
    un’ultima poesia in sua memoria
    e, che il vento della sera la trasporterà
    attraverso l’ immenso oceano,
    per raggiungere quell’isola,
    ” l’ isola del poeta

    Replica

  74. Franco Bellini dice:

    “Tu che hai inventato l’amore”

    Se tu non esistessi
    cosa ci starei a fare io qui?
    e che senso avrebbe la mia vita
    senza di te!

    Se tu non fossi di questo mondo,
    come potrebbero brillare le stelle?
    e chi farebbe giungere fin quaggiù
    i caldi raggi del sole?

    Se tu non esistessi,
    il mare sarebbe uno strato di ghiaccio
    e la luna nel cielo sarebbe sempre oscura
    poiché è su di te che s’illumina.

    La musica è nata, perché l’hai inspirata tu !
    e quando a primavera sbocciano i fiori,
    sei tu che le regali il tuo profumo,
    mentre le rose, le sue regine,
    tentano d’imitare la tua bellezza!

    Se tu non esistessi,
    il mondo sarebbe eternamente grigio,
    perché mancherebbe l’amore
    che solo tu esistendo,
    hai saputo inventare.

    Replica

  75. Bellini dice:

    “A Sandrina”

    Mentre tu dormivi beata,
    mi sno incantato a guardare i tuoi capelli
    sparpagliati sul cuscino.
    Il tempo che è volato via veloce,
    inesorabilmente li ha imbiancati.
    Ma su ognuno di loro c’è stampato un ricordo e,
    come se fossero pagine di un libro,
    ho riletto il passato trascorso insieme.
    Quante gioie, quanti dolori son tornati alla mente!
    Grazie mia adorata, di essere stata il pilastro
    che ha sostenuto il mio debole carattere.
    Il tuo coraggio, la tua santa pazienza
    e la tua perseveranza, han contribuito
    alla riuscita della nostra vita.
    Nessun Re della terra,
    può vantarsi d’aver nel suo scrigno
    un gioiello del tuo valore.
    Nessun uomo di questo mondo
    può aver la grande fortuna
    che mi è stata data:
    “Quella di averti conosciuta
    e di aver diviso con Te la mia esistenza”.

    Replica

  76. Giovanni Minio dice:

    Salvami

    Per favore, salvami tu.
    Sono ubriaco d’amore,
    ti prego, dammi una mano.
    Il mio viaggio sta per finire,
    cercate di capirmi.
    Il mio viaggio deve iniziare,
    cercate d’azzittire le cornacchie.
    Avvolgimi nei tuoi capelli.
    Avvolgimi, voglio essere cullato.
    Parlami di te,
    parla di tua madre
    ma parla, te ne prego.
    Amore, guardami.
    Amore guardami, sono ubriaco di te.

    Giovanni Minio

    Replica

  77. roberto dice:

    * Figlio mio *

    Un sabato pomeriggio troppo caldo
    per la stagione in corso
    Eri ranicchiato in posizione fetale sopra alle lenzuola
    chiuso a riccio così come ti ricordo nei pensieri notturni
    eri ranicchiato e dormivi profondamente
    La mia carezza l’ho passata su tutto quel corpo ormai da uomo
    nonostante l’età
    Respiravi e sembravi immerso in chissà quale sogno
    spero solo fosse un luogo piacevole
    il posto dove stavi camminando
    Non ho voluto svegliarti
    ti ho ho osservato solo per qualche minuto ancora
    poi alzandomi
    ho sussurrato con un filo di voce
    ti voglio bene
    figlio mio.

    Replica

    Gaia replica:

    @roberto,
    grazie Roberto, le tue commoventi parole hanno risvegliato in me la memoria di attimi intensi e bellissimi trascorsi con i miei figli. L’amore filiale è puro dono, è davvero Amore. Gaia

    Replica

    Gaia replica:

    @Gaia,
    p.s. Con amore filiale voglio intendere non l’amore che il figlio ha per i genitori ma l’amore incondizionato che i genitori donano ai figli e che alimenta in loro il desiderio di ricambiare.

    Replica

  78. Giovanni Minio dice:

    Luna

    Oh luna…
    che splendi ancora stanotte,
    raccontami d’amore perduto,
    di guerre interrotte.
    Narrami le gesta
    dell’ uomo che scrive.
    Nei meandri della mente
    si schiudono porte,
    morte e bellezza
    in queste sere d’aprile.
    Vile e codardo fu il cuore
    nel vederti apparire.
    Tremulano foglie al vento
    nella tua luce
    come l’anima al ricordo di lei.

    Giovanni Minio

    Replica

  79. sergio doretti dice:

    POESIA E MUSICA:

    (composta sull’aria delle canzoni popolari della Maremma Toscana)
    LA CANZONE DELLA PACE. E DELL’AMORE NEL MONDO

    Grande gioia rivedere il tuo viso,
    nel giardino illuminato dai fiori,
    risplende ancora il tuo sorriso,
    e l’amor zampilla dai nostri cuori.

    La primavera giunta è con l’amore,
    sconfiggendo l’odio ed il terrore.

    Una luce di libertà nel mondo,
    si riaccende all’alba della pace,
    e nei cuori vi è amore profondo,
    ed ogni forma di odio ora tace.

    Amore e pace senza frontiere,
    e sogni di libertà senza bariere.

    E dal bosco riappare un coniglio,
    poi un cervo, poi un furetto,
    rose viole, primule e un giglio,
    ed una cicogna sopra un muretto.

    Un raggio di sole colora l’amore,
    e nei nostri cuor spegne ogni timore.

    Il cannone è coperto da fior,
    e sul campo di guerra ora tace,
    spara solo messaggi d’amor
    di libertà solidarietà e di pace.

    E nel cielo colombe dell’amore,
    festeggian la pace col bianco colore

    Sergio Doretti

    Replica

  80. VIVI L’AMORE

    Vivi l’amore
    senza condizioni, senza programmi
    così semplicemente, come un fanciullo
    che comprende anche il niente.
    Semplice ogni cosa diventa
    e i pensieri come lettere d’alfabeto
    scrivono la vita.
    Vivi l’amore
    che mette il suo anello al cuore
    e imprime il sigillo del sole
    dà i brividi dell’acqua di sorgente
    e di luce disseta.
    Vivi l’amore
    che attende ogni incontro
    come se fosse il primo e lascia il respiro
    dell’erba baciata dalla rugiada al mattino.
    L’amore è pioggia di sogni reali, fantastici
    mare di sorrisi che giocano
    con le onde delle emozioni
    vento di parole che aprono le finestre
    sabbia di granelli di silenzi.
    L’amore è “una sola storia”.
    Brilla come l’aurora
    scende nell’anima senza fermarsi
    non va a tentoni.
    E’ “una sola storia”
    anche se sente freddo
    si perde nella foschia
    non vede albeggiare sensazioni ignote.
    Tu, io, voi, noi
    siamo gocce ma formiamo il mare
    siamo granelli ma formiamo la sabbia
    siamo punti luminosi ma formiamo l’aurora.
    L’amore è “una sola storia”.

    Giuseppina Mira

    Ispirata dal romanzo “Una sola storia” di Elita Romano – Sellerio editore Palermo

    Replica

  81. QUEST’AMORE

    Non so esprimere a parole quanto vi amo
    ma sappiate
    che se potessi farvi abbracciare quest’amore
    non basterebbero braccia per stringerlo.
    Se potessi farvelo prendere
    tutte le mani del mondo
    non sarebbero sufficienti a contenerlo.
    Se potessi farvelo vedere
    gli sguardi di tutti si perderebbero oltre l’orizzonte.
    Se potessi farvelo scandagliare
    sarebbe nulla in confronto
    il più profondo oceano.
    Se potessi farvelo scalare
    la vetta sarebbe irraggiungibile.
    Non so esprimere a parole quanto vi amo
    ma sappiate
    che quest’amore vi ha stretti forte al petto
    per non farvi sentire soli
    vi ha inondati di baci, di carezze
    per non farvi sommergere dalle paure
    vi ha fatto camminare nella strada della vita
    per non farvi cadere nei burroni
    vi ha insegnato a respirare
    per non farvi soffocare dai veleni quotidiani.
    Quest’amore immenso
    ha voluto abitare nel mio cuore
    senza diventare piccolo.
    E’ il mistero più misterioso della vita.
    È la realtà più reale della vita.
    È il mio amore per voi, figli miei.
    Se qualcuno volesse comprarlo
    non potrebbe.
    Il suo valore è incalcolabile
    trascende la quotidianità.
    Quest’amore non è l’attimo che scorre
    e non ritorna più.
    E’ per sempre.
    Rinasce con l’aurora
    non muore al tramonto.
    È’ luce.
    Trasmettetelo agli altri
    donatelo come cibo
    prenderà corpo
    e avrà per sempre un’anima
    quest’amore. Giuseppina Mira

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @GIUSEPPINA MIRA, grazie per questi versi – diffondere amore – questa missione ha l’uomo per salvare l’umanità.
    Un saluto da Cettina

    Replica

    GIUSEPPINA MIRA replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    grazie per avere apprezzato il mio messaggio d’amore.
    Affettuosi saluti
    Giuseppina Mira

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @GIUSEPPINA MIRA,
    Complimenti, cara Giuseppina. I tuoi versi e i tuoi sentimenti belli consolano il cuore.
    Buona Pasqua!
    Affettuosamente

    Daniela

    Replica

    GIUSEPPINA MIRA replica:

    @Daniela Quieti,
    Ti ringrazio, cara Daniela, per le parole vibranti di affetto e di stima.
    Un forte abbraccio
    Giuseppina Mira

    Replica

    sergio doretti replica:

    @GIUSEPPINA MIRA, Grazie Giuseppina, dopo aver letto la tua poesia ho pensato all’amore ed in particolare al modo di misurarne la quantità ed ho capito che non vi sono strumenti tecnici per misurarlo, né lunghezza, né peso, né liquido.
    Quindi l’amore è immenso, grande e meraviglioso come è meravigliosa la vita che coltiva nel proprio cuore il fiore dell’amore.
    aff.sergio doretti

    Replica

    GIUSEPPINA MIRA replica:

    @sergio doretti,
    E’ vero che l’amore non ha confini e, in quanto tale, è meraviglioso.
    Grazie, per le parole affettuose!
    Giuseppina Mira

    Replica

  82. “Poesia e Musica”

    C’ERI ANCHE TU

    C’eri anche tu.
    Ci sei sempre stata.
    Hai parlato di libertà
    tra le pareti di casa
    hai lottato per la libertà
    nelle strade, nelle piazze
    e assieme alla libertà
    hai attraversato boschi, monti
    campi di fuoco.
    C’eri anche tu
    quando cospiravi
    e avevi nel cuore il tuo popolo
    quando curavi feriti e malati
    pronta a strappare le lacrime
    dagli occhi e a donare sorrisi.
    C’eri anche tu a capo dei volontari
    con il coraggio del tuo sogno
    che voleva cambiare il destino di dolore
    in un destino di sole.
    C’eri anche tu a cercare
    i fiori della speranza
    a raccoglierli e distribuirli
    per diffondere il profumo dell’aurora
    quando la notte incalzava
    e sussurravi preghiere nell’attesa del giorno
    tra le brughiere dell’anima.
    C’eri anche tu
    ma hanno avvolto il tuo nome
    nel lenzuolo del silenzio
    e l’hanno deposto nel sepolcro.
    Non è per te il buio.
    Tua è la luce.
    La Storia è Donna.
    C’eri anche tu donna del Risorgimento
    della Libertà, dell’Unità.
    Ci sei sempre stata
    Madre, Figlia, Sorella dell’Italia
    Madre, Figlia, Sorella della Storia.

    Giuseppina Mira

    Replica

  83. Gianna Campanella dice:

    IMPOTENZA

    Che importa che io ti adoro:
    tu in giro per il mondo,
    io chiusa tra le mura
    della mia casa.

    Eppure se guardo in alto
    vedo lo stesso cielo
    che si apre in limpido
    e terso mattino;

    lo stesso cielo che ora
    riempie di brezza
    e accarezza le fronde
    del noce e del gelso;

    e rischiara le misere zolle
    testimoni di tante attese
    angosciose, dei nostri incontri
    pacati o furiosi.

    E più di allora sono rosa
    dalla solitudine e consumo
    la malinconia dei ricordi
    nel fumo di una sigaretta.

    Replica

  84. Gianna Campanella dice:

    COMETA SENZA CIELO TRA SPECCHI DI FATA MORGANA

    Mi ferisce

    il tuo respiro in luoghi
    al mio alito interdetti

    dialogo di anime interrotto
    oltre i confini delle tue terre

    appassisce

    Cometa al tuo reame
    a ogni gioco al passo
    a perdere coda e quota

    in splendore di visioni
    di città d’amore promesse
    capovolte in mosse acque

    mi specchio

    al soffio di fata morgana
    imprendibile a mortale assedio

    Replica

  85. Fiorella Cappelli dice:

    Padrone, il Vento

    Non sciogliermi ancora…
    Lascia che l’aria
    accarezzi la trama di ogni mia fibra
    La luce mi avvolge, violenta
    poi delicata
    Oscillo…
    al pensiero di esser legata…
    stretta, afferrata
    Vento che sleghi
    trascinami piano…
    sotto il suo sguardo
    che segue il mio andare…
    regalami un attimo
    da emozionare.
    —-
    Padron, el Viento

    No desatarme todavia…
    Dejas que el aire
    acaricie el tejido de cada mi fibra
    La luz me envuelve, violenta
    luego suave
    Oscilo…
    si pienso de estar atada
    apretada, agarrada
    Viento que desata
    arrastrame suavemente
    bajo su mirada
    regalame un momento
    por emocionar.

    Fiorella Cappelli (Padrone il Vento)

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Fiorella Cappelli,
    Fiorella, originalissimi i tuoi versi dal sapore di canzone.
    Ci si sente aquiloni, palloncini sfuggiti di mano ai bimbi,
    in balìa del vento della vita, o forse solo del tempo, della fuga
    delle stagioni…
    Non ci è dato ‘spiegare’ le liriche, ma indossarle.
    La tua è un bellissimo vestito!

    Replica

  86. Gianna Campanella dice:

    MEMORIE E FRAGILI SOGNI

    Memorie di incontri, di luoghi,
    di sguardi, di balenii, di sprazzi,
    di stelle cadenti; di giochi,
    di feste, di sfide, di rabbie,
    di tregue, di fumo di sigarette;
    di echi, di voci, di silenzi,
    di abbandoni, di tristezze,
    di inconsistenze vaghezze.

    Torpore di partenze, di torride
    calure in paesi lontani,
    di insopportabili afe,
    di malinconiche nebbie,
    di ritorni incruenti,
    di dolori pacati.

    E un ritrovarsi,
    un ridestarsi alla gioia
    di fiumi nascosti di linfa;
    e un intrecciarsi di radici
    sottoterra si annodano,
    senza riuscire a squarciare la crosta
    e a raggiungere i raggi del sole;

    e una dolcezza di baci sospesi
    nell’aria e posati su candide
    guance di bimbi innocenti.

    E un ristagnare nell’aria
    di temporali pronti a scoppiare
    e a spezzare i fragili rami;
    a far straripare i rivi adagiati
    sui loro letti di sassi.

    E lampi e tuoni e squarci
    di nubi svelano paesaggi
    inverditi o offuscati
    dove non si può abitare
    né riposare, ma solo vagare
    in cerca di fragili sogni.

    Replica

  87. “Poesia e Musica”

    Mio angelo d’amore

    My angel of love, ti ho sorpreso
    mentre mi fissavi rapito dalla passione
    fra le rose in fiore,
    tra la pioggia e il vento.

    Mio angelo d’amore, ti ho ritrovato lungo
    sentieri di luce, mentre mi sussurravi ti amo.
    Mio infinito amore, mi abbracciavi
    con lo sguardo, mentre danzavamo insieme
    tra i peschi fioriti.

    I ricordi ritornano, mentre penso
    al nostro primo incontro sotto la pioggia e il vento,
    quando tu ti offristi di accompagnarmi
    con il tuo ombrello giallo.
    Mi stringesti a te per riparami dalla pioggia
    che cadeva copiosa e, mentre camminavamo
    tra le pozzanghere, tu mi sorridesti felice,
    con il tuo ombrello giallo che illuminava
    quel mattino grigio.

    My angel of love, ti ho sorpreso
    mentre mi fissavi rapito dalla passione
    fra le rose in fiore,
    tra la pioggia e il vento.

    Mio angelo d’amore, ti ho ritrovato lungo
    sentieri di luce, mentre mi sussurravi ti amo.
    Mio infinito amore, mi abbracciavi
    con lo sguardo, mentre danzavamo insieme
    tra i peschi fioriti.

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, una meravigliosa canzone da ascoltare …bellissima-Cettina-

    Replica

    Renato Fiorito replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,
    Una dolce sensibilità femminile che rende attraente e interessante la romantica autrice. Per parte mia mi sembra, sommessamente, che ci sia qualche ridondanza nelle aggettivazioni, ma è solo questione di gusti e sicuramente mi sbaglio io.

    Replica

  88. Gaia dice:

    SCELGO D’AMARE

    Potrei forse fermare le cose
    essere eterna come le pietre

    Ma al tutto
    scelgo la vita
    scelgo di amare
    e congedarmi
    quando è il momento…

    Chissà.. potrei essere tutti gli elementi
    che uno ad uno empiono
    di fragranze eterne il mondo

    Ma al tutto
    scelgo di amare
    e ringrazio questo
    mio perituro cuore…

    Forse potrei rinascere ad ogni aurora
    precisa come il sole
    risplendere dei desideri della terra

    Ma al tutto
    scelgo la vita
    scelgo di amare
    di partire
    e anche di non ritornare…

    Potrei infine cadere libera e lenta
    come pioggia nell’infinito oceano
    per riscoprirmi nube
    e carezzare una ad una le stelle…

    Ma al tutto
    scelgo la vita
    scelgo di amare
    e che resti tra noi
    questo è il mio segreto

    “poesia e musica “

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gaia, Non si può fare a meno di amare – nonostante tutto- non si può fare a meno di amare.
    Molto bella-Cettina-

    Replica

    Renato Fiorito replica:

    @Gaia,
    molto carina e musicale; in fondo scegliere di vivere e scegliere d’amare è una sola cosa, e ci fa sentire in armonia con la natura. Passione eterea e platonica qui, ma capace forse di altri sviluppi coinvolgenti

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Gaia,

    Parole belle , positive, segreto di vita da imprimere nella memoria e cantare con una chitarra in accompagnamento.
    Brava.
    anna

    Replica

  89. sergio doretti dice:

    IL COLORE DELL’AMORE

    fra i colori adamantini
    del romantico bosco,
    fra le secche foglie,
    rimembra un ricordo
    nel mio cuore:
    si accende una luce
    di suoni lontani:
    di una musica divina
    portata dal vento del mare
    che vola nell’immensità
    del cielo
    e si colora di te.
    si colora di
    Amore

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti,
    ..colori e suoni dipinti da Amore.. È bello il tuo poetare Sergio. Gaia

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Gaia,

    Grazie Gaia per il tuo romantico intervento sul colore dell’amore che è un colore vivo che rappresenta il romanticismo del bosco, con la sua musica e con il vento che arriva dal mare.
    Aff. sergio

    Replica

    Fois Marinella replica:

    @sergio doretti,
    Ti leggo con piacere amico mio, poichè in ogni tua poesia l’amore mi riporta a te, con sogni e profumi. Complimenti!!!
    Marinella

    Replica

    sergio doretti replica:

    @Fois Marinella,
    GRAZIE MARINELLA,
    HO RICEVUTO DA TE UN BELLISSIMO REGALO.
    AFF. SERGIO

    Replica

  90. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Sento il tuo profumo

    Mi avvicino
    furtiva e silenziosa
    riduco il mio corpo
    solo alla mia anima
    ti bacio, dietro
    sul collo
    sento in questo istante
    solo il profumo di te…

    Replica

  91. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Esilio

    Vago, solitaria
    per terre sconosciute
    per mari incontaminati
    lontano dalle tue labbra
    la mia sorte è….l’esilio.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,

    Carina!! Un saluto da Alfonsine!!

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, grazie- un abbraccio- Cettina

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Commento insieme queste due tue poesie, apprezzando questi frammenti di sentimento d’amore che diventano immagini e sensazioni descritte quando raggiungono il cuore di chi legge.
    Ciao
    anna

    Replica

  92. Riccardo dice:

    POETA PITTORE
    Nelle mie poesie sono molteplici le sfumature,
    le mie parole per il più delle volte sono una tavolozza di
    tenerezza e di sentimento.
    I miei passi sono trasparenti, la mia pelle è di vecchio ormai,
    il mio pigiama, lo sai! verde è come il mio giardino.
    La mia speranza multicolore splende il sole, oro per me ,
    le stelle con cui gioco sono d’argento.
    La mia notte è buia, come la tua pelle che amo.
    Il mio mare è il mio cielo azzurro,
    come gli occhi tuoi che non vivono più nel mio cuore.
    La sabbia è grigia come il pelo del mio gatto,
    Il mio letto è bianco giallo, rosso, blu, nero come il colore
    diffuso la mia passione …. aah! cremisi colore rosso e la mia
    passione inesauribile di selvaggio poeta.
    Se tutto ciò che vedi sulla mia tavolozza dei colori ha un
    avatar mistico lasciato sull’orizzonte.
    Ti invito a diventare un pittrice, non importa se il tuo stile
    è astratto, romantico ,o di moderne sfumature,
    Inserisci nelle tue lettere mia poetessa,
    il profondo sentimento ,ispirati e scrivi.
    Scrivi il migliore dei tuoi versi, qui nelle migliori pagine
    bianche della mia vita,
    qui nell’anima traslucida che è in attesa di te.
    Metti il colore del sentimento ,nel mio cercarti, amarti .
    Ed’io per te voglio mettere tono, colore e ritmo, alla parola
    amore.
    Come un poeta, pittore, che dipinge il cuore e l’anima.

    Replica

  93. aldo dice:

    PRESENZA

    Dalle tue mani nelle mie mani
    Fiori di luce
    riflessi di te

    Nel palmo delle mie mani chiuse
    La tua magia
    Mi parla
    Mi fa compagnia

    Sei vento gelido
    Di tramonti colorato
    Brividi di sogni impossibili

    Sei vento caldo
    Di oceani e spezie profumato
    Si arresta il mio respiro

    Apro le braccia
    E comincio a volare

    le mani aperte ad afferrar le stelle
    Le mani chiuse all’improvviso buio

    E già son solo
    Pieno dei tuoi cieli
    Ad aspettar la luce

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @aldo,
    Bella poesia, complimenti!

    Replica

  94. Alessandra Maltoni dice:

    Semplice
    Semplice è la lettura
    che scorre veloce,
    Semplice è un sorriso o un
    saluto spontaneo.
    Semplice è il silenzio della notte
    che accompagna il sonno.
    Semplice fu il primo bacio
    che ti donai.
    “poesia e musica”
    poesia edita libro “Tracce di riflessioni nell’ombra poetica” editore Libroitaliano

    Replica

  95. Riccardo dice:

    MILLE MODI PER DIRE MI MANCHI
    Mi manchi ogni secondo della mia vita.
    Mi manchi quando non sei con me.
    Mi manchi se al risveglio non sento le tue mani,
    morbido velluto, accarezzare il mio volto.
    Mi manchi, ogni giorno che passa,
    vivo nella speranza, che un giorno torni da me.
    Mi manca, quando il chiaro di luna illuminava
    il tuo viso, nel suo riflesso vedevo tuoi occhi luminosi
    pieni d’amore per me.
    Mi manchi in ogni parola, in ogni verso, in ogni mia poesia.
    Mi manchi quando, guardandomi allo specchio,
    mi rendo conto che sono nulla senza di te.
    Mi manchi quando il cielo diventa grigio e arriva il temporale.
    Mentre sento gli alberi stormire nel vento del mio cuore
    che si è spezzato nell’assenza di te.
    Mi manchi quando cerco di dare una spiegazione,
    al mio domani senza il tuo amore.
    Mi mancano tutte le cose belle che mi hai dato nella vita.
    Mi mancano i tuoi occhi, mi manca il tuo profumo,
    mi mancano le tue labbra, mi manca la tua parola di
    incoraggiamento in un orecchio, al momento giusto.

    Io scrivo le mie poesie, solo perché hai saputo carpire la parte
    giusta del mio corpo e del mio essere, “il cuore”.
    Mi manchi, sento nella mia anima, come pugnali odiosi
    che cercano di finire la mia vita .
    Mi manchi ogni momento che non passiamo insieme e, ad ogni secondo che passa il mio respiro rallenta
    Mi mancano le nostre ombre che si librano nude,
    nel prato dell’anima.

    Mi manchi come quella volta che disegnammo, su tappeti persiani
    i sentieri del nostro amore tra erba e sabbia.

    Gioie e dolori tessere di un mosaico incompleto.

    Vibra la mia anima , sento la sua essenza, come una fiamma che
    brucia il mio respiro .

    E baciando quel lenzuolo dove tu giacevi nuda
    Mi stenderò sulla tua ombra.

    Replica

  96. Riccardo dice:

    Vorrei spostare due video che sono nel mio blog . in questo è possibile? e se sì come fare?.
    sono due canzoni composte da me e dal mastro Ninomario, di Napoli,
    grazie

    Replica

  97. aldo dice:

    DISGELO

    Ora che il vento caldo della sofferenza
    Lambisce il gelo delle tue certezze
    Io ascolto il vento….

    E tu mi appari finalmente vera

    Ora che il rifugio dei tuoi dogmi
    Sta bruciando
    Ferita nell’anima

    Rivedrai la luce

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @aldo,

    Poesia molto dolce! Un saluto,
    Elisabetta

    Replica

  98. sabina porfido dice:

    Jorge, Argentino d’Italia

    Esser nato in argentina
    e chiamarsi Jorge
    Mio padre Jorge, prima di me
    mio nonno Severino
    non c’è tradizione nei nomi
    c’è nel sangue

    Aveva sette anni Severino quando partì dall’Italia
    neanche 25 Jorge quando toccò l’Italia
    81 anni trascorsi
    non invano
    quando i nostri partivano emigranti per il mondo
    e quando sempre i nostri tornarono come turisti
    assetati di patria cultura

    Oggi festeggiamo i 150 anni dell’Italia unita
    argentino d’Italia
    migrante nel pensiero
    questa è l’Italia che vorrei per tutti,
    no meglio
    il mondo che vorrei
    si chiama Jorge,
    come Samir, Kaled, Alì..
    sbarcati a Buenos Aires
    come a Pantelleria
    Il Sud
    Sempre uguale,
    una speranza, una vita.

    Replica

  99. sabina porfido dice:

    Alice vuol esser felice

    Alice viene dall’est
    da quell’est neanche troppo lontano
    dove ancora parlano latino
    dal paese dalla lunga dittatura
    ha la pelle color bronzo
    un sorriso largo come le sue spalle
    curve di dolore e di fatica
    cerca di esser felice Alice
    -fammi vivere un anno felice-
    solo un anno! chiede Alice
    all’amore suo

    -voglio vivere come una donna normale sola con te-
    nella nostra casa insieme
    lavorerò sodo come ho sempre fatto..
    e non ti lascerò ti solleverò
    asciugherò le tue lacrime

    In fondo Alice vuole essere solo un po’ felice

    La proposta :
    ti offro il mio tetto
    ti offro il mio letto
    vieni a vivere con me, per un po’ di felicità
    come Alice
    inseguo la felicità ti offro me stessa
    le mie lacrime come la mia gioa
    l’amore è sapersi capire
    o cercare qualcuno che voglia capirti
    l’amore è trovare un corpo che fonde il tuo in uno
    l’amore è sentirsi amata
    definizioni stupide
    ma qualcosa c’è
    nella sera quando rimango sola
    e tutto questo non c’è , allora nella mente
    vedo Alice che implora un anno di felicità
    forse è troppo? Perchè?
    Vorrei un anno di felicità anch’io
    fammi una proposta-vieni a vivere con me-
    dai-dimmelo-

    -ti amo con amore con passione con desiderio
    non come una commessa-
    -ti ho pensata non come mi pensi tu-
    -ti voglio bene-
    le migliori parole degli ultimi vent’anni
    a te che ami il mio corpo come io il tuo
    vieni a vivere con me
    non devi soffrire
    Perchè soffrire, hai già sofferto
    vivi, vivi un po’ di felicità tranquillità

    Ciao George come stai?
    sei bellissimo!!!
    ma io ho un uomo ancora più bello

    P. S.:…Alice ha messo le tendine alla nuova casa, si è trasferita con l’amore suo…! Ma non è facile la vita, sempre difficile è. L’amore suo corre da chi calci gli dà, poi torna a rifugiarsi nel suo ventre ma sincero non è …combattuto tra l’apparire e l’essere : l’eterno dramma della vita di molti uomini..

    Agenda d’arte 20011-noitreè ed.

    Poesia e musica

    Replica

  100. sergio doretti dice:

    Scopriamo insieme
    L’emozione della felicità.

    dedicata agli emigranti di ieri
    e agli immigrati di oggi.

    Sulle ali dell’amore,
    ti farò scoprire
    la felicità-

    Ti porterò lontano,
    vicino a quella stella,
    che la notte ci sorride,
    e ci fa sognare.

    Ti porterò lontano,
    lontano dalla notte,
    da questa buia notte,
    Là troveremo
    Il colore della vita,
    e della libertà.
    Il colore
    del nostro amore
    che
    resterà presente.

    Nel sorriso della vita
    la nostra stella,
    che ci guardava da lassù,
    la notte ci raggiunge.
    e col pensiero
    e con l’amore,
    ci porta dei ricordi,
    ricordi del passato
    ricordi di un amore,
    che ancora
    viviamo

    Replica

  101. “Poesia e Musica”

    L’amore vincerà

    Darling, l’uragano passerà, se ne andrà,
    il sole splenderà e l’amore vincerà.

    Il tuo cuore scioglierà il rancore
    che ti affligge, l’oscurità
    si dissolverà e la luce trionferà.

    Prima di pensare e agire rifletti,
    ogni pensiero è energia che crea,
    ogni azione manifestata
    è un mondo creato.

    Tu sei un frammento di Dio,
    scegli la luce e l’amore vincerà

    Amore, tu sei il solo creatore
    del tuo mondo interiore d’oscurità
    e delle tue albe di sofferenza.

    Darling, l’uragano passerà, se ne andrà,
    il sole splenderà e l’amore vincerà.

    Raccogli la luce che ti danza attorno,
    illumina la tua mente confusa e
    guarisci il tuo cuore malato.

    Caro, apriti alla verità e
    imparerai a dirigere l’energia che
    segue il pensiero d’amore.

    Tu sei un meraviglioso frammento
    di Dio, usa la luce che t’invia
    e illumina il tuo piccolo universo.

    Darling, l’uragano passerà, se ne andrà,
    il sole splenderà e l’amore vincerà.

    Replica

  102. sergio doretti dice:

    @Sonia, Ma io vorrei non farti piangere e vorrei
    accendere, con la luce del tuo amore,
    miliardi di lune e di stelle che portino fra noi una luce di speranza ed una luce di solidarietà

    Vorrei donarti, con la mia anima
    un amore grande, che cancelli,
    le tenebre della vita e non farti piangere
    ma gioire di felicità.

    Sergio Doretti

    Replica

  103. sergio doretti dice:

    FRESCA SORGENTE
    DI AMORE.
    Il tuo amore sincero,
    è una fresca,
    sorgente di felicità
    che zampilla
    e bacia i nostri cuori.
    L’alba,
    che si affaccia
    all’orizzonte.
    ci carezza
    e prelude
    ad un amore grande
    ed infinito.
    Vorrei condurti
    con le ali
    dell’amore,
    su quella montagna
    dove volano le aquile
    che salutano
    il nostro amore.

    Replica

  104. sergio doretti dice:

    una romantica attesa
    di pace,di amore e libertà.
    in viaggio verso
    qull’arcobaleno
    all’orizzonte.
    la giovinezza fioriva:
    credeva in quel sogno
    del nostro cuore.
    Soffiava nei nostri animi
    Il vento dell’amore,
    il vento della pace e
    della libertà.
    In quel sentiero
    scosceso.
    piantammo rose rosse
    e alberi della Pace.
    sergio doretti,

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @sergio doretti,
    Ciao Sergio,
    complimenti, la tua pèoesia è molto carina,
    Elisabetta

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @sergio doretti,
    Una lirica che ci sottopone fresche immagini, accarezzate da luce e colori in movimento, come è in movimento la giovinezza, che cattura ideali e semina speranze, alimentate dall’amore.

    Replica

  105. sergio doretti dice:

    ROMANTICO TRAMONTO.

    Nel silenzio della vita,
    in quel romantico
    tramonto,
    rispecchiato
    nei tuoi occhi.
    la notte si affacciava.
    grande e misteriosa.
    In uno spazio
    immenso
    Illuminato dalla luce
    di quel romantico
    tramonto-
    E vicino lo sentivo
    dal calore
    del tuo amore.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @sergio doretti,

    Anche questa è una poesia molto delicata
    e piena di dolcezza. Ancora Complimenti!

    Replica

  106. sergio doretti dice:

    Gaia: l’amore arriva con la vita.
    La vita, intensamente vissuta porta i colori del cielo che li vivi intensamente anche nel silenzio del trascorrere del tempo.
    Guardi il cielo e le rondini che arrivano a primavera, guardi lontano oltre i confini del mare ed i colori bellissimi che si presentano sono i colori della vita, della gioia e dell’amore.
    Complimenti Gaia per il tuo miracolo che mi ha aperto il cuore.
    sergio doretti

    Replica

    Gaia replica:

    @sergio doretti,
    … Quale gioia Sergio tornare a leggerti! Il tuo sentire è sempre così denso e profondo, quieto e meraviglioso. Grazie, Gaia

    Replica

  107. Gaia dice:

    È IL MIRACOLO

    Amore arriva con la vita.
    Amore è vita.
    È onda
    che fa essere il mare.
    È il tuo cuore
    che pulsa
    acceso dell’infinito.

    E tu lo cerchi
    disperatamente.
    Perché vuoi vivere.
    Sai che non c’è vita
    se non vi è amore.

    Credi di poterlo trovare
    grazie a un miracolo.

    Amore è
    il miracolo.
    Ed è già avvenuto,
    ed è dentro di te. Sei te.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Gaia,
    Complimenti, una poesia piena di dolcezza.

    Replica

  108. Gaia dice:

    Al cuore innamorato

    Al cuore innamorato
    la notte si mostra
    piena di gaiezza.

    Riluce più
    di tutti gli astri
    un bacio, una carezza.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Gaia,
    lirica frizzantina nella quale il buio… quasi scompare al “tatto” dell’amore.:-)

    Replica

  109. Una canzone bellissima e cantata divinamente.
    Una canzone bellissima, complimenti vivissimi.

    Beautiful song and a special voce,
    I love it very much thank yiou!!

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,

    Scusa Gioia,
    il mio commento l’ho scritto per la canzone Moon River di Andrea Ross,
    non so come sia finito qui, comunque anche la tua poesia è carina,
    ciao Elisabetta

    Replica

  110. Molto bella complimenti!!

    Replica

  111. Complimenti vivissimi!!

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi,

    Questi commenti li ho scritti per la canzone
    di Moon River di Andrea Ross,
    un saluto a tutti,
    Elisavbetta

    Replica

  112. Gaia dice:

    AMARE È DONO

    Da lei che dice d’amarmi…
    Capelli oro su tralcio di vite
    occhi felini ad accender la luna
    bellezza diafana come bava di vento
    ciglia lunghe su spiragli dell’anima
    fossette a plasmare ricordi…
    Cosa voglio, mi chiedi?
    Nulla, rispondo.
    Se non ciò che vorrà donarmi.
    Sono letto di fiume riarso
    che piovasco attende.

    Replica

  113. mery dice:

    ECCO

    Ecco
    all’imbrunire della vita
    un sentire insolito
    un rimescolare di sensazioni
    un tremolio del cuore.
    La mente vaga
    da una parte all’altra
    in un saliscendi di sensazioni ritrovate:
    mi confondo nei tuoi occhi!

    Ti amo
    con la cocciutaggine dell’infanzia
    la bramosia dell’anziano.
    Vorrei accadesse ora
    in questo istante di vita
    in una notte stellata
    dove la luna gioca
    a tardare il giorno.

    Vorrei leggere le pagine del tuo corpo
    adagio
    perché duri più a lungo
    l’alitare di sussurri
    il grido di piacere,
    prima che i sensi
    si perdano nella nebbia.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @mery,
    Quale passionalità e quale innocente erotismo nei tuoi versi, Mery,
    che trasudano emozioni, profumi, giochi di luce.
    “Vorrei accadesse ora /in questo istante di vita /in una notte stellata /dove la luna gioca /
    a tardare il giorno” Scusa la ripetizione di un’intera strofa, ma questi versi sono una lirica compiuta in se stessi. Hanno altissimo potere lirico e immaginifico.
    Indiscutibile la tua Arte e l’originalità con la quale le dai forma…
    Magica!

    Replica

  114. Alessandra Maltoni dice:

    @riccardo,
    La poesia è la dichiarazione d’amore più vera è difficile donarla,bellissima riceverla se si ama…

    Replica

  115. Alessandra Maltoni dice:

    Car era nero dalla rabbia, le sue guance erano gonfie e lo sguardo truce era coperto dai suoi occhiali da sole firmati Batman.La zia lo abbracciò, poi disse: “coraggio, non ti arrabiare, torneremo un altro giorno. Vieni, andiamo a vedere quei pescatori che vendono pesce azzurro.”

    Dal libro edito “Domande tra porto e mare”.Editore L’autore Libri Firenze.MEF
    Il libro aprì nel 2009 la fiera del libro d’amore a Scilla (Reggio Calabria)

    Replica

  116. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Un talismano …

    Un talismano
    sei per me
    che tengo stretto
    nel palmo
    di una mano nascosta
    dietro la schiena nuda
    del nostro amore.
    Ha i colori della vita,
    mi regala l’energia vitale
    dove affonda il gambo
    di un fiore sbocciato
    in anticipo,
    prima della Primavera
    che verrà.

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Poesia dolcissima!!

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Elisabetta Errani Emaldi, grazie è bello ritrovarti in questo spazio.
    Un caro saluto da Cettina

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Lo stesso per me cara Ciattina,
    in bocca al lupo!!

  117. riccardo dice:

    DICHIARAZIONE D’AMORE

    Mentre l’autunno sta avanzando,

    io vorrei darti il segreto delle mie poesie.

    Donarti il sole la luna tutto un universo

    Di felicità.

    Faccio scorrere nelle mie mani un pugno

    Di sabbia,per capire il senso del vento,

    per sentire la pioggia ,per leggere dal volo

    delle api, la direzione del mio amore.

    Vorrei che incontrandomi tu possa sentire

    Dentro te il volo di mille farfalle colorate,

    per capire che questo mio sogno è come

    un cielo azzurro, quando io incontro te.

    Vorrei sentire i tuoi capelli sul mio petto,

    mentre leggi le mie poesie,e riempi di gioia

    il mia cuore.

    Vorrei tu lasciassi che il tuo amore,

    si manifesti in tutto il suo splendore,

    ascolta i miei versi che vogliono esprimere,

    quanto amore ho da dare , e quanto

    desidero ricevere.

    Fammi volare nella brezza mattutina,

    del tuo amore,ascolta questa canzone,

    che sta nascendo dal mio cuore,

    e potrai addormentarti con la musica

    dei miei sentimenti.

    Replica

  118. Fabiola dice:

    DUE RAGAZZI

    Sotto il ponte scivola un flusso d’acqua,
    dove due ragazzi affascinati d’amore
    danno parola a promesse senza tempo.

    Le loro ombre ripescate dal fiume,
    si raccolgono in un abbraccio
    spoglio di fantasie.

    Il giorno attenua i loro toni,
    per cedere il posto all’incolore
    notte impuntita di astri.

    Una stella si allontana dal cielo,
    i due ragazzi seguono il suo cammino,
    e con esso si consuma il loro desiderio.

    Il limitare della luce pittura
    le loro anime che scendono
    a tratti sulla notte.

    Il cupo del giorno che si snoda,
    il buio che li sorprende,
    e due ragazzi che stringono a sé
    il tempo, mentre sfugge franto
    tra le dita.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Fabiola, non so perchè, ma leggendoti ho pensato alla lirica “I ragazzi che si amano” di Prévert. Li ho visti i due giovani ‘affascinati d’amore’… a stringere il ‘tempo che sfugge sfranto’…
    Hai composto un testo di rara forza lirica, impreziosito da struggenti metafore e da altissima
    musicalità. Mi hai rubato l’anima!

    Replica

    Fabiola replica:

    @maria rizzi, oggi in tv è stato posto un servizio di come vivono la notte i romani. La moda del momento, soprattutto negli adolescenti è quella di versarsi vodka dentro la pupilla dell’occhio. Dicono che è un modo nuovo per provare emozioni… Per me emozionarmi è leggere il commento di maria che scrive “mi hai rubato l’anima”. La droga, l’alta velocità, le cose estreme come fanno a creare emozioni? Oggi qual’è il valore di un’emozione? Un bacio, un bel paesaggio, un film particolare, un concerto di musica, un ballo, una mostra fotografica, la visita in luoghi suggestivi… queste cose a me creano emozione, ma non sballarmi con sostanze artificiali facendomi del male…
    Com’è cambiato il mondo, e sinceramente non mi piace affatto. Grazie Maria della replica, il tuo intervento mi ha davvero emozionato. Buona Pasqua a tutti

    Replica

  119. Ti voglio conoscere
     
    Portami la sera prima di abbozzarti
    la mia leggerezza
    analizza il tuo verso
    abbonda il garbo d’attacco alla poesia,
    e prende forma
    per stralciare in uno spunto
    di silenzio, le tue sublimi
    lezioni di morte,
    cosi’ una carezza alla tua mano
    ha il dono di ogni lode.
     
    Una lezione di morte
    che prende forme di maestria
    importante, e la mistica divina
    ti gonfia il cuore di panico.

    “Poesia e musica”

    Replica

  120. Luca Gamberini dice:

    SFOGLIANDO LA FAMIGLIA

    Si è placato il vento, vento che pare divida,
    ma converge ogni cosa e pensiero in un unico punto.
    La calma immobile che arreda il mio ego
    è stanca di andare e venire.
    La sera le foglie staccate riposano immobili,
    tanto quanto la mia calma,
    stanca di andare e venire.
    Da qui si vedono chiazze di luce ombreggiata,
    donate dal grande paese a chi vi arriva soltanto di giorno.
    Ricordo mio padre, non sudò mai tanto, ecco,
    quel tanto che bastava, e non chiese mai nulla.
    Ad alcuni pareva un po’ troppo, quel chiedere nulla.
    Anche lui, come me, abitava una calma che andava e veniva.
    Quando il vento soffiava, pareva l’aquilone più bello che c’era.
    Ora ricordi che andava e veniva, poiché la sera non torna,
    e mentre ti vesti, il mattino ha gli occhi di un gatto che chiedono ozio.
    Tu non ricordi le luci che il paese la sera ti dona,
    tu ,
    non sai di essere tu quella luce, che illumina il giorno e corteggia la sera.
    Tornerai a fare gesti che ogni giorno consumi,
    ma ricorda: il vento, ora placato, tutto destina in quell’unico punto.
    Domani mancheranno parole al tuo fare,
    si son fatte dolore
    come un’ opera d’arte, sono uscite dal tempo,
    per rimanere.

    POESIA INEDITA

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Luca Gamberini,
    E’ la poesia più bella che io abbia mai letto… ricca ed intensa, avvolge i ricordi senza trasformarli in rimpianto e li colora asciugandoli con il vento.

    Replica

    Luca Gamberini replica:

    @Fiorella Cappelli, Gaia & Cettina Lascia Crinnà

    arrossisco e sto muto, grazie.

    Replica

    Gaia replica:

    @Luca Gamberini,
    Caro Luca, il tuo poetare è saturo, intenso, perfettamente bilanciato. Che bella poesia, Complimenti. Gaia

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Luca Gamberini, entrano dentro l’Anima questi versi e lì rimangono per sempre.
    Grazie Cettina

    Replica

  121. sabatina dice:

    Ho conosciuto un lupo
    nel volto di un uomo,
    le pieghe nel corpo di donna…
    universi dentro
    micro corpuscoli ovunque,
    come lenticchie.
    Con gli occhi ancora sporchi
    di putredine gialla,
    di notte continuo
    a risciacquare il viso.
    Nel cielo
    quel divino manifesto
    mi raccomanda
    di raccogliere follia.
    In tutto quello che è espresso,
    sfugge dall’ostinata gola
    un duro senso del lento vagare.

    “Poesia e Musica”

    Replica

  122. NUNZIATA FRANCO dice:

    L’ indifferenza

    Gli avean giurato che in terra straniera
    lontano dalla guerra e dall’orrore
    avrebbe avuto una vita vera e
    forse lì trovato anche l’amore.
    Mohammed sognando un paradiso
    in cui una casa un giorno edificare
    col cuore a pezzi e lacrime sul viso
    provò il mare in tempesta a cavalcare.
    Partì con altri amanti della vita
    che furono gettati in fondo al mare
    si ritrovò senza una via d’uscita
    solo senza sapere dove andare.
    Tese la mano per chiedere aiuto
    e fu della sua vita spodestato
    nel paradiso da lui conquistato
    la gente indifferente sta a guardare
    mentre coloro che l’hanno ingannato
    impunemente lo posson sfruttare e
    sulla strada costringerlo a stare.

    Nunziata Franco

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @NUNZIATA FRANCO,
    dura, realtà di sogni infranti, riemerge tra le righe per attirare attenzione e per far accorrere in aiuto una “umanità” che troppo spesso è portata a “dimenticare”…

    Replica

    Gaia replica:

    @NUNZIATA FRANCO,
    Parole eterne, parole del presente purtroppo, che dovrebbero essere scritte sul cielo utilizzando una ad una le stelle cosí da poter essere lette da ogni uomo in ogni luogo sulla Terra e non…. Gaia

    Replica

  123. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Un amore platonico

    Ho chiuso ermeticamente
    con un lucchetto
    in un angolo della mente
    il ricordo di un amore platonico…
    E’ rimasto cristallizzato
    nel sottofondo di un vaso di Murano,
    nel sogno si presenta impavido
    amico consolatore dei giorni più grigi
    confidente amabile, impronta indelebile
    rifiorisce ogni volta
    nel ricordo indimenticabile
    della perduta giovinezza.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    l’amore più bello, è quello lasciato alla purezza del sogno perché conosce spazi di cielo infiniti dove poter volare….

    Replica

  124. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Domani è già qui

    Rintocchi di campane
    si rincorrono festosi
    nell’alba di un mattino santo
    di preghiere.
    Le ore passano liete
    affamate d’amore,
    si consumano nel letto
    a baldacchino di un’antenata
    orgogliosa ma sottomessa.
    L’amore accende i sensi di passione
    nei gesti quotidiani inconsueti
    di un’epoca lontana
    vicina al cuore
    che ricorda il passato
    nel presente e nel futuro di ogni donna
    gioia e felicità dentro l’Anima.
    Domani è già qui.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    tutto nel passato è stato amore e passione, tradendo regole, sopportando inganni,regalando promesse… Tutto resta indomito, nella certezza che il mondo continuerà ad amare…

    Replica

  125. Gaia dice:

    ERESIA D’AMORE

    Sei per me l’attimo eterno
    ti tocco e sento di toccare il cielo
    fin quando avrò respiro sarà per te
    occhi per vedere è te che guarderò

    La musica è silenzio
    finché non mi parli
    l’alba è tenebra
    finché non ti vedo

    Racchiudimi nel tuo scrigno
    mi hai rapita temo
    amore tuttavia altro non chiede
    che soffocare dei propri sospiri

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Gaia,
    l’amore tutto dà. L’amore tutto chiede. Vive di respiri dell’anima che solo il battito del cuore sa assecondare…

    Replica

    Alessandra Maltoni replica:

    @Gaia,
    l’amore rapisce in uno scrigno, fa sospirare e trovare equilibrio dentro uno spazio è quello che chiede….

    Replica

  126. Antonio ds dice:

    Alla prossima vita.

    Ci vedemmo un pomeriggio in un bar che mi piaceva molto. Il proprietario era un tipo magro, asciutto anche nei modi, molto disponibile e onesto. Qualità rare di questi tempi.
    “Ciao Irene. E’ davvero un piacere rivederti dopo tanti anni. Come stai?”
    “Bene. Angela mi detto che hai scritto un libro ed ero curiosa di leggerlo. Sei diventato uno scrittore, allora.” mi disse con quella sua solita espressione da sbarazzina che sa il fatto suo.
    Fisicamente era cambiata, aveva messo su qualche chilo, i seni grandi accusavano ora qualche cedimento, ma gli occhi da cerbiatta erano rimasti gli stessi.
    “Scrittore? Per essere davvero uno scrittore ci vuol altro. E’ un termine inflazionato di questi tempi grazie anche a certi premi letterari eccessivamente disinvolti. Sono solo uno che prende appunti tra una lezione e l’altra della vita.”
    “Beh, il libro però è uscito. Hai trovato un editore e non hai mica pagato per fartelo pubblicare.” mi disse con quel suo tono di voce insinuante e complice che conoscevo bene.
    “Ho dalla mia soltanto il fatto che scrivere ce l’ho nel sangue. Ma riesco a leggere poco e non ho modo di elaborare le mie idee e quelle degli altri. Passo il tempo tra gli impegni di lavoro, la famiglia e mia madre anziana rimasta sola a Genova. Quando la sera riesco a mettermi tranquillo e provo a leggere qualcosa, sono talmente cotto che dopo dieci minuti m’addormento.”
    “Bella la copertina del tuo libro. Azzurra… è un colore che mi piace. Quanto ti devo?”
    “Lo so che l’azzurro ti piace. Me lo ricordo. Non mi devi nulla. E’ un piacere regalartelo.” risposi senza esitare.
    Eravamo stati insieme un paio di settimane, durante uno dei periodi peggiori dei miei devastanti conflitti interiori e per un attimo m’ero illuso che nel mio cuore e nella mia mente ci potesse essere posto per qualcun altro.
    Non eravamo andati fino in fondo nei rapporti intimi, ma avevamo fatto parecchi viaggi interiori insieme.
    Poi, un pomeriggio, dopo aver camminato tutto il pomeriggio fianco a fianco, su e giù per Corso Venezia e Vittorio Veneto, senza che riuscissi a spiaccicare parola, ammutolito dalla voragine che avevo in testa, s’era congedata dicendomi che non ci saremmo più rivisti.
    Aveva ragione, non potevamo continuare in quel modo. Aveva fatto la scelta giusta. L’avevo messa io nella condizione di andarsene.
    “Non sei mica cambiato. Come te la passi?” mi chiese accorgendosi dei miei vani tentativi di levarmi in volo. Li conosceva bene, nonostante il nostro breve rapporto. Non li aveva mica dimenticati.
    Che dovevo dirle? Forse parlarle dei miei vent’anni di fraintesi e di contrasti con la donna sincera, ma bella tosta, che mi aveva dato due figli? Delle grandi occasioni sciupate? Farle vedere dove mi avevano ficcato le sabbie mobili della mia introversione? O raccontarle della miopia che mi portava a vedere certi silenzi dei miei figli come una cosa normale?
    Non volevo rovinare la bellezza di un momento che non avrebbe avuto repliche nella nostra vita.
    “Tutto bene. Ho una moglie in gamba e due ragazzi a posto. Anche il lavoro va. Angela mi ha detto che ti sei sposata con un pezzo grosso della Marina e che hai due ragazzi.”
    “Sì. Ha una bella testa quadrata e agli inizi abbiamo fatto scintille, ma col tempo abbiamo imparato a sopportare i reciproci difetti.” rispose ridendo.
    Non doveva essere stata la scelta giusta, ma dopo le prime delusioni, in qualche modo doveva essersi adattata alla situazione. Bevemmo l’ultimo sorso di caffè e restammo lì, a studiarci per un po’.
    “Ora vado. Si sta facendo tardi. Devo accompagnare il più piccolo in piscina.” disse ad un certo punto.
    “Bene, allora fammi sapere se ti piace, il mio libro. Mandami una mail.” risposi tagliando corto, con un sorriso di congedo.
    “Senz’altro. Grazie.” Si alzò in piedi e si sistemò la gonna.
    Le sorrisi senza dire altro. Si avvicinò e mi diede un bacio sulla guancia, come si fa con gli amici o i colleghi d’ufficio.
    Mi parve strano salutarsi in quel modo, strideva con la nostra storia, ma era stata gentile e comunque mi aveva fatto piacere quel gesto d’affetto.
    “Bye.” disse con dolcezza.
    “Bye.” risposi con un sorriso leggero. Alla prossima vita, pensai, prima di vederla sparire nel viavai di gente fuori dal bar. Alla prossima vita.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Antonio ds,
    Ottimo incipit…per un racconto interessante.
    A rileggerti…

    Replica

    Antonio ds replica:

    Grazie Fiorella, sei stata davvero gentile, A risentirci. Antonio

    Replica

    Letizia replica:

    @Antonio ds, è bello il tuo racconto Antonio, peccato che nella prossima vita non ci saranno occasioni come queste, tutto ciò che vola via in questa vita è per sempre.

    Antonio ds replica:

    Grazie Letizia per il tempo che hai dedicato al mio racconto. Non sarei poi tanto sicuro che nella prossima vita non ci saranno occasioni come queste. Il libro di cui parlo nel racconto è “Il riflesso della luna sull’acqua”. Inizia così: “Le strade vanno e vengono senza un ordine apparente. Giungono da lontano per incontrarsi da qualche parte e poi andarsene per proprio conto. Ma a ben guardare sono tutte legate da un filo sottile e il disordine che a prima vista appare è soltanto il dettaglio di un disegno vasto e grande.”
    Non esiste una strada senza un viandante. Non esiste un viandante senza una strada. Viandante e strada sono Uno. Un abbraccio. Antonio.

    Replica

    Luciano Rossi replica:

    @Antonio ds,

    La sorpresa più gradevole per chi scrive è il verificare che il messaggio è giunto, preciso e completo. Grazie.
    Ho letto il tuo racconto ed è proprio vero che “…non esiste una strada senza un vindante. Non esiste un viandante senza una strada: viandante e strada sono Uno”.
    Il tuo racconto mi ricorda versi scritti anni fa. Eccoli:

    NON SON PIÙ NEI SOGNI TUOI.

    Mi si dice che il silenzio prolungato
    più che chiave è forse un grimaldello,
    ma con te non funziona, amore mio.
    Tu non scrivi e neppure mi richiami;
    le mie lettere ritornano ancor chiuse.

    Veglio insonne, tormentato;
    scorre lenta la mia notte senza luna.
    Al tornare della luce ti rivedo,
    più sfocata nel miraggio del mattino.
    Forse un giorno scopriremo con rimpianto
    che cessato è il desiderio che bruciava
    di quel nostro incompiuto primo amore.

    E’ fantastico il viaggio immaginario
    dello scrivere versi di passione.
    Immaginato il viaggio, ma reali
    io, tu, il sangue ed i timori.
    Non son più nei sogni tuoi, se mai vi fui.
    Resterà solo il ricordo di quel mare,
    di quel vento, delle rapide correnti.
    Spaventati dai marosi travolgenti,
    non spiegammo mai le vele al navigare.

    Buona Pasqua. Luciano R.

    Replica

    antonio dS replica:

    Caro Luciano, su questi tuoi versi ho indugiato, leggendoli e rileggendoli, poi ho sorriso con affetto: “E’ fantastico il viaggio immaginario/dello scrivere versi di passione./Immaginato il viaggio, /ma reali io, tu, il sangue ed i timori.”
    Forse di reale non ci sono soltanto l’io, tu, il sangue ed i timori, ma anche il viaggio. Come reale è volgere lo sguardo verso la poesia. Grazie per questo tuo bel commento. Antonio ds

    maria rizzi replica:

    @Antonio ds,
    Caro Antonio, ‘alla prossima vita’ è una chiusa straordinaria per un incontro che si svolge
    sul registro apparente delle domande di routine e cela la profondità di due delle infinite, complesse vite possibili…
    Esistono nel corso delle nostre stagioni ‘tante piccole vite’, che si rincorrono, si sfidano, passano, tornano, coinvolgono all’improvviso. Non ci è dato sapere quante possiamo viverne.
    Il tuo racconto dal forte impatto emozionale, che ci coinvolge tutti, perchè narra l’imprevedibilità di un evento che può scuotere le certezze di sempre, è uno spaccato esistenziale narrato con stile fluido, asciutto e a tratti lirico.
    Grazie! Sei davvero bravo.

    Replica

    antonio dS replica:

    Cara Maria, hai colto ogni sfumatura, ogni chiave di lettura possibile di questo mio racconto, con la profondità di pensiero che ti contraddistingue. Sei molto brava
    anche tu e leggo sempre volentieri i tuoi racconti, qui sul Manuale. A ben risentirci. Grazie. Antonio ds

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Antonio ds,
    Davvero coinvolgente il tuo racconto, caro Antonio, come sempre la tua scrittura. Sai trasportare in un caleidoscopio di emozioni sulle strade imprevedibili dell’esistenza e ricomporne i frammenti in nuove promesse. Un affettuoso saluto con i migliori auguri di Buona Pasqua.

    Replica

    Antonio ds replica:

    Oggi è Pasqua, Daniela. Abbiamo festeggiato, poi mi sono preso cinque minuti di tempo per rispondere al tuo commento e ricambiare gli auguri, di cuore.
    Grazie per il tuo bel commento. Anche tu sai coinvolgere quando scrivi ed è sempre un piacere leggerti. Antonio ds

    Replica

    Fabiano BRACCINI replica:

    Condensare in poche righe una vicenda, delinearne i contorni, far spiccare la personalità dei protagonisti è cosa alquanto difficile. E più arduo ancora lo è quando non si raccontano fatti eclatanti o situazioni particolarmente movimentate e/o drammatiche, ma bensì semplici, minuscoli episodi esistenziali diluiti nella normalità del quotidiano.
    Ebbene: Antonio mostra qui la stoffa di valentissimo scrittore di storie, racconti, tranci di vita e riesce a commuovere il lettore sensibile che ravvisa nella sua narrazione nostalgie intime, echi del tempo perduto e delle occasioni sfumate senza un distinguibile perché; svanite col tempo -ma non dal tempo cancellate- senza lasciare possibilità di appello.
    Complimenti: un delicato preciso, prezioso cammeo che arricchisce le pagine di questo blog.
    Fabiano Braccini

    Replica

  127. riccardo dice:

    Se io fossi il tempo,
    farei per te un’eccezione
    arresterei nel tuo corpo
    il mio scorrere eterno,
    perché la tua verde giovinezza
    mai conoscesse il tramonto
    e vi restasse inalterata
    con la tua fulgida bellezza.

    Se io fossi la natura,
    vorrei creare sempre per te
    paesaggi ameni, panorami stupendi,
    per permettere ai tuoi splendidi occhi
    di ammirarli estasiati ,
    costituendo per il tuo animo ,
    fonte inesauribile,
    di intimo appagamento.

    Se io fossi l’amore,
    trasformerei ogni tuo giorno
    in un mare di sublimi emozioni,
    perché tu vi possa nuotare
    tra la grande euforia dei sensi
    e l’esaltazione dello spirito,
    fino a raggiungere il culmine,
    della felicità

    Replica

    Gaia replica:

    @riccardo,
    Splendido il tuo dono d’amore, Riccardo. Hai risvegliato in me Eresia d’Amore…. Gaia

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @riccardo,
    La bellezza, quella vera, non è trattenuta nella giovinezza ma nella conquista di ogni alba e tramonto che l’anima attraversa.
    “Se io fossi nei tuoi sogni, li colmerei di foreste , per farti respirare l’ossigeno della vita anche quando hai paura di amare…”

    Replica

  128. riccardo dice:

    Tu Donna…
    Fiera e determinata,
    forte,delicata,
    dolce ,coraggiosa,
    tu donna,

    Non nasconderti,
    lasciati vedere,
    Non scostarti,
    lasciati avvicinare.

    Non abbassare lo sguardo,
    combattendo quella lacrima,
    lascia che carezzi.
    il tuo volto di donna fiera.

    Determinata a non mollare,
    forte della tua fragilità,
    coraggiosa della tua debolezza,
    tu donna.

    Solo in te,
    sola in te,
    fiera nel tuo esser ,
    tu donna.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @riccardo,
    “Donna,
    Per te, che non abbassi mai lo sguardo
    salti le interferenze della vita
    senza rinunce punti al tuo tragurdo
    ribalti e giochi audace la partita…”

    (La prima strofa di una mia poesia che ha dato il via per un Concorso poetico letterario Nazionale sulla Donna e la realizzazione di un’ Antologia da me curata).

    Leggere una poesia sulla Donna, scritta da un uomo è, oltre che interessante, piacevolmente apprezzato.

    Replica

    Riccardo replica:

    @Fiorella Cappelli, grazie per il tu piacevole apprezzamento Fiorella , da poeta naif come io mi considero, scrivo quelle che sono le mie emozioni del momento, e anche quelle che percepisco in chi mi stà accanto, anche se solo conoscenti.
    nei prossimi giorni sia qui che nel mio blog pugglicherò una poesia che ho scritto questa notte, crcando di pensare come avrebbe passato la notte una mia vicina a qui è morto il marito ieri, chiaramente l’ho adattata a me, e penso di intitolarla , MILLE MODI PER DIRE MI MANCHI.
    Ti auguro una buona Domenica.
    Riccardo

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Riccardo,
    il dolore, quando non ci appartiene, è sempre difficile descriverlo, ma la solidarietà umana e la profonda sensibilità di alcuni, fa si che le parole scritte, a volte, escano dal cuore con la giusta armonia ed il rispetto di un silenzio…

  129. Gaia dice:

    AMO

    Amo
    perchè chi è solo non affoghi
    come mano nella tasca
    nel gelido dell’indifferenza

    Amo
    chi è lontano dalla sua terra
    perchè non sogni ancora pietre
    che nessuno raccoglie

    Amo
    chi non ha più lacrime
    perchè alla notte piovosa
    ha affidato il suo pianto

    Amo lui
    che preferisce un fiore
    a una spada

    Amo lei
    che coglie le ore
    riconoscente alla vita

    Amo te
    che ad ogni alba parti
    per tornare al mio cuore
    col serotino vento

    Amo
    per mano alla luna
    alla terra
    alle stelle

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gaia, L’Amore universale salverà l’uomo, questi versi lo ricorderanno sempre.
    Complimenti daCettina

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Bella.
    Ci sono mille e più motivi per amare, e nessun motivo per non amare…

    Replica

    Gaia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    È cosí . Grazie Cettina e complimenti a te per le tue poesie, che sono davvero belle. Gaia

    Replica

  130. Alessandra Maltoni dice:

    Piove
    “Piove, ma lei
    è indifferente, non se ne accorge
    purtroppo, perchè la sua esistenza
    non può tremar di gioia”

    Pioggia,
    pioggia torrenziale
    o leggera…leggera…
    Pioggia che bagna e attraversa…

    Oppure

    Pioggia dolce che sfiora…

    O forse,
    pioggia solo immaginata
    in una giornata scaldata dal sole…

    Interessa?

    Se, ci si è persi in un amore…
    Il tempo che c’è fuori
    è indifferente,
    l’unica cosa che esiste è il sole

    Ma,
    se il sentimento è perduto…
    Pioggia,
    pioggia a catinelle
    dentro di sè
    non esiste più sole
    che asciughi
    quella pioggia violenta,
    pungente sulla pelle,
    c’è solo pioggia…pioggia infinita.
    “poesia e musica”
    poesia edita nel volume “La parola e i suoi approdi” capitolo “fronde di trame” Edizioni Helicon

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Alessandra Maltoni,
    La pioggia spesso è purificatrice e deterge da ciò che resta: residui di dolore…

    Replica

    Alessandra Maltoni replica:

    @Fiorella Cappelli,
    è vero….ottima considerazione…

    Replica

  131. irca dice:

    Solitudine

    Non canto,non grido,
    non vivo.
    S’alza vicino
    all’ombra,
    il muro della solitudine
    ….e come sempre
    sta sorgendo
    il sole.

    Replica

    Gaia replica:

    @irca,
    Cara Irca, toccante la solitudine intesa come incapacità di provare emozioni… Solitudine come un muro che…. alto poetare rammenta….. Gaia

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @irca, Il sole che sorge vincerà sulla solitudine, solamente così si ritorna a vivere.
    Un saluto da Cettina

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @irca,
    Per il solo motivo che il sole sorge…si può ancora colorare un sorriso, di un tramonto.

    Replica

  132. Sonia dice:

    PORTAMI VIA

    Portami via
    Su quella collina
    Dove la neve
    Calpestata dai tuoi passi
    Si trasformò in fiocchi magici
    Sui miei capelli.

    Portami via
    Su quel muretto
    Finestra del nostro mondo
    Dove la tua luce soffusa
    Mi ha indicato la via
    Della felicità.

    Portami via
    Dalla voglia di solitudine
    E dalla rabbia per la quotidianità
    Emozionando ogni giorno
    Il mio respiro col tuo esistere

    Portami via
    Da questa gabbia d’oro
    Dove fingo libertà
    Implorando alle sbarre
    Sublime amore.

    Portami via
    Nel nostro rifugio azzurro
    Al di sopra delle notti
    Dove la Luna illumina il mio cuore
    Dove le stelle non possono arrivare.

    Portami via
    Portami con te
    Ovunque insieme
    So che mi sapresti amare
    E solo così
    Potrei vivere davvero.

    Portami via, ti prego…

    ***
    “Poesia e Musica”

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Sonia, Complimenti per le parole e per la musica che le darà vita.
    Cettina

    Replica

    Sonia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà, Grazie mille Cettina !!!

    Replica

  133. Sonia dice:

    Le dita fredde
    a tamburellare
    i tasti della tensione,
    mentre la tua voce
    culla i miei pensieri;
    lungo la via…
    apparentemente buia
    stranamente vuota,
    passi impazienti
    ritmano il tempo
    …del cuore;
    improvvisamente
    esisto solo io,
    nessun rumore,
    nessuna ombra
    o soffio di vento,
    tutto sembra immobile,
    per noi, in attesa di noi…

    Così irreale
    che i tuoi occhi,
    finora ciechi,
    possano ammirare
    lo stesso mio dipinto:
    il gigante di pietra
    che illumina dalla cima
    come un faro,
    la mia valle, a te sconosciuta,
    che accoglie la tua vita,
    e la invita al mio mondo;
    la nostra immagine
    piano si scioglie
    come neve al sole,
    pronti a levar la maschera
    pronti a slegar l’ignoto…

    Attraverso lo specchio
    che riflette l’amore
    compari nella mia realtà
    abbandonando la mia fantasia,
    … e in un istante…
    il tuo sguardo
    rapisce il mio orizzonte,
    il tuo abbraccio
    cattura il mio spazio,
    il tuo calore
    scalda la mia pelle,
    le tue labbra
    giungono alla mia anima,
    e finalmente…
    respiriamo la stessa aria
    divisi solo dal nulla.

    La felicità si dondola
    aggrappata alla luna,
    le mani si accarezzano
    annodandosi al desiderio,
    e tolte le bende…
    i corpi si riconoscono
    si cercano ancora
    e si trovano…
    intatti e insofferenti
    come calamite …
    separate troppo a lungo
    da un foglio bianco
    colmo di parole nere,
    di lacrime, di sorrisi…
    come calamite…
    inseparabili…

    Sfondo la porta sigillata
    del mio nido, del mio cuore
    a cui ho ridato luce
    per te, grazie a te,
    la tavola imbandita
    rimarrà senza briciole,
    la bottiglia da stappare
    piena del suo vino,
    solo acqua fresca e pura
    per dissetare le gole
    affamate di baci,
    i tuoi baci… i miei baci…
    uno dopo l’altro…
    come un domino infinito
    tasselli d’amore
    che si rincorrono…

    Ritagliano le pareti
    le ombre di sagome
    che danzano la musica,
    la nostra…
    che aiuta a fidarsi
    a ricordarsi di noi
    di ciò che eravamo,
    e di ciò che siamo…
    e intanto
    i timori svaniscono
    la passione cresce
    e i corpi si fondono
    liberando l’amore…
    quello vero, quello nostro,
    quello unico e sperato,
    quello che ha senso…

    Replica

  134. Antonio Rocco Corvaglia dice:

    Dammi un lungo bacio
    Un lungo bacio ancora
    Sciogli le tue labbra
    Fiore di tabacco
    Incatena la mia fiera

    Tuniche bianche
    Si coprono di macchie
    Bocche sporche di rosso
    Tramonti di pistacchio
    Ora luci di tempesta

    Un’altra ombra sotto i pini
    Sale fino alle mie spalle
    Pioggia turgida e ribelle
    Abbaia un cane
    Poi più niente

    Dorme una conchiglia
    Accanto alla mia giacca
    Alzati e danza
    Spaccami il cuore
    Come una donzella

    Gira lento sulla porta
    Della vecchia il giorno
    Ed un gatto nero
    Il lampo della lama
    Tra le mani della figlia

    Luridi mercanti
    Tra la folla e la notte
    Canti di frontiera
    E ruvide trecce
    All’altezza della morte

    Sei tu Luce
    Che sibili tra i muri
    Specchi velenosi
    E bottiglie vuote
    Uomini spergiuri

    Bella e prudente
    Quasi anima fetale
    Ho una serpe tra le spine
    Lenta scia
    Senza far più male.

    Dammi un lungo bacio
    Un lungo bacio ora
    Avida sarà la sera
    Fiore di tabacco
    Dimmi dov’è ormai la morte?

    Replica

    Gaia replica:

    @Antonio Rocco Corvaglia,
    …. La morte non può che essere in uno, cento, mille baci…. Bravo Antonio. Gaia

    Replica

    Antonio Rocco Corvaglia replica:

    @Gaia,
    La follia è una parola
    dura e possibile,
    e silenzio
    il mio vagare
    impervio
    ora che manca
    il senso ed il tempo
    come dici,
    ma ti rivedo
    ancora
    ogni momento che
    voglio
    e vengo a prendermi
    i tuoi occhi
    ancora
    quando voglio
    per sfuggire
    ogni giorno alla saggezza
    a quell’ansia
    di vivere in pieno
    il vuoto che ci circonda.
    Che cosa è
    la nostra vita,
    la tua,
    la mia
    e la carezza di fermalo
    ancora,
    questo tempo
    e gli anni
    i miei, i tuoi affanni
    che ho perso
    come una gioia
    appesa,
    attesa è la sera
    fremito dritto
    e silente che
    sale ancora
    dalle tue mani
    sicure
    la sento
    nuova.

    Replica

  135. Sonia dice:

    L’UOMO PER ME

    Ho conosciuto un uomo.

    L’immagine è precisa, incisa nella mente
    come una fotografia nell’album dei ricordi:
    io, seduta su un gradino, timorosa,
    con la voglia e la paura di guardare in alto;
    lui, con passo rassicurante, semplice,
    un uomo qualunque, un passante,
    tende il suo braccio verso di me,
    mi prende la mano e aiuta ad alzarmi…

    Quel passante, lì si è fermato,
    nel suo cammino…, nella mia vita;
    un Uomo con un cuore come il mio,
    che si emoziona, che si commuove,
    un Uomo che riempie la mia anima,
    che sente, desidera e pretende
    di vivere, di amare, a costo di soffrire,
    rischiando la sua realtà per la felicità.

    La pioggia continua a cadere,
    il rumore mi accompagna da giorni,
    ormai è dentro me, come quell’Uomo;
    un Uomo che mi ha creata e modellata
    con le sue mani lisce, sfiorandomi la pelle,
    trasmettendomi il suo calore, desiderio,
    passione pura, naturale, inevitabile,
    incomprensibile, perchè così mai provata.

    Un sentimento che cresce?
    Domande senza risposte,
    risposte senza domande;
    meglio il silenzio, l’odore dei corpi,
    il buio, la musica, i baci, i sospiri,
    frasi sussurrate e risate chiassose,
    sensualità e complicità irripetibili,
    una completezza unica, rara.

    Un Uomo, un lavoratore, uno scrittore,
    che sacrifica i suoi spazi quotidiani
    per rendermi viva, per stare con me.
    Sentirsi così, amati, finalmente;
    ora, momento sbagliato?
    Non è mai troppo tardi…
    per trovare qualcuno che attendevi da tempo.

    Ho conosciuto un Uomo, non uno qualunque,
    così per me, il primo: l’Uomo per Me.

    Replica

  136. Sonia dice:

    L’AMORE

    L’amore è uno stato di grazia
    non un mezzo per giungere a destinazione;
    L’amore è bontà,
    tacere e attendere, pazientare,
    prendersi cura di qualcuno, in silenzio,
    tendere la mano a chi ti volta il cuore.
    L’amore è una lama a doppio taglio,
    da una parte ti fa volare tra le nuvole
    dall’altra ti fa sprofondare tra gli abissi
    ma da qualsiasi lato la guardi
    riflette ciò che ha di fronte.
    L’amore è sacrificio,
    mettere da parte la propria esistenza
    per qualcuno che merita la tua vita,
    piangere un cielo di dolori,
    sperando in un mare di emozioni.
    L’amore ha un suo tempo,
    nulla serve spostare le lancette col dito
    e mordersi le labbra,
    quando meno te lo aspetti, arriva,
    ma se credi di averlo trovato, parte,
    L’amore è un pugno che bussa alla tua porta
    insistentemente, con invadenza,
    che diffidente osservi dallo spioncino,
    ma pronto a scappare
    appena lo accogli in casa.
    L’amore può essere tutto questo,
    ma ora è qui nella mia mano,
    indifeso, sofferente,
    fragile che trema impaurito,
    sfuggente come sabbia che scivola via
    rapito da un vento improvviso, inaspettato,
    che spazza via i sorrisi
    scoprendo piano piano
    ai confini del palmo
    un tesoro che brilla ancora…
    nonostante le ferite e le lacrime.
    Il mio amore è impossibile
    ma è vero e testardo,
    come un bocciolo di rosa rossa
    che profuma di vita,
    nata prepotente tra l’asfalto,
    all’apparenza così innaturale,
    che non si può vedere,
    nè sentire, nemmeno cogliere,
    forse fa paura la sua spontaneità…
    … eppure è senza spine…
    e attende solo di sbocciare…

    Replica

  137. Sonia dice:

    TI REGALO LA MIA LACRIMA

    Ti regalo la mia lacrima
    una sola, ma limpida e vera
    ha il sapore di quel mare
    che ogni giorno parla a te.

    Ti regalo questa lacrima
    aggrappata alle mie ciglia
    come quell’onda ribelle
    che scivola ai tuoi piedi.

    Ti regalo la mia lacrima
    che brilla come l’acqua
    su cui si riflette l’alba
    di queste tue giornate.

    Ti regalo questa lacrima
    non lasciarla andare
    sola sul mio viso
    a perdersi nel vuoto.

    Ti regalo la mia lacrima
    alla sua verde fonte,
    appoggiala sul tuo dito
    che accolgo con un bacio.

    Ti regalo questa lacrima
    ora tua, piccola e pura
    portala con te, sempre
    racchiude questo amore.

    Replica

    Gaia replica:

    @Sonia,
    Un amore racchiuso in una lacrima. Lacrima che ha il sapore dell’infinito mare… Complimenti Sonia. Gaia

    Replica

    Sonia replica:

    @Gaia, Grazie mille Gaia !!!

    Replica

  138. Sonia dice:

    Gocce di luci indicano il sentiero
    tra fossili di passi e pozze di ghiaccio
    e il silenzio stordisce la pianura
    coperta di buie risaie a scacchi.

    Lungo il viale fumetti di sospiri
    ritmano le emozioni dell’anima
    e liberati dalle bende gli sguardi
    l’immagine genera timidi sorrisi.

    Dal cortile che profuma di terra
    emerge una casa rossa di radici
    velata da una cascata di fili stellati
    che illumina i visi celati alla notte.

    L’aria è antica, il tempo è fermo
    stanze di pietra, e soffitti di legno,
    mentre un camino trattiene il fuoco,
    il palato accoglie i vecchi sapori.

    Stringere le mani, e parlarsi col cuore
    occhi negli occhi e specchiarsi ogni volta
    assaporare il gusto delle semplici cose
    come un bacio d’amore sulle labbra.

    L’essenza e la genuinità della vita,
    basterebbe questo per essere felici,
    ballando d’inverno al chiaro di luna
    con i capelli bianchi, non solo di neve.

    Replica

    Sonia replica:

    @Sonia, Grazie mille Gaia !!!

    Replica

  139. Maria Gabriella Castelli dice:

    Dettaglio d’Amore

    E’ sorto
    il Sole di una nuova era
    Tutti corriamo
    ma ce ne freghiamo
    perché non abbiamo alcuna meta

    Questo è il progresso:
    l’indifferenza totale
    per l’altro
    che muore di fame
    al margine di una società
    che non paga le tasse
    e pensa solo al personale interesse

    I politici
    sono i nuovi mentori:
    si affannano a parlare
    ma sono sempre sazi,
    corrotti e solidali
    attaccano la giustizia
    invece di servirla

    Siamo gli automi
    della nuova tecnologia
    immersi in un mondo virtuale
    non rispettiamo
    l’ambiente in cui viviamo
    reale e generoso
    di frutti che disprezziamo
    senza apprezzare

    Non ci accorgiamo
    che solo l’Amore
    è la soluzione
    non è un dettaglio ma
    fa battere il cuore
    ed è il motore di tutta la vita e del mondo intero

    ***
    “Poesia e Musica”

    Replica

  140. mariarosa lancini costantini dice:

    ATTESA

    “Ricordi?”
    T’aspettavo impaziente
    nella stanza vista mare
    udivo i tuoi passi cauti
    spostavo le tende azzurrine
    perchè la luna illuminasse il mio colore ambrato.

    “Ricordi?”
    Era una sera a me dedicata
    dopo lunghi silenzi e inspiegabili assenze.

    Il tuo frenetico impaccio nello slegare
    i lacci del prendisole giallo
    il tuo tacere il mio parlare insensato
    per distrarre le tue mani
    cercavo la tua anima che mi negavi.

    Oggi sono io che ricordo
    il rumore delle tue dita
    i tuoi accordi improvvisi spasmodici
    accompagnano ancora la mia sofferta rinuncia
    mentre tu te ne stai rintanato
    nel guscio ovattato della tua solitudine.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    L’amore è anche amore non corrisposto, svanito nell’attesa e perso nei cambiamenti della vita.
    Restano i ricordi, bagliori di particolari che consolano o fanno pensare.
    Anna Maria

    Replica

  141. Anna Maria Campello dice:

    TACCHI A SPILLO

    Ho saputo che alla festa
    ci saresti stato tu,
    e il mio abito da sera
    lo volevo raffinato,
    molto semplice, di classe.

    Ho girato in lungo
    e in largo
    tutta quanta la città
    ho provato cento scarpe,
    quelle con il decolté

    e la borsa intonata
    al bel pizzo macramè.
    Con collana e orecchini
    ero tutta un luccichio
    come gli occhi su di te.

    Io ti ho visto,
    zitto zitto mi osservavi:
    poi però ti sei eclissato
    con la bionda più vistosa
    dal vestito di lamè.

    Il cantante sussurrava
    “che inutile serata”…
    quando ho tolto
    i tacchi a spillo
    che strizzavano anche il cuore

    e ho sognato di ballare
    in quel parco
    a piedi nudi,
    guancia guancia
    insieme a te.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Anna Maria Campello,
    … e lui non sa cosa si è perso, non gli è rimasto neanche il sogno di un ballo sotto la luna e una canzone per ricordare il tempo di un innamoramento.
    Anna Maria

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Anna Maria Campello,
    Intensa la tua lirica, Anna Maria, composta con stile strizzato e con attenta scelta dei termini per creare alto senso di musicalità.
    Canta il senso dell’attesa e il peso dell’assenza con levità superba.
    Complimenti!

    Replica

  142. mariarosa lancini costantini dice:

    ASPETTANDOTI

    Io sono l’altra
    la donna dei cambi e ricambi
    simile alle stagioni e al loro mutare
    passano i treni in eterno ritardo
    e resto nascosta tra le torri merlate
    del castello sdrucito dai sogni
    ritagliati a misura dell’anima graffiata.

    Ti aspetto tra le stoppie bruciate dai dardi infuocati
    nella sabbia umida e salsa tra le barche a riposo
    nella serra d’inverno satura di olezzanti profumi
    tra le foglie ferite dai passi noncuranti.

    Stride il secchio vuoto nel pozzo sull’aia
    muggisce nella stalla chi ha il petto gonfio di latte
    e il pavone riluttante non sfoglia la sua ruota.

    Io sono l’altra
    la donna che aspetta te
    tessendo fili umidi di pioggia
    guardando albe e tramonti
    in disperata attesa del tuo passo
    – o mio straniero! -

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @mariarosa lancini costantini,
    Complimenti, cara Mariarosa, per questa suggestiva attesa. Buona Pasqua, con affetto Daniela

    Replica

  143. Anna Maria Campello dice:

    L’ABITO FA IL MONACO (racconto tratto parzialm.dal mio libro Scorci di vita-Carta & Penna)

    Volevo organizzare nei minimi particolari la festa per il mio compleanno. Fra qualche settimana avrei compiuto 20 anni, una tappa importante della vita ed ero piena d’idee ed entusiasmo, perché in quell’occasione avrei potuto invitare non solo amiche e amici ma, soprattutto, Marco, quel ragazzo che mi piaceva tanto. Abitavamo nello stesso quartiere, spesso c’incontravamo sul tram e così facevamo un tratto di strada insieme chiacchierando allegramente. Tra noi al momento si era instaurato un rapporto di reciproca simpatia ed attrazione quando i nostri occhi si cercavano.
    Inutile nascondere che lo scopo principale era quello di stare con lui in un ambiente più riservato ed accogliente, sperando che, con la complicità di una romantica musica o durante un ballo, si decidesse a dichiararsi. Inoltre in quella circostanza avrei potuto presentarlo ai miei genitori.
    - “Laura è confermata la festa per sabato 2 febbraio?”
    - “Allora raccontaci: Marco ha accettato il tuo invito?”
    - “Mi ha detto che verrà senz’altro e ne sono felicissima, sapessi che emozione pensare che verrà per la prima volta a casa mia!”
    - “Cosa indosserai di bello quella sera, hai già comprato un abito nuovo?”
    Quel giorno il cicaleccio del nostro tavolo era più intenso del solito. Avevo intorno tutte le ragazze con le quali mi fermavo a mangiare nella piccola sala della “Casa della giovane”, una struttura gestita da suore che ospitava sia studentesse che impiegate: alcune erano ospiti fisse, altre si fermavano saltuariamente solo nell’ora di pranzo, comunque con una modica spesa veniva servito del cibo genuino e ben cucinato.
    Nel frattempo si era avvicinata una scialba biondina, della quale ho dimenticato il nome, dal colorito pallido, slavato. Non l’avevamo mai vista con un filo di trucco che la ravvivasse un po’, insomma era un tipo insignificante, vestita in maniera anonima, quasi sciatta. Da diversi giorni si era aggregata alla nostra chiamiamola “comitiva” di amiche e di solito era alquanto taciturna, invece, inaspettatamente ed in maniera un po’ sfacciata per la verità, s’inserì nella conversazione e mi disse: “Se non hai nulla in contrario verrò anch’io”.
    Mi prese alla sprovvista e non ebbi il coraggio di dirle che la mia abitazione era piccola, non potevo ospitare tante persone e quindi avevo già dovuto limitare gli inviti e poi in fondo chi la conosceva? Comunque, per non offenderla, le diedi l’indirizzo, sperando che capisse il mio imbarazzo e non si presentasse.
    Quel fatidico giorno io non stavo letteralmente nella pelle. Mi ero alzata molto presto e avevo aiutato a mettere in perfetto ordine il salotto, mi ero poi data da fare con la mamma per allestire un rinfresco semplice ma abbastanza completo, in modo di accontentare i vari gusti degli invitati.
    Purtroppo il tempo era passato in fretta, si era fatto tardi e dovevo dunque pensare a me! Davanti allo specchio iniziai a provare velocemente un paio vestiti, non che avessi avuto molto da scegliere, però non riuscivo a trovare quel “qualcosa” che mi soddisfacesse in pieno. Veramente nei giorni scorsi avevo girato inutilmente fra negozietti e boutique e adocchiato tante “cosine” chic fra le numerose vetrine. Ma alcune erano effettivamente troppe costose per le mie possibilità ed altre non mi convincevano. Come avrei voluto essere Cenerentola affinché una Fata in un baleno mi facesse apparire più bella!
    Infine optai per un semplice vestito color pervinca, una tonalità che mi piaceva particolarmente ed avevo l’impressione che donasse alla mia carnagione e, anche se l’avevo già indossato un paio di volte, l’avevo rinnovato con un colletto di pizzo che mi conferiva forse un’aria da educanda, però tutto sommato pensai che fosse indicato per festeggiare i miei vent’anni.
    Il campanello iniziò a suonare: a gruppetti stavano arrivando gli ospiti e finalmente alla terza scampanellata ecco davanti a me Marco e mi sembrò ancor più affascinante con quel mazzo di rose che mi porgeva con un ammirato sorriso. Ritenendo quindi di avere azzeccato la “mise” , cercai di nascondere il batticuore che mi aveva assalito e lo presentai, mentre il giradischi iniziava a diffondere le prime note della canzone in voga in quel periodo “In ginocchio da te” di Morandi.
    Il primo ballo l’avevo appena iniziato proprio con lui, felice ed emozionata di essere fra le sue braccia, quando suonò per l’ultima volta il campanello e mia madre mi chiamò: “Vieni Laura c’è una signorina che chiede di te”. Lasciai a malincuore Marco per vedere chi fosse questa estranea e subito stentai a riconoscere in quella ragazza truccata e impellicciata la sciapa impiegata della Casa della giovane. L’accompagnai quasi intimorita nella sala dove si ballava e tutti gli occhi si appuntarono su di lei. Infatti, avvolta in quella calda pelliccia di castorino che nessuna di noi possedeva perché allora era un lusso che poche potevano permettersi, aveva un’aria un po’ misteriosa e sensuale. I suoi capelli sbiaditi risplendevano con dei sapienti “colpi di sole”, si vedeva che erano stati tagliati e “messi in piega” da un parrucchiere-stilista. Il trucco poi doveva essere stato fatto da qualche estetista perché era perfetto. Qualche fard ambrato aveva perfettamente ricoperto il suo colorito smorto e l’incarnato risaltava in modo quasi naturale, così come gli occhi evidenziati da ombretto e matita.
    Quando con un gesto quasi teatrale si tolse la pelliccia e rimase in un fasciante abito con uno spacco che mi sembrò abissale, il patatrac per me era compiuto: il “mio” Marco sembrava soggiogato da quella falsa, insopportabile, fatalona da strapazzo, e lei continuava a fissarlo con lo sguardo languido, muovendo come fossero dei ventagli le sue lunghe ciglia finte.
    Quante volte ballarono insieme con le luci soffuse non lo so perché, per non vederli, mi defilai con una scusa e quando ascoltai Aznavour che cantava “Io fra di voi” scappai in camera trattenendo a stento le lacrime. Poi mi feci forza e ritornai con velata indifferenza, cercando di sorridere e scherzare con gli amici, come festeggiata mi sentivo in dovere di essere allegra ed ospitale.
    Mentre in un primo tempo avrei voluto che la serata non finisse più, adesso mi sentivo esausta, non vedevo letteralmente l’ora che se ne andassero e, sull’onda del motivo cantato dalla Vanoni: “Ecco gli amici se ne vanno che inutile serata”…uscirono tutti piano piano. Lei se ne andò trionfante quasi per ultima, circondata da diversi “cavalieri” che facevano a gara per poterla scortare. Non ho mai voluto sapere chi l’avesse effettivamente accompagnata….
    Per questo ho scritto la poesia “Tacchi a spillo”.
    Morale della favola: struccata e con l’abbigliamento sciatto quella ragazza pareva insignificante, una finta monachella, mentre ben truccata e con un abito provocante assumeva un aspetto totalmente opposto. Quindi non è sempre vero che l’abito non fa il monaco!

    Replica

  144. Anna Maria Campello dice:

    Tante piacevoli poesie ed interessanti racconti. Molto bella anche questa iniziativa-concorso. Grazie Manuale di Mari!

    60 MINUTI

    Ritaglia sessanta minuti
    della tua vita
    un’ora soltanto,
    ma solo per me.
    Parleremo di tutto
    o di niente
    nel silenzio d’ovatta
    dei sogni perduti.
    Guardami ancora
    in fondo agli occhi
    finestre mute dell’anima
    ed io capirò
    se si è aperta
    la porta blindata
    del tuo cuore.
    Sessanta minuti
    di amnesia del mondo
    nel giardino incantato
    dell’amore.
    Anna Maria Campello
    Poesia e musica

    Replica

  145. Anna Maria Campello dice:

    Le varie sospensioni lasciano spazio alla fantasia ed anche il finale è incerto anche nell’inseguire un sogno. Anna Maria Campello
    Ripeto questa mia poesia:

    FIORI D’AMORE

    Guardami
    come se fosse
    la prima volta,
    stringimi,
    come se fosse
    l’ultima.
    Cogli una rosa
    rosso vermiglio
    per appuntarla
    nei miei capelli,
    fammi volare
    fra le tue braccia.
    Sussurrami ancora
    parole d’amore
    e fammi danzare
    come giunchiglia
    smossa dal vento
    di primavera

    Anna Maria Campello

    ***
    Poesia e musica

    Replica

  146. Paola dice:

    SUSSULTO

    Ricongiungersi
    al sussulto della notte
    in un abbraccio silenzioso
    di sguardi appesi
    a frammenti di sogno
    simili ad amache dondolanti
    nel vuoto vibrare
    quasi palpabile di presenze
    lontane
    e d’ignoto pensare

    Replica

    Elisabetta Errani Emaldi replica:

    @Paola,
    Molto dolce la tuaa poesia, complimenti!!

    Replica

  147. alfredo tamisari dice:

    LEI E IO

    Lei è sempre in movimento. Cammina ancora molto in città e in campagna con passo svelto, ma con sguardo sempre attento. Io starei sempre in casa. E ci sto, unicamente nel mio angolo, da cui mi pare di vedere tutto, con le gambe ferme, ma con la mente che vola. Mi sembra inutile muovermi, ho la sensazione di aver visto quel che c’era da vedere: le uniche novità sono quelle che cerco di immaginare.

    Lei ha la patente, ma non guida. Io guido, ma percorro sempre le stesse strade. In auto, lei non sta zitta un minuto: «Perché vai di qua e non di là? Perché sei in mezzo alla strada? Non stai superando il limite di velocità? Strano che non hai mai preso una multa. Vai a sinistra che si fa prima…».
    Io mi indispettisco, non voglio sentire ragioni, faccio sempre di testa mia, esortandola a «farsi portare» con fiducia. Ma quando perdo l’orientamento, allora è lei che mi guida, e succede spesso.

    Lei ha un sorriso smagliante che regala a tutti, conosciuti o sconosciuti che siano.
    Io, un anno fa, ho provato a sorridere su comando del dentista che mi stava provando la dentiera. «Stupendo!» esclamò porgendomi lo specchio, e poi: «Lei non mi sembra molto convinto…». Avrei voluto rispondere: «Come vuole che faccia a sorridere in modo autentico? Sono solo rassegnato e depresso», ma lui desiderava ricevere approvazione per il proprio lavoro e allora lo accontentai: «Ottimo! Lei è stato molto paziente… La ringrazio infinitamente». A dire la verità, da allora, provo a sorridere un po’ di più, ma mi è rimasta l’abitudine di schermarmi la bocca con la mano.
    Lei crede nella possibilità di essere felici, io sono convinto che al massimo si può essere qualche volta allegri e non capisco, anzi critico moltissimo, quelle “personcine di compagnia” perennemente spensierate e ridanciane che parlano di tutto senza essere mai pensose.
    Lei non critica mai perché – dice – «bisogna cercare di capire». Io mi rifiuto di capire atteggiamenti o idee molto lontani da me: lo esprimo con energia, se serve mi metto a gridare.
    Lei sta sempre nel mezzo. Io sono polemico, intransigente, feroce e partigiano. Lei mi definisce «sinistrello» nostalgico e patetico. Io rispondo che ho scelto da che parte stare.

    Lei è una comunicatrice sinceramente affabile. Io sono di poche parole, spesso ruvido e selvatico e sfioro continuamente l’incidente con certi miei interlocutori. Lei mi salva con avvertimenti del tipo: «Non fateci caso, lui è così, ha una scorza dura, ma dentro è buono…». A volte mi ribello perché mi sento trattato come un monellaccio e allora ribatto: «Scusate, ma sono abituato a dire ciò che penso…». Così confesso che le buone maniere non fanno per me.
    Lei è conciliante, evita accuratamente i conflitti, desidera essere accettata. Io, i conflitti me li vado a cercare e vorrei essere accettato per quello che sono. Lei sostiene che è possibile cambiare. Io rispondo che dovrei rinnegare me stesso. Lei è convinta che il mio ego sia ancora troppo grande. Io sono dell’avviso che non si tratti di ego, ma di legame con la mia storia e le mie convinzioni.

    Lei è impegnata da anni nella ricerca spirituale. Io fluttuo tra materialismo e agnosticismo. Eppure, lei continua a dirmi che dei due il più «avanti» sono io. Naturalmente non ci credo e le rispondo che la santa è lei.

    Lei ascolta la musica in sordina mentre stira. Ascolta quelle musichette d’ambiente tipo new age che mi irritano non poco. «Sono rilassanti» dice lei, «è musicaccia, tu di musica non capisci niente» rispondo io. Io la musica l’ho sempre ascoltata al volume giusto (che per lei è sempre troppo alto) non solo per apprezzare i toni bassi, ma anche per elettrizzarmi nei crescendi e nei pieni orchestrali: allora divento ridicolo, mi agito come una marionetta e sogno come da ragazzo di essere un direttore d’orchestra. Io non sopporto la musica come sottofondo e lei non sa che cosa sia l’ascolto puro se non al concerto dove, per fortuna, non può abbassare il volume. Ho tentato nel corso degli anni di alfabetizzarla, ma con scarsi risultati: ancora adesso non sa la differenza tra concerto e sinfonia.

    Lei ha letto e legge moltissimo, come me. Nel corso di quattro decenni, i libri hanno invaso ogni mobile, hanno richiesto sempre nuovi spazi, le pareti si sono riempite di mensole in anticamera e in camera da letto, lentamente l’invasione è arrivata al piano del comò e ai comodini.
    Da un certo periodo in avanti, è avvenuta una netta separazione nella più grande libreria di casa: lei si è riservata due interi scaffali che accolgono in doppio strato i più svariati titoli di filosofia orientale, di psicanalisi, di psicoterapia e antroposofia, e poi diari e autobiografie di donne e uomini speciali, libri sull’apocalisse, sulla “regola celeste”, sulla comunicazione spiritica, sulla morte e sull’aldilà, sul Tao, su “malattia e destino”, sulla depurazione e sul vivere sempre in forma, sul linguaggio del corpo, sul codice dell’anima, sul parlare con gli angeli…
    Lei sa che i miei interessi sono altri, eppure ogni tanto mi propone di dare un’occhiata alla sua ultima lettura. Sfoglio il libro, leggo qualche pagina, scorro l’indice e restituisco: «Non è per me». Anch’io le consiglio talvolta opere che mi hanno favorevolmente impressionato: lei non disdegna la narrativa, apprezza le scritture lineari, pulite, non sopporta la poesia di oggi e non ha tutti i torti. Quando legge, sottolinea, prende appunti come una studentessa: per lei, la lettura è studio, è applicazione severa. Io ormai rifuggo dai saggi ponderosi e leggo solo per ricavare piacere.
    Altro discorso riguarda il giornale quotidiano: quello lo leggo per il dovere che sento come cittadino di essere informato. Per un lungo periodo ho comprato «il Manifesto»: lei lo definiva con ironia il giornalino. Anche cedendo alle sue pressioni, cambiai quotidiano. Ora, di nuovo, vorrebbe che comprassi un altro giornale «meno di parte». Il buffo è che lei il giornale lo sfoglia appena e passano giorni e giorni senza che lo degni di uno sguardo. Quando accumula colossali vuoti, si rivolge a me: «Dimmi, che cos’è successo che non ci capisco niente?». M’è capitato di averle dovuto ricostruire una vicenda politica e alla fine mi sono sentito chiedere: «Sei stato obbiettivo, vero?». Lei non si convincerà mai che la verità non esiste.
    Ma, tornando ai libri, dimenticavo un particolare: quando in casa mi capita di non trovare un libro, mi rivolgo a lei. E lei, come una rabdomante, riesce a scovarmelo.

    A lei piacciono il minestrone, le frittate, le torte salate con le erbette, cicoria e insalata, erbe e verdure. A me piacciono le tagliatelle all’uovo possibilmente fatte in casa, condite con ragù all’emiliana, i cappelletti nel brodo di gallina, il pollo arrosto con tanta pelle, le patatine fritte, il salame, il cotechino con il puré, il buon vino rosso. Io le dico che mangia come una suora in convento e ogni tanto cerco di trascinarla al ristorante, ma ormai è una battaglia perduta. Non ama neppure i bar e all’ora dell’aperitivo beve acqua. Lei mi dice che la sua cucina mi allungherà la vita. Io penso a mia madre che, emiliana golosissima, se n’è andata alla bella età di 91 anni. Ma poi rifletto e concludo che la sua sobrietà (non solo nell’alimentazione) è un valore assoluto.
    Le sue belle mani, dall’estate all’autunno, diventano scure e screpolate, sono un tutt’uno con la terra di cui raccoglie pazientemente i frutti spontanei: un mazzolino di fiorellini di campo, il tarassaco, l’asparagino selvatico, la cicoria, le more, le bacche di rosa canina, prugne e meline selvatiche, nocciole e noci. Porta tutto a casa: pulisce, lava, cuoce, sguscia, mette a bollire, invasa confetture, ingentilisce la tavola di colori, senza nulla chiedere a me che continuo a scrivere e magari a cantare la bellezza della natura. Non mi rimprovera, mi dona, mi invita a gustare. Lei la poesia la trova e la vive con tutto il suo corpo, io la cerco solo nella mente e mai mi sento appagato. Dico questo pur sapendo benissimo che la vita non è la poesia.

    Lei mi chiede spesso di dedicarle dei versi. Io la deludo e forse è meglio così perché quando legge i miei testi si commuove fino alle lacrime. Allora penso di avere fallito, ma lei mi fa capire che la vera letteratura è quella che arriva al cuore.
    Lei scrive seduta (sarebbe meglio dire appollaiata: dovreste vederla!) su una sedia del soggiorno. Scrive con la matita e la gomma a portata di mano. Riesce a concentrarsi, nonostante io vada avanti e indietro per bere, farmi un caffé, o curiosare con domande del tipo: «Che fai? Cosa scrivi?». Lei mi risponde e riprende a scrivere con ostinazione e umiltà: «Dopo me lo rivedi, vero, tu che sai scrivere?». Io lo faccio puntualmente e puntualmente le elimino qualche aggettivo di troppo. Le faccio capire che la scrittura non deve essere sovrabbondante e lei accetta di buon grado i miei suggerimenti.
    Io scrivo quasi esclusivamente alla tastiera. Scrivo quando sono solo in casa. Non sopporto interferenze. Scrivo lentamente, interrompo, rimugino in giorni e giorni di pause febbrili durante le quali sembro un ebete con la testa fra le nuvole. Lei è perennemente operosa e operativa, tra i mille impegni della casa e della sua vita sociale.

    Lei sa fare tutto: accorciarmi i pantaloni, ripararmi le ciabatte, cambiarmi i colletti delle camicie, allargare, stringere, modificare qualsiasi cosa pur di non scartarla, anche creare dal nulla oggetti per la casa. In una giornata riesce a fare un mondo di cose diverse per sé, per me, per i figli, le nuore, il nipotino. Lei non sta mai in ozio, deve sempre fare qualcosa. Io sono pigro, indolente, esperto nell’arte di indugiare e di rimandare e inoltre ho una manualità da “diversamente abile”. Mi limito ad ammirare le sue mani miracolose, ancora più belle di un tempo, e degne oggi di una scultura lignea.

    Lei ha presente ogni cosa e su ogni cosa vigila. La sua attenzione onnicomprensiva è prodigiosa. Lei mi vede anche quando i suoi occhi sono impegnati in un lavoro, mi vede e interviene senza interrompere quello che sta facendo. Come quando, per esempio, mi avverte che no, non è lì la tal cosa, ma là, che non devo fare così, ma colà, o addirittura, con dolcezza e senza farmi sentire un buono a nulla, mi invita: «Lascia stare che faccio io». Sempre più raramente m’impenno: «Ma vuoi, per favore, lasciarmi fare? Perché mi controlli in ogni momento? Perché non alleggerisci la tua mente?». La risposta è sempre la stessa: «Ma tesoro, stavi sbagliando!». È quasi sempre vero ed è la prova della sua superiorità. E così rimango disarmato di fronte alla sua straripante premura, intenerito per il suo enorme dispendio di energie, commosso per la sua infaticabile dedizione.

    «Ti amo tanto, e tu mi ami?»: non passa giorno che io non senta questa dichiarazione e questa domanda. «Sì, certo, – le rispondo abbracciandola – è ovvio». Mi rimprovera subito: «Però non me lo dici mai». Io sono sempre stato così. Quarant’anni fa sono riuscito a dirle «ti voglio bene» ben protetto dalla lontananza e dal mezzo: glielo dissi al telefono, da una cabina pubblica del paesino dei nonni. La timidezza, il mio essere schivo non si sono mai affievoliti. Sono il carceriere di me stesso.
    Lei ama e non si lamenta dei mai avuti compensi. Lei non sa quanto il suo amore mi stringa il cuore. Talvolta, svegliandomi nel mezzo della notte, mi assale il rammarico doloroso di averle dato troppo poco.
    Sempre più spesso lei cerca per un attimo il mio sguardo, mi fissa in silenzio: io aggiungo al suo il mio silenzio stento e mi sento vile di fronte alla sua purezza, alla sua mitezza. Ma la luce del bene che è in lei mi redime. Lei è l’Amore che racchiude in sé ogni imperfezione, ogni diversità e tutto annulla senza giudicare, senza condannare.

    Lei entrava nel lungo corridoio che immetteva nell’atrio della scuola. Avanzava lentamente, a testa bassa, piccola e dolce, occhi tristi. Io, giovane maestro, la salutavo, molto educatamente come si faceva un tempo: un buongiorno appena sussurrato. Lei rispondeva quasi senza alzare gli occhi, non si fermava, raggiungeva subito l’aula con la sua amica.
    Mi chiedo se eravamo noi quei giovani così misurati, così distinti, lei nei suoi graziosi vestitini, io un po’ impettito e rigido, in giacca e camicia bianca di popeline con l’impeccabile cravatta perfettamente annodata. No, non ero io: l’innamoramento mi aveva fatto regredire all’età dell’infanzia. Vicino a lei ero buffo, impacciato, e tremavo come una foglia quando le prendevo le mani per baciarle. Non era mia neppure la voce: a volte sembravo un balbuziente e non riuscivo a costruire discorsi sensati, divagavo, rimanevo senza parole, parlavo di tutto e di niente. Facevamo lunghe passeggiate e io non riuscivo a misurare il mio passo col suo: un po’correvo e un po’ rallentavo come un puledrino non addestrato. Lei mi guardava tenera e divertita e mi appioppava nomignoli strani prelevati dal suo dialetto piacentino: zuppierone fu uno di questi e non l’avrei preso bene se non fosse stato seguito da un dolce abbraccio.

    È autunno. La guardo: il suo viso è ancora estivo, ha le guance di una pesca matura. Non lo colgo questo frutto perché è sempre accanto a me. Lei mi dice che è felice sapendomi in casa, mentre strimpello alla tastiera, indaffarato con le parole, assorto nei miei pensieri. Passa alle mie spalle, sbircia curiosa sul monitor, io mi indispettisco invitandola a lasciarmi solo. Lei acconsente, ma non capisce, vorrebbe saper tutto di me in tempo reale.
    Lei è l’acqua di un ruscello che non si stanca di scendere, di scorrere, di aprire varchi tra i sassi e le rocce della mia anima, giorno dopo giorno.

    Alfredo Tamisari
    (2011)

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    maria rizzi replica:

    @alfredo tamisari,
    Beh, Alfredo per essere un ‘ruvido’, un ‘monellaccio’, uno che non ama dire l’amore,
    hai dedicato la più incantevole delle elegie alla tua donna, svilendo la tua immagine in modo
    commovente.
    ‘Lei’ è il tuo universo, il baricentro dell’esistenza, la parte del cielo senza nubi, che abiti in punta di piedi… ‘Lei’ è la tua ragione di vita e racconti il vostro rapporto in modo nuovo originale, calamitante. Siete i due opposti che si attraggono, si completano, distillano linfa l’uno dall’altro.
    Ti assicuro che leggendoti ho visto ‘lei’ e ho visto te. Vi amate immensamente.
    E il tuo racconto è un diario che fa vibrare le corde del cuore!

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    Arsomnia replica:

    @alfredo tamisari,
    Gentile Alfredo, rapisce questo racconto per la sua verità. Dico che siete stati fortunati nell’incontrarvi poiché ancora oggi l’Amore vi abbraccia e vi tiene legati. Tu sei tutto ciò che lei non è, lei è tutto ciò che tu non sei.. direi che “due metà” si sono trovate e formano un bellissimo insieme. Grazie per questa lettura “di vita”.
    Ars

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  148. Alberto dice:

    Le ruote anteriori delle biciclette di Angelica e Fausto procedevano quasi appaiate sulla stradina irregolare in terra battuta che si snodava lungo la sommità dell’argine, mentre l’approssimarsi della sera estiva, ancora luminosa, velava di tenui ombre la superficie quasi immobile del fiume.
    La giornata era per Fausto di quelle memorabili: in mattinata, con gli orali delle materie letterarie, aveva concluso il suo esame di maturità. Certo, nulla era scontato, ma l’impressione di aver superato bene l’ultimo ostacolo gli dava una sensazione d’intima euforia. In fondo aveva avuto solo qualche incertezza su alcune date nell’interrogazione di Storia, ma poi tutto era filato liscio: con calma e proprietà aveva esposto la concezione filosofica di Bergson e poi in Greco se l’era cavata piuttosto bene su un brano di Lisia; in Latino aveva risposto a tono alle domande un po’ distratte del commissario d’esame, mentre in Italiano, partendo da una domanda sul verismo, aveva potuto fare apprezzate digressioni sul simbolismo francese, giù giù fino alla scapigliatura milanese; in Storia dell’Arte, infine, l’esaminatore era stato molto puntiglioso nel voler sapere i caratteri architettonici che differenziavano il Bernini dal Borromini, ma, alla fine, pur non sembrando pienamente soddisfatto, gli aveva fatto i complimenti.
    Per Angelica, invece l’ansia per la prova non era finita: l’indomani, nella tarda mattinata, avrebbe dovuto essere esaminata sulle materie del gruppo scientifico ed il ripasso furioso del pomeriggio a casa di Silvia le era servito sì a puntellare qualche concetto confuso, ma non a lasciarla del tutto tranquilla. Mentre procedeva abile nell’evitare le piccole insidie rappresentate da buche e gibbosità del terreno, rammentava al compagno il cammino percorso fino ad allora verso la maturità, non meno rischioso ed accidentato: la versione dal latino così oscura e difficile, la prova scritta d’italiano con quella complicazione delle “Operette morali” nello sviluppo della poetica leopardiana, la sfuriata minacciosa del presidente della commissione quando aveva scoperto ad un loro compagno un foglio fittamente scritto tra le pagine del vocabolario ed aveva severamente minacciato chiunque di invalidargli la prova se fosse stato scoperto a copiare……
    Fausto l’ascoltava, ma soprattutto ripensava a lei durante il primo giorno degli scritti, quando, passandogli accanto, l’aveva salutato distrattamente ed aveva raggiunto il suo banco, pallidissima nel suo grembiule nero; i suoi occhi fissi seguivano le operazioni di apertura delle buste, mentre il petto ogni tanto le si alzava per un respiro più profondo e quasi spasmodico.
    Arrivati al punto in cui la strada si diramava in diversi sentieri che si addentravano tra i boschetti dell’Adda, abbandonarono le biciclette e si sedettero sull’erba. Fausto quasi meccanicamente le accarezzò le ginocchia.
    -No, stasera no. Mi sento così tesa! –
    L’acqua lenta del fiume scivolava davanti a loro come una colata di vetro e la superficie esalava un denso vapore da cui emergeva in lontananza il ponte, quasi irreale nella luce spettrale dei lampioni. Nel silenzio dei campi intorno, il tempo sembrava fermo e sospeso, se non fosse stato per l’inesorabile flusso del fiume che cominciava allora a riflettere le prime luci della sera, rare e palpitanti. Mentre il paesaggio reale circostante sfumava nell’ombra, andava via via ricreandosi nell’acqua vibrante di piccole luci, scivolando a ritroso sulla pigra corrente, come un ricordo vivido e tenace che resistesse al susseguirsi anonimo dei giorni.
    Dopo l’estrema tensione nervosa di quella giornata ed il senso di liberazione e di euforia che ne erano seguiti, uno sfinimento inatteso si fece strada nell’animo di Fausto, come se la conclusione di quell’esperienza scolastica, negli ultimi tempi così totalizzante, avesse significato anche la fine di quella sua vita fino ad allora tutto sommato facile e spensierata, in cui le scelte più impegnative erano state tutte rimandate. Si sentiva d’un tratto svuotato di energie, incapace di immaginare il suo futuro universitario e professionale e stupito di quel vago senso di rinuncia e di fine che in modo così improvviso ed inaspettato si stava in quel momento impadronendo di lui.
    Come il chicco di grano che nella terra muore per dare una nuova spiga, in quell’ora che non era tardata a venire, oscuramente sentiva, nell’esaurimento di un ciclo della sua vita, la necessità di una rigenerazione. Che sarebbe stato di quella specie di amore, nato tra i banchi di scuola, che ora li univa e che era diventato una così dolce abitudine? Anche se non era quello l’amore che nei primi anni dell’adolescenza aveva sognato, vale a dire la passione di tutta un’esistenza e la dedizione completa fino al proprio annullamento, perché almeno non avrebbe potuto riempire, ancora per un po’, i suoi giorni e mitigare i suoi desideri? Il respiro della sera scherzava tra i capelli di Angelica, che si ondulavano in riflessi violacei; il tempo avrebbe dovuto davvero fermarsi in quel momento, nella tenue luminosità di quell’incerto limbo, nel lieve soffio di quel giorno estenuato…..
    Come preso da una dolce vertigine, Fausto si scoprì a pensare a Dio, alla calma serena che, in altri momenti, l’esperienza di abbandono alla volontà divina gli aveva comunicato; sentiva il bisogno di riferirsi a qualcuno che, come Padre, doveva per forza amare i suoi figli e dare un senso stabile ed autentico alla loro presenza nel mondo, pur in una situazione d’ineluttabile e perpetuo moto, di perenne trasformazione ed eterna diversità, proprio come l’acqua del fiume che scorreva lì sotto; sentiva il tempo inarrestabile mescolarsi al flusso della corrente, proprio come se in tal modo fossero scanditi gli attimi che dovevano precedere la misteriosa trasformazione della sua vita da crisalide a farfalla.
    Due lucciole disegnavano nell’aria intermittenti ghirigori luminosi.
    “In my end is my beginning”, si ripeté Fausto mentalmente, ritrovando in quel verso, che la memoria involontariamente riscopriva, il senso oscuro di quel suo dover sopportare forse una fine necessaria e non del tutto accettata, che producesse però giorni diversi e più degni alla sua esistenza.
    - Sei silenzioso. Pensi che, se sarò respinta , mi lascerai? –
    Il ragazzo scosse il capo:
    - No, non a questo. E’ che mi sento molto stanco; e poi è tardi ed è meglio tornare, altrimenti non riuscirai a prendere l’ultimo treno. –
    Le sfiorò le labbra con un bacio e l’aiutò a rialzarsi. Poi ripresero in bicicletta la via del ritorno verso la stazione, allontanandosi sull’argine guidati dai fasci luminosi dei fanali che scandagliavano la notte.

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    Delfino replica:

    @Alberto,
    avviso ai lettori: la storia, tratta da “Tempo di maturità” di A. Raimondi, potrebbe avere presto un seguito…

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  149. li_mas dice:

    Speranza disperata

    Morti ambulanti
    nel mondo dei vivi,
    piaghe di vita,
    realtà allo sbaraglio.
    Giorni d’amore,
    perduti, mai avuti,
    follie disperate,
    speranze deluse.
    La vita trascina,
    la meta lontana.
    Non frena, la corsa,
    gli eventi del mondo.
    Speranza d’amore,
    illumina il cuore:
    tristezza allontana,
    fiorisce la vita.

    Replica

  150. Gaia dice:

    ALCHIMIE D’AMORE

    Dinanzi a una splendida distesa di violette
    S’ergono azzurrine le iridi tue assonnate

    L’astro che pende dal lungo strascico della notte
    Imperla i tuoi sospiri resi eterni dai caldi baci

    Che le mie labbra schiuse al poema d’Amore
    Posano sul collo tuo ambrato di palpitante vita

    Replica

  151. mariarosa lancini costantini dice:

    DEDICATA A MAX

    Non è l’oceano
    questo spicchio di lago
    – quieto -
    noi che catturiamo sogni
    – impossibili -
    vezzeggiandoli e amandoli
    – illudendoci -
    restiamo qui immaginando
    – altre terre -
    sepolte nella Storia
    e non ci turbano sconfitte
    – o allori -

    Non s’odono echi di guerra
    o il rullare di tamburi
    nè voci concitate di passate follie.

    Dall’acqua dipinta dal sole
    sale un coro di voci esultanti
    ed io e Lei mio Capitano
    – le mani unite -
    affidiamo alla brezza leggera
    i tormentati sogni.

    Replica

  152. Sandra Carresi dice:

    Oltre… il tempo, lo spazio, il momento

    Cinzia aveva sempre avuto la consapevolezza di aver vissuto un’altra vita precedente a questa.
    Ne ricordava alcuni particolari in maniera molto netta e precisa. Addirittura ne assaporava le gioie e i dispiaceri. Sapeva di essere stata sposata, anche felicemente, di essere stata madre e di aver avuto una grande passione per Rudy.
    Lui era stato un compagno di scuola degli anni verdi, non se ne era innamorata subito, non era bellissimo, non era neanche stata chimica, ma grande intrigo per la sua testa, forse addirittura perfida. Di sicuro, l’unico personaggio maschile con l’inconsapevole potere di farla soffrire, a cavallo di due secoli.
    Era stata la sua ragazzina per un mese, alla fine della scuola, e poi tutto finito. In seguito, aveva trovato un ottimo impiego, ricavandone molte soddisfazioni; conosciuto, di lì a poco, Gianni, se ne era innamorata, lo aveva sposato e successivamente era diventata madre.
    Nella sua passerella di vita aveva avuto i soliti alti e bassi, compresa la salute, poi dopo quaranta anni, lo aveva incontrato di nuovo, aveva avuto uno scambio di chiacchiere attraverso la tecnologia e poi i discorsi si erano chiusi e limitati agli auguri natalizi e pasquali. Ne aveva sofferto, ma dalla donna sincera, corretta e diretta che era, in silenzio ne aveva conservato il ricordo. Una cosa però l’aveva promessa a se stessa: credeva nella reincarnazione, e se mai avesse dovuto rinascere, avrebbe saputo riconoscere in un’altra vita quella passione legata a tanta sofferenza mentale e se la sarebbe data a gambe se lo avesse saputo riconoscere. Una vita era tanta, due era da idioti.
    Uscendo dall’Università Giada si guardò intorno. Era il suo primo giorno, aveva quasi vent’anni ed era felice. Si era iscritta a giornalismo. Con alcuni compagni e compagne del suo corso, si era subito affiatata, come era nella sua abitudine. Era figlia unica e in quella città ci studiava, ma non le apparteneva.
    Aveva preso una stanza in affitto vicino all’Università in un appartamento grande dove c’erano altre ragazze ma non del suo corso. Era libera come l’aria, felice e intenzionata a studiare molto per arrivare presto alla conclusione.
    Vicino all’Università c’era un grande giardino dove spesso si fermava a mangiare un panino per la colazione delle 13. Nonostante fosse Novembre, gli alberi avevano ancora qualche foglia giallo-verde, un bel vestito autunnale, illuminato da un tiepido sole.
    Si trovava seduta su una panchina col panino, quando sentì una risata sghignazzante che la fece rabbrividire, si voltò e vide un gruppo di giovani con i libri sottobraccio: tre ragazze e due ragazzi. Dovevano essere più grandi e venivano dalla parte opposta della sua facoltà.
    Giada sembrava incollata a quella panchina, cercava di mandare giù il panino e beveva quell’aranciata amara come se fosse veleno. Lo riconobbe. Forse fisicamente era leggermente diverso o almeno le parve, ma quello sguardo, quella voce e quella risata, facevano parte del suo bagaglio.
    Una delle ragazze lo chiamò Marco e lui continuava a ridere piegato in due.
    Giada, si alzò, buttò i resti del cibo e la lattina nel cestino vicino e se andò a testa alta con le spalle dritte.
    Ecco la parte che le era piaciuta meno di Rudy era la sua “demenzialità” come la chiamava lui, quel modo di essere così fra il buffo, l’ironico, il sarcastico, l’arrogante, il simpatico, il perfido. Gli altri ridevano a crepapelle e lei invece aspettava che tornasse “normale”. Le piaceva quando era serio, quando ci poteva fare ragionamenti, quando le parlava della bellezza della natura, della caccia, della pesca e dell’aria. Le caratteristiche di un carattere sono molteplici, ma alla fine il risultato era sempre lo stesso: soffrire. Lui la faceva soffrire e forse non se ne accorgeva neppure, perché se ne fosse stato consapevole, allora, la sua perfidia sarebbe stata al culmine, eppure, sapeva anche essere dolcissimo. Ma questo accadeva raramente.
    Lui vedeva il Mondo con troppa chiarezza e senza un filo di benevolenza, mentre bastava aggiungere un pizzico di partecipazione per avere più energia e non solo, avrebbe potuto vedere le verità sfuggenti nascoste dietro le apparenze.
    Giada studiava molto, ma era soprattutto affascinata da un progetto che le avevano dato da sviluppare su un omicidio molto chiacchierato nella Provincia di Milano. Faceva continue ricerche in Biblioteca, col suo Professore, presso le Agenzie di Stampa, ed era pure brava, conosceva solo lo studio, ma alla festa grande nella facoltà di Legge non ci voleva rinunciare. L’aveva invitata il suo Professore, le cui conoscenze erano estese anche agli Avvocati della Facoltà vicina.
    Era emozionante conoscerli, il Professor Giannuzzi l’avrebbe presentata ai colleghi di Giurisprudenza e Lei, forse, avrebbe avuto altro materiale su cui lavorare.
    La sala era molto grande, tanta folla, studenti, insegnanti, tavoli, scrivanie, sedie, camerieri, e tanto cibo ben presentato su grandi vassoi e musica rock; fu proprio vicino al grande tavolo che lo vide: a bocca piena, altissimo, magro e con i suoi capelli neri ben curati. Istintivamente, si portò più distante, là dove poteva osservare senza essere vista. Se non era lui, era la sua fotocopia.
    Giada tremava come una foglia, la pressione doveva essere alle stelle, gli occhi le si incrociavano, non riusciva a mettere a fuoco niente, dentro era tutta un’elettricità. Se un fulmine le fosse passato vicino, probabilmente si sarebbe bruciato lui, tanto era elettrica.
    Quando era Cinzia, aveva giurato a se stessa che se mai fosse rinata e lo avesse, per caso, rivisto, se la sarebbe data a gambe levate, anzi avrebbe usato i pattini per correre di più ed ora …, lo stava guardando incantata semi nascosta da una tenda. Poi, un gruppo di ragazze allegramente se lo portarono via e lei rimase lì con le gambe molli.
    Nessun uomo le aveva fatto questo effetto in questa vita.
    Poi, vide nella Sala il Professor Giannuzzi da solo, forse la cercava…, questa le sembrò un’ottima occasione per tornare alla realtà.
    Si divertì, mangiò, bevve, e si procurò un paio di appuntamenti con gente che la poteva aiutare nel suo progetto.
    Quando arrivò all’uscita, una voce un po’ roca la fece sussultare e per l’emozione, inciampò contro una poltroncina:
    - Ehi, ma io ti conosco….-
    Giada, si sentì venire meno, ma ebbe il coraggio di voltarsi e di vederlo. Era proprio Marco, Rudy, o qualunque altro nome del passato o del futuro, ma sempre Lui.
    Lei pensò: come fa a riconoscermi? Non è possibile! Non è una cosa vera!
    Ma subito si riprese dietro le parole Marco:
    - Ehi, si stavi mangiando un panino nel grande giardino l’altro giorno…., ti ho vista…., ma non sei della facoltà di Legge, vero?
    - No, faccio giornalismo, sono dalla parte opposta, certo che tu le ragazze le conosci proprio tutte e non ti sfugge niente….
    - Dopo aver detto queste parole, si maledii tre volte. Le succedeva sempre così: quando gli parlava, si pentiva subito di averlo fatto: o si era aperta troppo con le parole, o vedeva quel suo sguardo bieco e severo che impermalito la rimproverava con gli occhi. Insomma era sempre tutta una sofferenza: lei faceva delle domande, lui le rispondeva a metà, mettendola in crisi con altre sue parole. Un conflitto.
    Questa volta però lui stese la sua grande mano verso di Lei, le fece un bel sorriso e le disse:
    - Mi chiamo Marco, sono al terzo anno di Giurisprudenza, suono e canto in una Band e conosco parecchia gente, diciamo…, tutta quella che c’è qui dentro, compreso i docenti e come vedi anche tu.-
    Dentro di sé Giada sentì una voce:
    - Non ci cascare Giada, Cinzia, o chiunque tu sia, fuggi, ti farà soffrire anche in questo secolo…,lo sai come fa, inizia sempre bene, con sorrisi, delicatezze, poi, lentamente si stanca, allenta l’attenzione, guarda altrove e si allontana…e tu, resti in compagnia della tua malinconia e dei tuoi ricordi…
    Giada, pensò ai suoi studi, ai suoi progetti e sorrise malinconicamente, guardò il cielo, in quel momento di piombo, con grossi nuvoloni grigi, minacciosi e gonfi, dentro di sé pensò:
    - Anche gli Dei sono nervosi, minacciano secchiate d’acqua sulla Terra.
    Magari, in una prossima mia nuova vita sarò una Civetta, e se vedrò intorno a me un Gufo che mi guarderà serioso e di sbieco, saprò bene di chi si tratta, volerò…, mi nasconderò… fra qualche albero, cercherò aiuto… ma in questa … che cosa posso fare? Posso semplificarmi la vita usando un toccasana per la mia salute mentale, posso abbandonarmi all’intelligenza della folla, forse troverò gioie inaspettate…, posso rimanere in stretto contatto con il mio intuito e le mie antiche conoscenze, inseguire le miei ambizioni in campi dove il sole eleverà il mio spirito, sorprendermi nel sentirmi a casa anche in questa vita…, ma con tutto ciò riuscirò ad evadere dal mistero di questa passione?
    Con questi interrogativi nella testa, Giada si allontanò senza accorgersi che da lontano, un’alta figura la guardava camminare, incantato e sorridente…

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Sandra Carresi,
    Sì, a volte l’amore è testardo e doloroso. Eppure basterebbe cambiare prospettive e un orizzonte nuovo si aprirebbe davanti ai nostri occhi.
    Bisognerebbe essere capaci di volersi bene e lasciar cadere lo sguardo su ciò che ci sta attorno e che abitualmente non vediamo.
    Anna Maria

    Replica

  153. Gaia dice:

    PRIMIGENIO AMORE

    Amore genera l’uomo
    pietre oceani
    la Luna la vita

    Amore nutre l’uomo
    il fuoco la Terra
    astri selve
    fiumi la pioggia
    la quiete dei monti

    Amore cresce l’uomo
    foglie sentieri
    ore il pensiero
    sorrisi rugiada
    una farfalla ricordi

    Dardeggia
    fiammeggia
    ribolle
    inebria ammalia
    squarcia
    il cuore del poeta

    Da oltre duemila anni
    il suo petto sanguina
    intense liliali odi
    di primigenio amore

    Replica

  154. SEDUCENTE CANTO DELLA NOTTE

    Non è un suono di armonica
    che percorre questa notte
    né la melodia
    di musiche lontane di balera
    o di sirene di barche
    ovattate dalla bruma.

    Nemmeno è il vibrare del vento
    che modula armonie struggenti
    tra le canne fitte della riva.

    E’ la nostalgia della tua voce
    l’ineffabile richiamo
    che pervade costante i miei sensi.
    E’ la magia di sentirti
    -pur nei silenzi-
    ogni istante amorevole e presente.

    Fabiano Braccini

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  155. IL LUOGO DELLA MEMORIA

    Noi saremo sempre là,
    come allora,
    sul crinale di quella collina
    dove le foglie fremevano
    alla brezza fresca
    della sera.

    Noi saremo sempre là,
    riparati
    dal muricciolo diroccato
    a cui talvolta ci accostavamo,
    allacciati per ore,
    quasi isolati dal mondo.

    Noi saremo là per sempre:
    persi nel gioco malizioso
    di svelarci poco a poco
    tutto lo stupore, la tenerezza,
    la passione,
    del nostro giovanile amore.

    Fabiano Braccini

    Replica

    antonio dS replica:

    Caro Fabiano in questa tua poesia c’è “la scoperta, lo stupore, la tenerezza, la passione dell’amore” e sullo sfondo il silenzio che sale tra il rumore del mondo.
    “Riparati /dal muricciolo diroccato/a cui talvolta ci accostavamo.” E’ lì, solo le persone che si amano conoscono la strada, è lì il muricciolo non più nuovo, che profuma d’antico, forse di misticismo, che s’erge come un riparo contro la bramosia la fretta e il male che ammorba il cuore come una malattia.
    Bella davvero la tua poesia. Grazie Antonio ds

    Replica

  156. Fabiano BRACCINI dice:

    UNICA

    Come quadrifoglio in un prato
    ho trovato in te
    l’eccezione che ti fa preziosa.

    Qualcosa
    che rende unica
    la tua singolarità.

    Un tratto nuovo
    e un accento diverso
    nell’universo di tanta banalità.

    Fabiano Braccini

    Replica

  157. Letizia dice:

    Luce di colore

    Di te
    unica luce di colore
    tingo l’infinito
    dei miei giorni
    e nel tuo sguardo
    l’iride si perde
    lasciando impronte
    sature di vita.

    Poesia edita – Montedit – Gocce d’amore

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Letizia, l’amore vero è scritto negli occhi che risplendono di luce …
    Complimenti da Cetttina

    Replica

    Letizia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    gli occhi risplendono di luce d’amore …ma quanta sofferenza.Grazie Cettina

    Replica

  158. Letizia dice:

    In riva al sogno

    Di questa vita amara
    non un solo giorno vada perso
    ogni respiro,ogni palpito di cuore
    ogni alito di vento
    oro prezioso del morire quotidiano.
    Vagabondi i pensieri
    spaziano sinuosi tra cielo e terra,
    sogni disillusi di occhi aperti
    eppoi richiusi a quell’aurora
    che per noi mai nascerà.
    Divagare di ricordi
    peregrinando ore, giorni,
    attimi lieti in confidenza,
    il tuo cuore l’ho sentito
    mi ha parlato e l’ho seguito,
    era un canto melodioso.
    Tra conchiglie stelle marine e sassi
    in riva al sogno mi sono abbandonata.

    Poesia edita – Montedit Gocce d’amore

    Replica

  159. letizia dice:

    Polvere e oro

    Ho riversato nel tuo cuore
    luce d’infinito,
    muti gli occhi
    in un sigillo di silenzio,
    senza poter spiegar le ali
    ho soffiato polvere d’argento e oro
    bianca colomba immobile
    tra le tue dita.

    Poesia edita – Montedit – Gocce d’amore

    Replica

  160. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Percezione d’amore

    Incatena allo sguardo
    …Percezione d’amore
    s’ammanta di rugiada
    attraversa lesta la mente
    scende come una nube
    sui pensieri mattutini
    dietro la siepe
    ortensie e azalee regali
    s’affacciano liete
    sulle acque calme del lago
    il passaggio stride
    nel ricordo di un amore lontano
    note stonate si alzano
    a coprire l’Anima.

    Replica

  161. Fiorella Cappelli dice:

    Malvasia

    Poesia…ambrata
    come questo vino
    malvasia gustata
    ricordo vicino

    profumo d’acacia
    di pelle di donna
    tradita l’audacia
    violata la gonna

    fanciulla ribelle
    domata puledra…
    e cielo di stelle

    onorata madre
    di questo bambino
    dall’ambrata pelle…
    come questo vino.

    Poesia edita

    Replica

  162. Maurizio Lauriani dice:

    I colori dell’amore

    Non è dal viso che colori
    gl’occhi, seduto da parte
    immerso tra l’immenso
    di un altro doppio senso

    sono stato qui dietro
    dove le dita tue liquide
    si bagnavano di pelle
    sopra disattese trasparenze

    non ci credo che
    non mi hai sentito
    ero qui, dove sono morto
    e rinato sui respiri alterni

    resterò sceso sotto pioggia
    a contare le gocce nel tempo
    e se solo avrai un sole
    ti ridarò i colori dell’amore.

    Replica

  163. La poesia è l’umile specchio dell’anima.
    La contrapposizione alla menzogna.

    Replica

  164. ALBA

    L’alba
    accende il mondo,
    di boschi e radure,
    spiagge e deserti,
    città,
    contenitore di uomini.

    Sfreccia un treno all’orizzonte,
    sbuffa un’ auto.
    Un bimbo si sveglia
    per scrivere
    un’altra pagina
    della vita

    A volte mi appare l’alba,
    dopo l’incubo della notte.
    oltre il buio freddo,
    seme senza speranza.

    Fresca rugiada,
    cucciolo del giorno
    che verrà, con
    le gioie e i dolori.

    Replica

  165. Bramante dice:

    Scoglio mio

    al tuo animoso viso
    che gli occhi miei consola
    tuoi fervidi e luminosi sguardi
    perderei le mie strade fino a tardi
    celebrerei in te la mia follia
    dolce passione dell’arida vita mia
    Tu sola sei dei miei terreni affanni
    una lacrima percorre il viso. Voluta
    piacevole, il tuo divino stato
    al cui potere nessuno t’assomiglia
    Al tanta grazia mio sol e rar travaglio
    m’abbraccio a te dolce e mio unico scoglio

    Replica

  166. Bramante dice:

    Folle

    Lento è il tuo giacere
    enorme il desiderio
    Inerpicato stai, folle
    tra rivoli d’amore
    e cenere d’addio,
    brancoli senza luce
    nei ricordi affondi.
    Allunghi le fredde mani
    e appanni l’uscio,
    luce che porta tormento
    meglio è non sapere
    quante cose belle
    si riveleranno

    Replica

  167. Bramante dice:

    Girasoli

    Struggente febbre d’amore
    amara o dolce follia
    è malattia e poco importa
    il sangue del passato cola
    oggi sul selciato del presente
    lancinanti ricordi affiorano
    mangiano il poco cervello rimasto
    catturano l’ossigeno da lontano
    asciugare i pianti è tempo perso.
    Meglio smetterla e seguire i girasoli
    con la loro straordinaria meta
    di non lasciare mai il sole

    Replica

  168. Pensiero d’amore

    Sempre uguale
    sotto tutti i cieli
    il cuore dell’uomo
    parla d’amore.
    Nel lungo correre del tempo
    l’amore negato,
    l’amore abbracciato,
    l’amore sfuggito
    è pane dell’anima
    di chi ama l’amore.
    In questi miei giorni,
    in questa mia vita
    anche il mio cuore
    fa capriole
    se solo ti penso.

    Replica

    Bramante replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile, siamo innamorati e pane dell’anima noi, distratti a fare capriole d’amore. Mi piace, pensiero evocativo e ben strutturato

    Replica

    Gaia replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Cara Anna Maria, trovo incantevole l’immagine del tuo cuore che fa capriole al pensiero d’amore. Amore eterno , uguale sotto qualunque cielo. Complimenti. Gaia

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Gaia,
    Grazie, Gaia.
    Concordo: l’amore è un sentimento eterno e l’mmagine di quel cuore che fa capriole ha migliaia di anni come il sentimento d’amore.
    Ciao.
    Anna Maria

    Replica

    Sandra Carresi replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Carissima,
    è un tesoro nascosto, il cuore che le capriole, dopo anni di matrimonio.
    Complimenti e un abbraccio.
    Sandra

    Replica

  169. La fiamma fatua dell’amore

    In una terra da marciapiede
    sotto un pullover largo scosso dai movimenti del mare
    si è perso questo amore grande
    dal sorriso randagio
    dal cuore da carbonaio
    annodato storto come un ramo stregato
    schiacciato su una parete di luci polverose
    è scivolato altrove
    unito come un’asola chiusa
    col sapore della noia
    il corpo asciutto di grillo invertebrato
    è diventato fiamma fatua
    spengendosi in una viottola di erba cresciuta
    abbandonato in un bivacco come il sacrificio più bello

    e noi abbiamo marciato appresso ad una cometa
    cercando una scintilla di memoria
    i pezzi che si perdevano sull’asfalto della strada
    mentre la vita camminava a un passo da noi
    mischiata male
    sciogliendosi in una malinconia imprecisa
    in un lago di piombo
    in una fame spenta
    accanto all’ultimo dolore posato sulla soglia
    ormai tepore
    cenere che si tiene insieme
    il nulla.

    Replica

    Fabiano BRACCINI replica:

    Tiziana è sempre capace di scrivere liriche dense di significati profondi
    e nel contempo tanto lievi e sublimi da volare in alto: dove abita la vera Poesia.

    Replica

  170. Sandra Carresi dice:

    C’è tempo, c’è tempo…

    C’è tempo, c’è tempo,
    tu dici, per il sole e l’argento,
    c’è tempo per due tazze fumanti
    ricordando gli scritti sognanti
    e le magie di pochi istanti.

    C’è tempo,
    in quel cielo di nuvole bianche,
    assaporando fragranze del tempo che è andato,
    di voli e di piume formato.

    C’è tempo , c’è tempo
    tu dici…
    ma quando,
    se il tempo è già andato.

    C’è tempo, c’è tempo,
    ma dove, se nell’aria
    e fra gli alberi il vento s’è fermato;
    è a lui che t’avevo affidato.

    C’è tempo, c’è tempo,
    ho aspettato, ma il
    silenzio, nell’Immenso, ho solo trovato.

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Sandra Carresi,
    La tua elegia del tempo, Sandra , e la considerazione che forse la fine del mondo è più vicina
    del minuto passato, perchè quello lo abbiamo perduto per sempre, non c’è scampo…
    Bellissimo il testo strutturato in forma di canzone.
    Hai timbro e colore e il tuo stile denota autentica originalità.
    Grazie!

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Sandra Carresi,

    Il tempo d’amore non ha limiti: c’è tempo, c’è sempre tempo per amare, anche quando sembra che il tempo sia alla fine, quando l’età e il corpo iniziano a sfiorire, perchè l’amore varca i limiti del contingente e unisce le anime.
    Brava.
    anna

    Replica

  171. Alessandra Maltoni dice:

    Vento Bianco e Verde
    Bianco è il volto
    con l’iride
    accarezza la fisionomia…
    delicata
    come i petali di una rosa bianca.

    Vento freddo
    rincorre un bacio
    ma,
    non può raggiungerlo,
    un soffio caldo
    avviluppa e protegge
    quel bacio bianco
    puro,come i sensi naturali.

    Baciami di verde
    come la speranza,
    sveglia le mie emozioni
    giovani e senza inganni.

    Ti dono un bacio eterno
    bianco più di una candida nuvola.
    Ti dono un bacio infinito
    nel prato verde della vita.
    Ti dono un bacio
    più veloce del vento
    si muoverà per sempre nello spazio
    nessuno potrà sfiorarlo…solo noi.

    Donami un bacio fresco
    quanto il vento
    che mi tenga sveglia
    nella linfa verde dell’esistenza,
    donamelo bianco
    come un fiocco di neve sopra una rosa.

    ***
    Poesia e Musica

    poesia edita Alcyone 2000 quaderni di poesia e di studi letterari -Miano Editore Milano

    Replica

  172. Alessandra Maltoni dice:

    Vento Bianco e Verde
    Bianco è il volto
    con l’iride
    accarezza la fisionomia…
    delicata
    come i petali di una rosa bianca.

    Vento freddo
    rincorre un bacio
    ma,
    non può raggiungerlo,
    un soffio caldo
    avviluppa e protegge
    quel bacio bianco
    puro,come i sensi naturali.

    Baciami di verde
    come la speranza,
    sveglia le mie emozioni
    giovani e senza inganni.

    Ti dono un bacio eterno
    bianco più di una candida nuvola.
    Ti dono un bacio infinito
    nel prato verde della vita.
    Ti dono un bacio
    più veloce del vento
    si muoverà per sempre nello spazio
    nessuno potrà sfiorarlo…solo noi.

    Donami un bacio fresco
    quanto il vento
    che mi tenga sveglia
    nella linfa verde dell’esistenza,
    donamelo bianco
    come un fiocco di neve sopra una rosa.

    ***
    poesia edita Alcyone 2000 quaderni di poesia e di studi letterari -Miano Editore Milano

    Replica

  173. Robert dice:

    Rosa, di fiori di sposa

    Rosa, di fiori di sposa
    in un giorno di maggio
    tu spandi il profumo
    e prendi coraggio

    Gli dici ti amo
    e lui si spaventa
    perché sa quel che siamo
    quando amore ci tenta

    Allora si nasconde
    nell’isola della luna
    modella rive ed onde
    ma sogna quella bruna

    Perché la tua voce è tuono
    quando ascolti quel suono
    il fulmine già è atterrato
    e lui già è innamorato

    Arriva amore di primavera
    arriva amore su onde spumose
    lui è veliero nella bufera
    tu regina di rose odorose

    ***
    Poesia e Musica

    Replica

    Nicla Morletti replica:

    @Robert,
    complimenti vivissimi per questa tua bellissima poesia che spande profumo di rose odorose. E per questo bel Concorso di Emozioni che ogni anno organizzi con impegno e amore, offrendo a tutti noi un armonioso inizio di primavera.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Robert,
    Ciao, Robert!
    hai riunito in questa lirica due idee: le spose di maggio e le rose, simbolo d’amore.
    Mi piace questo accostamento di immagini e di pensieri che aprono all’amore e alla vita degli innamorati.
    Anna Maria

    Replica

    mariarosa lancini costantini replica:

    @Robert, carissimo cantore di cose bellissime, mi sei mancato e adesso ti ritrovo con questa splendida poesia che sa di profumi, BRAVO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Robert,
    Complimenti, per questo bel canto d’amore e auguri carissimi di Buona Pasqua !

    Replica

  174. Anna Maria Campello dice:

    FIORI D’AMORE

    Guardami
    come se fosse
    la prima volta,
    stringimi,
    come se fosse
    l’ultima.
    Cogli una rosa
    rosso vermiglio
    per appuntarla
    nei miei capelli,
    fammi volare
    nelle tue braccia.
    Sussurrami ancora
    parole d’amore
    e fammi danzare
    come giunchiglia
    smossa dal vento
    di primavera

    Anna Maria Campello

    ***
    Poesia e musica

    Replica

    Alessandra Maltoni replica:

    @Anna Maria Campello,
    dolce la metafora dei fiori, versi intensi nel contenuto e veloci nella lettura

    Replica

  175. Anna Maria Campello dice:

    TI CERCO SEMPRE

    Dove sei amore impossibile,
    amore lontano nel tempo,
    amore di giovani sogni.
    Ti cerco sempre
    tra le gente
    che mi passa accanto
    e giorno dopo giorno,
    scruto volti sconosciuti:
    spero d’incontrarti ancora
    di perdermi nel tuo sguardo
    e fra le tue braccia.
    Il tempo sfoglia
    pagine di vita,
    ma io non smetterò
    di cercarti
    nelle strade del mondo.

    ***
    Poesia e musica

    Replica

    Bramante replica:

    @Anna Maria Campello, è un grido disperato, sgomento nell’incertezza, speranze e ostinazione. Bella!

    Replica

  176. maria rizzi dice:

    UNA DONNA BELLISSIMA

    Carmen viene da lontano. E’ molto avvenente: occhi azzurri declinanti al grigio, una massa di ricci corvini , carnagione chiara e labbra rosse come ciliegie mature. Chiede lavoro, anche il più umile, inutilmente. Si rifiuta di elemosinare. Ha qualcosa di altero, quasi regale nello sguardo, nell’incedere.
    Nella campagna trova un fienile abbandonato e decide di usarlo come surrogato di casa. Per sopravvivere sceglie di affidarsi all’unico bene che possiede: la bellezza. Quando passa dinanzi al bar gli uomini la divorano con gli occhi. Ricambia quegli sguardi.
    E nel fienile inizia con rabbia e dolore la nuova attività. Le prime volte predilige gli uomini anziani. Convinta che pretendano di meno. Non è così. Mostrano l’atteggiamento cattivo e famelico di chi paga per riscuotere anche gli arretrati. E non badano ai pugni stretti di lei, agli occhi chiusi, all’assoluta immobilità.
    Carmen non ha una tariffa. Si concede e attende. Sapendo quanto poco si può attribuire all’intimità di una donna. I suoi onorari così bassi, ovviamente, la rendono molto richiesta.
    La ragazza ha dei flash, mentre uomini di ogni età ed estrazione sociale usano il suo corpo in modo più o meno aggressivo: una strada affollata, il ritmo ondeggiante di due gambe snelle, la mano calda a stringere la sua. Vorrebbe avere accanto la mamma per piangere sul suo seno profumato di violetta e per chiederle che rumore fa un cuore quando si rompe.
    La sua cattiva fama si diffonde con velocità e le donne cominciano a odiarla. Le rivolgono epiteti volgari, rifiutano di farla entrare nei negozi e qualcuna tenta di picchiarla.
    Difficile la vita per la donna. Difficile anche, o forse soprattutto per lei, figlia della guerra, che ha visto e sopportato troppo.
    E’ nata in Jugoslavia, in una contrada agricola in provincia di Sarajevo e nei terribili anni ’90 ha visto morire i genitori e la sorella. Aveva solo otto anni, ma ricorda tutto. I nonni si presero cura di lei. Pur vivendo in condizioni molto disagiate non le fecero mancare l’essenziale. L’affetto era un bene di lusso. I due vecchi sembravano non possederne più. I grandi dolori, spesso, annientano le risorse morali degli individui. Carmen rimase con loro fino alla morte della nonna. L’uomo,
    arteriosclerotico, non accettava la sua presenza e arrivava a farle del male fisico.
    Un lungo viaggio il suo, con pochi averi, guadagnati lavorando nei campi, e molte illusioni. Il desiderio di un luogo dove esistessero la giustizia e i sorrisi era destinato a scomparire come filo d’acqua attraverso una crepa.
    Forse ha scelto il paese sbagliato, troppo piccolo e retrogrado. Di fatto è divenuta oggetto di possesso, pur avendo tatuate nel cuore le violenze perpetrate alle donne del suo paese… alla madre e alla sorella di tredici anni. Paradossi dell’esistenza. Forse inconsapevole volontà di punirsi per essere sopravvissuta.
    La ragazza ogni notte chiede perdono ai propri cari, a Dio, e si addormenta con le esili gambe rannicchiate contro il ventre.
    Una sera, mentre dal suo cantuccio nel fieno osserva le nuvole di fuoco che si levano a ondate e lasciano nel cielo un velo color ambra, entra nel casolare un uomo giovane e attraente. E’ alto,
    muscoloso, ha occhi e capelli neri e la carnagione olivastra. Si appoggia alla trave, incrocia le gambe, atteggia le labbra a una smorfia simile al sorriso. La ragazza non si muove, si sofferma a pensare alla possibile età dello sconosciuto, forse appena sopra i trent’anni. Indossa un jeans e una camicia azzurra e sul polso spicca un orologio d’oro. Sul polso destro ha un tatuaggio molto bello,
    qualcosa di simile a una stella. Le si stende accanto con naturalezza, la fissa intensamente mentre le mani sfiorano il collo, le spalle e indugiano sul rotondo calore del seno. Carmen unisce le braccia al di sopra della testa com’è solita fare. Lui continua a fissarla mentre le stringe i polsi e le abbassa le braccia. La mano incontra il ventre e si ferma sul suo segreto. La cinge, esplora a lungo il suo calore, sente che divarica dolcemente le gambe, la prende. Dopo l’atto sessuale fugacemente le carezza la guancia. La mano ha sapore di arancia. Lei non può fare a meno di notarlo. Vi è nel giovane una sorta di magnetismo animale, un alone di forza e sicurezza. Lui ne è fin troppo consapevole e si accorge del turbamento della ragazza.
    Inconsapevolmente non stringe i pugni. Per la prima volta accoglie senza rabbia l’avidità di un uomo. E pensa che non ha mai baciato nessuno… desiderando in silenzio le labbra carnose dello sconosciuto. Dopo l’amplesso il ragazzo si alza, si abbottona in fretta, la fissa con luce ironica negli occhi e pronuncia le prime e ultime parole: “Ciao, bocca di rosa”, gettandole accanto venti euro.
    Carmen chiude gli occhi, in rapidi flash rivede le corse con la sorella sotto le acacie fiorite che spremevano un liquoroso odore di primavera; risente la voce del padre dal timbro ruvido e dolce al tempo stesso, che la rimproverava senza convinzione.
    “Bocca di rosa”… l’ha detto con lampi cattivi negli occhi, mentre la mano lanciava la banconota per umiliarla, schiaffeggiarla. L’ha ferita più di tutti gli altri uomini messi insieme, perché per la prima volta non si è lasciata possedere e ora si sente una vera prostituta.
    Stringe le gambe, respira forte per trattenere le lacrime e decide di attendere l’alba per scappare ancora. Lungo il cammino tenderà la mano e, a occhi chiusi, aspetterà le elemosine. Sarà una mendicante, ma non ‘bocca di rosa’.
    Prima o poi la gioventù e la bellezza vanno restituite. La giovane restituisce la prima e sconta la seconda, forse chiedendosi quanto più alto diventa il debito se a pagarlo è una donna.

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @maria rizzi,
    Ciao!
    tutto il racconto si raccoglie in quella frase: che rumore fa un cuore quando si rompe?
    E’ un boato o un lamento silenzioso?
    Perchè l’amore non ha prezzo, non si vende e non si compra.
    E’ una ricerca profonda e continua, sempre e di qualsiasi specie di amore si parli.
    Mi piace l’apertura finale alla speranza, perchè l’amore è proprio questo: speranza di vita .
    Anna Maria

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,
    Grazie Anna Maria,
    hai distillato la linfa del mio racconto. Il dolore, le violenze e
    la ricerca di ‘altro’, perchè ‘deve’ esserci altro…
    Carmen è viva e ha coraggio anche per merito tuo!

    Replica

    TIMUR LENK replica:

    @maria rizzi,
    Il Maestro Zen batte le mani, poi chiede al suo discepolo: “Questo è il rumore di due mani, ma che rumore fa una mano sola?” E che rumore fa un cuore che si rompe ? Tintinna come un cristallo. Schiocca come una frusta o vibra come un terremoto. O rimbomba come uno sparo. Ma è sempre una fine.
    E ci vuole tutto il coraggio del mondo per credere che ci sia altro… e che questo “altro” possa esistere per una donna. Complimenti, Maria. Timur

    Replica

    Antonio ds replica:

    “Pur vivendo in condizioni molto disagiate non le fecero mancare l’essenziale. L’affetto era un bene di lusso.” Per quanti è andata così, Maria? Per quanti l’affetto è stato un bene di lusso e la vita soltanto una panchina gelida, il proiettile vagante di una trincea, il respiro affannoso di un uomo avido che ti cancella ogni illusione sul mondo?
    Il desiderio di un luogo dove esistono giustizia e sorrisi ce l’hai ancora, sotto un cumulo di macerie, forse hai scelto soltanto il posto sbagliato… dev’essere così… forse da un’altra parte… Amaro il tuo racconto Maria, come amara sa essere la vita troppe volte, eppure la vedi la poesia che traspare? E’ lì e niente nessuno la potranno cancellare. No, lei, la poesia, non è un’illusione, anche se talvolta è difficile scorgerla, è sempre lì. Grazie per questo tuo bel racconto. Antonio ds

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Antonio ds, mio caro,
    è amara la storia di Carmen, lo so, ma hai affermato un
    concetto splendido: esiste la Poesia!
    Neruda asserva che rappresenta l’unico pericolo e l’unica vera
    fonte di salvezza…
    Io sono d’accordo con lui e abbraccio te, sempre così profondo,
    caldo, vero.
    Approfitto per augurarti feste di salute e Amore!

    maria rizzi replica:

    @TIMUR LENK,
    Caro Timur, il rumore del cuore è divenuto la colonna sonora
    di questo racconto.
    Tu, funambolo d’ogni arte, non potevi che scriverci
    un insegnamento di vita… in forma di poesia.
    Ti ringrazio di cuore e ti stringo.

    Replica

    aretino replica:

    @maria rizzi,
    cara Maria, sei l’autrice delle novelle d’amore, che mi mette spalle al muro con una storia
    durissima e maledettamente attuale.
    Ho ‘sentito’ il dolore, la vergogna, la solitudine di Carmen e per lunghi attimi mi sono vergognato di essere uomo.
    Auguri e complimenti!

    Daniela Quieti replica:

    @maria rizzi,
    Mia cara Maria,
    è dolorosa questa storia di violenza, ma “deve” esserci altro. Desidero continuare a sperare che, dove c’è il male, ci sia anche il bene, che nessuno annienti più il suo simile, né l’ambiente che lo circonda. Come diceva Gandhi, è bello credere che in questo mondo tutto è possibile se lo si vuole e si lotta insieme per i veri, autentici e profondi ideali.
    Un affettuoso abbraccio, con gli auguri più belli di una serena Pasqua ♥

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Daniela Quieti,
    Sì, mia dolcissima Daniela,
    in nome dell’armonia cosmica, che tanto ci sta a cuore,
    dove il male impera, il bene saprà avere il sopravvento.
    Senza questo imperativo il nostro vivere, il nostro credere, non
    avrebbe senso…
    Io sono sulla tua lunghezza d’onda… Sempre
    Sia quotidiana la tua Resurrezione, Amica mia.
    E anche Carmen saprà riscattarsi. Perdona l’urto forte in questi
    giorni di speranza.
    Ti voglio bene!

    Replica

    maria rizzi replica:

    Mio caro Aretino,
    non sono la scrittrice di novelle d’amore…
    Sonouna donna che prova a raccontare. E a volte narra storie sanguigne.
    Spero di non averti deluso.
    Di certo non devi vergognarti di essere uomo, perchè la mia non è un’accusa
    agli uomini in genere, ma a certi individui, poveri di spirito e di luce.
    Tu non sei così. Ne sono certa. Auguri caldi e ricchi di gratitudine!

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Daniela Quieti,
    Daniela, Amica carissima, hai perfettamente ragione, in questo mondo le storie come quella di Carmen devono essere superate. Bisogna tendersi ad arco verso i fratelli, gli emarginati, i diversi. E nessuno deve sentirsi chiamare con ‘taglio di vetro’ tra i denti
    “Bocca di rosa”… perchè non è il titolo di una canzone!
    Ti stringo al cuore e ti ringrazio…

    Replica

    marisa Lamonarca replica:

    @maria rizzi,
    cara Maria, “scomparire come filo d’acqua attraverso una crepa” è bellissima questa visione. La crepa
    oltre che a farti scomparire ti svuota centellinando quello che hai dentro: riduce al nulla i sogni, asciuga il cuore e svuolta la tua anima. Di te non resta nulla, perchè è nel nulla che vorresti essere.
    Sei bravissima.
    Ti ringrazio per il commento che hai fatto al mio racconto mi hai capita fino in fondo.
    Ti auguro una buona settimana
    Marisa

    Replica

    maria rizzi replica:

    @marisa Lamonarca,
    Marisa, grazie infinite del tuo commento ricco di acume e di pathos.
    Anch’io sono ammirata dal tuo modo di dare voce ai pensieri.
    Sei lieve e intensa e sempre vera! Un abbraccio.

    Replica

  177. Gaia dice:

    Nelle sere un po’ rossastre di maggio,
    me ne andrò a piedi nudi sul bagnasciuga.
    Ti godrò onda a blandirmi le caviglie,
    sarai schiuma tra le dita, come carezza.
    E me ne andrò gaia, per la solinga piana,
    infinita come te, immenso/profondo a-mare.

    Replica

    Bramante replica:

    @Gaia, racchiusa nella schiuma tra le dita, te ne vai… a piedi nudi…bella e intensa come sei

    Replica

    Gaia replica:

    @Bramante,
    Ti ringrazio commossa Bramante. È davvero gioia per me quando mi si riconosce nei versi che scrivo, oltremodo quando il lettore non sa nulla di me e nonostante ciò parla di me come se mi conoscesse. La poesia, quando è pura linfa del cuore dell’anima, ha poteri immensi e meravigliosi. Ancora grazie, Gaia

    Replica

    TIMUR LENK replica:

    @Gaia,
    Cara Gaia, certo che ti si riconosce nei tuoi versi, e l’incedere dolce di Gaia col Mare è fonte di un desiderio incomparabile. Tuo Timur

    Replica

    Antonio ds replica:

    Cara Gaia, dici “quando il lettore non sa nulla di me e nonostante ciò parla di me come se mi conoscesse”. E come potrebbe essere altrimenti? C’è un linguaggio universale che trascende le esperienze di vita, le delusioni, le gioie, che ogni essere umano possiede per il solo fatto d’essere un essere umano. Si chiama poesia. E’ come guardarsi in uno specchio, riconoscersi e sorridere senza sentire il bisogno di aggiungere altro. Si dice che gli occhi parlino.
    Grazie per questa poesia delicata come il battito d’ali di una farfalla. Antonio ds

    Replica

    Gaia replica:

    @Antonio ds,
    Grazie a te Antonio, per le tue parole così vere. Gaia

    Gaia replica:

    @TIMUR LENK,
    Il tuo cuore è sempre così dolce.. Grazie Timur. Gaia

    Replica

  178. Gaia dice:

    Sei un ventaglio
    Un ventaglio di desideri
    A ridestare il cuore

    Frusci all’unisono
    Al palpito dell’animo

    Chiuso, celi emozioni
    Aperto, fiorisci ricordi

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Gaia,
    Gaia adoro l’arte della sintesi,
    in questi sette versi di altissima musicalità
    racconti un amore tramite la forza di una sublime
    allegoria. Il ‘ventaglio’ rappresenta l’essenza del
    tempo dei desideri, delle passioni, dei ricordi, dei silenzi.
    Leggerti è stata una malia…
    Grazie e infiniti auguri.

    Replica

    Gaia replica:

    @maria rizzi,
    ..M’inchino al tuo bel commento.. sapere che le mie parole hanno forza di ammaliare una grande anima di un grande cuore … Beh, cos’altro desiderare? Auguri a te Maria, di pace e amore. Gaia

    Replica

  179. Luciano Rossi dice:

    CUMULONEMBO

    Certamente anche tu hai la mente fissa all’incontro imminente, mentre cammini lungo il sentiero ondulato – appena una traccia nell’erba alta – che attraversa l’infinita prateria.
    Ti attendo. Ogni tanto un avvallamento ti nasconde.
    Poi riappari, piccola, cara figura ancora lontana.
    Ancora non sei riconoscibile ma io so che sei tu.
    L’elettricità dell’aria è percepibile, con l’odore dell’ozono, acuto ed aspro. Spesso ti volgi a controllare il cumulonembo che si gonfia, si innalza sempre più e si avvicina velocemente a te.
    Ora quasi ti sovrasta.
    Forse ti chiedi se potrai arrivare, asciutta ma soprattutto salva, al capanno ancora lontano, il tetto appena visibile da dove ti trovi, dietro le foglie frementi delle betulle.
    Incongruamente a volte rallenti: forse ti trattiene l’emozione eccitante, repulsiva e calamitante ad un tempo, della nera minaccia che ti insegue. Tu sembri temerla, nera nel cuore, sfrangiata e candida nei bordi continuamente mutanti. A volte sembra che tu voglia sfidarla.
    Nel corpo nuvoloso, torreggiante ed immenso, pulsa un lampeggiare continuo. Scariche improvvise ne scaturiscono, accecanti, colpendo il terreno alle tue spalle: allora ti metti a correre. I tuoni sono un brontolio quasi senza pause, un lontano cannoneggiamento.
    Quella coltre minacciosa e volvente pare esercitare su di te una specie di vertigine che non puoi evitare; oppure forse non lo vuoi. Come un abisso rovesciato che sprofonda nell’alto del cielo. La mole del cumulonembo dà all’azzurro la terza dimensione, come quando in un mare calmo e limpidissimo, vedi improvviso il fondo abissale.
    Il suo mistero ti turba e lo guardi ma obliquamente, come sperando, tesa e contratta, che si riveli un’ingannevole visione anziché un’arcana realtà mortale.
    L’ombra ora ti ha raggiunta.
    L’elettricità statica percorre ad onde la distesa erbosa e la piega come un’eccitante carezza infinita. Risale lungo il tuo corpo fino ad irrigidirti la punta dei seni; la percepisci tra le sopracciglia poi tra i capelli.
    Vorresti riprendere a correre ma non puoi e fremi per gli sbalzi di tensione dell’immensa forza della natura. Percepisci il variare repentino della pressione dell’aria, a folate irregolari, che ora attendi, ora fuggi. Libera per un tratto, ti senti poi come trattenuta in una rete sottile di invisibili maglie, tenaci ed elettriche.
    Finalmente corri sotto scrosci di pioggia repentini e piegati dal vento che subito cessano. Le cortine di acqua si spostano rapide, visibili e mutevoli.
    L’afosa umidità ti copre di vapore. Ne pregusto il sapore dolce sulla tua pelle e l’odore eccitante.
    Ora ti attendo sdraiato al fuoco che crepita nel vento: penetra dalle fessure e scende dal tetto come una lama. Proprio negli ultimi metri della tua corsa, esplode infine quel cielo e la pioggia cade come doccia calda e fitta. I lunghi capelli bagnati ti coprono il viso, le spalle ed il petto. Come ali piegate.
    Ti avvolgo nella calda coperta, che odora di ginepro e di fumo di castagno. Sulla sedia ti attende la camicia di chiffon che hai dimenticato l’ultima volta. Oppure, forse, l’hai lasciata perché mi rimanesse di te quel velo che non nasconde.
    “Devo proprio andarmene!”, dicesti allora con un sospiro. Ti osservai disteso al tepore del fuoco del camino. Ricordi ?
    “Tornerà…la rivedrò ?”, mi chiedevo.

    CUMULONEMBO

    Ansioso attendo al capanno
    dove già sei venuta quel giorno
    senza osare, incerta, d’entrare.
    Tu tacevi: la tua tensione,
    vedevo riflessa negli occhi
    resi scuri dal grigio del cielo
    che incombeva tagliato dai lampi
    e tremavi nell’aria frizzante.
    Ti bagnava la pioggia sottile
    turbinante nel vento rabbioso
    che piegava ad onde quel mare
    d’erba esausta, annuncio d’autunno.
    Io ti vidi, laggiù, fuor dal fitto
    di quel bosco lontano, oscurato
    dal virar della luce calante
    e si spense il tramonto incendiato
    nella striscia sgombra di nubi,
    tra i capelli tuoi rossi, ribelli;
    poi il giallo esplose in colori
    che Van Gogh creava nel sole.
    Finalmente all’incontro eri giunta.
    Tu sembravi avanzare danzando
    e le gocce rigavan le gote.
    Non avvenne ciò che bramavo.
    Tornerai in un giorno di sole?

    Sei tornata, finalmente. È un giorno di sole.

    Tu ti inginocchi a cavallo del mio petto e, lentamente, ti sfili quel tessuto di nulla…
    Un raggio di sole illumina il capanno dall’unica, piccola finestra sul tetto.
    Ti colpisce.
    Si accende il tuo ventre abbronzato.
    Il riflesso dorato illumina il tuo abito giallo appeso nell’angolo buio del capanno. Il vetro, coperto dal dolce dei fiori maturi del tiglio spogliato dal vento, frantuma la luce. Il pulviscolo, frammenti turbinanti incendiati di luce, è sconvolto dai tuoi gesti.
    Sei tu, ora, il sole…
    Mi rimproveri col gesto: “E se qualcuno, passando, avesse…” , ma poi scoppi a ridere radiosa, come fuori, oggi, il sereno.
    Ti guardo mentre ti allontani. Mi saluti col braccio senza volgerti indietro.
    Il sole al tramonto è ancora così forte che la pioggia recente evapora fumando. Serpenti di nebbia sottile corrono nei fossi, strisciano sul terreno.
    Mi portano sapori di terra, di zolle bagnate.
    Il sentiero, nei tratti fangosi, porta ancora le tracce del tuo passo veloce e danzante.

    “Tornerà…la rivedrò ?”

    Luciano Rossi

    Replica

    Antonio ds replica:

    “Quella coltre minacciosa e volvente pare esercitare su di te una specie di vertigine che non puoi evitare; oppure forse non lo vuoi.” “Ora ti attendo sdraiato al fuoco che crepita nel vento: penetra dalle fessure e scende dal tetto come una lama.”
    “Ti bagnava la pioggia sottile/turbinante nel vento rabbioso/che piegava ad onde quel mare/
    d’erba esausta/ annuncio d’autunno.” “Il riflesso dorato illumina il tuo abito giallo appeso nell’angolo buio del capanno.” La luce dentro un riflesso, il buio interrotto dal colore giallo, il fuoco che crepita e il vento che penetra. la pioggia sottile eppure turbinante che procura una vertigine che non puoi evitare, come le emozioni profonde.
    Non sono soltanto stupendi paesaggi, ma i luoghi ordinari della nostra anima quelli che hai descritto in modo magistrale, Luciano. Grazie per questo tuo bel racconto che trascina via. Antonio ds

    Replica

  180. gilberto dice:

    Teneramente raccolti
    in vela propizia fuggiamo
    il fortunale,alla busca
    di un atollo felice.

    titolo:Teneramente raccolti

    Replica

    maria rizzi replica:

    @gilberto,
    Le vele sono propizie al vento dell’amore
    e tu, maestro dei versi , raccogli in un canto breve,
    suadente, liricissimo, il viaggio che vi attende…
    Sei onda di desiderio, di magia…

    Replica

  181. Gaia dice:

    Carissimo Robert, dolcissima Nicla, preziosi amici, è meraviglioso poter tornare ad essere onda del vostro emozionante mare. Grazie di cuore.

    È TEMPO D’AMARE

    Sulla vetta del Rodope
    Tra forti venti piange
    Euridice amata
    L’infelice Orfeo

    Dalla selva giunge
    In tempesta di sospiri
    Il lamento di Venere
    China sul corpo inerme
    Del bello Adone

    È tempo d’amare
    Foss’anche solo
    Un fievole astro
    Che s’apre alla sera

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Gaia, superbi i tuoi richiami alla disperazione di Euridice, a quella di Venere…
    attraverso i miti,canali filosofici, filtri le nostre esistenze e le rendi divine.
    Come spesso dimentichiamo che sono…
    Grazie. La tua lirica è un affresco magnifico!

    Replica

    Gaia replica:

    @maria rizzi,
    Cara e sensibile Maria, i tuoi commenti sono speciali per me, sono profondi e così vicini al mio sentire… Grazie di cuore. Gaia

    Replica

  182. Anna Maria Campello dice:

    FRASI D’AMORE CHE NON MI HAI DETTO

    Non mi hai mai detto
    “ti amo da morire”
    avrei desiderato
    sentirmi almeno dire
    “ti voglio tanto bene”
    invece non mi dicevi niente,
    però io lo sapevo
    che al cuore non si mente…
    Non mi hai promesso
    nè mari nè monti
    nelle giornate d’amore
    e nei dolci tramonti
    che per lungo tempo
    abbiamo condiviso
    Oggi hai forse scordato
    i tratti del mio viso.
    Eppure nei tuoi occhi
    credevo di aver letto
    le frasi d’amore
    che tu non mi hai mai detto.

    ***
    Poesia e musica

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Anna Maria Campello,
    spesso le aspettative costringono il cuore a fare un lavoro enorme…
    Una lirica tristemente bella, tenera, che resta agganciata al passato ed impedisce al cuore di avanzare…

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Anna Maria Campello,
    le parole non dette si inseguono per intere vite, spesso restano
    nel cuore, dopo tutte le forme di addii.
    “Ti voglio bene” è ben poca cosa rispetto all’amore, il tuo fngere di accontentarti
    narra il peso dell’assenza. Sai essere lieve nell’esprimere il dispiacere, sai dimostrare
    che si può dire senza ferire.
    Un testo delicato che induce a riflettere…

    Replica

  183. Ludovica dice:

    ORA

    Ora che il tempo
    è sottile
    come d’estate i ghiacciai…
    Ora che tutti i miei
    perché sono annegati
    nel mare dei tuoi però…

    Ora puoi non dirmi no,
    ora puoi ascoltare il tuo cuore
    perché non c’è più la gioventù
    a fare rumore.

    Ora che abbiamo
    le dita troppo gonfie
    per indossare le fedi…
    Ora che l’età
    ci incatena a due sedie…

    Ora puoi non dirmi no,
    ora puoi ascoltare il tuo cuore
    perché non c’è più la gioventù
    a fare rumore.

    Ora che non abbiamo
    più denti per sorridere…
    Ora che abbiamo appena
    il necessario per vivere
    e comprare un etto di futuro
    è un lusso più di due etti
    di prosciutto crudo…

    Ora puoi non dirmi no,
    ora puoi ascoltare il tuo cuore
    perché non c’è più la gioventù
    a fare rumore.

    Ora che viviamo
    in una sola stanza
    e non ci vergogniamo
    ad avere un po’ di pancia,

    Ora, possiamo
    finalmente amarci.


    “Poesia e Musica”

    Replica

  184. Sei sole, sei luna, sei aria.

    Ed io t’apro le braccia

    come fanno col cielo

    i gabbiani.

    Replica

    Gaia replica:

    @Nicla Morletti,
    Dolcissima Nicla, come sempre dolcissima. Splendidi versi. Gaia

    Replica

    Nicla Morletti replica:

    @Gaia,
    grazie mille e tanti saluti affettuosi

    Replica

    Anna Maria Folchini Stabile replica:

    @Nicla Morletti,

    Poesia essenziale e completa che si conclude in sè come uno dei frammenti dei lirici greci

    Replica

    Nicla Morletti replica:

    @Anna Maria Folchini Stabile,

    carissima, grazie infinite per il commento che non poteva essere più bello.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Nicla Morletti,
    L’immagine della libertà più assoluta, è sempre racchiusa tra due ali e questa lirica dipinge immagini senza confini…

    Replica

    Nicla Morletti replica:

    @Fiorella Cappelli,
    carissima, grazie di cuore per le tue parole che mi fanno volare: “L’immagine della libertà più assoluta, è sempre racchiusa tra due ali”. Frase che trovo vera e bellissima.

    Replica

    Alessandra Maltoni replica:

    @Nicla Morletti,
    versi brevi,ma, coinvolgenti! comunicano grande emozione…

    Replica

    Nicla Morletti replica:

    @Alessandra Maltoni,
    carissima, grazie mille per aver commentato i miei brevi versi. E’ sempre cosa bella leggere di sé e se in qualche modo le nostre parole possono suscitare emozioni o sensazioni, oppure smuovere ricordi…

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @Nicla Morletti,
    In un abbraccio, il tutto. Complimenti, dolce Nicla, con i più sinceri auguri di Buona Pasqua !

    Daniela Quieti

    Replica

  185. Irene dice:

    L’Amore e’ una cosa meravigliosa!

    Ti anzi un mattino all’alba mentre tutto dorme
    ma tu nel silenzio ascolti le rondini bisbigliare
    un canto nuovo,
    Il tuo orecchio sembra piu’ attento degli altri giorni
    ed anche se piove ed il mondo si colora di bianco e nero,
    tu intravedi un’alcobaleno.

    Nulla e’ senza anima
    anche le foglie cadute durante l’inverno
    prendono colore sotto lo sguardo dell’Amore.

    Un bacio nel tepore del mattino odora di fiordaliso
    mentre il tuo viso si colora di un rosso porpora
    e mente ricorda i frutti maturi del ciliegio.

    Oh Amore, Amore mio, baciami ancora
    anche se la pioggia cade il mio cuore batte solo per Te!

    Replica

    Christian replica:

    @Irene, simply sweet… bella veramente!!!

    Replica

    Anna Maria Campello replica:

    @Irene,
    romantica e colorata la tua poesia d’amore. Quella che scrivo adesso io è invece vissuta nell’incertezza, ma si sa, anche le storie che fanno un po’ soffrire non si dimenticano.

    Replica

  186. NELLA MANIERA PIU’ NATURALE

    E’ toccante l’aria
    che sfugge ai nostri gesti,
    che passa in pochi miseri spazi
    tra gomiti graffiati
    e fianchi stanchi.
    Circola in quei piccoli vicoli
    graziati dall’unione dei corpi
    che feroce divora gli attimi.
    Quei miseri vuoti disgraziati.

    E’ toccante diventar padroni del mondo
    in maniera cosi facile.
    Godere mentre si è presi a morsi
    dalla bestia più amorevole dell’universo.
    L’aria viaggia tra i soliti spazi.
    Quei pochi concessi dai nostri movimenti.
    L’aria ormai sa di noi.
    È quasi ingombrante.
    Conosce le nostre perversioni,
    il nostro linguaggio
    colmo di respiri
    di bestie sfinite,
    di gemiti di belve in calore.
    L’aria ha fame di spazi
    che noi non le concediamo.
    L’aria infame osserva
    tutto ciò che siamo.
    Sa del mio piacere
    ad ogni affondo
    delle tue unghie sulla mia schiena.
    Ha visto me irruento come fiume d’inverno,
    tu apprezzata come aria di primavera.

    E’ toccante essere padroni del mondo
    nella maniera più naturale.

    di Giuseppe Caristena

    * Poesia e Musica

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Giuseppe Caristena,
    Intensissima poesia d’amore e di passione, Giuseppe…
    Solo chi possiede vera padronanza del linguaggio poetico può consentirsi
    un lusso come il tuo. Sai raccontare senza sfiorare neanche per un istante il
    volgare. E sei lontano anni-luce dalla retorica. Imperioso il ritmo dei tuoi versi…
    Mi hai arricchita!

    Replica

  187. TIMUR LENK dice:

    ORANGE LOVE

    An Orange Love
    is a love full of sun,
    full of living daylight.

    An Orange Love
    has a scent of flowers
    caressed by the wind,
    and the sweet taste of a fruit.

    The most secret fruit,
    just born for all those lovers
    believing in the eternity
    of their love.

    Timur Lenk

    Replica

    Gaia replica:

    @TIMUR LENK,
    Caro Timur, è un privilegio poter tornare vivere le tue parole. Qualunque sia la lingua, doni sempre splendide emozioni, Grazie. Gaia

    Replica

    Timur Lenk replica:

    @Gaia, Cara Gaia, grazie per le tue belle parole. Non mi esprimo normalmente in poesia perchè la narrativa è il mio mondo, però a volte l’ispirazione può far fare delle eccezioni. Un caro abbraccio. Timur

    Replica

    maria rizzi replica:

    @TIMUR LENK,
    Caro Timur,
    giochi sempre a stupire, a dare al tuo mistero
    nuovi volti e nuove voci.
    Hai scelto una formula difficile, non posso dirti che ho colto tutto,
    senz’altro ho sentito la tua anima vibrare, come sempre!
    Un abbraccio.

    Replica

    TIMUR LENK replica:

    @maria rizzi. Cara Maria, un’ispirazione va espressa come si presenta. Potrei fornire la traduzione della mia poesia, ma non ne renderebbe del tutto l’essenza.
    Se richiesto la fornirò. Ma tu dimostri che si può comunque sentire un’anima vibrare.
    Un abbraccio. Timur

    Replica

    Daniela Quieti replica:

    @TIMUR LENK,
    Dear Timur, amazing. Happy Easter!

    Replica

  188. Fiorella Cappelli dice:

    Salva con nome: Poesia Dedicata.doc

    A chi, da innamorato, ha scritto versi
    e vi ha incartato il cuore, per l’amata
    chi ne ha fatto aquiloni di giornata
    poi nascosti, per non andare persi.

    A chi è giunto nei luoghi più sommersi
    sospinto da corrente alternata
    e nel percorso di vita più frustrata
    si è sentito tra esseri diversi.

    A chi ha chiuso la mente in un cassetto
    al sogno che non era ancor maturo
    al pensiero di averlo lì, protetto…

    da questo mondo e da brutte intenzioni
    per porlo con rispetto, lì al sicuro
    privandosi così…delle emozioni!

    “Poesia e Musica”
    (poesia Edita Libro Padrone il Vento)

    Replica

    Anna Maria Campello replica:

    @Fiorella Cappelli,
    le due poesie a rime alternate sono profonde e musicali. Mi è piaciuta l’immagine originale “a chi da innamorato ha scritto versi e vi ha incartato il cuore”.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Anna Maria Campello,
    Grazie Anna Maria, ma solo una delle due è a rima alternata, l’altra “poesia dedicata…” è un sonetto.

    Replica

  189. Fiorella Cappelli dice:

    La Forza dell’amore

    Eccoti, dentro al tempo scivolata
    aggrappata alla fune della vita
    bianchi capelli, sciolta chioma amata
    attendi che la festa sia finita.

    Nel conto, giorni lunghi, rosa e neri
    il ghiaccio della luna nelle ossa
    nel percorso di gioie e dispiaceri
    eri fertile, ricca terra smossa.

    Scacciapensieri per nenie inventate
    in malvasie di momenti vissuti
    caldi tepori, poi fredde nottate
    tenerezze di figli e orgasmi muti (Rit.)

    Tu, mutilata nel petto e nel cuore
    al presente ora lasci l’eredità
    sacrificata te stessa all’amore
    ma una Donna…mai vissuta a metà.

    Scacciapensieri per nenie inventate
    in malvasie di momenti vissuti
    caldi tepori, poi fredde nottate
    tenerezze di figli e orgasmi muti.

    Poesia e Musica
    (Edita Libro Padrone il Vento)

    Replica

  190. Notte senza fine
    Sole solo come ricordo
    Chiara Alba da mille giorni attesa
    e chissà se di nuovo rivista
    Tempeste lì,
    dentro al cuore
    Burrasche lì,
    Fuori nella vita
    Per tanti giorni,per troppi giorni

    Eppure, sul limitar del tempo
    sul ciglio di strade sconosciute
    Luce nuova,accecante,inaspettata
    viene a stanarti,scovarti,cercarti
    dentro le caverne oscure
    dove accartocciata,
    sanguinante
    finita era l’anima tua
    E nell’aria dell’ultimo cielo
    il grigio cancellò il nero

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Clemente Luciano, … è la luce dell’Amore, la vita rinasce dentro e fuori della nostra anima.
    Complimenti per questi versi.
    Cettina

    Replica

    Clemente Luciano replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà, ….grazie Cettina. Sì,è l’amore che adesso,anche per me sta cominciando a riaffacciarsi dopo un periodo oscuro,vissuti in silenzio in angoli bui dell’anima. Però rimane sempre lo sconforto e l’impossibilità di dimenticare l’amarezza di questo periodo. Perciò nell’ultimo verso dico che “il grigio cancellò il nero”. Perchè anche con l’amore che sta tornando e che cancella il nero dello sconforto più buio,rimane un grigio nell’anima. E il grigio non è un colore vivido,splendente che rappresenta la piena felicità.

    Replica

    maria rizzi replica:

    @Clemente Luciano,
    Caro Luciano, originale, giocata su un registro stilisticamente
    nuovo e molto appassionante, la tua lirica d’amore e di dolore.
    Le immagini sono nitide e sanguigne come tele.
    Ci sono saltata dentro, ho respirato i tuoi sentimenti e mi sono schiusa
    all’alito di speranza finale! Bravissimo!

    Replica

    Clemente Luciano replica:

    @maria rizzi, @maria rizzi, grazie Maria.Le parole di un’artista come te mi hanno reso molto felice,anche se immeritate.Forse,però, quando certe emozioni,sentimenti,vicende sono vissute molto intensamente (e ancor di più in silenzio e in solitudine) vengono fuori e riportate sula carta molto più facilmente.Grazie e buona vita,Maria.

    Replica

  191. Enrico dice:

    FUORI DA QUI

    Provare
    ad essere lì, tra i tuoi pensieri,
    risalendo in superficie
    quando meno te lo aspetti,
    per ricordarti un campionario
    di odiosi pregi
    e adorabili difetti.
    Avvertire
    un segnale così potente
    da zittire tutto il resto,
    certi giorni un po’ smorzato,
    da qualcosa di indigesto,
    come un dialogo alterato.
    Desiderare ardentemente
    che ogni sogno
    possa tramutarsi in realtà.
    Sperare semplicemente
    che tu ,in realtà,
    di me
    abbia bisogno.

    Replica

    Remisson Aniceto replica:

    SUBSTANCIA
    Para Rosangela de Fatima

    Mi trovo tante volte pensando a te
    E visualizzo la tua perfetta forma di donna,
    di giorno a sfiorare le labbra di velluto,
    la notte ad accarezzare la seta dei capelli.
    Se sei lontano da me, giorno dopo giorno
    Ti trasformo nella delizia del frutto che apprezzo nella frescura dell’acqua che mi sazia la sete.
    E nella sostanza che mi permette il domani.
    Posso sentirti nella soave brezza mattutina,
    nei primi raggi del sole che mi riscaldano
    e sempre ti vedo in ogni oggetto, in ogni volto,
    in ogni goccia di brina della verde erba
    e nel battito delle ali delle rondinelle…
    sono piccolino davanti alla tua presenza
    e oscuro nella tua trasparenza,
    ma i miei occhi mantengo serrati
    mentre il giorno corre,
    finchè l’ora vitale non giunge
    finchè ti incontro, nata dal nulla,
    fiorita, cristallina davanti ai miei occhi
    e bevo dalla tazza delle tue labbra
    e mi scaldo al sole del tuo sorriso
    e mi sciolgo in infantile allegria
    e se ne vanno dal mio volto l’ombra e l’amarezza
    e tutto ciò che mi fa soffrire quando non ti ho
    Onda che vieni e che vai
    E torni nuovamente
    E torni a partire
    Ma che non si ferma mai
    In questo oceano di delizie che è il tuo corpo
    Che bagna il mio corpo
    Che fa nascere il sole sul mio volto.
    E’ la delizia, la dolcezza dei miei giorni
    E ad ogni ora ti aspetto
    Per regnare sempre nella mia vita

    Per la traduzione in lingua italiana ringrazio Ena Villani ed i suoi amici.

    Replica

    Anna Maria Campello replica:

    @Enrico, questa tua poesia, secondo me, è intensa nella sua semplicità e rispecchia momenti di amore nella quotidianità.

    Replica

    Enrico replica:

    @Anna Maria Campello, Grazie Anna Maria, del tuo bellissimo commento.

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Enrico,
    Mi è piaciuta molto, specialmente nei versi “risalendo in superficie, /quando meno te lo aspetti/per ricordarti un campionario/di odiosi pregi e adorabili difetti/
    Ma verso la fine avrei cambiato la seconda “verità” in realtà” per non ripeterla due volte e poi perché più convincente e scorrevole…

    Replica

  192. Cettina Lascia Cirinnà dice:

    Domani

    Nella luce del domani
    le mani si cercano
    intrecciano ghirlande d’amore
    per abbellire il corpo stanco
    petali di rose saranno
    il tappeto
    dove le orme
    ci porteranno
    dopo un lungo cammino
    mano nella mano
    come due innamorati
    tre cigni bianchi
    saranno silenziosi testimoni
    di un grande amore
    tutt’intorno
    complice
    il Lago tace.

    Replica

    Gaia replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    Cara Cettina, davvero suggestiva la complicità che evoca il tuo Domani.
    Complimenti, Gaia

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Gaia, grazie a presto -Cettina-

    Replica

    Fiorella Cappelli replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà,
    la tua lirica sa di quiete, pacate profondità e profumi di primavera…

    Replica

  193. sguardo di tulipano dice:

    CERCAMI

    Due occhi per vedere
    e scegliere una stella
    due dita per toccare
    la sua punta più bella

    cercami ed io ti troverò
    colpendo dritto il segno
    cercami ed io ti chiamerò
    dovessi aver bisogno
    cercami ed io ti troverò.

    Due braccia per tenerla
    lontana dai pensieri
    il corpo come scudo
    dai ricordi di ieri

    cercami ed io ti troverò
    sarà come un bel sogno
    cercami ed io ti chiamerò
    dovessi aver bisogno
    cercami ed io ti troverò.

    Due labbra per sentire
    com’è dolce una stella
    un cuore che la scaldi
    rendendola più bella
    e il cielo che la tenga
    lontana dalle altre
    per renderla splendente
    agli occhi della gente.

    Cercami ed io ti troverò
    colpendo dritto il segno
    cercami ed io ti troverò
    sarà come un bel sogno
    cercami ed io ti chiamerò
    dovessi aver bisogno

    cercami ed io ti chiamerò
    anche fuori dal sogno
    cercami ed io ti troverò
    ti renderò felice
    e sarò sempre lì
    vicino alla tua luce

    cercami ed io ti troverò
    dovessi aver bisogno.


    “poesia e musica”

    Replica

    Remisson Aniceto replica:

    Molto bello, una poesia appassionata, che dà grande piacere di leggere. Complimenti all’autore sguardo di tulipano!

    Replica

  194. La traccia della vita mia

    Amore mio dovevi dirmelo
    che il vuoto intorno a te
    si faceva insopportabile
    e che il cassetto dei perché
    non si chiudeva più.

    Mi son distratto a vivere
    qualcosa che era mio
    senza voltarmi un attimo
    troppo silenzioso anch’io
    per essere con te.

    Adesso accetta questo scampolo,
    quest’attimo di tempo.
    Per non rinchiuderci in un angolo
    e non riuscire più, a fuggire via a fuggire via.
    Per non distruggere una traccia
    profonda come tutta questa, vita mia.

    Amore mio adesso un brivido
    Mi sfiora piano e poi
    E accende quell’immagine
    e l’album dentro me
    fa scorrere le pagine
    e gli occhi si riempiono.

    Di lacrime e di attesa
    per avere ancora un’attimo
    e poter chiedere scusa. E poter chiedere scusa.

    Adesso accetta questo scampolo,
    quest’attimo di tempo.
    Per non rinchiuderci in un angolo
    e non riuscire più, a fuggire via a fuggire via.
    Per non distruggere una traccia
    profonda come tutta questa, vita mia.

    Replica

    Remisson Aniceto replica:

    La traccia della vita mia.
    Bella, una bella poesia!

    Replica

    Giorgio Simoni replica:

    @Remisson Aniceto, Grazie: è il testo di una mia canzone…

    Replica

  195. federica simonetto dice:

    Vita nuova

    Tra vortici di fumo
    tenuti bassi nella campagna
    ho incontrato il sole.

    Come rosoni multicolore
    di una cattedrale
    ho moltiplicato la luce.

    I sogni che fino ad allora
    avevano passato parola ad altri,
    spezzano la catena.

    Che piacevoli forme geometriche,
    abbracci di calore,
    fiumi di parole sugli avambracci tesi.

    Le mani carezzevoli
    spiegate come vele verso quel
    timido viso incolto.

    Carica sulle spalle
    l’essenziale porto, audace ad occhi chiusi,
    ferma immobile bevo nel tuo calice.

    Federica Simonetto

    Replica

    Bramante replica:

    @federica simonetto, Bei versi, che scorrono fluidi e silenziosamente armonici

    Replica

  196. Christian dice:

    Il giorno se ne andava
    e l’eclissarsi del suo chiarore
    sembrava preannunciare
    Il giungere della quieta e calma oscurità
    di cui la notte è dolce indossatrice.
    Mi soffermai un istante ad ammirarla
    restando quasi ammaliato
    dalla sua immensa ed irreale bellezza.
    La soave luce del crepuscolo
    illuminava il suo splendente e raggiane viso
    riscaldando dolcemente le sue guance
    simili a rosee nuvole
    vaganti nel purpureo cielo d’autunno.
    I suoi occhi,
    penetrati dall’ultima luce del giorno,
    si erano mutati
    in due grandi cerchi di fuoco
    che avvolgevano la mia mente e il mio cuore
    facendoli navigare
    nell’immenso e fervido fiume dell’oblio.
    Il giorno pian piano
    lasciava il posto alla più fredda notte
    mentre in cielo cominciavano ad apparire
    le prime stelle della sera
    brillando luminose come diamanti.
    Si era alzato il vento,
    un vento lieve, leggero,
    che portava con se
    l’inebriante profumo della sua pelle
    e il dolce suono della sua voce
    che vibrava lentamente
    diffondendosi tra gli sconfinati spazi del tempo.
    Ah, delicata visione,
    perdendosi nel nulla
    il mio silenzio urla forte il suo nome
    che risuona dolcemente
    tra le infinite vie del mio cuore
    e che riporta alla mia mente
    le dolci note di una melodia mai composta,
    il suo sorriso così raggiante
    da riflettersi nell’anima del sole,
    il suo sguardo così profondo
    da smarrirsi nell’oceano stesso
    e un impervio amore che,
    per non perdersi nei meandri dell’infinito,
    si agggrappa ansimante
    ai suoi dolci ed eterni ricordi.

    Replica

    Remisson Aniceto replica:

    Apprezzo l’opportunità di leggere il testo così bello

    Replica

    Christian replica:

    @Remisson Aniceto, Grazie :-)))

    Replica

    Gaia replica:

    @Christian,
    ..il giorno che se ne va, per lasciare posto all’irreale/reale e consolatrice bellezza della notte, ai suoi profumi, colori, dolci eterni ricordi… È una poesia molto bella e romantica Christian. Gaia

    Replica

    Christian replica:

    @Gaia, grazie Gaia… fa sempre piacere sapere che le tue parole riescono a toccare il cuore di qualcuno!!!

    Replica

  197. Riccardo dice:

    AMORE

    è stata la passione
    del tuo cuore trepidante,
    sono state le tue arti
    traboccanti d’amore,
    che hanno scatenato in me,
    quella piacevole sensazione,
    quella voglia immensa di
    vivere e di amare.
    Con le tue arti esotiche,
    così intense e maliziose,
    sei riuscita ad accendere in me,
    tutte quelle voglie d’amore,
    che da tempo non sentivo,
    e che credevo oramai ,
    già sopite per sempre;
    invece, grazie a te,
    amore mio.
    Mi sono riscattato
    dall’abisso della disperazione!

    Replica

  198. Riccardo dice:

    VOGLIO ESSERE LA TUA POESIA

    Quella poesia
    che alla luce della calda luna ,ci faccia salire verso il cielo,
    con i bagliori dell’Aurora Boreale,
    tieniti stretta a me ,fai che non sia una chimera.
    Voglio essere la tua poesia
    Quella poesia
    di un usignolo che vuole nidificare nel tuo cuore
    fare di questo mio sogno un poema ,una canzone
    volando nel paesaggio mattutino.
    Voglio essere la tua poesia
    Quella poesia
    che accarezzandoti percepirei la dolcezza della tua pelle
    Il dolce nettare delle tue labbra
    Il navigare del tuo essere.

    Replica

    Maria Gabriella Castelli replica:

    @Riccardo,
    vorrei essere questa poesia per qualcuno ma non ho ancora incontrato l’Uomo che ne possa essere l’autore per me!
    Meno male che ci sono ancora Poeti (ed Uomini che cantano la Donna) come te!!
    Ciao
    Gabriella

    Replica

    riccardo replica:

    @Maria Gabriella Castelli, Io ringrazio te per le belle parole che hai riservato alle mie poesie, questo è stimolo per me, per continuare a scrivere inni alla donna e all’amore.

    Replica

  199. Christian dice:

    Un canto si innalza
    dalle soffici piume di un angelo.
    L’odore del cielo e il respiro della notte
    sfiorano lievemente il mio cuore sospendendone i palpiti.
    Le stelle sembrano quasi spegnersi
    in un biblico olocausto di luce
    mentre la rabbia,
    prima immersa in una dubbia latenza,
    diventa adesso
    una triste ed amara certezza.
    Vorrei fuggire, perdermi, sparire!
    Perdutamente solo
    offusco i miei sogni nell’ignara speranza
    di riuscire a distruggere,
    in un gelido sonno,
    anche solo un istante
    di un passato tremore e senso di vuoto.

    Replica

    Irene replica:

    @Christian,
    stupenda poesia! ire

    Replica

    Christian replica:

    @Irene, Grazie Ire… amo tutte le mie poesie ma questa è una di quelle che preferisco!!!

    Replica

    Cettina Lascia Cirinnà replica:

    @Christian, è mirabile la descrizione di un sentire intimo così doloroso, ma la poesia riesce ad alleviare qualsiasi sofferenza.
    Complimenti da Cetina.

    Replica

    Christian replica:

    @Cettina Lascia Cirinnà, sono daccordissimo con te Cettina.
    Grazie per le tue parole!!!

    Replica

  200. Vorrei solo essere capace di riessere quello che forse non sono mai stato capace di essere …
    vorrei … vorrei solo,
    vorrei solo poter non logorarmi con i pensieri,
    addormentarmi chiedendo quello che neppure i sogni mi danno.

    Poter fare e pensare di nuovo liberamente a ciò che mi fa felice …..
    poter … poter solo,
    poter solo sorridere a chi mi fa felice solo al pensarla non sentendomi sbagliato,
    svegliandomi non più chiedendomi il perché, ma inarcando le labbra all’in su.

    Sarà quello che il vento porterà …
    sarà … sarà solo,
    sarà solo il vento caldo o freddo che sia, a farmi accelerare il respiro,
    con gli occhi ancora chiusi o appena aperti pronti per ….

    … addormentarmi o svegliarmi …
    forse non più triste …
    forse solo non più …

    Replica

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