Caro Amore mio,
lo sai, lo senti. In una mano tengo ancora i tuoi occhi. Sono pesanti perché distanti da me. Sono celesti, come il mare. Mi ci perdo piccola mia. Nell’altra, tengo la tua bocca, calda morbida, avvolgente. La stringo forte, è ancora calda di te. Ricordo i sussurri flebili nell’orecchio, ricordo i baci delicati sulla fronte.
Al collo i tuoi capelli come una sciarpa, lunghi, setosi e neri come la pece. Si intonano al mio chiarore pallido del viso. Profumano di te e quando un soffio di vento li agita e mi cadono su una spalla, mi vieni in mente tu in quei giorni di fine estate, quando in cima alla collina, nella nostra casa, ti affacciavi alla finestra per vedere il mare agitarsi. I capelli erano un aquilone nero che annunciava la pioggia, lassù dal nostro nido d’amore. Lontani dalla civiltà, distanti dalle ipocrisie.
Eravamo felici ricordi vero? Ora che non ci sei più, tremo e ho freddo. Sei un ritratto, una visione binaria, una piccola grande evasione dal reale. Mi intrattengo con te ogni giorno, anche nell’assenza forzata e talvolta dialoghiamo nell’anima. Non c’è bisogno che io ricorda il suono della tua voce, mi parlano le sensazioni che mi hai lasciato in questa vita. Il ritratto di te collima perfettamente con la mia idea di passione e amore, ecco cosa sei ora.
Ci siamo amati liberamente, e questo è quello che è contato. Al di là delle rinunce fatte, oltre le difficoltà affrontate. Ma del resto, non capita anche agli amanti comuni di lottare? Due, insieme, ancora. Sempre.
Tuo Eud
Rita
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