
Sento tormentarmi,
il desìo della tua immagine.
Effige antica, scolorita
e scolpita.
Il brusìo della mia anima
scandisce questi giorni spenti,
che non ti includono.
Solo ed ammiccante
vago con la mente,
errante,
incurante
del suono di onde infrante.
Si percepisce appena,
lì fuori
il senso della vita.
Di questo mondo
nulla mi appartiene,
se non l’incanto.
T’amo,
come t’amerei,
se fosse vero.
© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.










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