La baracca sul Po

Ho aperto lo scrigno dei ricordi,
i momenti più cari,
rifugiati nella mia mente,
fuggono
da questo tempio
di memoria.
Dai giorni dell’infanzia
all’adolescenza infinita
una vita è trascorsa.
Inabissato in questa mente
un ricordo affiora.
La lambretta corre
e gli anni porta via.
Tra i pioppi
un lampo di vita passata:
Laura,
aggrappata alla mia spalla,
si fa tirare
sull’argine
fino a Barbesino.
Scende dalla bici
entra nella Baracca in riva al Po,
mi guarda.
Ci buttiamo sul divano,
le labbra si abbracciano,
le lingue si cercano,
un’effusione di baci
invade l’aria,
tutt’intorno il silenzio,
due corpi nudi,
sedici anni,
la scoperta,
il primo amore.

Massimo

© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

Sogno di una notte d’autunno

Verrai vestita di bianco
notturna malinconia
e bagnerai di rugiada
i narcisi e il glicine
che dalla terra separano
questo tempo sospeso
Ti guarderò salpare
dal mare di corallo
verso la nostra isola
dove pianto non c’è
e incertezza non c’è
Tu che prendi e che rendi
sospinto dalle maree
tu che nel gioco dei rimandi
l’anima copri e denudi
Sarai l’angelo rivelatore
il cui nome urlerò
aleggiando sulla costa
come gabbiano impazzito
sarai tempo perduto e ritrovato
mia ansia senza fine
mio sortilegio
mia fatica d’amore

Ania

© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

Altalena di emozioni

Salendo le scale del desiderio e premendo sui battiti e i sussulti, assaporo il sublime assaggio della fantasia! Freddo il morso che assapora la mia pelle, che indelebilmente segna e cicatrizza! Il veleno si nasconde nello scorrere delle vene, e marchia a vita il sentire il crepuscolo dorato… Eletta e alata sorvolo le rive corrose dal tempo! Mani e abbracci cercano l’assenzio… Altalenanti emozioni invadono il sentire silenzioso… Effimero sogno di svegliarsi dall’incubo… Vivi e avveleni la mia anima…

Anna

© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

Ti sentivo nell’aria

Ti sentivo nell’aria,
ma era soltanto vento…
Un vento di scirocco che
sembrava riscaldare la mia pelle.
Ti sentivo nel mio ventre
come un figlio che scalcia
per sorridere alla vita.
Ti sentivo nella mente
come un sogno
che di notte ti rapisce lontano.
Ti sentivo,
anche quando
non facevi parte della mia vita…
Percepivo ovunque l’odore di te;
del tuo abisso mescolato al mio…
Mi sono persino bruciata col fuoco
di quel sentimento ardente
che un giorno ha infiammato una scintilla…
Ed oggi, sei tu
quel tatuaggio che
m’ha segnato l’anima.

Ariolante

© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.