
Io sono grande e poeta
da che piccoli poeti non sussistono.
Danzano loro avanzando sul vento,
- Baudelaire donò grandi ali bianche all’albatro,
ma non l’oro o banderali d’argento-.
Lacera, vulnerabili alle lacrime,
le loro mani e l’anima l’anile
che turba il cielo al sangue delle folle.
Il loro urlo abita bufera e nubi,
ma nella brezza s’inebriano di sole.
Così sono io, che dall’avita casa,
di fra gli adagiati affetti indugiando,
verso il cielo protendo labbra e braccia,
mentre per te adagiate su corolle
stille odorose intonano parole
e con la pura luce del silenzio
le colorate musiche degli angeli.
E il cielo a noi mostra il suo splendore.
Ed è per te, diletta donna e amata,
il nostro canto dove le parole
sono corona e stelle del Signore.
Immagine: Thira table and chairs di George Meis
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