Sguardo di donna


Irene Leo, Sguardo di donna, particolare

Amore, alata creatura di sogno
cuore mio, sei sempre con me
non sfuggo al tuo sguardo
Se mi ami, allora, amami.
Baciami oppure lasciami
E abbracciami amandomi
giammai compatendomi
Dammi un bacio vero
o uno sparo sul cuore
non molti baci finti
come sevizievoli spilli
Chiudi il cerchio della vita
annoda i sogni alla realtà
fai un nido di luce per me
tra le mani dei tuoi pensieri
le mie ali guariranno
tornerò di nuovo a volare
la primavera si farà estate
e solo guardandoti ti bacerò
perché amore riposa nel tuo sguardo

© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

Non si torna indietro

In questa fragile estate, delle mie scarne parole,
dei sogni appesi al filo dei miei versi cosa rimane?
La spoglia soltanto, vecchia pelle di belle emozioni
incartapecorita memoria di giorni che non ritornano.

Questo giugno son frutti troppo dolci i ricordi
senza polpa, spaccati dalla pioggia del tempo
nessuno li coglie dall’albero della memoria
e ciò che sfuma in loro è perduto per sempre.

Quel che la mente conosce, vive già nel cuore
e quel che non trova lì, è cosa morta e sepolta.
Il vuoto, che non sfugge alla nostra ragione,
non è che una traccia profonda di quest’oblio.

Dell’incanto restano solo poche infime parole
e mentre scende la notte, dimentico il sole
e si dissolve sulla sabbia l’intarsio del cuore
di spiaggia solitaria erosa dal mare d’amore.

© 2006 – 2010, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

Storia di sabbia

Ho toccato il mare
Ho toccato il cielo
Ho stretto nelle mani
Una storia di sabbia
Una storia d’amore
Che non si scrive
Sono deboli le mie parole
Così inutili così inadatte
Tra le mani sono granelli di sabbia
Sulle dita resta il colore del cielo
Quello dei tuoi occhi
In cui perdutamente mi specchio
Il sapore del mare
Quello delle tue labbra
Gusto della mia vita
Il calore della terra
Quello del tuo grembo
Dove rinasco sempre
La storia no, non rimane
E’ sabbia, scivola tra le dita

© 2006 – 2010, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.

L’abbraccio infinito

Punta estrema di me
desiderio e volontà
ti protendi in mare aperto
dove mi piace sostare
molo dell’anima
e in questo silenzio
aspettare quel vento
leggero che passa
tra i tuoi capelli
recando il profumo di te
rosa rossa di maggio

L’abbraccio infinito
avrei potuto donarti
d’incantevoli onde
e il bacio disperato
dell’uomo che ascolta
ma tu volevi per te
solo un dolce compagno
una storia breve
in un piccolo mare
non la luce dell’alba
ma un chiarore di luna

© 2006, Manuale di Mari. Riproduzione riservata.