Sono vento i ricordi

Vento
qualche volta
sono vento
amore, i ricordi
strappati, gettati
tornano indietro
con rabbia
son brividi di te
della tua assenza
e il sangue sale
invade la testa
e si tramuta
in lacrime

Il viso
qualche volta
sfiorano il mio viso
amore, i ricordi
come i tuoi capelli
in una notte d’estate
che non si dimentica
Di star male, sto male
ancora ancora e ancora
e tu come stai, amore?
Tu che m’amavi
Tu che mi abbracciavi
Tu che m’hai visto piangere

Robert
Manuale di Mari

Finirà quest’inverno

Finirà quest’inverno ostinato
e il primo sole di primavera
scioglierà quel candore apparente
dissipando la residua luce della neve
disvelando fiori tristi come finti amori
scoprirò allora che non erano rose rosse
le tue parole di favola, leggere e trasparenti
ma voli di aquilone che si acquetano nel nulla.

D’estate, passeggiando lungo il mare,
ricorderò i tuoi "ti amo" come onde lievi
che aspetti seduto sulla battigia
dissolvendo castelli e laghi di sabbia
eterno bimbo nel sogno d’esser uomo
fantasticando su principesse e draghi
storie di personaggi che non esistono
e proprio per questo son più vere.

Regina di sogni infranti
la tua immagine allora scucirò
per sempre dalla pelle dell’anima
però tu regalami un dignitoso silenzio
dileguandoti proprio come neve sciolta
in cambio ti dò la mia gratitudine
perché in questo dolore più grande
nessun’altra fitta ora avvertirò.

Mi dici ti amo

Rob Hefferan, Secret de Coeur

Mi dici ti amo ma non mi baci
mi baci ma non mi ami affatto
tenendo gli occhi chiusi
abbracci solo le tue lenzuola
pensi a me ma sogni un altro
e le tue mani sul mio corpo
sono piccoli e duri arnesi
cercano un piacere semplice semplice
facile da cogliere quanto da dimenticare
ma io sono per te un metro sbagliato
il pezzo che non s’ingrana e raschia
come un secchio in un pozzo secco
nel fondo della tua coscienza
e spegni la luce per non farti vedere
e tappi gli orecchi per non udir la verità
ma la mia notte ora è nei tuoi occhi
e non vederti è perdere mezza vita
avere un lungo giorno senza speranza
allora, arreso, sono qui con te
baciandoti anche se non mi ami
amandoti anche se non mi baci
un altro fiore del tuo giardino
che potrai recidere quando vuoi

Come vuoi tu

Come vuoi tu. Tre parole come pugnali. Quando te le senti infilare nel cuore con gelida indifferenza, quel che fa male non è il pugnale ma l’indifferenza.
Ed è strano scoprire che le lame entrano sempre nelle stesse ferite. E’ come se conoscessero la strada e seguissero l’odore del sangue. Increduli e doloranti corriamo allora a nasconderci nelle nostre caverne, rimproverandoci d’aver messo fuori la testa seguendo ancora una volta una luce sbagliata.
E passiamo la notte, noi uomini come bestie, a leccarci le ferite. Una notte senza notte che il cielo è scuro e denso e il mare nero.