L’amore senza tempo

L’amore senza tempo è un bacio bellissimo, dato senza dichiarazione o corteggiamento, un attimo prima dell’inizio, un attimo prima della fine.

Il tempo e l’amore sembrano due dimensioni diverse della nostra vita ma tra loro esiste una relazione molto stretta del tutto simile a quella del tempo e lo spazio nelle teorie di Einstein. In modo che un amore che ha almeno apparentemente molto tempo, molti anni davanti a sé, si fa meno intenso e quasi si dilegua del tutto, scemando fino a non manifestarsi. Questo sentimento che agisce profondamente nel cuore delle persone pur non dichiarandosi mai tra loro, rimanendo come in un perenne stato larvale, può causarne alla lunga l’infelicità e, in casi estremi, la pazzia. L’amore con molto tempo è un lungo sfinente corteggiamento. Nel caso opposto, l’amore che ha poco tempo si fa per questo più intenso assumendo una dimensione esclusiva, prendendo il sopravvento su tutto, in modo che quanto meno tempo ha tanto più si fa assoluto e disperato. L’amore senza tempo è un bacio bellissimo, dato senza dichiarazione o corteggiamento, un attimo prima dell’inizio, un attimo prima della fine. Ricorre nelle storie narrate da scrittori di tutti i tempi. Non esiste il tempo dell’amore. Esiste il tempo e l’amore.

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Immagine: Tango Kiss di Andrei Protsouk
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Lui era nelle cose

Reflecting on indian beach - Steve Hanks, particolare

L’anima di chi ama si espande all’infinito nell’universo e ci avvolge continuamente

Presa da una frenesia irriducibile, una voglia incontenibile e misteriosa, lei dipingeva splendidi paesaggi, intonando i colori ai moti dell’anima. I muri della sua casa si coprivano così di cieli azzurri, fantastici orizzonti marini, dolci colline dorate nell’ora della sera. E in questi scenari disegnava talvolta alberi e fiori meravigliosi, case multicolori e, in primo piano, dolcissime figure di donne intente alle faccende di tutti i giorni, abbandonate tra le braccia di amanti appassionati, affacciate a un balcone con lo sguardo perso in chissà quali sogni segreti. Divenne presto una meta fissa, la sua casa, per tutti gli abitanti e i turisti del piccolo paese di mare. Camminare in quelle stanze con muri e persino soffitti e pavimenti interamente ricoperti da dipinti, era come immergersi in un mondo nuovo, senza confini, pregno di tutti i colori, le sfumature e persino i profumi di ogni angolo della terra conosciuto o sconosciuto, reale o immaginario.
Non era una semplice atmosfera ma una nuova dimensione percepita in modo sottile ed inspiegabile. Era il prodigioso potere che si sprigiona dall’arte.
Ben presto cominciò a maturare in lei quel nuovo atteggiamento dello spirito e della mente, risultato del processo inarrestabile di profonda, completa, ineluttabile immedesimazione con le proprie opere, che caratterizza la vita di un’artista.
E un giorno s’immerse a tal punto nei suoi quadri da sentirsi quasi una figura dipinta. Calata in questa dimensione rivide accanto a sé un uomo, conosciuto in una lontana primavera, su un prato di piccole candide margherite. Questo ricordo così dolce e fresco le donò un sollievo indescrivibile e, come per incanto, scomparve quella frenesia e gli affanni, i dolori, le malinconie che l’avevano spinta a creare un mondo così affascinante ma artificiale. Lei era finalmente in primo piano nel quadro della vita e sullo sfondo c’era un uomo che non aveva mai dipinto, nemmeno tratteggiato nelle sue opere. C’era l’uomo che l’aveva sempre amata. Non alle sue spalle, ma tutto intorno. Poteva cogliere in questo modo la sua presenza in ogni elemento della natura, perché l’anima di chi ama si espande all’infinito nell’universo e ci avvolge continuamente. Lui era nelle cose. In tutte le cose più belle della sua vita. In questo modo, passeggiando scalza sulla battigia, poteva sentire il suo profumo nel vento, avvertire la sua carezza nell’acqua fresca che le bagnava i piedi, intravedere il suo sguardo nei riflessi del sole sul mare. Come in uno stupendo abbraccio d’amore. Come quel prato di bianche margheritine, sotto un cielo quieto, un luminoso giorno di marzo.

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Immagine: Reflecting on indian beach – Steve Hanks, particolare
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Che c’è papà?

Scena dal film "Gran Torino" - diretto ed interpretato da Clint Eastwood

Scena dal film "Gran Torino" - diretto ed interpretato da Clint Eastwood


Ogni volta che nasce un amore, nasce un uomo

- Che c’è papà?
Stanno percorrendo in auto la litoranea. Un cielo azzurro annuncia la primavera.
- Nulla, cara. – risponde lui.
- Stavo pensando che sono tornate le api, ho letto così oggi.
No, non pensava alle api, stava pensando a lei. A lei. Lei lontana, lei presente, lei premurosa. La donna che porti nel cuore e di cui nessuno sa. Forse nemmeno tu. Perché un segreto è un segreto anche per chi lo custodisce. E svelarlo è impossibile.
Appena il suo sguardo scruta il mare, il pensiero di lei avanza continuo come le onde verso la riva. Ma pensa a lei anche guardando sua figlia, perché pure negli occhi di una figlia c’è quel mare. Si è sentito sempre così davanti a quella immensa vivente azzurrità e, quasi senza volerlo, la cerca continuamente.
In realtà cerca lei. Quella intensità. Quello stare con te che nessuna persona può darti. Quella sensazione di pienezza, di vita vera. Quella emozione così profondamente umana e così rara che spesso è un momento unico nella vita di un uomo, come la nascita, come la morte.
Ecco, vorrebbe raccontare a sua figlia, questo. Si nasce, ci s’innamora e si muore. Però, se perdi quel momento dell’amore forse non nasci mai veramente. Forse vorrebbe dire questo a sua figlia. Che ogni volta che nasce un amore, nasce un uomo. Un uomo nuovo.
Così diverso che sua figlia gli chiede:
- Che c’è papà?