Il valzer delle stelle

Lo invitò a ballare, in quell’antico borgo sul mare, dove il tramonto è un cuore rosso che si scioglie all’orizzonte.
- Che ballo è questo? – le chiese l’uomo.
- Il valzer delle stelle! – rispose lei aggiungendo subito dopo: – L’ho inventato io! -
- Io sono un marinaio, sei mai stata su una nave? -
- Io? Certo! Anzi ho una nave tutta mia. Vuoi vederla? – rispose lei, mentre si allontanavano dalla balera verso il mare.
Incuriosito l’uomo la seguì fino al castello, l’antico fortilizio costruito su una estrema lingua di terra, circondato quasi completamente dal mare. Salirono le scale diroccate fino alle alte mura di cinta e, percorrendo un lungo cammino di rotonda, giunsero alla vedetta di fronte al mare. Lei si affacciò sporgendosi tra un merlo e l’altro, distese le braccia verso l’orizzonte e disse:
- Vedi? Questa è la prua della mia nave, qui mi fermo tante sere, chiudo gli occhi e navigo. -
- Non senti freddo? – chiese lui mentre cominciava a soffiare un forte vento di maestrale. Lei annuì e si lasciò abbracciare da dietro da quell’uomo conosciuto solo poche ore prima. La luce biava della luna piena illuminava le mura del castello. [Continua...]

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Storia da blog – Il tramonto – 5^ puntata

 A volte il tramonto non è lieve, scende come una scura coltre all’orizzonte e il sole pare che affondi in mare, sciogliendosi in mille riflessi dorati sulla cresta delle onde.
Sara aspettava una sera così. Dopo tanti giorni vissuti freneticamente, quasi senza pensare a te stessa, consumati tra il lavoro, il solito tran tran quotidiano e le notti in qualche pub con il giro di amici un po’ schizzati e chiassosi, prima o poi, una sera in cui resti sola, ti capita. Ed è come se ti vedessi allo specchio. E quello che vedi non ti piace, non lo riconosci, ti senti estranea a te stessa. Non vorresti che fosse questa la tua vita. Perché non è vita ma un continuo, assurdo, alienante stordimento.
Un vento freddo che soffiava da terra investì improvvisamente il suo viso, mentre camminava nervosamente lungo il mare.
- Dio mio, dove avrò parcheggiato la macchina? – pensò fermandosi di scatto e abbandonandosi ad un improvviso gesto di stizza. La collana con cui stava giocherellando da un po’ si spezzò e decine di perle scure caddero a terra rimbalzando più volte, disperdendosi sul marciapiede. Osservando le perle che rotolavano via in tutte le direzioni ebbe come un’illuminazione. Proprio così sfilavano e si perdevano i giorni della sua vita… Proprio come quelle perle, correndo in tutte le direzioni. Non si può vivere sempre così, pensò, come se fossimo eterni, non agguantando ogni giorno perché pensiamo che ce ne saranno sempre altri, che ci sarà sempre una nuova collana e nuovi gioielli per noi.
Quasi senza accorgersene, istintivamente, si chinò tentando di recuperare alcune perle in fuga quando, ad un tratto, sentì qualcuno che la chiamava. Sì, l’uomo che stava parcheggiando la macchina, poco oltre il semaforo, stava chiamando proprio lei. [Continua...]

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Storia da blog – La luce – 4^ puntata

 È l’una di notte. Il monitor del computer è la sola fonte di luce nella stanza a parte la luna, che filtra dalle persiane. Già la luna. Da quanto tempo non la vede? Da quanto tempo non leva più lo sguardo al cielo per osservarla? Questo si chiede Robert ricordando di colpo le lunghe sere d’estate trascorse con Francesca in riva al mare a parlare, a guardare il cielo, le stelle, la luna. Basta poco per riaccendere la dolce memoria, un elemento naturale, un debole filo di luce lunare e la porta del tempo si riapre e ricordi l’amore.

Se sei innamorato guardi sempre le stelle e la luna, cerchi continuamente il cielo.  Di giorno e di notte, sei in contatto con l’universo e lo sguardo si perde all’orizzonte, s’invola nell’immensità della vita, varca le porte del paradiso. I tuoi pensieri colgono il senso profondo delle cose, dei fatti, del tempo.

Il tempo. Robert guarda il suo orologio da polso, abbandonato sulla scrivania in un angolo, tra instabili pile di libri. Da molti mesi, ormai, non lo indossa più. La puntualità non ha più senso per lui. Nella sua vita non ci sono più appuntamenti da rispettare a parte quelli di lavoro, regolarmente rinviati, ignorati, rimossi nello stesso atto di assumerli. E’ come se il tempo si fosse fermato.

“Ci vuole una luce più forte”, pensa accendendo la lampada verde sul suo tavolo. Così, una luce più intensa inonda la stanza e copre quella lunare, dissolvendo i ricordi, ma illumina tutti gli altri oggetti reali, le cose del presente, compreso quel fascicolo pieno di correzioni ed appunti sulla scrivania, accanto alla tastiera.
Dio mio! Sono già due settimane che l’editore aspetta la nuova puntata del romanzo… Robert non ricorda più non solo gli appuntamenti, le date, gli impegni presi ma anche gli stessi personaggi della sua storia, ogni volta che riprende a scrivere rilegge a ritroso le puntate precedenti sconvolgendo la trama nella sua mente. Dove andrà a finire il racconto? Veramente non si sa. Povero editore che ha avuto l’idea di proporre alle lettrici di un mensile rosa un romanzo che può cambiare, puntata dopo puntata, in seguito ai loro commenti. L’accordo prevede però che la trama generale della storia sia ben definita e che il testo sia pronto da tempo. Intanto è iniziata la pubblicazione e lettrici attente seguono il racconto manifestando le loro aspettative e proponendo già i primi sviluppi. Robert ne deve tenere conto e questa è anche la sola scusa che ha per rinviare la consegna della puntata che sta scrivendo.
“Una luce più forte”… Ehi! Questo è il titolo della prossima puntata. Bene, almeno il titolo c’è.

Dalla finestra, intanto, penetra il fumo di scarico dell’auto della vicina di casa. La biondina del palazzo di fronte che, non si sa per quale ragione, parcheggia la macchina dall’altro lato della strada, proprio sotto l’unica finestra dell’appartamento di Robert.
Stasera è rientrata presto. Chiude lo sportello con la solita pedata, tenendo tra le braccia sempre un mare di cose, borse, pacchetti, riviste. Robert sbatte le persiane con il solito gesto stizzito, richiudendo la finestra, e la segue con lo sguardo attraverso gli scuri. Una rivista è caduta dalle braccia della biondina e rimane sul marciapiede mentre lei scompare dietro il portone del palazzo.

Una luce più forte, sì, ci vuole una luce più forte.

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Buon Natale e Concorso di Emozioni!

Natale non è mille luci accese di negozi e festa di mercanti anche se molti, in questo periodo dell’anno, si perdono nei soliti riti consumistici ed affaristici. E’ qualcosa di più profondo e vero. E’ la festa dell’amore più bella e universale.

Lasciatemi augurare a tutti, allora, un Natale speciale, sereno e pieno di amore. Quell’amore di cui ognuno di noi ha bisogno, quell’amore che sta nel cuore di ogni uomo, anche nei cuori più duri persi per sempre alla vita.

Con l’anno nuovo, il Blog degli Autori e di Manuale di Mari, presentano anche tante novità. Il Concorso di Emozioni prima di tutto. L’iniziativa lanciata da Manuale di Mari nel 2005, riapre i battenti. Chi vuole partecipare e sapere di cosa di tratta può cliccare qui. Tantissime le novità di quest’anno! Cominciamo con il presentare, in questa occasione, una raccolta di banner bellissimi e coloratissimi, regalo di Natale di Rapsodia Colors, da esporre sul proprio blog e che molti di voi, che già hanno inserito questo banner, possono vedere nella propria home page, perché abbiamo rinnovato tutti i banner dell’anno scorso. Tuttavia, anche chi ha già il banner sul proprio blog può ora cambiarlo scegliendo quello che preferisce tra i 24 nuovi banner disponibili!

Le regole da rispettare per partecipare alla nuova edizione del Concorso di Emozioni sono presenti in questa pagina. Il testo dell’annuncio da pubblicare per diventare Blog Promotore sarà presentato nei prossimi giorni insieme ad altre importanti novità!

Tanti auguri di Buone Feste a tutti!

Robert

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