Come la marea
Il male manifesta continuamente la sua esistenza e non ha bisogno di prove. Eppure ci sorprende infinitamente. Si cela anche nella bellezza, nell’innocenza e persino nella verità. Non sempre la verità fa bene. Fu così che lei, quando gli disse di non amarlo più, avvertì un dolore acuto come se fosse stato lui ad abbandonarla e se ne andò in silenzio, colma di questa punizione. Non riuscì più a dimenticarlo e persino nel suo nuovo amore scoprì una crepa così profonda che decise, in poco tempo, di tornare da lui. Era la notte di Natale. Lui l’aspettava sulla soglia di casa, come la riva la marea. Stringendola in un abbraccio, provato in sogno tante volte, le mostrò sul tavolo della cucina i fiori rossi che lei aveva sempre amato e disse: “scendo a prendere la legna anche se stasera… Non sarà così freddo”. Mancava poco alla mezzanotte. Lei infilò la spina nella presa di corrente e inondò di luci colorate l’albero di Natale. Fuori il mare s’increspò sotto la carezza di una tenera brezza.
Alba

E’ stato bello mi dirai
con quel tuo sguardo
che m’inonda di mare
e solca la mia anima
d’improvviso silenzio
come la scia di un jet
il cielo chiaro.
Non sono mai nuvole
i tuoi pensieri per me
perché tu naturalmente
hai l’evidenza dei fiori
e dal tuo colore
promana amore
tu essenza della vita
sei nel tuo profumo
e mentre io scrivo
stanco, un verso solo
la tua mano innocente
giocosa nella mia
è immensa poesia.
Ti ricorderai di me?
Come sapiente risposta
mi chiederai la sera
deposte le armi del giorno
con quel tuo sorriso
che m’inonda di luce
e rivedo come sole
anche ad occhi chiusi.
Che potrò dirti io?
Questo mio sentimento
non è fatto di parole
è un braccio è un giorno
è un cuore è l’universo
e muore sempre un uomo
che non ricorda i suoi baci.
Come una fervida pazzia
è questo immenso senso
che non porta memoria
ma percepisce tutto
e dà vita a luoghi, pietre
cose e mondi interi.
Io resterò in silenzio.
Ti guarderò mentre dormi
una notte dopo l’altra
tendendo un filo infinito
verso il giorno nuovo,
perché l’alba è un bacio
che spunta sulle tue labbra.
Immagine: Giacomond di Quint Buchholz, particolare
Sono l’uomo che guardi da lontano
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Sono l’uomo che guardi da lontano
fatto di ricordi e desideri
all’orizzonte del tuo presente
che riposa in ogni tuo sorriso
e si svela in ogni tuo sguardo
che sorge come sole all’alba
nella trama dei tuoi pensieri
Tu conosci tutte le mie derive
e scrivi per me un libro
fatto di stelle e amore
sorridi sempre e mi dai pace
sei un sogno che s’avvera
una frase dolce di due parole
pronunciata tra le mie labbra
Quando tornerà l’estate

Quando tornerà l’estate
e nella notte si sentiranno
solo le cicale
dopo un giorno di fuoco
sulla piccola spiaggia
del cuore
ti ricorderai di me.
Sarà un’onda
fresca e spumosa
a portarti ancora
la mia carezza
e il vento
nel suo sussurro
le mie parole
e la sabbia
il calore del mio corpo
che il mare
eternamente disegna.
E saremo sempre così
l’uno per l’altra
in tutti i sensi
della terra e del mare.
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