Sono l’uomo che guardi da lontano

Sono l’uomo che guardi da lontano
fatto di ricordi e desideri
all’orizzonte del tuo presente
che riposa in ogni tuo sorriso
e si svela in ogni tuo sguardo
che sorge come sole all’alba
nella trama dei tuoi pensieri

Tu conosci tutte le mie derive
e scrivi per me un libro
fatto di stelle e amore
sorridi sempre e mi dai pace
sei un sogno che s’avvera
una frase dolce di due parole
pronunciata tra le mie labbra

Quando tornerà l’estate

Quando tornerà l’estate
e nella notte si sentiranno
solo le cicale
dopo un giorno di fuoco
sulla piccola spiaggia
del cuore
ti ricorderai di me.
Sarà un’onda
fresca e spumosa
a portarti ancora
la mia carezza
e il vento
nel suo sussurro
le mie parole
e la sabbia
il calore del mio corpo
che il mare
eternamente disegna.
E saremo sempre così
l’uno per l’altra
in tutti i sensi
della terra e del mare.

Diletta donna e amata

Io sono grande e poeta
da che piccoli poeti non sussistono.
Danzano loro avanzando sul vento,
- Baudelaire donò grandi ali bianche all’albatro,
ma non l’oro o banderali d’argento-.

Lacera, vulnerabili alle lacrime,
le loro mani e l’anima l’anile
che turba il cielo al sangue delle folle.

Il loro urlo abita bufera e nubi,
ma nella brezza s’inebriano di sole.
Così sono io, che dall’avita casa,
di fra gli adagiati affetti indugiando,
verso il cielo protendo labbra e braccia,

mentre per te adagiate su corolle
stille odorose intonano parole
e con la pura luce del silenzio
le colorate musiche degli angeli.

E il cielo a noi mostra il suo splendore.
Ed è per te, diletta donna e amata,
il nostro canto dove le parole
sono corona e stelle del Signore.

Francesco Ballero

Immagine: Thira table and chairs di George Meis

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Sei una perla

Un giorno mi dicesti: “sei una perla”.
Ripenso a quel momento come a pochi
come ad uno
di quegli attimi rarissimi
sfuggiti allo sterminio dei ricordi,
fermi a mezz’aria
tra un battito di ciglia e secoli di sogni.
“Sei una perla”
- non potrò dimenticarlo -
ma oggi voglio dirti di quest’ostrica
che aspira sabbia e sale
che filtra le maree perché il suo cuore
si trasformi in una gemma.
Voglio parlarti della sua pazienza
della sua fatica,
della goccia bianca del suo sangue.
Voglio tu sappia
ora che più grande, più luminosa
t’apparirà la perla,
che solo alle tue mani – se lo vorrai –
permetterò d’aprire la conchiglia.

Sandro Angelucci

Immagine: Sweet Harvest di Irene Sheri

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