Alba

E’ stato bello mi dirai
con quel tuo sguardo
che m’inonda di mare
e solca la mia anima
d’improvviso silenzio
come la scia di un jet
il cielo chiaro.
Non sono mai nuvole
i tuoi pensieri per me
perché tu naturalmente
hai l’evidenza dei fiori
e dal tuo colore
promana amore
tu essenza della vita
sei nel tuo profumo
e mentre io scrivo
stanco, un verso solo
la tua mano innocente
giocosa nella mia
è immensa poesia.
Ti ricorderai di me?
Come sapiente risposta
mi chiederai la sera
deposte le armi del giorno
con quel tuo sorriso
che m’inonda di luce
e rivedo come sole
anche ad occhi chiusi.
Che potrò dirti io?
Questo mio sentimento
non è fatto di parole
è un braccio è un giorno
è un cuore è l’universo
e muore sempre un uomo
che non ricorda i suoi baci.
Come una fervida pazzia
è questo immenso senso
che non porta memoria
ma percepisce tutto
e dà vita a luoghi, pietre
cose e mondi interi.
Io resterò in silenzio.
Ti guarderò mentre dormi
una notte dopo l’altra
tendendo un filo infinito
verso il giorno nuovo,
perché l’alba è un bacio
che spunta sulle tue labbra.

Immagine: Giacomond di Quint Buchholz, particolare

Sono l’uomo che guardi da lontano

Sono l’uomo che guardi da lontano
fatto di ricordi e desideri
all’orizzonte del tuo presente
che riposa in ogni tuo sorriso
e si svela in ogni tuo sguardo
che sorge come sole all’alba
nella trama dei tuoi pensieri

Tu conosci tutte le mie derive
e scrivi per me un libro
fatto di stelle e amore
sorridi sempre e mi dai pace
sei un sogno che s’avvera
una frase dolce di due parole
pronunciata tra le mie labbra

Quando tornerà l’estate

Quando tornerà l’estate
e nella notte si sentiranno
solo le cicale
dopo un giorno di fuoco
sulla piccola spiaggia
del cuore
ti ricorderai di me.
Sarà un’onda
fresca e spumosa
a portarti ancora
la mia carezza
e il vento
nel suo sussurro
le mie parole
e la sabbia
il calore del mio corpo
che il mare
eternamente disegna.
E saremo sempre così
l’uno per l’altra
in tutti i sensi
della terra e del mare.

Diletta donna e amata

Io sono grande e poeta
da che piccoli poeti non sussistono.
Danzano loro avanzando sul vento,
- Baudelaire donò grandi ali bianche all’albatro,
ma non l’oro o banderali d’argento-.

Lacera, vulnerabili alle lacrime,
le loro mani e l’anima l’anile
che turba il cielo al sangue delle folle.

Il loro urlo abita bufera e nubi,
ma nella brezza s’inebriano di sole.
Così sono io, che dall’avita casa,
di fra gli adagiati affetti indugiando,
verso il cielo protendo labbra e braccia,

mentre per te adagiate su corolle
stille odorose intonano parole
e con la pura luce del silenzio
le colorate musiche degli angeli.

E il cielo a noi mostra il suo splendore.
Ed è per te, diletta donna e amata,
il nostro canto dove le parole
sono corona e stelle del Signore.

Francesco Ballero

Immagine: Thira table and chairs di George Meis

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