
Un giorno mi dicesti: “sei una perla”.
Ripenso a quel momento come a pochi
come ad uno
di quegli attimi rarissimi
sfuggiti allo sterminio dei ricordi,
fermi a mezz’aria
tra un battito di ciglia e secoli di sogni.
“Sei una perla”
- non potrò dimenticarlo -
ma oggi voglio dirti di quest’ostrica
che aspira sabbia e sale
che filtra le maree perché il suo cuore
si trasformi in una gemma.
Voglio parlarti della sua pazienza
della sua fatica,
della goccia bianca del suo sangue.
Voglio tu sappia
ora che più grande, più luminosa
t’apparirà la perla,
che solo alle tue mani – se lo vorrai –
permetterò d’aprire la conchiglia.
Sandro Angelucci
Immagine: Sweet Harvest di Irene Sheri
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