Il commento di Nicla Morletti

Le fiabe di Marina Maria Iosé Riotto sono incanto di parole, immagini, visioni, sogni. Sono magia di pensiero e d’amore, diamanti azzurri, rare gemme da custodire nella parte più profonda del cuore. Favole che trascinano grandi e piccini in un mondo dove avvengono i miracoli della semplicità e dove si estendono i laghi dell’eterna giovinezza. Da qualche parte si nasconde anche il segreto degli elfi di cioccolata con la fata Primavera.
Fiabe “Per un mondo sempre più blu” dal bellissimo messaggio: “Quando rinunci a qualcosa per fare felici gli altri, nel cielo, per te, si accende sempre una nuova stella”. Questo significa che sei sulla rotta della felicità.
Non c'è un genere più efficace e fertile della fiaba e più in generale della fantasy per scrivere racconti densi di significati. Basta citare esempi illustri come quello dell'epopea tolkienana o, quello più attuale, di Harry Potter per scoprire quanta influenza queste opere esercitano sull'immaginario di adulti e bambini. Questo genere richiede un impegno creativo straordinario da parte dell'autore perché non basta inventare personaggi e storie, occorre costruire mondi, interi universi. Cosa sarebbe stata la storia dei piccoli Hobbit senza il fascino e la magia della Terra di Mezzo? In questo tipo di scrittura ha dato sempre grandissima prova di sé Marina Maria Iosé Riotto raccogliendo, fin dal più tenera età, un ricca messe di premi e riconoscimenti. Con piacere presentiamo ai lettori di questo Portale due fiabe estratte da una raccolta ben più ampia che merita sicuramente l'attenzione di un editore. (Robert)
OFELIA 500
Mi chiamo Ofelia 500.
Ofelia è il mio nome, 500 sta per il numero di Ofelie che ci sono nella mia dinastia. In altre parole, io sono la cinquecentesima Ofelia della gloriosa dinastia dei Carabatti. La penultima è nonna Ofelia 499.
Il problema non è tanto avere un numero per cognome, quanto ricordarsi di quale esso sia. Nonna Ofelia 499, per esempio, smemorata com'è, quando deve chiamarmi, prima di farlo, cerca di ricordarsi a quale numero io appartenga e per portare a termine tale difficile operazione, incomincia ad annoverare, nella sua mente, tutte le Ofelie che ci sono state prima di me e, nel migliore dei casi, quando cioè non sbaglia il conto e deve quindi ricominciare tutto da capo, il risultato è che io sono già uscita per andare a scuola e non può più dirmi quello che aveva in testa.
A proposito di scuola, frequento la più rinomata scuola di magia di Altatorre, la zona a nord della città dei Millesentieri.
Essendo una bambina, sono solo al primo livello di apprendimento, ma sogno già di diventare un'affermata professionista nel campo degli incantesismi, cioè volevo dire degli incanterismi, beh, insomma di quelle cose lì.
D'altra parte, per noi Carabatti, frequentare la scuola di magia è quasi un obbligo, visto che discendiamo da autentici e stimatissimi maestri degli incanterismi o giù di lì.
***
UNA STELLA PER I TUOI SOGNI
Un giorno, una piccola stella, incuriosita da ciò che succedeva sulla terra, quatta, quatta, in silenzio, studiò il modo migliore per scendere sul pianeta.
Bella era bella, luminosa era luminosa, ma, per essere veramente felice, le mancava qualcosa.
Le altre stelle più grandi le avevano garantito che soltanto brillando continuamente durante la notte essa sarebbe stata felice. "Sarà..." si ripeteva Lustrina, "ma io mi annoio da morire a star sempre qui ferma in questo tappeto di luci. Ci sarà pure un modo per uscire da questa eterna monotonia!" concludeva poi, come sempre. Un giorno, però, cercò di muoversi con tutte le sue forze dal posto che le aveva assegnato Accendino, un angelo preposto ad accendere le nuove stelle ed a fissarle bene nel loro sito luminoso. Cercò di far forza sulle punte superiori per staccarle dalla volta celeste, poi stiracchiò, quanto più poté, quelle inferiori. "Ahia!!!" esclamò con un'espressione di acuto dolore per quelle punte, quasi inchiodate che non volevano proprio staccarsi dall'area stellata del Firmamento. Si arricciò, si tirò in lungo ed in largo, poi con un profondo sospiro di delusione, avvilita per l'esito fallimentare del suo maldestro tentativo di fuga, si abbandonò a se stessa, ma le sue punte si erano ormai tutte stropicciate e non passarono certo inosservate a Riparaluce, un altro angelo preposto a vegliare sulle stelle ed a guarirle da qualsiasi malattia.
"Ma, Lustrina. Possibile che tu sia sempre così irrequieta? Perché non provi a rilassarti come tutte le altre stelle! Cosa c'è ancora che non va?! Con me puoi confidarti. Lo sai, vero?" Lustrina si arricciò ancora di più, imbronciatissima, tanto che le sue punte bloccate le fecero ancora più male. Ma, poi, finalmente, Lustrina si confidò, singhiozzando, con Riparaluce: "Io, ih, ih! Io, io, ih, ih! Io voglio scendere sulla terra. Sono stanca ed arcistanca di star sempre ferma qui a brillare, Oh! Aiutami tu, Riparalucel Aiutami, ti prego!" Riparaluce si fermò un attimo a pensare...poi, esplose in un entusiastico: "Ci sono! Fra una settimana è il giorno di San Lorenzo ed in quel giorno, tutte le stelle si iscrivono alla tradizionale corsa che le porterà in picchiata verso la terra. Una buona parte, però, per mancanza di coraggio si ritirano e rimangono nel cielo. Il restante degli astri, invece arriva a destinazione. Sulla terra la chiamano la notte dei desideri o dell'amore perché le stelle più coraggiose, approdate sulla terra, hanno il compito di realizzare tutti i più intimi sogni del cuore degli uomini!" "Che bello, che bello!" urlò eccitata Lustrina. Quando ritornerò da questo meraviglioso viaggio sulla terra racconterò tutto alle altre stelle che, così, moriranno d'invidia".
L'angelo Riparaluce, abbassò il capo desolato. Poi, con un fil di voce per l'emozione disse: "Lustrina, purtroppo questo viaggio è senza ritorno: la legge dell'amore dell'Universo prevede che le stelle più coraggiose brucino tutta la loro luce e vitalità durante il loro viaggio in picchiata sulla terra e, quando arrivano sul pianeta, anche se hanno donato tanto amore agli uomini da renderli felici, avranno, però rinunciato, per sempre, alla loro bellezza ed al loro scintillio. A te la scelta, cara Lustrina..."
Ancora oggi, bambini, nel periodo estivo, intorno alla festa di San Lorenzo, miriadi di stelle decidono di amare gli uomini a tal punto da rinunciare ad essere dei magnifici e splendenti astri.
Alza lo sguardo anche tu verso il cielo in quelle notti. Chissà che una delle stelle cadenti che avrai avvistato non sia proprio lei, la nostra piccolissima e coraggiosissima Lustrina!
Marina Maria Iosè Riotto
- Marina Maria Iosè Riotto nella Galleria degli Autori del Portale Manuale di Mari
- Per contattare Marina Riotto CLICCA QUI

