LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI
Poesie di emozioni sincere, di amore e sentimenti profondi per la propria terra e per tutto ciò che di più caro si annida nel cuore, queste di Renato Paternoster.Versi che si sciolgono in morbide parole accompagnate da un buon ritmo musicale e da visioni di castagni e pioppi sotto un candido manto di neve, mentre i dolci ricordi della fanciullezza sanno di luna e di vento, lungo il marciapiede della stazione.
In ogni composizione di Renato Paternoster si riscontrano la bellezza per la materia trattata e la ragione didattica in chiarità di luce.
Leggendo queste poesie il cuore si rinfranca e la mente si apre a orizzonti infiniti.
Il Profilo di Renato Paternoster nella Galleria degli Autori
Renato Paternoster - Poesie
L'abete della stazione
Lungo il marciapiede della stazione
un abete solitario
fiancheggia l'unico binario
inghiottito
dalle due opposte gallerie.
Quel sempreverde ondeggia
al soffiare del vento e
solletica la luna che
pare sorrida compiaciuta
a quel tocco soave.
Me ne accorgo perché
i lineamenti vulcanici
danno al nostro satellite
fattezze umane.
Ed io
osservatore dei loro intenti
apprezzo la metafora
di un amore
così lontano e così intenso.
L'ottobrino
Quando della vendemmia viene il momento
il piccolo borgo si vivacizza e
l'andirivieni di motocarri
colmi di chicchi d'aglianico
mi danno un caro ricordo.
E come il profumo e l'aroma del mosto
sono prova e ricordo
della mia fanciullezza,
così quel gorgoglio gustoso
per il mio palato
mi trova oggi adulto, ebbro del rosso granato.
Dalle antiche cantine dello "Scescio",
da quelle grotte illuminate
una accanto all'altra come lucciole,
uomini intenti alla secolare e laboriosa maestria
partoriscono quel gradito e schietto vino.
E tra costoro Rocco Romano che
nel porgerci taralli e aglianico afferma
« Per voi che siete "bevanti"
e che capite queste cose
vi trovate sicuramente più vicini a Dio ».
Neve a Barile (Potenza)
Da lontano il monte volture
si staglia come un avvoltoio
con la criniera bianca.
I rami dei castagni, dei pioppi e
delle querce
sopportano il peso
della candida coperta.
Di tale manto
immagino i minuti cristalli esagonali
che esprimono l'esattezza di Natura.
Ah! Paese natio
assaporo con la vista
questa coltre che
sormontando ogni protuberanza
ogni tetto, ogni oggetto e
colmando viceversa
ogni vuoto, ogni concavità, ogniddove
mi fa sentire
un po' cavo e un po' pieno
ma
felice
da non avvertire nemmeno il freddo.
Pretesa
Il fiore che
mi accompagna da più lustri
ha espresso un'idea lusinghiera.
Eravamo sulla spiaggia sdraiati
e lei, d'un tratto, mi dice:
"Voglio con te finire
i miei giorni, nello stesso istante".
Che pretesa! Mi dico!
E così pensando,
mi assale il dubbio
che per questa donna
non abbia fatto abbastanza
come uomo e come marito.
Perché questa richiesta, adesso!
Perché questo bisogno, adesso!
Perché questo desiderio!
Perché questa volontà!
Forse la fine è meno aspra
se divisa in due!
È meno dura se dimezzata!
Oppure è la solidarietà che
ci accompagnerà oltre. Mah!
Le opere di Renato Paternoster
