
Qualcuno sta già storcendo il naso, qualcuno è rimasto fermo con uno sguardo dubbioso. Che c’entra ora Dante con il web? Quasi certamente, nulla. Ma sarebbe davvero fantastico immaginare che farebbe oggi il Sommo Poeta, accorgendosi, con immancabile stupore, che la poesia, quella fatta di inchiostro e penna, ha perso il suo pubblico e la sua carta, disperdendo in vetrine digitali i versi in rima. In tanta vastità, lo immagino subito organizzare i blog in gironi e dividere il mondo immateriale ed etereo della rete in nove cieli: la necessità di individuare mappe utili per classificare e distinguere ciò che ci si offre, è un bisogno senza tempo.
Internet ha trasportato infatti gran parte della materia poetica all’interno di siti e blog, salvandola da un mercato che stava già cantando il suo requiem aeternam. Si è venuta così a creare una nuova e vasta comunità, fatta di persone che amano, scrivono e seguono la poesia. Sia chiaro, nelle librerie è ancora possibile comprare libri in versi, Dante lo sa bene; ma quello che è sempre più difficile scovare, sono gli autori contemporanei e sconosciuti ai più. L’editoria ha smesso di investire nella categoria tanto da voler farci credere in un’estinzione prematura dei poeti. Ma questi poeti estinti, snobbati dal mercato tradizionale, offrono ora i loro versi ad un pubblico potenzialmente molto numeroso. Il cyberspazio poi, oltre a provvedere alla sopravvivenza, garantisce loro la gratuità della pubblicazione.
Manna, per i tempi che corrono. Al di là della breve incursione internettiana di Dante, ci è sembrato interessante chiedere a creativi e poeti che scrivono nei blog, cosa pensassero di questo nuovo modo di comunicare la poesia. Tanto più che il 21 marzo è stata la giornata mondiale della poesia.
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Fonte: Spot and Web


