La recensione di Giulio Panzani (*)
Il senso magico della parole
E’ un senso particolarissimo della parola quello che muove Nicla Morletti in questo nuovo percorso letterario, sulla scia delle precedenti esperienze che coniugano storia e cultura, verosomiglianza e sogno, nel tracciato di una storia e di un’ambientazione che fuori dal nostro tempo acquisiscono il senso di un’avventura spirituale. Nicla Morletti plasma - potremmo dire – le sue pagine in una sorta di codice simbolico che richiamandosi a un’epoca caratterizzata da sentimenti e valori capaci di connotare intere esistenze, offrono peraltro spunti di riflessione nel confronto con un’attualità fatta di disincanti e di disamore. Un’iconografia, dunque, che si pone come riferimento polisemantico proprio quando l’uso dei fenomeni consueti rischia di liquefarsi nella multimedianità e in una sempre più aggressiva multiculturalità. E che qui “ritornano” invece anche sotto forma di messaggio che si associa ad una suggestione e ad un fascino d’immediata presa e di compiuta resa stilistica, ormai costanti in ogni passaggio semantico dell’autrice senese. Pagine che definiscono anche un’affermazione della femminilità che costituisce un elemento all’inizio inafferrabile e poi sempre più percepibile del romanzo che al di là dell’intrattenimento di una piacevole lettura si fa intuizione e proposta, sussurro misterioso, poesia segreta.
(*) Giornalista di QN - Quotidiano Nazionale La Nazione
I GIORNI DELLA ROSA
di Nicla Morletti
Edizioni Giuseppe Laterza
2010, p. 205
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Un antico manoscritto, uno stemma gentilizio troncato di azzurro e di oro, due stelle a otto punte e un castello in collina immerso nel verde della campagna toscana. Esso appare all'autrice come sospeso tra il cielo e la terra quando ella si ferma, in una sera d'estate, dinanzi al suo portone.
Nell'aria un presagio di pioggia.
E petali di fiori portati dal vento.
In questo romanzo dalla magica atmosfera ricca di mistero, l'enigma dell'esistenza che tutto avvolge, tutto muta.
Regina la luna che nell'eterno vive, forse sospesa alle stelle con mille invisibili fili, o forse galleggiando su un'onda di singhiozzi.
Un nuovo omaggio di Nicla Morletti ai lettori e all'amico Mario Luzi che, nelle prima pagine di uno degli ultimi romanzi dell'autrice, aveva scritto: "E' questa una storia di estasi amorosa, di passione, una storia raccontata così da vicino, con tanta affabile aderenza e partecipazione, da offrire una piacevole lettura.
Anche per la spigliata amabilità della prosa, felice soprattutto nella sensualità, nei quadri variabili e variopinti della natura e delle sue stagioni. Prendo congedo da queste pagine con il soddisfatto gusto di aver letto questa realissima favola".