Il commento di Nicla Morletti
DNA: un romanzo particolare. Una storia che dà vita ad altre storie, a nuovi intrecci.
Una narrazione fluida e accattivante dove non esistono dimensioni a noi conosciute, che ci trasporta in un eventuale futuro.
Il fascino della fantascienza ci coglie mentre leggiamo queste pagine dense di attesa e curiosità. Una ricercatrice cinese mette a punto un programma per analizzare i codici genetici umani e un popolo cerca di salvarsi andando alla ricerca della terra perduta e dell’Arca di Noè.
La scienza crea e distrugge. Non rivelo altri particolari di queste interessanti pagine da leggere ed esplorare.
Ci viene da pensare: cos’è in definitiva il tempo? Dove finisce la realtà e dove comincia la fantasia?
Un ottimo libro scritto da un autore tedesco di talento che afferma: “Oggi le favole cominciano laddove un tempo terminavano”.
DNA è stato uno dei libri vincitori del Premio Letterario Garcia Lorca e del Premio Alberoandronico 2008.
In copertina:
Edward Munch, L’urlo (1893, Oslo Munchmuseet), rielaborazione.
DNA
di Rodolfo Viezzer
Gruppo Albatros Il Filo
2008, p. 176
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Il reale che diviene ipotetico.
Una storia probabile. Una storia che si intreccia inconsapevolmente ad altre storie senza tempo, luogo, dimensione conosciuta. Una storia che diviene fantascienza, eventuale futuro.
Una mamma sta aspettando che il suo bambino rientri da scuola e l’attesa diviene soffocante e vana. Una ricercatrice cinese mette a punto un programma per analizzare e confrontare i codici genetici umani e si troverà davanti una clamorosa verità. Una cospirazione che prepara un totalitarismo. Un popolo che cerca di salvarsi e va alla ricerca della terra perduta e perfetta, l’Arca di Noè. La divisione della gente in Rossi e Verdi: i primi privilegiati e protetti, i secondi sfruttati, oppressi. Chi governa e chi lavora. E su tutto gli interessi delle multinazionali, i desideri dispotici dei singoli, la Scienza che crea e distrugge.
Dove finisce la realtà? Dove incomincia la fantasia?