Venerdì, 3 Settembre 2010

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Essere donna di Lidia Colla

Il commento di Nicla Morletti

Essere donna di Lidia CollaUn romanzo dall’introspezione profonda, questo di Lidia Colla. Una donna alla ricerca di sé.
Torino, fine millennio, una città bella e magica. E due donne che si incontrano e si scambiano le loro pulsioni interiori, le loro sofferenze, esperienze, aspirazioni.
La fatica di essere femmina. E quando riprenderanno ciascuna il proprio cammino, lo faranno ambedue con una forza nuova. Con nuove speranze.
Un romanzo dallo stile sobrio e dai buoni contenuti.
Un messaggio di speranza per tutte le donne e per chiunque voglia attingere dal mondo dell’anima.
Opera segnalata al Premio Gaetano Cingari 2009.

ESSERE DONNA
ovvero Aznareps, il volo della speranza
di Lidia Colla
L'Autore Libri Firenze - Collana Biblioteca 80
2010, p. 72, seconda edizione
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E' un romanzo breve che percorre un arco limitato, ma intenso, della vita della protagonista, Maria,la quale, in un momento di profonde trasformazioni interiori ed esteriori, cerca di ritrovare se stessa e di capire il senso della sua vita e del suo essere donna.
E' il romanzo della fatica di essere donna, ma anche il romanzo della speranza, dove tante donne potranno riconoscersi, in un caleidoscopio di tanti specchi, in cui ciascuna potrà ritrovare un suo anche piccolo ritratto. La storia è ambientata a Torino, magica e malinconica, filtrata dal ricordo della situazione particolare in cui il racconto si svolge e dalla consapevolezza della problematicità della situazione femminile, che fa da filo conduttore.
Alla protagonista viene spontaneo il confronto con le altre donne, soprattutto quelle amate, in particolare la nonna, vista con ammirazione e quasi timore, e che agli occhi della bambina si eleva come donna autorevole, che ha voce. Ma anche con quelle che non hanno avuto la forza, o l'aiuto, per lottare.
Ma ecco un misterioso incontro che porterà Maria ad una più profonda presa di coscienza di sé e del mondo...
Il racconto si svolge come un giallo, con i tempi e le pause della suspense, fino all'ultima pagina, dove liberatoria arriva però anche la commozione.
Sullo sfondo Torino fa da coprotagonista, così piena di magiche luci e di strane presenze, come la donna dal volto velato - forse il suo alter ego? - dalla quale riceve in dono la forza della speranza, nella consapevolezza che la fragilità non vuol dire debolezza né sminuire il proprio essere persona, ma permette agli altri di avvicinarsi.
Alcuni innesti di poesie dell'autrice, come scavo e sintesi di emozioni e sentimenti, permettono una più approfondita chiave di lettura della vicenda.

Premio Letterario Internazionale Il Molinello

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