LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI

Originalissimo romanzo, si fa leggere bene per questo suo fascino che aleggia nelle pagine in un continuo andare della nostra mente, proprio come fanno sulle rotaie i treni, tra immaginario e realtà.
E’ il viaggio della vita fatto di storie e dinamiche in movimento dove passato, presente e futuro perdono il loro valore convenzionale. Scorrono i personaggi, cambiano le situazioni: le vicende si susseguono, si amalgamano, riecheggiano come vive voci sulle pareti rocciose dell’inconscio. E il lettore attinge esperienze nuove in questo viaggio tra le pagine. Di tanto in tanto una breve sosta ad una stazione. Poi si riparte. Per un altro binario. Per un altro luogo. Nello spazio e nel tempo. Nell’essenza della mente. I personaggi? Compagni di viaggio.
I TRENI DI ALINA
di Olga Karasso
L’AUTORE LIBRI FIRENZE - Collana Biblioteca 80
2008, p. 112
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Romanzo che tratta con ironica benevolenza, anche se in modo sottilmente crudo, temi attualissimi: dalla sporcizia dei treni alla politica che la gente avverte confusa, dal grave problema degli extracomunitari sino ai più arditi voli metafisici con riferimenti alla Romania di Ceausescu, all'invasione della Cecoslovacchia, alla Cina, agli USA, ecc.
La storia si svolge in treno in un continuo alternarsi dei capitoli tra la realtà del momento e ricordi e riflessioni al di fuori dei canoni convenzionali di spazio e tempo. Leandro, un anziano e cinico giornalista, mentre ascolta annoiato e con sufficienza i discorsi perlopiù banali e spesso inesatti dei compagni di viaggio, perfetti esemplari della società contemporanea, per strane associazioni mentali e in modo volutamente frammentario ricorda eventi personali e politici che si illuminano a giorno in un gioco senza tempo e surreale come è il gioco della memoria, dove la realtà è soltanto un punto di vista. Altri personaggi importanti sono Alina, che incarna l'irrequietezza odierna nella ricerca di un credo qualsiasi che dia senso alla vita, e l'originale professore Popescu, dalla cui bocca escono verità relative allarmanti.
Lo stile cerca di essere fedele alla cultura e alla tensione psichica dei personaggi e alla personale ricerca dello scrittore di come funziona il cervello prima di essersi rivestito di troppe maschere.
Dal libro
Superba invenzione! La migliore in assoluto. Il popolo delle automobili e degli aerei non sa che cosa si perde!Ad Alina piaceva viaggiare in treno. Le era sempre piaciuto. Punta di snobismo. Professava che il lieve ritmico sballottamento dei treni, pur rotto da veri e propri scossoni, le funzionava da perfetto ipnotico. Come quando da piccoli qualcuno ti cullava per farti smettere di strillare. Nei casi favoriti. Era seriamente convinta che il corpo dovesse averne profonda memoria e nostalgia per accettare, così volentieri, persino lo stridore delle ruote sferraglianti contro i binari.
Sistema formidabile per rilassarsi senza sensi di colpa per una natura essenzialmente indolente. Pigra. Alina si divertiva a raccontare che era oltremodo felice di pagare qualcuno che le trasportasse in giro la carcassa, permettendole di spiare gli altri senza sforzi sovraumani. Treni di lusso. Su treni sgangherati. Faceva lo stesso. Su quelli lerci che secondo lei pizzicavano di vita più degli altri. Minimo una doccia al giorno? Poco salutare. Come se la modernità del lavarsi troppo togliesse energia e anticorpi. Buonumore. Riteneva che lo scampanellio annunciante il sospirato carrello con bevande e panini, altro non fosse che il segnale di un imminente apporto magico da altra dimensione. …Il buon profumo dei panini fumanti con enormi würstel e senape della sua infanzia, sugli infiniti treni diretti a Vienna. Carrozza di prima classe. Indissolubilmente legati al tenero ricordo del padre che si tranquillizzava soltanto dopo averla vista mangiare. Fisime delle precedenti generazioni. Il resto aveva relativa importanza. La vita era stata spudoratamente scorretta nel servire loro la più trucida delle guerre. Le persecuzioni. Non mi fare arrabbiare! Finiscilo senza ulteriori capricci! Su, Alina, un ultimo piccolo sforzo per fare contento il tuo papà! Ancora questo pezzettino e poi basta. Te lo prometto. Se farai la brava, appena arriveremo ti compererò...
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