LA RECENSIONE DI NICLA MORLETTI

Edda Ghilardi Vincenti è una vera poetessa dai sentimenti puri e profondi.
Dotata di una estrema sensibilità artistica, amalgama nel suo interiore immagini e colori che divengono pura forza creativa nella musicalità e bellezza del verso.
Una poesia la sua, dal tono pacato e a tratti nostalgico che crea scene di immensa bellezza.
Un lirismo che conquista non solo per la purezza e musicalità del verso, ma anche per la profondità dei concetti da cui emerge il sentimento dell'autrice che trae origine dai grandi ideali di cui è ricco il suo spirito.
Poesia che è messaggio d'amore, con descrizioni di intensa bellezza dove, nel cielo della sera, nell'ultima luce trasparente si perdono dolci i pensieri.
COME LA BELLEZZA L'AMORE
di Edda Ghilardi Vincenti
Bastogi Editrice Italiana - collana Il liocorno. Poeti del Novecento
2008, 102 p.
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Dalla prefazione di Manrico Testi
Edda Ghilardi Vincenti, a corredo di questa nuova deliziosa silloge poetica torna a proporci una seconda selezione antologica di poesie tratte dalle sue più recenti pubblicazioni. Ne scaturisce un articolato distillato dell'anima di questa poetessa che ha fatto del suo canto, sulla scansione dei propri sentimenti, del proprio mondo percettivo e razionale, dei propri fermi e radicati valori, "una finestra aperta sul mondo", per dirla con Ferruccio Maraspin, nell'intima consapevolezza di proporre un modo di vivere e di interpretare la realtà di alto sentire spirituale e di forte timbro etico. E l'universo vincentiano, quale si è andato via via delineando, viene qui approfondito e ampliato per un'ulteriore maturazione affinata dalle dure prove di una recente, dolorosa odissea ospedaliera, pudicamente accennata (perché, come scrive giustamente Vitaliano Brancati in "Paolo il caldo": "ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto e la voce dello spirito ne esce melodiosa"), e per un rafforzato "credo", come indica il titolo del volume, nella forza elevatrice della "bellezza e dell'amore".
Così Edda Ghilardi Vincenti, partendo dal proprio mondo personale, all'interno di un ventaglio tematico ben assestato, mostra ancora una volta di riuscire, come pochi altri autori, a mettersi in calda sintonia coi lettori e a farsi interprete di un sentire generale condivisibile e condiviso, veicolando, sulle ali della poesia, valori positivi e leopardiane "consolazioni", aiutandoci a riscoprire incanti e fascinazioni, a sopportare, fidenti, cadute e laceranti sofferenze, ad aprire, con Cristina Aprato, "il proprio cuore alla bellezza della creazione" e ai sentimenti profondi, primo fra tutti l'amore.
Dalle prime pagine
Dalla riva del lago
Guardo dalla riva del lago
Il canneto illuminato
Dal sole al tramonto,
Le piccole case
Aggrappate alla roccia
E un vecchio maniero
Che dalla sommità del colle
Sorride con le sue finestre vuote
Alla serenità del paesaggio.
Come sei verde e tranquillo
Vecchio borgo lacustre,
Che pensieri di dolce serenità
Mi ispiri, pensieri
Come onde leggere,
Come voli di vento,
Come battiti d'ali...
Come vorrei vivere qui
Nel silenzio profumato della sera!
Sera di mezza estate
Come sei dolce
sera di mezza estate,
e come sei triste
con quel profumo d'autunno
che si avvicina,
e quella sottile malinconia
vestita di bruma mattutina
e di sogni spenti
che l'estate aveva acceso
di fidenti attese...
Tra poco le prime foschie
veleranno il paesaggio
con cortine di chiare brume
e meno intenso sarà il verde,
meno accesi i colori...
Come vorresti allora
rivedere l'azzurro cielo
di primavera,
quando i sogni si accendono
di speranze e illusioni
senza limiti, senza tempo.
Come sei dolce
sera di mezza estate,
e come sei triste
con quel profumo d'autunno..
Non piangerò...
Non voglio piangere
sui dolori della vita,
sulle delusioni cocenti,
sul male talora ricevuto
in risposta al bene...
No, non voglio piangere,
sterile è il pianto
e non spegne il dolore,
non cancella la delusione,
non rasserena l'anima!
Voglio continuare a sorridere
e vincere con la serenità
i momenti di sconforto
e trovare in me
la forza di reagire, di amare ancora…
No, non voglio piangere!
Scende il buio
Scende il buio sugli alberi spogli,
Sui colori splendenti che l'estate
Aveva dipinto di dolci sogni,
Sui tristi viali della città, grigi
E fruscianti di foglie morte, stinte,
Che un freddo vento trascina con sé
Scende il buio su un altro anno
Della nostra vita, sulle gioie
E sui dolori, sulle speranze
E sulle illusioni, e la tristezza
È polvere impalpabile, ma pesa,
Quanto pesa sull'anima!
Come vorremmo cancellare
Questa buia stagione e i pensieri tristi,
Gli amari ricordi, i rimpianti, e sorridere
A quel fiume inarrestabile di attese
E di speranze che è la nostra vita,
A quel timido e freddo raggio di sole
Che vorrebbe scaldarci il cuore
E che è simbolo di una vita che tornerà,
Tornerà a primavera...
Il Profilo di Edda Ghilardi Vincenti nella Galleria degli Autori.