Martedì, 22 Maggio 2012

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Gocce di tristezza di Sara Ciampi

La recensione di Nicla Morletti


Gocce di tristezza di Sara CiampiSara Ciampi è poetessa dell’anima e delle pulsioni del cuore. Della profondità del pensiero.
In questo libro di poesie, “gocce di tristezza” si amalgamano a sere di fine estate e a notti di luna. Ai paesaggi profondi dell’anima dove regnano emozioni velate di dolce malinconia, mentre “dentro l’immensa clessidra del tempo millenni di storia dell’umanità si depositano inesorabili come granelli di sabbia”.
In questo suo tacito dialogo con l’infinito, Sara Ciampi raccoglie sensazioni che traduce in versi sublimi come preghiere che scendono in ogni cuore a mitigare la sofferenza e il dolore.
L’autrice riesce a cogliere in un lirismo autentico, i più profondi sentimenti che riporta, purificandoli, quale dono d’amore per l’umanità, al sole della vita.


GOCCE DI TRISTEZZA
di Sara Ciampi

Edizioni Helicon
2009, p. 78
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Un libro dove si consumano le più intime interrogazioni dell'animo; dove lo stato meditativo e il monologo si assimilano al dialogo con la percezione del dettaglio e con l'infinito; dove la stessa tristezza del titolo si trasforma in un patto culturale tra l'essere e l'esistere.
Rodolfo Tommasi


Dal libro


Le stagioni della vita


Il tiepido vento primaverile
dona a noi, creature viventi,
la più lieta e rigogliosa stagione
nunzia di attese, gioia e spensieratezza,
di soavi sogni e dolci amori.

O uomo, come sono alti i tuoi ideali,
il vigore, l’energia e il possente impeto
nell'affrontare dolori e avversità
che ti regala la torrida estate
col suo rovente e luminoso sole!

Ma l'ombroso e malinconico autunno
a quale decadenza condanna noi,
che prima di sprofondare nell'inverno
veniamo spesso tormentati e vinti
dal triste declino della vecchiaia?

Fortunato è colui che mai proverà
i patimenti, gli affanni e le atroci agonie
di quel tempo di rimpianti e nostalgie,
di quell'infame seconda giovinezza
così straziante, desolata e struggente,
infausta e cupa stagione senza
più chimere, aneliti e speranze,
mesto periodo dell'esistenza,
preludio del fatale e implacabile
abbraccio glaciale della morte.

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