| Indice |
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| Soffi di vita di Giuseppina Mira |
| Premessa di Salvatore Ferlita |
| Presentazione di Augusto Giordano |
| Tutte le pagine |
La presentazione di Augusto Giordano
Desidero, per conversare sulla poesia della poetessa: Donna Giuseppina Mira, non soffermarmi su posizioni riguardo al verso, alla sua lunghezza; o se consone o meno alla moda corrente.
Non desidero nemmeno accertare se la sua poesia segua o meno un romanticismo, ormai quasi dimenticato, se non annullato dai travolgenti tempi tecnologici che viviamo. Infatti, che cosa è più, ad esempio, l'amore se non un movimento di umori, meglio se diciamo liquidi, trasportati da cellule dette neutroni, e attivati da certi "signori" detti neurotrasmettitori. Un sentimento, ad esempio, chi è costui? Come nasce? Chi lo eccita? Un solo semplice sguardo sorridente o bieco che non ha più nulla da spartire con l'anima, con il battito del cuore? La scienza, relegando tutto a tecnica, liquidi e sterili analisi, questo sembrerebbe affermare.
Ma tutto ciò non interessa.
Noi dobbiamo individuare se la Poesia della Poetessa Giuseppina Mira possa essere utile a mitigare, leggendola, il dolore dell'uomo di fronte alla degenerazione del mondo. Non dimentichiamolo: il mondo sta degenerando.
Non desidero, e lo troverei inutile, classificare la poesia di Giuseppina Mira spirituale, e sono lieto di non doverla classificare impressionista.
Poesia: dai tempi dei tempi è creatività; ma una creatività che si discosta dal ricercatore, che fruga tra le cellule per conoscere l'uomo sano; per poi travalicare il normale e curare il diverso.
Poetessa, e a pieno diritto, così si deve definire Donna Giuseppina Mira, per aver pienamente intuito che cosa offrire ai "suoi cento lettori". Per aver saputo coagulare gli elementi poetici e produrre il lenimento che possa, almeno lenire, l'animo del suo lettore. Donna Giuseppina Mira, Poetessa, da grande esperto d'arte, con raffinata sensibilità, ingrediente fondamentale che fa grande il medico d'anime, ha percepito la ricerca profonda che esiste nell'Io: nel suo Io, fucina poetica di indiscutibile valore.
È qui il punto. Nel leggere le poesie di Giuseppina Mira si capisce la sua grande intuizione.
Lei recita l'amore, la vita, la luce, e a volte mi richiama alla mente le brevi di un grande poeta spagnolo, quale Jimenez Juan Ramon; a volte mi riporta alla mente detti confuciani: o luce benigna illumina il mio cammino un sol passo mi basta.
Nel mondo d'oggi, più che mai pervaso da guerre terribili oltre l'incredibile, dall'annullamento del futuro attraverso l'annientamento programmato dei bambini, a che cosa servirebbe la poesia fantastica, futurista impressionista; espressioni sempre più difficili da interpretare e sempre più difficili da comprendere, se non con l'ausilio "dell'esperto"?
L'arte moderna! La poesia futurista! Così difficile da capire, che cosa è riuscita a cambiare di questo mondo orrendo, cattivo, dimentico del Prossimo? Nulla; e quindi a nulla serve.
La poesia di Giuseppina Mira dice: "Stringersi all'amore come petali attorno alla corolla", è una tra le sue più belle espressioni, lo dice chiaramente a chi soffre, lo dice chiaramente a chi gioisce affinché il primo lo cerchi e l'altro lo doni a chi lo cerca.
"Cerchi l'amore? La pace?" si domanda per noi la poetessa e per noi risponde: "Domandalo ad un bimbo come si fa". Questo è poetare, questo significa aiutare, questo capiranno tutti leggendo la bella poesia di Donna Giuseppina Mira: poetessa.
Viva la poesia e perduri la poesia di Giuseppina Mira che nelle sue poesie implora: gli astri, la luna e l'universo intero affinché cambi qualcosa; che mostra i piedi nudi carichi di ferite; che propone di spalmarsi sulle ferite un sorriso di un bimbo, che chiaramente denuncia gli uomini insetti divoratori, che per un attimo immagina un silenzio di pace, che invita a non dimenticare i bambini: significherebbe cancellare il futuro; che dice: ama il tuo prossimo; che dice alla mamma di non abbandonare suo figlio; "apri il tuo guscio" dice Lei, ci ripete e "apri all'amore, all'amore, all'amore". Viva la poesia di Donna Giuseppina Mira; e che prosperi, sotto le grandi ali del Buon Dio Ispiratore.