Il commento di Nicla Morletti

Figli di papà si nasce. Ed è difficile trovare la propria strada o una propria affermazione, proprio quando tuo padre è uno dei personaggi più illustri e importanti del cinema italiano. Christian De Sica si sarà domandato più volte: "Come fare per essere apprezzato come lui? Per essere amato dal pubblico come lui?" Ce l'ha fatta. E leggendo questo interessante, stimolante, divertente libro si capisce come. La sua arma vincente è stata l'intelligenza, ma soprattutto l'ironia con la quale descrive i miti del cinema, della letteratura e dell'arte che hanno fatto parte della sua vita fin da bambino.
FIGLIO DI PAPA'
di Christian De Sica
Mondadori - Collana Ingrandimenti
2008, 269 p.
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Christian De Sica, con una manciata infinita
di aneddoti, allegri e tristi, divertenti e amari, ha montato la
propria autobiografia in cento sketch. Dal Neorealismo e i ladri di
biciclette alla gloriosa serie dei film di Natale, alle piccolissime
beghe della rottura dei rapporti con Massimo Boldi, De Sica racconta e
tesse infinite trame e personaggi. Roberto Rossellini, grande amico di
papà, brillantissimo e bugiardo, che lo fa debuttare a sedici anni al
cinema. L'entusiasmo, l'eleganza, l'umiltà, la follia, la dolcezza, il
genio di un padre amatissimo. La bellezza e lo spirito della madre
spagnola, Maria Mercader. Gli incontri con Flaiano, Visconti, Fellini,
Pasolini, Sordi, Risi. E poi ancora la sua vita di figlio di papà, che
a ventitré anni deve fare i conti con la morte di un padre che non gli
lascia nulla, perché si è giocato tutte le sue fortune ai tavoli verdi
dei casinò di ogni parte del mondo. In prima liceo De Sica diventa
compagno di scuola di Carlo Verdone. Le imitazioni e gli scherzi che i
due fanno ai professori del Collegio Nazareno si trasformano nel loro
percorso di formazione, un bizzarro Actor's Studio tutto romano. Amici
per la pelle, diventano anche una famiglia quando De Sica sposa Silvia,
la sorella di Carlo. Tra lo scetticismo di molti, la voglia di fare il
cantante, il fallimento a Sanremo, nasce un attore, uno showman, un
uomo, il De Sica di oggi: uno tra i più amati attori italiani.
Christan De Sica nasce a Roma il 5 gennaio 1951, figlio di Vittorio e Maria Mercader. E’ sposato con Silvia Verdone, sorella del noto Carlo e figlia dello storico del cinema Mario, dalla quale ha avuto due figli: Brando e Maria Rosa.
Dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di lettere dell’università La Sapienza dove sostiene sette esami prima di scegliere la carriera artistica.
Il suo esordio nel cinema è nel 1968; una partecipazione nella produzione francese “Pauline 1880” di Jean Louis Bertuccelli. Prima di seguire le orme paterne non rinuncia alla sua prima grande passione: la musica, e nel 1973 partecipa al Festival di Sanremo.
Nei primi anni 70 Christian inizia a recitare per registi importanti come Roberto Rossellini in "Vita di Blaise Pascal" (1969), lo stesso Vittorio De Sica in “Una breve Vacanza” (1973), Pupi Avati in "Bordella" (1976) fino a vincere il suo primo David di Donatello come attore rivelazione per "Giovannino" di Paolo Nuzzi. Con il cognato Carlo Verdone nel 1982 lavora a “Borotalco”, “Acqua e Sapone” nel 1983 e sei anni più tardi in “Compagni di scuola”. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con il regista Carlo Vanzina per “Sapore di Mare” (1982) e “Vacanze di Natale” (1983) che gli permette di diventare uno dei più famosi interpreti di quelle commedie dal sapore “vacanziero” e “natalizio” che successivamente troveranno nella regia di Neri Parenti un eccellente custode del filone.
Molti di questi film sono stati girati in compagnia di Massimo Boldi con il quale, nel 2000, conquista ancora il David di Donatello fino all’annuncio della separazione artistica dopo “Natale a Miami” (2005).
Christan De Sica ha lavorato complessivamente in circa 90 film fra i quali numerosi campioni del box office; è uno dei pochissimi attori che può vantare al suo attivo ben 17 Biglietti d’Oro del Cinema Italiano, i riconoscimenti attribuiti annualmente ai film che hanno ottenuto i maggiori incassi.
Non solo attore, ma anche regista, a 39 anni, come il padre, esordisce dietro la macchina da presa con "Faccione" (1990) da lui scritto e diretto e che lancia sulla scena Nadia Rinaldi. Nel 1991 dirige ed interpreta, accanto a Ornella Muti, “Il conte Max”, sempre come regista e interprete, firma “Ricky e Barabba” (1993) con Renato Pozzetto. Fra l'altro ha diretto spot pubblicitari per “Fiat” e “Telepiù” ed è apparso, come protagonista, in quelli del “Parmacotto” e della “Tim”. Gli altri film diretti sono “Uomini, uomini, uomini” (1994), “Tre” (1996), “Simpatici & Antipatici” (1998) e l’ultimo “The Clan” (2005): commedia musicale sul sogno americano e omaggio al sempre ammirato Frank Sinatra.
(Fonte: www.christiandesica.it)
