Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Il tuo amore è in me

Mani protese per sfiorare
un volto amato.
Carezze come battiti d’ali,
caldi abbracci.
Poi il fuoco entra nelle vene,
cerco le tue labbra
per assaporare il piacere dei tuoi baci.
Odori, profumi inebriano
la mia mente razionale
che ora vuole vivere quest’amore.
L’odore della tua pelle m’invade
stuzzicando i miei sensi.
Come un magico rituale
intorno a noi vola
ciò che c’imprigionava
nascondendo due corpi pronti per amare.
Sospiri, gemiti echeggiano
nella stanza; due corpi danzano
tra lucenti lenzuola di seta.
Il profumo d’incenso
e il bagliore delle candele
rendono magico questo angolo di mondo.
Il tuo amore è in me
si diffonde impadronendosi
del mio corpo e della mia anima.
Il sonno ci sorprende nell’estasi
di un caldo abbraccio.
Ora finalmente sono tua,
non più sogni, ombre, speranze,
ma un corpo e un’anima d’amare.
 

Ambradorata

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Amor immortale

Antiche mura
un tempo dimora ora sepolcro
custodiscono il segreto
del nostro amore,
amanti fuggiaschi in segreti convegni
al silente calar della notte
al tempo, in cui la luna
vestale delle passioni
l’annuncio reca
che di amare il tempo è venuto.
Sui nostri visi
d’amor immortale risplendenti
sparge
un pallido raggio lunare
il suo latteo chiarore.
Le dita intrecciate
le anime avvinte
dalle lievi catene dell’estasi
sussurrano una promessa
che nessuno più udrà
labbra su labbra
tremanti
nel timore di un bacio
troppo breve
a suggello di un’unione
oltre gli oceani del tempo
oltre i confini dell’esistenza
come sposi che non fu loro concesso
in vita di essere

Pamela Boiocchi

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Gocce di colore

Affascinato dai movimenti di lei, seduto nella vecchia poltrona rossa con una gamba sul bracciolo e il posacenere in grembo, Stefano non la mollava un attimo con lo sguardo e fumava con molle rilassatezza. Nella stanza solo il rumore del pennello sulla ruvidità della tela.
Lei dipingeva, tratti secchi e decisi, la mano ferma a seguire le pieghe del cuore, come diceva sempre del suo lavoro, a piedi nudi sul parquet e lunga maglia azzurra a coprire i fianchi fasciati nei jeans.
Stefano sorrise compiaciuto: l’idea di farle usare il suo studio, con la scusa che aveva più luce di quello di lei, era stata un’intuizione giusta.
Ora lei era lì e lui ne sorbiva ogni piccolo gesto, come fossero gocce di profumo sparse nell’aria.
In quell’attimo lei si girò e disse:
“Finito!”. Posò pennelli e colori e andò verso di lui: “Cosa ne dici?”
Uno di fronte all’altra, il tempo si fermò, una goccia blu cadde con un tonfo sul parquet ma loro non si mossero. Gli occhi negli occhi a scoprirsi per la prima volta.
Silenzio e basta.
Poi lei alzò la mano, allungò le dita sporche di colore e gli accarezzò il viso: polpastrelli a sfiorare i contorni e le storie vissute nei disegni della pelle. Stefano, sempre in silenzio, le prese le dita e se le portò alle labbra, ne baciò le punte e poi avvicinò il viso a quella mano colorata come la sua anima.
Un momento che durò una vita, lui vide nei suoi occhi una collana di giorni dipinti in una tavolozza e lei vide in quelli di Stefano il passato, le storie e i loro segni.
Un brivido nella schiena e si avvicinò a lui e al suo calore.
Lui la strinse e ne assorbì il colore.

Zenzerocandito

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

La voce dell’amore

Ora tarda. Ammantata di velluto nero e stelle, una donna cerca e regala emozioni tra i solchi di un disco in vinile.
Telefono. Telefono. Telefono ancora. Un gesto rapido per tirar via le cuffie
– Radio Radar, sono Francesca, la tua voce nella notte, chi sei? –
Silenzio. Silenzio. Un clacson in lontananza.
– Ciao Francesca, sono Paolo –
– Vuoi intervenire in diretta per una dedica alla tua fidanzata? –
– Si, cioè, no, cioè, forse si, cioè no. No. Volevo parlarti. –
Silenzio. Imbarazzo. Dall’altro capo la sensazione di conoscerla da sempre, Francesca, che in cuor suo pensa scuotendo il capo: «Cielo, l’ennesimo maniaco!»
– Senti Mr Meraviglia, io solitamente sono di un gentile pazzesco con tutti, ma oggi imbocchi proprio la strada sbagliata. –
Click. Silenzio. Telefono. Telefono. Ancora telefono. Uno sbuffo.
– Francesca, Radio Radar, sei sempre tu Mr. Meraviglia? –
– …bisogna avere una discoteca al posto del cervello per non notarti. Trovare il coraggio e chiamarti per dirlo non è stato facile, perchè ho sempre qualche problema con queste cose di donne e tu, miseria, sei speciale. Diavoli se sei speciale. Volevo solo lo sapessi… –
Tutututututu. Click. Silenzio, o quasi. Gira un pezzo dei Traffic.
…And little Sir John sprung up his head and so amazed them all…
Sospiro. Un pensiero assurdo, fugace e stupendo a Paolo che, forse, non sentirà mai più…
Inforcando cuffie e microfono, Francesca si domanda dove sia quel folle e romantico uomo.
Il Mondo si ferma per un momento. La Voce della Notte aveva appena ascoltato, calda, sincera, passionale… la Voce dell’Amore.

Marileda Maggi

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Spartito scritto per sola mano destra

In un cielo di settembre
ad ombre allungate
intreccio un filo che m’avvicini
a quella luna che guardo
ricamando un amore
non ordinario.

La mia musica
è una percussione
suonata dall’anima
ritmata dal cuore.
Nello spartito
leggo solo note
per mano destra.

In punta di piedi
su un filo d’erba
inizio il cammino
che in un sol colpo
mi porterà alla luna
e a Te.
Morirò nel respiro
che mi sveglia al mattino.

Arsomnia

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Purezza e peccato

Gilda 

Sospiro
tocco
graffio

labbra bollenti
bramose di baci
a disegnarne il profilo
morbide dita

mani calde
scivolano lente
su pelle di seta
avanza il respiro

sfiorano… danzano
piacere proibito
raggiungono veloci
… nettare di vita

mi mordo le labbra
nel rosso di impeti immensi
fino ad un limite fuso
con l’avanzare dei sensi

socchiudo le labbra
in un attesa infinita
lento il piacere
del gusto proibito

Gilda

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Anche questo è amore

Era seduta su una vecchia sedia, il corpo sfatto, l’aspetto sciatto e trasandato di chi non ha più tempo per pensare a sé stessa.
Ma gli occhi…I suoi occhi, di un indefinibile azzurro stanco, lo guardavano ancora con immutata dolcezza. Pronta ad alzarsi era, ad un sia pur impercettibile movimento di lui.
Ancora pronta era, nell’aiutarlo a bere un sorso d’acqua, ad imboccarlo con sollecitudine, ad accarezzagli i capelli ancora folti da ragazzo intraprendente, quale era stato tanti anni addietro.
Era diventato, per lei, alla stregua del figlio più adorato; lo amava ancor più ora, che la malattia lo aveva reso simile ad un vegetale, privandolo della sua volontà, della sua intelligenza, della umana capacità di provare sensazioni ed emozioni.
Però gli aveva promesso amore e dedizione, anni prima, in un assolato giorno di fine estate; era ancora suo marito, nonostante tutto e non poteva, non voleva, sottrarsi a questo impegno cosi gravoso: curarlo, essergli vicino ora più che mai, mentre la malattia lo stava portando via da lei.
Lo guardava e si chiedeva se…
Chissà se lui la riconosceva ancora, quando posava quel suo sguardo vacuo su di lei.
Chissà se ricordava ancora, quando erano stati giovani, belli, potenti, in grado di vincere, insieme, sul mondo.
Chissà se rammentava ancora quelle notti di passione ed amore in cui avevano concepito i loro due figli ormai adulti.
Chissà se…
Chissà.
E mentre lei ora lo abbracciava per aiutarlo a stendersi sul loro letto per facilitargli il riposo, pensava ad un’altra donna, che in altri tempi, aveva curato quell’uomo con amore, senza che lui, ancora troppo piccolo, se ne rendesse conto.
Lei, la sua donna da una vita, lo curava ora, dopo che quella maledetta malattia gli aveva cancellato ogni pensiero razionale.
Bambino, uomo, bambino.
Un cerchio perfetto che si chiude, un inno all’amore puro.
Amore dato nella malattia è amore che vince la morte.
Perché anche questo è amore.

Artemisia

Oggi, la nostra amica Artemisia festeggia il suo compleanno. Facciamogli gli auguri! Io porgo i miei personali e quelli del Comitato Organizzatore del Concorso di Emozioni, ringraziandola ancora per tutto quello che ha fatto per la nostra Iniziativa. Tanti auguri Artemisia.

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

L’aquilone

Il rapporto tra me e lui è come il legame tra un aquilone e il bambino che ne stringe il filo tra le dita. Io sono l’aquilone, lui il bambino.
All’inizio mi ha tenuta tra le mani. Affascinato mi ha carezzata, cullata, posseduta; poi si è stancato del giocattolo e mi ha posata, delicatamente, allontanandosi. Ed io lentamente, complice il vento, ho preso il volo.
Eppure lui aveva sempre il filo in mano. E lo teneva stretto nonostante tutto. Mi dava spago ed io mi allontanavo, ogni volta un po’ di più, via da quelle mani che mi avevano fatto male, posandomi così presto, senza neanche darmi la possibilità di conquistare il suo cuore. Poi un piccolo colpo al filo mi riportava accanto a lui, che per un attimo mi guardava, mi parlava, mi carezzava e, quando mi illudevo che la situazione stesse mutando, tornava a posare il suo sguardo altrove, allontanandosi ancora, lasciando di nuovo che prendessi il volo.
Ma i suoi colpi al filo si facevano sempre più radi e la mia distanza da lui cresceva, quasi incolmabile. Lui cominciava a sbiadire nella mia mente, la sua presenza nel mio cuore sempre meno nitida, finché mi sono convinta che il filo, quel legame magico e sottile, si fosse spezzato o che lui stesso l’avesse lasciato andare.
Poi un piccolo dolce strattone e ho sentito di nuovo che ci sei, che il legame c’è sempre. Profondo e forte come la prima notte, non importa quanto ci allontaniamo o quanto lo neghiamo. Ora ne sono felice, perché una parte di me ti ama. Ancora. Sempre. Comunque. Ed il resto del mio cuore ti vuole bene così come sei, sfuggente ma col filo stretto tra le dita.

Fata Matta

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Riflessi

Mi specchio in albe di te
… Cosa sei?
sei il sogno che si infrange sugli scogli della mia anima
sei il riflesso distorto
del mio desiderio di paradiso
anelo spifferi di memoria
che rivelino il tuo volto
… il suo riverbero spolvera la mia vita
come il vento increspa le onde imbevute di tramonto.
Al crepuscolo
nuovi occhi vestiranno l’indomani che profuma di te.

Ladyviolet