Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Gocce di colore

Affascinato dai movimenti di lei, seduto nella vecchia poltrona rossa con una gamba sul bracciolo e il posacenere in grembo, Stefano non la mollava un attimo con lo sguardo e fumava con molle rilassatezza. Nella stanza solo il rumore del pennello sulla ruvidità della tela.
Lei dipingeva, tratti secchi e decisi, la mano ferma a seguire le pieghe del cuore, come diceva sempre del suo lavoro, a piedi nudi sul parquet e lunga maglia azzurra a coprire i fianchi fasciati nei jeans.
Stefano sorrise compiaciuto: l’idea di farle usare il suo studio, con la scusa che aveva più luce di quello di lei, era stata un’intuizione giusta.
Ora lei era lì e lui ne sorbiva ogni piccolo gesto, come fossero gocce di profumo sparse nell’aria.
In quell’attimo lei si girò e disse:
“Finito!”. Posò pennelli e colori e andò verso di lui: “Cosa ne dici?”
Uno di fronte all’altra, il tempo si fermò, una goccia blu cadde con un tonfo sul parquet ma loro non si mossero. Gli occhi negli occhi a scoprirsi per la prima volta.
Silenzio e basta.
Poi lei alzò la mano, allungò le dita sporche di colore e gli accarezzò il viso: polpastrelli a sfiorare i contorni e le storie vissute nei disegni della pelle. Stefano, sempre in silenzio, le prese le dita e se le portò alle labbra, ne baciò le punte e poi avvicinò il viso a quella mano colorata come la sua anima.
Un momento che durò una vita, lui vide nei suoi occhi una collana di giorni dipinti in una tavolozza e lei vide in quelli di Stefano il passato, le storie e i loro segni.
Un brivido nella schiena e si avvicinò a lui e al suo calore.
Lui la strinse e ne assorbì il colore.

Zenzerocandito

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

La voce dell’amore

Ora tarda. Ammantata di velluto nero e stelle, una donna cerca e regala emozioni tra i solchi di un disco in vinile.
Telefono. Telefono. Telefono ancora. Un gesto rapido per tirar via le cuffie
– Radio Radar, sono Francesca, la tua voce nella notte, chi sei? –
Silenzio. Silenzio. Un clacson in lontananza.
– Ciao Francesca, sono Paolo –
– Vuoi intervenire in diretta per una dedica alla tua fidanzata? –
– Si, cioè, no, cioè, forse si, cioè no. No. Volevo parlarti. –
Silenzio. Imbarazzo. Dall’altro capo la sensazione di conoscerla da sempre, Francesca, che in cuor suo pensa scuotendo il capo: «Cielo, l’ennesimo maniaco!»
– Senti Mr Meraviglia, io solitamente sono di un gentile pazzesco con tutti, ma oggi imbocchi proprio la strada sbagliata. –
Click. Silenzio. Telefono. Telefono. Ancora telefono. Uno sbuffo.
– Francesca, Radio Radar, sei sempre tu Mr. Meraviglia? –
– …bisogna avere una discoteca al posto del cervello per non notarti. Trovare il coraggio e chiamarti per dirlo non è stato facile, perchè ho sempre qualche problema con queste cose di donne e tu, miseria, sei speciale. Diavoli se sei speciale. Volevo solo lo sapessi… –
Tutututututu. Click. Silenzio, o quasi. Gira un pezzo dei Traffic.
…And little Sir John sprung up his head and so amazed them all…
Sospiro. Un pensiero assurdo, fugace e stupendo a Paolo che, forse, non sentirà mai più…
Inforcando cuffie e microfono, Francesca si domanda dove sia quel folle e romantico uomo.
Il Mondo si ferma per un momento. La Voce della Notte aveva appena ascoltato, calda, sincera, passionale… la Voce dell’Amore.

Marileda Maggi

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Spartito scritto per sola mano destra

In un cielo di settembre
ad ombre allungate
intreccio un filo che m’avvicini
a quella luna che guardo
ricamando un amore
non ordinario.

La mia musica
è una percussione
suonata dall’anima
ritmata dal cuore.
Nello spartito
leggo solo note
per mano destra.

In punta di piedi
su un filo d’erba
inizio il cammino
che in un sol colpo
mi porterà alla luna
e a Te.
Morirò nel respiro
che mi sveglia al mattino.

Arsomnia

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Purezza e peccato

Gilda 

Sospiro
tocco
graffio

labbra bollenti
bramose di baci
a disegnarne il profilo
morbide dita

mani calde
scivolano lente
su pelle di seta
avanza il respiro

sfiorano… danzano
piacere proibito
raggiungono veloci
… nettare di vita

mi mordo le labbra
nel rosso di impeti immensi
fino ad un limite fuso
con l’avanzare dei sensi

socchiudo le labbra
in un attesa infinita
lento il piacere
del gusto proibito

Gilda

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Anche questo è amore

Era seduta su una vecchia sedia, il corpo sfatto, l’aspetto sciatto e trasandato di chi non ha più tempo per pensare a sé stessa.
Ma gli occhi…I suoi occhi, di un indefinibile azzurro stanco, lo guardavano ancora con immutata dolcezza. Pronta ad alzarsi era, ad un sia pur impercettibile movimento di lui.
Ancora pronta era, nell’aiutarlo a bere un sorso d’acqua, ad imboccarlo con sollecitudine, ad accarezzagli i capelli ancora folti da ragazzo intraprendente, quale era stato tanti anni addietro.
Era diventato, per lei, alla stregua del figlio più adorato; lo amava ancor più ora, che la malattia lo aveva reso simile ad un vegetale, privandolo della sua volontà, della sua intelligenza, della umana capacità di provare sensazioni ed emozioni.
Però gli aveva promesso amore e dedizione, anni prima, in un assolato giorno di fine estate; era ancora suo marito, nonostante tutto e non poteva, non voleva, sottrarsi a questo impegno cosi gravoso: curarlo, essergli vicino ora più che mai, mentre la malattia lo stava portando via da lei.
Lo guardava e si chiedeva se…
Chissà se lui la riconosceva ancora, quando posava quel suo sguardo vacuo su di lei.
Chissà se ricordava ancora, quando erano stati giovani, belli, potenti, in grado di vincere, insieme, sul mondo.
Chissà se rammentava ancora quelle notti di passione ed amore in cui avevano concepito i loro due figli ormai adulti.
Chissà se…
Chissà.
E mentre lei ora lo abbracciava per aiutarlo a stendersi sul loro letto per facilitargli il riposo, pensava ad un’altra donna, che in altri tempi, aveva curato quell’uomo con amore, senza che lui, ancora troppo piccolo, se ne rendesse conto.
Lei, la sua donna da una vita, lo curava ora, dopo che quella maledetta malattia gli aveva cancellato ogni pensiero razionale.
Bambino, uomo, bambino.
Un cerchio perfetto che si chiude, un inno all’amore puro.
Amore dato nella malattia è amore che vince la morte.
Perché anche questo è amore.

Artemisia

Oggi, la nostra amica Artemisia festeggia il suo compleanno. Facciamogli gli auguri! Io porgo i miei personali e quelli del Comitato Organizzatore del Concorso di Emozioni, ringraziandola ancora per tutto quello che ha fatto per la nostra Iniziativa. Tanti auguri Artemisia.

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

L’aquilone

Il rapporto tra me e lui è come il legame tra un aquilone e il bambino che ne stringe il filo tra le dita. Io sono l’aquilone, lui il bambino.
All’inizio mi ha tenuta tra le mani. Affascinato mi ha carezzata, cullata, posseduta; poi si è stancato del giocattolo e mi ha posata, delicatamente, allontanandosi. Ed io lentamente, complice il vento, ho preso il volo.
Eppure lui aveva sempre il filo in mano. E lo teneva stretto nonostante tutto. Mi dava spago ed io mi allontanavo, ogni volta un po’ di più, via da quelle mani che mi avevano fatto male, posandomi così presto, senza neanche darmi la possibilità di conquistare il suo cuore. Poi un piccolo colpo al filo mi riportava accanto a lui, che per un attimo mi guardava, mi parlava, mi carezzava e, quando mi illudevo che la situazione stesse mutando, tornava a posare il suo sguardo altrove, allontanandosi ancora, lasciando di nuovo che prendessi il volo.
Ma i suoi colpi al filo si facevano sempre più radi e la mia distanza da lui cresceva, quasi incolmabile. Lui cominciava a sbiadire nella mia mente, la sua presenza nel mio cuore sempre meno nitida, finché mi sono convinta che il filo, quel legame magico e sottile, si fosse spezzato o che lui stesso l’avesse lasciato andare.
Poi un piccolo dolce strattone e ho sentito di nuovo che ci sei, che il legame c’è sempre. Profondo e forte come la prima notte, non importa quanto ci allontaniamo o quanto lo neghiamo. Ora ne sono felice, perché una parte di me ti ama. Ancora. Sempre. Comunque. Ed il resto del mio cuore ti vuole bene così come sei, sfuggente ma col filo stretto tra le dita.

Fata Matta

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Riflessi

Mi specchio in albe di te
… Cosa sei?
sei il sogno che si infrange sugli scogli della mia anima
sei il riflesso distorto
del mio desiderio di paradiso
anelo spifferi di memoria
che rivelino il tuo volto
… il suo riverbero spolvera la mia vita
come il vento increspa le onde imbevute di tramonto.
Al crepuscolo
nuovi occhi vestiranno l’indomani che profuma di te.

Ladyviolet

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L’attesa di una sposa

Vincenzo Del Duca - L'attesa di Penelope -1998

Il mesto pianto del mattino lambisce d’Itaca la silente riva
su cui opalescente e vellutata luna con grazia s’adagia
inchinandosi alla nobile aurora nel suo sontuoso incedere
fra ambrati scintillii di marea che la foschia rischiarano

Dove sei Amor mio, dove mio Prode…

Le corvine chiome in balia dello zefiro d’aprile carezzavi
inabissando la profondità degli occhi tuoi scuri nei miei
ed il grembo ove fioriva del tuo sangue la gemma benedivi
quel dì in cui le maestre vele dirigesti verso lidi stranieri

Tornerò, sussurravi fra promesse d’eterno…

Nettare dolce sulle labbra il nome Penelope ascoltavo
sfiorando l’eroico volto brunito dal sole di mille avventure
con mani tremanti che bramavano trattenerti per sempre
sul limitar del mio cuore che antica melodia diffondeva

Sposa mia, ripetevi stringendomi ancora ed ancora…

Sulla battigia rimasi a scrutare per ore la maestosa tua prua
tra candide spume avanzare sospinta dal fiato delle mie preghiere 
affranta nel cuore da un dolore ch’era già inconsolabile strazio
mentre pennellate d’azzurro screziato l’orizzonte affrescavano

Ridatemi o Dei il mio Re, sposo mio, mio destino…

Ferendomi come lama spietata la marea del tempo fluisce
sulla rena orfana delle orme tue che a passi lenti ricalco
col pensiero intessendo opaca tela di rimpianto e di nostalgia 
in una danza che fra refoli del greco mare a te m’avvicina

E risuona della voce tua eco lontana, qual soffio di vita…

Oltre sì fatali traversie taceranno infine le sirene ammaliatrici
domate da un canto più forte d’ogni altro invincibile richiamo  
che l’ultima burrasca placherà per ricondurre a me il tuo navigare
qui dove frementi palpiti scandiscono l’attesa frantumata in istanti 

Perché lo so, ho udito bisbigliar le stelle, le ho udite, tornerai…

Maya

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Le parole del cuore

Le mie parole per te,
suoni allegri
che fanno vibrare il cuore.
La mia voce calda,
armonia della tua anima.
Il tuo silenzio
paura di riscoprire
un grande amore.
Versi sussurrati
e frasi sensuali
ci riscaldano
nella notte infinita.
La tua voce sensuale,
un cantico dolcissimo,
quando bisbigli
amore mio.
Amo il tuo respiro
che mi riscalda.
Amo i tuoi occhi
che m’inondano l’anima.
Amo vederti
addormentare la notte.
Le tue braccia mi stringono
in una danza romantica.
Le parole del cuore
sono unione eterna
della nostra vita.

Nicoletta Perrone

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Presentazione dell’Antologia del Concorso di Emozioni alla Fiera del Libro di Torino

 

Come più volte annunciato, presenteremo alla Fiera Internazionale del Libro di Torino l’Antologia del Concorso di Emozioni, il libro edito da Kimerik e realizzato in collaborazione con il Blog Manuale di Mari e il Comitato Organizzatore del Concorso.

La presentazione del nostro libro è prevista per il giorno 11 maggio 2007, dalle ore 12,00. Appena sarà divulgato il programma ufficiale dell’importante manifestazione fieristica torinese, forniremo maggiori dettagli sulla sala e il punto preciso della Fiera dove si terrà l’evento.

Nel frattempo, abbiamo ritenuto opportuno preparare una breve guida di supporto per tutti coloro i quali intendono partecipare di persona alla presentazione del libro e desiderano visitare la Fiera di Torino.

Cliccando qui troverete tutte le informazioni necessarie per raggiungere Torino e spostarvi nella città per raggiungere la Fiera.

Cogliamo l’occasione per porgere a tutti voi i migliori Auguri di Buona Pasqua da parte del Blog Manuale di Mari, del Blog degli Autori e del Comitato Organizzatore del Concorso di Emozioni.

Un caro saluto a tutti!