Arte, Leggiamo insieme...

Difficili, impossibili amori

Nicla Morletti

E’ con immenso piacere che presentiamo nel Blog degli Autori, l’ultimo bellissimo romanzo della famosa scrittrice Nicla Morletti: "Difficili, impossibili amori", Edizioni Giuseppe Laterza, Bari.

Clicca qui per seguire la presentazione on line e lasciare i vostri commenti.

E’ una occasione da non perdere per dialogare e confrontarsi con la grande scrittrice italiana ideatrice del prestigioso Premio Letterario Internazionale "Il Molinello".

Quest’anno, Nicla Morletti inaugurerà con un suo brano la nuova edizione del nostro Concorso di Emozioni.

Arte, Leggiamo insieme...

“Delle trascorse stagioni” di Giovanna Mulas

 Giovanna Mulas, la grande poetessa italiana, la conoscete. Nomination per l’Italia 2003/2006 all’Accademia dei Nobel per la Letteratura, ha inaugurato il nostro Concorso di Emozioni l’anno scorso con una sua dolcissima poesia e presenta in questi giorni il suo nuovo romanzo: "Delle trascorse stagioni". "Tra tutte le mie opere è quella in cui vibra più Sardegna" dichiara Giovanna parlando del suo nuovo libro. Per eventuali info e prenotazioni: potete contattare la Casa Editrice UNI Service, Trento.

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Un brano dal libro "Delle trascorse stagioni" di Giovanna Mulas

“Ci sono persone che nella nostra vita sono soltanto di passaggio.
Fiume sul suo letto, o mare che nelle onde nasce, e muore; il secondo gradino che serve, soltanto, per arrivare al primo.
Come i viaggiatori alla stazione che attendono, e quel treno arriverà forse in ritardo, o forse puntuale chi lo sa.
Prima o poi arriverà; non credo al mai.
Ecco, queste persone sono treni che passano, e prima o poi arrivano, ti sfiorano e forse t’investono lasciandoti i pezzi di ciò che eri. E liberandoti un posto nello scompartimento per ciò che sarai.
Tu, clandestino, non metterti davanti al treno, non cercare di fermarlo, e neppure, forse, forzati troppo per prenderlo. Clandestino, tutto sta nel dirsi bene, l’ho perso. Oppure bene, l’ho preso e, ovunque mi abbia portato, ho viaggiato dove volevo. Prima o terza classe, amico mio, non importa.
Ci sono persone nella nostra vita, come le lucciole; in grado di accendersi e plasmarci, è un attimo, un soffio di vento, e la luce si spenge ché non era niente; si, non era niente. Passa.
Ci sono persone, nella nostra vita, come gli alberi, e tu dal finestrino del treno t’affacci ogni volta che vuoi sapendo che potrai vederle, salutarle, sempre piantate lì, al medesimo posto, anche se il tempo potrà cambiare e divenire bello o brutto, non importa. Gli alberi quei sugheri ardentiardesi saranno piantati lì, e sicuri di te, e di loro.
Ci sono persone, nella nostra vita, in grado di cambiarla, portatori partorienti tali di energia che soltanto in positivo, potranno fecondarti.
Ci sono persone, nella nostra vita, c’è una persona nella nostra vita; solo una ci sarà così. E ti dirà le stesse cose con parolepelle; perlediparole diverse. Clandestino mio; tu ragazza, sarai in grado d’interpretarle?
Non si annuncia, non si chiede perché tu sei Poeta, perché lei è. Solo, sa che è, solo, sa che c’è, e che tu ci sei. Solo, per lei.
E tra fango e terra qual è la differenza?
E il treno corre fangofangofangoterraterraterraterr e capisci che è stato l’unico viaggio, quello nella tua vita, in cui davvero sei stato te stesso.
Allora saprai ciò che volevi sapere.
Comprenderai che ogni cosa è tutto ed il contrario di tutto
E non oserai, no, domandare altro.”

Arte, Blog degli Autori, Leggiamo insieme...

Leggiamo Insieme, presentazione di libri on line, riapre i battenti!

Molti di voi ricorderanno “Leggiamo Insieme”, la rubrica che abbiamo lanciato tempo fa in questo blog. Si tratta di una inziativa con cui presentiamo un romanzo già pubblicato da un autore proponendo nel blog alcuni brani estratti dal suo libro, in modo che i lettori possano commentarli.

E’ una vera e propria presentazione on line di un libro, offrendo a tutti l’opportunità di leggere una anteprima e dialogare con l’autore che, nei giorni in cui proponiamo la sua opera si impegna a seguire i commenti e ad intervenire rispondendo alle domande dei lettori.
Poi, chi vuole dare un giudizio più completo, può acquistare il libro e offrire successivamente un nuovo commento.

Questa iniziativa, che ebbe già un lusinghiero successo nel Blog Manuale di Mari, riapre i battenti nel Blog degli Autori e lo fa in grande stile, avvalendosi della collaborazione preziosa di due scrittrici che, mese dopo mese, inviteranno altri autori proponendoli alla vostra attenzione.

I curatori della rubrica “Leggiamo insieme” sono Nicoletta Perrone e Claudia Baldini. Nicoletta la conoscete già, merita da tempo tutta la nostra attenzione e simpatia, scrive con noi nel Blog degli Autori ed ha già pubblicato dei libri, attraverso i canali dell’editoria tradizionale. Claudia Baldini, invece, è un nuovo autore per il Blog degli Autori e sono ben lieto di presentarla proprio in questa occasione. Anche Claudia ha pubblicato dei libri ma lo ha fatto in un modo del tutto nuovo, attraverso il canale dell’editoria del futuro, ovvero con Lulu.com, il portale di cui ho parlato già altre volte e che rappresenta una vera rivoluzione nella pubblicazione dei libri.

Non vi sfuggirà quindi la particolarità di questo binomio: due scrittrici che hanno seguito due strade diverse che si incontrano e confrontano in questa iniziativa, proponendo a loro volta altri autori che hanno pubblicato sia in modo tradizionale sia in modo digitale.

Saranno proprio le curatrici a inaugurare questa nuova serie della rubrica “Leggiamo Insieme”. Cominciamo presentando il romanzo “L’Intopatore – fatti e misfatti di vita Senese” di Claudia Baldini. Vi invito a leggere e commentare i brani presentati.

Tutti coloro che hanno pubblicato dei romanzi e desiderano presentarli nell’ambito di “Leggiamo Insieme” possono farsi avanti lasciando un commento nel post dell’iniziativa.

Un caloroso saluto a tutti e, mi raccomando, Leggiamo Insieme!

Leggiamo insieme...

“Un caffè a Kathmandu”, il secondo libro di Manuela Mazzi

Nello scorso mese di maggio è uscito – sia in Italia sia in Svizzera – il libro intitolato “Un caffè a Kathmandu”, dell’amica Manuela Mazzi, per le edizioni Progetto Cultura 2003, Roma: già descritto come “un viaggio nel viaggio” dall’attivista fiorentino, Sauro Somigli, che ne ha curato la prefazione.

Seguiamo con attenzione l’ulteriore passo del percorso di Manuela, uno splendido esempio di scrittrice scoperta nel mondo dei blog.

Di fatto, si tratta di un romanzo denuncia che mira a sensibilizzare i lettori sul tema dei bambini di strada nepalesi, attraverso un viaggio all’interno di questa terra orientale. Dove si sottolineano le scarse garanzie dei diritti fondamentali dei membri più deboli della società civile, si cerca di stimolare un approccio globale allo sviluppo umano e si tenta pure di sostenere un turismo consapevole, sostenibile e alternativo.

Ma a catturare l’attenzione del lettore sarà anche la trama del romanzo a tinte giallo-rosa. Non solo. Abbinato alla pubblicazione è un progetto di solidarietà: il 50 % del prezzo di copertina di ogni libro venduto sarà devoluto alla Onlus Apeiron con sede a Kathmandu (www.apeiron-aid.org), che opera per difendere i diritti umani minimi di bambini, donne e uomini.

Il verdeggiante paesaggio, il clima capeggiato dal monsone e l’inquinamento atmosferico della nazione terra delle nevi eterne, ma anche la svogliatezza, le contraddizioni e la povertà di un popolo che ama la libertà, così come le tradizioni, le convinzioni e un’infinità di particolari che immortalano il Nepal per quello che è oltre alle montagne, è quanto emerge giocoforza tra le righe di «Un caffè a Kathmandu»; un Nepal descritto dall’autrice sulla base di una sua personale esperienza, che l’ha portata nel 1998, proprio sotto l’egida di Apeiron, a vivere per un mese in quella terra lontana, mettendosi a contatto giornalmente con i bambini di strada.

Il libro è in vendita in Ticino nelle seguenti librerie: nel Locarnese, si troverà alla libreria Kon-Tiki e alla libreria Locarnese; nel Bellinzonese alla libreria Diffusione del Sapere; nel Luganese alla libreria Dietro L’Angolo e alla libreria Il Segnalibro; nel Mendrisiotto, alla Cartolibro AZ.
In Italia basterà consultare il sito della casa editrice: www.progettocultura.it. Per ulteriori informazioni: www.uncaffeakathmandu.splinder.com

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Due parole

Questa notte all’orecchio m’hai detto due parole.
Due parole stanche
d’esser dette. Parole
così vecchie da esser nuove.
Parole così dolci che la luna che andava
trapelando dai rami
mi si fermò alla bocca. Così dolci parole
che una formica passa sul mio collo e non oso
muovermi per cacciarla.
Così dolci parole
che, senza voler, dico: “Com’è bella la vita!”
Così dolci e miti
che il mio corpo è asperso di oli profumati.
Così dolci e belle
che, nervose, le dita
si levano al cielo sforbiciando.
Oh, le dita vorrebbero
recidere stelle.

Alfonsina Storni
Argentina

Trad. Angelo Zanon Dal Bo

Poesia estratta da Isola Nera (n. 1/29)
Casa di poesia e letteratura diretta da
Giovanna Mulas

Concorso di Emoz. 2006, Leggiamo insieme...

Una deroga

-“Amilkerre!!! Ohhho!!! Come stà tu?? Io spettate così tante qweste estate, io così tante felici federe tu!!!”
– “Eh…Amilkerre..sì…Amilkerre…”
-“Cose che tu dice?”
-“Niente, niente!!! Benvenuta cara Joanna!!! Accomodati quì, bella, io devo fare una telefonata eppoi ti accompagno all`Ostello…ma perchè non mi hai avvertito, ti sarei venuto a prendere all`aereoporto, che sei andata a prendere il bus…con questo caldo e nelle tue condizioni….”
-“Cose che tu dice? Tu parle troppo infretta!!! Lezioni? Chi lezioni, chi?”
-“C-O-N-D-I-Z-I-O-N-I, non lezioni…C-O-Ndizioni, capito?”
-“Kontizioni…sì, io capisce, ma allore, andiamo”?
-“…eridagli…lamadonna dei cornuti….Joanna devo t-e-l-e-f-o-n-a-r-e prima, vabbene cara?”
-“No. Ostello conosci che io oggi venghe. Io scritto Ostello. Non serve telefono!”
– “Eh SANTAMADONNA!!!!”
-“????”
Sì, le cose stavano così, i due neppure si capivano. Erano sempre stati così, fin dall’inizio.
Si mise seduta nell’afa e nel vago odore di cartame vecchio. Contenta. Qualsiasi cosa avrebbe visto, sentito, o solo anche compreso, le andava bene.
Con lei, c’era la forza della terra, la forza della fertilità.
Mica era vero che doveva telefonare. Andò nel gabinetto. Teso, innervosito molto più di quanto voleva essere od apparire. Non doveva neppure urinare, solo riordinare le idee.
Ma non c’era che accompagnarla all’Ostello e darle appuntamento per la sera.
Come avevano sempre fatto.
Non c’era da riordinare idee.
Doveva aspettare i documenti. Ah, ecco. Doveva dirle di questo ritardo.
Poi però, quando accadono cose che sono al di fuori della prevedibilità, del corso immaginato degli eventi, ma che fanno parte di un copione scritto ed assodato, si ottiene un certo beneplacido da se stessi.
Foss’anche solo per accettare un poco, per respirare, ancora.
E si avanzano da sè quasi, i passi esitanti, di un quotidiano non più solo.
Perchè certo, una moglie, anche se straniera, non ti fa stare più solo.
Si decidette a cercare una casa in affitto, casa, non ripostiglio.
Guardò sulla cartina geografica dov’è che era nata la straniera che si stava accollando.
Chiedette in stazione il costo d’un biglietto per lassù.
Il panico si chetava, mentre intraprendeva queste azioni. Come se lo status di uomo ammogliato e padre gli conferisse una boa aggiuntiva. (*)

Ognidove

(*) Il brano qui proposto è stato estratto da questo romanzo breve.

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A fine aprile la presentazione del nuovo libro di Eliselle

Finalmente è arrivato. Un brano tratto da Ecstasy Love lo si può trovare qui. Qualche recensione e intervista, per farsi un’idea, la si può raggiungere da qui. Per averne una copia, con o senza il CD musicale che lo accompagna, con o senza pin, la spilletta ispirata e ideata in esclusiva per il romanzo , si può scrivere a questo indirizzo e-mail e sarà mia premura darvi tutte le indicazioni.

Prima che arrivi in libreria passerà un po’ di tempo, e se lo si vuole leggere in anteprima, basta scrivermi. Prima della grande presentazione Domenica 30 Aprile al Tek di Traversetolo (Parma), durante un evento di 13 ore non-stop di musica Plasmaphobia. Un evento unico per tutto il 2006. Un saluto a tutti voi. E buona Pasqua.


Annuncio di Eliselle tratto dal suo Blog

Concorso di Emoz. 2006, Leggiamo insieme...

Ecstasy Love

Stacco la chiave dal cruscotto, mi tolgo la cintura e scendo.
“Dove vai?!”
“Vado a piedi. E tu pure.”
“Ma sei impazzita? Vai a piedi? Siamo a trenta chilometri da casa, è una mezz’ora buona di strada! A piedi ci vorrà una notte intera!”
“Meglio, così hai tutto il tempo di farti su la canna e fumartela. Fuori dalla mia auto.”
Zanna mi prende per un braccio e mi strattona verso di lui. Io prendo la spinta e ne approfitto per tirargli un ceffone in piena guancia. Lui non demorde, mi immobilizza anche il braccio destro e me lo mette dietro la schiena. Ho visto in un film che messa così potrei dargli una testata sul naso e farlo sanguinare fino a domattina. Senza pensare alle conseguenze, eccitata dall’adrenalina che mi corre nel corpo, prendo la spinta e butto la testa all’indietro, ma Zanna mi previene. Afferrandomi entrambe le mani mi gira attorno e senza che me ne renda conto si mette dietro di me, tenendole bloccate col suo braccio, mi spinge la mano libera sulla fronte e me la tiene ferma.
Tra me e lui c’è un rapporto violento.
Sempre più spesso facciamo a botte, gli tiro delle sberle per i motivi più assurdi e lui non perde occasione per spingermi e punzecchiarmi, quasi cercasse la rissa. Questa sera, avrà la sua rissa.
“Lasciami andare!”
“Vedi cosa succede a fare la furba?”
Non mi scoraggio e con un movimento veloce alzo la gamba sinistra e gli pesto forte il piede. Gli faccio male quel tanto da farlo urlare e lasciarsi sfuggire un braccio.
Mi libero del tutto sfilandomi dalla sua morsa e corro verso l’auto con le chiavi pronte all’uso. A Zanna serve un attimo per riprendersi e recuperare l’equilibrio. L’attimo in cui sono già arrivata alla portiera, pronta a salire.
Metto le dita sotto alla maniglia e tiro.
“Che cazzo fai, Frà, aspetta!”
Caccia una delle sue solite bestemmie che fumano.
“Mi hai rotto le palle, tu la tua erba e le tue pasticche del cazzo!”
Zanna si arrende e mi guarda rassegnato.
“Ne abbiamo già parlato mi pare. E ti ho detto che non c’è nulla. Nulla di cui…”
“… preoccuparsi, sì lo so. Certo! E di tuo cugino non te ne frega niente, vero?”
Vedo che ho colpito nel segno.
E’ quel secondo di esitazione che ha nel cercare una risposta, quel fremito nella sua voce quando apre la bocca per ribattere alla mia domanda provocatoria.
“Certo che me ne frega. Ma lui cosa c’entra adesso?”
“Lo sai meglio di me, Zanna. E non fare finta di niente, non trattarmi come un’imbecille. So tutto. Gino lo farete morire di crepacuore un giorno o l’altro.”
“Che cazzo ne vuoi sapere tu?! Ascolti le chiacchiere della gente, adesso?”
“Gino NON E’ la gente. Gino è tuo nonno. E’ mio amico. E quando s’è messo a piangere sono stata io a consolarlo. Io. Tu eri al parco a sfumacchiare, forse, insieme a Motoretta e a Luca, mentre vi pregustavate le calate favolose del sabato in arrivo. Non te lo dimenticare.”
Sento la pelle del viso in fiamme, che tira come un palloncino prossimo a scoppiare.
Zanna si avvicina muto come un pesce e si ferma davanti a me.
Con una precisione assoluta, mi restituisce lo schiaffo. Non mi fa troppo male.
“Ora siamo pari.”
Senza dire una parola lo fisso con occhi cattivi.
Quando a un tratto mi prende per la nuca e mi trascina contro al suo petto.
Le due dita sono come tenaglie che mi tengono fermo il collo. Mi costringono ad alzare il viso. Mi dà un bacio tenero.
Un bacio che diventa caldo e doloroso e appassionato.
Sento il sapore della sua lingua che accarezza la mia, sa un po’ di tabacco.
Chiudo gli occhi, che hanno perso ogni traccia d’ira. Aspettavo questo momento.
Sapevo che sarebbe arrivato, prima o poi, e non faccio nulla per fermarlo.
Zanna non è il mio tipo, ma da qualche tempo la curiosità di sapere se ci sapeva fare era diventata troppo forte e pressante. Le fitte allo stomaco che mi prendevano ogni volta che lui mi toccava si erano fatte più profonde e dolorose. I nostri stupidi scherzi violenti non nascondevano altro che questa strana attrazione. Un’attrazione fatta di sguardi e di continui litigi. Inizio a capire anche Luca e Laura, il loro comportamento prima che tutto andasse in frantumi.
Non so perché, ma mi viene da piangere.
Zanna non smette di baciarmi mentre con le dita pulisce il mio viso dalle lacrime.
Io non riesco a staccarmi da lui, le mie mani lo tengono stretto forte addosso a me.
Gli accarezzo la schiena.
Quando l’incantesimo si rompe e decidiamo di tornare a casa, prima di salire in auto, senza chiedermi nulla Zanna prende la bustina di erba e la butta nel fosso pieno di acqua e fango, poco lontano al ciglio della strada.
Indosso la cintura e rimetto in moto.
 

Eliselle

Il brano è tratto dal nuovo romanzo di Eliselle:

Per chi volesse leggere il libro, il volume comprende anche un cd audio e si può acquistare on line

Leggiamo insieme...

Laureande sull’orlo di una crisi di nervi

Eliselle 

LEGGIAMO INSIEME…

Laureande sull’orlo di una crisi di nervi. Si intitola così il romanzo di Eliselle uscito per le Effedue Edizioni. Racconta di una ragazza un po’ particolare, Alessandra, laureanda al limite dell’esaurimento nervoso che non sa come districarsi tra tesi e professori fantasma, lavoro introvabile, amicizie strambe e un amore impossibile. Una lettura leggera e divertente, nelle librerie e su IBS.

Su questo libro potete leggere alcune critiche in Spaghidautore.

Chi non conosce Eliselle può visitare il suo Blog e il suo Sito internet.

Ecco i brani che Eliselle ci permette di leggere in anteprima tratti da "Laureande sull’orlo di una crisi di nervi".

***

Mi accarezza il viso e mi bacia di nuovo. Sento la sua lingua accarezzarmi con delicatezza le labbra, prima di lasciarsi andare a un bacio profondo. Sono al settimo cielo. No, più su credo. Sono nell’iperspazio. Vedo il sole la luna tutti i pianeti e il sistema solare intero. Sento lo stomaco che si contrae e un fuoco che dal basso ventre sale fino alla gola e mi accende.
“Vuoi tornare alla festa?” mi chiede lui, interrompendo il momento magico.
“No” dico io, poi come un fulmine a ciel sereno mi torna in mente che Elena è là ad aspettarmi “ehm.. almeno non adesso, magari stiamo un po’ insieme io e te e torniamo dopo, ok?”
Cal annuisce.
“Il mio appartamento non è lontano”
“Portami a vederlo allora.” Gli sorrido, stupendo me stessa per quello che ho appena detto. E la regola? Se vuoi una storia seria non dargliela la prima sera, fagliela sudare. Ma una storia seria con un californiano che tra poco tornerà a casa propria può esistere? O esiste solo nei sogni e cade miseramente nella polvere quando si tratta di concretezza? Nel dubbio, soprassiedo.

Il profumo del suo corpo e il suo respiro mi accarezzano i sensi. Si muove sensuale sopra di me e perdo il controllo di me stessa. Mi avvinghio a lui come fosse sempre stato mio. Passo le dita tra i suoi capelli mentre lo guido e mi lascio portare alle soglie dell’infinito. Sono immersa in lunghissimi attimi di pura e sublime potenza carnale. Passare dalla passione perfetta alla quiete dei sensi è farmi violenza, ma sono esausta. Non ricordo più quando è stata l’ultima volta che mi sono sentita così.

***

Lauree e lavori precari, pezzi di carta che non servono a niente. Vada per chi esce dall’Università con la puzza sotto al naso, come Carlo, che per l’amor del cielo non si abbasserà mai e poi mai a fare un mestiere che non sia attinente al suo titolo di studio. Ma per chi ha voglia di fare e soprattutto deve fare? E per chi non ha come Carlo le chiappette coperte dai genitori, disposti a fargli da bambinai per tutta la vita, finché non avrà quarant’anni e non troverà una moglie-mamma che lo accudisce?
Riparte la radiosveglia e di nuovo la zittisco, mentre la porta si apre piano piano ed entra Mimì, silenziosa: con un balzo è sul letto e cerca le coccole mattutine.
“E quando non ci sarò più io a casa come farai, brutta gatta pulciosa?”
Il suo miagolio noncurante mi fa capire che, in fondo in fondo, non soffrirà troppo per la mia mancanza.
“Sei un’ingrata sai?” le dico grattandola sotto al mento. Allunga il musino, chiude gli occhi e stringe le narici, chiaro segno che gradisce le coccole. Si acciambella sulla coperta contro al mio corpo e se ne sta lì, ferma.

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Nel sito internet di Eliselle si posono leggere anche l’incipit e un altro brano. Questi testi sono presentati sotto il titolo originario del romanzo: "Una medievista con la faccia da cartone animato".

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 Laureande sull'orlo di una crisi di nervi