Concorso di Emoz. 2009, Concorso di Emozioni

Concorso di Emozioni, poesie e racconti d’amore!

Nel Bistrot dell’Amore

Quante promesse e quanti sorrisi
quanti sguardi e mani sfiorate
su quel tavolino d’angolo
nel piccolo Bistrot dei Sogni

Servito per due è la vita
e un calice di vino rosso
nella notte generosa e semplice
nel Bistrot dell’Amore

Salutiamo la primavera e cantiamo l’amore nel Blog Manuale di Mari con il Concorso di Emozioni!
Dal 23 marzo, per un mese intero, puoi pubblicare e commentare in questo blog poesie e racconti d’amore.
La partecipazione è libera ed aperta a tutti. Condividi belle emozioni d’amore commentando le opere pubblicate. Agli autori dei commenti più belli doneremo un fiore o un libro.
Le opere devono essere inedite sia su carta sia nel web. Non postare più di cinque opere e, soprattutto, non inserirle tutte insieme ma una per volta, tornando a postare di nuovo dopo che sono intervenuti altri autori. Lunghezza dei testi: suggeriamo di non superare le 10.000 battute spazi inclusi. Per commentare le opere già pubblicate clicca su “Replica”.

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Pubblicato da Robert

Robert, autore del Blog Manuale di MariPoesie e Storie d’amore e direttore editoriale del Portale Manuale di Mari. Ha ideato e lanciato nel 2005 il Concorso di Emozioni. Nello stesso anno ha creato il Blog degli Autori. Nel 2009 ha ideato e lanciato con Nicla Morletti la Fiera dei Libri on line.

1.656 pensieri su “Concorso di Emozioni, poesie e racconti d’amore!”

  1. dorella dignola dice:

    la tua bella poesia, caro Francesco, mi riporta all’antico ricordo della terra di ulivi, cortecce rugate, verdi argentati, antiche e grandi case bianche e l’aria profumata di mare. Grazie per le dolci suggestioni che sai infondere nell’animo. Dorella

    1. francesco Ballero dice:

      @dorella dignola,
      ohibò, trovo questo commento nel mezzo del blog indirizzato a un certo Francesco. Sono io forse od altro Francesco? Le parole mi riconducono ai miei versi, indi deduco sono io…
      Grazie Dorella, grazie di cuore
      Francesco

  2. Lorenza Caravelli dice:

    Punta Spartivento

    No, non era un addio. Eppure lo era, dentro la sua feroce negazione. Il lago era sotto di loro, vorticoso di vento e di onde spumose e ghiacciate. La punta Spartivento al suo limite estremo, sul piccolo molo proteso, aveva consegnato ai mulinelli di aria fredda le loro parole bisbigliate, i loro occhi lucidi.
    Non si poteva dire di più. Lei era appena nata e appena morta, lui un malato miracolato in quel momento, subito dopo ammalato ancora. Sfiorati da un’eternità effimera, lo spazio di una notte, avevano vissuto in poche ore una simbiosi talmente perfetta da lasciarli senza fiato, stupefatti e felici e straziati dentro contraddizioni incomponibili, dentro quella perfezione volatile e crudele.
    Allegria sovrapposta per sopravvivere. Risate splendide e tenerezze struggenti, e ancora pochi giorni strappati dentro quel correre insieme come due bambini dietro un aquilone. Indicibili strazi taciuti, beatitudini che volavano fra quattro iridi dilatate, strette feroci di mani a trattenere impronte, a conservare carezze.
    Forse non era giusto. Sicuramente era molto pericoloso per la futura pace di entrambi quel fulmineo riconoscersi e afferrarsi senza pensare, senza se e senza ma. Un attimo di perfetto, meraviglioso egoismo.
    Lo voglio, sì. Ti voglio, sì. Ti sposo in questo momento,sarò la tua compagna e la tua amante e tua sorella e tua madre,sarò il tuo complice di mille inganni e l’alleato di ogni tua battaglia. Sarò l’alfiere delle tue verità. Saprò difenderti da te stesso e dal mondo.
    Saprò camminare da sola senza te, e aspettarti, mentre il mondo sarà per sempre privo di tutti i colori che non siano i colori di questo lago.

    1. Marinella dice:

      @Lorenza Caravelli,

      Cara Lorenza,
      devo contare fino a tre prima di riprendermi
      i sensi rapiti dall’emozione. Meraviglioso
      amore che sfida le certezze della vita con strette
      feroci per conservare carezze.
      Ti auguro tanta serenità.

      Cordiali saluti.

      Marinella(nonnamery)

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Marinella, grazie di cuore!

    2. Leporello dice:

      @Lorenza Caravelli,

      io devo contare a 100. Sono piu’ lento di Nonnamery. Bellissimo. Mi ricorda un quadro impressionista, con il seguito da sognare ad occhi chiusi. Passione, Amore, gioia e dolore. Cos’altro potevi metterci? Nulla. Superlativo. Devi sapere amare, non ho altra spiegazione

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Leporello, grazie. Mi sei simpatico, anche per il tuo buffo pseudonimo!

    3. Lucilla dice:

      @Lorenza Caravelli,

      che belle Emozioni! Vorrei essere su quel lago, vorrei la mia mano essere in quella del mio amato, vorrei essere sua come lui mio. Vorrei poter dimenticare tutto e vivere quel momento con la stessa intensita’ decine di volte. Grazie Lorenza!

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Lucilla, grazie a te! Se conosci quel punto di lago, sai cosa intendo.

    4. francesco Ballero dice:

      @Lorenza Caravelli,
      beh, se leggo questo brevissimo racconto usando come chiave “Lei era appena nata e appena morta, lui un malato miracolato in quel momento, subito dopo ammalato ancora” i colori del lago si accendono, anzi si infiammano e diventano gli unici colori possibili.
      Grazie
      Francesco

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Francesco Ballero, da un poeta del tuo calibro (posso il tu?) ricevere un commento è un grandissimo onore. “Canto di naufraghi” è sul mio comodino.
        Grazie davvero
        lorenza

    5. Chinese syndrome dice:

      @Lorenza Caravelli,
      guardo fuori dalla finestra e vedo solo un mucchio di macchine e rottami vari. Chiudo gli occhi e mi sembra di volare sul tuo lago. Stringo la mano e ne sento un altra, calda. Apro gli occhi e vedo un mouse. Scrollo la testa: mi hai fatto sognare per un minuto. Grazie.

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Chinese syndrome, sono io che ringrazio te…

    6. Robert dice:

      @Lorenza Caravelli,

      ci regali un bel racconto davvero. Un racconto perfetto per il Concorso di Emozioni. Un intenso incontro d’amore. Bella la scrittura che coinvolge ed emoziona. Perfetta la chiusura.

      R.

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Robert, posso dirti soltanto che l’ho scritto direttamente qui sul blog e che mi è proprio uscito da solo. Sarà che l’amore non finisce mai di essere raccontato… Grazie, sono felice che ti sia piaciuto.
        A presto e un abbraccio
        lorenza

    7. lenio vallati dice:

      @Lorenza Caravelli,

      Bellissimo davvero questo racconto, sono rimasto anch’io senza parole. Bellissime immagini, chiaroscuri dai profondi significati così come profondo é l’amore. I miei complimenti, Lenio.

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @lenio vallati,
        prima Francesco Ballero, adesso Lenio Vallati. Due poeti, e che poeti. Devo stare attenta a non montarmi la testa…
        Grazie Lenio! Sono più che onorata!

    8. Paola Pica dice:

      @Lorenza Caravelli, ho letto soltanto adesso il suo racconto, che trovo bellissimo perchè molto intenso, sia per le immagini che evoca che per le emozioni dei due protagonisti, descritte così magistralmente da lei.
      Poi ho letto le repliche ed ho notato che tutti si sono ritrovati quasi senza parole, colpiti dall’intensità di queste ultime, forse perchè evocatrici di nascite e morti analoghe già provate.
      A me piace completare il “quadro” del suo quadro con i fatti che vi leggo dietro: una coppia clandestina, che ha il coraggio di afferrare qualcosa di “pericoloso per la futura pace di entrambi”; con la promessa di lei, che saprà “camminare da sola senza te, e aspettarti”. Brave, sia lei che la sua eroina! Mi ha veramente toccato, questa frase, che vuole infondere coraggio a chi, senza quel supporto, forse abbandonerebbe colei che non la avesse pronunciata; in cambio,forse, di una ritrovata pace coniugale. Complimenti. PAOLA PICA

      1. Lorenza Caravelli dice:

        @Paola Pica,
        Gentilissima Paola, grazie davvero!
        E’ stata un’emozione scrivere questa piccola storia, come è un’emozione leggere i commenti che suscita.
        Con amicizia
        lorenza

  3. Marinella dice:

    L’altra faccia della luna

    Vorrei saper dire che ti amo
    per compensare il senso della vita
    che ci ha resi vicini
    e disegnare con raggi di sole un cuore
    per ogni abbraccio rapito
    a fuscello di sogni
    che colma l’incerto vivere
    quando trovo foglietto
    ricoperto di petali vermigli
    figli di linguaggio muto
    messaggero conscio di parole vellutate
    o quando liberi il fiato
    per offendere l’umiltà.
    Sei l’altra faccia della luna
    che infrange confini
    che il destino ha delimitato
    quasi a voler deridere
    chi ha creduto al vero promesso.
    Vorrei ringraziarti
    per aver aperto lo scrigno
    del tuo cielo
    dove tenevi tesori inestimabili
    gioielli unici di un amore
    che vive nel tempo nonostante
    sferzate e carezze di vento ballerino
    che ora porta messaggi d’oro e corallo
    a due anime che si cercano.

    1. sergio doretti dice:

      Cara Marinella,
      complimenti. ”L’altra faccia della luna“ mi ha coinvolto psicologicamente.
      Sono i confini che vengono infranti e ti portano in un “firmamento” fatto di amore di mistero ma anche di fiori simbolici e di speranza.
      Aff.mo sergio

      1. Marinella dice:

        @sergio doretti,

        Grazie Sergio, il tuo commento mi commuove.
        Un abbraccio

        marinella(nonnamery)

    2. Marisa Provenzano dice:

      @Marinella,

      … le anime si cercano oltre il silenzio della notte … è la luna complice innocente di una tristezza che trasuda dai versi … cara Marinella, delicato cuore fanciullo alla ricerca di un senso mutato della vita, memore di un passato promesso e sbriciolato nel tempo come i sogni. Ti voglio bene Marisa

      1. Marinella dice:

        @Marisa Provenzano,

        Già mia dolce amica, la vita è una ricerca continua di tutte quelle cose che ha negato.Ed io cammino sempre su un filo di seta rosso come il colore della passione.
        Un forte abbraccio.

        Marinella(nonnamery)

    3. Anna Laura Cittadino dice:

      @Marinella,

      Uno scrigno senza tempo che custodisce l’amore, che resiste all’intemperie della vita,ai venti del quotidiano vivere….E non serve dire ti amo,quando è il cuore a parlare.

      E’una poesia bellissima…
      Grazie, perchè leggendola mi hai regalato un’emozione.

      Con sincero affetto Anna Laura.

      1. Marinella dice:

        @Anna Laura Cittadino,

        Si, dolcissima Anna Laura,
        non c’è bisogno di dire ti amo. Talvolta farebbe piacere sentirselo dire ma… il cuore ha linguaggio tutto suo e arriva dritto all’anima.

        Un forte abbraccio.

        Marinella(nonnamery)

    4. francesco Ballero dice:

      @Marinella,
      Marinella, sei grande! versi così sfiorano corde delicate ma sonore.
      E fanno molto riflettere.
      Grazie
      Francesco

      1. Marinella dice:

        @francesco Ballero,

        Caro Francesco il tuo gradito commento mi commuove. Grazie! A presto.
        Un abbraccio.

        Marinella(nonnamery)

      2. Ladyviolet dice:

        @Marinella,
        Come si fa a non innamorarsi leggendo la tua poesia irrigata di un delicato romanticismo affascinante che prende per mano e invita a sognare..??!!

  4. FRANCA MARTIN dice:

    PROFUMO DI PRIMAVERA

    Scaglie di luce negli occhi
    e brama di cibo
    sull’ala tesa degli aironi.

    A passi lenti,
    a tratti immobili
    avanzano
    sul sentiero di smeraldo
    dove Dafne ridesta
    profumi antichi,
    rivedo
    i peschi fiorire.

    E’ tenera la stagione.
    Cantano gli aironi.
    So che la parabola
    della vita continua
    per noi,
    aironi in volo,
    verso galassie azzurre.

    1. Marinella dice:

      @FRANCA MARTIN,

      Genarosa primavera …
      espande i suoi profumi tra le righe
      mentre accompagna aironi in volo.
      Complimenti!

      marinella(nonnamery)

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @FRANCA MARTIN,

      Stagione meravigliosa del cuore,che accende colori e profumi volando nel cielo della vita.

      Brava.
      Un saluto.Anna Laura.

    3. francesco Ballero dice:

      @FRANCA MARTIN,
      ahimè, ahimè Dafne rifugge colpita da freccia di piombo l’amore di Apollo, ma nel nome di Dafne inanelliamo una corona d’alloro per la poetessa che ci incanta con tali versi.
      grazie
      Francesco

    4. roberta dice:

      @FRANCA MARTIN,
      Un canto alla rinascita, nel senza-tempo del nostro volo. Attraverso amore cogli la dolcezza dell’attimo.

  5. Ladyviolet4 dice:

    All’imbrunire

    Scivolo sulle tue parole
    quasi fossero sapone
    gli occhi tristi lo sguardo basso
    a rincorrere riflessi di fantasie sbiadite
    come una zingara abito emozioni che non mi appartengono.
    La tua fune stringe
    il mio cuore sanguina
    sogno quiete
    che mi scivoli addosso come seta fresca
    mentre le stelle compaiono come cenere sul capo della notte.

    1. Marinella dice:

      @Ladyviolet4,

      Cara Ladyviolet,
      quanta tristezza in questa poesia!
      Svesti le emozioni che non t’appartengono
      e indossa ciò che più senti tuo.
      Con affetto,

      Marinella(nonnamery)

    2. francesco Ballero dice:

      @Ladyviolet4,
      eh sì, molta molta tristezza! vogliamo restituire alle stelle il loro ruolo invece di rivestirle di cenere?
      Al di là di ciò, è una tristezza narrata con maestria e fai bene ad esprimerla.
      Grazie
      Francesco

    3. Robert dice:

      @Ladyviolet4,

      è una poesia bellissima. Lei è innamorata di un uomo che prova emozioni per un’altra donna o che è combattuto nel suo sentimento. Proviamo a leggerli così questi versi, per coglierne tutta la grandezza.

      Grazie Ladyviolet.

      R.

      1. Ladyviolet4 dice:

        @Robert, grazie mi leggi sempre dentro caro Robert,
        l’amore ha diverse sfumature e il gioco meraviglioso è saperle coglierle senza giudicarle…
        -Francesco grazie anche a te con stima..
        Sonia

    4. Anna Laura Cittadino dice:

      @Ladyviolet4,

      Ciao Sonia, ci ho messo un pò a trovarti.Mi era sfuggita la tua poesia..

      Mendicante d’amore,che stringe i panni di un sogno per sentirsi vibrare dentro ancora un’emozione..
      Tristi,sì, ma veri e profondi.

      Un caro abbraccio.

      Anna Laura (annaluna)

    5. alifarfalla dice:

      @Ladyviolet4,
      ……quanto ho impiegato per trovarti, ma ci sono riuscita e ne sono felice!
      Nella profondità delle tue parole, ritrovo frammenti di me stessa.
      E’ una poesia bellissima che sfuggendo all’ovvio, ricama con la sua tristezza un merletto prezioso.
      Affettuosamente Alifarfalla

    6. Manuela pana dice:

      @Ladyviolet4, mi piacerebbe rispondere ai tuoi versi cosi’ perche’ il pensiero credo che unisca entrambe le poesie..
      Ogni mattina, dopo il segno della croce,
      scriverti
      è come recitare una preghiera.
      Non si può far di peggio,
      ma io so fare di meglio.
      Ora che non ti vedo,
      di buon mattino,
      mentre tutti dormono,
      prendo la penna, come un ladro prenderebbe
      la chiave di un forziere,
      e con la penna
      rubo la vita che non mi appartiene
      e scavo un camminamento
      per raggiungere te che, contro ogni legge,
      considero mia.
      Quanto profondo scava l’amore dentro quest’anima che sangina…
      Non sai quanto ho sentito miei questi versi che hai scritto.Complimenti sinceri Manu

  6. Robert dice:

    Con questo messaggio desidero rivolgere un ringraziamento particolare a tutti gli amici autori e lettori che stanno partecipando, come ogni anno, con grande entusiasmo, al Concorso di Emozioni.

    Leggo poesie e racconti molto belli che commenterò con molto piacere. Soprattutto noto la partecipazione attiva di tanti nuovi autori che lasciano commenti non meno belli delle opere.

    Mi sembra opportuno spendere qualche parola in più su questa Iniziativa letteraria, soprattutto per chi partecipa per la prima volta. Il Concorso di Emozioni, anche se è collegato, per il secondo anno, al Premio Manuale di Mari, non è una “gara” come si può essere indotti a credere. Fin dal primo momento la parola “concorso” è stata intesa nelle altre accezioni di “affluenza” e “partecipazione”. Il Concorso di Emozioni è un luogo nel web in cui affluiscono ogni anno tante persone, poeti, scrittori, blogger per condividere belle emozioni d’amore.

    Questo è lo spirito più autentico dell’Iniziativa ed io non posso che manifestare la mia soddisfazione perché questo è lo spirito con cui state partecipando al Concorso di Emozioni. Per questo incoraggio chi non lo ha fatto ancora a postare insieme alle proprie opere anche i commenti per quelle di altri autori. Non perdete l’occasione per conoscere tante altre anime e scambiare con loro idee, opinioni, emozioni.

    Segnalo inoltre che non stiamo approvando alcuni testi solo perché non sono direttamente collegati al tema dell’Iniziativa. Vi prego di riservare quelle poesie e quei racconti che ora non hanno trovato spazio, per altre Iniziative letterarie che si svolgeranno nel corso dell’anno.

    Vi ricordo che in questa edizione potete commentare l’opera di un autore o replicare a vostra volta ad ogni altro commento, lasciato per voi o altri autori, cliccando su link “Replica” presente proprio in fondo al testo da commentare. Se vi sbagliate, scriveteci e provvederemo a spostare il vostro commento nel posto giusto.

    Buona scrittura e lettura a tutti… Nel Bistrot dell’Amore.

    Robert

    1. Marinella dice:

      @Robert,
      Un grazie sincero a lei Robert,
      per averci coinvolto ancora una volta
      in questa meravigliosa giostra
      dove tutti possono giocare e divertirsi
      a leggere e commentare poesie e racconti
      che gratuitamente regalano forti emozioni.
      Grazie per i suggerimeni sempre graditi.

      Cordialità.

      Marinella(nonnamery)

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @Robert,

      Carissimo Robert,
      grazie a te di cuore,per la possibilità che ci dai ogni anno (ormai da 5) di poter partecipare ad una così bella iniziativa che parla d’amore e d’emozioni.

      Un caro abbraccio.Anna Laura.

    3. Manuela pana dice:

      @Robert,
      Carissimo Robert,sono molto contenta di questa iniziativa e dello spirito con cui viene svolta.. (la non “gara” mi e’ piaciuta tantissimo)…sai,ho aperto questa bella pagina chiamata “Concorso di emozioni”, mi sono seduta in platea del “Teatro del popolo” e ho cominciato a seguire leggendo riga dopo riga,questa sfilata in versi di alta moda delle belle anime di incontestabile sensibilita’.Ogni tanto vado via ma, poi ritorno per cibarmi di emozioni uniche, perche’ alle belle anime basta poco per trasmettere quel brivido a fior di pelle.Sono tesori nascosti che fanno parlare il silenzio con dolcezza e, ogni nuova voce che si avvicina mi fa pensare che il mondo non si e’ capovolto del tutto e c’e’ ancora speranza.Sara’ la bellezza invisibile agli occhi ma che parla dal e con l’anima che fara’ tramandare l’amore,quello vero,in questa parentesi d’infinito.
      Un abbraccio a tutti voi…

      1. Robert dice:

        @Manuela pana,

        che bel commento! Grazie di cuore per le tue dolcissime parole e benvenuta nelle pagine di questo Blog e nella Comunità degli Autori di Manuale di Mari.

      2. Manuela pana dice:

        @Robert,Il mio cuore si e’ riempito di gioia al benvenuto che ho ricevuto da lei.L’ho percepito come una bella stretta di mano, forte e sincera, ed e’ stato come dire: “benvenuta a casa Manu”. Perche’, per me, dove c’e’ l’amore, c’e’ casa, e qui l’amore scorre come un fiume;lungo questo fiume ho trovato un oasi di ristoro,un piccolo bistrot dove la pass segreta e : Amore.Cos’altro posso dire entrandoci dentro? Vorrei semplicemente dirLe…grazie dell’ospitalita’!!

    4. Lorenza Caravelli dice:

      @Robert, grazie per l’ospitalità, generosa come al solito. Amo i bistrot…
      Un abbraccio
      lorenza

    5. francesco Ballero dice:

      @Robert,
      Robert, non voglio diventare ripetitivo ed insistere come ormai faccio da qualche anno sulla grandezza della tua iniziativa, su quanto ci doni permettendoci di confrontarci con versi, racconti e commenti, per cui non ti dico proprio nulla.
      Grazie
      Francesco

      1. Robert dice:

        @francesco Ballero,

        benissimo allora non dico nulla nemmeno io. Che è come darsi una pacca sulle spalle :))

      2. Ladyviolet dice:

        @Robert,
        Mio caro amico,dopo avr letto il tuo messaggio mi è riaffiorato come un flash..la prima volta del concorso emozioni e da allora se mi volto, qualche anno è passato…un abbraccio forte!!

    6. lenio vallati dice:

      @Robert,

      Carissimo Robert, innanzi tutto un grande ringraziamento per tutto quello che fai. Il Manuale, grazie a te, é diventato davvero un grande giardino fiorito dove é possibile cogliere poesie di ogni specie. Dimostri poi di essere una persona speciale quando dici che sul Manuale non c’é una vera gara, perché una gara presuppone che ci siano degli avversari che si sfidano per un traguardo. Nel tuo Manuale invece non ci sono avversari ma veri amici che si incontrano e si consigliano, e trascorrono insieme meravigliosi momenti di poesia. E questo te lo confermo io che ho vinto il titolo di autore dell’anno. Per questo motivo forse la mia gioia per il successo conseguito é ancora maggiore,perché non ho battuto avversari più o meno bravi ma mi sono sentito circondato di tanto amore e affetto. Possiamo dire che la vera vincitrice della stagione appena trascorsa é stata la poesia, la poesia che illumina la nostra esistenza, che é amore, solidarietà, la poesia che ci porta a sentirci tutti parte di un unico grande abbraccio. Ancora grazie, Lenio.

    7. roberto canini dice:

      @Robert,
      Grazie per questa iniziativa. Spesso in altri blog ho trovato scritti molto belli ma raggruppati così, tutti insieme è davvero molto più bello. E’ come leggere un libro scritto a più mani dove si possono toccare le anime che ognuno sprigiona.
      Grazie ancora.
      Roberto.

  7. Sabatina dice:

    E tu vivi la mia parte intelligibile

    E tu vivi la mia parte intelligibile
    soprattutto quando non vivi comune,
    che da un bacio trapeliamo un verso,
    per infoltire il nostro sogno di Bene.
    Nella tua anima l’ansia descrittiva
    hai il piacere del paesaggio esterno,

    se solo ti piegassi ti scopriresti
    diseguale, ragazzo per i tuoi lati neri
    alzo le spalle al cielo e guardo
    sospirando, immersa amando,
    con la paura vinta da un unico
    punto d’approdo
    dove mi insegni la costanza
    elimini il tentennio incoerente
    modifichi la mia natura impertinente.

    1. Marinella dice:

      @Sabatina,

      Intravedo un carattere forte ma l’amore
      che fa da contenitore, come cavaliere
      d’altri tempi riesce ad addolcire
      la tua natura impertinente.
      Con Affetto

      Marinella(nonnamery)

    2. roberta dice:

      @Sabatina,
      Hai il dono dell’immediatezza, della schiettezza senza fronzoli.
      Incombente in questa, come in altre, un senso del divino dal quale al di là delle parole sembri voler sfuggire. Complimenti.

  8. Vito Bologna dice:

    L’amore in un sogno

    Prima che da noi passa la ronda
    ti pregherei d`andare sul litorale
    siediti dove il mare bacia la sponda
    ed odora il sapor d’acqua e di sale

    Li dove il mare la terra disseta
    tu siediti soave dolce fanciulla
    e se sulla fronte ti bacia il poeta
    socchiudi gli occhi e i tuoi sogni culla.

    Quando lui va in giro per il mondo
    il cielo colorato che vermiglia
    sognati del sole, il bel tramonto
    socchiudi gli occhi, vedi la meraviglia.

    Ascolta il canto del mare,
    le sirene cantare alla luna
    alla quale affidando tutte le tue pene,
    socchiudi gli occhi è tutto naturale.

    Nella notte chiara, in ciel le stelle vedi
    chiudi nel tuo cuore tutta le bellezza
    se è giunta l’ora e tu ancor non ci credi
    socchiudi gli occhi e donati all’amore.

    Dopo, con il poeta, aspetta il mattino.
    andate sui campi a passeggiare,
    fra zagare in fiore e profumo di gelsomino,
    apri gli occhi, ma continua a sognare.

    di: Alcamese

    1. Marinella dice:

      @Vito Bologna,

      Un inno all’amore! ma soprattutto mi piace la chiusa…
      andate sui campi a passeggiare, fra zagare in fiore e profumo di gelsomino.
      Bravo! cordiali saluti.

      Marinella(nonnamery)

  9. maria rita cuccurullo dice:

    Anima mia

    Ad arginar pensieri,
    il tempo s’affatica
    nell’approssimarsi
    delle ore stanche della sera,
    quando brulicanti attimi di vita
    s’adagiano leggeri a riposar
    come le foglie lungo il ciglio della strada.

    Anima mia,
    tempo del mio tempo,
    non andare!
    Ferma la musica che trasfonde in me
    la tua voglia di vivere…

    Anima,
    anima mia,
    fermati all’ultimo istante
    che confonde il mio sguardo nel tuo
    e fa spazio al silenzio che parla per noi!

    1. Marinella dice:

      @maria rita cuccurullo,

      cara Maria Rita,
      una poesia…
      quasi una preghiera! Fermati all’ultimo istante…

      Complimenti!

      marinella(nonnamery)

    2. francesco Ballero dice:

      @maria rita cuccurullo,
      “fa spazio al silenzio”: come è importante questo tuo invito!
      Bella poesia, densa.
      Grazie
      Francesco

  10. Vito Bologna dice:

    AMOR PERDUTO

    Com’è triste con me questo destino
    C’era con me una donna, se n’è andata.
    Maria, è partita in un mattino
    e l’anima mia ferita m’ha lasciata

    Verso il cielo volasti via
    e in esso ora brilli come stella,
    così ti immagino nella mia mente,
    penso tu sia la più bella.

    Brilli nel cielo e il tuo gran splendore
    fa smarrir nel buio ogni mio affanno
    si che si fa leggero questo mio cuore
    e sono felice, vivo quest’inganno.

    Sono seduto qui, vicino al mare,
    ti vedo, ti specchi sulle onde,
    vorrei toccarti, ti vorrei parlare,
    venir vicino a te, ma come?

    Chi ti portò lontano dal mio amore?
    Perché moristi in così verde età?
    Io mi dispero, cresce il mio dolore,
    umana prole, chiamatela assieme a me.

    Ma tu non parli, ahimè tu non mi vedi
    e non rispondi alle amorose invocazioni,
    oh, tu dolore, che nel cuor mi siedi
    come potrai guarirmi, con quali unguenti?

    1. Marisa Provenzano dice:

      @Vito Bologna,
      E’ nel silenzio di una notte stellata che tu incontri la tua Maria, ella non parla e l’onda ti rimanda la fallace immagine … il tuo cuore è però lo scrigno più bello, il tuo amore oltrepassa i confini dell’umana vita e Maria ti condurrà per mano, ti sarà compagna di viaggio … accoglila col cuore colmo di gioia … a volte i ricordi sono la linfa del nostro povero vivere tra affanni ed abbandoni. Coraggio! Marisa

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @Vito Bologna,

      Celeste corrispondenza di amorevoli versi,per eternare un amore che continua oltre la vita stessa.

      Bellissima poesia,di commovente emozione.

      Un saluto.Anna Laura.

    3. francesco Ballero dice:

      @Vito Bologna,
      La delicatezza con cui tu affronti questo tema bruciante è straordinaria.
      Mi hai commosso.
      Grazie
      Francesco

  11. Marinella dice:

    Arbusti sempre verdi

    Ritrovarsi a quarant’anni
    con il cuore in gola
    che a briglie sciolte vola
    sulla pelle percorsa da brivido
    e su parole d’amore
    abbandonate sulla soffitta dell’anima.

    Il pensiero abbraccia silenzi
    e si rallegra di tramonto
    ancora acceso all’orizzonte
    e da raggio nuovo di luna argentea
    caduta su noi.

    Arbusti sempre verdi
    ancora capaci di germogliare sentimenti
    nonostante l’età che avanza.

    Mano nella mano camminiamo
    lungo il margine di un fiume
    che lento scorre verso il suo letto
    come noi…solitari alberi dorati.
    Gocce di rugiada risvegliano il mattino
    ci ritrova abbracciati a nuova vita
    come una volta.

    1. Anna Laura Cittadino dice:

      @Marinella,

      L’amore sempre verde di questa poesia è arrivato dritto al mio cuore.
      Che meraviglia!

      Ciao,Marinella

      Un caro abbraccio.

      Anna Laura.

      1. Marinella dice:

        @Anna Laura Cittadino,

        Grazie Anna Laura, sono felice che
        quest’arbusto, ancora rigoglioso,
        ti abbia trasmesso una stilla della sua linfa.

        Ciao, con affetto

        Marinella(nonnamery)

    2. Marisa Provenzano dice:

      @Marinella,
      Verde come l’età più bella è l’amore e corre via a briglie sciolte … che bell’immagine ed ancor di più quelle parole d’amore abbandonate nella soffitta dell’anima … il tempo non invecchia l’Amore. Brava Marinella, splendida poesia. Baci Marisa

      1. Marinella dice:

        @Marisa Provenzano,

        Grazie Marisa, sei troppo buona. Ma… l’amore non invecchia mai perchè vale la pena di essere vissuto.
        Ed io amo troppo la vita per lasciarmela rapire. Grazie delle belle parole che rinfrancano il cuore.
        Con tanto affetto.

        Marinella(nonnamery)

    3. Daniela Quieti dice:

      @Marinella,
      complimenti, cara Marinella, per la tua bella poesia, soprattutto per le suggestive immagini dei versi finali.
      Con affetto

      Daniela

    4. francesco Ballero dice:

      @Marinella,
      “come noi…solitari alberi dorati”
      é un’immagine straordinaria e potentissima!
      Brava.
      Grazie
      Francesco

      1. Marinella dice:

        @francesco Ballero,

        Grazie Francesco,
        come definirci se non arbusti d’oro? Tra poco saranno 46 anni di convivenza condita con miele-amaro.

        Ciaoooooooooo.

        Marinella (nonnamery)

  12. federica dice:

    SENZA IL TUO RESPIRO

    SENZA IL TUO RESPIRO,
    ABBRACCIO QUEI FANTASMI,
    RIVIVO SOLO
    IN QUEGLI OCCHI,
    PRECIPITO NEL CRATERE
    DELLE TUE PUPILLE FERME.
    ARRIVO AL CUORE,
    DOVE CERCO DI BERE
    QUEL GOCCIO DI VITA
    CHE DOVREBBE BASTARE
    PER L’ETERNITA’.

    1. Redazione dice:

      @federica,

      grazie per la bella poesia però, per favore, non utilizzare caratteri maiuscoli.

      Buona scrittura.

      La Redazione

    2. francesco Ballero dice:

      @federica,
      quel goccio di vita dovrebbe bastare per l’eternità?
      letta con piacere
      Grazie
      Francesco

    3. Marinella dice:

      @federica,
      Ti accontenti di poco Federica.
      cerchi di arrivare al cuore e di bere quel goccio di vita…
      Pensi che duri per l’eternità?

      complimenti!

      Marinella(nonnamery)

  13. Sabatina dice:

    Agogica

    Ti studiavo a mente aperta,
    e in te vedevo le grandi cose
    scorrere negli spazi degli amori.
    Ti studiavo che mi facevi libera,
    libera di amare Tutto
    una lode e una preghiera
    perché ti abbraccio nel nostro
    spazio eterno,
    e ti guardo e ti chiedo cosa fare…
    Non ho le paure di amori marci,
    né astrusi, né sbilenchi.
    Non abbiamo forme umane,
    abbiamo forme fisiche nei tratti
    e nelle cadenze, forme che si dissolvono
    quando trasformiamo lo spazio in rosa.
    Tutto quello che siamo è in
    uno slancio.

  14. Gigliola Camponogara dice:

    Vita…

    Così t’ho incontrato
    mentre
    scendevi giù da una culla di stelle.

    Così a me sei venuta
    per raccontare
    di un cammino avviato
    e di impervi percorsi…
    Della gioia traboccante
    e dei dolori che
    il cuore scolpiscono.

    Vita…
    parola che veste
    le sfumature della terra e del suo universo.
    Resta con me!
    Perchè così soltanto
    posso ascoltare il tuo canto in ogni cuore.

  15. Marisa Provenzano dice:

    Assieme

    Non c’erano catene
    per imprigionare il cuore
    e tu lo hai legato
    con i verdi tralci della vita
    con le parole mai dette
    con i baci sulla mia pelle ferita
    con le tue mani grandi
    a coprire le lacrime
    Il bisogno di te all’alba di ogni giorno
    il sospiro del vento
    che accompagna la mia solitudine
    accanto ad un amore senza confini
    oltre l’orizzonte del mondo
    Assieme per scavare le radici dell’anima
    assieme come fiume limpido
    A te offro le mie parole
    come spighe di grano
    in te ristoro la mia sete
    a te affido le mie mani
    perché mi conduca
    oltre l’altrove del tempo.

    1. Sabatina dice:

      @Marisa Provenzano, Il superamento della solitudine nella forma più pura di elevazione: l’abbandono e il dono.

      1. Marisa Provenzano dice:

        @Sabatina,
        Grazie per le brevi ed essenziali parole. Hai colto il nocciolo della mia lirica.
        Quando muore un amore, sembra crollare il mondo ed è difficile risalire la china.
        Verrebbe voglia di sprofondare fino agli abissi del dolore, annegare nelle lacrime … ma ci sono ragioni che ti spingono a cercare la luce, ad accogliere un raggio di sole per riscaldare l’anima, dopo il gelo della fine. Una mano che si tende, un sorriso e la magia dei sogni compiono il miracolo …l’amore non può mai finire! Grazie Sabatina.

    2. Marinella dice:

      @Marisa Provenzano,

      Carissima Marisa
      sotto cupola di mano, la certezza di una carezza, a cui affidi la vita, oltre l’altrove del tempo.
      Con Affetto.

      Marinella(nonnamery)

    3. lenio vallati dice:

      @Marisa Provenzano,

      Ciao Marisa e ancora complimenti. Le tue parole fluiscono come l’acqua di un ruscello, sono così vivide, ristoratrici di un amore vero che non morirà mai anche se si é ormai fatto ricordo. Un abbraccio, Lenio.

    4. Anna Laura Cittadino dice:

      @Marisa Provenzano,

      Versi intensi che racchiudono uno spaccato di vita vissuta,poi restano i ricordi ad immalinconire l’anima nella solitudine del cuore ed una mano protesa che si giunge in preghiera.

      E’ un abbraccio di terra e cielo questa poesia. Brava.

      Un caro saluto
      Anna Laura (annaluna)

      P.S: Calabrisella anch’io.

  16. Fabio clerici dice:

    TI VOGLIO COME SEI

    Ti voglio come sei,
    quando il tuo sguardo
    si appoggia sui miei occhi,
    quando il tuo viso
    manifesta disagio,
    e piccole rughe
    segnano il tempo
    di matura bellezza;
    ti voglio come sei,
    quando risvegli
    i tuoi sensi
    dal notturno sonno;
    quando mi attendi
    dormiente la notte,
    rassicurata dalla mia presenza,
    ti voglio come sei,
    quando la distanza che ci separa
    è solo un breve intermezzo
    di una meravigliosa avventura;
    quando le tue labbra
    scolpiscono rasserenanti parole,
    al cospetto della mia debole anima
    e quando con te il quotidiano,
    magia diviene;
    ti vorrò come sarai,
    anche quando
    di argentei capelli,
    ornato il piccolo viso,
    mi regalerai ancora amorevole sorriso,
    accompagnando il nostro cammino
    per il tempo che resterà,
    e che Dio avrà deciso.

    1. Sabatina dice:

      @Fabio clerici,

      Commovente, sentita, intensa. Si avvicina all’Amore vero, alla pura poesia. Complimenti, bella davvero. Toccante.

      Struggenti i versi “quando la distanza che ci separa
      è solo un breve intermezzo di una meravigliosa avventura” semplici, non retorici, moderati, pacati e sani. Di un amore che è Benessere e Beatitudine. O anche meravigliosi “quando mi attendi
      dormiente la notte, rassicurata dalla mia presenza” e “e quando con te il quotidiano, magia diviene”

      Bella, grazie. Tocca i sensi

  17. Guglielmo dice:

    DESTINO

    Vorrei incontrarlo lungo il mio cammino
    questo fantasma che mi insegue ognora ;
    è un’ombra senza volto, è il mio destino
    che mi svanisce quando sorge l’aurora.

    E’ della vita il mio destino ingrato
    che i sogni del mio cuore ha reso vani,
    che le speranze sempre mi ha rubato,
    le speranze dell’oggi per domani !

    E gli domanderei dov’è il mio sole
    che può ridare alla mia vita amore,
    e lui dovrebbe con le sue parole
    ridare le speranze a questo cuore.

    Vorrei ma l’ombra non si fa fermare !
    Solo i miei bimbi sono il mio destino,
    la vera speme che mi fa pregare
    di averli accanto lungo il mio cammino.

    Luigi Le Rose

    Crotone 25/03/1956

    1. Marisa Provenzano dice:

      @Guglielmo,
      Il dubbio ci tormenta, e gli interrogativi ci attanagliano … cosa può essere mai questo dolore che non ci abbandona e che ad ogni alba sembra rarefatto dal chiarore del giorno …?
      Ancora l’eterno dramma dell’abbandono … ma anche la grande forza dell’amore che supera ogni ostacolo, dilata gli orizzonti e ci fa comprendere che anche nel buio c’è un raggio di sole. Grazie per le emozioni forti che i tuoi versi trasmettono. Marisa

  18. Teia dice:

    Al mio Principe azzurro

    Per noi hanno ideato l’anfiteatro
    e le candele si consumavano per noi.
    Io lo so, ed è la strada che me lo sussurra,
    che il mare per noi si specchia nell’orizzonte.

    Il tempo inciampa fra i nostri passi
    ma non sempre riesco a farlo suddito
    del nostro affetto;
    e alcuni giorni sono ladri
    che rubano il mio tesoro,
    mentre altri sono carrettieri
    che intralciano il tuo arrivo
    con montagne di minuti.

    E a volte, come chi sa di possedere un bene
    invidiato ha paura di invisibili mani,
    così io temo questo volo sopra il cielo
    e costruisco gradini di congetture
    per scendere, graduale, a terra.

    Poi, però, le ali dei tuoi occhi mi distraggono,
    evado dal mio lavoro in costruzione
    ascoltando le tue parole di favola.
    Così capisco che è sempre per noi
    che scrivono le fiabe.

    1. Sabatina dice:

      @Teia,

      La consapevolezza di un amore giusto “io lo so, ed è la strada che me lo sussurra” la voglia di mordere il tempo per bruciare la passione intensa e lodevole, la passione dell’anima, la ricerca del bene. Il sentimento umano specchio della nostra condizione continuamente preda dell’evoluzione degli eventi “invidiato ha paura di invisibili mani”.

      Versi bellissimi di soavità e brezza profonda: “così io temo questo volo sopra il cielo” sento la forza dell’amore infinito che dà smarrimento ed estasi.

    2. Robert dice:

      @Teia,

      versi dolcissimi di un amore tenero e puro.
      Emozioni. Vere Emozioni per il Concorso di Emozioni.

      Grazie Teia.

      R.

      1. Teia dice:

        @Sabatina e @Robert,
        grazie infinite per le vostre opinioni. Esse sono preziose e vitali quanto gli sguardi nell’amore.

        Grazie ancora

    3. Manuela pana dice:

      @Teia, Perche’ ,quando si “sa di possedere un bene invidiato” come l’amore che porta con se l’estasi inebriante di felicita’, si ha sempre paura di quelle invisibili mani? Allora si “costruisco gradini di congetture
      per scendere, graduale, a terra” invece di aprire bene le narici e respirare l’aria buona volando sempre piu’ su’,e di piu’ e ancor piu’ su’ riempendo tutto di noi dei benefici dell’amore?
      Mi piacciono molto i tuoi versi.

  19. Fabrizio Demaria dice:

    Racconto inedito “PELLE” di Fabrizio Demaria
    (in pubblicazione)

    La carezzava dolcemente con movimenti delicati e ampi della mano, che riusciva a contenere, come in un avvolgente abbraccio, la sicurezza del suo gesto. Ignazio esaminava i lineamenti di Angelica, ne studiava l’incarnato chiaro intervallando la sua attenzione con momentanei scatti attraverso cui distoglieva rapidamente il suo manifesto interesse, trincerandolo dietro attimi d’improvviso pudore. Angelica era statuaria e candida, vestita di un profilo marmoreo che ne esaltava la figura alta e slanciata, adornata di una folta chioma bionda che incorniciava ed inteneriva il suo ovale pallido, illuminato unicamente dai suoi occhi verdi come due gemme punteggiate in una nuvola. Ignazio le lisciava i capelli, glieli pettinava stirandoli con cura ed energia, mentre con entrambe le mani li spazzolava calibrando e dosando la forza per districarli con morbidezza e aggiustandoglieli sulle spalle.
    Angelica lo colpiva con la fissità dello sguardo, come perso nel vuoto della solitudine dell’amante. Erano quelli i momenti in cui Ignazio mescolava la pudicizia che avvertiva dinanzi a quel corpo così bello con il senso di distacco che questo gli suscitava e che gli suggeriva di allontanarsene scollandosi con freddezza. Le carezze con cui lambiva il corpo di Angelica, mentre lo attraversavano come una freccia da parte a parte, gli rimandavano talvolta un terrore infinito e delle ferite nell’anima che gli impietrivano la schiena bloccandogli il respiro con spasmi repentini. Mentre il tatto sinuoso controllava la vicinanza tra sé e Angelica, emergeva la paura di continuare a tastarla centimetro dopo centimetro, nascondendo gli occhi vecchi e stanchi a quel corpo che non riusciva a controllare, che poteva solo bramare. A quel punto Ignazio smetteva di correre con le dita su quell’autostrada di piacere che le curve deliziose di Angelica rappresentavano, richiudendo le sue nocche come un riccio impaurito; cessava di esplorare quel tessuto a lui così dolce come chi ha percepito una scossa elettrica che rimanda un’energia impossibile da contenere. Ignazio seguiva quindi un copione già scritto, dentro il quale trovava rifugio e speranza di una perpetua sopravvivenza.
    Gli occhi scuri di Ignazio si fulminavano come lampadine sotto l’effetto di quella crescente energia, mentre portava i suoi pugni rugosi contro le sue orbite, cancellando la vista prodigiosa di quella materia elegante e strofinandosi come se si fosse appena destato da un sogno ancora vivido e palpabile. Mentre osservava Angelica, il vuoto della sua solitudine affiorava dallo sfondo cupo e buio dal quale ogni mattina tentava disperatamente di emergere insieme con l’alba, che si apprestava a sorgere come un lume fioco. L’avvolgente sicurezza del ricamo delle sue dita lasciava spazio a un fuoco fatuo, che si spegneva come una speranza infranta sotto la brace della sua disperazione: un pianto violento e incontenibile sposava la sua fragilità, e sarebbe riuscito a destare persino gli oggetti circostanti, mentre sprigionava il disordine della sua eccessiva vitalità con l’effetto devastante di un’esplosione atomica.
    Assistevo a quella scena ogni mattina, quando entravo nella stanza di Ignazio e osservavo con enfasi teatrale quella sceneggiata sciorinata con cura davanti ai miei occhi, mentre il dolore attraversava le sue viscere e gli riconsegnava un ginepraio di sussulti e sofferenze incontenibili. Mi ricordavo di quando molti anni prima andammo a strapparlo alla sua casa: vegliava il corpo di sua moglie morta da una settimana, e i vicini chiamarono aiuto per il fetore putrido che questo emanava nella decomposizione. Ignazio era in uno stato di totale obnubilamento, accovacciato e nudo come un feto vicino ad Angelica, denudata anch’essa, come un cucciolo che non riesce a staccarsi dal corpo esanime della propria madre. In manicomio la disperazione per l’allontanamento forzato aveva amplificato l’assenza e il vuoto; così si era costruito un manichino biondo, levigandolo con le sue mani, perpetuando con la sua pelle un contatto che tuttavia non era pronto a fargli sperimentare la separazione della propria vita da quella della sua amata, spenta improvvisamente dopo pochi giorni di matrimonio per cause considerate naturali.
    Ogni mattina vedevo rivivere il suo dolore, come una lancia spezzata nel suo costato; e quando lo ascoltavo urlare disperato e nudo vicino a quel manichino, lasciavo che il mio sguardo incontrasse il suo e aspettavo che lo placasse, mentre la sua disperazione si spostava verso di me e ritrovava ogni giorno la mia treccia bionda, il mio seno materno, i miei occhi finalmente vivi. Lo stringevo a me, che avevo imparato a non avere paura di lui, e mentre il mio sguardo lo tirava fuori dall’abisso della sua miseria e dalla profondità della sua angoscia, gli prendevo la testa tra le mani e ricambiavo la carezza che rivolgeva al mio seno, asciugando il solco delle sue lacrime sul mio grembiule. Esploravo i suoi occhi mentre gli regalavo un sorriso compassionevole che lui mi sdebitava con disarmante e vulnerabile fragilità. Gli sussurravo: “E’ ora di fare colazione e di portare Angelica a prendere il sole in giardino. E’ ora di godere di questo sole”.

    FABRIZIO DEMARIA

  20. Vito Bologna dice:

    Ti dono il mio amore

    Dimmi che m’ami, che mi vuoi bene
    dimmi che sono io il tuo solo amore,
    dicono che nel mare le sirene
    parlano ai marinai col cuore

    Tu stai seduta lì, su quello scoglio
    hai un cuore di pietra e il volto triste
    ti ho visto, m’innamorai, ora ti voglio
    sei la più bella tra quelle viste.

    Tu sei la mia musa, l’ispirazione
    sei il sole, il mare, il mio universo,
    a te dedicherò le mie canzoni
    con il tuo nome incluso in ogni verso.

    Guarda le stelle e poi guarda la luna
    la notte è fatta per fare l’amore
    e se cade una stella porterà fortuna
    ti dono il mio amore, dammi il tuo dolore.

    1. Sabatina dice:

      @Vito Bologna,

      Amore passionale con attracchi intellettuali e fini.

  21. Luciana Vasile dice:

    Accoglienza

    Accolgo nell’incontro
    il mio diverso
    dei limiti non faccio
    differenza
    Se spero in lui
    è perché accetti
    i miei
    Condivisi gli intenti
    la stessa meta
    un tratto
    lo potremo fare insieme

    Trema il mio ventre
    e tutto il mio pensiero se
    accolgo dolce lui
    che vuole regalarmi
    un po’ di sé

    Accolgo il dolore
    e l’allegria
    li mescolo
    nel crogiuolo
    della vita

    Mi allontano
    da chi con prepotenza
    dichiarata o subdola,
    abusiva,
    mi vuole fare male
    Muta e invisibile
    si fa per sempre a lui
    la mia presenza

    Luciana Vasile

    1. francesco Ballero dice:

      @Luciana Vasile,
      Accoglienza del diverso, del limite, del dono, del dolore e dell’allegria,
      Versi contro la paura! Se molti, (non dico tutti) sapessero riconoscere le loro paure il mondo sarebbe migliore.
      Grazie
      Francesco

  22. lauraltina dice:

    Cuoremente
    scorderò l’avanzare del tempo se tu mi lascerai sognare
    scorderò i miei affanni se tu mi lascerai toccare le mie idee
    scorderò i miei sbagli se mi lascerai il modo di rifarli
    scorderò la mia severità se mi lascerai cullare i miei secondi figli
    scorderò le mie pene se solo mi lascerai capire senza pensare
    scorderò la mia vita se mi lascerai morire
    scorderò la morte se mi lascerai amare per sempre

  23. Daniela Quieti dice:

    ANCORA UNA PAROLA

    Dimmi
    ancora
    una parola
    d’amore
    e d’odio
    noi saremo
    tutto.
    Raccontami
    un altro
    mattino
    il colore
    del sole
    dove
    comincia
    l’oriente.
    Aiutiamoci
    a vivere
    la scoperta
    dell’ombra
    aspettando
    i barbari
    prima
    che sia
    notte.

    1. Marinella dice:

      @Daniela Quieti,
      la tua poesia …
      delicata come le note di un notturno!
      Complimenti! Con affetto
      Marinella(nonnamery)

    2. Manuela pana dice:

      @Daniela Quieti, Carissima!!!ci siamo dette sabato che dopo Rapolano ci saremmo viste sul portale!eccomi qua!!ci tenevo tantissimo a leggere la tua poesia e dirti ancora una volta che sei..come sempre…bravissima!! Un caro abbraccio Manuela

    3. Marisa Provenzano dice:

      @Daniela Quieti,
      Belli i versi …frammenti di cuore lasciati ai margini di un sentimento “in attesa”.
      Sulla tela dell’anima pennellate delicate e grazie per quello che ci doni con le tue liriche! Marisa

    4. Andrea dice:

      @Daniela Quieti,

      totale e ambivalente nel rivelare il rapporto affettivo, la poesia di notevole valore sembra espressa da una raffinata cultura che comprime i versi nell’essenzialità assoluta, in uno stile del tutto personale.
      un caro saluto

      Andrea Masotti

    5. Robert dice:

      @Daniela Quieti,

      cosa intende l’autrice per Oriente? Forse la conoscenza, la spiritualità, quella sapienza che solo l’amore riesce ad infondere nella mente e nel cuore.

      Complimenti vivissimi per Daniela che è tra i vincitori del prestigioso Premio Il Molinello per la poesia inedita.

      1. Daniela Quieti dice:

        @Robert,
        grazie infinite, gentile Robert, per l’accoglienza nel bellissimo Bistrot dell’Amore e dei Sogni e per i complimenti. Sono davvero felice di essere tra i vincitori del Molinello. Sono profondamente grata alla Giuria, all’Amministrazione e, soprattutto, all’ideatrice del Premio, Nicla Morletti, per aver ritenuto la mia poesia degna di essere ammessa in questo prestigioso e indimenticabile evento.
        Oriente è inteso nel senso etimologico latino del termine “oriri” sorgere: punto dell’orizzonte da cui nasce il sole, quindi si propaga la luce, in tutti i sensi: di conoscenza, di spiritualità, di sapienza, di Amore.
        Con la più sincera cordialità

        Daniela Quieti

    6. LUCIANA dice:

      @Daniela Quieti,
      bello il fluire lento e cadenzato delle parole che scompongono il verso e vanno a confluire in quell’inno sia all’amore in toto, che all’amore di coppia “aiutiamoci a vivere la scoperta dell’ombra”.
      Un amore intenso, cristiano, che rafforza la coppia in questo percorso terreno e la rasserena nell’attesa del”barbaro” e del “buio della notte”.
      I tuoi, cara Daniela, sono audaci distillati di poesia che non temono il rarefarsi della parola, la sfrondano del superfluo e giungono come saette al cuore.
      Complimenti affettuosi
      Lucia Sallustio

    7. Daniela Quieti dice:

      @Daniela Quieti,
      desidero ringraziare, di cuore, Marinella, Manuela, Marisa, Andrea e Luciana per le bellissime parole che mi hanno dedicato e che impreziosiscono di insperati significati i miei versi.
      Con sincero affetto

      Daniela Quieti

    8. lenio vallati dice:

      @Daniela Quieti,

      Carissima Daniela, mi sorprendi ogni volta con le tue delicate note di pianista dell’anima. Versi lenti, cadenzati, che cadono come gocce e lasciano un piccolo segno sul cuore. Complimenti per il Molinello. Mi auguro di riincontrarti presto a qualche bel premio per rinnovarti la mia amicizia e la profonda stima che ho di te, un abbraccio, Lenio.

    9. francesco Ballero dice:

      @Daniela Quieti,
      Una poesia superba, dal ritmo incalzante, così essenziale e denso! Complimenti, non so aggiungere altro a quanto detto da chi mi ha preceduto se non esternarti tutta la mia ammirazione
      Grazie
      Francesco

    10. Ugo Petri dice:

      @Daniela Quieti,
      Complimenti per l’intensa poesia, essenziale, cadenzata, elegante.
      Cordiali saluti

      Ugo Petri

    11. Arsomnia dice:

      @Daniela Quieti,

      Cara Daniela,
      una poesia molto intensa ed è difficile aggiungere altro rispetto ai commenti che mi hanno preceduta.. Posso dirti in più che amo moltissimo l’ultima strofa..

      “Aiutiamoci
      a vivere
      la scoperta
      dell’ombra
      aspettando
      i barbari
      prima
      che sia
      notte.”

      Un abbraccio stretto, per questi giorni
      Ars

  24. Marisa Provenzano dice:

    Grazie, combino pasticci ogni tanto.

  25. Luciano Luisi dice:

    IL VECCHIO E LA RAGAZZA

    di LUCIANO LUISI (*)

    —————

    Alita tu su me che già declino
    verso l’autunno, la tua giovinezza.
    Tu sei la tazza colma di quel vino
    che infonde ebbrezza.

    Da te s’effonde (e nelle vene langue
    da tempo ormai!) la febbre della vita:
    e il gelo che mi cresce dentro il sangue,
    Lei che m’addita,

    raffreni, e in me che s’era già sopita
    mentre guardavo quieto l’altra soglia
    ritorna ora ad accendersi stupita
    l’antica voglia.

    Non te ne andare. E se non ha domani
    quest’amore, tu lascia che trabocchi.
    Tu puoi fugare l’ombra con le mani
    sopra i miei occhi.

    —————
    (*) Nota della Redazione: Luciano Luisi, Premio alla Carriera Il Molinello 2009

    1. Luciana Vasile dice:

      @Luciano Luisi, le Sue poesie mi fanno sempre venire i brividi, brividi di calda emozione. Anche i sensi sono ossimori e dovremmo ascoltarli più spesso. Ho riletto più volte i Suoi versi, perché entrassero “più dentro”. La Sua omonima

      P.S. Complimenti per il meritatissimo Premio alla Carriera Il Molinello. Già solo il teatro, dove si svolge la premiazione, è prestigioso, una piccola chicca di raffinata architettura. Anche gli spazi hanno una anima.

    2. Manuela pana dice:

      @Luciano Luisi,
      Ho avuto l’immenso piacere di sentire la sua poesia,sabato, sul palco del Teatro del Popolo a Rapolano.Mi ha trasmesso un’emozione forte allora, e rileggendola ancora adesso.Un caloroso saluto

    3. Daniela Quieti dice:

      @Luciano Luisi,
      Grazie per l’emozione che ci ha donato con la lettura della Sua poesia a Rapolano, così forte che emana ancora anche leggendola.
      Complimenti vivissimi. Con sincera cordialità

      Daniela Quieti

    4. Anna Laura Cittadino dice:

      @Luciano Luisi,

      Sono versi che incantano il mio sentire e che non riesco a spiegare…
      Sublimi,come solo l’amore sa fare.

      Un caro saluto.

      Anna Laura

    5. Andrea dice:

      @Luciano Luisi,

      una bella poesia che la straordinaria interpretazione di sabato a Rapolano ha reso particolarmente emozionante , l’arte può trasformare il dolore in bellezza
      i miei complimenti

      Andrea Masotti

    6. Marisa Provenzano dice:

      @Luciano Luisi,

      Semplicemente splendidi, da leggere e rileggere ancora fino ad “impregnare” l’anima. Complimenti e più che meritato il Premio!
      Marisa

  26. Giacomo lotti dice:

    UN FIORE TRA I ROVI

    Nella mia terra c’è un fiore
    è nascosto tra i rovi
    è il fiore più bello
    ha i petali rossi della passione
    ma ha uno stelo di spine
    se mi avvicino mi punge sul cuore

    ma anche se toccar non lo posso
    dal suo profumo io attingo alla vita

    ombroso come la terra da cui prende vigore

    è generoso quel fiore
    regala i suoi petali al sole
    accoglie il dolore del giorno
    aprendosi al pianto di rugiada del mattino

    ha paura dei sogni
    trascorre le notti osservando la luna
    riparandosi dietro ai suoi rovi

    per ogni ferita un suo petalo cade
    donando alla terra il suo tempo migliore
    e togliendo ai miei giorni
    promesse d’amore.

  27. Natasha Bondarenko dice:

    Guarda che per avermi
    è semplice: sfoglia un dizionario della seduzione,
    qualche bugia ben riuscita; baloccando
    in proposito – fammi sentire unica,
    o, almeno, la seconda (se proprio così
    che stanno le cose) e poi, sfiorando
    con audacia tutte le periferie del mio corpo,
    illuditi di avermi come mi illudo io. Un caffè,
    te lo preparo… quando hai finito…
    Prima di andare via annota negli appunti
    i numeri dei miei seni, l’orario del mio grido
    e altre cose che io non ci tengo a ricordare…
    E vai a giocare, sperando nel terno secco.

    Guarda che per avermi è molto semplice:
    è per trattenermi
    che devi sudare.

    Natasha Bondarenko 22.03.2009

    Per ora è l’unica poesia non pubblicata su mio blog. Ma credo che abbiamo ancora tempo e posso inserirli più tardi.

    1. Mario Prontera dice:

      @Natasha Bondarenko,
      Carissima Natasha,complimenti di cuore per i tuoi versi “semplici”,ma efficacissimi,’fotografici’,senza fronzoli nè narcisistiche cadute stilistiche baroccheggianti,di una noia mortale!!Il mio giardiniere semianalfabeta direbbe di te “UNA NOVITA’ NUOVA’,in mezzo a un tutto o quasi ‘carino’ forse,ma abbondantemente ..”DEJA’-VU”.
      Penso che sabato sera ti inviterò a “ballare con ne me” sul ponte della nostra caravella.
      Con simpatia Mario Prontera
      P.S.:continua così e sarò un tuo fan fedele e disinteressato!

      1. Natasha Bondarenko dice:

        @Mario Prontera, grazie…. del tuo commento si può fare una poesia. Ci penserò….

    2. Andrea dice:

      @Natasha Bondarenko,

      una piacevole ironia lega i versi che si snodano tra grazia e durezza. Una apertura culturale che risente positivamente di un mondo estraneo.

      Andrea Masotti

      1. Natasha Bondarenko dice:

        @Andrea, grazie, Andrea. Dopo vent’anni di soggiorno ho imparato anch’io qualcosa: di non aver paura di dire le cose come stanno. Grazie ancora.

    3. Manuela pana dice:

      @Natasha Bondarenko, Cara Natasha,che posso dire dopo aver letto questa poesia e aver dato una sbirciatina su quell’altre? semplicemente dico che sei brava e molto ,molto,bella dentro..ritornero’ e leggero’ tutte le tue poesie.Complimenti

      1. Ladyviolet dice:

        @Manuela pana,
        accattivante e molto femminile..ho percepito una sorta di vendetta inespiata..mi è piaciuta molto!

    4. francesco Ballero dice:

      @Natasha Bondarenko,
      beh nulla da dire, uno scritto ironico e un po’ anche cinico, senza peli sulla lingua. Sei molto brava a scrivere, non so se sei felice.
      Dici, in un commento, di non aver paura di dire le cose come stanno: probabilmente stanno “anche” così. Ma non sempre e non per tutti, senza bisogno di essere baroccheggianti e di una noia mortale.
      Grazie, una lettura avvincente.
      Francesco

  28. Violet dice:

    E’ una pioggia intermittente…
    di solo amore.
    Ma esiste l’amore eterno?

    Buon blog agli autori.
    E molto moltissimo amore.

    1. francesco ballero dice:

      @Violet,
      io penso chedi sua natura l’Amore sia eterno. Anche gli amori finiti ..
      Francesco

      1. Marisa Provenzano dice:

        @francesco ballero,
        Sono d’accordo con Francesco.
        L’amore è il fine ed il principio del Mondo e guai a non crederci … dove saremmo noi ora se così non fosse? Come potremmo oggi scrivere d’amore se non fosse presente in noi come unica “epidemia” universale (mi si consenta la parola non bellissima)?
        Violet, rifletti e forse muterai pensiero! Affettuosamente Marisa

  29. Dark_Light dice:

    Inala. Trattieni. Butta fuori. Un capogiro. Mi aggrappo al parapetto. Rischio di cadere, ed ora per davvero.
    Guardo le stelle. Quanto mi manca quella sensazione di indifferenza che mi caratterizzava; quei sentimenti vuoti e recitati, quei sorrisi privi di ogni ragione, ricchi di scopo. Ero come loro. Quei puntini che brillano nel buio dell’universo. Facevo amare, non amavo; facevo soffrire, non soffrivo. Ora amo e soffro allo stesso tempo. Colpito al petto; proprio dove un tempo non sarebbe successo nulla, ora sanguino. Un cuore. Chi l’avrebbe mai creduto? Pulsa, soffre, ama. Batte per qualcuno ora, anche se a questo qualcuno non interessa. Rimugino. Sono insicuro su ogni mio passo, e la cosa mi infastidisce non poco. Cosa posso fare ora? Come mi devo comportare? Devo reagire o lasciare che le cose vadano come devono andare? L’unica cosa che so è che quando chiudo gli occhi lo vedo. Vedo il suo viso, il suo sorriso maligno, il suo petto marmoreo, e le sue braccia che mi stringono forte. Oh Amore, proteggimi da tua sorella Sofferenza, regalami un sorriso che sia depurato da ogni mal intenzione; fammi vivere per una volta una favola scritta da qualcun’altro.

    1. francesco ballero dice:

      @Dark_Light,
      Quando Amore bussa, e prima o poi bussa sempre, tutte le certezze e le sicurezze saltano ed ahimè sopraggiunge sorella Sofferenza; poi però porta frutti di consolazione.
      Grazie
      Francesco

      1. Dark_Light dice:

        @francesco ballero,
        Grazie a te.

  30. Mario Prontera dice:

    “Senza titolo e comunque alla penultima delle mie 17 Muse”.

    Se ne stanno là,
    sulla soglia indistinta della sera,
    come comari ansiose di curiosare
    oltre la tenda delle nuvole;
    e a piccole gocce,
    come da una clessidra
    di petali biancospino,
    graffiano piano le guance del cielo
    e rigano ancora,decise,
    i rivoli della mia fantasia.

    Era il 18 marzo 2009 alle ore 22,05
    Mario Prontera

    1. loretta crestani dice:

      @Mario Prontera,
      come al solito i tuoi versi mi vanno dritti al cuore e rispolverano i ricordi di un sentimento che a pensarlo dà soltanto malinconia……

    2. francesco ballero dice:

      @Mario Prontera,
      molto azzeccata ed efficace l’immagine delle “comari ansiose di curiosare”.
      Rivoli di fantasia da non lasciare scorrere via.
      Grazie
      Francesco

      1. Mario Prontera dice:

        @francesco ballero,
        Carissimo Francesco,
        ho letto da qualche parte che sei innamorato del mare(spero di ricordare bene)e anche io,nato nel Capo di Leuca,che si bea di due Mari contemporaneamente,ne sono attratto;ma “quelle comari ansiose di curiosare oltre la tenda delle nuvole” ,beh mi affascinano e spaventano talmente tanto,che restano la mia emozione più forte e inspiegabile.
        Grazie della benevolenza accordata al mio ‘verseggiare elementare’ e a te,cose piccole e belle. Mario Prontera

  31. marisan dice:

    DOLCE SONNO

    Dormirò con te
    dolce anima dei sogni
    così dolcemente,
    tra le piume del cielo.
    E il candore del tuo sguardo
    come sorriso di bimbo
    mi lascerò cullare dalle stelle
    Tra le calde braccia dell’amore,
    mi lascerò baciare dai tuoi
    muti sensi,
    sinceri
    di infinita bellezza
    di pura creatura.
    Con te mi librerò
    finalmente libera
    da infedeli fati
    tra stagni dorati
    di misteriose arie.
    Mi proteggerai
    tra le ali di universi inesplorati
    seta meravigliosa il tuo corpo sinuoso
    da elegante sospiro,
    note infinite del silenzio musicale.
    Porterò dolce sonno
    come dono incantato
    ai tuoi lenti volteggi,
    sottili nell’acqua di rosa porpurea
    chiara e pura del mare azzurro,
    amorevoli accarezzano i stanchi pensieri,
    ormai certi
    di fantasie e misteri
    di candidi cristalli
    nei tuoi occhi
    color rubino.
    Nella calma della notte
    sarò con te,
    notte ubriaca di perle del tuo nobile animo
    divino misericordioso
    scandisci ore con danza
    dei tuoi arcobaleni
    legati all’infinito.

    1. Anna Laura Cittadino dice:

      @marisan,

      Entro in punta di piedi in questo dolcissimo sonno, e mi sento avvolta come seta sulla pelle nuda.

      Complimenti.

      Un saluto
      Anna Laura.

    2. francesco ballero dice:

      @marisan,
      un amore che allegerisce quegli stanchi pensieri e solleva trascinando con dolcezza in un sonno quasi magico,
      Grazie
      Francesco

  32. Giorgia Mus dice:

    Quando respiri sento un brivido,
    quello del mondo che si incrina ansimando.
    Se giaci abbandonato nel sonno sento un tremore
    È sempre il mio mondo, che vacilla nell’equilibrio reale.
    Certamente è sovrumano amore, quel che sento creparmi il cuore
    tracimando dagli argini della ragione.
    Ascoltalo, è irreversibile questo andamento…
    …mi ha marchiato col fuoco il tuo sentimento
    Quando mi pesi sul corpo,
    seghi il mio cielo con lama carnale
    Se mi scivoli umido e pieno nel grembo
    è il nostro comune turbamento ad annientare la dimensione reale.

    1. francesco ballero dice:

      @Giorgia Mus,
      un amore che toglie il respiro, un amore che quasi annienta …
      Grazie
      Francesco

      1. Giorgia Mus dice:

        @francesco ballero,
        Grazie a te Francesco 🙂

  33. valentina dice:

    COLEI CHE DEVE ESSERE AMATA

    Amanda girava senza meta per quello che, in un tempo passato, doveva essere stato un parco. La ragazza dai corti ed ispidi capelli castani non aveva la minima idea di cosa potesse essere un parco: erano anni che non se ne vedeva uno. Aveva letto qualcosa su un libro ripescato nelle fogne alcuni mesi prima, ma le pagine erano rovinate dall’acqua putrefatta e non ne aveva potuto ricavare molto.
    Comunque, in quella prima settimana di febbraio del 2114, lei aveva deciso che camminare era l’unico modo per non pensare. Doveva muoversi, muoversi in continuazione per non fermarsi con la mente in nessun posto, per non vedere né presente, né passato e, se qualche divinità benevola l’avesse aiutata, per non immaginare alcun futuro. In un mondo come il suo, l’avvenire si prospettava più puzzolente delle fogne in cui si rifugiava spesso.
    Si sedette su un masso sporco di qualunque cosa e notò che un graffio prepotente le spiccava purpureo sulla gamba pallida. Si guardò con repulsione: era pelle e ossa. Tutti erano magri da fare schifo, in quel presente. Sua madre le aveva raccontato che quando era giovane una delle preoccupazioni maggiori per le ragazze era la cellulite ed il grasso superfluo. Un lusso scomodo che ora nessuno avrebbe potuto permettersi.
    Tirò fuori dalla sacchetta che teneva sulle spalle una radice dalla consistenza marmorea che aveva trovato scavando in un terreno. Non sapeva di nulla, ma almeno riempiva lo stomaco. Il gusto dei cibi era un altro di quei ricordi sbiaditi che le passavano sulla punta della lingua ogni tanto: rammentava la consistenza vellutata dei biscotti che mamma le intingeva nel latte, secoli prima. Ma non poteva fermarsi ancora: i pensieri stavano ritornando.
    Tum, tum, tum… ecco il cuore ballerino che riprendeva la sua danza macabra del nulla. Maledetto muscolo involontario! Si fosse fermato, anche solo per un attimo… ma, sì, perché no, anche per sempre!
    Amanda levò lo sguardo al cielo e sorrise con amarezza. Sempre foschia, sempre luce filtrata, mai nubi cariche di feconda pioggia. La terra arida sotto ai piedi si sollevava in pigre esplosioni di polvere inutili. Non che si preoccupasse di sporcarsi: la pulizia non era contemplata.
    Si stava facendo notte e doveva trovare un posto per ripararsi dal freddo. Vide una galleria deserta e entrò con tutti i sensi all’erta: non poteva sapere chi l’avrebbe attesa nel buio. Bene, nessuno.
    Si sdraiò su una piccola stuoia e tirò fuori dalla sacca il prezioso libriccino della mamma. Cominciò a leggere, come al solito, le ultime pagine.
    “31 dicembre 2101
    La mia bellissima Amanda sta riposando, grugnendo a mo’ di maialino soddisfatto. Ha soli quindici anni, ma è già bella come una donna. Non se ne accorge, in questo mondo impazzito, dove le uniche cose che la interessano sono portare a casa qualche cosa da mangiare ed assicurarsi che io non sia ancora morta. Povera figlia mia! Dovrebbe dare il primo bacio, adesso, guardarsi allo specchio e constatare come il suo seno si sia sviluppato, le forme del corpo arrotondate.
    Aveva quattro anni quando è esplosa la bomba. Io ero solo un’insegnante di lettere, non sapevo nemmeno di che ordigno si trattasse. Qualunque cosa fosse, si è portato via tutto, ovunque e comunque. E ha recato con sé anche una strana malattia che ha falcidiato la maggior parte di noi. Amanda è fortunata, non l’ha ancora presa. Forse ne è immune. Per scherzare dice che è stato tutto il miele che ho ingurgitato in gravidanza a renderla più forte. A me non è servito. Ormai sono agli sgoccioli. E non riesco più a nasconderlo. Quando la mia bambina mi guarda, vedo solo due enormi occhi scuri carichi di terrore. Nel momento in cui me ne sarò andata, il suo mondo cesserà di esistere. Ma vorrei che potesse sperare in qualcosa. Almeno in se stessa. Le ripeto sempre che il suo nome significa –colei che deve essere amata- e che è il suo destino.”
    Amanda non si permise di versare nemmeno una lacrima. Il suo nome del piffero. Amore, amore, amore… non ne esisteva più. La mamma se l’era portato via tutto.
    Il giorno seguente si incamminò su per una collina ripida, cercando disperatamente qualcosa da ingurgitare. Almeno avesse scovato un ragno! Aveva bisogno di un po’ di proteine. Non c’erano artropodi in giro, ma un altro essere umano, si. Non ne vedeva da mesi e questo era pure un maschio! Un uomo dalla barba folta, sui quarant’anni, che stava incollando gli occhi ad una foglia.
    “Ciao!”
    “Ciao.”
    “Accidenti, un’altra persona! Sono secoli che non incontro qualcuno! Io sono Eros.” Disse sorridendo e porgendole la mano.
    “Mandi.” Non ricambiò il sorriso e non gli porse la mano.
    “Mmm…io sono cieco come una talpa e ho perso i miei occhiali chissà dove… questa foglia è commestibile? Se lo è potremmo fare a metà!”
    I muscoli facciali di Amanda compirono un prodigio che non accadeva da tempo: si tesero in una risata strozzata.
    “Si, la puoi mangiare.”
    Trascorsero alcuni giorni in cui la ragazza dal cuore anoressico scoprì che quell’Eros, così peloso e così miope, era in grado di scavare una galleria tortuosa per arrivare al centro del suo cuore corazzato. Lui le sorrideva, inciampava, le raccontava storie di popoli vissuti in un’epoca remota, le porgeva con tenerezza cibi disgustosi, aspettava di vederla addormentata, prima di coricarsi lui stesso. Amanda sentiva che quel maledetto muscolo involontario si stava inumidendo. Era una sensazione strana, come se il cuore si stesse riempiendo di acqua fresca.
    Una sera, mentre arrostiva un piccolo topo su un fuoco improvvisato, vide che Eros leggeva il libro della mamma. Gli fu subito addosso e lo investì con una valanga ustionante di insulti. Lui la fissava immobile, con gli occhi umidi. A quel punto aprì le braccia e le fece un cenno con il capo: “Aggroviglia il tuo dolore insieme al mio” sembrava dire il suo gesto. Amanda vide che lo sguardo di Eros era come quello della mamma: assorbiva e restituiva amore. Si gettò con una violenza inaudita in quelle braccia magre, ma così forti. Ed accadde: il cuore cominciò a piovere. Veniva giù a catinelle là dentro! Erano lacrime di sofferenza per tutto il passato, ma anche di gioia per il presente e per il futuro.
    Tum, tum, tum… “Batti pure, caro mio! Chi ti ferma più?”
    Colei che doveva essere amata ed il suo Eros guardarono fuori dalla caverna in cui si erano rifugiati, sorpresi dal rumore ritmico che sentivano.
    In quel 14 febbraio 2114, anche il cielo si stava facendo la sua sana dose di pianto liberatore e benefattore.

    1. Marisa Provenzano dice:

      @valentina,
      Che bel racconto! leggero nei tratti e delicato … arriva giusto nel cuore e lo fa “piovere” … Grazie

      1. valentina dice:

        @Marisa Provenzano, grazie a te!

    2. MADDALENA dice:

      @valentina,
      essendo io poco ferrata in materia letteraria posso solo scriverti le emozioni che mi ha fatto provare leggere questo tuo testo:
      prima tristezza e rassegnazione
      poi incredulità e una debole speranza
      ed infine gioia.

      complimenti

      Maddalena

      1. valentina dice:

        @MADDALENA, ED IO NON POSSO AGGIUNGERE ALTRO. SE NON: GRAZIE!

    3. Lorenza Caravelli dice:

      @valentina,
      bellissimo!

    4. Francesco Ballero dice:

      @valentina,
      fantastico, catastrofico, mitico e liberante: un racconto ben costruito, si serve di ben strutturati artifici per condurci verso una speranza, là dove l’amore e la compassione (aggroviglia … ) cambiano radicalmente la vita.
      Grazie
      Francesco

  34. nicla morletti dice:

    Non poteva esserci miglior post per aprire il sipario su questo meraviglioso Concorso di Emozioni da te ideato e curato con grande dedizione, caro Robert. Un tavolo, una candela accesa, una rosa. E l’amore.
    Porgo il mio saluto e augurio a tutti voi che passate e sostate in questo luogo sacro dove la parola si fa poesia. Nell’infinita essenza dell’essere uomo e donna nell’amore come nella vita.

    Affettuosamente

    Nicla Morletti

  35. francesco Ballero dice:

    Febbraio, a Capo Carbonara

    Ogni gesto remoto ritorna nella mente
    da dove soffia questo vento carico
    che frange e si fa largo fra le fronde.

    Il tuo sorriso arioso
    è qui dentro i colori del corallo
    quando un riverbero s’avvolge all’onda,
    è qui con me tra il murmure degli ulivi
    piegati al sole ove il salmastro rode
    aspre rughe di pietra.

    La pietà della sera ora mi scuote.

    E’ così vivo l’inverno quaggiù.

    © francesco ballero – 26 febbraio 2009

    1. Anna Laura Cittadino dice:

      @francesco Ballero,

      Caro Francesco,
      sapevo che anche stavolta i tuoi versi avrebbero soffiato come fa il vento fra le onde,scuotendo i miei sensi e risvegliando in me carezze piene d’emozione.
      Sei poesia..sei carezza.
      Un caro abbraccio
      Anna Laura.

      1. francesco Ballero dice:

        @Anna Laura Cittadino,
        Grazie Anna Laura, sei dolcissima!
        Francesco

    2. Marinella dice:

      @francesco Ballero,

      Caro Francesco, il mare tuo messaggero costante rimuove ricordi e dona emozioni forti come le onde che corrodono aspre rughe di pietra. Complimenti!
      marinella(nonnamery)

      1. francesco Ballero dice:

        @Marinella,
        Grazie Marinella, ne abbiamo parlato proprio a febbraio a Cagliari, ricordi? che bell’incontro!
        Francesco

    3. Giorgia Mus dice:

      Colori, odori, suoni e sogni della mia terra 🙂
      Grazie Francesco

      1. francesco Ballero dice:

        @Giorgia Mus,
        cara Giorgia, il link sul tuo nome non funziona! come trovarti sul web?
        La tua terra? Anche la mia! vivo e sono nato a Torino, ma sono di origine sardissima e ne sono fierissimo.
        Francesco

    4. roberta dice:

      @francesco Ballero,
      Sempre ineguagliato il tuo scrivere d’immagini e parole dense e al tempo stesso leggere. Sempre malinconico lo sguardio che volgi a luce e colore e subito distogli richiudendoti.

      1. francesco Ballero dice:

        @roberta,
        Sì Roberta, sono spesso, ( non sempre ), malinconico; ma sempre sempre con lo sguardo rivolto alla Speranza.
        Grazie per il tuo commento e grazie anche per le tue poesie che di tanto in tanto vado a leggere sul tuo blog. E mi affascinano.
        Francesco

    5. Robert dice:

      @francesco Ballero,

      bellissima poesia del poeta che ha vinto il Premio Manuale di Mari per il Blog letterario dell’anno nel 2008. Grazie di cuore Francesco e complimenti per i commenti molto belli che stai lasciando agli autori che partecipano a questa edizione del Concorso di Emozioni.

      R.

      1. francesco Ballero dice:

        @Robert,
        Grazie Robert.
        Mi verrebbe quasi da dire: “ma io con te non ci parlo più, mi incensi troppo!” (sto scherzando naturalmente).
        comunque, grazie piuttosto a te per questo meraviglioso “Bistrot”.
        Francesco

    6. lenio vallati dice:

      @francesco Ballero,

      Complimenti, Francesco, per i tuoi meravigliosi versi. Sarà un piacere incontrarci sul Manuale, Lenio.

      1. francesco Ballero dice:

        @lenio vallati,
        Lenio, sei sempre così gentile e benevolo! D’altra parte le tue poesie parlano chiaro in proposito.
        Ma qui non ho ancora trovato i tuoi versi,( in questo “bistrot”). Forse mi sono sfuggiti? In realtà li sto centellinando tutti giorno per giorno, tempo permettendo. Prima o poi ti scoverò.
        Grazie
        Francesco

    7. nicla morletti dice:

      @francesco Ballero,
      una gran bella poesia dal forte impatto emotivo.
      Complimenti a Francesco Ballero, vincitore del Premio Manuale di Mari 2008 – Blog letterario dell’anno.

      Nicla Morletti

      1. francesco Ballero dice:

        @nicla morletti,
        Grazie Nicla, sei un tesoro ed incoraggiante. Alle volte mi domando se veramente merito tanta attenzione da parte vostra. E ti assicuro che non dico questo per falsa modestia; sono spesso dubbioso sulle mie capacità, ma le vostre parole ed i vostri riconoscimenti mi danno la carica per continuare.
        però… però qui accipicchia… qui in questo bistrot tutti fanno sul serio!!!
        Francesco

    8. Daniela Quieti dice:

      @francesco Ballero,
      superbi sono i tuoi versi, gentile Francesco, che avvolgono l’anima con intense suggestioni. Complimenti per la tua bellissima poesia e grazie infinite per il generoso commento alla mia.
      Un caro saluto

      Daniela Quieti

  36. roberto dice:

    Primavera

    E’ a te che vorrei donare
    raccontandoti
    immerso tra i profumi della primavera
    il bene che ti voglio
    I giacinti
    si aprono al tiepido sole
    le margherite
    sbocciano ricoprendo il verde tappeto del prato
    i tulipani selvatici
    fanno occhiolino
    Più in alto
    mandorli, peschi e biancospini
    fioriscono
    come a voler coronare
    la strada dove camminerai Tu
    Vorrei poter azionare a comando
    ogni singola corolla
    che possa spalancarsi ad ogni Tuo passo
    e richiuderla subito dopo
    perchè non sfiorisca mai
    così come vorrei
    non far sfiorire mai il nostro amore.

    1. francesco Ballero dice:

      @roberto,
      Com’è bella quella strada fiorita ai passi dell’amata, fiori delicati da proteggere e curare.
      Grazie
      Francesco

      1. roberto canini dice:

        @francesco Ballero, grazie, mi fa molto piacere ricevere un commento così. Da poco mi sono avvicinato a questa forma di espressione ma sento che man mano che il tempo passa mi coinvolge sempre più..grazie ancora, un caro saluto Francesco.

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @roberto,

      Quando il cuore vive la sua primavera,racconta attraverso gli occhi del cuore le melodie dell’anima,mentre l’universo si fonde con l’amore.
      Un saluto.
      Anna Laura.

      1. roberto canini dice:

        @Anna Laura Cittadino, Grazie Anna Laura, sono daccordo, la primavera aiuta a ritrovare quell’equilibrio sentimentale che durante l’inverno si assopisce un pò..almeno a me capita così..
        Un saluto a te.

  37. Antonella dice:

    INCONTRO

    Sento ancora
    sulla pelle
    il profumo
    del desiderio tuo
    che sale
    trascinando con sè
    il mio cuore
    i miei sensi
    che si accendono
    fino a vibrare
    perdersi
    in un vortice intenso
    come la passione tua
    che abbraccia la mia.

    E mi lascio andare
    al piacere travolgente
    che inseguo
    fino in fondo
    per congiungermi a te
    che in me
    ti sei assopito
    lasciandomi al calore
    del tuo corpo immobile
    per un attimo
    un tempo senza fine.

    Poi rientriamo nel mondo
    attraverso la porta
    dell’amore.

    1. francesco Ballero dice:

      @Antonella,
      Rientrare nel mondo, un mondo aspro e faticoso, con l’amato/a! sì è assolutamente salutare all’amore stesso, perchè esso non può esaurirsi in se stesso, non può essere un’isola.
      Grazie
      Francesco

      1. Antonella dice:

        @francesco Ballero, Grazie Francesco del tuo commento! Certo, è giusto ciò che dici. Il mondo in cui i miei due amanti rientrano è quello della realtà con la quale hanno perso contatto durante il loro amplesso, fatto di intensa passione; l’unione travolgente di due corpi, di due anime e due menti che si perdono l’uno nell’altra…nel nome dell’amore.
        Complimenti anche a te Francesco
        Antonella

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @Antonella,

      Versi che trascinano come in un giro di danza,in un vortice di intense emozioni…

      Brava, brava.

      Un saluto.

      Anna Laura.

      1. Antonella dice:

        @Anna Laura Cittadino, Grazie Anna Laura…se i miei versi ti hanno regalato un’emozione hanno raggiunto il loro scopo primario.
        Bellissime e intense anche tutte le tue parole.
        Un saluto e grazie ancora
        Antonella

  38. sergio doretti dice:

    IL COLORE DELL’AMORE

    fra i colori adamantici
    del romantico bosco,
    fra le secche foglie,
    rimembra un ricordo
    nel mio cuore:
    si accende una luce
    di suoni lontani:
    di una musica divina
    portata dal vento del mare
    che vola nell’immensità
    del cielo
    e si colora di te,
    si colora d’amore.

    1. francesco Ballero dice:

      @sergio doretti,
      il vento, il vento di mare, è metafora di nostalgie e presenze. E’ vita
      Grazie
      Francesco

      1. Anna Laura Cittadino dice:

        @francesco Ballero,

        Pennellate d’amore che accendono i ricordi del cuore…
        Incantevole .
        Un saluto
        Anna Laura

    2. Marinella dice:

      @sergio doretti,
      Caro Sergio,
      é vero, l’amore ha tanti colori e tu hai saputo esaltarli tutti. Complimenti!
      Marinella (nonnamery)

    3. Marisa Provenzano dice:

      @sergio doretti,
      L’amore come un refolo di vento sulle note di melodie lontane con i colori che solo l’amore conosce! grazie ed a presto.
      Marisa

      1. sergio doretti dice:

        @Marisa Provenzano, Carissime/i,

        MARISA, MARINELLA, FRANCESCO, ANNA LAURA,
        GRAZIE PER I VOSTRI GRADITI COMMENTI ,
        MI HANNO PORTATO NEL CUORE I COLORI DI AMORE DI UN ROMANTICO ARCOBALENO.

        AFF.MO
        SERGIO

  39. Anna Laura Cittadino dice:

    FIGLI DI UN SOGNO

    Ed è il tuo buongiorno la prima emozione del mattino.
    Come a continuare i sogni della notte e i mille pensieri del giorno. Tu e sempre tu.
    Nelle fantasie e nei progetti. Nei momenti incantati e magici che il quotidiano regala e nei sogni ad occhi aperti. Tu e solo tu.

    Era stato il buongiorno del mattino. La luce della messaggeria che lampeggiava, il suo sms, il suo raggio di sole.
    Ed era così che si erano innamorati, solo è soltanto attraverso la scrittura.
    Dopo tanto scriversi, avevano deciso di scambiarsi le foto. Dio che emozione!
    Lo ricordava ancora. Ad aprire la mail ci mise un tempo incalcolato, il cuore in gola e le mani che le tremavano sulla tastiera.
    Poi il suo sms l’aveva lasciata senza parole: “Mi guardi dritto negli occhi, bella ed affascinante. Mi sento il cuore in gola, eppure è solo la tua foto. Certo! Bisogna non avere fretta e seguire la danza delle emozioni. Non so tu, ma per me è già una danza frenetica del cuore. Ogni giorno di questa storia porta tanta emozione quanta tutta una vita….
    Per Marica era iniziata la danza della primavera, tanto sole, mille colori, mille profumi, e il tutto portava un solo nome: Andrea.
    Le foto avevano acceso in loro il desiderio di incontrarsi.
    Lo avevano deciso insieme e stabilirono una data.
    Iniziò un conto alla rovescia, ogni giorno Andrea gli mandava un sms e lo concludeva con un “meno uno”.
    Più passavano i giorni e più si rendeva conto di essersi innamorata. Un amore virtuale!
    Non si pose mai domande. Né se, né ma, né forse. Voleva incontralo. Voleva viversi la sua favola. Non sapeva dove l’avesse portata, ma, sapeva da dove partiva. Per una volta, una volta soltanto,seguì la voce del cuore.
    Arrivò a Firenze al tramonto, quando tutto tende a colorarsi di arancio e oro. L’aria mite d’Aprile l’avvolse come una carezza.
    Aveva chiesto ad Andrea di non andarla a prendere alla stazione. Era un momento unico, da fotografare nella sua mente e non voleva testimoni che potessero togliere la magia a quel loro tanto atteso incontro. “ Io e te soltanto” gli aveva detto.
    Una volta scesa dal treno, non attese alla lunga coda dei taxi ma, ne prese un privato che le costò il doppio. Non le importò. Voleva arrivare in hotel il più presto possibile per farsi bella per lui.
    Appena arrivata si fece una doccia, si cambiò i vestiti e si rifece il trucco.
    Nell’attesa andava avanti e indietro, fumando un numero imprecisato di sigarette. Si guardava allo specchio mille volte, accendeva la tv, poi usciva a guardare fuori del balcone, poi in bagno,ancora un’altra sigaretta, ancora uno sguardo allo specchio e poi sentì bussare.
    Il cuore cento cavalli in corsa. Si guardarono un solo istante e si abbracciarono forte come due amanti restati lontani per troppo tempo, ma loro erano due perfetti estranei.
    Le loro bocche si unirono in un bacio senza fine, mille baci e poi ancora mille, avidi, di un amore da tanto tempo atteso. Uscirono dai vestiti senza rendersene conto. I loro corpi si unirono in una danza morbida, sensuale, a segnare il ritmo solo i battiti dei loro cuori. Prolungarono quella danza per un tempo indefinito, al limite del tempo stesso, fino a quando i loro corpi non li tradirono. Poi il silenzio dei sospiri stanchi e le dolci parole sussurrate guardandosi negli occhi protetti l’uno nelle braccia dell’altro.
    Tutto era immerso nel silenzio, come se l’universo e la vita avessero cessato di esistere e si fossero trasformati in qualcosa di sacro, senza nome, senza tempo.
    Una sensazione di pienezza permeava su Marica, sembrava che lui conoscesse da sempre la sua esistenza, il suo corpo,la sua anima, il suo cuore Chiuse gli occhi e si addormentò.
    Il sole li trovo abbracciati, figli di un amore già nato.

    1. francesco Ballero dice:

      @Anna Laura Cittadino,
      Il tuo racconto mi fa sognare, anche se personalmente sono molto scettico sugli amori e sulle relazioni che nascono senza prima essere stati provati lungamente dallo sguardo… anche se io stesso sto sperimentando amicizie forti nate attraverso web anche con chi mai ho visto in viso. Mi contraddico, cosa vuoi. In ogni caso il tuo racconto ben si addice al tema delle emozioni, perchè le tue parole vibrano intensamente.
      Grazie
      Francesco

      1. Anna Laura Cittadino dice:

        @francesco Ballero,

        Ciao Francesco,
        a dire il vero sono scettica anch’io.
        Credo veramente poco agli amori fatti di monitor e tastiera.Però, la penna e la fantasia hanno il potere di rendere possibile,l’impossibile, ed è così bello sognare….

        Grazie di cuore a te.

        Un caro abbraccio.

        Anna Laura

      2. Manuela pana dice:

        @Anna Laura Cittadino,
        Ciao Anna Laura, il tuo racconto anche se come dici te unisce penna e fantasia, non e’ per niente un fatto fuori dalla realta’, anzi, conosco benissimo storie vere nate e finite in questo modo, su tastiere sbiadite fra mille click e “buzz”. Bravissima, davvero.

    2. roberto canini dice:

      @Anna Laura Cittadino, al calore del sole sarebbe bello per chiunque ritrovarsi abbracciati..potenza dell’amore che può farlo..molto coinvolgente, mi sono immerso e ho respirato quegli attimi..
      Complimenti!
      Un caro saluto e un grazie per i tuoi commenti.

  40. mariarosa lancini cost dice:

    Emozioni, se non ci fossero cosa saremmo? Bella la foto della tavola me ne ricorda un’altra, un pochino più grande in cui tutte le emozioni di tre incontri speciali si sono sciolte con il generoso vino che non potevo bere, ma il suo profumo ha inebriato la mia sensibilità. E’ stato solo ieri.

  41. mariarosa lancini cost dice:

    AZZURRO E VIOLA

    Azzurro è l’uomo dal passo di gazzella, lunghe gambe use al cammino e alla corsa, ha un altro nome ma è conosciuto come “azzurro”. Forse per quella maglietta color cielo che indossa, quando smessi i panni consueti, se ne va sulla collina e con falcate da stambecco, cerca da molto tempo di battere il suo record personale di salita. Viola è la donna un pò “pazza” che insegue i sogni, disegnando con tratti sinuosi e decisi, alberi, fiori, germogli e steli d’erba.Saranno i capelli scuri striati da un tenue color violetto, un vezzo dell’età matura, saranno gli occhi simili al sottobosco, che variano a seconda della luce, ma questo è il suo vero nome. Si incontrarono un giorno in cui l’inverno stava scemando e timidamente s’annunciava la primavera. Azzurro e quel respiro ansante, il cronometro in mano, insoddisfatto, Viola con quella gonna lunga, avvolta nella sciarpa di lana grezza, tra le labbra la matita, persa nel cercare ispirazione.Un saluto a denti stretti, quasi a voler segnare i confini di un pezzo di terra, che ognuno di loro riteneva suo.In quello sguardo, leggermente astioso si insinuò un lampo di calore e di meraviglia, all’unisono pensarono che il destino non veniva da lontano, ma incominciava a crescere dentro di loro.Lui guardò la bocca di Viola, invitante come una ciliegia matura, – carpe diem – pensò, osò e lei rispose sorpresa ma felice. Incominciò così, due antipodi alla scoperta di nuove sensazioni, lo scambio di un regalo da tenere nel mistero di un segreto. Si ritrovano, a volte, in cima alla collina, con il loro regalo avvolto nella carta che è il loro colore, scartandolo ne escono baci e timorose carezze, esce l’ansia dell’attesa, e il desiderio trattenuto quietandosi, sembra far crescere fili d’erba nuovi. Il privilegio di non essersi amati, ma di aver vissuto e di vivere una passione senza tempo, inarrestabile, inguaribile, quella passione che ha permesso ad Azzurro di battere un record e a Viola di disegnare, finalmente, l’albero dei suoi sogni. Ci sarà tempo per chiedere luoghi, giorni, ore o solo attimi, diversi da quelli rubati alle zolle di terra; altre colline o un letto intriso di verde fragranza, accoglierà il loro regalo colorato. Si guardano ancora una volta, senza parlare, la promessa vola inseguendo la prima farfalla, un bacio ancora, mentre il sole e il pezzetto di terra, sorridono benevoli, illuminando il loro cammino.

    1. francesco Ballero dice:

      @mariarosa lancini cost,
      a mio parere, un bello scrivere!
      Grazie
      Francesco

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @mariarosa lancini cost,

      Che bella storia!
      Azzurro e Viola e il loro amore in una favola.

      Un saluto
      Anna Laura.

    3. Daniela Quieti dice:

      @mariarosa lancini cost,
      complimenti, cara Mariarosa. Sei bravissima, come sempre
      Con affetto

      Daniela

    4. Robert dice:

      @mariarosa lancini cost,

      un uomo. Una donna. Due colori che s’incontrano all’inizio di primavera. Ed è emozione. E’ Amore. Questo è un racconto delizioso Mariarosa. Un racconto perfetto per il “Concorso di Emozioni”.
      Scritto in modo sapiente (tecnica) ma con gran cuore.

      Grazie con inchino.

      R.

    5. stregadelmare dice:

      @mariarosa lancini cost,
      mi hai lasciato senza fiato, muta, qui a inseguire Azzurro e Viola nei loro girotondi, a sentire addosso il loro ardore, i loro colori.
      Meraviglioso racconto, Mariarosa, meraviglioso!

  42. dorella dignola dice:

    LONTANANZA

    Arco immenso ove è possibile,
    incontrarti e in luce di memoria
    riandare al tuo dire, al tuo pensare.
    Nuvole e i più alti monti, svaniscono;
    mari e pianure, regale tappeto
    al pensier mio che ti raggiunge
    e non ti vuol lasciare.
    Coincidenza d’elevazione,
    palpito d’incontro etereo,
    dardo, ove l’esser si libra
    in contemplazione.
    E’ immaginazione?
    Che sia tu il vero del viver mio;
    cessi la menzogna:
    più d’ogni altro tu fosti mio!

    1. francesco Ballero dice:

      @dorella dignola,
      a mio parere la tua è proprio una bella poesia: un linguaggio ricco e articolato, un sapiente dosaggio di immagini, uno stile singolare, una chiusa perentoria ed illuminante.
      Grazie
      Francesco

      1. dorella dignola dice:

        @francesco Ballero, grazie infinite caro Francesco per le tue bellissime parole. Sono sprone a continuare in questo cammino che tocca le profondità del nostro essere e ci eleva all’amore, apporto cosmico fra cielo e terra.

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @dorella dignola,

      Anche se lontano dagli occhi,battiti e pensieri verso chi si porta nel cuore…

      Poesia avvolgente come un’abbraccio.

      Complimenti, Dorella.

      Un caro saluto.

      Anna Laura.

      1. dorella dignola dice:

        @Anna Laura Cittadino, cara amica, a te invio il mio abbraccio affettuoso e grato per le parole dolci espresse sui miei versi.

  43. dorella dignola dice:

    Dal Racconto inedito “Breve incanto” di Dorella Dignola

    ……………………………

    La finestra, come tutte le finestre della casa, aveva ancora i vetri colorati fissati dalle orlature di piombo; tutte le pareti erano intonacate a stucco lucido color rosa antico. Grazia Si immerse nell’acqua profumata e si sentì piena di gioia per essere tornata a casa, di sentirsi bene e di sapere che, ad una sua chiamata, una delle care persone della sua vita le avrebbe dato subito risposta.

    Non così le era accaduto nell’ospedale dove era stata ricoverata per mesi. I bisogni essenziali dei pazienti erano pianificati e qualunque altro desiderio o necessità venivano severamente ignorati. Aveva sofferto la sete, la solitudine, la difficoltà a cambiare posizione nel letto, il sonno che era divenuto ogni notte il luogo degli incubi ed al risveglio non avevA nessuno che la tranquillizzasse. Quante volte avrebbe voluto trovarsi tra le braccia di sua madre, appoggiata al suo seno per sentire sul capo la carezza di lei tenera, rassicurante.

    Era uscita dalla stanza del bagno vestita d’azzurro, con i capelli inanellati ancora umidi, che le ricadevano sulle spalle in una cascata color oro rosato e con gli occhi dall’indefinibile colore dell’acqua, lievemente accesi.

    Notò che la madre le aveva preparato per il pranzo le buone cose alle quali era abituata da sempre. La signora Luisa era ottima cuoca ed esprimeva molto del suo amore con i manicaretti che sapeva preparare.

    Diede un’occhiata al di là della vetrata della finestra antica, incorniciata dal disegno bianco,classico delle case patrizie affacciate sulla laguna. Si vedeva a perdita d’occhio l’esclusivo panorama dell’intera laguna. Quella vista le procurava una dolcezza infinita fin da quando era bambina. La città le si mostrava nei colori tenui del crepuscolo. Per lei Venezia non era mai ovvia, non vi si era mai abituata nonostante la consuetudine, quella che talvolta è capace di distrarre anche dalle cose più belle. Ogni volta le si rinnovava lo stupore per la bellezza della sua città. L’orizzonte dorato illuminava le vetrate delle case e sul mare, in contro luce, un diffuso luccichio rendeva il panorama pieno di suggestioni. A quell’ora le ombre scure degli edifici si riflettevano nelle acque, zigzagate dal movimento delle onde, con il sole che indugiava appoggiato all’orizzonte, privo di raggi, grande e rosso, prima di uscire dal cielo viola della sera.

    L’incanto teneva il suo giovane ospite fermo e silenzioso, inchiodato da tutta quella bellezza che gli pareva una magia, una irrealtà, dalla quale non riusciva a staccare lo sguardo.

    Grazia si sentì animata dal desiderio d’uscire; la novità dell’ospite le aveva infuso un insolito entusiasmo. Un po’ timida ma senza esitare, gli fece un breve cenno per fargli capire che desiderava andare insieme con lui per prolungare quel magico momento.
    Andarono per calli, attraversarono ponti, camminarono e si raccontarono molte cose della vita passata e dei progetti per il futuro; ma in entrambi vi era uno strano bisogno di dirsi il più possibile l’uno dell’altro, un bisogno urgente di conoscersi.
    Si fermarono a guardare la città tra i lampioni accesi che mostrava l’infinita fila delle sue merlature sotto la cupola stellata che a Venezia non è mai nera, neppure quando il firmamento è ricoperto dalle nubi, perché il chiarore madreperlato della città si riflette nel cielo e a sua volta il cielo si specchia nella laguna, in un mirabile scambio di chiarità.
    Grazia si sentiva pervasa da un impeto vitale che le mancava da tanto tempo. Una ebbrezza di rinascita alla vita, di salute ritrovata che le accendeva nel cuore lo stupore per il suo mondo ritrovato, uguale ma infinitamente più prezioso.
    Casualmente le loro mani si toccarono e fu come una scintilla che li attrasse irresistibilmente senza un consapevole perché. Non fecero resistenza all’impulso di non interrompere l’emozione del contatto fisico, si abbracciarono con passione, senza averlo previsto. La suggestione aveva cancellato l’estraneità, la non conoscenza e li aveva irresistibilmente attratti in una irrazionale felicità. Jacopo spostò lo sguardo e lo pose su di lei guardandola tutta; rapidamente abbassò le palpebre quasi a scusarsi d’avere osato dopo le poche ore dal loro incontro.
    Continuarono ad accarezzarsi ed a baciarsi tra le ombre dei passanti, tacitamente convinti di una appartenenza reciproca ovvia, indubitabile.
    Grazia si sentì leggera, sgombra. Dentro di sé non v’era traccia dell’angoscia che l’aveva atterrita per mesi. Nessun pensiero affiorava a turbare la gioia dell’incontro con Jacopo. Non pensava al pericolo che tutto potesse essere breve, interrotto, distrutto. Sul volto la luce del suo luminoso sorriso appariva impresso d’eternità.

    1. francesco ballero dice:

      @dorella dignola,
      Anche nella prosa manifesti una notevole padronanza del linguaggio.
      Complimenti e grazie
      Francesco

    2. Robert dice:

      @dorella dignola,

      ecco un altro racconto che crea e trasmette la magica atmosfera dell’incontro d’amore. Con poche intense pennellate l’autrice descrive personaggi, luoghi e sentimenti e ci sentiamo tasportati per calli e ponti, nel chiarore madreperlato della bellissima Venezia mentre un po’ di quell’impeto vitale già ci pervade…

  44. Gennaro Maria Guaccio dice:

    Incontro fatale

    Avvenne tutto il giorno della festa della donna, ti avrei incontrata e sarebbe cambiata la mia vita vagabonda, come è stato. La fila sotto i portici del cortile di palazzo Strozzi era lunga, ma ordinata. In mezzo a tanta gente io dovetti sembrarti strano, né nego che lo fossi. Per la verità, fino ad allora, più che curami, dentro ancora meno che fuori, non avevo trovato di meglio da fare che ingannare il tempo girando gli occhi intorno a guardare la gente in festa dopo essermi cresciuto in seno quel male in metastasi che ormai aveva invaso e dominava tutto il mio corpo, ma non ancora la mente. Mi ero lasciato vivere quanto fosse possibile, senza farmi squartare da un cerusico o farmi bombardare l’anima da perniciose alchimie… Allora ti ho vista venire da via dei Tornabuoni, il passo grazioso, i capelli biondi mossi e leggeri, lo sguardo chiaro e la bocca da baci, la veste azzurro elettrico e un mazzo di fabacee mimose tra le mani. Oh, principessa d’Irlanda, ecco Tristano. Oh Clodia, il tuo Catullo muore per amore. Già così ti avrei dato cento e mille baci, più di Catullo alla sua Lesbia, più di Tristano alla sua Isotta. Che tu venissi proprio verso di me e ti mettessi in fila giusto lì davanti a me, un po’ impertinente… ma era come se ti si stesse aspettando, infatti nessuno ha recriminato. Forse è così, proprio io ti aspettavo. Ti sei messa in fila, sguardo defilato, che dirti? Pardon madame, il posto non è suo… cioè, Ti prego, dimmi adesso che mi ami e subito…Ti sei voltata e mi hai sorriso, Chi? Io? Ero già qui, hai detto. Certo, ho risposto. Come sei bella, ho pensato. Poi ci siamo trovati davanti a Cèzanne a fissare la luce diffusa tra il verde dei prati e sui movimenti delle bagnanti ignude. Io veramente mi vergognavo per averti vicina a guardare quelle immagini nature. E ciò soltanto per averti vicina, come se stessi commettendo un’azione riprovevole. Tu, invece, disinvolta, per madame Henriette mi hai sussurrato come in gran confidenza, Ha una macchia blu sul viso. É solo un’ombra, ho azzardato. Ah sì, le donne a volte hanno ombre, hai replicato. Che ne pensa invece di Fabbri? Finalmente ti ho chiesto. Bello, hai detto con un largo sorriso, come se aspettassi che ti chiedessi qualcosa. Bello, delicato, suggestivo e familiare, non le pare? Mi pare, mi pareva tutto, fuorché che tu mi stessi parlando. Ti togliesti il foulard e intravidi la grazia del tuo seno, mi sciolsi completamente. Usciamo? Mi sentii che dicevo. Era andata. Da quel momento abbiamo fatto Ponte Vecchio cinque volte, né so più di che cosa parlassimo, forse della condizione sociale delle donne, essendo questo un problema ben più formidabile del nascere e del morire secondo natura. Ben più penoso dei malanni pur gravissimi che affliggono il corpo, fino a essere una vergogna per tutti, dico della condizione delle donne. Sì, questo. Né so perché adesso tenessi io in mano le tue mimose.
    In piazza della Repubblica siamo andati per un caffè sulla terrazza della Rinascente. Di sotto, tanta gente, il mondo, un venditore di almanacchi che faceva volare una girandolina e un chitarrista che suonava divinamente. Ti adoravo, già ti adoravo. Hai osservato, Siamo tanto pericolosamente vicini al cielo. Come? Che significa? Ma sì, non capisci, ormai ci si dava del tu, non capisci che un pazzo mister Johnson potrebbe appiccare il fuoco a questo palazzo e altre donne ne sarebbero arse vive? Rattristato e muto ti ho reso le mimose, tu continuavi a pensare a quella notte delle donne a New York, mentre continuavi a dirmi che invece al mio male c’era rimedio. Poi ho preso coraggio e te l’ho detto, Come sei bella, amica mia. Ti avevo fatto i complimenti e non capii subito perché ti fossi alzata e te ne fossi andata via. Ancor più esterrefatto fui quando il cameriere mi porse un biglietto tuo che diceva, Mi ami perché come la morte è l’amore. Sollevai la testa e tu eri lì seduta sul parapetto che aspettavi e allora compresi che se amavo tanto la vita, c’eri solo tu per me. Non ti lasciai attendere più oltre e, mano nella mano, ci precipitammo insieme nel cielo stellato del nostro ultimo sogno possibile.

    1. Anna Laura Cittadino dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,

      Bellissima storia che mi ha lasciato senza parole.

      L’amore come linfa vitale, in quel sottobosco fatto di segnali silenziosi e bellissimi, dalle profondità più strazanti e meravigliose dell’essere, che rivelano l’inspiegabile immensità dell’amore…

      Complimenti davvero.

      Anna Laura

    2. francesco ballero dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,
      Non trovo parole.Una lettura che mi ha rapito il cuore.
      Grazie
      Francesco

    3. Robert dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,

      che bel racconto! Complimenti per Gennaro Maria Guaccio, Premio Speciale Targa Il Molinello 2009.

      1. gennaro maria guaccio dice:

        @Robert,
        grazie, sei molto gentile. Siete tutti molto gentili. Colgo qui l’occasione per ringraziare anche Nicla Morletti per la bella serata a Rapolano. Sono stato ben lito di incontrarvela e di salutarla, anche se giusto per una stretta di mano. Semmai un’altra volta conoscerò anche te, Robert. Semmai, un’altra volta…

      2. Robert dice:

        @gennaro maria guaccio,

        ero anch’io a Rapolano e ho salutato alcuni tra voi che partecipano alla nostra Stagione letteraria, quando li ho riconosciuti in albergo o in platea, nel bellissimo Teatro del Popolo. Come Daniela Quieti, Andrea Masotti, Vittorio Casali, Giuseppina Mira, Mariarosa Lancini Costantini. Mi dispiace proprio Gennaro non aver salutato anche te, ma sono certo che capiterà sicuramente l’occasione per stringerci la mano e conoscerci meglio di persona.

        A presto!

        R.

    4. Nicla dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,
      Uno dei racconti più belli che abbia mai letto del prof. Guaccio. Scritto con un’armonia di frasi e parole che sembrano leggerissime, scivolano… ma contengono forti emozioni.
      Bello, davvero.

    5. angela dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,
      molto bello,
      delicato ed intenso,
      grazie

      Angela

    6. jenny dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,

      Un breve racconto per una tempesta di emozioni.
      Semplice, delicato e al contempo forte e impetuoso!

      Un uomo ricco di sorprese, un privilegio conoscerla..
      Grazie prof.

      Jenny

    7. Lucia dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,
      Per usare le tue parole: bello, delicato, suggestivo. Suggestivo innanzitutto il finale.

    8. andrea dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,
      un racconto straordinariamente intenso ed emozionante
      i miei complimenti, Andrea Masotti

    9. Giovanna dice:

      @Gennaro Maria Guaccio,

      Bel racconto davvero,
      si legge tutto d’un fiato!

      complimenti
      Giovanna

  45. sergio doretti dice:

    LE RADICI DELL’AMORE.
    Prefazione: l’amore.
    È noto che l’amore, è una forza universale che guida il mondo, e rappresenta un dialogo dedicato al romanticismo e alle passioni della vita.
    Rappresenta anche un desiderio di bellezza e dà origine alle arti in particolare: poesia, musica letteratura pittura scultura, etc. Ma amore, più semplicemente è anche, e soprattutto, quel “sentimento” che ci fa sognare e ci fa volare fino alla sommità del cielo.
    ll ritorno e i ricordi.
    La seconda guerra mondiale era finita da meno di un anno. Eravamo già a fine giugno, Giulio e Lucia da allora si erano incontrati alcune volte, ma questa volta l’incontro era per godersi una giornata di relax andando al mare sugli scogli di Antignano (Livorno).
    Percorsero a piedi la strada che costeggiava il Lungomare ed attraversando
    il boschetto e presero la discesina che arrivava direttamente sugli scogli.
    Era particolarmente romantico camminare in quel boschetto: guardando a sinistra: si scorgeva l’immensità del mare azzurro visibile fino all’orizzonte.
    Finamente, dopo alcuni mesi, si vede il cielo pulito e pieno di gabbiani che volano tranquilli. I gabbiani rappresentano la vita e la pace

    Tempo fa in questo cielo, purtroppo i gabbiani, non c’erano, ma erano stati sostituiti da aerei con a bordo bombe pronte ad invadere la costa, provocando danni gravissimi.
    -Ho aspettato tanto questo momento ti ho molto pensato e pregavo perché tu potessi ritornare, dice Lucia.
    –Giulio, rispose: ti pensavo continuamente. Mi ha aiutato l’amore e la speranza perché l’amore e la speranza rappresentano i due sentimenti più importanti della vita. Questi sentimenti aiutano a vivere e a sopportare le tragedie e le avversità.
    –Poi, sai, a me è rimasta sempre quella “follia” giovanile, cioè quell’istinto che mi dava la voglia di cambiare il mondo,come a tanti ragazzi della mia generazione. -Ma soprattutto, ripeto, eri tu col tuo amore, e il tuo ricordo la causa maggiore che mi aiutava a vivere,
    -Ho incontrato dei compagni napoletani che mi hanno insegnato a cantare quella bella e romantica canzone intitolata “u surdatu innamuratu”, ed io la cantavo insieme a loro.
    Quella canzone, molto bella, mi avvicinava a te ed io ti abbracciavo virtualmente e ti sentivo vicina.

    Il bagno nel mare,

    Iniziarono a scendere a piedi la scalinata che portava direttamente sulla spiaggia del Romito e agli scogli.
    Si fermarono e a metà di quella stradina si abbracciarono teneramente.
    Il sole faceva capolino fra una nuvola e l’altra e ogni tanto delle pioggerelle bagnavano i due ragazzi che cercavano di ripararsi sotto qualche albero che si trovava lungomare.
    In ogni modo la pioggia l’accolsero come una benedizione dal cielo: non faceva paura e non impedì il loro progetto di arrivare sugli scogli
    In quella stagione il mare aveva il suo fascino tutto particolare. Era molto rilassante passeggiare sulla riva, sentendo il rumore delle onde che si frangevano su quella romantica scogliera .rappresentava un’esperienza favolosa.
    Arrivarono sulla spiaggetta e ossercarono che, a causa del tempo piovoso, la spiaggia era quasi deserta.
    Si spogliarono, anzi si alleggerirono dei loro vestiti dietro uno scoglio.
    La prima cosa che Giulio notò, fu quella di osservare che il corpo di Lucia era bellissimo: vellutato mostrava una perfetta sinuosità. I suoi capelli neri si adagiavano sulle spalle,
    Da tutto il suo essere emanava una femminilità quasi celestiale e mentre camminava su la poca sabbia e sugli scogli era rapita dallo sguardo di Giulio quasi estasiato.
    Il suo profumo lo colpì come un raggio di sole proveniente dal cielo, tagliando le nubi ancora vaganti.
    I suoi occhi si posarono su quelli di Giulio e vi fu un abbraccio appassionato.
    Giulio espresse a Lucia tutta la sua ammirazione.
    Il colloquio dolcemente romantico fra i due fidanzati, conobbe una pausa.
    Decisero di tuffarsi e nuotare su questo mare di Antignano. nonostante presentasse delle scoscese molto ripide.
    Questo romantico luogo scelto dai due ragazzi per nuotare è situato immediatamente a Sud dell’Accademia Navale e dell’Ardenza.
    Inoltre in queste zone soffia impetuoso il vento del Libeccio durante il quale l’accesso al mare è francamente difficoltoso, se non si conosce qualche passaggio perché la riva presenta pochissime spiagge ed approdi. Sono invece numerosi gli scogli, macigni, ghiaioni e spianate rocciose ben levigate, amate dai bagnanti.più romantici
    In mezzo a questo tratto c’è il piccolo seno di Calafuria, con la sua torre medicea d’avvistamento, che dà il nome, per estensione, praticamente a tutta la zona tra il Boccale e il Sonnino (o Romito), zona che comprende, poco prima di quest’ultimo, la Punta del Miglio, che corrisponde geograficamente al cosiddetto Flysch arenaceo di Calafuria (deposito di elevato spessore costituito da materiale sassoso)
    Era romantico nuotare in questo particolare ambiente. Arrivavano nuotando più a largo e ritornarono poi sugli scogli osservando i numerosi oggetti deposidati dal mare e proveniente da spiagge lontane.
    Nuotavano col sistema chiamato Crawl, che è quello più ceconomico per il risparmio delle risorse fisiche. Fa avanzare velocemente nell’acqua , ma in particolare quando ci troviamo al largo, mentre nelle vicinanze degli scogli non c’è sistema che tenga perché vicino alle scogliere si interrompe il nuoto per camminare facendo attenzione dove si mettono i piedi.

    Questa zona del Romito, oltre al mare è circondata anche da una stupenda macchia mediterranea dove i maestosi paesaggi di questa terra che sempre sorprende coinvolgono gli innamorati per un amore sempre più grande e romantico, legato anche alla bellezza della natura.
    In questo ambiente della macchia mediterrane vi sono interessanti passeggiate lungo una fitta rete di sentieri che si inerpicano fino alle colline di Montenero.e della Valle Benedetta.Incontri sorprendenti con la fauna selvatica presente: in particolare: lepri, comigli. Vi è anche qualche cinghiale, ma è difficile poterlo incontrare

    Un colloquio d’amore,

    Dopo la nuotata, Giulio e Lucia si stesero al sole. La pioggia era cessata.
    Ripresero a parlare della loro situazione.
    Il loro amore era indistruttibile. Aveva avuto delle verifiche molto importanti. Si conoscevano anche prima della guerra e quindi era passato fra la lunga lontananza e la paura di un “non ritorno” in particolare per Giulio.
    – Io mi ricordo quando eravate alla macchia, prima di presentarvi e quando presero i vostri genitori disse Lucia.
    -Si è vero, rispose Giulio: era un triste periodo di paura.
    –Ero ancora un ragazzo: fui violentemente spinto nel mondo scellerato che gli adulti avevano voluto. Non c’erano più i gelati la domenica e le scorribande nei campi, le feste da ballo con gli amici. Avrei dovuto combattere. Combattere?
    –Contro chi? Perchè? Non capivo. Noi ragazzi del paese non capivamo.
    –Per noi non esistevano nemici.
    –Per noi i nemici veri erano la guerra, la miseria e l’odio: l’odio in particolare distrugge l’amore.
    –Meno male, dissero quasi insieme, che ora tutto è passato e il nostro amore va avanti e col passare del tempo aumenta di intensità.
    -Bello è stare insieme e col pensiero, quando siamo vicini, ci accumuniamo ai personaggi dell’opera “La bohème”. È un’opera dolce e l’amore vissuto è sincero. Certo noi non abbiamo la miseria dei personaggi dell’opera ma abbiamo la voglia di amare forse più di Mimy e Rodolfo.

    -Noi siamo noi..-e se chiudiamo gli occhi e lavoriamo di fantasia, immaginiamo le cose più dolci e di questo mondo, intese a rappresentare l’amore come il sentimento più romantico della vita,attraverso ,..la tenerezza ma anche con tono ricco di dolci abbracci sentimentali.
    – Ciò non pregiudica per niente il carattere profondo dell’amore, che è grande e rimarrà sempre vivo oltre l’eternità.
    -Ma non diciamo parolone, disse Lucia, cerchiamo di goderlo ora che siamo giovani: io vado sempre a scuola, ho ancora un anno, prima del diploma, tu lavori. All’eternità c’è tempo di pensare.

    Il tramonto sul mare.

    Tuffarsi nel mare, uscire, camminare, parlare intensamente d’amore: il tempo passava.Avrebbero desiderato che durasse all’infinito, ma – purtroppo giunse l’ora di uscire e ritornare a casa. Si faceva tardi.

    Attesero il tramonto che rappresentava uno dei momenti più romantici che si possano vivere su questi scogli e quei ragazzi attesero, con un abbraccio, il lento tramonto del sole, verso l’orizzonte.
    È stato un momento particolarmente sentimrntale:- magnifici colori vivi all’orizzonte e l’animo ascoltava simbolicamente una musica dolcissima che rappresentava il coronamento di una magnifica giornata di amicizia e di amore.
    Addolorati di perdere questo particolare romanticismo che confermava la grande voglia di stare insieme, teneramente, pensarono insieme:

    –siccome stanotte non sarà una nottata fredda e qualcosa per coprirci l’abbiamo portata, si potrebbe passare la notte quì, invece di andare nelle nostre case?
    ci metteremo a dormire su questi scogli.
    –Sarà una nottata meravigliosa. Prima di addormentarci restiamo ad ammirare
    fino alla fine, il tramonto sulla baia.
    –Ci sveglieremo dolcemente coccolati dal suono delle onde, e vedremo al risveglio il nascere del giorno, piano, piano. Immagineremo l’alba che qui non si vede perché è presente sull’Adriatico.
    Ma prima di decidere pensarono di dormire su uno dei tanti rifugi sulla spiaggetta vicino all’uscita. in quanto lo scoglio lo lo ritenevano romantico, ma anche abbastanza pericoloso per eventuali mareggiate, che in questa zona arrivano improvvisamente.

    Quindi, dopo aver assistito entusiasti al tramonto, seduti sullo scoglio, si alzarono e fatti alcuni metri, dopo la zona scogliosa, arrivarono alla spiaggietta di Calafuria vicino al sentierino di uscita.
    Questa salitina è inserita in una muraglia di terra, in qualche punto coperta di piante (conifere selvatiche ed altre). La muraglia, in qualche punto, è scavata da rifugi raggiungibili direttamente dalla spiaggia.
    Questi rifugi , praticamente utilizzabili, in altri tempi potevano servire per i pescatori per rifugiarsi in caso di intemperie, o per eventuali altre persone. Potevano essere una possibilità occasionale di rifugio per i nostri due ragazzi.
    In alcuni di questi rifugi si notano anche abbozzi di muri di mattoni, forse residui di costruzioni antiche, ora quasi completamente distrutte.
    Si adagiarono dentro il “rifugio”, mettendo sul pavimento scosceso i loro asciga-mani che avevano portato da casa.
    Per combattere l’eventuale freddo notturno, e non solo, dormirono abbracciati.
    La mattina successiva, al risveglio si stropicciarono gli occhi ancora non completamente aperti dal sonno residuo della notte appena trascosa. Si affacciarono alla porta del rifugio e videro in lontananza, un’immagine che catturava la loro attenzione: un pescatore, seduto su uno scoglio, era in attesa della sua preda.
    Giulio e Lucia si sciacquarono la faccia utilizzando gli scrosci dell’acqua di mare che proveniva dagli scogli, dopo si misero seduti e ritornarono a parlare
    A parlare di amore. ma non solo del loro amore, ma amore che manca fra tutti i popoli della Terra.
    Il pensiero.vola lontano: ad altri popoli che si immaginano guardando il mare oltre l’orizzonte.
    -Fantastico sarebbe abbattere tutte le frontiere di questo mondo in modo che tutti i popoli potessero avere prodotti sufficienti per il loro sostentamento.. Sarebbe bello arrivare a questo, ma per questo occorrerebbe lottare contro la fame nel Mondo ma soprattutto contro tutte le guerre.
    Con questi nobili pensieri, tornarono sui loro passi
    Si guardarono negli occhi e pensarono insieme:
    -dobbiamo continuare a percorrere questo sentiero della vita con amore e con tanta fede. Dobbiamo essere felici se il nostro amore rimarrà grande e sincero.
    -gioire quando le nostre buone azioni riusciranno a lenire la sofferenza di alcune persone sofferenti.
    – il nostro amore e la poesia devono essere la nostra luce e la stella che illuminerà questo nostro faticoso sentiero.
    Corre l’anno 1946.
    Fine

    1. Daniela Quieti dice:

      @sergio doretti,
      Carissimo Sergio,
      amore e poesia, luce e stella: meravigliosa postfazione alla tua prefazione! Complimenti.
      Con affetto

      Daniela

    2. auser dice:

      @sergio doretti,
      caro sergio, grazie per il tuo bellissimo commento riguardante l’amore.
      Amore come forza che guida il mondo in senso positivo ma anche come solidariertà per tutte le genti.
      aff.ma
      giulia

      1. sergio doretti dice:

        @ause, Carissime Daniela e Giulia,
        grazie molte per il vostro gradito commento.
        L’amore è quello stato d’animo che ci fa sognare e ci fa vivere poeticamente con il pensiero per la persona amata.
        Il mio racconto si riferisce al “dopo-guerra” quando l’amore veniva vissuto con la passione e la speranza.
        con affetto,
        sergio.

    3. francesco ballero dice:

      @sergio doretti,
      Ho impiegato non poco a leggere questo tuo racconto/saggio sull’amore; ho dovuto stamparlo perchè la lettura a a video non mi concedeva sufficiente attenzione.
      Per amore di verità, per mia sincerità, devo subito confessarti che non sono assolutamente in accordo con la tua affermazione: “… amore … è … sopratutto … “sentimento”…”
      No! l’amore è ben di più. Infatti è ben difficile definire l’amore. L’amore non si può racchiudere in definizioni, l’amore si vive, si sperimenta, nell’amore si cresce. Che poi l’amore sia sorretto “ANCHE” dal sentimento è altro discorso … Nè, secondo me, sentimento può essere la speranza. Nè tantomeno la fede. (il sentimento è inevitabile conseguenza e supporto).
      Fatta questa mia premessa, un po’ sbrodolosa, perdonami, come non condividere quanto altro affermi?
      Amore e poesia hanno tra loro un legame non scioglibile. L’uno si nutre dell’altro.
      Grazie
      Francesco

      1. sergio doretti dice:

        @Caro Francesco,
        mi ha fatto piacere la tua replica anche perché è molto dettagliata e mi ha portato a riflettere sui sentimenti.
        Premetto che l’amore, letteralmente, viene considerato un “sentimeno”. Infatti comunemente si dice che il matrimonio “è basato su un “sentimento” di amore”.Comunque nella scrittura comune l’amore si potrebbe anche accumunare ai sentimenti, ma questo, indipendentemente dalla letteratura, è un sentimento particolare, che fa sognare e vivere una particolare passione, perché quando l’amore è riferito a due persone viene ricondotto al romanticismo , allo struggimento, all’affetto profondo , passione e quindi a questo punto è facile distinguere i vari tipi di sentimento.Una cosa è la letteratura, un’altra cosa è il vero amore.
        Grazie e affettuosi saluti.
        sergio

  46. Manuela pana dice:

    Ricordo

    La mia bocca custodisce
    Il segreto della mente.

    Il mio cuore trattiene
    Il tuo amore,
    E la mia anima
    Il ricordo di te…

    Inebriante stupore
    Brivido di questo sogno,
    Tristezza sfumata
    Nei sussuri
    Di ombre lontane.

    1. karina dice:

      @Manuela Pana,
      Versi bellissimi su “quel” perduto amore che lascia la scia triste con ricordi-ombre,sussuri e brividi ormai sfumati.Ma l’amore tornera’,vedrai,e portera’ via la triste ombra riflessa nei tuoi occhi.

    2. Anna Laura Cittadino dice:

      @Manuela pana,
      Versi che costruiscono ricordi e che non demoliscono l’amore…
      Un momento di poesia che abbraccia cuore e anima.
      Bravissima.

      Anna Laura.

    3. Daniela Quieti dice:

      @Manuela pana,
      Cara Manuela,
      è veramente un piacere ritrovarti in questo splendido luogo a scambiarci commenti su versi d’amore: e questo grazie all’impegno e alla passione degli insostituibili Nicla Morletti e Robert.
      Complimenti per la dolce tristezza della tua bella poesia e grazie per il graditissimo commento alla mia.
      Con affetto

      Daniela Quieti

    4. francesco ballero dice:

      @Manuela pana,
      non so se parlare di tristezza leggendo questi tuoi esemplari versi:quella “Tristezza sfumata / Nei sussuri / Di ombre lontane” apre inaspettati spazi nel cuore.
      Un’altra perla nella collezione del Concorso di Emozioni.
      Grazie
      Francesco

      1. Manuela pana dice:

        @francesco ballero, Un infinito grazie per le tue bellissime parole…di cuore…davvero.
        Con simpatia,Manuela

    5. Teia dice:

      @Manuela pana,
      “La mia bocca custodisce/Il segreto della mente.” Se ho ben interpretato, perfetta resa dell’incapacità di parlare nei momenti più estremi delle nostre esperienze, in questo caso nel dolore per un amore. Suggestivo l’uso dei verbi “custodisce”, “trattiene” che riescono a trasmettere quanto ancora l’autrice sia ancorata all’esperienza passata; in quella prima fase, di durata differente per ciascuno di noi, in cui ancora non si è pronti a lasciar andare.
      Complimenti!

      1. Manuela pana dice:

        @Teia,
        Amori persi,amori ritrovati ma persi in partenza,amori impossibili per quanto desiderati,innamorati dell’idea dell’amore,noi,esseri in cerca dell’essenza vera.
        Bravissima Teia!!hai colto in pieno il mio pensiero!Grazie per le tue parole cosi’ belle.

    6. Lidia P. dice:

      Cara @Manuela Pana,

      Trovo che i tuoi bellissimi versi sono come pensieri che respirano e parole che bruciano. WoW !
      Grazie veramente per questa magica emozione. Tua fan #1 !!!

      1. Manuela pana dice:

        @Lidia P., Grazieee!!!!che bel commento, mia fan nr#1!!Un abbraccione, Manu

  47. Lidia Viviani dice:

    SAN LORENZO

    I cuori lasciavano cadere
    lacrime invisibili
    sui nostri cuscini.
    Parlasti piano sorprendendomi:
    “E’ la notte delle stelle.”
    Io risposi: “Sì”
    vedendo il dolore
    tramutarsi in fiducia.

    1. Anna Laura Cittadino dice:

      @Lidia Viviani,

      Polvere di stelle che sigillano promesse d’amore..

      Bei versi.

      Un saluto.

      Anna Laura.

    2. francesco ballero dice:

      @Lidia Viviani,
      Poesia che condensa in pochi versi l’infinità dell’universo, universo che ci sovrasta ed universo interiore.
      Grazie
      Francesco

    3. lenio vallati dice:

      @Lidia Viviani,

      Bellissimi versi. E’ meraviglioso quando il dolore si trasforma in fiducia per effetto di qualcuno che ci é accanto e che ci vuole bene. Cessiamo di essere soli con il nostro dolore e diventiamo universo.

  48. Sabatina dice:

    Pneuma

    Ero cose in te che non ho mai saputo,
    né sentito nell’intima coscienza,
    ci elevammo per toccare Dio
    e del Suo amore infuso
    si faceva spazio nei corpi un grumo
    potente, commosso e a tratti fragile,
    assetato d’Invisibile.
    Quando mi stringevi in te per i fianchi
    tanto che stavo toccando la storia
    condensarsi nelle mie mani,
    ho veduto in te i miei canali dell’amore
    per il mondo, ho veduto tutto il mondo.
    Ho veduto e ho perso vista,
    ho accolto spanderci tutto,
    e il mio corpo ti cedeva,
    la mia anima perdeva peso
    e l’acquistava mentre eri altro da te
    che mi trattenevi per il canale dei sogni.

    1. francesco ballero dice:

      @Sabatina,
      Nella relazione con l’altro anche la propria identità trova spazio, anche la percezione dell’Altro, del totalmente Altro.
      Poesia splendida
      Grazie
      Francesco

      1. Sabatina dice:

        @francesco ballero,

        Un grumo di idendità, l’amore.

  49. Tizianamonari dice:

    Di locuste e grano maturo

    Era sacro quell’amore
    di locuste e grano maturo
    quasi blasfemo
    rosa e incuria

    si appoggiava
    a un sussurro di silenzio
    assuefatto a fili d’erba
    di porpora guarnito

    ardeva di sete
    struggendosi di fame
    con una bugia rossa nella bocca

    credeva di vivere
    essendo già vissuto
    monade infelice
    scheggia di sole.

    Come un quadro d’autore
    venduto a un ladro di coralli
    rideva di bellezza
    piangeva di lillà

    per appassire piano
    con una camelia fra le dita

    iperbole d’argento
    nube di cuore.

    1. Marisa Provenzano dice:

      @Tizianamonari,
      Versi struggenti, tiepidi di malinconia … sullo scenario di una natura complice di un sentimento dai colori caldi e dai profumi intensi. Grazie, un’emozione non facilmente commentabile! Marisa

    2. francesco ballero dice:

      @Tizianamonari,
      Veramente bella, cara Tiziana, la tua poesia; le tue immagini sono penetranti e commoventi. Una perla da conservare con cura.
      Grazie
      Francesco

    3. roberta dice:

      @Tizianamonari,
      come un carosello questa tua, così immaginifica e suggestiva. Eppure, si dissolve in nube, quasi sogno o miraggio.

  50. marisa provenzano dice:

    Il vecchio libro

    Sfoglio le pagine ingiallite
    del vecchio libro
    L’ho ritrovato
    celato in un cassetto
    tra merletti e foto sbiadite
    Frasi segnate
    da mano attenta
    e segni di matita ai bordi
    Ti rivedo
    sulla tua poltrona
    con gli occhi persi
    oltre le parole
    Immagino i tuoi sogni
    il ticchettio lento
    dell’orologio a muro
    le tue mani strette in grembo
    ed il frusciare delle pagine
    che accompagnava i tuoi pensieri

    Povero vecchio libro
    stanco e dimenticato
    serba i segreti
    fedele compagno di silenzi
    di domande senza risposte
    di emozioni
    di dolci malinconie.

    1. Sabatina dice:

      @marisa provenzano, E un pò di noi in quel libro.

    2. Redazione dice:

      @marisa provenzano,

      abbiamo postato qui la tua poesia che hai inserito, forse per errore, in altro post.

      Buona scrittura.

      La Redazione

    3. Elisa Barone dice:

      @marisa
      Hai tirato fuori dal cassetto scene di vita e odore di passato
      e dalle pagine del libro la malinconia per ricordi non più struggenti,ma pacatamente e rassegnatamente dolci.
      E’ stato bello leggerti,toccante sentire il fruscio delle pagine ingiallite.

      1. Marisa Provenzano dice:

        @Elisa Barone,
        Grazie Elisa,
        Non pensavo di incontrarti qui e ne sono felice. Gradite le tue parole. A presto. Marisa

    4. Daniela Quieti dice:

      @marisa provenzano,

      Cara Marisa,
      anche se solo per il breve tempo delle pagine sfogliate, con il tuo libro hai restituito vita a sogni ed emozioni antiche, consegnandole a tutti noi. Complimenti

      Daniela Quieti

    5. Marinella dice:

      @marisa provenzano,
      Cara Marisa,
      quanti ricordi in un libro celato in un cassetto! Nel fruscio di pagine sbiadite è desto il silenzio e dona emozioni quasi d’altri tempi. Complimenti!
      marinella (nonnamery)

    6. Francesco Ballero dice:

      @marisa provenzano,

      Un oggetto, anzi un libro ritrovato risveglia immagini e suggestioni, rivelano quasi una presenza; una persona intorno alla quale ruota un mondo di altri oggetti che improvvisamente rivivono: una poltrona, un orologio, il libro stesso, e chissà quante altre cose che possiamo immaginare presenti in quella stanza.
      Un libro è molto più che un oggetto, è un mondo che ci fa intuire un altro mondo, i segreti, i silenzi, le emozioni, le melanconie, le domande senza risposta, i sogni … il mondo celato dietro il volto di una persona che abbiamo amato e che ancora amiamo.
      Grandissima poesia.
      Grazie
      Francesco

    7. sergio doretti dice:

      Complimenti per la tua bellissima poesia.
      E’ un prezioso ricordo del tempo e che porta a riflettere intensamente sullo scorrere della vita e a rivivere con “le emozioni di malinconia” che restano sempre vive nei nostri cuori.
      quei momenti felici.
      aff.mo
      sergio

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