Concorso di Emoz. 2007

Il cielo è grigio sopra Berlino

«Margarethe, va’ a comprare altro pane». Mentre mi parlava, mia madre scostava le trecce bionde dalle mie spalle.
Abitavamo da poco a Potsdamer grazie al nuovo lavoro di papà, ma fu semplice trovare un negozio di alimentari. Come fu inevitabile, appena entrata, farsi accarezzare dallo sguardo di János. Tornai spesso.
«Perché quella stella?» chiesi una volta. «Mi protegge».
Non capii, allora.
La sua era speranza. Speranza che il suo Dio lo salvasse dal terrore che stava per annidarsi in lui, fino a corroderlo.
Dopo le leggi razziali, il negozio di János fu bruciato. Sparì.
1940. Feste e lustrini non facevano per me ma «dovevo fare il mio ingresso in società», dicevano.
A quel tempo stavo con Ernst, ufficiale amico di mio padre. Peccato che mio padre di Ernst ne sapesse ben poco!
Trovandolo in una camera con la solita prostituta di turno, quella sera decisi di tornare da sola.
Occhi neri dalla strada.
«Fermo!» – gridai al mio autista.
«János!»
«Non ti ho mai dimenticata Mag»
Poche parole e ci afferrammo in un vecchio palazzo. I muri erano neri, neri come la Germania.
Il nostro amore era l’unica cosa pulita lì dentro. E fuori.
Respiro contro respiro, unghie contro schiena, mani contro pelle.
Io, figlia di una SS, che amavo un ebreo.
«Quando vedrai una nuvola grigia in cielo, quella sarà la mia anima che starà volando via». Due giorni dopo piovve incessantemente e la sua bocca continuava a muovere in me quelle parole.
Stavolta capii.
Quella stessa notte János morì in un’incursione al ghetto, ucciso da un colpo di pistola alla testa sparato dal colonnello von Lingren.
Mio padre.

Querisia

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Autori ospiti del Blog Manuale di Mari che hanno presentato i loro libri e partecipato al Concorso di Emozioni.

62 pensieri su “Il cielo è grigio sopra Berlino”

  1. pauline57 dice:

    brava!semplicemente…brava.

  2. Fabrizio dice:

    Complimenti! Davvero bello ed incisivo.

    In poche righe sei riuscita a trasmetterci intense emozioni e ad aprire la strada ad importanti e profonde riflessioni.

    Brava brava!!! (come immaginavo emoticon)

    P.S. Cerca di trovare il tempo per coltivare questo tuo talento 

  3. daffodil dice:

    Ben scritto, con stile asciutto e incisivo, suscita un’emozione dritta al cuore, in bilico tra Eros e Thanatos, Amore e Guerra. E’ importante saper raccontare piccole storie inscritte nella grande cornice della Storia, piccoli drammi che in quella cornice assumono il senso piu’ grande del dramma umano. Tu hai saputo farlo, brava Querisia.

  4. Falena dice:

    Rileggerlo qui fa ancora più effetto. Mi reputo fortunata ad averlo letto in anteprima…come vedi suscita in tutti le emozioni che con pochi tratti hai saputo strappare anche al mio petto.

    Che sei brava lo sai, che devi continuare a scrivere so che è necessario che te lo si ricordi.

    Un bacione ed un abbraccio

    Falena 

  5. arcoirisblues dice:

    … è una storia molto triste ed arriva nel cuore, al punto da far commuovere chi sà leggere tra le righe ciò che strugge l’anima… Grazie per questo racconto, che sicuramente è successo in qualche parte del mondo e tuttora accade.

    arcoiris

  6. LadySoul dice:

    Non ho parole per questa storia. Posso solo dire che mi ha colpita profondamente.

  7. Eufemia dice:

    la leggo solo ora, davvero emozionante e poi bellissimo il titolo che evoca un famoso film di Win Wenders. Eufemia

  8. Vivendolestelle dice:

    un’emozione profonda…

    il copo di scena finale è scioccante, la tematica delle leggi razziali è azzeccatissima…

    il tutto fuso  ad una abile maestria stilistica e capacità di selezione delle parole…Lirico ed emozionante, complimenti!

  9. KumaPino dice:

    La soggettività è una bara foderata di spine, e di specchi.

    Complimenti. Pino

  10. Luna70 dice:

    Tristissimo questo racconto ma di grande bellezza. Mi ha trafitto il cuore.

    In fondo l’amore non conosce barriere di razza o religione. Anche due persone profondamente diverse possono essere travolte da questo sentimento.

    Complimenti! 

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