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Storia da blog – 3^ puntata

Storia da blog - Il sangue

… il tempo passa, ma l’amore resta, tutto evapora nell’ebollizione della vita, ma l’amore resta sui bordi dell’anima, permeante, insistente, irriducibile.

Il sangue

Sara distesa sul letto con il volto rivolto verso il lucernario, il corpo coperto a metà da un candido lenzuolo, sembra una dea vestita solo di luce e di stelle, i suoi capelli biondi come la coda di una cometa.

Sogna di fare l’amore. Pensa all’uomo molto dolce conosciuto qualche sera prima e a una storia recente, finita male. Deve ricordarsi di non farlo più, ricordarsi che uno uomo è un uomo, un uomo non si usa, non si piega al proprio bisogno. Un uomo è un uomo. O si ama o si odia. Ma c’è un solo gesto che non facciamo nella nostra vita per farci amare? Perché il tempo passa, ma l’amore resta, tutto evapora nell’ebollizione della vita, ma l’amore resta sui bordi dell’anima, permeante, insistente, irriducibile.

Paura di amare? No, forse no. Solo paura di non essere sincera con un uomo conosciuto da poco e meno che mai con sé stessa. Ma perché aveva questi pensieri? Basta incontrare una persona, una sera, e, proprio quando meno te lo aspetti, cominci a pensare così?

All’improvviso il trillo del suo telefonino, un sussulto! Sono le sette! Tardissimo! Correre, correre. Come ogni giorno. S’infila nel bagno, poi nella cabina armadio. Che disordine. Uno stivale che non s’infila e un dolore acuto al dito. E’ quella ferita di due sere fa. Possibile? Ancora? Osservando la goccia di sangue che si sprigiona dal minuscolo taglio sente di nuovo quel profumo. Il profumo delle mani di Marco. Possibile? “Mi sarà entrato nel sangue!” pensò sorridendo.

Sì! Ma perché non l’aveva più chiamata? Sembrava che lo avesse incontrato la sera prima ma erano passati due giorni da allora. Già. Perché non l’aveva più chiamata? Non c’è niente di peggio che svegliarsi la mattina con questi interrogativi. Ricordava gli sms mattutini di Alberto. Ogni giorno un verso nuovo e parole carezzevoli. E poi così, per tutta la giornata, fino a notte fonda. Come mangiare un ciccolatino ogni ora. Questo sì che le dava una carica incredibile per la giornata. Dopo, quando quei messaggi non ti arrivano più, l’astinenza è terribile.

Diamo una sbirciatina ai messaggi ricevuti. Non si sa mai. Macchè! Alberto non c’è più. Perduto per sempre.

Mettendo in moto la sua vecchia auto osserva il suo sconosciuto vicino che con il solito gesto sprezzante chiude la finestra al primo piano, per non accogliere i gas di scarico che salgono proprio verso quelle persiane sempre aperte.

Via. Comincia una nuova giornata, frenetica, alienante. Quello sguardo triste nello specchietto retrovisore è proprio il suo ma non c’è tempo per pensare né per sognare. Meno che mai per amare.

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Pubblicato da Robert

Robert, autore del Blog Manuale di MariPoesie e Storie d’amore e direttore editoriale del Portale Manuale di Mari. Ha ideato e lanciato nel 2005 il Concorso di Emozioni. Nello stesso anno ha creato il Blog degli Autori. Nel 2009 ha ideato e lanciato con Nicla Morletti la Fiera dei Libri on line.

58 pensieri su “Storia da blog – 3^ puntata”

  1. tesi dice:

    non sono ancora in grado di commentare, vorrei aspettare ancora qualche puntata. perdono…

  2. lascintilla dice:

    Blood

     

    Scorri caldo,veloce,pulsante,
    Dentro di me.
    Liquido feroce,che alimenti i miei sospiri,
    I miei gesti,
    Dai vita al mio essere.
    Sempre.
    Finchè Qualcuno o Qualcosa
    Vorrà.
    Sei di un color passionale,forte,
    Sei austero e unico.
    Dentro di me.
    Riempimi in ogni spazio,in ogni piccola fessura vitale
    Di te.
    Mio eroe di tanti gesti.
    Dipendo da te,ogni momento,
    Me lo regali tu,
    Linfa vitale ,
    Il mio cammino.
    Ti curo,ti analizzo,ti alimento,ti dono a chi ha più bisogno di te.
    Siamo indivisibili.
    Pulsi dentro un cuore abbandonato da un amore che imploravo al Cielo,
    Ogni istante.
    E come un amore che passa,
    Tu ti rigeneri,
    Sempre.
    Sei sempre nuovo nella tua invisibilità,
    Nei tuoi sotterranei oscuri mentre manovri sarcastico la macchina del mio corpo.
    C’è il vuoto nel mio petto,
    Ma a farmi compagnia ci sei tu così raro e così caro
    Che mi ricordi che mi regali ogni giorno,
    La vita,
    Che Qualcuno di caro ,
    Mi ha donato
    In una miscela
    Di follia d’Agosto.

    Splendido racconto, intrigante che invoglia a conoscere il seguito…

  3. ilariathequeen dice:

    truce?????!

    oddio, no

    per me sono altre le cose truci

    (ah, premetto che molte persone sostengono io veda bellezza anche dove non c’e,
    ma io credo solo che… anche l storie più "dannate" abbiano, se lette a fondo, andando sotto sotto sotto le parole, una loro sensibilità… che non è visibile ai più… che si fermano a criticare una parola volgare o un’espressione abbastanza "colorita")

    questa… a me sembra l’inizio di una possibile storia d’amore

    sembra quei piccoli istanti che precedono la conoscenza "vera" di una persona,

    quando ti senti… un po’ titubante, un po’ insicura, un po’ in imbarazzo

    un po’ cretina 😉

    perchè dici al tuo cuore "speriamo mi chiami speriamo mi chiami speriamo mi chiami"

    e ti senti come se avessi undici anni!

    Robert,

    sono altre le robe truci…

    :-* 

  4. artemisia dice:

    Oops! Dimenticavo!

    Flora leggi la poesia Acqua Sessuale di Neruda….

     

  5. artemisia dice:

    Scusami Flora, ho l’impressione che tu ti sia fossilizzata su questo benedetto sangue, anzi su questa UNICA goccia di sangue. 
    Secondo il mio modesto parere, Robert ha semplicemente usato un piccolo espediente narrativo (ripeto, qui si parla di una sola goccia di sangue. Sara non ha rischiato di morire dissanguata), per descrivere il sentimento che, sembra, stia nascendo nel cuore della protagonista.
    Robert scrive:

               "Osservando la goccia di sangue che si sprigiona dal minuscolo taglio sente di nuovo quel profumo. Il profumo delle mani di Marco. "
                 
                  Questo è ciò che succede al FISICO di Sara.   
                  Ma poi nella sua MENTE nasce questo pensiero

                "Possibile? Mi sarà entrato nel sangue!"
        
                 Giusto fin qui?

                Bene, ora partendo dal presupposto che sia alquanto improbabile, per evidenti motivi logistici, che un essere umano possa entrare tutto intero nella vena di una donna, ti chiedo quindi di non fermarti al solo sangue ma ti leggere e comprendere la parte finale del periodo. Ossia IL PENSIERO che nasce nella mente di Sara. La goccia di sangue serve a porre in rilievo QUESTO pensiero. Infine, scusa, ma cosa centra il DNA con i sentimenti??
    Il sangue, quello formato da piastrine e globuli rossi, è la linfa vitale che permette la vita fisica, ma i sentimenti sono la linfa vitale della nostra anima.
                Robert se ho scritto qualcosa di sbagliato, tirami pure un orecchio. Ma niente sangue per carità emoticonemoticon

  6. ManualediMari dice:

    @Flora

    Non è detto che chi scrive lo fa per diventare o anche solo somigliare lontanamente al Manzoni (usiamo la emme maiuscola almeno per lui!).

    Sull’argomento suggerisco la lettura dell’illuminante post di Zenzerocandito nel Blog degli Autori.

    Buona lettura.

  7. Angela dice:

    Nemmeno io trovo truce questa storia… al solo sentire questa parola ci si aspetterebbe qualcosa che vada verso l’horror, o che comunque sia sanguinario… qui non c’è nulla di tutto questo…

    Sara, come tutte le mattine, si mescola tra la folla, centinaia di macchine in fila immerse nella loro quotidianità. Ognuno ha una propria identità che non traspare dall’involucro metallico… solo macchine. Sara oggi è diversa, appartiene a tutto ciò anche lei, ma il pensiero di Marco la tormenta, non sa darsi pace. Lo rivede continuamente davanti agli occhi come se fosse davvero lì con lei.
    Al semaforo l’uomo nella macchina accanto la guarda attratto dalla sua bellezza, lei per un attimo vede nel suo volto quello di Marco. E’ come uno shock. All’improvviso si rende conto di sognare ad occhi aperti. Non può essere, non può farlo, non può lasciarsi andare così di nuovo. Non è ancora il momento.

    Un bacio

    Angela

  8. flora dice:

    senti io nn ho detto che tu sei truce, robert, ho detto è scritto come liala che si dà al truce.

    nn mi ricordo che lei nominasse il sangue nelle sue storie d’amore, vuo, dire che le leggevo, nn credendoci, ovvio.
    ma i romanzi d’appendice hanno dato vita ai romanzi romantici. Ora nn mi sembra che tu scriva come manzoni.
    ciao
    accetto commenti
    così ridiamo un poco su. però se mi rispondevi alla domanda: quanti anni hai, era meglio capivo di più e ti evitavo la battutina.
    è scritto semplice semplice. Evviva uno che crede nell’amore, che se lo lega al dito come il profumo della nostra essenza: il sangue.
    scusate, ma rispondetemi pure a questa domanda mia, ma il Dna è nel sangue o nella pelle?
    insomma i nostri geni dove sono presenti.
    ciao e grazie.

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