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Storia da blog 5

Storia da blog - Il tramonto

Osservando le perle che rotolavano via in tutte le direzioni ebbe come un’illuminazione. Proprio così sfilavano e si perdevano i giorni della sua vita… Proprio come quelle perle, correndo in tutte le direzioni.

Il tramonto

A volte il tramonto non è lieve, scende come una scura coltre all’orizzonte e il sole pare che affondi in mare, sciogliendosi in mille riflessi dorati sulla cresta delle onde.
Sara aspettava una sera così. Dopo tanti giorni vissuti freneticamente, quasi senza pensare a te stessa, consumati tra il lavoro, il solito tran tran quotidiano e le notti in qualche pub con il giro di amici un po’ schizzati e chiassosi, prima o poi, una sera in cui resti sola, ti capita. Ed è come se ti vedessi allo specchio. E quello che vedi non ti piace, non lo riconosci, ti senti estranea a te stessa. Non vorresti che fosse questa la tua vita. Perché non è vita ma un continuo, assurdo, alienante stordimento.
Un vento freddo che soffiava da terra investì improvvisamente il suo viso, mentre camminava nervosamente lungo il mare.
– Dio mio, dove avrò parcheggiato la macchina? – pensò fermandosi di scatto e abbandonandosi ad un improvviso gesto di stizza. La collana con cui stava giocherellando da un po’ si spezzò e decine di perle scure caddero a terra rimbalzando più volte, disperdendosi sul marciapiede. Osservando le perle che rotolavano via in tutte le direzioni ebbe come un’illuminazione. Proprio così sfilavano e si perdevano i giorni della sua vita… Proprio come quelle perle, correndo in tutte le direzioni. Non si può vivere sempre così, pensò, come se fossimo eterni, non agguantando ogni giorno perché pensiamo che ce ne saranno sempre altri, che ci sarà sempre una nuova collana e nuovi gioielli per noi.
Quasi senza accorgersene, istintivamente, si chinò tentando di recuperare alcune perle in fuga quando, ad un tratto, sentì qualcuno che la chiamava. Sì, l’uomo che stava parcheggiando la macchina, poco oltre il semaforo, stava chiamando proprio lei.
Era Marco. L’uomo senza telefono, pensò lei, visto che non si era più degnato di chiamarla. Accennò un saluto e continuò a inseguire le sue perle.
– Che fai? – le chiese Marco, avvicinandosi a lei con un largo sorriso e aggiungendo subito dopo: – Lo sai che stavo pensando proprio a te? –
– Aiutami… La mia collana, ci tengo moltissimo! Si è spezzata… – rispose lei.
Troppo tardi, le piccole sfere avevano già superato il muretto perdendosi tra gli scogli e così Sara, rinunciando ad ogni recupero, con un gesto teatrale, lanciò verso il mare tutte le altre. Poi volgendo lo sguardo a Marco chiese: – Ma tu, tutte volte che pensi a qualcuno, si spezza una collana?- Scoppiarono a ridere. Cominciò una piacevole conversazione che continuò poi nel “Bar per caso”, un pub che raggiunsero a piedi. Il tramonto inondava la città con una calda luce rosso arancio. Parlarono di nuovo della sera trascorsa insieme solo qualche settimana prima. Del fatto che non si erano cercati telefonicamente e di tante altre cose. Soprattutto Sara parlò a lungo, sfoggiando tutta la sua ironia. Marco l’ascoltava attentamente, offrendole di tanto in tanto i suoi sorrisi. Che strana coincidenza averla incontrata proprio la sera in cui aveva pensato di chiamarla. Ovviamente non le disse nulla. Accompagnandola in macchina, in silenzio, su quel tratto di lungomare spazzato dal vento, ebbe l’impressione che anche lei avesse gradito quell’incontro imprevisto. Non gli erano sfuggiti i suoi sguardi. Poi, giunti alla sua macchina, continuarono a parlare.
– Mi sa che qualche perla dev’essere caduta, non so come, dentro la mia maglia, una è proprio qui dietro! – disse Sara toccandosi la schiena con una mano.
– Aspetta ti aiuto – ribattè prontamente Marco aiutandola a far rotolare la sfera lungo la schiena, spingendola con le dita fuori dalla maglia. Ci riuscirono solo dopo alcuni tentavi con cui, nello stesso tempo, si avvicinarono moltissimo l’uno all’altra, prendendosi per mano. Sara ricordò, allora, la sensazione provata tante sere prima, al momento del congedo davanti a casa sua, stringendo le mani di Marco. Era proprio sicura ora: stare nella mano così calda, così sicura di quell’uomo le procurava un piacere che non provava da molto tempo.
– Però, la perla più importante, l’abbiamo recuperata! – disse sorridendo Marco.
– Cos’è? Un complimento? – rispose lei ammiccando.
Era stata una bella serata. Guardò verso il mare. Il vento si era calmato lasciando il posto ad una immensa placida notte.

Continua – Puntata precedente

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Pubblicato da Robert

Robert, autore del Blog Manuale di MariPoesie e Storie d’amore e direttore editoriale del Portale Manuale di Mari. Ha ideato e lanciato nel 2005 il Concorso di Emozioni. Nello stesso anno ha creato il Blog degli Autori. Nel 2009 ha ideato e lanciato con Nicla Morletti la Fiera dei Libri on line.

24 pensieri su “Storia da blog 5”

  1. Ars dice:

    Mi piace l’evolversi di questa storia, si..ma ancor più è l’emozione che trasmette – e tu sei maestro in questo!
    Mi piace come hai descritto questa "scena": secondo me quando la descrizione permette a chi legge di "vedere" come se fosse sul luogo (o come fosse un film), è indice di buona scrittura e buon coinvolgimento del lettore.

    Dispiace che persone come tal Signor Marongiu, abbiano parole così dure soprattutto in considerazione della professione che svolge: se "legge" le parole dei suoi pazienti con altrettanta superficialità, beh.. poveri pazienti!

    Quando la scienza rende aridi significa che ci si è allontanati troppo da questa. Un pò di autocritica non Le farebbe male, egregio Dottore!

    Ars

  2. Barbara dice:

    Il tuo racconto è molto bello e continua ad appassionarmi…l’incontro inatteso di due cuori è sempre qualcosa di straordinariamente bello, magico che porta in altre dimensioni, quelle delle emozioni! Bravo Robert davvero bello e come sempre non vedo l’ora di leggere il seguito!

  3. nicla morletti dice:

    Una storia molto significativa, un’eccelente metafora dell’esistenza. C’è sempre qualcuno, da qualche parte del mondo, nell’attimo in cui si  spezza la nostra collana e i giorni nostri si perdono così come perle  lungo il sentiero della vita.  C’è sempre qualcuno pronto a tenderci la mano ed essa è così calda che non vorremmo lasciarla più.

  4. ceciliakellermann dice:

    Sono un po’ seccata, CARA Robert, il Signor Marongiu ha fatto intendere di essere uno psicoanalista, ma di quale scuola, di quale orientamento? Ma che accidenti dice sulla casualità, ecc. ecc.? Dove vive? Scusami, sai perché sono irritata. Ma è meglio lasciar perdere.
    Bello quel tramonto, come capita anche qui, dove vivo, tramonto di magia, un momento dove tutto può succedere e, se nulla succede, rimane dentro una strana sensazione, che forse ci è sfuggito qualcosa, come quelle perle che scivolano in mare. 

    Sono molto curiosa di vedere come metterai insieme, se lo farai, i personaggi, usando la testa naturalmente, già che la possiedi.

    Un affettuoso abbraccio. 

  5. Ladyviolet4 dice:

    Noto che nonostante tutti viviamo di storie d’amore, leggiamo racconti, vediamo film e usiamo ahimè troppo l’ìmmaginazione e seppure sia un argomento in cui tutti crediamo di essere tuttologi (compreso l’egregio Ignazio…) dai sempre un tocco che va oltre il semplice racconto..

  6. daniela dice:

    L’idea di feuilletonblog nasce dal desiderio di creare on line un piccolo appuntamento nelle veloci giornate d’oggi, di mordi e fuggi, in cui suscitare l’interesse per il what’s next nello spazio limitato di un post. Ed è ovviamente un test per capire la reazione di un potenziale lettore di un potenziale libro. Ben sapendo comunque che il lettore cartaceo ha tempo. Cioè, seduto a tavola, sul divano o sul water, ha comunque il tempo di sfogliare le pagine ed assorbire i caratteri, il tempo per metabolizzare e mentalmente commentare il testo, pagina dopo pagina. Molti miei coetanei hanno vissuto parte della loro vita a londra, che non è la londra di bridget jones: il mio capo inglese non somigliava affatto a mr grant…… Facile dunque cadere nel filone : I love shopping, bridget jones e simil sex and the city all’italiana. Se chi ha vissuto a londra di recente, prima e dopo NINE ELEVEN,  può identificarsi ne il controbalzo, qui o là, io ne sono felice. Perchè la mia londra non è certo quella di corrado augias o quella di The Queen, ma è una delle londra possibili, banale quanto reale.

    Grazie per i tuoi consigli, apprezzatissimi.

  7. ManualediMari dice:

    Gentilissima Daniela,

    ho visitato il tuo blog e letto la tua storia a puntate.

    Complimenti, hai una bella scrittura, piacevole, scorrevole, gran ritmo. La mia impressione è quindi del tutto positiva. Certo si tratta di una storia diversa da questa.

    Quanto a Danielle Steel e Barbara Cartland, credo di aver già detto in questo blog che si tratta di autori che, prima di scrivere e mentre scrivono, si chiedono continuamente: ma questa storia mi emoziona? Può emozionare altre persone?

    Perché il punto, cara amica, è proprio questo. Se non riesci a coinvolgere emotivamente il lettore è difficile non risultare noiosi.

    Per questo certi scrittori come quelli citati hanno un gran seguito.

    Lo stesso motivo per cui, dopo tutto, nel tuo blog, il tuo ultimo post, quello di buon San Valentino, mi è piaciuto più di tutto il feuilleton 🙂

    Due sole righe, una breve esortazione ma una sincera emozione.

    A presto leggerti.

  8. daniela dice:

    Credo sia giusto esprimere un giudizio sull’insieme e non sul singolo capitolo. Ma se lo chiedi…. per quanto ci sia stata nella lista dei commenti uno piuttosto feroce, da un lato non mi associo (la crudeltà a questi livelli è sterile), dall’altro ammetto che l’ho trovato mieloso, con punte d’artifizio. Come hai potuto leggere in Controbalzo, il mio stile è decisamente più scarno, forse crudo e poco romantico. Questo capitolo sul tramonto mi ricorda un pò Danielle Steel ed il suo Principessa Daisy o il genere Barbara Cartland. Uno stile ben preciso dunque, d’evasione, di sogno rosa e fiocchetti.

    a rileggerci presto

     

  9. ManualediMari dice:

    Il presente commento solo per informare che il Signor Marongiu, il pittoresco personaggio che poco sopra mi ha dedicato tutta la sua "gentile" attenzione, ha inviato altri commenti naturalmente tutti con lo stesso tono di quello precedente e, se possibile, anche più provocatori. Ovviamente non gli ho offerto più spazio. La sua email è stata definitivamente bannata. Come si fa di solito con chi fa commenti anonimi e inutilmente offensivi.

  10. keypaxx dice:

    E’ stimolante approdare ad un racconto dalla quinta puntata.

    Come in un bel serial televisivo, quando ci si imbatte nella visione a stagione cominciata.

    Preferisco così.

    Per poi risalire dalla prima in poi. Poichè, a differenza della tv, qui si può sempre recuperare.

     
    La prima impressione è di un racconto ben strutturato che si delinea tra le normali storie del quotidiano.

    Probabilmente le più difficili da narrare.

    Per trovare la meraviglia nella normalità.

     

    Un saluto. 

  11. latartaruga2 dice:

    A me anche questa puntata è piaciuta molto. L’incipit è adatto per introdurre l’incontro casuale dei due protagonisti, così come lo stato d’animo di Sara rispetto allo stile di vita. Quel sentirsi estranei a sè stessi e desiderare un tipo di vita molto diverso l’ho provato ahimè in gioventù e tu sai usare le parole appropriate per descriverlo. Anche il paragone con le perle che sfuggono non è affatto scontato.

    E la descrizione dettagliata delle emozioni dei protagonisti durante questa serata insieme fa ben sperare.

    Infatti il vento freddo che investe Sara all’inizio della sera si placa alla fine e resta un’immensa placida notte.

    Complimenti, scrivi bene, già te l’ho detto nelle puntate precedenti e non scrivi solo con la testa, beh usi bene anche quella, ma con il cuore in mano.

    Anch’io sono curiosa di sapere cosa succede a Robert lo scrittore e alla biondina del palazzo di fronte.

     Ciao ciao,

     

    antonietta 🙂 

     

  12. nicla morletti dice:

    Egregio signor Marongiu, (è così che si chiama?), da tempo ho notato che in questo blog si fa letteratura, o meglio letteratura d’amore.

    Per mettere insieme prosa e poesia non basta solo l’anima, occorre anche la testa, naturalmente. E le storie vanno anche pensate e costruite. Processo che richiede molta dedizione e attenzione. Ad esempio non si può scambiare una donna per un uomo, ad esempio.

    Amo il mio mestiere di giornalista e scrittrice. Lei ama la sua professione? Ed ancora  lei, egregio Ignazio Marongiu,  scrive: " C’è una cosa che accumuna i miei pazienti  nelle sedute di autoanalisi: il bisogno di sicurezza, di certezze". Giusto, perfetto. E chi non ha bisogno di certezze e sicurezza.  Non scambi però gli uomini con le donne e viceversa. Altrimenti… che pasticcio.

    Cordialmente 

  13. Luna70 dice:

    Spesso proprio quando le cose sembrano andare male arriva qualcuno a scacciare via le lacrime. Spero che la protagonista di questa storia ritrovi il sorriso adesso che Marco è tornato a far parte della sua vita.

  14. Zenzerocandito dice:

    Scrivere è anche e sempre un atto di coraggio, una danza delle parole e delle emozioni. Il blog è anche e soprattutto un esporsi e mettersi alla prova in questo confronto con chi ci legge. Questo stiamo facendo, no?

    (mi permetto un sorriso pensando che è un bene che al signor Marongiu non sia piaciuto il tuo stile. Pensa se gli piaceva e se ti invitava ad uscire, mia cara… emoticon )

    PS. togli l’ultima parte, per favore, mio caro. L’ho messa solo per te. Per ridere e sdrammatizzare. … e poi… non vorrei che ti invitasse sul serio …  o toglilo tutto.

  15. KumaPino dice:

    vie d’uscita!
    la nebbia trasforma il
    mondo, gli piace

    HaiKuma

  16. ManualediMari dice:

    Contrariamente quel che lei crede, egregio Ignazio Marongiu, ho pubblicato il suo commento. In questo blog c’è la moderazione dei commenti ma non per cancellare quelli sgradevoli solo per evitare lo spam e i commenti offensivi.

    Firmato Robert
    (così profonda è la lettura che ha dato a questo blog da non accorgersi nemmeno che si rivolgeva a un uomo e non a una donna)

  17. Alanis dice:

    mi piace questa continua del tuo romanzo Robert…mi piace come scrivi e descrivi le percezioni e le sensazioni dei personaggi…ma questo te l’avevo già detto …

    queste tue parole scorrono nella mente come immagini di un film…un bellissimo film d’amore…si riesce a vedere bene il paesaggio che descrivi …immagino la collana di perle con una caduta a rallentatore per rafforzare bene il tuo pensiero del collegamento tra le perle e i giorni della sua vita…e alla fine si riesce a percepire bene il mare calmo come simbolo della quiete ritrovata dentro di lei …solo per aver rincontrato Marco…

    leggendo questa parte del romanzo tutta d’un fiato….ho sentito dentro di me tante belle sensazioni…

    un abbraccio grande Robert

     

  18. Zenzerocandito dice:

    Un’altra svolta. La puntata precedente ha dato, comunque, molto più phatos anche a Sara e a Marco.
    E’ chiaro che io avrei preferito continuare con la svolta precedente, ma mica lo sto scrivendo io, questo racconto! 🙂
    Sempre bravo, Robert.
    Un bacio

  19. laura56 dice:

    Continuo a seguire questi flash di vita di tutti i i giorni, questa tua piccola rivoluzione nello scrivere con interesse e l’accento su mutamenti di umore dei personaggi alla fine di una giornata di lavoro o nel momento del passare dei ricordi dei momenti in cui si sta insieme e siamo vicina anche senza grandi discorsi, solo stringendosi le mani. laura

  20. Ignazio Marongiu dice:

    Il tuo racconto è banale e si rifa ad un clichè visto e rivisto.

    So già che non pubblicherai questo commento, perchè ami compiacerti ed essere compiaciuta. Così traspare dai tuoi scritti.

    La tua scrittura è poi così decadente e ahimè, così commerciale.

    Riproponi una donna che "inconsciamente" ama che non le si telefoni e si innamora di chi facendo così è distante.

    La descrizione delle perle è poi così pensata, costruita ..Tu scrivi con la testa e non con l’anima.

    Tu "uccidi" l’autonomia delle persone e sogni ancora un principe lontano ma che appare d’improvviso. Manca la tua impronta attiva capace di creare un itinerario di un rapporto dove chi decide siano entrambi. 

     C’è una cosa che spesso accomuna i miei pazienti, nelle sedute di autonalisi: il bisogno di "sicurezza", di certezze.

    Il tuo racconto è pieno di fragilità e come una storia che si ripete all’infinito, alla fine ti regalerà una grande solitudine dentro: una solitudine a due o di gruppo, con fantasmi-amici che ti girano intorno. 

     Con affetto, mia cara.

    Ignazio 

  21. pia dice:

    L’amore non ti avverte quando decide di colpire, l’amore si fa sentire e tu riesci solo a percepire il mondo attraverso una spiccata sensibilità. Ecco allora il tramonto ed il vento, il dolce tepore di una mano che ti sfiora , ecco due anime pronte a condividere il medesimo spirito. Sarà amore per i due protagonisti? I presupposti ci sono.

  22. Marilena dice:

    Bene Robert,

    devo ammettere che ciò che scrivi è scritto molto bene. Prendilo davvero come un complimento perché sulla forma, lo stile, ecc. ecc. di uno scritto sono profondamente critica. Sarà a causa del mio lavoro, no? Mi sono piaciute molto alcune immagini. Innanzitutto l’incipit con la descrizione di questo tramonto, un tramonto non comune, preludio quasi a quello che avverrà alla tua eroina, Sara. D’altra parte, l’immagine che sei stato capace di creare è intensa. Mi ha ricordato certi tramonti che finisci per portarti dentro inevitabilmente. Altrettanto vera la descrizione della vita di Sara. Molte nostre vite sono così, passate a correre senza fermarsi un attimo a chiedersi se… Dolce è la metafora dei giorni della vita come perle che sfilano via, decisamente calzante a quel punto del racconto. Quanto al resto, a Marco e all’incontro con Sara, cosa potrei dire? Quante di noi (non so se anche gli uomini hanno di questi desideri) non avranno desiderato un incontro così? Una sera, il vento, il mare, la notte e lui che ti viene accanto. Forse ti cambierà la vita? Forse ti cambierà solo qualche anno, qualche mese, qualche giorno? Ma ne varrà sempre la pena se è Amore.

    Un bacione e… Continua così!

    Marilena

  23. nicla morletti dice:

    Descritta molto bene la serenità e tutta la dolcezza di un incontro, sullo sfondo un magico tramonto, preludio a una placida notte e a  giorni nuovi. Un altro attimo che ha in  sé l’immenso, momento da catturare, perla da chiudere per sempre nello scrigno del cuore.

  24. ambradorata dice:

    Robert che magia . Le vibrazioni dei protagonisti si avvertono come scosse delicate , ma intense. La tua descrizione dello scenario fa da cornice esaltando i loro sorrisi e lo sbocciare di un amore .

    Sta sbocciando l’amore tra quei due ,vero?

    Dai Sara e Marco si stanno innamorando?

    Non ci fare aspettare tanto ti prego…

    Ambra

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