Concorso di Emoz. 2008, Concorso di Emozioni

D’Oro e Madreperla

Immagine da video Figlio della luna (www.youtube.it)

Amaranto d’Estate fuso nel cobalto del mare, un’era lontana, un mondo che fu.
Io, come fiera fulgida falce, lassù me ne stavo, ancorata alle maglie della notte, i respiri in bilico verso l’orizzonte.
Lei trafelata correva, da una vita o forse mille, amazzone dei suoi stessi timori, rapita dall’orma di quel nome.
Lui ancora attendeva, da una vita o forse mille, assorto nel culto di quella donna, carnefice della sua rassegnazione.
Finché poi la vide.
Gli occhi serrati attorno al suo profilo alla stregua d’un miraggio e niente ebbe il tempo di capire quando Lei a pochi passi si fermò.
Amore mio. Ma dove sono stato prima che arrivassi a me?
Lei, dal canto suo, restò a fissarlo immobile, il fiato incatenato in una morsa, a non incrinare l’equilibrio.
E io? Come ho fatto fino a quel giorno senza te?
E furono sentori sospesi a mezz’aria, sapori affondati nel sangue, al crinale tra sogno e verità.
I baci di Lui sul suo ventre il seno le gambe, miele negl’incavi delle sue forme, le carezze di Lei tra i capelli le spalle giù fino ai fianchi, nettare sulle curve della sua carne.
Rivoli di devota perdizione sulla pelle, vincoli d’eburnea appartenenza stretti ai polsi.
Io, che non li conoscevo, ero inchiodata da tanta meraviglia e una lacrima, impertinente e calda, dalla rete delle ciglia si staccò.
Quindi un’altra, un’altra ancora, stillicidio d’oro e madreperla sulla tela di quel velluto blu.
-Guarda lassù. Sei così bella da incantare anche la Luna-
"Prometti che saremo così sempre"
-Sempre è l’unica realtà-
E fu così, adesso lo sapete, che da allora nel mio nome si specchiano i sospiri degli amanti e nelle stelle cadenti si celano i loro più preziosi desideri.

StregadelMare

Immagine: da un video della canzone Figlio della luna

***
Ascolta la lettura proposta nel podcast di Nicla Morletti e Robert:
Ascolta la lettura proposta nel podcast di e : clicca qui.

Per commentare
clicca qui.

Concorso di Emoz. 2008, Concorso di Emozioni

E le stelle stanno a guardare

Spiaggia del Calambrone

Eravamo nei primi anni ’30.
Vivevamo in una campagna vicino a Livorno, piena di boschi di macchia mediterranea. Questa macchia è costituita da piante di alto fusto, come pino marittimo, cerro, quercia, leccio e da arbusti: erica, corbezzolo, mortella, ginepro.
La bellezza di questo tipo di vegetazione, si avverte in particolare in autunno, per il colore delle bacche e dei frutti selvatici maturi.
Non manca neppure la fauna selvatica come lepri, conigli, fagiani, merli. I merli, a primavera, nella stagione dell’amore, cantano dei motivi molto romantici diretti alla femmina per sollecitarne l’incontro.
L’abitazione era in collina, raggiungibile attraverso una stradina in salita, collegata alla strada principale che arriva a Livorno.
Da qui, osservando il panorama si vedono la costa tirrenica e, qualche volta, anche quella adriatica.
A volte, quando soffia il vento del maestrale, che proviene dal mare, la dolcezza dell’ambiente ci rende romantici e ci fa sognare lidi di primavera e storie d’amore su una piccola isola sconosciuta.
Da quanto sopra esposto vien da pensare a questo ambiente come ad un paradiso terrestre. Ma non era affatto un paradiso. Vi erano i vari lavori agricoli, molto pesanti, la cura del bestiame e noi ragazzi si doveva frequentare la scuola.
Ogni anno, il 10 agosto, quando a San Lorenzo cadono le stelle, noi ragazzi passavamo la notte fuori e ci facevamo compagnia. Eravamo un gruppo di ragazzi e ragazze.
Osservavamo il cielo seduti sull’aia, con lo sguardo rivolto dalla parte del mare.
Qualche volta ci recavamo, in bicicletta, fino alla spiaggia del Calambrone.
Scrutavamo il cielo per vedere le stelle, ma il più delle volte questo era un pretesto. L’importante era lo stare vicino, perché in quella notte magica nasceva anche l’amore.
Parlando in prima persona, era nato un amore grande e spontaneo, illuminato dal romanticismo che ci circondava.
Stavamo vicini e ci legava l’affetto. Guardavo i suoi occhi innamorati e li consideravo le stelle più brillanti di quella notte.

Sergio Doretti

Immagine: Spiaggia del Calambrone

***
Ascolta la lettura proposta nel podcast di Nicla Morletti e Robert:
clicca qui.

Per commentare
clicca qui.

Concorso di Emoz. 2008, Concorso di Emozioni

L’amore taciuto

L'amore taciuto - Foto di Arsomnia

Nella solitudine dei miei attimi
rincorro le nuvole
cavalcandole per un po’: viaggi.
Le mie parole svaniscono
prima ancora che affiorino chiare.
Sei andato,
portandoti via l’amore ed ora
non ho più parole.
Così, nel silenzio
che mi è sceso nell’anima
scrivo parole trasparenti:
saprà qualcuno leggerne il senso?
Nelle tue paure,
non hai potuto immaginare
che l’amore dev’esser
in qualche modo detto,
urlato, confessato, ribadito,
mai scontato.
Ed ora sono muta,
col cuore annientato,
per aver anch’io taciuto.

Arsomnia

Immagine: L’amore taciuto – Foto di Arsomnia

***
Ascolta questa poesia nel podcast di Nicla Morletti e Robert:
clicca qui.

Per commentare
clicca qui.