Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

L’amore che non so

Siediti qui
raccontami di te e del nostro amore
spiegami cos’è
questo mondo strano appeso tra te e me
dimmi che tempo farà
nel tuo cuore domani
dimmi quali nuvole
dovrò soffiare via
per raggiungerti sempre.

I tuoi occhi parlano e chiedono
ma una risposta sola non c’è
se vuoi capire cos’è
metti  la mano nel mio cuore
prendi colori e suoni
e fanne il tuo mondo
la tua musica
fammi diventare
parte di te.

Lasciati prendere
da questo uragano
che cancella il pianto
e ti attraversa
dalla testa al cuore
queste emozioni
che cambiano i tuoi confini
rubami i pensieri
fanne nuvole e disegnaci sopra i tuoi sogni
prenditi questa lacrima
che nasce da un sorriso
e insegnami tutto l’amore che non so

francoluis

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Al teatro

Si apre il sipario.

LA LUNA
– Non li sopporto più quei due… Sono costretta a guardare i loro lunghi baci… Spero Dio mi salvi da questo tormento…

IL DIAVOLO
– Stupida, lui ti tradisce!

La voce del minuscolo diavolo non turba la ragazza che abbraccia il giovane e cerca in cielo due stelle vicine.

IL GIOVANE
(con voce flebile) – Fermati. Sei cieca d’amore. Non voglio distruggerti…

Ora l’aria è gelida, ma solo per lei, che già sapeva.
Piove di nuovo. Il pastore porta le sue pecore a casa e vede riflessa in una pozzanghera l’immagine dei due ragazzi.


LE  PECORE
(in coro) – Perché Padrone sei triste?

IL PASTORE
– Io conosco la ragazza: ne morirà. Se solo potessi far qualcosa per lei e per me… Maledetta Timidezza! Se solo avessi il coraggio per dirle quello che provo…

Il giovane sta per accompagnare a casa la ragazza; lei stavolta fugge dal suo abbraccio e si perde nella nebbia del giorno più amaro.

L’UNICA STELLA RIMASTA IN CIELO
– Ora il pastore e la ragazza si incontreranno, si parleranno e tra i due… Finirà così… Deve finire così…

La ragazza, fuggendo, incontra lo sguardo del pastore; si ferma per un attimo, vorrebbe qualche parola per lenire il suo dolore. Il giovane pastore non riesce ad aprire bocca e lei continua la sua fuga.

IL DIAVOLO
– E’ una splendida giornata!

Si chiude il sipario. Prendo i pupazzi di cartone e li infilo nella mia piccola valigia rossa. I ragazzi hanno seguito con attenzione. E’ il mio ultimo spettacolo. Un inchino ed esco, consapevole che mi dimenticheranno presto. Ho fatto tardi, le mie pecore mi aspettano e io le conosco, quelle: si arrabbiano per niente.

Carlo Bramanti

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Il bacio

E tutto è niente, in un attimo
aspiro i suoni, la musica e le voci
l’aria, in sordina, diventa terrena
il suolo, celestiale, evapora.

Non entro in una fiaba,
semplicemente non entro.
Non è il passaggio in un altro mondo,
è pura staticità,
il viaggio più immobile
l’alfabeto non scritto
la morte dei sensi
e l’esplosione dei sentimenti.

Strano: cieca e immobile,
ho fotografato il mondo,
sorda, ho sentito la musica più dolce,
riparata, mi ha colto un vento travolgente.

Il cuore, uno strano strumento.

Teia

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Spina ancor punge

Spina ancor punge
se groviglio di rovi
a districare le mani intendo
come nella macchia più fonda
fruttuose fronde cercando
e profumi di cìclami e ginestre
quel flutto d’amore
che ci avvolse e ci sospinse
a percorso unico e solenne.
Non vuoi gocce di sangue
ma vita sono.
Ti urta il mio rovistare
soffri per ogni ramo reciso
e proponi morbidi veli
oblio d’illusioni e tormenti.
Ma a me non basta
pace dimessa
sempre ad amore limpido tendo
a solare affetto vibrante
anche se pesano gli anni
e lacere appaiono le vesti.
Rose di macchia son stelle
sugli irti cespugli.

Cecilia

 

Podcast: Lettura e commento audio di Nicla Morletti e Robert

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Chiaroscuri (Profumi)

Tra chiaroscuri s’arricchisce il sogno
che cullo, il braccio tuo sotto il mio capo,
ed io ti penso giglio nel campo,
coppe i tuoi seni e nimbi
che rosei irraggiano gocce d’ambrosia.

Intanto è fiamma e macina illusioni
l’inquieta luna, tinnula e assorta,
che rapisce a questa dura terra
ove veloci ci avvolgono le ombre.

Invece è qui l’amore che non muore,
dentro le fenditure della roccia,
è qui sopra i pontili,
è sui moli scavalcati dalle onde,
è qui nelle distanze e nei silenzi
in cui coltivo coloriti fiori.

Il suo profumo qui il tuo nardo spande
e si svelano alla mia anima e vivono
di angelo le tue lacrime leggere
piante nel solco di anni. Ed anche sera
effonde odori di fiori dai muri
su fraseggi abbracciati e trasparenze
d’ombre, come un sembrare di segreti.

Francesco Ballero

Concorso di Emoz. 2007, Concorso di Emozioni

Di musica e colori

Seduta al pianoforte
piange note in la minore,
suonando il pianoforte
piange ancora per amore

Passeggia lungo l’Arno
in un fagotto di rimpianti,
d’amore il cuore adorno
per musiche distanti.

Al pittore dell’amore
davanti alla sua tela
appare la sua musa
e dipingerà il suo cuore.

Lei sorride ed è un colore
e la tela è completata.
Lui la guarda ed è una nota
una musica già amata.

Seduta al pianoforte
colora note il la maggiore.
Davanti alla sua tela
suona i colori dell’amore.

blusfumato