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Lidia Colla, con “il Cantastorie” ci offre la lettura di un libro che cattura per la capacità espressiva e la forza che emana e che induce alla più attenta riflessione. Tramite versi chiari, snelli e persuasivi, permeati di realtà, pathos ed emozioni, l’autrice ricorda gli eventi che vanno dal G8 di Genova alla Primavera Araba, attraverso la voce di un “Cantastorie”. “Mattino. Il cielo sereno. Sul mare barbagli di luce… Vicino, irreale, il silenzio della città blindata. La zona rossa.” Dominano l’attesa, la mirabile descrizione in poesia della paura, della furia, della violenza, mentre il mondo resta attonito a guardare. Genova e il G8 e poi il crollo delle Torri Gemelle a New York in quel fatidico 11 settembre che fece tremare il mondo, mentre lo scorrere del sangue e il dolore della gente sono simili a cristalli di ghiaccio conficcati nel cuore. Il poetare ed il sentire di Lidia Colla dallo stile inconfondibile rappresenta una necessità impellente che improvvisamente l’assale, facendola sentire profondamente partecipe della vita, fugata negli attimi più dolorosi e più veri dell’umanità. Poesie concentrate in una sapiente distillazione verbale dove realtà e dolore si fondono per ricordare l’enigma dell’esistenza. Il tutto per non dimenticare soprattutto il sangue versato e per far germogliare nella mente degli uomini il seme della speranza. Per un domani migliore. Per un futuro all’insegna della pace e della non violenza. Un bel libro dai versi che rimarranno impressi nella mente per sempre. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Come novello cantastorie, o antico “rapsodo”, l’autrice ha cercato di “cucire insieme” tante storie che nel decennio 2001-2011 hanno avuto come protagonisti i “giovani” e i “poveri” del mondo, e la loro lotta per il riconoscimento di tutti come uomini e cittadini, e quindi come portatori di diritti.
La raccolta nasce dalla sofferta elaborazione delle profonde emozioni che con la loro drammaticità queste storie hanno suscitato, e si pone come invito a non dimenticare.
E il sangue versato… “come lava perenne bruci le coscienze, che non diventino pietra”.
Non mancano riferimenti a episodi precedenti e successivi al decennio indicato, come la strage dei bambini in Siria nell’agosto 2013 per l’uso delle armi chimiche.

***

2 agosto 1980 la strage della stazione di Bologna.
2 agosto 2001 il giorno della memoria.

Lasciamo che la folla silenziosa
occupi pacificamente la piazza
della stazione di Bologna
con le bandiere abbrunate,
e raccolta al muro del pianto
ricordi i suoi morti.
Basterà l’urlo della sirena
a rievocare l’esplosione,
il crollo, il boato,
il mondo devastato.
E il sangue.

Come lava perenne
bruci le coscienze.
Che non diventino pietra.

Lasciamo che un padre, un figlio,
un fratello, un amico,
parlino al cuore degli uomini.

Gli uomini delle Istituzioni no!
Se impotenti o collusi
generano sdegno e tumulto.

“Non avete umiliato me,”
ha detto oggi ai giovani
manifestanti a Bologna
contro il G8 e il Governo,
il Presidente della Camera.
“Avete umiliato i morti.”
Già, i morti.
Loro sì. Pagano sempre per tutti.
Pagano almeno due volte.

***

Da
Siria 21 agosto 2013
La strage degli innocenti

“… E noi siamo stati a guardare,
anche ora che la ferocia
ha tradito l’innocenza,
e centinaia e centinaia di bambini,
sotto cumuli di terra,
cercano con occhi vuoti
un cielo che non c’è.

Chissà se anche loro,
come i bambini di Terezin,
disegnavano gabbiani
dalle grandi ali
per volare lontano
dai “campi di sterminio”,
oltre la sofferenza
e la morte nelle “camere a gas”,
verso  “un paese dove non si uccide”.

“Per non dimenticare”
diciamo ogni anno
alla ricorrenza del 25 aprile.
“Perché questi fatti non si ripetano!”
E invece ancora una volta
siamo stati a guardare.

***

2001 – 2011. Il cantastorie di Lidia Colla
2001 – 2011. Il cantastorie
Dal G8 di Genova alla Primavera Araba
di Lidia Colla
1a edizione 10/2013, pag. 44
ilmiolibro.it

Lidia Colla

Lidia Colla è nata a Roma e vive vicino a Firenze. Laureata in Lettere Classiche, già insegnante e preside nella scuola media, ha lavorato anche nell’editoria scolastica. Autrice di racconti e raccolte di poesie.
“La scuola è stata determinante per me, che l’ho frequentata in un periodo in cui per un giovane era la più importante agenzia culturale.
Ma l’ho amata anche quando ci ho lavorato, prima come insegnante e poi come preside, a partire dai primi anni sessanta, quando iniziava un periodo di riforme e trasformazioni che suscitavano entusiasmo  e impegno per la realizzazione di una società più consapevole e libera. Mi piacerebbe parlarne. Chissà… Come tutti i nonni ora seguo con interesse e trepidazione i miei tre nipotini, Arianna, Sveva e Valentino e i loro sorrisi sono un invito alla speranza: in un un mondo più umano , più solidale e  più rispettoso della dignità e dei diritti della persona. Un abbraccio e un augurio a loro e a tutti i bambini del mondo.”

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8 Commenti

  1. Queste poesie sono una fotografia della nostra realtà peggiore, meno male che la poesia la rende più accettabile

  2. Un brivido lungo la schiena…e la memoria rievoca i drammatici eventi che non andranno mai via dalla mente…e la poesia si assume questo compito….

    • Grazie Patrizia, è proprio così.La poesia suscita emozioni e rende indelebile il ricordo, e può svolgere una grande funzione educativa, proprio nella sua immediatezza e accessibilità .

  3. La poesia come strumento per raccontare storie vere del nostro passato storico.
    Uno strumento così delicato per raccontare episodi tristi, cruenti e malinconici.
    Sarebbe interessante poter leggere tutte le poesie contenute in questo libro.

    • E’ vero Beatrice, e spesso tanti momenti importanti, alti o drammatici e terribili della nostra storia, li ricordiamo proprio attraverso la poesia che sa cogliere l’essenziale e mediante l’emozione renderlo indelebile.Basta anche la voce di un cantastorie

  4. Lidia Colla lascia il mondo delle fiabe e si tuffa nella cronaca e nella Storia.
    Dal G8 di Genova alla Primavera araba, l’ autrice ripercorre gli snodi di un mondo sfigurato dalla violenza che rianimato da una ” spera di speranza ” cerca la scappatoia per sottrarsi al suicidio.
    Intense sono le emozioni nel leggere quest’ antologia da aedi dei sentimenti e araldi delle commozioni. Un libro da leggere. E da rileggere. E da meditare.

    • Grazie ,Gaetano, del tuo commento. Ogni volta è ritrovare un vecchio amico, che ti aiuta a capire meglio quello che hai scritto,e ti dà la speranza che il canto dell'”aedo” possa aiutare , attraverso la riflessione, a superare la sofferenza.
      Proprio oggi, che è stata data la notizia della condanna di tre responsabili di quanto avvenuto alla scuola Diaz in occasione del G8 di Genova.
      ” Sarà la lunga notte ./ La lunga notte del massacro cileno. / Il mattatoio./Dove gli assalitori / perderanno dignità di uomini / e diventeranno belve…”
      Grazie
      Lidia Colla

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