35 anni da bancario di Vittorio Sartarelli

Un ex bancario racconta ad un suo collega ed amico le sue vicende personali ed il suo evolversi professionale nell’Istituto di Credito in cui ha lavorato. Una Banca che si è sviluppata e consolidata rimanendo fino alla fine degli anni ’90 l’unica valida realtà, quale espressione dell’imprenditorialità bancaria di successo della sua città, come scrive l’autore. Ma, andato in pensione il protagonista, dopo poco tempo, l’istituto incomincia a vacillare e sarà ben presto fagocitato da una grande Banca del Continente che, ponendo fine alla sua esistenza ultra centenaria, ne cancellerà il nome, i successi finanziari ed anche il ricordo. Questo libro appassionato e coinvolgente dove regna sovrano il sentimento e l’attaccamento al proprio dovere, a cose e persone, ci conduce per mano attraverso le vie impervie che un uomo deve attraversare per lavorare in banca per ben trentacinque anni. Tutto sembrerebbe facile e confortevole, non è affatto così, ve lo assicuro, soprattutto se la buona sorte si mette a fare i capricci, soprattutto se emergono la malvagità, la cattiveria, la superbia, la sete di denaro, l’arrivismo e la prevaricazione da parte di altre persone. Da questo libro confessione viene alla luce un mondo sconosciuto e sommerso che non può essere conosciuto da tutti. E chi meglio può narrare di certi fatti se non colui che li ha vissuti in prima persona e provati sulla propria pelle? Un libro molto interessante e istruttivo, attualissimo, scritto egregiamente e con stile moderno e accattivante. Pagine intense che inducono alla riflessione e che si fanno leggere attentamente per il loro messaggio e significato. Quella leggera e soffusa malinconia che a tratti diviene rammarico dà un tocco di intramontabile poesia che esiste nella vita di ciascuno di noi e che solo pochi riescono a cogliere come fa mirabilmente Vittorio Sartarelli.
Nicla Morletti

Anteprima del libro

Dal Capitolo I – Rimembranze

Finalmente, il giorno del “colloquio” arrivò, a Mauro sembrava di essere ritornato a scuola, avvertiva lo stesso disagio dell’ ”Esame”, con la differenza che, agli Esami di Stato sapeva bene cosa gli avrebbero chiesto e si era preparato apposta, quella volta invece, non sapeva assolutamente dove sarebbero andati a parare gli esaminatori. Era, allo stesso tempo, timoroso e impaziente, sapeva bene che da quel colloquio dipendeva il suo avvenire; aveva un po’ studiato su un testo di tecnica bancaria, lui che proveniva dal liceo classico, materia che gli risultava assolutamente nuova e per certi versi incomprensibile. I titoli di credito e, sommariamente, tutte le operazioni di credito che esistevano all’epoca dei veri e propri oggetti misteriosi ma, in ogni modo era pronto e in preda ad una comprensibile ansia.
Appena entrato nei locali della Banca Mauro scoprì che non era il solo a dover sostenere quel colloquio, infatti, li contò tutti ad uno ad uno erano in undici e la cosa, chissà perché, lo rincuorò alquanto. Quando toccò a lui, fece un grosso respiro scaccia pensieri, si sistemò la cravatta, si fece il segno della croce ed entrò.
Nella stanza, molto grande ed illuminata da un’ampia vetrata, dietro un’enorme scrivania erano seduti: al centro, il Direttore Generale che poneva le domande, a latere, da una parte il Segretario e dall’altra un Funzionario dell’Istituto.
Mauro si rese conto, subito, che il colloquio che gli aveva procurato notti insonni e molte paure, si rivelò ben presto soltanto una formalità. Fu messo a suo agio e le domande furono molto generiche e centrate su argomenti d’attualità, in sintesi, quella specie di test attitudinale, più che su una preparazione specifica e tecnica che, in effetti, non poteva esserci, era incentrato sulle caratteristiche dell’esaminato, sulla sua cultura generale, sul modo di presentarsi, esprimersi e relazionarsi con gli altri.
Al termine il Direttore, mostrandosi molto soddisfatto, gli strinse cordialmente la mano, si complimentò per l’esito del colloquio e gli disse alcune parole sulle quali Mauro, poi, si fermò a riflettere a lungo: “ So che scrivi con successo su alcuni giornali, ho letto alcune tue cose, bravo mi hanno interessato, vedrai che queste tue qualità ti serviranno nel tuo lavoro!”. Porgendogli, infine gli auguri, lo pregò di portare i suoi saluti all’Onorevole e gli anticipò che, al più presto avrebbe ricevuto la lettera d’assunzione, congedandolo con un ampio sorriso.
Mauro uscì da quella stanza come un automa, doveva sentirsi l’uomo più felice della Terra in quella circostanza, considerato quello che aveva passato negli anni precedenti, sempre alla ricerca vana di un posto di lavoro che non si trovava. E, ora, lo attendeva una vita nuova eppure, era come irretito, aveva la sensazione che il tempo si fosse fermato, non riusciva ancora a realizzare quello che gli era stato appena detto. Rimase così immobile per qualche minuto, appoggiato ad un tavolo assorto in quel suo stordimento emozionale, non se ne rendeva conto ma, il suo cervello aveva subito uno shock : un commesso della Banca che l’osservava si preoccupò e, avvicinandosi, gli chiese se stesse bene, al che Mauro si scosse, ringraziò ed uscì quasi di corsa dall’ingresso principale.
Una volta fuori, salì in macchina e scoppiò in un pianto, dirotto e irrefrenabile, la tensione si era, improvvisamente, dissolta ora che era tornato in sé, poteva dare sfogo a  quel pianto liberatorio che saliva dall’anima, a lungo represso per tutto il periodo delle sue sofferenze durante gli anni precedenti. Ormai non riusciva più a frenare la sua gioia, finalmente l’incantesimo si era rotto ce l’aveva fatta e avrebbe voluto gridarlo a tutto il mondo.
La prima persona alla quale Mauro comunicò l’esito del colloquio, ovviamente, fu la sua fidanzata, il suo amore trepidante, che raggiante e felice lo abbracciò così forte come se lo avesse rivisto, in quel momento, dopo molti anni di separazione. Infine, andò a dirlo ai suoi genitori che tanto si erano sacrificati per lui durante la sua esistenza e che meritavano questa ricompensa sentimentale da parte sua. Era finalmente arrivata per lui la fine di un incubo che sembrava non dovesse finire mai.
Si era alla fine di dicembre del 1962, nei primi giorni di Gennaio del 1963, gli giunse la tanto attesa lettera d’assunzione in banca, era una raccomandata che Mauro conserva ancora, gelosamente come un cimelio, tra le sue vecchie carte. Il testo recitava che era stato assunto con la qualifica di Cassiere, che avrebbe dovuto prendere servizio il giorno quindici dello stesso mese, nella sede in una cittadina rivierasca della provincia e, cosa molto importante per allora e per la disastrata condizione economica di Mauro, che il suo trattamento economico mensile, come impiegato di prima categoria, sarebbe stato di Lire ottantaquattromila e per quindici mensilità all’anno. Il 1963 iniziava sotto i migliori auspici, non c’erano dubbi ormai, ma solo certezze.
Egli era felice come non lo era stato mai, sembrava finito per lui finalmente quell’odioso periodo caratterizzato dalla ricerca affannosa e continua di un posto di lavoro, lasciava la sua attuale situazione di precariato lavorativo per entrare, con un contratto a tempo indeterminato, in un mondo lavorativo nuovo, tutto da scoprire, il mondo della finanza e delle Banche che ora lo affascinava molto, tuttavia, la conquista più importante della sua vita era costituita dal fatto di aver raggiunto la tranquillità e l’indipendenza economica. Nel giro di qualche anno, avrebbe potuto sposare la donna della sua vita che con fede ed amore lo aveva atteso per molti anni. Poteva crearsi una famiglia alla quale dedicare la sua vita senza avere più le paure e le angosce per il futuro.
Mauro aveva da poco preso servizio e si stava godendo quella sua nuova esperienza lavorativa quando, improvvisamente, si materializzò nella sua mente un problema che, nel giro di qualche mese, per le conseguenze che avrebbe potuto arrecargli, rischiava di compromettere l’acquisizione del suo posto di lavoro. Il problema, in effetti, esisteva già prima, solo che egli se n’era, assolutamente, dimenticato: doveva ancora compiere il servizio militare di Leva.
Ogni anno, si era preoccupato di presentare la documentazione attestante la frequenza all’Università, ora purtroppo, nel mese di febbraio di quell’anno avrebbe compiuto ventisei anni e con essi avrebbe esaurito la possibilità di un ulteriore rinvio. Se fosse partito, infatti, in seguito al ricevimento della cartolina di precetto, alla fine di febbraio, non avrebbe neppure, potuto completare il periodo di prova in banca che era fissato in tre mesi e, di conseguenza, non avrebbe neppure potuto chiedere la conservazione del posto di lavoro.

***
35 anni da bancario
di Vittorio Sartarelli
2014, pag. 200
Ilmiolibro.it

Vittorio Sartarelli

Vittorio Sartarelli è nato a Trapani il 20 febbraio del 1937. Lavora come giornalista per alcuni anni, ma poi comincia a lavorare in banca. È autore di numerosi racconti, tutti autobiografici, di opere di narrativa e di saggistica. Nel corso della sua carriera letteraria riceve numerosi primi premi tra i quali si ricordano il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata, il Premio Internazionale di Narrativa “A… Bi… Ci… Zeta”, il Premio Nazionale Letterario “Circe – una donna tante culture” e il Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Ischia, l’Isola dei Sogni” conferitogli a Napoli nell’aprile 2011.

Guarda tutti gli articoli

7 Commenti

  1. Carissimo,
    bello ….la prima cosa che mi è comparsa è il tuo anno di nascita. Lei è coetaneo della mia mamma…Leggere il suo libro sarà come ascoltarlo dalla sua voce.
    Intanto ho letto l’incipit ed è molto intrigante….Mi piacerebbe riceverlo!

  2. carissimo vittorio, ho ricevuto scorsa settimana il volume e ti devo dire che l’ ho praticamente divorato, mi e’ piaciuto moltissimo e in alcuni tratti mi sono ritrovata pienamente, hai davvero descritto un mondo molto difficile e che in questi anni
    e’ diventato ancora piu’ difficile non tanto lavorativamente ma umanamente

    grazie spero che continuerai a scrivere sei molto bravo

    saluti e spero di risentirti presto

  3. Bancario…un mestiere difficile… quanta verità, soprattutto ai giorni nostri e con i tempi che corrono, parola di una bancaria ancora, ahimè (o per fortuna!), in servizio.

  4. Sono molto interessata al libro perché sono una bancaria tutt’ora all’opera, quello che ho letto mi e’ piaciuto molto… come ti capisco. Complimenti!

  5. Caro Vittorio, da ex bancario come te ( e, pura coincidenza ?, con altrettanti anni di servizio, ti faccio i miei complimenti per la tua autobiografia.
    Leggendola con piacere immenso, potro’, poi, parteciparti una mia recensione ; macche’ recensione, un mio commento amichevole e compartecipativo. In fondo siamo ex colleghi ( di settore).
    Attendo il volume. Un abbraccio.

    Gaetano

    • Caro Gaetano,
      ti ho inviato il mio libro e attendo il tuo commento, forse non ti è piaciuto?
      In ogni caso puoi dire il tuo pensiero, anche se negativo, lo accetto volentieri, le critiche a volte sono produttive. Un cordiale saluto.
      Vittorio Sartarelli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -