Accadde un giorno di Sergio Maffucci

Giulio, il protagonista di questo appassionante romanzo, cattura subito l’attenzione del lettore. Uomo spigliato, personaggio amabile, aitante pensionato, si prepara di buon mattina per dare vita al suo sogno da tempo meditato: dedicarsi al turismo a breve raggio, quattro o cinque giorni in sella alla sua moto. Tutto è pronto nella borsa: rasoio, dentifricio, qualche medicinale, la macchina fotografica, le cartine stradali e, dulcis in fundo, un’essenza di profumo. Una rapida colazione, il saluto alla moglie e inizia l’avventura. Le gomme sono in ordine, i controlli tecnici sono stati fatti, il pieno lo stesso, la catena lubrificata. Ma cosa o chi lo attenderà all’agriturismo “Oasi”? Questo si domanda soddisfatto il lettore, mentre le pagine scivolano via e la narrazione si fa sempre più fluida e accattivante. Sembra quasi di viaggiare in moto con il nostro protagonista tra le vie dell’incantevole campagna toscana, quando ad un certo punto compare una donna affascinante, di nome Elena, una quarantenne seducente e per di più divorziata. Cosa succederà adesso tra i due, continua a chiedersi il lettore, e così la sua curiosità accresce a dismisura, tanto più che tra i nostri protagonisti si instaura da subito un’affinità elettiva e una forte attrazione. Non svelerò il resto della storia, tra l’altro interessante, brillante, appassionata e profondamente umana, per lasciare il piacevole gusto in tutti coloro che vorranno addentrarsi in queste bellissime pagine, di scoprire il finale e cosa riserva il destino a Giulio e ad Elena, perché tutto “Accadde un giorno”. Nicla Morletti

Anteprima del libro

L’incontro

Giulio si sveglia quasi alla stessa ora delle altre mattine.
Questo giorno, però, è particolare, perché inizia a dare corpo a uno dei suoi programmi concepiti per quando sarebbe andato in pensione: dedicarsi al turismo a breve raggio, in sella alla moto.
Il giorno precedente aveva già preparato una grossa borsa con tutto il necessario per affrontare quattro-cinque giorni di viaggio. Mancano solo le ultime cose: il rasoio, il dentifricio, il profumo, qualche medicinale di pronto intervento e d’uso comune. La macchina fotografica, le cartine stradali e quanto possa servire per un uso immediato, le riporrà nel bauletto della moto.
Fa una rapida colazione, pregustando già il cappuccino che avrebbe sorbito alla prima sosta.
Saluta Luisa, la moglie, che si reca al lavoro e che gli ripete gli ultimi avvertimenti circa la sua condotta di guida nei giorni a venire.
Indossa l’abbigliamento tipico del moto-turista e si reca nel garage per dare inizio alla sua piccola avventura.
Non poteva nemmeno immaginare, quanto ci sarebbe stato di vero in quella parola: “Avventura”…
La moto è in ordine, i controlli tecnici sono stati fatti di recente, le gomme sono alla giusta pressione, il pieno fatto, la catena è stata lubrificata.
«Bene, tutto è a posto!» esclama soddisfatto ed eccitato.
Si sistema il telefonino con l’auricolare, indossa il casco, infila i guanti, inserisce la chiave d’accensione: preme il pulsante della messa in moto e… via!
La meta che si è prefissata per questa prima esperienza di viaggio solitaria è, genericamente, la Toscana. Luogo abbastanza vicino e, soprattutto, interessante e piacevole da visitare nella stagione primaverile e invitante per le numerose strade che s’insinuano nell’affascinante paesaggio, che, grazie al loro tortuoso tracciato, amplificano il piacere di percorrerle in moto.
Lasciatosi alle spalle l’intenso traffico che gravita intorno a Roma, comincia a srotolarsi sul nastro d’asfalto e inizia a provare quelle sensazioni, già conosciute in altre circostanze, che solo a cavallo della moto sperimenta.
Il senso di libertà che questo mezzo meccanico trasmette è grande: si è padroni del proprio tempo, dell’ambiente che ti circonda, non si hanno condizionamenti di sorta, ci si può fermare quando si vuole, andare dove si desidera, senza patire troppo il traffico. Si possono annusare, nonostante il casco, i profumi che la terra circostante emana, che le case emettono, che le attività dell’uomo sprigionano e, grazie a essi, puoi immaginare quanta vita scorre intorno a noi e quanto sia più bella, naturale e forse anche più felice.
Tutto ciò procura a Giulio, un vero benessere interiore e dei momenti, che non è azzardato definire, di felicità.
Il sole si sta levando sempre di più nel cielo, illuminando ed esaltando il variegato verde delle campagne, che in questa stagione di rinnovamento, inizia a manifestarsi nelle sue molteplici forme.
“Che spettacolo! Sì, sono proprio contento, ho fatto bene a partire” pensa Giulio.
A ogni incrocio, il suo sguardo incontra molti cartelli indicatori di paesi e borghi toscani, alcuni noti, altri meno. Essi scorrono alla sua vista, da entrambi i lati delle strade che percorre: paesi e agglomerati di case, in genere posti su posizioni elevate, illuminati dalla vivida luce del giorno che mette in risalto l’antica architettura e che fa andare il pensiero ai tempi antichi, quando quelle mura già esistevano ed erano ammirate da viandanti a dorso di ben altre cavalcature, certamente più a misura d’uomo. Il progresso, però, è inarrestabile e anche Giulio nel suo piccolo, lo rappresenta, attraversando quest’immutato paesaggio a dorso di una rumorosa cavalcatura di ferro.
Giunto nella provincia di Siena e non avendo preparato un percorso dettagliato, preferisce affidarsi alle sensazioni del momento. Intanto inizia a guardarsi intorno, per fare uno spuntino, riservandosi di mettere i piedi sotto il tavolo, come si dice, la sera, nel luogo dove avrà deciso di trascorrere la notte.
Al primo incrocio che si presenta, fa una deviazione dalla Cassia, verso il primo paese indicato su quella strada.
Si ritrova, cosi, ad Asciano, un paesino antico, dall’impronta architettonica del Trecento senese, affacciato sul fiume Ombrane,
“Non c’è che dire, in questa bellissima Italia, dovunque ci si fermi scopri dei tesori e una memoria storica che t’inorgoglisce e ti annichilisce al contempo, in terre come la Toscana, poi, dove sono state intense le attività politiche economiche e culturali dei vari popoli che vi hanno vissuto e delle varie autorità che vi hanno governato, questa caratteristica è ancora più evi-dente”. Questi sono i pensieri che gli attraversano la mente.
Dopo aver ammirato il paese e consumato un frugale pasto in un decoroso bar situato in centro, i cui clienti abituali l’hanno scrutato come si esamina uno “straniero”, riprende il viaggio, che già si prospettava più interessante di quanto previsto.
Continua a percorrere la Cassia in direzione di Siena.
Non è molto convinto, però, di volersi fermare in città, per la notte.
Preferisce, infatti, una sosta nella campagna circostante, in un albergo o in un agriturismo dal quale, il giorno successivo, prendere le mosse per visitare Siena e poi proseguire verso S. Gimignano. È un programma a braccio e come tale suscettibile di modifiche continue.
Intanto prosegue. Ha ancora il pomeriggio dinnanzi per visitare altre località e per scegliere con calma dove cenare e, se del caso, anche dormire.
Per altre due, tre ore, continua il suo tranquillo viaggio, fermandosi spesso per scattare numerose foto.
Giunge, così, a pochi chilometri da Siena e, come già deciso, non entra in città, ma si mette alla ricerca di un posto che lo ispirasse, sia per mangiare sia per dormire.

***
Accadde un giorno
di Sergio Maffucci
Albatros Il Filo, 2012 – pag. 311

Sergio Maffucci

Sergio Maffucci, è nato a Roma nel 1944, ma le sue origini sono napoletane da numerose generazioni. Ha iniziato gli studi con il maestro Manzi per concluderli con una laurea in Scienze politiche. Ha poi lavorato in banca come funzionario. Tra le sue pubblicazioni: Accadde un giorno (2009); La scuola di Napoli (2011 ) e Una farfalla che non riuscì a volare (2013), tutti premiati in alcuni concorsi.

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17 Commenti

    • …porterà a stravolgere la sua vita, con un sentimento completo e appagante, nonostante alcuni periodi negativi, vissuti, anche questi, in una simbiosi completa con la propria amata…

  1. un racconto poetico a partire dalla copertina. Un romanzo interessante che vorrei leggere, sono curiosa sugli sviluppi.
    Stefania C.

    • Ti ringrazio per il commento “sulla fiducia”…
      Te lo spedirò se la Redazione mi fornirà il tuo indirizzo.
      Se sarà di tuo gradimento, mi piacerebbe che tu lo promuovessi agli amici e ai conoscenti, perché tra poco sarà di nuovo disponibile nelle librerie poiché ho chiesto all’editore di rinnovarmi il contratto sia per Accadde un giorno, sia per la Scuola di Napoli…
      In ogni caso, ti ringrazio di nuovo e ti porgo gli auguri per le feste natalizie.
      Ciao.

  2. Un romanzo appassionato,ricco di dettagli,che lascia entrare il lettore al punto da permettergli di immedesimarsi in uno dei personaggi.
    La storia è suggestiva,attuale e cela un romanticismo d’altri tempi e ciò che più mi ha colpita è la volontà di mettersi in gioco di Giulio,il suo entusiasmo nel vivere i piaceri della vita e il suo forte desiderio di amare come un adolescente..
    Infine,mi sembra calzante il connubio tra il paesaggio senese e la moto.. Compagna dell’Avventura del nostro protagonista.

  3. Grazie Simona, il tuo commento è diretto, essenziale e molto pertinente al significato della storia.
    Una vicenda che dà corpo alla fantasia dell’autore che vi ha riversato la sua filosofia di vita che si realizza almeno in un romanzo…

  4. Appena lette le prime righe, mi ha catturato subito un senso di libertà e di profonda dolcezza. E nella memoria, si affaccia un libro che avevo letto tempo fa e che narra del viaggio di un padre e del proprio figlio, alla ricerca del vero senso della vita che, l’autismo, ha imprigionato nella sua rete.
    Questo libro, scritto con semplicità e freschezza, invoglia ad intraprendere un’avventura su due ruote, non solo attraversando le strade del mondo reale, ma anche quelle dell’anima, meno percorribili e più solitarie. Un viaggio d’introspezione che serve sempre quando, ad un certo punto della vita, ti chiedi dove stai andando e se mai arriverai a capirlo… Una lezione di coraggio da un uomo che non si è mai stancato d’arrendersi, di vivere, d’amare. Un grazie sincero all’autore e complimenti, un’anima “giovane” che non s’arrende mai! Simona

  5. Partire per un’avventura… Piacerebbe molto anche a me!
    Cosa ci riserva il destino? Se solo si potesse sapere… o forse è meglio di no?

    Cosa accadde un giorno?

    Cordiali saluti.
    Barbara

  6. L’atmosfera che ci fa respirare l’autore in questo brano è da sogno. Chi non vorrebbe salire in sella alla propria moto e andare via 4-5 giorni lasciandosi alle spalle preoccupazioni, pensieri e noia della quotidianità? L’ambientazione nella campagna toscana secondo me invoglia ancora di più il lettore a sognare e, chissà, magari fare una breve vacanza da quelle parti…

    • Nel caso specifico era proprio quello l’intento del protagonista: una breve vacanza nel senese e dintorni.
      Il “caso” ha fatto sì, invece, che si trasformasse in una travolgente storia d’amore che ha mutato radicalmente la vita di Giulio, che nonostante le razionali riserve sulla sua età e quella di Elena, si è fatto trasportare dall’irrazionalità dei sentimenti che ha fatto strame di tutti i dubbi e le paure e ha scelto di continuare la sua vita con Elena nello splendido scenario della campagna toscana, fra Montalcino e Siena…
      Ciao Nadia.

  7. Questa parte del racconto che ho potuto leggere, sembra proprio un bel sogno in cui sarebbe piacevole trovarsi, per chi come me sogna spesso di viaggiare, ma purtroppo le circostanze della vita non ce l’ho può permettere, quindi è bello poterlo fare attraverso le pagine di un bel romanzo quale credo sia questo di Sergio Maffucci, sarei proprio curiosa di sapere cosa e chi incontrerà Giulio nel suo viaggio.

    • …incontrerà la donna della sua vita, colei che pensava di non poter mai incontrare se non nelle sue fantasticherie, la sua gemella elettiva, l’altra faccia della sua medaglia…

      In un romanzo e solo in esso tutto può avverarsi!
      Ciao Natalia

      • Grazie Sergio per avermi risposto, da quello che ha scritto credo sia anche una bella storia d’amore, purtroppo come ha scritto lei si avvera solo in un romanzo…..però, è bello sognare anche solo attraverso le pagine di un libro!

  8. La moto, simbolo di liberta’,
    sulla sella in velocita’
    verso il destino che c’ aspetta
    oltre alla collina curiosetta.
    Con Giulio scopriamo
    che il futuro sovrano
    ha l’ aspetto seducente
    di una signora attraente;
    emozion che il cuor riscalda
    e la virilita’ in lui rinsalda.
    Maffucci, da buon bamcario,
    estrae dal suo rimario
    questa trama gradevole
    e assai profittevole.
    ” Accadde un giorno ” e’ gia futuro :
    il suo successo, ne son sicuro.

    Gaetano

    • La scrittura è il veicolo con il quale si possono realizzare le fantasie ed i sogni; questo libro è nato proprio da un sogno.
      Le parole hanno questo straordinario potere, se ben usate, di proiettare nella dimensione dell’anima, prima chi scrive e poi chi ha la compiacenza di leggere!
      Grazie e ciao!

    • Troppo buono Gaetano.
      Sono trascorsi quattro anni dalla prima pubblicazione e i dilettanti, come me, sconosciuti e poco supportati possono solo sognare non solo quello che scrivono, ma soprattutto il “successo”, anche se un concorso letterario mi ha gratificato con un secondo posto nella categoria dei libri editi.
      Ciò che si fa con la passione non chiede necessariamente numerosi apprezzamenti, che sono bene accetti, ovviamente, ma si accontenta anche solo della propria soddisfazione.
      Dopo questo primo racconto “lungo”, altri due ne sono seguiti e uno è in attesa della stampa…
      Così mi avvierò verso il “successo”. Eh, eh, eh.
      Ciao e grazie del tuo commento

  9. Un incipit che fa sognare il lettore.. credo che chiunque voglia intraprendere un viaggio, lasciando tutto al caso.. senza pensare a nulla..proprio come fa il nostro protagonista.. ciò che fa sognare è vedere questo personaggio che ormai avanti con l’età si avventura in percorsi sconosciuti.. e con lui ci inoltriamo anche noi lettori nel suo mondo.. curiosi di scoprire cosa succederà..
    complimenti all’autore.. soprattutto per la precisione della descrizione dei particolari..

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