mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Al limite del sogno di Carlotta Amerio

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Al limite del sogno di Carlotta Amerio

Al limite del sogno di Carlotta Amerio, romanzo di esordio che ha ricevuto una menzione d’onore in occasione del 1° Premio Internazionale Salvatore Quasimodo, nel mese di gennaio 2020.

Al limite del sogno di Carlotta Amerio, una storia in bilico tra salvezza e perdizione

Giulia, giovane studentessa di Storia dell’arte, trascorre le sue giornate tra studio e momenti di svago con i suoi amici e con Davide, il suo ragazzo. D’improvviso, però, degli incubi tetri e grotteschi, che paiono sempre più reali, iniziano a tormentare le sue notti. Inizierà da ciò un percorso sempre più vorticoso che la porterà a sperimentare ogni genere di degradazione, vittima, insieme, delle proprie allucinazioni e del desiderio confuso e progressivamente più incoerente di sfuggire a esse attraverso la droga. Carlotta Amerio, per questo romanzo, ha svolto dettagliate ricerche sui mondi sommersi, quelli che nessuno vuole vedere e di cui molti negano persino l’esistenza, rivolgendo lo sguardo semplicemente altrove. “Al limite del sogno” è il suo primo romanzo edito.

Anteprima

Prologo

Mi svegliai con i brividi, sdraiata a terra, frammenti di terriccio appiccicati al volto. Rialzarmi fu una fatica infinita. “Non può andare avanti così”, pensai. Mi facevano male le ossa. Era ora di cambiare qualcosa, di rimettere a posto tutti i pezzetti che formavano quel puzzle schizofrenico che era la mia vita. “Almeno l’avevo salvato”, pensai. Ero in grado di proteggere gli altri, di sciogliere problematiche intricate, ma non ero capace di badare a me stessa. E ora anche il mio corpo iniziava a ribellarsi. Ogni volta che mi svegliavo, ero più debole e dolorante di prima. Mi stavo annullando nell’inseguimento di un qualcosa che non riuscivo nemmeno a identificare chiaramente. Quando tornavo in me, una scossa elettrica trafiggeva ogni cellula del mio corpo, ricordandomi della mia mortalità. Sudavo e lo stomaco era stretto in una morsa nauseabonda. Chi credevo di essere? Avevo delegato a lei la gestione di ogni mio dolore, di ogni difficoltà, e ora questa vigliaccheria mi si rivoltava contro, costringendomi ad azioni che mai e poi mai avrei pensato di essere in grado di compiere, trasformando il mio mondo onirico nella realtà e la realtà in qualcosa da anestetizzare a ogni costo. In fondo, sapevo che, in qualche modo, ce l’avrei fatta ed ero disposta a tutto per riuscirci.

1.

Era una giornata di sole e guardavo le macchine che, monotonamente, passavano di fronte alla finestra della cucina. Il mio coinquilino, Mattia, stava preparando il caffè per la “colazione”: per modo di dire, visto che erano già le tre del pomeriggio. Quella domenica non si distingueva da una lunga serie di giornate quasi in carta carbone. Essere studentessa di Storia dell’Arte aveva il pregio di catapultarmi in un mondo di sedicenti artisti, ognuno all’inseguimento di un sogno e con i piedi tutt’altro che ben piantati per terra. C’erano anche studenti che si impegnavano e che davvero inseguivano progetti ambiziosi ma io, semplicemente, non li frequentavo. Non mi interessavano. Preferivo vivere con leggerezza, senza badare alle responsabilità della vita. Forse ero un po’ ingenua, ma a me andava bene così. «È stato bello, ieri sera». Le parole di Mattia mi riportarono nel qui e ora. «Davvero!» Con il pensiero tornai alla sera precedente. Eravamo stati a una festa privata organizzata, come spesso accadeva, dall’amico di un amico. Qualcuno che però nessuno conosceva. Avevano montato un rudimentale sound system in alcuni locali vuoti. Non si poteva certo definire un rave, perché il posto metteva a disposizione appena qualche stanzone spoglio e i partecipanti erano, sì e no, una cinquantina: alcuni studenti di Storia dell’Arte e diverse persone mai viste prima. Qualcuno aveva pensato di abbellire i muri proiettandovi ghirigori psichedelici e piazzando un paio di lampade di Wood che facessero risaltare i colori delle decorazioni, dando l’impressione di trovarsi in una specie di gigantesco acquario tropicale. In un angolo avevano montato un bancone bar improvvisato, dove vendevano birra e un unico tipo di cocktail a base di un mix di liquori da discount. Come innumerevoli altre volte, avevo trascorso la serata con il mio coinquilino e un paio di amici, a parlare del senso della vita con una birra in mano, il basso che rimbombava nei nostri corpi ed elettrizzava le menti. Ce n’eravamo andati all’alba, non appena i primi raggi di sole avevano incominciato a filtrare negli stanzoni fumosi. Non mi piaceva restare in giro dopo il sorgere del sole, quando la gente cosiddetta normale andava al lavoro e ci lanciava occhiate di disprezzo, vedendoci tornare dalle nostre scorribande notturne, il passo pesante e le facce segnate dalla stanchezza. «Chi era quel tizio con cui sei sparita alla fine?», domandò Mattia, porgendomi una tazza di caffè fumante. Buttai giù un sorso di quel liquido nero e bollente. Era come una pozione magica che aveva il potere di rimettermi in piedi dopo serate come quella appena passata o, per lo meno, di svegliarmi un po’. «Chi, Davide? Era con noi al seminario sull’Arte antica, non ti ricordi?» «No. Non mi sembra di averlo mai visto. Ma dove eravate spariti?» «Eravamo andati a fare un giro. Volevamo rivederci oggi per pranzo, ma ormai è un po’ tardi». A volte avevo la sensazione che fosse geloso dei ragazzi che frequentavo. Vivere sotto lo stesso tetto, a stretto contatto, può sortire due effetti diametralmente opposti: la completa alienazione oppure una confidenza fraterna. Per me, Mattia era come un fratello, anche se a volte il confine tra la semplice amicizia e qualcosa di più può essere molto labile. La simmetria dei sentimenti, poi, non è affatto scontata. Scacciai quel pensiero in un angolo recondito della mente e andai a prendere la mia giacca che, la sera prima, avevo gettato in un angolo del corridoio, vicino alla porta d’ingresso. Frugai nelle tasche fino a estrarvi un foglietto spiegazzato. Rientrando in cucina, scrutai il volto di Mattia, alla ricerca di un indizio che mi rivelasse quello che gli passava per la mente, ma non riuscii a cogliere nulla. Accarezzai quel pezzetto di carta con le dita, come se toccarlo mi potesse far rivivere le sensazioni della sera precedente. Mi aveva lasciato il suo numero. «Ti piace?» «È simpatico. Ma comunque si vedrà», risposi, bevendo l’ultimo sorso di caffè e riponendo la tazza nel lavandino. Fumammo una sigaretta e poi Mattia mi avvisò che avrebbe incominciato una delle sue solite maratone alla Play. Diceva che, quando era stanco, non aveva voglia di affrontare la realtà e preferiva rifugiarsi in un mondo parallelo che poteva controllare a suo piacimento e fare sparire sfiorando un semplice tasto. Chiamai Davide. Non ero tipa da aspettare che facesse lui il primo passo. Se vuoi una cosa, agisci. Aspettando gli altri, finisci per vivere in un limbo grigio, torturandoti con mille pensieri. Certo, la pazienza non era una delle mie virtù. Mi rispose dopo parecchi squilli, la voce ancora impastata dal sonno. «Giulia?» «Sono io». «Volevamo vederci. Dovevamo… che ore sono?» «Le quattro». Si schiarì la voce e sentii chiaramente che stava scostando le lenzuola. Lo immaginai mentre si metteva a sedere sul letto e cercava di darsi un contegno. «Mi sa che per il nostro pranzo è un po’ tardi». «Già». Alla fine, decidemmo di incontrarci per un kebab all’ora di cena. Le serate incominciavano a essere più calde e avremmo potuto mangiarlo seduti su una panchina da qualche parte.

Al limite del sogno
di Carlotta Amerio
Editore: 96 rue de-La-Fontaine Edizioni (8 maggio 2019)
Copertina flessibile: 192 pagine

Carlotta Amerio

Carlotta Amerio vive a Torino ma ha vissuto a lungo in diverse città della Germania.
Fin da piccola è stata attratta dalla scrittura e dai mondi fantastici sapientemente creati su carta. Nel corso della sua vita, ha spesso lavorato con la parola scritta, utilizzandola sia come strumento professionale che come chiave di lettura del suo io interiore e di quello dei personaggi letterari e delle menti che li avevano creati. Ha lavorato come traduttrice, insegnante di lingue e nel back-office commerciale di una grande azienda del settore metalmeccanico. Attualmente lavora come web copywriter e travel planner.
Amante della letteratura contemporanea, della musica rock, della moto trial e dei viaggi, è venuta in contatto con persone dai vissuti più variegati e complessi, che hanno lasciato impronte a volte lievi e altre più marcate sul suo cammino personale.
Per il suo romanzo Al limite del sogno, edito dalla casa editrice 96 Rue de-La-Fontaine, ha svolto dettagliate ricerche sui mondi sommersi, quelli che nessuno vuole vedere e di cui molti negano persino l’esistenza.
Al limite del sogno è il suo primo romanzo edito e ha ricevuto una menzione d’onore in occasione del 1° Premio Internazionale Salvatore Quasimodo, nel mese di gennaio 2020. Il libro è stato presentato in diverse sedi, tra cui il celebre Circolo dei Lettori di Torino, e in occasione di fiere letterarie virtuali (avrebbe dovuto partecipare personalmente al Salone del Libro e al Pisa Book Festival ma purtroppo non è stato possibile a causa delle limitazioni legate al Covid).
Durante il periodo del lock-down, inoltre, l’autrice ha scritto una favola illustrata per bambini dal titolo Luca, Rod e Mila nel Regno di Corona, che è stata presentata a manifestazioni artistico-letterarie e letta in diverse scuole primarie.

27 Commenti

  1. Tema molto attuale, spesso tabù. Invece è giusto parlarne perché si nasconde ovunque, anche dove non immagineremmo. Complimenti all’autrice per aver raccontato questa storia.

  2. Il titolo del libro ha attirato la mia attenzione, forse più della copertina! La lettura è scorrevole e per niente pesante, nonostante l’argomento trattatato sia molto sensibile.
    Mi piacerebbe molto continuare la lettura

  3. La copertina e il titolo hanno subito attirato la mia attenzione, invogliandomi a saperne di più.
    Sembra trattare temi molto importanti che sono sicura, visto la mia giovane età, possano lasciarmi qualcosa dentro.
    Sarei onorata a leggere questo libro!

  4. È intrigante. Sono un’amante dei romani gialli e noir. L’anteprima è promettente e mi incuriosisce. Spero di avere la possibilità di leggere il romanzo per intero e lasciare una recensione, che sia più esaustiva di questo commento.

  5. La copertina mi ha subito attirata e invogliato a saperne di più. L’anteprima mi ha incuriosita ancora di più perché il connubio sogno-realtà è molto interessante e intrigante, da sempre oggetto di studi e temi classici. Mi piacerebbe molto poterlo leggere.

  6. Un tema attuale e magari farlo leggere a mio figlio adolescente visto il tema trattato. Mi piace la copertina che rispecchia quella che è la traccia dell’anteprima e anche i colori mostrano le controversie del libro, i colori scuri indicano la strada persa della giovane protagonista. Al centro lei colorata che si perde nell’oscurità della disperazione della droga. E sarei curiosa di leggere il finale con l’intero libro fra le mani e non solo assaggiare l’anteprima letta qui. Complimenti per la bella copertina e per il coraggio avuto nel trattare un tema così complesso e delicato come la droga , che tutt’oggi sembra trascurato e messo da parte ma purtroppo ancora presente soprattutto fra i giovani .

  7. Argomento trattato attuale, anche se delicato e forte nello stesso tempo.. L’anteprima ispira molto per vedere il seguito, il durante e il finale della vita di questa ragazza..se sceglierà la strada giusta oppure no..
    Molto bella anche la foto di copertina

  8. Mi svegliai con i brividi, sdraiata a terra, frammenti di terriccio appiccicati al volto. Rialzarmi fu una fatica infinita. “Non può andare avanti così”, pensai. Mi facevano male le ossa. Era ora di cambiare qualcosa, di rimettere a posto tutti i pezzetti che formavano quel puzzle schizofrenico che era la mia vita. “Almeno l’avevo salvato”, pensai.

    Praticamente è quello che penso io, riguardo alla mia vita. Questo libro dev’essere una bellissima lettura, una carezza, mi ispira moltissimo leggerlo. Credo che per me sarebbe fantastico!

  9. un’argomento molto complesso e forte ma necessario, non vedo l’ora di leggere questo libro molto affascinante e forte. Mi farebbe un sacco piacere leggere questo libro, per poter confrontare anche il mio punto di vista.

  10. Ho letto l’anteprima e, devo ammettere, che sono rimasta affascinata dal modo di scrivere e incuriosita, con la smisurata voglia di saperne di più sull’evolversi di questa storia. Purtroppo il tema della droga è qualcosa di molto presente nella nostra società e credo che non sia facile parlarne in un libro, ma credo anche che l’autrice sia stata perfettamente in grado di catturare l’interesse del lettore e di farlo rimanere focalizzato su qualcosa di “brutto” ma anche importante come il tema della dipendenza. Spero di poter avere l’occasione di leggere questo libro.

  11. GIULIA, TE O STO DICENDO DA AMICA…..BUTTA VIA TUTTO E TORNA INDIETRO…..ALLA TUA VITA… COME ERA UNA VOLTA…
    ..SE FOSSI FELICE IN QUESTO MODO ASSURDO… IN CUI NON SAI QUALE E’ IL VERO E QUALE IL SOGNO….TI DIREI ..CONTINUA COSI….MA SEI NEL CAOS, E SE NESSUNO TI DA UNA MANO NON NE ESCI FUORI…. TI AUGURO DI TROVARLO…CON TUTTO IL CUORE….
    SPERO DI CONOSCERE I TUOI PENSIERI, E LE SCELTE DLLA TUA VITA…
    A PRESTO…SPERO!

  12. Argomento forte e difficile da trattare Ma anche necessario. Da questa breve anteprima sembra che l’autrice ci presenti una storia interessante e tratti il tema in maniera adeguata

  13. Mi ricorda molto gli anni 80 quando per la prima volta vidi e poi lessi Cristiana F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino,allora conoscevo ragazzi che si persero con le droghe e alcuni non ritornarono più dal ultimo viaggio,chissà se questa ragazza vive solo incubi o triste realtà…

  14. mi interessa l’argomento, anche se forte, mi interessa anche come romanza di formazione per ragazzi. La droga è un argomento che affascina,attira e spaventa, ma che bisogna conoscere. Interessante e ammirevole la scelta e le ricerche sul campo. Mi piacerebbe leggere il libro.

  15. I mondi sommersi possono nascondere tante cose: amori, vizi, affetti, perdizione.
    Sono sommersi per un motivo e spesso quel motivo è carico do sofferenza e solitudine, come lo è sicuramente una problematica come la droga.
    Con libri come questi è impossibile non lasciarsi andare alle emozioni e riflessioni. Spero di poter approfondire presto la lettura. Grazie.

  16. Questo libro mi intriga molto anche se in genere gli argomenti che trattano del problema “droga” non catturano molto il mio interesse, però questo libro ci terrei a leggerlo perchè sembra un noir che è il mio argomento preferito.

  17. La droga è sempre stata un argomento non facile soprattutto per chi scrive . Entrare in questi vicoli bui è molto impegnativo per il mal di vivere di molti giovani.Vorrei poter continuare la lettura auguri Mariliana

  18. Ho trovato l’incipit molto interessante, dove l’inquietudine riesce a trasparire ad ogni rigo.
    Sicuramente un libro che mi piacerebbe leggere!

  19. Tema complesso di cui è molto complicato parlare. Nonostante ciò dall’anteprima non sembra assolutamente cadere nel banale, anzi.

  20. Una storia difficile quella che viene narrata in questo libro, ma proprio per questo molto coinvolgente. Quello dei giovani e della droga è un modo sommerso che è difficile conoscere, e scoprirlo da una narrazione in prima persona non può che essere affascinante e terribile allo stesso tempo. Inoltre, ho letto nella biografia della scrittrice che ha fatto lei stessa dettagliate ricerche al riguardo, quindi sono certa che si tratterà di una lettura molto interessante. Faccio i miei complimenti all’autrice per aver trattato un tema così complesso.

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